FEDERAL RESERVE …LA NEMESI CONTINUA!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Come ho scritto nel mio libro … ma la storia dice e soprattutto il Duca di St. SImon ministro delle finanze ai tempi della crisi del Mississippi, il duca di Noailles osservò con estrema lucidità che una banca che emette moneta cartacea può essere tentata di farlo al di là delle sue riserve in metallo prezioso e questa tentazione era più probabile in una monarchia assoluta come quella francese, soggetta alle necessità di guerre mal condotte.

Da tempo circola negli ambienti che contano, la notizia che ormai è il dado è tratto, il prossimo governatore della Federal reserve che sostituirà, Bernanke, sarà Larry Summers, ex segretario al tesoro dell’ era Clinton e ex capo consigliere economico di Obama, uno dei padri della devastante deregulation che ha distrutto il sistema finanziario mondiale, uno dei cavalli di Troia di Wall Street.

Se Obama sceglierà Summers per i prossimi quattro anni, avremo la conferma definitiva che la nemesi continua e questa volta non ci sarà scampo. Al di là delle motivazioni politiche, Summers conosce bene Wall Street, sembra che nel mondo della finanza si provi gusto ad affidare a dei falliti compiti fondamentali e il nostro principio di Peter si evolve…

“In una gerarchia, ognuno tende a salire fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”. Secondo Sutton serve a illustrare l’ascesa al potere della Superclasse che governa il capitalismo mondiale. “Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire – sostiene Sutton – cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza.

Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri.

L’inganno diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso.

Tornando a Summers e a quanto scritto nel mio libro…

Ma i paladini di una deregulation estrema, personaggi poco attenti al cambiamento della natura dei problemi, sono stati tanti anche in campo democratico: soprattutto uomini come Summers e Rubin, che sono stati al governo con Bill Clinton e oggi ritroviamo nel team di Obama».
Il timone della crisi è in mano agli stessi uomini che con la loro improvvida ideologia l’hanno creata e accompagnata. Lawrence Summers, per esempio, il principale consigliere
economico della Casa Bianca, figlio di economisti e nipote di due premi Nobel come Samuelson e Arrow, ideologo della deregulation pura, è stato il destinatario di un assegno di cinque milioni di dollari da parte dell’hedge fund D.E. Shaw & Co quale compenso per il suo ruolo (parttime) di managing director. Qualche altro milione invece gli è arrivato da alcune conferenze tenute presso alcune grandi banche americane che, guarda caso, hanno usufruito degli aiuti di Stato.
La deregulation, come sottolinea Massimo Gaggi nel suo ultimo libro, è una sorta di peccato originale. La Gramm- Leach-Bliley, la legge del 1999 che ha abbattuto le barriere
precedentemente introdotte dalla Glass-Steagall Act (la quale separava le banche commerciali da quelle di affari), è stata sottoscritta, oltre che dai repubblicani, anche da
Clinton 146 Bob Rubin, Larry Summers, John Kerry

Permettetemi di aprire una parentesi (… L’attacco con armi chimiche di mercoledì 21 agosto in Siria ha «sconvolto la coscienza del mondo». Così il segretario di Stato americano John Kerry in una conferenza stampa per aggiornare lo stato del lavoro del team di sicurezza del presidente Barack Obama. L’uso di armi chimiche in Siria è stato «indiscriminato e su larga scala ha aggiunto Kerry. L’uccisione di civili in Siria è «un’oscenità dal punto di vista morale» e dovrebbe «scuotere le coscienze nel mondo».26 agosto 2013… dite la verità non vi fischiano le orecchie, altro che le bombe che cadranno sulla Siria in nome del…destino manifesto).

Ma proseguiamo tanto ormai il destino, la nemesi sono tracciati…  John Edwards e persino dall’attuale vice presidente americano Joe Biden! L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, firmatario della Gramm-Leach-Billey, riferendosi ai suoi ex consiglieri Larry Summers e Robert Rubin, in una intervista rilasciata nel corso del programma This Week della televisione Abc, riconobbe l’errore: «Sui derivati, devo ammetterlo, avevano torto e io ho sbagliato a dargli retta. Il ragionamento nasceva dalla convinzione che trattandosi di strumenti sofisticati e costosi solo un piccolo gruppo di investitori ne avrebbe fatto ricorso, e per questo non avrebbero necessitato di protezioni particolari […]. Il difetto di tale argomento è che, prima di tutto, alle volte, le persone con un sacco di soldi prendono decisioni stupide e lo fanno senza trasparenza. Inoltre, anche se solamente l’1% degli investimenti riguarda i derivati, la quantità di denaro che vi gira intorno è talmente
alta da essere in grado di coinvolgere il 100 % degli investimenti, facendo pesare la crisi sull’intero sistema».

Bingoooo… Summers e Kerry, eccoli di nuovo qui tra di noi, come tutti gli altri,  benedetto sia il principio di Peter, che ci ha aiutato a comprendere la dimensione di questa crisi.

Come dice il nostro Nicholas…  “A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus. L’establishment economico (università, autorità di regolamentazione, funzionari governativi, economisti al servizio di varie organizzazioni) ha perso la propria legittimità a seguito del fallimento del sistema. Sarebbe imprudente e insensato da parte nostra se ci affidassimo alle capacità di questi esperti per uscire da questo caos. Al contrario, bisogna individuare le persone intelligenti e con le mani pulite.

Inutile stare qui a parlare di spesa pubblica, di IMU o IVA, tapering o QEinfinity, euro o non euro, ma in fondo si tratta solo di quattro chiacchera la bar con gli amici, chi mai leggerà queste due righe…la nemesi continua!

Il nostro Machiavelli è di nuovo con noi, con la sua nuova visione in “Luglio con il bene che ti voglio…”, per tutti coloro che hanno contribuito o vogliono liberamente contribuire al nostro viaggio.

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8 commenti Commenta
reragno
Scritto il 30 agosto 2013 at 10:05

Ciao Andrea, temi a breve l’arrivo del famoso double face visto quanto succede in Medio Oriente e le ultime deliranti affermazioni della Merkel sulla Grecia?

sd
Scritto il 30 agosto 2013 at 23:10

Bellissimo post Capitano Andrea.

Buona sera a tutti……e ………..Buona Fortuna………come scrivo da molto tempo.

Un video che parla di economia, di soluzioni, di ignoranza e moto altro.

http://www.stampalibera.com/?p=66148

SD

dorf001
Scritto il 31 agosto 2013 at 00:06

sd@finanza,

ma diciamola tutta. chi è obama? con che coraggio lo hanno paragonato a martin luther king? blasfemia questa.

DI TONY CARTALUCCI
landdestroyer.blogspot.co.uk

Le differenze tra il Dr. Martin Luther King Jr. e l’attuale presidente americano Barack Obama non potevano essere più evidenti. Infatti, l’unica cosa che hanno in comune è il colore della pelle. Eppure, in qualche maniera, i canali d’informazione occidentali sono riusciti a tracciare delle linee di congiunzione tra queste due figure diametralmente opposte – forse proprio perchè entrambi sono neri.

Recentemente l’Associated Press ha pubblicato un articolo dal titolo “Obama incarna il Sogno e la lotta di King” (1), sostenendo che: “Con la sua programmata apparizione di mercoledì sera, Barack Obama era certo di rappresentare la realizzazione del sogno di centinaia di migliaia di persone che manifestarono lì nel lontano 1963.”

Perchè? Solo perchè Obama è nero? O perchè Obama rappresenta davvero quegli ideali di giustizia, uguaglianza e pace per cui Martin Luther King Jr. si è battuto durante tutta la sua vita e per i quali è morto?

Non esiste modo peggiore di offendere la memoria di Martin Luther King Jr. di quello di paragonarlo al Presidente Obama – servo di un meccanismo che produce le più gravi disuguaglianze ed ingiustizie sulla Terra, alimentato proprio da quegli “interessi corporativi” (2) tanto avversati da King in tutta la sua vita e a causa dei quali probabilmente fu ucciso.

Immagine: una rappresentazione visiva degli interessi corporativi particolari dell’amministrazione di B. Obama, passato e presente.

Infatti, nonostante quella parvenza democratica che ostenta pubblicamente, il suo Gabinetto, passato e presente, è un concentrato di interessi finanziari/corporativi, di guerrafondai, criminali ed elitari che promuovono esclusivamente un’ “agenda” di tipo fascista/imprenditoriale, abilmente celata dietro belle cause pseudo-liberali. Una più attenta analisi di questi personaggi chiarirà meglio il concetto:

– Timothy Geithner (Segretario del Tesoro): Gruppo dei 30, (3) Consiglio delle Relazioni Estere,(4) Federal Reserve – privata;
– Eric Holder (Procuratore Generale): Covington & Burling (5) lobbista per Merck e rappresentante legale di Chiquita International Brands nelle cause dei parenti delle persone uccise dal terrorismo Colombiano;
– Eric Shinseki (Segretario per gli Affari dei Veterani di Guerra): Esercito Americano, Consiglio delle Relazioni Estere (6), direttore di Honeywell (7) (azienda della difesa), direttore di Ducommun (altra azienda della difesa);
– Rahm Emanuel (ex Capo di Stato Maggiore): Freddie Mac (8);
– William Daley (ex Capo di Stato Maggiore): membro della commissione esecutiva di JP Morgan (9) ;
– Jacob “Jack” Lew (Capo di Stato Maggiore) Consiglio per le relazioni estere (10), Brookings Institution (Hamilton Project) (11);
– Susan Rice (Ambasciatore ONU): McKinsey and Company (12), Brookings Institution, Consiglio per le Relazioni Estere;
– Peter Orszag, (ex Direttore del Bilancio): Citi Group (13) Consiglio per le Relazioni Estere;
– Paul Volcker: Consiglio per le Relazioni Estere (14), Federal Reserve privata, Gruppo dei 30 (15);
– Ronald Kirk (Rappresentante del Commercio USA) lobbista (16), membro della partnership tra Goldman Sachs, Kohlberg, Kravis, Roberts e di Texas Pacific Group per l’acquisizione di Energy Future Holdings;
– Lawrence Summers (Direttore del Consiglio per l’Economia Nazionale): World Bank, Consiglio per le Relazioni Estere(17), Brookings Institution (Hamilton Project) (18);

Immagine: Sostenitori della Brookings Institution – chiaramente anti-liberali e chiaramente non proprio il tipo di interessi sostenuti da Martin Luther King Jr.

Ovviamente, la rappresentanza del Consiglio per le Relazioni Estere (19) e della Brookings Institution (pag. 19, .pdf) (20) dovrebbe lasciare molto perplesso chiunque si consideri un autentico liberale democratico. Questi sono dei think-tank creati da e a favore di grandi interessi imprenditoriali. La Brookings Institution, in particolare, annovera al suo interno quegli stessi architetti delle miriadi di “Guerre Bush” – e delle guerre attualmente condotte dall’ Amministrazione Obama.

In realtà, non solo la politica di Obama si basa sugli stessi identici interessi finanziari/corporativi dell’amministrazione Bush, ma a scrivere l’attuale politica estera verso la Libia (21), la Siria (22), e l’Iran (23) sono alcune delle stesse persone di allora, quelle stesse persone dietro alle guerre in Iraq e in Afganistan di cui ancora soffriamo le conseguenze. E’ quella che possiamo definire una “continuità di Agenda”, e le false inclinazioni politiche sia di Bush sia di Obama non sono che messinscene abilmente orchestrate per dividere e distrarre l’opinione pubblica, mentre è una sola l’Agenda che passa da un’amministrazione all’altra e attraversa le linee della politica nazionale.

KING ERA ANCHE UN AUTENTICO PACIFISTA

Nel 50° anniversario del famoso discorso di Martin Luther King Jr. “I Have a Dream”, se lui appartenesse ancora a questo mondo, di certo salirebbe sul palco e si dichiarerebbe contrario all’ultimissima guerra degli USA e dei suoi ‘amici’ contro la Siria. Di certo condannerebbe la guerra globale che Obama ha intrapreso dal Mali alla Libia, dalla Siria all’Afganistan e ai confini del Pakistan, dallo Yemen alla Somalia, fino all’Uganda e oltre.

In un discorso del 4 aprile del 1967 a New York City intitolato, “Oltre il Vietnam – Tempo di rompere il silenzio,” (24) King espresse nel modo più alto e completo possibile la sua filosofia e visione del mondo, una visione completamente opposta a quella dei presidenti americani contemporanei, che celebrano laconicamente e vuotamente lo storico discorso dello stesso King.

Dovremmo rileggere con attenzione questo illuminante discorso di King di critica alla guerra del Vietnam (25) , che in alcuni punti ci dice che:

Una reale rivoluzione dei valori dovrebbe imporre le mani sull’ordine mondiale e dire, a proposito della guerra: “Questo modo di risolvere le divergenze non è una cosa giusta”. Bruciare gli uomini con il napalm, riempire la nazione di orfani e vedove, iniettare il veleno dell’odio nelle vene degli esseri umani, rispedire alle loro case uomini fisicamente handicappati e mentalmente distrutti, dopo aver vissuto per mesi su campi di battaglia oscuri e sanguinosi, sono cose che non si conciliano con la saggezza, la giustizia e l’amore. Una nazione che continua, anno dopo anno, a spendere il proprio denaro in difesa militare invece che in programmi di sviluppo e promozione sociale, è destinata alla morte spirituale.

America, la più ricca e potente nazione del mondo, può fare da guida in questa rivoluzione di valori. Solo una tragica morte ci deve impedire di perseguire questo desiderio di riordinare le nostre priorità in modo tale che la ricerca della pace abbia il sopravvento sulla ricerca della guerra. Niente ci deve fermare dal continuare a rimodellare con le nostre mani questo status quo fino a trasformarlo in una fratellanza.

Gli USA che si preparano ad attaccare la Siria, per citare questa catastrofe umanitaria architettata fin dal 2007 (26) allo scopo di dividere e distruggere Damasco e i suoi alleati di Teheran, di certo non è una “cosa giusta”. Correre verso una nuova guerra, nascondendosi dietro a menzogne (ancora una volta), di certo non è una “cosa giusta”. Eludere le leggi internazionali portando avanti una guerra di egemonia, mascherandola da intervento umanitario, di certo non è una “cosa giusta”.

L’America non ha mai cambiato rotta, ha sempre continuato spedita lungo lo stesso oscuro sentiero, quel sentiero contro il quale King ci aveva messo in guardia nel 1967. L’uomo che ci “guida”, o meglio, l’uomo di facciata di quegli interessi finanziari/corporativi che tracciano il destino dell’America, possono anche continuare a onorare la memoria di King con parole contrite e apparizioni pubbliche ben orchestrate, ma nella realtà dei fatti e delle azioni Obama e l’elite finanziaria/corporativa che lo tiene al guinzaglio stanno disonorando in modo indegno e inimmaginabile la memoria di King.

Se davvero si vuole onorare King e il suo impegno di una vita, onoriamolo mettendo in pratica le parole che ha pronunciato quando era in vita, e non scendendo a patti con quel sistema che lui stesso ha contrastato fino alla morte, un sistema che disonora e sfrutta la sua immagine e la sua memoria lodandole falsamente e portando avanti con malizia un ‘agenda’ contraria a tutto ciò che King sosteneva.

Si può leggere ed ascoltare l’intero discorso del 4 Aprile 1967 “Oltre il Vietnam – Tempo di rompere il silenzio” a questo indirizzo: AmericanRhetoric.com. (27)

Tony Cartalucci
Fonte: http://landdestroyer.blogspot.co.uk
Link: http://landdestroyer.blogspot.co.uk/2013/08/50-years-later-west-defiles-martin.html#more

by DORF

zone
Scritto il 31 agosto 2013 at 09:31

L’attacco con armi chimiche di mercoledì 21 agosto in Siria ha «sconvolto la coscienza del mondo». Così il segretario di Stato americano John Kerry in una conferenza stampa per aggiornare lo stato del lavoro del team di sicurezza del presidente Barack Obama. L’uso di armi chimiche in Siria è stato «indiscriminato e su larga scala ha aggiunto Kerry. L’uccisione di civili in Siria è «un’oscenità dal punto di vista morale» e dovrebbe «scuotere le coscienze nel mondo».

Chissà se attacheranno anche la Campania, oppure il problema pr loro non esiste visto che le armi chimiche sono sotterrate ed i morti che fanno non contano più di tanto.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/08/31/schiavone-so-dove-sono-rifiuti-tossici-in-campania-non-bonificano-perche-costa-troppo/243151/

no comment…

silvio66
Scritto il 31 agosto 2013 at 13:55

Tutti quei burocrati comnistiati che passano dai cda delle banche alle amministrazioni politiche americane, con tutto il male che possiamo dire e con le eccezzioni che confermano la regola, non si sognerebbero mai di danneggiare il proprio sistema a favore di uno stato estero. I nostri viceversa lo fanno a favore della germania, francia, usa appunto e tanti altri più piccoli. Pur condividendo tutte le ombre, a volte tenebre, del sistema economico americano, ho sempre invidiato il loro diciamo “amor di patria”, in contrapposizione ai nostri che si vendono supinamente assumendo fattezze da rinnegati medioevali, danneggiando volontariamente la nazione.

kurskit@yahoo.it
Scritto il 31 agosto 2013 at 19:40

Obama è credibile come l’attentato alle torri gemelle. E ho detto tutto.

dorf001
Scritto il 31 agosto 2013 at 22:09

hai ragione kursit. obama fa pena. e la bufala delle torri gemelle è stata smontata dal grande mazzucco diverse volte. ci ha fatto pure un film sopra. guarda questo video di 5 minuti, molto chiaro. http://www.youtube.com/watch?v=Bsda0YsQUjM

e se non bastano 5 min allora qui c’è tutto il film. http://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk

maddai! come la bufala che saddam aveva armi chimiche. e tutte le balle sulle false primavere arabe. tutte pagate dal quel farabuttto di g. soros un pazzo sionista.

tu kursit che ami le storie di guerra. sai bene che poi sotto ci sono montagne di bugie. ti invito a leggere, è un libro non lungo, saranno poco più di 100 pag, il libro libia 2011. io ce l’ho, e vedrai la verità dove sta. ma nesuno di voi snete il tanto, la fogna, lo schifo che fanno questi presunti grandi della terra? e l’atteggiamento da dementi, da zerbini, che hanno i nostri politucci da strapazzo? quando è che gli sputeremo in faccia? bisognerebbe tirar fuori un pò di glioglittine. fare come nel far west. una bella impiccagione. perchè finchè non ne puniamo uno, ma di brutto, gli altri non capiranno, e continueranno a fare queste politiche demenziali. insomma, bisogna fermarli. per primo quello sciaguarato del vecchio pericoloso massone giorgio napolitano. pluri- denunciato e la magistratura si fa le pippe, e NON fa il suo mestiere. ha l’obbligo di indagare se è vero oppure no. quinidi indagando le prove le trova eccome. hanno paura ecco cosa è. NON volgiono indagare. quindi il popolino deve restare igonrante come sempre. GUAI a dire al popolo la verità. quindi la macchina della disinformazione sta andando al masimo. cioè la rai tv e tutti i giornali italiani.

allora ci svegliamo o no???

by DORF

alessandroecristina
Scritto il 1 settembre 2013 at 13:44

Sul Mazzucco grande ,avrei da dire….

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