ITALIA …LA LEGGENDA DEL GATTO DI SCHRODINGER!

Scritto il alle 10:28 da icebergfinanza

Il gatto della crisi è vivo più che mai e medita vendetta…

Dopo l’ennesimo becero e disgustoso teatrino politico di ieri, dopo l’inutile ondata di panico e drammatizzazione sulle reazioni dei mercati e dello spread, della fine del mondo dietro l’angolo,   ci sarebbe da chiedersi come direbbe Schrödinger con il suo paradosso, ma l’Italia, il gatto dalle mille vite è vivo o è morto?

La povera bestiola chiusa nella scatola politica di metallo insieme con la sostanza radioattiva dei conflitti di interesse e il gas velenoso dell’ego, della speculazione politica,  vivrà o morirà?

Moody’s sta preparando il più grande esperimento finanziario della storia del rating mondiale, ha intenzione di mettere il gatto Italia nella scatola di Schrödinger

C’è qualcosa che non torna nella sceneggiata di questi giorni,soprattutto quel “grande” con cui Letta ha accolto la giravoltola di Berlusconi, come se recitasse, qualcosa che non mi convince, troppo facile, troppo semplice, anche la decisione ad effetti speciali finale, vediamo che succede domani davanti alla giunta per le autorizzazioni a procedere, secondo noi il gatto non è ancora morto.

Un risultato la sceneggiata di questi giorni lo ha già ottenuto, ovvero quello di far passare come una dolce supposta, l’aumento dell’IVA … Saccomanni: sull’aumento dell’Iva non c’é niente da fare, la più idiota delle tasse recessive nel bel mezzo di una depressione, un pò come il pareggio di bilancio e il fiscal compact, una supposta che gli italiani si ritroveranno ad assumere negli anni che verranno, dietro l’inevitabilità della stabilità con contorno di pilota automatico incorporato.

Complimenti a Letta per come a messo nel sacco o nella scatola il gatto Berlusconi,  ma questa poteva risparmiarsela, Governo/ Letta: vogliamo un’Italia all’attacco in Europa
“Un’Italia all’attacco in Europa e non un’Italia che fa la parte di chi sta dietro la lavagna perchè non ha fatto i compiti, ma che torni 
e via dicendo.

Farà la stessa fine di Obama quando dichiarò che la linea rossa delle armi chimiche non doveva essere passata da nessuno, per poi ritrovarsi in trappola salvato all’ultimo momento dal nemico di sempre Putin, perchè l’Italia dietro la lavagna di Angelina ci starà sempre e nessuno ci aiuterà a fare i compitini.

C’è un altro gatto in America che non vuole saperne di morire ovvero il gatto standardpoverino, si quello che analisti da baraccone si sforzano di ritenere correttamente valutato in base a non si sa quali parametri, un gatto manipolato che sul finale riesce sempre a saltare fuori dalla scatola ma sino a quando?

 Si ringrazia Investing.com

Ma la più clamorosa delle sceneggiate è quella che si è svolta ieri alla riunione tra Obama e i membri del Financial Services Forum con in discussione gli effetti dello “shutdown”, l’eventuale mancato innalzamento del tetto del debito e, più in generale, la situazione economica degli Stati Uniti. “Siamo qui come rappresentanti del settore dei servizi finanziari, non abbiamo discusso delle questioni che stanno alla base del dibattito politico, ma del processo democratico” ha detto l’amministratore delegato di Goldman Sachs Lloyd Blankfein al termine dell’incontro. (AMERICA24)

Roba da matti, la mano di dio che parla di processo democratico, l’amministratore delegato della banca più criminale al mondo che parla di processo democratico …oh Cielo mio!

Ma andiamo avanti per carità di Patria e dopo aver assistito nella scatola di metallo dei dati macroeconomici americani ad un PMI Markit in discesa e un ISM Manifacturing in salita ieri la conferma da due rapporti privati che l’occupazione americana sta frenando sempre più, con sensibili revisioni al ribasso dei mesi precendenti.

Chissà se domani il BLS ufficio del lavoro americano, chiuso per shutdow, pubblicherà i dati relativi al mercato del lavoro di settembre, magari nel pubblica qualcuno, quelli che interessano, giusto per far vedere che nella scatola il gatto non è ancora morto anche se la temperatura sta scendendo velocemente…

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma ora attenzione provate a seguirmi… U.S. Treasury: 7 Factors that can Contribute to “Fire Sales” and Market Panics …

Come scrive Roche, si tratta di un rapporto molto interessante uscito dai corridoi del Tesoro americano, ovvero i rischi che il quantitative easing sta disseminando tra i mercati… 

“Un prolungato investimento in un ambiente con bassi tassi di interesse, bassa volatilità dei mercati, o fattori competitivi possono portare alcuni gestori di portafoglio alla” ricerca del rendimento “, cioè, a cercare rendimenti più elevati con l’acquisto di attività relativamente più rischiose di quanto farebbero altrimenti nella loro particolare strategia di investimento. Alcuni gestori possono lanciarsi dietro il gregge o “branco” su assets o titoli senza tener conto della lliquidità 

(…)  Nella gestione patrimoniale, i seguenti fattori possono aumentare la probabilità e la gravità di vendite di emergenza:

• Large market positions and concentrations.

• Illiquid markets.

• Reputation risk.

• Crowded trades.

• Leverage. Excessive leverage

• Transactions with liquidity “puts.”

• Funding mismatches.

U.S. Treasury: 7 Factors that can Contribute to “Fire Sales” and Market Panics
Read more at http://pragcap.com/#CuYdgYgRG1UJcyOW.99
U.S. Treasury: 7 Factors that can Contribute to “Fire Sales” and Market Panics
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U.S. Treasury: 7 Factors that can Contribute to “Fire Sales” and Market Panics
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Si tratta di un rapporto molto interessante dal Tesoro degli Stati Uniti che è stato pubblicato da Reuters qualche giorno fa. L’Ufficio del Tesoro degli Stati Uniti Financial Research ha pubblicato i loro risultati che dimostrano che l’allevamento, raggiungendo per il rischio e altri rischi nel contesto finanziario attuale potrebbero esacerbare mercato “vendite fuoco.” Questo è in sostanza ciò che stavo parlando l’altro giorno e il rischio che QE crea potenzialmente sul mercato :

“Un prolungato investimento clima basso tasso di interesse, bassa volatilità dei mercati, o di fattori competitivi possono portare alcuni gestori di portafoglio a” ricerca del rendimento “, cioè, cercare rendimenti più elevati con l’acquisto di attività relativamente più rischiose di quanto farebbero altrimenti per una particolare strategia di investimento. Alcuni gestori possono anche folla o “branco” in classi di attività popolari o titoli, indipendentemente dalle dimensioni o la liquidità di tali classi di attività o titoli. Questi comportamenti potrebbero contribuire a un aumento dei prezzi delle attività, oltre che magnificare la volatilità del mercato e il disagio se i mercati, o di particolari segmenti di mercato, di fronte a una scossa improvvisa.

Nella gestione patrimoniale, i seguenti fattori possono aumentare la probabilità e la gravità di vendite di emergenza:

• Grandi posizioni di mercato e concentrazioni. Vendite del fuoco possono essere esacerbate quando un fondo unico o complesse fondo detiene una grande posizione di mercato in una determinata attività, settore, o di una strategia. Tale rischio è accentuato se il mercato ha grandi informativo o di altre barriere all’entrata, una mancanza di investitori sostitutivi può provocare una grave depressione dei prezzi se il fondo o comparto complesso svolto il proprio portafoglio in modo rapido. Asset manager che gestiscono grandi fondi specializzati e conti separati con strategie simili possono gestire quote significative di importanti mercati di nicchia, che non può essere completamente trasparente. Preoccupazioni di specializzazione si applicano più direttamente ai fondi che si concentrano su investimenti illiquidi o fondi che fanno grandi scommesse concentrate.

• I mercati illiquidi. Mentre i mercati diventano più illiquidi, potenzialmente causa di stress di mercato, diventano
sempre più incline alla vendita del fuoco. Classi di attività che tendono a essere meno liquidi comprendono titoli a reddito fisso, prestiti bancari, e derivati come single-name credit default swap. Personalizzato o “su misura”
prodotti possono essere particolarmente illiquidi se includono combinazioni complesse di derivati e meno liquidi
beni.

• rischio di reputazione. Se un gestore di un’attività o di uno dei suoi fondi specializzati subisce un danno alla sua reputazione, il rischio di riscatto per i fondi del gestore patrimoniale potrebbe aumentare e aumentare il rischio incendio-vendita. L’impatto potenziale asset pricing sarebbe accresciuta se i fondi e conti di asset manager ‘tenuto grandi posizioni in settori con volumi di scambio relativamente bassi, come in certi valori patrimoniali o mercati a reddito fisso.

• compravendite affollato. Compravendite affollati possono distorcere i prezzi di mercato e aumentare il rischio di incendio-vendita. Come discusso in precedenza, compravendite affollati verificarsi quando i partecipanti al mercato hanno simili, aziende correlate in una classe di attività o di una strategia di trading, e la pastorizia si verifica. In caso di shock, gli investitori nei traffici affollati possono tentare di vendere o liquidare le loro posizioni allo stesso tempo e nella stessa direzione. Compravendite affollati possono essere particolarmente problematico durante una crisi, quando alcuni investitori sostitutivi possono emergere per fermare la spirale verso il basso.

• Leva. Leva finanziaria eccessiva può aumentare il rischio che le chiamate di margine o altre chiamate di capitale potrebbero indurre un aumento delle vendite di attività a copertura delle posizioni. Tale rischio è accentuato in fondi complessi o meno liquidi, perché dislocazione prezzo può essere più grave, e durante i periodi di stress del mercato.

• Operazioni con liquidità “mette.” Alcune operazioni, come ad esempio operazioni di prestito titoli e di pronti contro termine, hanno obblighi contrattuali che richiedono liquidità su richiesta e coinvolgere un gran numero di partecipanti al mercato. Durante i periodi di stress del mercato, costretti vendite associate a questi obblighi contrattuali potrebbero aumentare la probabilità di vendite di emergenza.

• Finanziamento disallineamenti. Finanziamenti a breve termine di investimenti a lungo termine può portare a sparare vendite quando la liquidità di finanziamento è stretto e valori di investimento sperimentare uno shock negativo. “

Read more at http://pragcap.com/u-s-treasury-5-factors-that-can-contribute-to-fire-sales-and-market-panics#Geug1SvSpOQbF18E.99

 

Elementare Watson direbbe qualcuno, ci sono tutte le condizioni per cui prima o poi accadda nuovamente, il Minsky Moment è dietro l’angolo ma nessuno di noi sa quando accadrà. Noi per questo continuiamo a restare sulla riva del fiume almeno in Europa osservando da vicino quanto accadrà in America.

Inoltre  Shutdown, nessun accordo in vista più passa il tempo e più nei prossimi mesi tutto ciò peserà sulle scelte della FED…

Nel fine settimana Machiavelli ci svelerà un’interessantissima ammissione in esclusiva da alcuni mostri sacri della finanza mondiale, che non fa altro che confermare in maniera definitiva il nostro orizzonte.

Nel frattempo non perdetevi ” Machiavelli, sbarca in America la nuova terra promessa”  per tutti coloro che hanno contribuito o vogliono liberamente contribuire al nostro viaggio.

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27 commenti Commenta
jusemancio
Scritto il 3 ottobre 2013 at 10:51

Intanto il $ come da manuale… machiavellico!

kry
Scritto il 3 ottobre 2013 at 11:33

Con tutti i bei dati che ci stanno proponendo mi vien in mente al gatto dei miei stivali. Per la vendetta mi aspetto che arrivi l’aiuto dell’uomo nero. Per quel che riguarda goldam dice che l’economia è in frenata, la mano destra non sappia cosa fa la sinistra e mentre con la stessa tastiera con la destra scrive la notizia con la sinistra si copre dal ribasso del mercato.

tazmin
Scritto il 3 ottobre 2013 at 11:34

grazie mille..dato piccolo contributo :-)

john_ludd
Scritto il 3 ottobre 2013 at 12:39

1) Il mercato mondiale del credito vale “solo” 360 trilioni di dollari…
2) Il dollaro è la moneta di riserva, la moneta di questo folle mondo in saldo, le altre sono solo finzioni…
3) Quindi la FED è la banca centrale del… mondo
4) E compra 1 trilione di bond all’anno nel tentativo di forzare il denaro che ha fatto uscire dai bond verso asset rischiosi e sostenerne il prezzo… cioè meno dell’1% del totale
5) E siccome la fuori ci sono eserciti di scimmioni dietro dei computer ultra potenti quelli ti creano ricchezza finanziaria inesistente a un ritmo 10 volte superiore a quel trilione con il quale Ben “Shalom” Bernanke vorrebbe sostenere il mondo

sarebbe la prima volta che con uno stuzzicadenti si riesce a far stare sospeso in equilibrio un panzone che si sta divorando un manzo dopo l’altro.

Alessio Vulcan
Scritto il 3 ottobre 2013 at 15:42

ennesima grande opportunità per il Governo per fare una riforma… purtroppo per l’ennesima volta non verrà colto l’attimo ….. staranno tutti ben saldi alla sedia a cui stanno seduti!!!

…. mi son perso il discorso illuminato del Presidente: ma ha parlato ancora di taglio dei costi della politica e di riforma elettorale???

stanziale
Scritto il 4 ottobre 2013 at 01:19

Posto questo lungo articolo, si parla di rinascita degli Usa(tra un po’) anche per via dello shail oil , di comprare i dollari e della valuta cinese come moneta di riserva
http://www.wallstreetitalia.com/article/1630204/valute/comprate-dollari-ora.aspx
non e’ che ci credo, eh, lo shail oil dovrebbe durare pochi anni, ne abbiamo abbondantemente parlato, poi comprare la carta straccia delle valute, figuriamoci, e’ molto piu’ probabile il crash previsto dall b.r.i. Comunque, se qualcuno a caso, esperto in Usa e/o in energia volesse fare un commento….

stanziale
Scritto il 4 ottobre 2013 at 01:21

Su wall street italia c’era anche questo articolo
http://www.wallstreetitalia.com/article/1629778/auto/auto-ad-aria-compressa-sara-prodotta-in-sardegna.aspx
bo’….

deportivotralarala
Scritto il 4 ottobre 2013 at 09:26

john_ludd@finanza,

Ciao.
Io sono arrivato a determinare (fonte BIS) con esattezza la cifra relativa al mercato delle obbligazioni governative e corporate: 80 trilioni.
Per curiosità e informazione come sei arrivato ai 360 trilioni. Te lo chiedo perché stavo cercando di determinare proprio il valore del mercato del credito globale (inclusi i bond da 80 triliardi).
ciao
raffaele

deportivotralarala
Scritto il 4 ottobre 2013 at 09:27

john_ludd@finanza,

trilioni, ovviamente.

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 11:57

deportivotralarala@finanza,

non esiste solo il debito governativo governativo e corporate. Il debito governativo poi, è solo la punta dell’iceberg. Esistono un mare di prodotti finanziari di diversa natura e tutto quanto prodotto dallo shadow banking. I dati provengono da uno studio di Lombard Odier non recentissimo ma, andando a memoria, ho commesso un errore. Leggendo la tua richiesta ho verificato e il valore del mercato del credito a fine 2011 era 240 trilioni, ma in due anni è cresciuto. Per avere una misura di tutta la ricchezza finanziaria ad esso va aggiunta la capitalizzazione totale di tutte le borse. Se il totale non è 360 trilioni è di poco inferiore. Dovremmo pure aggiungere buona parte della valorizzazione del mondo “real estate” dato che è effimera quanto il resto. In tal caso andremmo molto oltre i 360 trilioni. Mi si perdonerà la leggerezza, non sono un computer, sono spesso in giro con un palmare dove non posso accedere agli originali. Ma quello che volevo far comprendere non è il numero in se ma la sua totale insensatezza. La ricchezza finanziaria è cresciuta con a un ritmo 3 volte quella dell’attività finanziaria per 30 anni (vedi un recente studio di Sornette) e il volume degli acquisti delle banche centrali non può fare NULLA per risolvere, anzi peggiora le cose in quanto incita un nuovo furore speculativo. Questa non è la deflazione da debiti del 29, è la fase precedente il completo collasso del sistema economico/commerciale/politico corrente. Affermo qualcosa che non è già stato scritto qui ?

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 12:01

stanziale@finanza,

postato in precedenza su IM&M

L’originale viene inviato per posta a tutti quelli che hanno sottoscritto alla newsletter di John Mauldin che è gratis e non vale più di zero ma ogni tanto è utile leggere quanto scrive uno che non ha azzeccato una sola previsione negli ultimi 5 anni. Non credo che l’autore vada a cena con il segretario del partito cinese e non credo che sappia dei piani cinesi più di quanto ne sapete voi. Per il resto l’articolo è pieno di sciocchezze, come il presunto deficit commerciale USA ormai in pareggio mentre è sempre negativo per centinaia di miliardi/anno e la favola del giorno ovvero l’indipendenza energetica prossima ventura degli USA. Questa gente, a metà tra ignoranza e menzogna, dimentica che ogni anno la produzione da petrolio convenzionale cala di 250.000 barili/giorno e che la produzione di un sito di “oil shale” deve essere rimpiazzata ogni 18 mesi. Secondo la stessa agenzia governativa USA la produzione potrebbe arrivare al massimo a 11 milioni di barili/giorno facendone il maggior produttore ma richiedendo l’importazione di altri 8 milioni di barili/giorno. E quel numero, 11 milioni, non è certo e sarà di brevissima durata per l’effimera durata di un giacimento shale. O gli americani si mettono a consumare meno (consumano 2 volte petrolio/persona che in Germania) oppure continueranno ad avere pesanti deficit. Ma non hanno alcuna intenzione di consumare meno…

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 12:08

stanziale@finanza,

e allora ?

come la comprimi l’aria ? consumando energia di altra natura e nel processo una parte viene dissipata. Le leggi che governano il mondo dal primo giorno all’ultimo non le fanno gli economisti ma la natura o Dio (ognuno lo chiama come crede, ognuno lo può vedere se appena si guarda attorno). Il secondo principio della termodinamica è il cardine per la comprensione delle leggi di natura.

stanziale
Scritto il 4 ottobre 2013 at 12:56

john_ludd@finanza,

Grazie dei commenti. Poi il fatto che hanno meno sbilancio commerciale di prima, anch’esso enfatizzato nell’articolo, penso che dipenda anche dal calo dei consumi interni, dovuta alla erosione dei redditi come da noi…direbbe la logica.

edmontdantes
Scritto il 4 ottobre 2013 at 13:30

Italia…piu´ virtuosa degli altri :)

Lo so starete gia´ tutti sorridendo, ma la realta´e´ che pur con tutti i nostri problemi (ripeto ne abbiamo tanti) non siamo poi secondi a nessuno.

Attualmente i seguenti 16 paesi EU sono in procedura d´infrazione per deficit oltre il 3%, MA MAI UNA VOLTA MENZIONATI DALLA STAMPA, i paesi sono:

Malta, Danimarca, Cipro, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Olanda, Portogallo,
Slovenia, Slovacchia, Polonia, Francia, Irlanda, Grecia, Spagna, UK

Ma perche´ allora continuiamo a sputtanarci sempre da soli? Basterebbe essere un poco piu´onesti, con atteggiamenti migliori per fare del nostro paese quello che e´ il migliore e piu´ bello del mondo!

edmontdantes
Scritto il 4 ottobre 2013 at 13:32

john_ludd@finanza,

Il perche´ dell´indipendenza energetica sta nell´insostenibilita´del Budget della Difesa US. Pensate che possano permetersi di continuare a spendere 700 Miliardi di USD all´anno in difesa per tenere alte le chiappe di tanti paesi del Golfo da cui prendono il petrolio ?

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 13:41

edmontdantes@finanza,

spendono 3 volte tanto per un sistema sanitario privato che trasferisce denaro a banche e assicurazioni; un sistema sanitario che esclude parzialmente o del tutto 1/3 della popolazione; un sistema sanitario che costa il doppio che in Svizzera.

nel 2012 il sistema finanziario USA ha prodotto utili pari a circa 600 miliardi circa l’intero budget della difesa.

deportivotralarala
Scritto il 4 ottobre 2013 at 13:43

john_ludd@finanza,

grazie per la risposta.
Ripeto, proprio in questi giorni stavo cercando di risalire all’entità totale del mercato obbligazionario e del credito a livello di sistema. Citando i 240 trilioni al 2011 parli del mercato del credito. Intendi inclusi anche i bonds? A dir la verità non so ancora dove voglio arrivare. Facendo un paragone con un’analisi di bilancio, dalla parte liabilities bisognerebbe avere anche un dato sul patrimonio.
Per informazione la capitalizzazione delle borse mondiali è 58 trilioni.
Nozionale derivati OTC 633 trilioni.
Nozionale derivati su mkt regolamentati 68 trilioni.

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 13:55

edmontdantes@finanza,

TOP TEN NET OIL IMPORTERS 2011
(millions barrels per day)

1) USA = 8,7
2) CHINA = 5,5
3) JAPAN = 4,3
4) INDIA = 2,3
5) GERMANY = 2,3
6) SOUTH KOREA = 2,2
7) FRANCE = 1,7
8) ITALY = 1,3

In rapporto al PIL il nostro paese ha una dipendenza ancora maggiore che gli USA.

Poiché i maggiori produttori di petrolio incrementano il consumo interno a tassi elevatissimi, la produzione totale è prevista in sensibile calo, il petrolio disponibile per l’esportazione nel 2030 sarà nella migliore (ed irrealistica) delle ipotesi 1/3 in meno di quello odierno. Gli effetti si inizieranno già ad avvertire entro i prossimi 5 anni prima sui prezzi, poi sulla disponibilità. Tutti i produttori dell’OPEC sono paesi con popolazione in crescita e già oggi il prezzo di break even fiscale medio è oltre i 100$.

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 14:06

“C’è qualcosa che la sorte non possa togliere – basta che lo voglia – quando si è all’apice della prosperità? Che non assalga e abbatta con tanta maggiore violenza quanto più è vistoso e splendente? Non c’è niente di arduo, niente di difficile per lei. Il modo in cui ci assale non è uno solo e nemmeno sempre lo stesso. Ora ci volge contro le nostre stesse mani, ora, paga delle sue forze, ci crea da sola pericoli senza interventi esterni. Nessuna circostanza fa eccezione: anche in mezzo ai piaceri nascono motivi di dolore. La guerra scoppia mentre regna la pace e quanto ci dava sicurezza si trasforma in paura; l’amico ora è un avversario, l’alleato un nemico. Dalla tranquillità estiva
si passa a tempeste improvvise e più violente di quelle invernali. I mali che subiamo non ci vengono da nemici e i
motivi di sventura, se ne mancano altri, l’eccessiva prosperità li trova da sé. La malattia colpisce gli uomini più
temperanti, la tisi i più robusti, la punizione i più innocenti, le rivolte quelli che più vivono in disparte; il destino sceglie
qualche nuovo sistema per imporre le proprie forze se ce ne fossimo dimenticati. Basta un solo giorno a disperdere e
distruggere quello che è stato costruito a prezzo di dure fatiche col favore degli dèi in una lunga serie di anni. Dire un
giorno è dare una scadenza troppo lunga ai mali che ci incalzano: basta un’ora, anzi, un istante per distruggere un
impero. Sarebbe una consolazione per la nostra debolezza e per i nostri beni se tutto andasse in rovina con la stessa
lentezza con cui si produce e, invece, l’incremento è graduale, la rovina precipitosa.”

Publio Anneo Seneca – Lettere a Lucilio, 91

edmontdantes
Scritto il 4 ottobre 2013 at 15:36

john_ludd@finanza,

Grazie…ma gli utili del sistema finanziario sono finiti nelle tasche private di soci, partners e fat cat della finanza i soldi per la difesa sono stati presi dalle tasche pubbliche :)

edmontdantes
Scritto il 4 ottobre 2013 at 15:40

Aggiungo un piccolo commento sul sistema US che dovrebbe far riflettere, oggi sono arrivati ad un rapporto debito/pil di circa il 103% noi siamo al 137% ma….

…loro non hanno la maternita´ pagata per le donne….noi SI

…loro non riesco a garantire una sanita´ a tutti….noi SI (acetto le critiche sulla qualita´ma megli di nulla)

…loro hanno una settimana di ferie all´anno…da noi molto di piu´

Per cui, considerando che si considerano la patria dell´economia, del management e della finanza….se i risultati sono questi mi chiedo che tipo di capacita´ abbiano realmente,,,in quanto da noi siamo arrivati al 137% con grande baldoria, pensioni a sfare e tanto tanto malcostume….che avremmo fatto con un governo normale?

Scritto il 4 ottobre 2013 at 15:56

Curioso ma indicativo dei motivi in cui questo paese sprofonda nella melma. Ieri mi è capitato di vedere un pezzo del film “benvenuti al nord” con Bisio e Siani, e la storia la conoscete, finisce in bellezza, dove per bellezza s’intende che al posto del superefficente ufficio postale cattivo e inumano ” milanese”di Bisio, “trionfa” il classico ufficio “napoletano” di Siani, dove il pubblico è incazzato in coda mentre gl’impiegati leggono i giornali e se ne fottono.Che dire, da un’idea precisa di quali sono i costi accessori no? Troppi Italiani sono abituati a fare i parassiti, ma non migliaia, ma milioni, molti milioni che godono di privilegi anche piccoli a cui non vogliono rinunciare.Poi sarà troppo tardi.
http://www.laforzamotrice.it
edmontdantes@finanza,
Beh, secondo me il problema è che da noi si vogliono sapere le rogne altrui per alleggerire le nostre piuttosto che per intervenire imponendo la soluzione, da qui la necessità di non sottolinearle. é come per gli stranieri, noi ne abbiamo meno che altri grandi paesi, ma non lo si sottolinea mai, perchè in questo caso come faremmo a piangerci addosso?

giobbe8871
Scritto il 4 ottobre 2013 at 17:59

john_ludd@finanza,

GRAZIE JOHN PER LA NEWS: :wink:
nel 2012 il sistema finanziario USA ha prodotto utili pari a circa 600 miliardi circa l’intero budget della difesa.

IL “CASINO” IN usa DI QUESTI GIORNI TRA OBAMA-DEMOCRATICI E REPUBBLICANI-TEXAS è UNO SCONTRO TRA INDUSTRIA PETROLIFERA-BELLICA E INDUSTRIA USURAIA USURAIA :mrgreen: :wink:

giobbe8871
Scritto il 4 ottobre 2013 at 18:04

obama taglia nella difesa e nella sanita’, ma non fa nulla contro i suoi veri padroni. :mrgreen: gli usurai intendo.

Roosevelt era un “santo” a confronto di Obama. Che si sia convertito all’ebraismo anche Barrack ? :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 4 ottobre 2013 at 18:06

spero che i repubblicani facciano fallire per almeno 24 ore gli US. così “fotteranno” la Casa Bianca.

pensate al danno d’immagine, ed alle palpitazioni di tutte le banche venditrici di CDS su T-Bonds…ahh ahh 24 ore di sudore freddo……. ahh ahh :mrgreen: :wink: 8O :lol:

giobbe8871
Scritto il 4 ottobre 2013 at 18:11

john_ludd@finanza,

ehi John , hai mai sentito del texano Cobyrn, repubblicano ?

john_ludd
Scritto il 4 ottobre 2013 at 21:20

giobbe8871@finanza,

Penso che Obama sia una persona fondamentalmente onesta che semplicemente non si è rilevato all’altezza del compito immane che aveva. Viviamo in un mondo oltre modo complicato e compromesso, siamo quasi tutti non all’altezza, io non lo sono per certo. Per ciò che riguarda il partito repubblicano, penso sia oggi un partito fascista .

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