MIRACOLO AMERICANO A BERLINO!

Scritto il alle 14:19 da icebergfinanza

Dopo aver passato mesi e mesi a raccontarvi la faccia nascosta del miracolo dell’occupazione tedesca, aver ascoltato il Grillo parlante sognare un’agenda 2010 anche per il nostro paese, suggerita da qualche illustre economista della domenica non mi resta che condividere questo pezzo apparso la scorsa settimana sul Sole 24 Ore dal titolo …In Europa solo Berlino segue la strada americana

Chissà, se non credete alle parole di un povero blogger qualunque, forse leggerlo sui media mainstream magari vi farà un certo effetto …

(…) È proprio la diseguaglianza che avvicina il modello americano a quello tedesco, l’altro Paese che sta riducendo la disoccupazione, in controtendenza col resto d’Europa. Anche in questo caso ci sono elementi nascosti di debolezza. Fa parte del “nuovo cinismo” considerare la Germania vicina alla piena occupazione. Un modo di pensare che solo vent’anni fa sarebbe stato inimmaginabile nella cultura di quel paese. È vero che in Germania la disoccupazione è ai minimi dagli anni Novanta. Ma ai tre milioni di disoccupati non vengono aggiunti il milione di lavoratori impegnati nei corsi di formazione o nei cosiddetti “lavori da un euro”. Altri sette milioni di tedeschi lavorano nei “mini-jobs” pagati meno di 400 euro al mese. Il numero dei sotto-occupati è quindi altissimo. Se si tenesse conto di questo esercito di riserva si riscriverebbe in toni meno eroici la storia del rinascimento industriale tedesco. Un rinascimento a cui continua a mancare il vero testimone di ogni politica economica di successo: gli investimenti domestici, da dieci anni i più bassi d’Europa.

Uno studio di Brookings in uscita (“Germany: global miracle and European challenge”) spiega che il livello di diseguaglianza tra i redditi dei tedeschi è superiore a quello di diversi Stati americani. I recenti dati sulla ricchezza degli europei mostrano che le disuguaglianze in Germania sono le più elevate nell’area euro. Il livello di tolleranza nei confronti della diseguaglianza si avvicina a quello americano, dove il 64% si definisce poco interessato al problema.

Ma ora ascoltate perché se non avete orecchie per intendere ve lo farò intendere in mille maniere…

In parte è la conseguenza, statistica e politica, dell’unificazione tedesca. Ma un’altra spiegazione è che tra gli 11 milioni di lavoratori disoccupati o mal pagati ci sia una presenza più che proporzionale di stranieri o di immigrati, estranei alle scelte politiche. Solo così si spiega il silenzio dei politici tedeschi, compresi i socialdemocratici, nei confronti della diseguaglianza. Un silenzio che fa il paio con il silenzio dell’elite industriale e finanziaria sulla realtà della crisi europea.

Un silenzio che fa il paio con il silenzio dell’elite industriale e finanziaria sulla realtà della crisi europea. Un silenzio che fa il paio con il silenzio dell’elite industriale e finanziaria sulla realtà della crisi europea. Un silenzio che fa il paio con il silenzio dell’elite industriale e finanziaria sulla realtà della crisi europea.

E in Italia questo spiega il silenzio dei politici italiani in questi anni e soprattutto quello dei presunti portatori di politiche di sinistra, come i rappresentanti del Partito Democratico ma non solo!

Quello che era il Paese a più spiccata sensibilità sociale dell’intero Occidente oggi non vede, non sente e non parla più. Dobbiamo concludere che come anche in Europa è la diseguaglianza a ridurre la disoccupazione? Per fortuna la spiegazione è diversa. Ma non tanto più rassicurante: l’occupazione tedesca beneficia dell’avanzo di parte corrente che è conseguenza di un altra forma di diseguaglianza, quella nei conti con l’estero. Anch’essa ha potenti effetti redistributivi dei redditi. Anch’essa – colpendo non elettori – non viene riconosciuta.

Se dopo aver letto questo pezzo non avete ancora orecchie per intendere, è meglio che cerchiate di procurarvi al più presto una pillola rossa, un viaggio di sola andata per il Paese delle Meraviglie dove scoprirete quanto è profonda la tana del Bianconiglio!

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10 commenti Commenta
sherpa
Scritto il 6 maggio 2013 at 15:03

Articoli come questo da te citato devono essere messi più in risalto dalla stampa nazionale e non finire nelle pagine interne. Quando capiranno che è inutile oltreche dannoso ignorare, o peggio negare l’evidenza dei fatti? Capisco la tua rabbia, ma spero che il tuo seminare dia i suoi frutti.
(non vorrei sembrare troppo ottimista, ma mi sembra che, soprattutto sulla situazione reale in Germania ci sia più consapevolezza leggendo quà e là)

gioc
Scritto il 6 maggio 2013 at 21:41

Caro Mazzalai. Permettimi la confidenza . Ormai è qualche anno che seguo i tuoi interventi trovandoli sempre di grande interesse. Sono un pò pigro e alla fine solo adesso ho deciso di comprare e leggere il tuo libro . Ti faccio i miei complimenti . Chiaro, ben scritto piacevole e facile da leggere.Complimenti. Sono giunto alla conclusione anche grazie ai tuoi interventi che non vi sia alternativa all’uscita dell’Italia dall’unione monetaria se vogliamo salvare il Paese. Se c’è una parte che non condivido nel tuo libro è forse quell’aspirazione, che sa di evangelico , a dei rapporti economici più umani, dimenticando , forse , che la storia è fatta di sudore e di sangue così come sono fatti di carne gli uomini che la vivono e attraverso cui passa. Oggi dobbiamo uscire da questa maledetta gabbia che finirà per distruggere non solo il nostro Paese ma l’idea stessa di Europa Unita che non è certo quella della finanza nè dell’eurofascismo imperante.

dorf001
Scritto il 7 maggio 2013 at 00:23

Riprendiamoci i NOSTRI soldi

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA.
Riprendiamoci i NOSTRI soldi

Le cose stanno crescendo vorticosamente e i media stanno finalmente aprendo, gli eventi che trattano della grande truffa del sistema di emissione della moneta sono sempre di più, innumerevoli sono i movimenti che si prodigano per la diffusione.

Le idee però devono essere comunicate in modo semplice e comprensibile per chiunque, come riusciva a fare il prof. Giacinto Auriti che ha diffuso i suoi insegnamenti facendo leva su tre caratteristiche fondamentali che amava attribuire al suo pensiero: la Novità, la Semplicità e, soprattutto, la Verità.
Ed è proprio grazie alla caratteristica della Verità che la PROPRIETA POPOLARE della MONETA si affermerà, non è importante quando, ma certamente tutti ci auguriamo il più presto possibile.

Un plauso, quindi, a tutte le persone di Buona Volontà, che hanno capito che occorre andare al nucleo del problema così da risolvere a cascata tutte le patologie del sistema monetario e bancario e l’unico modo per farlo è affermare la proprietà popolare della moneta all’atto dell’emissione. In tal modo il cambiamento è fatto, il debito pubblico azzerato e la gioia di vivere recuperata.
In sentesi ecco un prospetto che fa riferimento alla scuola monetaria auritiana

EMISSIONE MONETARIA

PROPRIETA’ POPOLARE della MONETA

REDDITO di CITTADINANZA

DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA
DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA

Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura
Segretario Generale avv. prof. Giacinto Auriti

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA
– Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.
Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.

Come si evince dal DDL Auriti, in un regime monetario conforme alla persona umana, l’ente di emissione NON può essere privato, la moneta deve essere accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.

La proprietà dovrà essere del portatore, infatti su ogni banconota ci sarà apposta scritta – Proprietà del portatore –

– Il ministero del tesoro o delle finanze si occuperà di assegnare, già al momento della nascita, ad ogni cittadino residente sul territorio nazionale il CODICE dei REDDITI SOCIALI, analogo all’attuale codice fiscale che oggi serve per pagare.

– Ad esempio, il cittadino andrà in banca a chiedere liquidità per un spesa, l’acquisto di un terreno o la costruzione di una casa, di una fabbrica

– La banca gli accrediterà la somma pattuita

– Il cittadino realizzerà l’ opera, anche con il contributo lavorativo di altri cittadini che contribuiranno alla creazione del valore

– Il cittadino con la propria attività lavorativa e con il guadagno del proprio lavoro restituirà la somma accreditatagli dalla banca

– La banca passerà l’intero ammontare restituito dal cittadino al ministero del tesoro o delle finanze

– Il ministero del tesoro o delle finanze daranno attuazione al REDDITO di CITTADINANZA dato che avranno il dovere di dividere in parti uguali, le somme che rientrano nelle casse ed accreditarle sul CODICE dei REDDITI SOCIALI , che ogni cittadino residente avrà, a prescindere del loro stato, giovani, anziani, lavoratori, disoccupati, malati, ecc,

– l’importo del REDDITO di CITTADINANZA sarà variabile perché dipenderà dalla quantità di moneta richiesta, da parte dei cittadini, all’ente di emissione. Comunque l’ammontare sarà necessario per consentire ad ogni cittadino di avere garantito almeno il minimo indispensabile per l’acquisto dei beni di prima necessità.

P. S. – Altre info qui http://www.setedigiustizia.org/come-sara.html Si può scaricare molti doc. segnalo i più importanti che sono quì http://www.simec.org/downloads/cat_view/53-testi-monetari-e-documenti-sul-simec.html:

– Il VALORE DEL DIRITTO – di Giacinto Auriti
– L’ORDINAMENTO INTERNAZIONALE DEL SISTEMA MONETARIO – di Giacinto Auriti

by DORF

giobbe8871
Scritto il 7 maggio 2013 at 02:09

tra gli 11 milioni di lavoratori disoccupati o mal pagati ci sia una presenza più che proporzionale di stranieri o di immigrati :mrgreen: :twisted:

stranieri o di immigrati

stranieri o di immigrati

stranieri o di immigrati

LA POVERTA’ IN CRANDE GERMANIA, LEBENSRAUM, è COLPA SOLO di stranieri e di immigrati

LA POVERTA’ IN CRANDE GERMANIA, LEBENSRAUM, è COLPA SOLO di stranieri e di immigrati :twisted:

gli ITALIANI, GRECI , SPAGNOLI ….TUTTI fannulloni, egoisti, disonesti, mafiosi, spendaccioni, vivono sopra le proprie possibilità….. :mrgreen::mrgreen:

DOVETE LAVORARE, LAVORARE di più, 16 ore su 24 ! :twisted:

noi in Crande Germania siamo TUTTI, onesti, crandi lavoratori, solidali….. :mrgreen:

Nuova scuola per voi “terroni” volgari ITALIANI :

giobbe8871
Scritto il 7 maggio 2013 at 02:12

tra qualche mese….quando l’euforia di borsa si placherà, i Alemanni diranno che i loro guai sono imputabili a noi ITALIANI. :mrgreen:

gli Alemanni sono DISONESTI, DISONESTI, e pure SACCHEGGIATORI ! :twisted:

giobbe8871
Scritto il 7 maggio 2013 at 02:18

icebergfinanza
Scritto il 7 maggio 2013 at 07:13

sherpa@finanza,

Si articoli come questo da me citato dovrebbero essere messi più in risalto ma lasciamo perdere 37 condivisioni dell’articolo una letta veloce e poi via e chissenefrega…

Alle volte mi chiedo che ci sto a fare qui … tanto dormono tutti!

sherpa
Scritto il 7 maggio 2013 at 07:58

icebergfinanza,

Non dire questo, per piacere. Stai facendo un lavoro utilissimo, per quanto mi riguarda, e non credo di essere il solo, mi hai aperto gli occhi su problemi ai quali non mi sono mai interessato per superficialità ed ignoranza. Non sei solo, altri come tè sollevano il problema e coinvolgono sempre più persone. Io leggo ogni tuo post con l’avidità di chi si rende conto di capire poco e vuole capire di più per prendere decisioni più consapevoli.
Per quelli che dormono, puoi solo continuare ad urlare per far smuovere più persone possibili
in modo che i “giornalai” non possano più ignorarti.
Non aspettarti riconoscimenti, se non i nostri. contano poco ma sono sinceri.
GRAZIE.

icebergfinanza
Scritto il 7 maggio 2013 at 09:05

sherpa@finanza,

Scherzi i Vostri riconoscimenti contano più di qualunque altro … non cerco notarietà sul Sole 24 Ore e sul Corriere della Sera sono già finito non è questo che cerco…ma Consapevolezza che dilaghi! Abbraccio Andrea

gab
Scritto il 7 maggio 2013 at 10:59

Sono perfettamente d’accordo con tutto quanto Andrea ha scritto sui problemi delle banche tedesche e sulle colpe della politica di austerity imposta ecc.- anche se sono convinto che l’alternativa non sia quella “all’americana”, ma solo una politica economica che contempli redistribuzione, come sostiene Andrea-.
Non vorrei però passasse il messaggio solito, di quando si è in crisi, familiare, di coppia, economica o di altro tipo, e cioè che le colpe sono sempre degli altri: dovremmo forse dire che l’Italia sia un paese modello?; se guardiamo ai livelli di corruzione, di individualismo anrachico ecc. forse possiamo ritenerci dei piccoli campioni a livello europeo.
Se poi si spera che uscendo dall’euro si risolvano molte cose con le solite svalutazioni- che non sono altro che furbi mezzucci- vorrei far notare che in periodi di forti crisi, le svalutazioni difficilmente vengono accettate senza contropartite o senza che si attuino mezzi difensivi tipo barriere doganali, burocratiche ecc.; le svalutazioni vengono sopportate quando le cose vanno bene, ma non mi sembra questo il caso.
Se invece si volesse uscire dall’euro per non sottostare a leggi europee che a volte ci sembrano stupide o contrarie ai nostri interessi, bene, allora ci affideremmo alla nostra eccelsa onesta e lungimirante politica…allora Auguri!
E a proposito di politica: sembra che adesso gli italiani si siano scoperti tutti onesti e diligenti cittadini fregati dalla casta dei politici: veramente mi viene da ridere, come se in Italia on ci fossero altre caste e congreghe pronte a difendere i loro interessi a scapito dell’interesse comune;o che noi saremmo un popolo di persone integerrime e pronti ad indignarci solo al sentir parlare di mazzette favoritismi clientelari ecc.; il solito meccanismo di dare la colpa agli altri; chi è senza peccato scagli ………

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