BINDI: LA NUOVA MINA…VAGANTE!

Scritto il alle 12:02 da icebergfinanza

 

 

 

 

 

Affascinante davvero! Ieri abbiamo assistito alla festa per un mercato del lavoro sempre più fragile e ormai vicino al punto di svolta, un manipolo di pscicopatici imbottiti di cocaina e testosterone che ormai vivono anni luce dalla realtà,  ha festeggiato la fine della leggenda metropolitana del tapering, leggenda che un gregge di gestori ed investitori ha inseguito per tutta l’estate, precipitando nel burrone della sorpresa QEinfinity.

I dati dei mesi precedenti rivisti al rialzo complessivamente di 8000 unità ovvero il nulla in attesa che il rapporto di ottobre riveda pesantemente al ribasso il dato di agosto rivisto di 23000 unità.

La media come più volte suggerito serve a mala pena a tenere il passo con la crescita demografica e migratoria e il tasso di disoccupazione che scende non è altro che l’effetto di milioni di anime che spariscono nel nulla, che non vengono più conteggiati come disoccupati perchè smettono di cercare lavoro, lasciando appunto la forza lavoro.

Ma questo a loro politici e analisti all’amatriciana importa poco, loro esibiscono dati ad uso e consumo di un popolo di ingenui, come avviene per i nostri giornali in Italia.

E’ da tenere presente che il pessimo dato di oggi comprende anche l’inversione a livello statale, con l’aggiunta di 22000 posti di lavoro un trend invertito per la prima volta da anni anche se la commedia del debt ceiling non è finita, il che testimonia la nuova fragilità del settore privato…

September Labor Report by Category

Il ciclo economico americano ormai è maturo, in fase avanzata e nei prossimi mesi la situazione resterà stagnante o meglio si deteriorerà mese dopo mese.

Abbiamo un euruccio che va che è una meraviglia ma che si sta infrangendo contro il muro di Fibonacci.  Per Machiavelli missione compiuta ….1,3793 e ora attenzione!|

Ovviamente ad alzare la voce non è la spazzatura politica nostrana, quelli non capiscono nulla di economia o finanza, ma…  Francia: euro “troppo forte e troppo tedesco”

NEW YORK (WSI) – Basta con un euro così forte. A lanciare l’appello è la Francia, attraverso le parole del ministro dell’Industria Arnaud Montebourg che, in una intervista al quotidiano francese Le Parisien, se la prende con la Bce, affermando che l’Eurotower dovrebbe fare quello che ogni governo fa: “aggiustare il tasso di cambio nei nostri propri interessi”. “L’euro è troppo costoso, troppo forte e un po’ troppo tedesco – ha detto Montebourg – Dovrebbe essere più italiano, francese, e semplicemente europeo”.

Nel frattempo nel casinò europeo, Banche alla roulette delle valutazioni Bce immagino che i soliti analisti all’amatriciana guarderanno all’Italia, mentre sotto le gonne di Angelina non guarderà nessuno o quasi.

Largo alla fantasia contabile nei meandri dell’italica finanza … se tu garantisci una cosa a me, io poi garantisco una cosa a te …

Italy plans to offer guarantees on govt bond derivatives

Non finirà bene statene certi, in nessuna parte del mondo!

Per il resto mi dicono dalla regia che una mina vagante di nome Rosy sta galleggiaando indisturbata tra uno spread e l’altro (…rinnovamento lo chiamano, una nuova strategia del terrore o dell’orrore …?) , mentre mezzo mondo protesta in maniera “vibrante” con i guardoni americani, noi invitiamo la ciliegina Kerry per chiedere sottovoce per quale motivo guardavano nel buco della serratura… «L’Italia non ha mai concesso agli Usa di intercettare cittadini italiani», ha detto l’ex premier Massimo D’Alema.

E’ la politica bellezza, loro sono sempre li,  dopo la presa della Bastiglia tra una brioches e l’altra , c’è quella per il …

Nel frattempo l’uovo di Colombo, l’ ennesima conferma che abbiamo scelto la rotta giusta è in viaggio, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro viaggio.

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22 commenti Commenta
Scritto il 23 ottobre 2013 at 12:50

…Non finirà bene statene certi, in nessuna parte del mondo! … :roll:

E’ la politica bellezza, loro sono sempre li, dopo la presa della Bastiglia tra una brioches e l’altra , c’è quella per il … :lol:
Andrea hai forse finito l’inchiotro :mrgreen:
…..c’è quella per il cosa?

Cordialmente
OSS

Scritto il 23 ottobre 2013 at 12:56

Provo a studiare un pochino, anch’io ! :mrgreen: :wink:
http://www.linkiesta.it/presa-della-bastiglia
Oss

gnutim
Scritto il 23 ottobre 2013 at 13:01

e pensare che nel posto dove ora siede la cattocomunista rosybindi una volta c’erano persone del calibro di Falcone.

Ma io mi domando: xchè il Pd ha tutta questa voglia di autolesionismo? Xchè la rosybindi deve x forza sedersi su una poltrona importante? ma xchè non capiscono che quelle facce di palta fanno solo perdere consensi e soprattutto non hanno MAI MAI MAI perseguito il bene comune?

ce la faranno a perdere anche con Renzi? le quotazione dell’autogol ricominciano a salire

faustino
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:26

gnutim@finanza:
e pensare che nel posto dove ora siede la cattocomunista rosybindi una volta c’erano persone del calibro di Falcone.

Ma io mi domando: xchè il Pd ha tutta questa voglia di autolesionismo? Xchè la rosybindi deve x forza sedersi su una poltrona importante? ma xchè non capiscono che quelle facce di palta fanno solo perdere consensi e soprattutto non hanno MAI MAI MAI perseguito il bene comune?

ce la faranno a perdere anche con Renzi? le quotazione dell’autogol ricominciano a salire

E’ molto probabile perchè non hanno ancora capito cosa li aspetta. Sono una classe dirigente che non ha mai lavorato, ha sempre preso lauti stipendi INDIPENDENTEMENTE dal merito, RENZI compreso.

Quando arriverà la resa dei conti saranno travolti in una notte.

ilcuculo
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:31

«Gli italiani rubano il lavoro». Giovane lecchese di 19 anni ucciso a botte in Inghilterra. La polizia: nove arresti

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-23/inghilterra-19enne-lecchese-ucciso-botte-gli–italiani-rubano-lavoro-121944.shtml?uuid=ABkYpjY

Magari non è così come la dicono, ma a me questa notizia preoccupa, più di altre, la sensazione è che dopo 70 anni di pace in europa, sostenuta solo dal un robusto sviluppo economico e continui miglioramenti della qualità della vita, le furie dell’animo umano potrebbero sfuggire al controllo una volta che quel benessere venisse intaccato in modo significativo. Fino ad oggi tutto si è svolto in modo quasi eccessivamente pacato , ovattato, anestetizzato, ma se si aprono delle crepe la diga crolla…

kry
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:44

Oggi ore 12,02 ” Non finirà bene statene certi, in nessuna parte del mondo” mentre ieri ore 18,04 ” Per il resto tutto come da copione niente tapering e QEinfinity in attesa della fine di un ciclo. Tassi a zero per almeno altri cinque anni! ” Continuo a non capire ….. o mi son perso qualcosa?

kry
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:49

ilcuculo@finanza,

E’ cambiato che fino allo scorso anno per gli inglesi era più comodo restare a casa e conveniente non cercare lavoro grazie ai contributi del reddito di cittadinanza.

thundermarc
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:49

interessante estratto da dagospia… chi vi ricorda?

L’ECONOMISTA GIACCHÉ RACCONTA “L’ANNESSIONE” DELLA GERMANIA EST, E DI COME L’OVEST L’ABBIA AFFOGATA IMPONENDO LA PARITÀ DEL MARCO. COME L’ITALIA NELL’EURO
La maggior parte degli economisti si esibisce sui giornali e nei talk show per spiegare l’imbroglio delle nuove tasse contenute nella legge di Stabilità e sono pochi quelli che nell’orizzonte del silenzio di cui parlava il drammaturgo Samuel Beckett, continuano a pensare e a scrivere qualche libro.
VLADIMIRO GIACCHEVLADIMIRO GIACCHE

È un momento di fiacca intellettuale e le idee circolano a una velocità nettamente inferiore a quella dei bosoni “particelle di dio”. Questo spiega perché anche sui siti fino a ieri importanti come “LaVoce.info” di Tito Boeri sia sempre più difficile trovare qualche testo degno di interesse. E bisogna fare un grande sforzo per pescare qualche perla nei centri studi guidati da Mario Deaglio e da altri accademici.

In questo panorama abbastanza depresso spunta all’improvviso un’opera di 300 pagine a firma di Vladimiro Giacchè, l’economista di La Spezia che lavora come dirigente nella Sator di Matteuccio Arpe e da pochi mesi è diventato presidente del CER (Centro Europa Ricerche). Il libro del normalista Giacchè è uscito in questi giorni da “Imprimatur editore” e ha per titolo “Anschluss. L’annessione” poiché è dedicato all’unificazione della Germania avvenuta dopo il crollo nell’89 del Muro di Berlino.
VLADIMIRO GIACCHE – L ANNESSIONEVLADIMIRO GIACCHE – L ANNESSIONE

Invece di smanettare con l’ipad 5, l’iphone e le altre minchiate tecnologiche, gli operatori e gli analisti economici farebbero bene a leggere questo volumetto per trovare un po’ di luce sui costi reali dell’unificazione tra la Germania dell’Est e quella dell’Ovest. Le sorprese non mancano perché contrariamente a quanto si è sempre creduto al momento del grande crollo del Muro di Berlino la Germania comunista non era in emergenza e nemmeno in bancarotta.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Bundesbank aveva debiti per 20 miliardi di dollari che l’anno dopo, cioè nel ’90, si erano già ridotti a 12 miliardi. Certo, la produttività all’Est era inferiore del 45-55%, gli errori di Honecker e dei leader comunisti erano stati enormi, e l’integrazione nel Comecon insieme all’embargo delle tecnologie aveva provocato enormi disastri.
giovani sul muro di berlinogiovani sul muro di berlino

Nel libro del normalista di Pisa Giacchè c’è comunque la testimonianza che il cancelliere Kohl e gli uomini della Bundesbank abbiano imposto l’unità del marco a condizioni micidiali. In pratica il tasso di conversione 1 a 1 e gli altri criteri per definire il rapporto tra le due monete in ordine ai patrimoni, ai debiti e ai risparmi, furono una cura da cavallo che spezzò – così scrive Giacchè – il collo all’industria dell’Est tedesco portando a novembre del ’90 la massa dei disoccupati oltre il milione e 800mila unità.

Poi il colpo micidiale fu dato dalla creazione della Treuhand, la struttura della Germania Federale preposta a nazionalizzare l’intero apparato industriale della Germania Orientale. Su questo tema potrebbe dire qualcosa anche Franco Tatò, l’ex-manager di Olivetti e Mondadori che lavorò in questo organismo, chiave di volta per una autentica opera di colonizzazione utile soltanto a portare vantaggi enormi alle banche e alle lobby dell’Ovest tedesco.

dfumagalli
Scritto il 23 ottobre 2013 at 14:57

ilcuculo@finanza:
«Gli italiani rubano il lavoro». Giovane lecchese di 19 anni ucciso a botte in Inghilterra. La polizia: nove arresti

Magari non è così come la dicono, ma a me questa notizia preoccupa, più di altre

La mia esperienza girando in Europa (cercando lavoro, ovviamente!):

– Gli Italiani sono mediamente equiparati agli immigrati africani, ma inoltre anche considerati di bassa moralità, maleducati e di mentalità para-mafiosa.

– Gli Italiani all’estero (in Europa, non so in America e oltre) che ho conosciuto tendono a cambiare subito targhe della macchina e simili, per non farsi riconoscere. Li tradisce il fatto che spesso emigrano con la macchina e quella spesso è FIAT.

– Nei miei viaggi sono stato fermato (all’estero la Polizia esiste) e una volta accertata la provenienza, controllato in modo mostruoso.

– La gente liberamente ci dice in faccia che siamo andati da loro a rubare il loro lavoro. Il penultimo a dirmelo è stato un capitano della polizia spagnola.

– Compagnie d’assicurazione che nonostante il mio attestato di rischio perfetto (mai avuto incidenti o multe negli ultimi 14 anni), una volta saputa la nazionalità mi hanno negato la sottoscrizione della polizza: 13.

– Compagnie d’assicurazione che fanno compilare dei moduli in cui bisogna selezionare delle caselle e in cui marocchini e italiani sono nella stessa casella: 2.

La cosa davvero tragica?

E’ che in parte è vero. Ogni volta che arrivano italiani vicino a dove abito io, fanno un enorme casino, sporcano ed in genere mi fanno vergonare di provenire dallo stesso paese.

Scritto il 23 ottobre 2013 at 15:42

Una domanda: ma queste discussioni, o chiaccherate dove ci dovrebbero portare? Noi dovremmo essere la parte meno italiota, più informata, ma al di la di una utile analisi della situazione, mi sembra che tutto si fermi qui, ai commenti più o meno utili e intelligenti.
Vogliamo concludere qualcosa, o è il club del “io l’avevo detto?”.
Poi ieri ho letto un commento sul fatto che noi non abbiamo statisti, ma solo politici che guardano ai sondaggi giorno per giorno, verissimo, ma purtroppo, “questa è la democrazia bellezza”. Con un popolo di “meglio l’uovo oggi che la gallina domani” cosa cavolo vuoi fare come politico se non assecondare il bestiame?

Scritto il 23 ottobre 2013 at 15:47

ilcuculo@finanza,

Vorrei sottoporvi nuovamente un articolo di Andrea molto ben fatto risalente al 2009 da cui trarre qualche risposta alle domande che ci poniamo:

http://icebergfinanza.finanza.com/2009/09/16/la-grande-depressione-del-1873-tracce-sulla-spiaggia/

infatti nell’articolo troviamo riferimenti a ciò che accadeva agli stranieri in America in quel periodo.
Quello che naturalmente un po’ mi preoccupa, è il seguito delle grandi crisi…..
Chissà l’America “come solito” una volta col culo perterra riesporterà la sua democrazia?
Oss
Oss

Scritto il 23 ottobre 2013 at 16:16

@gebs74
Anche nella crisi del 29 gli USA non ne sono usciti fino al 1940. Temo che finirà ancora allo stesso modo, ma se non altro, questa volta hanno un problema in più, rischiano anche loro la guerra a casa propria, mentre fino al 1950 non era cosi. E ammetterete, è molto più facile fare la guerra in casa altrui.
In quanto al problema immigrazione, questi sgombrano ok, ma poi quelli dove vanno? Mi ricorda quando milano sgomberava e poi ce li si ritrovava a Rho, Bergamo o Brescia.

Scritto il 23 ottobre 2013 at 16:36

[email protected]
Dimentichiamo però che oggi siamo +/- il doppio della popolaziona di metà ‘900.
I problemi sono molteplici, riduzione risorse, inquinamento, esplosione demografica, politica economia lavoro ecc…. un complesso motore dentro cui molti ingranaggi si sono rotti ed il tutto va avanti per forza d’inerzia con la complicità di chi comanda.
Oss

icebergfinanza
Scritto il 23 ottobre 2013 at 16:53

kry@finanza,

Non finirà bene per l’economia reale …

chad
Scritto il 23 ottobre 2013 at 18:17

E intanto il debito pubblico aumenta 133.3%!!!

stanziale
Scritto il 23 ottobre 2013 at 20:06

gnutim@finanza,

E’ incredibile il fatto che sembrano quasi piu’ leninisti ora di 30 anni fa, basta che vincono con 1 voto in piu’ degli altri ed occupano tutto l’occupabile. E quello nuovo che hanno candidato contro Renzi, per l’amor di Dio…….

kry
Scritto il 23 ottobre 2013 at 23:48

E’ fuori argomento e lo so che rischio calcolato non è il massimo ma qui non tanto per l’articolo ma per i commenti che seguono ci sono in parole povere molte cose che John vuole farci capire. http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/si-sfracella-il-prezzo-del-petrolio-ma-leconomia-va-benone-come-no-gianniiii-lottimismo-e-il-picoooooooo.html#comment-109322

fortunato64
Scritto il 24 ottobre 2013 at 00:34

“”Largo alla fantasia contabile nei meandri dell’italica finanza … se tu garantisci una cosa a me, io poi garantisco una cosa a te …
Italy plans to offer guarantees on govt bond derivatives””</strong

http://it.finance.yahoo.com/notizie/legge-di-stabilit%C3%A0-banche-rischieranno-derivati-120319499.html

Scritto il 24 ottobre 2013 at 10:17

Curioso come tutti invochino che si aiuti lo stato Italiano, sforamento del deficit, bond europei, garanzie BCE, ma se qualcuno paventa un’intervento sui conti correnti privati , apriti cielo. Se si pretende che qualcuno presti soldi all’Italia, perchè non dovrebbero essere gl’Italiani a farlo, visto che alla fine sono loro che han fatto il buco? Alzi la mano chi è disposto.

Mhhh, platea di monchi? Sbaglio o sarebbe un fuggi fuggi generale? Non è che non ci si fiderebbe molto vero? Stranamente, invece GLI ALTRI dovrebbero farlo. Spero di trovare da qualche parte questi ALTRI cosi generosi, chiederei un (grosso) prestito anch’io.

PS. Domanda che vorrei che i giornalisti, TV e non, ponessero ai “buoni”: perchè si trova cosi scandaloso che una banca a cui NON viene restituito un prestito pretenda di sequestrare le garanzie? Forse che restituire un prestito è da considerarsi facoltativo? In questo caso, offro il 10% d’interesse, senza limiti di cifra.

Mamma che scemenze si dicono in TV.

Ribadisco un mio mantra: Ci si occupa da matti di buttare fuori l’acqua con i secchi dalla barca che affonda, e nessuno si occupa di chiudere le falle, che ovviamente si allargano.

Scritto il 24 ottobre 2013 at 15:45

kry@finanza,

Non mi stò riferendo alle ipotesi ventilate per aiutare le banche, ma ad un’ipotetica richiesta che il governo potrebbe fare. In quanto al rischio d’impresa, trovo curioso il ragionamento, se qualcuno non ti paga ci si dovrebbe limitare a dire”acc, peccato è andata male”? Beh, è vero che è quello che in Italia sta diventando la norma, infatti nessuno paga più. Ma non mi sembra una gran cosa. infatti stiamo andando a picco. Anche perchè se chiedi il 15% d’interesse ci sta il rischio d’impresa, ma se hai un margine dell’1/2% come nel caso dei mutui concessi negli ultimi anni, capirai che il discorso del rischio d’impresa viene a essere messo sotto una luce diversa. E comunque la domanda è: allora se chi non paga non rischia nulla, chi paga è un coglione. E in quanto riguarda il pagare per spagna portogallo irlanda, dovevamo pensarci prima, e comunque è ESATTAMENTE lo stesso ragionameno che fanno i tedeschi, i PRIMI contribuenti d’europa, nei NOSTRI confronti.
Come la mettiamo?

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