2014 SIETE PRONTI PER IL FALLIMENTO DELL’ITALIA ?

Scritto il alle 10:30 da icebergfinanza

Fantastico questo Paese, il Paese delle Meraviglie dove come direbbe la nostra Alice …

” Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe! ” 

Ieri il mitico Enrico Letta si è superato, nel gioco delle tre carte verbali, un gioco di prestigio mai visto nella storia della Repubblica italiana, quattro frasi in croce per sintetizzare gli abbaglianti in fondo al tunnel che verranno…

“Per far ripartire l’economia e i consumi l’elemento di fiducia è fondamentale – ha continuato Letta -. Ci sono segnali macroeconomici che non si vedono nè si toccano, ma i dati ci dicono che la ripresa nel 2014 è a portata di mano”.

Dite la verità non vi sembra di sentire il gatto Silvio, si il telegattone che in piena crisi suggeriva di spendere e spandere, avere fiducia, consumare anche le suole delle scarpe, consumare con l’immaginazione anche lo stipendio che non avete?

Letta si è superato ci sono segnali che non si vedono e non si toccano, ma che sono a portata di immaginazione direi, la fiducia è fondamentale ma senza lavoro, senza redistribuzione, caro Letta, non si va da nessuna parte, senza sostegno alle piccole e medie imprese non c’è speranza, altro che abbaglianti in fondo al tunnel del 2014.

Un consiglio accorato agli imprenditori che ci seguono, rileggetevi le storie di Adriano Olivetti e Ricardo Semler, cercate di trasferirne la filosofia nelle Vostre aziende, vi torneranno utili quando avremo finalmente abbattutto l’oppressione fiscale di questa piovra statale.  Ne riparleremo a breve, statene certi!

Tornando a noi, magari un corso accellerato di “psicopatia integrata” ci aiuterebbe a comprendere i contorsionismi di questi politici.

Probabilmente è l’ultima speranza davvero visto che dal 2015, qualcuno in Parlamento, dovrà confrontarsi con il famigerato “fiscal compact”  del quale vi invito a conoscere i risvolti in questo post  AMERICA E ITALIA… DEFAULT VICINO DEFAULT LONTANO

Solo un manipolo di ignoranti come i nostri parlamentari poteva approvare una fesseria come il pareggio di bilancio in Costituzione, in piena depressione economica, con contorno di fiscal compact e twin pack vari. Quella regola va abolita dalla costituzione, con o senza il consenso dei burocrati europei.

“È come se ci si dimenticasse che il parametro più significativo per valutare lo stato di salute di un’economia è il tasso di occupazione. Detto sinceramente, per parlare ora di ripresa ci vuole una bella dose di umorismo nero.” ha detto ieri Gallino.

Si ci vuole una bella dose di umorismo nero per far finta che non ci stanno prendendo in giro come ci ha segnalato Alessio… Eurozona: presto avvio inchiesta speciale Parlamento europeo su Troika Europarlamento24  o come suggerisce l’editoriale in uscita del nostro caro Claudio dal titolo “Troika se la conosci la eviti”  , di cui vi lascio una piccola anticipazione su Business Community   …

” …Gente come loro decide tagli di pensioni, salari, scadenze di pagamenti, debiti, crediti, fisco, welfare, agende politico-economiche, riforme strutturali, e tutto ciò che dovrebbe far funzionare un Paese. Ma chi gli ha attribuito questi poteri? Non certo elezioni democratiche. Chi andrebbe mai a farsi curare da un medico di dubbia reputazione e che arriva alla terapia con metodi diagnostici per sua stessa ammissione sbagliati? Chi è che vuole l’arrivo della Troika in Italia? E perchè?

Mi raccomando non perdetevelo!

Vi prego scuotetevi, svegliatevi, reagite, diffondete, fate capire alle belle addormentate nel bosco intorno a Voi che il nostro destino è nelle mani di questi psicopatici falliti, che applicano ricette fallimentari, burattini nelle mani di una plutocrazia mondiale, un’oscuro regno intriso di banchieri, finanziari e corporation, che controlla ormai ogni spasmo di una democrazia in decomposizione, che controlla le masse attraverso i media e la televisione, che controlla l’economia attraverso i mercati, attraverso derivati e algoritmi, è un urlo disperato siatene consapevoli.

Tornando a noi, grazie alla segnalazione di Carlo, oggi come menù abbiamo “grilli fritti” in padella, l’ennesima perla di un povero ragazzo che ha perso l’occasione della vita, l’occasione per cambiare il Paese…

Dopo il fallimento mancato previsto da Grillo nell’autunno del 2013,METEO ITALIA…DEFAULT PREVISTO IN AUTUNNO! ora arrivata una nuova puntata dal titolo La caduta dell’Italia nel 2014 … Nel 2014 l’Italia rischia il collasso“, intervista a Pritchard, International Business Editor del The Daily Telegraph da l’Antidiplomatico, di Alessandro Bianchi.

Pritchard è un bravo ragazzo, scrive anche bene ma ha un enorme difetto, invece di occuparsi sempre di Italia e Europa, incominci ad occuparsi del paese di carta straccia dal quale scrive e del debito complessivo che detiene,

Che figata! Per la mitica Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo mediatico prestata all’economia, dovevamo fallire nel marzo del 2012, nell’autunno 2013 grazie al mitico Guglielmi, analista borderline di Mediobanca e non ci siamo riusciti ora speriamo che il leggendario Pritchard riesca finalmente a centrare l’obiettivo anche se non c’è due senza tre!

A Grillo che non riesce a cavare un ragno dal buco presentando sempre economisti o analisti dilettanti allo sbaraglio consiglio per il fine settimana una sana lettura pragmatica e realista…

ITALIA: MAI RISCHIATO IL FALLIMENTO!

…e per chi non ha tempo o voglia anche in versione chart, di facile lettura…

ITALIA: MAI RISCHIATO DI FALLIRE IN VERSIONE CHART …

…con un saluto particolare e affettuoso al professor Monti e al suo cagnolino Empty, teorico dell’Italia che ha rischiato di fare la fine della Grecia!

Intanto in Francia si apre una prima falla il PIL francese é sceso a  -0,1%, da 0,5% del trimestre precedente, mentre in Germania sale di un misero 0,3 % contro il 0,7 % precedente, alla salute dell’inflazione!

Nel frattempo mentre i tonnarotti vi fanno fuggire agitando le reti del tapering, la nuova governatrice della banca centrale americana ci fa sapere che …

La Federal Reserve andrà avanti con le misure di sostegno all’economia, perchè la disoccupazione negli Stati Uniti è “ancora troppo elevata”. E quanto si legge nell’intervento che Janet Yellen – nominata da Barack Obama nuovo presidente della Fed – pronuncerà domani al Senato americano. I senatori dovranno confermare la nomina. Yellen sottolinea come alla banca centrale statunitense resti ancora “molto da fare per aiutare l’economia e il mercato del lavoro”. “Credo che sostenere la ripresa oggi – afferma – sia il modo più sicuro per ritornare a un approccio più normale nella politica monetaria”. Per la presidente designata della Fed, dunque, “si deve andare più lontano per riguadagnare il terreno perso nel corso della crisi”. (Repubblica)

Quando oggi si siederà davanti ai membri del Comitato bancario al Senato, Janet Yellen userà toni più “dovish”, accomodanti, di quelli che il mercato si aspettava pur non aggiungendo nulla di nuovo rispetto a quanto già noto. Non a caso già ieri nel tardo pomeriggio americano, quando è stato diffuso il testo del suo discorso, le varie asset class hanno iniziato a reagire con i trader meno proccupati dell’inizio imminente del “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la Federal Reserve acquista mensilmente 85 miliardi di dollari di Treasury e bond ipotecari.

Ma attenzione alla volpe Yellen, i mercati hanno bisogno di essere calmati e come arma ad una Fed che non ha più opzioni a favore se non quella di aumentare il QEinfinity, avendo perso credibilità già da tempo, resta solo il gioco delle tre carte, un misto di cose dette e non dette, come mago Letta, si o no, boh chissà, in maniera da lasciare sulle spine i mercati per tanto tempo ancora.

Se non volete attendere le 16.00 qui avete un’anteprima esclusiva Testimony by Vice Chair Yellen at her confirmation hearing Mi giunge notizia che Machiavelli ha lontane parentele con gli Yellen, o forse no chissà. :wink:

Nel frattempo in Italia, si parla del ritorno del gatto di Schrodinger Silvio, e delle sue gatte Angelina e Raffaela, anche della Grazia che va e che viene e dell’umanizzata Cancelleria di Stato il cui marito sembra innamorato di Salvatore Ligestri visti i messaggini e le telefonate affettuose scambiate va beh, continuate pure a leggere e sostenere i giornali e i media mainstream, con contributi statali e mi raccomando per l’informazione indipendente, nulla di più che un semplice applauso. Buon divertimento!

Affascinante davvero … ora più che mai sulla riva del fiume, si il Mississippi !

L’uovo di Colombo, l’ ennesima conferma che abbiamo scelto la rotta giusta è in viaggio, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro viaggio.

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie!

Inoltre Vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

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29 commenti Commenta
carpif74
Scritto il 14 novembre 2013 at 11:04

Andrea in base al fatto che continuerà la poltica accomodante della Fed, quale potrebbe essere la miccia per un ridimensionamento delle quotazioni? Questoc he hai scritto tu?

“Resta solo il gioco delle tre carte, un misto di cose dette e non dette”
Grazie

stanziale
Scritto il 14 novembre 2013 at 11:37

@Kurskit- Mi dici : fai proposte concrete. E’ da quel di che le faccio: stracciare tutti i trattati firmati a partire da Maastricht, uscire dall’euro, stampa delle nuove lire a cura del tesoro, controllo dei capitali ecc., insomma ripristinare le cose come erano 30 anni fa.
Sei tu che ancora non hai capito, ci stanno truffando e non te ne accorgi, perche’ hai una mentalita’ calvinista, ti (e il peggio ci) autofustighi, spesso immotivatamente. Quindi
1. Buttare via i blog con riferimenti neo liberisti-castacriccacorruzzionedebitopubblico che fuorviano
2. Leggere attentamente cio’ che scrive icebergfinanza(purtroppo non sono buono a fare la freccetta, fai conto che vedi una freccetta che punta verso l’alto), che e’ il blog di punta per capire la crisi dal punto di vista economico, la situazione banche e finanze pubbliche, in particolare in America ma anche in europa.
3. Leggere attentamente anche Bagnai, Voci dall’estero, tempesta perfetta. E orizzonte 48, necessario per capire la cosa dal punto di vista giuridico, dei trattati. Per esempio tu, Kurskit, che sembra hai decisamente una impostazione neo liberista, per la globalizzazione e le multinazionali che guadagnano ancora troppo poco, sarai senz’altro per togliere di mezzo la nostra costituzione. Ebbene, e’ l’ultimo baluardo, dopo di che faranno di noi cio’ che vogliono. Al riguardo linko questo articolo in cui Seri, un lettore, fa un bel commento, attraverso questo c’e’ un riferimento a voci dall’estero e allo stesso 48. Si parla del trattato Usa-Ue di libero scambio, che e’ una vera colonizzazione, che polverizzera’ il nostro residuo benessere, peggio dell’euro, pochi per ora sono al corrente della cosa.
orizzonte48.blogspot.it/2013/11/the-self-writing-post-questo-lho.html

recuperare Kurskit: Possiamo , dobbiamo

ma leggete tutti, mi raccomando

ghost1962
Scritto il 14 novembre 2013 at 11:51

Mi stupisco di come gli italiani possano ancora tollerare di essere presi in giro e spremuti come limoni. Ormai una famiglia per condurre una vita decente, una volte detratte le tasse e balzelli vari, deve avere delle entrate stratosferiche e come pensano che possa riprendersi la ns economia ?
Altro che luce in fondo al tunnel, toglietevi di torno che è meglio !

ilcuculo
Scritto il 14 novembre 2013 at 12:19

E’ un dato di fatto che i consumi interni si sono ridotti per una percentuale superiore a quella della contrazione del reddito disponibile.

E’ quindi evidente che l’effetto incertezza e mancanza di fiducia hanno un ruolo essenziale in questa dinamica.

Gli aspetti di incertezza sono su diversi fronti:

– Chi ha un reddito da lavoro , ma non è sicuro che l’azienda possa restare solida in un medio periodo

– Chi ha un reddito sicuro ma è incerto del prelievo fiscale, vedi indecorosi balletti IMU secondarata, Tarsu Trasi Tari TIC TUC TAC…

– Chi ha dei patrimoni e delle rendite e vive sotto schiaffo di continui annunci di patrimoniali in varie salse.

– Chi ha un reddito legato al livello dei consumi, commercio, artigiani, terziario… che non ha certezze in quanto legato ai precedenti.

Il minimo sindacale per la nostra politica sarebbe quello di chiarire e definire un quadro fiscale in modo che gli italiani riescano a sapere quanti ne hanno in tasca e decidere cosa fare, altrimenti nel dubbio…. ci si astiene e la crisi si avvita.

ciaula
Scritto il 14 novembre 2013 at 13:01

Andrea, Letta fa il solito numerino di astrologia economica che abbiamo visto fare a Berlusconi, Tremonti, Monti e Draghi negli ultimi anni. Gli italiani neanche fanno finta più di crederci.

Sottoscrivo quanto scritto pure da Stanziale più sopra, bravo.

Vorrei far notare che all’orizzonte sembra avvicinarsi un frontr di tempesta nuovo; un tipo che noi italiani non conosciamo molto, ma può fare danni bestiali…la Deflazione. http://tinyurl.com/ocxyk47
Sarebbe come la proverbiale “acqua bollente versata su un’ustione”.

silvio66
Scritto il 14 novembre 2013 at 14:51

Difficile cogliere il presente nella forma che ci apparirà chiara nel futuro. Lasciamo la finanza per un attimo e parliamo di filosofia: pensate veramente che il voto a grillo sia stata semplicemente l’ultima rappresentazione del famoso, coniato da loro, voto di protesta? Il 25%? Con un mouse?? Stiamo vedendo tutti come si sta comportando l’espressione media della società civile, scelta a caso. Con 100 voti a caso! Certo, fedina penale pulita, titolo di studio ecc, ossia lo spaccato medio italiano. Peccherò di patriottismo di classe, ma appaiono decisamente migliori del frutto delle segreterie di partito che abbiamo delegato a tale scelte. Molto meglio per usare un eufemismo, in realta fanno venire i brividi, nessuna persona “normale” ha messo piede in quelle sale prima di loro. Deve essere un incubo aggirarsi in quell’ambiente per dei cittadini scelti a caso. Nondimeno si stanno comportando egregiamente e nel merito non li discute nessuno. Dimostrano che la gestione della “cosa” pubblica può essere gestito direttamente dalla società, come si faceva una volta per la naia. Era lo stato che in base a semplici precisi parametri, ti destinava per un periodo prestabilito ad una precisa mansione. Non abbiamo più bisogno di alcuna classe politica. Sono un patriotico sognatore dal punto di vista filosofico, ma vedo, o forse voglio, un nuovo umanesimo che parta dall’Italia diffondendosi nel mondo. Tornando alla finanza, attendiamo ansiosi nuove dritte dal nostro capitano che così criptico non è mai stato, e vorrei ben vedere… :mrgreen:

zone
Scritto il 14 novembre 2013 at 15:16

Intanto in Francia si apre una prima falla il PIL francese sceso a -0,1%, da 0,5% del trimestre precedente, mentre in Germania sale di un misero 0,3 % contro il 0,7 % precedente, alla salute dell’inflazione!

Un bel campanello d’allarme!!!

laverita
Scritto il 14 novembre 2013 at 15:17

QUESTI SONO FULMINATI COMPLETI
http://it.finance.yahoo.com/notizie/germania-bundesbank-stabilit%C3%A0-finanziaria-rischio-140000239.html

Il decennale all’1,7% e si lamentano!
Le aziende, i cittadini tedeschi e lo stato tedesco avranno pur giovamento da questo vantaggio con il sud europa o no?
Di conseguenza anche il sistema finanziario penso….a parte gli scheletri di cui ci ha reso edotti Andrea nei giorni scorsi ed in passato.

gnutim
Scritto il 14 novembre 2013 at 15:54

laverita@finanza,

stavo per postare anche io lo stesso articolo: ma Andrea quelli della Bundesbank ci sono o si fanno???

gnutim
Scritto il 14 novembre 2013 at 16:16

ah dimenticavo di farvi notare le perle del nuovo che avanza targato Grillo, non ci ho creduto finchè non ho letto:

Emanuela Corda, che durante la commemorazione in Aula alla Camera per il decennale della strage di Nassiriya, si chiede come mai nessuno commemori – oltre ai 19 caduti italiani e ai 9 iracheni – anche il kamikaze che li ammazzò e distrusse le loro vite. Di lui chi si ricorda, chiede la Corda?

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1349247/Nassiriya–Corda–M5S—-Nessuno-ricorda-il-kamikaze-.html

Scritto il 14 novembre 2013 at 17:21

gnutim@finanza,

Beh, in effetti Nasseriya dov’è? In afghanistan? Ora, cosa cazzo ci facciamo in Afghanistan? A voi piacerebbe trovare truppe armate in giro per le nostre valli a portare la LORO pace? In effetti, la nostra situazione in afghanistan è la stessa dei tedeschi in Italia nel 44 o dei russi in ungheria nel 56., o mille altre nella storia. Sicuri che le vittime siamo noi? PS, Sappiamo benissimo quanti ne abbiamo persi, qualcuno sa quanti ne abbiamo uccisi?
stanziale@finanza,

Non vedo niente di concreto, è come se tu mi dicessi di uscire da un matrimonio, come sai lo fanno in molti, ma moltissimi di questi si ritrovano a dormire in macchina, specie i mariti. Voi sostenete che basti svalutare per rilanciare l’economia, per me è una stronzata, perchè non è un problema di prezzi, ma di qualità. Noi vendiamo il lusso , made in Italy, a prezzi assurdi, con ricarichi pazzeschi, il problema è che dobbiamo avere qualcosa da vendere che SI DESIDERI comprare. Vendere prodotti di basso profilo contando di metterci in concorrenza con il vietnam o la cina, o paesi cimili è semplicemente ridicolo. Il guoaio è cHE ABBIAMO DISTRUTTO MOLTE DI CIo’ CHE ERANO LE NOSTRE ECCELLENZE INDUSTRIALI, chimica, elettronica, informatica.
Quindi, vorrei sapere come contate di far ripartire tuto questo, considerando anche l’abnorme peso fiscale dello stato (parassitario)che ricade su chi produce. Proposte, vorrei e non “occorre tagliare la spesa pubblica”, vorrei che mi si dicesse non solo cosa occorre fare, ma sopratutto COME!

stanziale
Scritto il 14 novembre 2013 at 18:46

Allora Kurskit, qualche giorno fa ho scritto che usi tecnica di disinformazione. Ecco qui, ti ho fatto uscire allo scoperto, l’hai rifatto, ti ho beccato . Dove e’ che io (o qualcun altro ) ha scritto che dobbiamo fare concorrenza alla Cina o Vietnam. Metti in bocca cose che nessuno dice, questa e’ una precisa tecnica, conti che nessuno legge la roba precedente. Poi scrivi che abbiamo distrutto le nostre eccellenze industriali, chimica, elettronica, informatica. Abbiamo chi? Io no, chi ha voluto e sostenuto l’euro casomai….Comunque guarda, vuoi sapere come noi proponiamo di uscire per il dopo euro, e’ stata anche la discussione del convegno di Pescara, in questo post di Mattia Corsini c’e’ un abbondantissimo stralcio. Metto il titolo e la sola parte dove parla il rappresentante della Grecia . Tu naturalmente non lo leggerai, e la prossima volta farai la stessa domanda. Disinformazione. Qualcuno pero’ puo’ essere interessato , l’articolo lo merita.
il titolo su google e’ Le a/simmetrie dell’informazione italiana e il #PUD€: Collaborazionismo 2.0. Sovranisti, inoculate meno e convergete di più!
…………………………………………
…………………………………………
3. Grigoriou Panagiotis, Grecia: Panagiotis é uno storico e antropologo, autore del blog di divulgazione sulla crisi greca (consigliatissimo, con quello degli amici di EPAM!) Greek crisis. Ci ha parlato sia delle tragedie economiche in termini di dati agghiaccianti spesso celati dall’informazione italiana ed europea (secondo Bagnai per il preciso obiettivo di nascondere dove Paesi del Sud si stanno dirigendo seguendo le politiche imposte dalla Troika) sia del lato antropologico dei cittadini greci nella sua evoluzione (negativa) in seguito a queste imposizione economiche. Secondo Panagiotis la Grecia in un certo senso è già fuori dall’euro, perché non sente più sua questa moneta, sempre più scarsa ed identificata con il massacro imposto dalla Germania e dalla Troika “é per noi sinonimo di catastrofe e morte” ha detto. La maggior parte dei greci pensa che l’euro sia un’arma da guerra. I dati sono impietosi. I greci stanno uscendo dall’economia reale (PIL crollato del 20% nell’ultimo anno), si ha un suicidio ogni 18 ore, e 1/3 della popolazione residente (oltre 3 milioni di persone) non ha accesso alla sanità più elementare. Il 62% della popolazione é ora disoccupata, e il modello antropologico é così cambiato che andando all’estero é come viaggiare nel tempo. La Grecia non é di fatto più una democrazia da tempo (dalla rimozione del governo Papademos), ma non é più nemmeno un’economia capitalistica perché il capitale non c’é. Le zone turistiche restano realtivamente floride, ma altrove oltre il 40% delle attività hanno già chiuso. La poca produzione é quasi interamente esportata e non va pertanto a beneficare l’economia greca. Materie prime e semilavorati ormai provengono COMPLETAMENTE dall’estero, la Grecia non é più in grado di effettuare le più banali lavorazioni e raffinamenti. Ergo, é completamente dipendente dall’estero, poiché i fornitori, che MAI farebbero credito sulla fiducia a un greco, ormai pretendono pagamento anticipato in euro o dollari. Fate molta attenzione a questo, perché é il punto a cui é ormai arrivato anche il Portogallo (vedi prima) che di fatto lega indissolubilmente l’economia greca all’euro.

NOI NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE PERMETTERE CHE L’ITALIA ARRIVI A QUESTO STADIO, LO CAPITE? SE NON LO CAPITE FACCIO UN DISEGNO. SE CI ARRIVIAMO SIAMO M-O-R-T-I!

alessandroecristina
Scritto il 14 novembre 2013 at 18:52

@ Stanziale
te ne sei accorto pure tu…..bene,bene…. :idea:

Scritto il 14 novembre 2013 at 19:02

Un po’ si pepe alla discussione.
E’ appena arrivato
Finanza e crescita dopo la crisi
di Salvatore Rossi
http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/141113/rossi_141113.pdf

Claudio

Scritto il 14 novembre 2013 at 19:07

stanziale@finanza,

Io faccio disinformazione? Secondo te la chimica l’elettronica e l’informatica l’abbiamo persa negli ultimi 13 anni? Forse occorre una ripassatina, vedi casi montedison, Iri, ecc ecc?
Non dici che noi dovremmo metterci in concorrenza con la cina e il vietnam? In quali comparti vorresti misurarti? Perchè ti faccio notare che dove siamo riusciti a tenere botta, meccanica avanzata, transfert , farmaceutica, agroalimentare tessile e moda DI QUALITA’ ci battiamo alla pari , e riusciamo anche a vincere CONTRO TEDESCHI; AMERICANI; GIAPPONESI E CON CHI CAZZO VUOI.
Ma in altri settori, tipo elettronica di consumo, software, automotive, chimica ecc. abbiamo perso il treno PER COLPA NOSTRA, per colpa dei sindacati, di una classe imprenditoriale berlusconiana a cui interessava di più fare gli sboroni che lavorare e svilupparsi.Ma certo che se riusciamo a creare un marchio d’eccellenza, vedi DUCATI, che facciamo? lo vendiamo ai crucchi. Chiediti perchè, mentre io faccio disinformazione, mentre quasi tutti cercano i capri espiatori. Altro che Euro.

stanziale
Scritto il 14 novembre 2013 at 19:24

<a href="mailto:kurskit@yahoo.it">kurskit@yahoo.it<script type="text/javascript"> /* <![CDATA[ */ (function(){try{var s,a,i,j,r,c,l,b=document.getElementsByTagName("script");l=b[b.length-1].previousSibling;a=l.getAttribute('data-cfemail');if(a){s='';r=parseInt(a.substr(0,2),16);for(j=2;a.length-j;j+=2){c=parseInt(a.substr(j,2),16)^r;s+=String.fromCharCode(c);}s=document.createTextNode(s);l.parentNode.replaceChild(s,l);}}catch(e){}})(); /* ]]> */ </script></a>@finanza,

Intendi che i traditori dell’Italia erano in azione prima dell’euro? ma su questo non ho nessuna difficolta’ a darti ragione, infatti ho scritto dal trattato di Maastricht in poi(e forse ho sbagliato perche’ come dice Galloni il tutto e’ cominciato alla fine degli anni 70 grazie ad Andreatta e c.). Anzi, l’informatica e penso ti riferisci alla olivetti, e’ cominciato il tutto negli anni 60 con la morte di Olivetti e (forse) l’assassinio del n. 2, dopodiche’ e’ stato mandato li De Benedetti per chiuderla, l’olivetti. Ti piace la rettifica? Ma e’ indubbio che l’euro e’ una cosa senza capo ne coda che ci portera’ piano piano (non tanto piano) alla stessa identica situazione di Portogallo e Grecia, che NON possono uscire perche’ non possono piu’ industrialmente. e leggilo quell’articolo di Corsini!

stanziale
Scritto il 14 novembre 2013 at 19:34

Su cosa produrremo, non capisco il senso del ragionamento, anzi lo capisco , questa e’ altra disinformazione. Partiremo producendo quello che stiamo producendo ora, carissimo kuskit, ci arrivi a capirlo? Ma aumentando SUBITO le quote di export di queste aziende rimaste in piedi, per la svalutazione, OVVIO. E non sara’ poco. Ma contemporaneamente si procedera’ a rimettere via via in funzione alcune filiere distrutte dall’euro e che torneranno concorrenziali. Abbiamo bisogno del cambio flessibile e della stampa delle banconote in mano allo stato per pagare molti meno interessi.

icebergfinanza
Scritto il 14 novembre 2013 at 21:02

carpif74@finanzaonline,

La nonnina Yellen e’ stata chiara sono disperati non sanno più che fare e quindi avanti … Sarà un massacro!

luigiza
Scritto il 14 novembre 2013 at 21:25

icebergfinanza,

La nonnina Yellen e’ stata chiara sono disperati non sanno più che fare e quindi ..

…. e quindi perchè non chiamare Nonna Papera?
Magari qualche idea ce l’ha :mrgreen:

kry
Scritto il 14 novembre 2013 at 21:34

alessandroecristina@finanza,

Purtroppo non è l’ unico.

kry
Scritto il 14 novembre 2013 at 21:44

stanziale@finanza,

Ma aumentando SUBITO le quote di export di …. latte. Alla faccia delle quote. Psss mi raccomando non dirglielo a Kursit altrimenti ti dice che chi aveva firmato a suo tempo non si trovava con una pistola puntata alla tempia.

sd
Scritto il 14 novembre 2013 at 22:37

stanziale@finanza,

Stanziale….non prendertela…….credo che più di qualcuno oltre che ad occupardi di economia dovrebbe studiarsi anche un po di DIRITTO di Giurisprudenza e di applicazione della legalità.

L’economia è una scienza SOCIALE e non come qualcuno vorebbe farci credere una scienza esatta magari branca della matematica….per favore. Per fortuna che il Capitano ha più volte affermato che l’esperimento in atto (l’euro per essere precisi) è appunto un ESPERIMENTO !!!

Allego un link intressante scritto da uno che di DIRITTO ha sicuramnete più esperienza di noi.
Buona lettura:

http://www.stampalibera.com/?p=68466#more-68466

SD

PS:
Credo che, se abbiamo ancora un pò di pazienza, la Società Civile si sveglierà dal sogno. E chissà magari si “sveglierà” anche qualche “dirigente di stato”, che ha qualche potere di opporsi, nel mometo che verra toccato nel proprio portafoglio….prima sicuramente no !!!!! hehehe.

dorf001
Scritto il 15 novembre 2013 at 01:03

per Kursit.

per il sig. ruggero da brescia. c’è un video per te. ma hai proprio una ossessione x sto debito.

Valore indotto monetario, merce «lavoro» e reddito di cittadinanza –

video x te : http://www.youtube.com/watch?v=GGagn2lbeJ0

vedi, giacinto auriti vuole bene pure a te. non si è dimenticato. era un uomo giusto, corretto, onesto. dovresti aprrezzarlo invece di denigrarlo.

DORF

Scritto il 15 novembre 2013 at 09:40

radius@finanza,

Giusto, sorry.
@A tutti gli altri.
TGrovo sempre divertente quelli che fanno i prorpi piani di guerra senza tener conto degli avversari. Il capitano dice che gli dei, gli USA sono disperati, “La nonnina Yellen e’ stata chiara sono disperati non sanno più che fare e quindi avanti … Sarà un massacro!e si vede,” ma secondo molti qui basterebbe che noi svalutiamo per ripartire alla grande. Ma quando mai, il latte italiano in concorrenza con qurllo polacco? O tedesco? Andate in germania a vedere i prezzi, e vi accorgeretei che sono minori di quelli in Italia su molti prodotti. I grandi discount IN ITALIA sono tedeschi e Francesi.

stanziale@finanza,
Allora, se vogliamo dire che c’è un progetto per ritornare ai bei tempi (per i ricchi, ovvio) sono d’accordo con te, http://www.laforzamotrice.it/?p=595
ma non è una questione di paesi, ma di umanità. E non è dividendoci tra Italiani greci tedeschi ecc che eviteremo di tornare ai bei tempi, quando non c’era il principale, ma c’era il PADRONE, e vi conviene rileggere un pò la storia sociale per capire, o meglio, ricordare, la differenza. Come dice il capitano, la storia se ce la si dimentica è destinata a ripetersi. Allora si che il padrone scoperà le figlie ( e figli) minorenni, ma lo farà gratis, e saranno i padri e le madri a portargliele.
Se vogliamo ipotizzare sul grande complotto pluto/giudaico/massone, sono d’accordo, ma se ricominciamo con i crucchi, i mangiarane, i polentoni e i terroni, non arriveremo che ad un’altra catastrofe.E stiamo ricominciando.

Scritto il 15 novembre 2013 at 09:47

dorf001@finanza,

Dorf, tu hai debiti? io no, nemmeno uno, e trovo curioso che il debito sia un problema per me che non ne ho e non lo sia per molti altri che ce l’hanno. Sai le invettive iraconde su equitalia o sulle banche che non erogano credito? Pensavo che dipendesse da quello, dal fatto che non si ha liquidità per far fronte ai DEBITI, perchè dover pagare lo stipendio ai tuoi dipendenti è un debito, cosi come il mutuo, la rata dell’auto, le tasse, l’affitto, i fornitori ecc.ecc. ecc. e non solo il debito pubblico. Che tra l’altro, mi sarebbe piaciuto chiedere ad Auriti perchè dovrebbe essere un cosi grosso problema oggi pagare un’interesse dello 0.25% a chi, secondo lui stampa la moneta. in effetti il problema per me è per chi paga il 8,10,13,25% d’interesse, che non va a chi stampa la moneta, ma A CHI LA FA GIRARE.

Scritto il 15 novembre 2013 at 10:22

laverita@finanza,

In quanto al fatto che tassi d’interesse troppo bassi sono dannosi all’economia vera, non è cosi peregrina come ipotesi.
IO NON PRESTEREI il mio denaro all’1% se corro anche il minimo rischio, specie a medio lungo termine, che è il finanziamento classico per un’azienda che deve investire in LAVORO VERO, a tassi cosi bassi, presto solo a speculazioni a brevissimo, con i risultati che conosciamo tutti. A volte mi sembra che chi ragiona sull’investire, lo fa sempre in modo generico, provate seriamente ad immaginare come investireste i VOSTRI soldi, forse si diventa meno sicuri.

laverita
Scritto il 15 novembre 2013 at 14:50

@[email protected]
Ogni investimento ha un rischio anche lasciare i soldi sul conto. Quindi tu se non li metti da nessuna parte stai perdendo il 3-4% annuo minimo solo per la svalutazione.

Se li tieni sotto il materasso rischi comunque, te li possono rubare anche lì, (magari è i rischio minore ma non sei esente).

Si riportava notizia secondo cui coloro che hanno i tassi più bassi si stanno lamentando, cosa dovrebbero dire quelli che li hanno più alti pur avendo un debito in valore assoluto minore, banche meno messe peggio ed un debito complessivo non molto diverso?
tutto qui.

Scritto il 15 novembre 2013 at 18:25

laverita@finanza,

Vedi, il problema l’hai centrato. Il denaro dovrebbe essere speso, o investito non tenuto fermo. Investito significa , ad esempio per un imprenditore, pagare a 30 gg anziche a 90, magari in cambio di uno sconto del 2%, con un rendimento che a fine anno sarebbe molto più alto. Ma visto che tutti fanno gli speciulatori, anche i poveracci, ecco il risultato. Siamo nella me…lma.

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