HUFFINGTON POST… ANCORA A PROPOSITO DI BLOGGERS!

Scritto il alle 10:50 da icebergfinanza

Tornando anche solo per un istante sulla questione Huffington Post e i blogger…

«Il sito potrà contare su 200 blogger “che saranno la voce dell’Italia” ma non saranno retribuiti. “È una scelta aziendale che io condivido pienamente – ha detto Lucia Annunziata – i blogger non sono giornalisti, non fanno inchieste, non cercano notizie, che tra l’altro ci costringerebbero anche a una azione di verifica, controllo e responsabilità; si narrano, scrivono delle cose e si confrontano”».

Non sono giornalisti, non fanno inchieste, non cercano notizie, sono solo commenti , opinioni su fatti ormai noti.

Affascinante Lucia Annunziata, davvero affascinante, mai avrei pensato che gli editorialisti che infestano i quotidiani di questi paesi, si quelli che dispensano opinioni e commenti, su fatti ormai noti, lo fanno gratuitamente, una sorta di servizio alla collettività.

Se penso che talvolta vengono strapagati per influenzare l’indirizzo politico  di questo Paese, talvolta attraverso la menzogna e l’arte del fango, tanti pifferai di Hamelin seguiti  da tanti innocenti topolini, inorridisco!

La scelta di non pagare i blogger è legittima, tanto troverai sempre qualcuno disponibile a scrivere in cambio di visibilità e notorietà, ma per favore non generalizziamo o condividiamo idiozie  sui blogger che possono essere bravi o meno bravi, preparati o meno preparati ma vanno rispettati, retribuiti e non sfruttati in nome dell’opinioni del senno di poi.

Ed è la rete il giusto parametro di rispettabilità o meno dell’opera di un blogger se non vogliamo chiamarlo lavoro.

Mattia Farinella ci dice che i blogger dovevano essere il plus della piattaforma e  certamente, lo sapevamo tutti che i blogger non sono giornalisti, ma questo non  nega la qualità di un blogger e dei suoi contenuti spesso paritaria e anzi  superiore a quella di giornalisti o presunti tali.

(…) Qual è la linea che separa il giornalista online dal  blogger? Il pagamento? L’essere iscritto all’ordine? Se di questo si  tratta allora forse dovremmo creare differenziazioni tra contenuti ed autori e  non solo tra contenitori. Rimanendo contrario ad un “ordine dei blogger”,  sottolineo come sia sempre più necessario apportare modifiche all’Ordine dei  Giornalisti e creare nuovi filtri di valore per i blogger online. AuthorRank potrebbe essere una soluzione, tutta online, per  dare visibilità e importanza al valore di un autore in base alla qualità del  contenuto e alla quantità delle citazioni, ma rimane nel sottosuolo di un  ipotetico percorso “a tappe” per giustificare un pagamento come “blogger  professionista”. Per fare ciò a livello burocratico bisogna legare i blogger ad  una struttura/ordinamento? E’ possibile? Cosa offrire ad un blogger in cambio del suo lavoro? Dopo  l’iniziale entusiasmo il blogger (anche il presunto professionista) deve avere  degli incentivi oppure esser motivato, altrimenti la sua volontà piano piano si  affievolisce. Può durare anni o qualche mese, se poco seguito, il blogger che  scrive per un sito web non suo, tende ad abbandonare la nave. (…) Però, arrivati ad un certo livello qualitativo e  professionale, dopo aver scritto un numero cospicuo di articoli, l’incentivo  economico può diventare una soluzione ipotizzabile. Certo è, che può essere  regolato solo atomicamente, cioè da realtà a realtà.

Il blogger ahimè non è un lavoro, ma con l’evoluzione della rete il caos  informativo verrà selezionato da filtri valoriali sempre più stringenti.  L’attività del blogger necessita quindi di nuove metriche di misurazione per  trovare legittimazione e attribuire valore ad autore e contenuto. Da un lato non  esistono più i blogger di una volta, la passione deve essere sostenuta ed  alimentata. (…)

Sin dall’inizio ovvero sei anni fa, ho scelto di non importare sul veliero alcuna pubblicità e anche ora grazie alla disponibilità e alla comprensione del team di Finanza.com quotidianamente, Voi potete viaggiare su un veliero completamente libero e indipendente.

In questi sei lunghi anni non abbiamo condiviso solo opinioni e commenti di fatti già noti, ma anche analisi, ricerche, conferenze e orizzonti che hanno permesso a molti di Voi di conoscere mondi alternativi e di mettere al riparo i propri risparmi o perlomeno di evitare perdite devastanti.

Non si parla solo di economia e finanza, ma anche della dimensione antropologica di questa crisi, di alternative possibile. Sono consapevole che se fosse stata trattata solo la questione antropologica mai sarebbe stato possibile ottenere in sei anni oltre 7 milioni di contatti e condivisioni.

Un blog, un viaggio double face, l’aspetto antropologico e l’aspetto economico/finanziario della più imponente tempesta perfetta della storia.

Cinque anni fa ho importato dall’America, osservatorio previlegiato per comprendere ciò che stava accadendo,  l’usanza definita “tip jar” la richiesta di una libera donazione, per sostenere la continuità e la professionalità di questa avventura.

E’ soprattutto grazie al calore umano di uno splendido equipaggio che l’avventura continua, ma anche grazie al sostegno economico di alcuni di Voi.

L’abbiamo associata all’invio di saltuarie analisi più dettagliate sulla realtà economica /finanziaria e non solo opinioni, su fatti  ormai noti, sulla realtà economico finanziaria. Inoltre siamo quotidianamente su TWITTER dove notizie e opinioni sono in diretta,

Si può essere d’accordo o meno con l’insistenza  con la quale si richiede di sostenere il blog, ma senza questa insistenza, la sensibilità spesso e volentieri non esiste, perchè tutto e dovuto e tutto è preteso in rete.

Concludendo come dice Debora quello dell’Huffington Post … è proprio un bel sistemino per prendere due piccioni con una fava:  giustificare lo sfruttamento del lavoro gratuito, e farlo minimizzando e  svalutando l’opera di informazione compiuta dai blogger, da sempre nel  mirino della stampa tradizionale.

A voi ogni ulteriore considerazione e ovviamente… « SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …cliccando qui sotto

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6 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 29 settembre 2012 at 15:12

Caro Andrea , non perdere tempo per una come Lucia Annunziata, napoletana di Sarno…. che vive in US. ma che prende i schei nella nostra amata Italia.

furba napoletana è. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 29 settembre 2012 at 15:13

http://www.ilgiornale.it/news/l-annunziata-prende-150mila-euro-dall-eni.html

dispaccio dell’Agenzia Agi – che l’Eni, azienda all’avanguardia nel settore energetico, ha deciso di colmare una lacuna culturale creando un tabloid, «Oil», dedicato ai problemi del petrolio. Di quella cosa un po’ puzzolente che, nella sua corsa al rialzo – c’è chi prospetta i 200 dollari al barile – condiziona la nostra vita. Bell’idea, è giusto che si conoscano i meccanismi di un mercato per molti ancora misterioso e lontano. La pubblicazione, trimestrale, si rivolge a esperti, ma anche a non addetti ai lavori, perché comprendano quale partita si giochi sul barile che non si scarica. I comuni consumatori potranno così capire fino in fondo quali sono le cause delle loro difficoltà e, poiché «Oil» sarà bilingue, saranno stimolati a imparare a imprecare anche in inglese per il costo del pieno.
Fuor d’ironia, l’iniziativa è apprezzabile e poiché l’Eni è una grande azienda che fa le cose in grande, ha creato per il tabloid un comitato editoriale di qualità, del quale fanno parte, fra gli altri, giornalisti come Joaquim Navarro Valls, Giuseppe Turani, Sergio Romano e Lucia Annunziata, oltre ad altri fra i quali esperti del settore.
L’impegno dell’azienda è notevole, non sappiamo quale onere comporti l’operazione, né come venga valutato l’apporto di ciascun componente il comitato editoriale, ma si sa che a Lucia Annunziata viene assegnato un compenso di 150mila euro annui. Per soli quattro numeri in 365 giorni. S’impenna il prezzo del greggio, ma i compensi dei giornalisti «in» non restano indietro.
Lucia Annunziata è molto brava, ha uno spazio di prestigio sulla Tv di Stato, scrive su un quotidiano importante, forse non ci sono compensi adeguati per i suoi talenti. Ma la notizia sulla sontuosa retribuzione crea qualche sgradevole sensazione di disagio, uno stridore psicologico indiscutibile.
Lucia Annunziata, in sua indiscussa competenza, fa parte di quella sinistra pensosa e noiosa che, navigando di conserva con l’establishment, impartisce lezioni a tutti. Fa parte di quella sinistra che accampa un’apodittica superiorità morale nei confronti di tutti quelli che non ne fanno parte e pavimenta di virtuosi propositi morali e sociali il suo interessato cammino. Brava. Bravissima, ma 150mila euro l’anno per quattro numeri l’anno di una rivista non sono pochi. Specie in questi tempi di congiuntura gelida, che strizza il Pil e lo porta a temperature prossime allo zero.
Già, Lucia Annunziata appartiene a quella sinistra ipercritica che ufficialmente piange sulla sorte di quei milioni di italiani i quali, grazie alle prodezze fiscali del governo delle sinistre, hanno riscoperto, dopo decenni, l’impossibilità di arrivare alla fine del mese. Sinistra piagnona e ipocrita, che critica le caste nella speranza di poter continuare a farne parte. E che commuove le masse descrivendo le privazioni di quei bambini che, nelle strette della quarta settimana, debbono fare a meno del latte. Annunziata dai proclami di socialità e solidarietà, questa sinistra non si fa mancare nulla, perché se non c’è latte c’è oil.
Salvatore Scarpino

giobbe8871
Scritto il 29 settembre 2012 at 15:13

Rivoluzione etica e democratica :mrgreen: :wink:

giobbe8871
Scritto il 29 settembre 2012 at 15:14

L’Annunziata prende 150mila euro dall’ENI :twisted:

http://www.ilgiornale.it/news/l-annunziata-prende-150mila-euro-dall-eni.html

icebergfinanza
Scritto il 29 settembre 2012 at 15:57

giobbe8871@finanza,

E noi la pompa della benzina ce la prendiamo nel…

sd
Scritto il 29 settembre 2012 at 16:12

Il Cuculo, probabilmente hai capito perfettamente cosa voglio dire con la LIBERTA’ costa, ma vorrei risponderti:

Concorderai con il fatto che molte cose dei nostri tempi sono state una conquista. Se una cosa è utile e può migliorare la nostra vita perchè dovrei rinunciarvi ? Non è detto che producendo questi beni indispensabili si debba distruggere il mondo, probabilmente i problemi nascono dal come vengono prodotti e da chi vuole lucrare su essi.
Voglio fare un esempio pratico di quello che voglio dire, io per riscaldarmi e per la produzione di acqua calda (molto comoda in inverno……per lavarsi) uso quasi totalmente energia solare, energia rinnovabile (legno e derivati) ed in minima quantità metano; se domani chiudono i metanodotti non mi importerebbe niente o al massimo avrei piccoli disagi che volendo potrei risolvere in breve tempo e cosa più importante vivo comodamente senza distruggere il mondo.

Un altro esempio sono i mezzi di trasporto; sono anni che cerco un auto-elettrica decente, ma purtroppo il mondo petrolifero-industriale non le vuole produrre ad un costo decente. Non penserai che una piccola auto elettrica valga per davvero 30-35.000 euro? Dico questo perchè stò installando il fotovoltaico (anche se avrei qualcosa di migliore da usare, ma per cause di forza maggiore non sono ancora praticabili, in futuro vedremo) e quindi potrei procurarmi da solo l’energia per muovere un mezzo di trasporto.

Ho fatto questi due esempi per dimostrarti che esistono benissimo delle alternative, basta che si voglia implementarle. Probabilmente ci sono delle potenti lobbies che non sono disposte a rinunciare ai loro guadagni ed al controllo sulla società.
Le nostre scelte sono sempre condizionate dal mondo in cui si vive.

Un saluto

SD

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