CLAMOROSO: L’ 80 % DEI DEBITI DELLA PA NON IMPATTA SUL DEFICIT

Scritto il alle 09:17 da icebergfinanza

Parapapa…parapapaaaaa Si odono squilli di tromba, cui si mescolano applausi e grida di evviva.

In dirittura d’arrivo il decreto salva debiti. La bozza del provvedimento, di otto articoli, fissa in ogni dettaglio il piano biennale da 40 miliardi di euro per il pagamento dei debiti di enti locali, Regioni e Pubblica amministrazione centrale nei confronti delle imprese. Dopo il via libera del Parlamento alle risoluzioni sulla nota che aggiorna i saldi di finanza pubblica, tocca ora al Consiglio dei ministri che si riunirà oggi alle 19 (appuntamento slittato, rispetto alla programmata seduta delle 10, per consentire un confronto sulle ultime modifiche prima del varo). Tra le sorprese, e sa di beffa per i cittadini, spicca la possibilità per le Regioni che utilizzeranno l’anticipo di cassa di anticipare al 2013 l’aumento dell’aliquota addizionale Irpef. Ma ieri sera, sul punto, c’è stata la frenata del ministro dell’Economia Vittorio Grilli. di Carmine Fotina. Con un editoriale di Alberto Orioli – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/UJwq6

Altro che squilli di tromba, hanno provato di nuovo a …. di nascosto come solo loro amano fare, ma andiamo avanti!

Lo so, lo so, siete tutti attratti dal racconto dei leggendari saggi del Quirinale, si quelli che scambiano Ruby per la nipote di Mubarak o dal blocco dei capitali e dalla patrimoniale che verrà, ma provate a seguirmi perchè ci sono avvenimenti molto più importanti da mettere in risalto rispetto alle speculazioni politiche e finanziarie italiane.

Ve lo ricordate il principio di Peter, no Peter Pan, non la sindrome di Peter, ma il principio dell’incompetenza di Laurence Peter…

“In una gerarchia, ognuno tende a salire fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”. “Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire … cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza. Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri.

Vi prego seguitemi perchè sono in grado di dimostrarvi l’assoluta incompetenza e ignoranza dei principali protagonisti che quotidianamente ci amministrano e amministrano l’Europa.

Lasciamo per un attimo da parte quanti in realtà siano i debiti delle PA o se siano o meno contabilizzati nel debito pubblico. Partiamo da qui dal 18 di marzo quando all’improvviso…

(ANSA) – BRUXELLES, 18 MAR – L’Ue apre alla possibilita’ di conteggiare in maniera flessibile il ‘peso’ dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione italiana nei confronti di imprese e fornitori su deficit e debito pubblico. Questa l’indicazione giunta oggi dalla Commissione europea in seguito a un’intesa raggiunta tra Antonio Tajani e Olli Rehn.    L’Italia, secondo le indicazioni provenienti da Bruxelles, deve preparare un piano di rientro per i debiti pregressi contratti dalla pubblica amministrazione con le imprese e la Commissione Ue e’ pronta a collaborare per attuarlo. Il pagamento dei debiti commerciali, spiegano all’esecutivo comunitario, potrebbe rientrare tra i ”fattori attenuanti” nella valutazione da parte di Bruxelles del rispetto degli impegni presi sul deficit. La Commissione Ue invita pertanto l’Italia a fornire cifre aggiornate.

Fattorii attenuanti sul deficit, fattori attenuanti sul deficit….

Semplicemente si ha un deficit o un disavanzo pubblico quando le spese non sono coperte dalle entrate e la differenza con il debito pubblico è che quest’ultimo non è altro che la somma dei debiti contratti nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri quali individui, imprese, banche o stati e cosi via ma già contabilizzati.

In sintesi il deficit e il debito pubblico sono due questioni completamente diverse.

Ma andiamo avanti e ascoltiamo Monti battere sempre il tasto del deficit…

Roma, 25 mar. (TMNews) – “Da molte parti si chiede che il governo paghi il debito tutto e subito. Ora, la presa di posizione della Commissione europea non significa un via libera illimitato all’aumento di deficit e di debito pubblico per i pagamenti dei debiti commerciali”. Così il presidente del Consiglio Mario Monti risponde a chi chiede un intervento più massiccio a favore delle aziende che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione.
E spiega: “Per quanto riguarda il deficit l’Italia deve rispettare la soglia del 3% del PIL nel 2013, mantenendo a questo fine un adeguato margine di sicurezza. Se questa soglia viene sforata infatti l’Italia non uscirà dalla procedura di deficit eccessivo e perderà ogni possibile vantaggio”, avverte il premier. Dunque “sulla base delle previsioni aggiornate presentate nella relazione al Parlamento, l’Italia avrà nel 2013 un deficit pari al 2,4%. Contando quindi un margine di sicurezza, valutiamo che lo spazio fiscale utilizzabile per l’operazione di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione che impattano sul deficit sia di circa 0,5% del PIL. Questo spazio dovrà essere usato per pagare i debiti che corrispondono a spese in conto capitale, perciò non ancora contabilizzate nel deficit e per il cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali”. TMNEWS

Appunto spese in conto capitale e non ancora contabilizzate nel deficit ovvero la maggioranza dei crediti della PA.

Il giorno dopo il 26 marzo sul sito della  Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa  guardate cosa troviamo ancora Tajani ancora la leggendaria commissione UE…

L’Italia può pagare i debiti contratti dalla pubblica amministrazione verso le imprese, ma senza avvicinarsi troppo alla soglia del 3% di deficit, che impedirebbe la chiusura della procedura per deficit eccessivo da parte di Bruxelles. Circa l’80% dei debiti pregressi – ha detto il vicepresidente della Commissione Ue – è “già contabilizzato e quindi senza impatto”. Tajani ha indicato un margine di manovra per saldare i debiti anche “nel 2014 – inizio 2015”.

La pubblica amministrazione italiana ha un debito arretrato, secondo le stime di Bankitalia, di 71 miliardi di euro, di cui, ha spiegato Tajani, “circa l’80% già contabilizzato ma non ancora pagato e che quindi va incidere solo sull’aumento del debito”. Solo “il circa 20% restante non è ancora né contabilizzato né pagato e quindi ricade sul deficit”, ha chiarito il commissario Ue.

Ma come dice il Sole24Ore allora perchè…

L’annuncio di Monti e lo “stop” di Bruxelles Proprio ieri il premier Mario Monti aveva infatti riferito alle due Camere durante la comunicazione sul vertice europeo di metà marzo che le politiche di rigore adottate finora erano in grado di consentire all’Italia di uscire ad aprile dalla procedura per deficit eccessivo. Ma da Bruxelles quasi contemporaneamente era arrivato un invito alla cautela ricordando che c’era lo spazio per avere una flessibilità di bilancio nei pagamenti, ma sempre restando sotto il tetto del 3% di deficit.

Ma alla commissione europea ci sono o si fanno e Monti sa di cosa si parla o non lo sa e se è così non vi viene il dubbio che non abbiano mai saldato i debiti perchè non sapevano bene la differenza tra debito pubblico e deficit ?

Elementare Watson e allora perchè tutti questi problemi visto che saldare i propri debiti nei confronti delle imprese non incide sul deficit considerando che si tratta spesso e volentieri di spese contabilizzate negli anni precedenti.

A…Peter l’ardua sentenza!

A proposito di deficit il paese di quell’incompetente, dilettante allo sbaraglio di Jeroen Dijsselbloem, ministro del

Il deficit di bilancio dell’Olanda per quest’anno e per il 2014 sarà superiore al 3% del prodotto interno lordo. Lo indica l’istituto di previsione economica CPB. Il deficit sarà al 3,3% del pil quest’anno, e al 3,4% del pil nel 2014. Mentre l’economia si contrarrà dello 0,5% nel 2013.

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9 commenti Commenta
alessandroecristina
Scritto il 3 aprile 2013 at 09:30

elementare Watson , vogliono distruggere le piccole e medie imprese italiane ( ai teteschi danno troppo fastidio ) !
Più Europa più Europa , ce lo chiede l’Europa : altro che incompetenza e ignoranza sanno molto bene quello che stanno facendo .

daviosq
Scritto il 3 aprile 2013 at 09:52

Fuori da questo euro e da questa Europa as soon as possibile, allora si che tiro fuori la mia vecchia tromba e faccio papparapa-papparapapparapa.

carpif74
Scritto il 3 aprile 2013 at 09:53

Ciao Andrea dai tuoi articoli non ho capito bene il tuo pensiero..A gennaio si parlva di ultima occasione, ma dopo l’evento di Cipro dalle tue parole capisco che non solo l’Europa è alla frutta ma che ci aspettano tempi ancora duri..Puoi dirmi se ho interpretato il senso dei tuoi articoli? Grazie

icebergfinanza
Scritto il 3 aprile 2013 at 10:07

carpif74@finanzaonline,

Nel prossimo articolo troverai la risposta…

Scritto il 3 aprile 2013 at 10:30

icebergfinanza,

ho l’aquolina alla bocca :mrgreen:

carpif74
Scritto il 3 aprile 2013 at 11:14

Grazie Andrea per la rispsota!

stanziale
Scritto il 3 aprile 2013 at 11:16

Come evidenziato tante volte, le banche tedesche sono dei troiai e l’Olanda e’ peggio della Spagna http://www.wallstreetitalia.com/article/1536782/crisi-debito/olanda-in-crisi-tra-rischio-bolla-immobiliare-e-debiti-enormi.aspx
ma i casini scoppiano solo al sud, e’ evidente che al nord si coprono tra di loro…

kry
Scritto il 3 aprile 2013 at 12:22

stanziale@finanza,

Basta fare come a cipro vedi come si lisciano i ricciolini del biondo. Uhh e poi le esportazioni di crande germania dove finire adesso visto che olanda valere 8% export.

Scritto il 3 aprile 2013 at 15:43

Pagamenti della P.A. bloccati, rinviata la decisione per approfondimenti ! 8O

invece di Parapapa…parapapaaaaa

io direi

MARAMEO, MARAMEO :evil::evil::evil:

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