WAR…E GUERRA SARA’!

Scritto il alle 14:50 da icebergfinanza

Siamo in guerra, se qualcuno si aspetta che prima o poi vi saranno rivolte o rivoluzioni, sappia che la guerra è qui tra noi, ora e adesso.

Negli occhi ha il guizzo di un ragazzino sveglio e intelligente e l’acume disincantato di chi ha attraversato molte generazioni, conosce bene il lato cinico dell’uomo, ma non ha perso neanche la fede nel suo lato più nobile. ‘Umano’ si dice dell’uomo quando prova dolore e istintiva partecipazione per le miserie altrui, tende la mano all’altro nella difficoltà e spera di arrivare insieme a un traguardo comune. (…)  Zygmunt Bauman, uomo solido che ha teorizzato la società liquida. ( Lettera43 )

Di Bauman abbiamo già parlato più volte ma ascoltate bene perchè la sua saggezza è uno spettacolo…

LE DUE VIE PER USCIRE DALLA CRISI. Sulla crisi attuale, l’uomo che ha vissuto molto vede nero. Ma, da sociologo, è molto lineare e lascia la porta aperta. «Ci sono due possibilità», spiega a Lettera43.it. «O, come è già successo nella storia, l’umanità cambia rotta e, per sopravvivere, imbocca una strada alternativa alla crescita» oppure, se l’homo consumens non accetterà, con sacrificio, di tornare indietro, «la natura prenderà il sopravvento e sarà la guerra di tutti contro tutti per la redistribuzione delle risorse».

In entrambi i casi, il processo sarà «doloroso», soprattutto nei Paesi occidentali, dove «lo stato sociale è in via di demolizione».

Per Bauman, «non è più una questione di destra o di sinistra», ma di lotta per la sopravvivenza. Le insidie non mancano, a partire dal capitalismo al tramonto, che «riserva sempre sorprese imprevedibili», e dall’impotenza della politica che, se non riacquisterà il potere di agire, non potrà traghettare i Paesi verso modelli più sostenibili.

L’intervista è lunga leggetevela tutta, ve la raccomando, io vi lascio alcuni pezzi!

C’è chi parla già di ripresa, grazie alle manovre di austerity.

R. Di questo mezzo secolo di abbondanza pagheranno lo scotto non solo le attuali nuove generazioni. Ma i loro figli e i loro nipoti.

D. In cosa ha sbagliato la società liquida? R. Intanto nel non considerare che c’è un limite naturale al credito. Che quello che si ottiene senza sacrificio oggi, si pagherà necessariamente domani. D. E poi? R. Poi c’è un secondo aspetto che abbiamo ignorato: la sostenibilità del pianeta. Stiamo già consumando il 50% in più di quanto la Terra possa offrire. D. Ma, con la crisi inarrestabile, i consumi si stanno contraendo. R. Globalmente, la fame di risorse continua a crescere. Tra 50 anni avremo bisogno di cinque pianeti, per soddisfare i nostri bisogni. È una certezza. D. Ed è una certezza che la Terra sarà distrutta. R. Credevamo che la sola via per essere felici in queste e nelle prossime vite fosse consumare il più possibile. Invece questo sistema sta distruggendo il pianeta e le nostre esistenze individuali.

 R. Ormai la gente ha la certezza che qualsiasi governo non serva a niente. I cittadini hanno perso fiducia nell’élite al comando. E, se vuole la mia personale opinione, penso che abbiano ragione. D. Perché? R. Da un po’ ormai vado dicendo che i politici non hanno più in mano gli strumenti per governare. D. In che senso? R. Al momento, siamo in una fase di divorzio tra politica e potere. Il potere è la capacità di fare determinate cose, la politica è la capacità di decidere quali cose devono essere fatte per il Paese. Se 50 anni fa politica e potere erano nelle mani dei governi, oggi il potere è stato globalizzato. Ma la politica no, è nazionale. O, al limite, internazionale. D. Può fare un esempio concreto? R. Prima i politici decidevano cosa fare e, contemporaneamente, avevano il potere di agire nel campo delle finanze e dell’economia nazionali. Oggi possono pensare a cosa fare, ma agire è ormai un potere fluttuante nella no man’s land globale. Le aree locali non hanno più influenza. D. Stati e gruppi di Stati sono quindi succubi dei cosiddetti ‘poteri forti’. R. La situazione è terribile. E fino a che non cesserà questo scollamento, nessuna soluzione a lungo termine potrà essere trovata. Questa è la mia profonda convinzione. D. Prima parlava di rivedere gli stili di vita, costruire un modello di società alternativo. R. Non si tratta solo di eliminare i surplus consumistici. Ma di reimparare – o imparare da zero – a essere felici stando nella comunità, coltivare relazioni di vicinato, cooperare. D. Non le sembra un progetto utopistico? R. Utopistico? Perché mai (ride). È chiaro che tu, io, tutti noi insieme, dovremo discutere seriamente per cambiare i nostri orizzonti, smettendo di spendere nei negozi. Ma, in passato, per la maggior parte della storia dell’umanità, gli uomini trovavano soddisfazione, per esempio, nel creare e nello svolgere lavori ben fatti. I sociologi lo chiamano istinto dell’uomo-artigiano. D. E se non ci riusciremo, se non ci sarà la volontà di tornare artigiani? R. Allora – è la seconda possibilità – la vita sarà ancora più dura. La natura minaccerà la nostra esistenza. E, se anche non soccomberemo, ci saranno guerre sanguinose. D. Guerre per le risorse? R. Sì, come ha ipotizzato Harald Welzer in Climate wars, a differenza del 1900, le guerre non saranno ideologiche, ma molto materiali. Ci potrebbero essere grosse guerre per la redistribuzione. D. Sopravvivenza e distruzione, entrambi gli scenari sono possibili. R. Come sociologo non sono in grado di dire quale prevarrà. Personalmente, non credo tanto nella prima possibilità.

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28 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 28 settembre 2012 at 15:37

Di guerre ideologiche ce ne sono state assai poche nella storia. Hitler era un assassino e un pazzo ma non folle in ogni decisione. La guerra alla Russia era una necessità. La Germania imperiale che aveva in mente non aveva risorse energetiche cioè petrolio, e inglesi e americani erano saldamente in vantaggio come posizionamento in Nord Africa e Medio Oriente. Doveva impossessarsi del petrolio al di là degli Urali. Non è cambiato molto. La guerra all’Iraq gli americani l’hanno combattuta malamente ma i contratti che Saddam Hussein aveva siglato con francesi e russi non valgono più e se neppure gli americani riescono a trivellare perchè la zona è instabile, hanno comunque eliminato agli altri la possibilità di disporre di quelle risorse. L’Iran è un gioco più complesso e pericoloso e potrebbe scappare di mano e portare a una guerra di portata più vasta, altrimenti l’avrebbero già iniziata. Ma nella logica imperiale, gli americani non possono permettere che i cinesi costruiscano gli oleodotti attraverso Afghanistan e Kazakhstan per comprare il petrolio che gli servirebbe per alimentare la propria macchina industriale e bellica.

Certo Bauman ha ragione su tante cose e non è certo uno che illude i propri lettori ma gli imperi di oggi non possono e non vogliono pensare a un sistema differente (come tutti quelli del passato che non si sono auto riformati, sono solo crollati) e i loro cittadini/sudditi non hanno alcuna volontà di modificare di una virgola (nella media) le loro disdicevoli attitudini. Fate un banale esperimento: provate a imporre che in inverno la temperatura negli uffici e abitazioni sia di 18 gradi e vedete il bel risultato che otterrete.

La destra almeno ha capito bene: non vuole alcuna rivoluzione verde perché sa che questo vuole dire distruggere il libero mercato, quel luogo immaginario, dove il bene collettivo (acqua, terra, materie prime) è lì per essere depredato dal più forte, cioè da loro. La sinistra invece non ha capito niente e illude i propri seguaci che è possibile riformare il capitalismo, avere una crescita sostenibile. Si illude che la torta è enorme e che si tratta solo di bandire dalla tavola gli ingordi. La torta si riduce ogni giorno, il capitalismo ha fallito e libero mercato e sostenibilità sono antitetiche, non possono coesistere. Destra e sinistra sono solo espressioni di un diverso livello di fallimento intellettuale.

La nostra sfortuna, o almeno quella di chi ha meno di 40 anni, è di essere al mondo nella prima fase di una di quelle transizioni che avvengono solo ogni 500 anni o più (collochiamo la nascita del capitalismo con l’invasione degli europei di Asia, Africa e Americhe, cioè dopo il 1500). Ma le leggi naturali non si possono sovvertire perché sono leggi e non opinioni. Newton, Maxwell o Einstein non esprimevano una opinione, semplicemente avevano ragione. Gli economisti delle scuole tradizionali esprimono opinioni, come fossero sacerdoti. E gli scienziati di oggi, quando scrivono di esaurimento delle risorse, di cambiamento del clima etc… non esprimono una opinione, hanno semplicemente ragione. Ma nessuno ascolta quello che non si vuole sentire.

Non ci sono speranze dunque ? Sì, non ci sono se si intende preservare il sistema attuale, con o senza redistribuzione, più o meno etico. C’è un sistema nuovo da costruire sapendo che quello vecchio cercherà in tutti i modi di resistere. David Ehrenfeld, professore emerito di biologia all’università del New Jersey è una fonte di idee, come pure lo storico Morris Bermann.

Negli anni 50 il cartoonist americano Walt Kelly inventò Pogo e tutti gli altri animaletti antropomorfi che vivevano nella palude di Okefenokee. La più celebre delle vignette vedeva Pogo e un altro animaletto imbattersi in una discarica. La battuta di Pogo era “abbiamo incontrato il nemico e siamo noi”.

Scritto il 28 settembre 2012 at 15:48

Al di là di tutti gli algoritmi ed elucubrazioni finanziarie, ho già avuto modo di evidenziare come la crisi mondiale sia innanzitutto una crisi di Valori. Una società priva di Valori partorisce politica sociale malata, finanza malata, leggi malate. Il nucleo della crisi è la famiglia e non è un caso che il sistema miri al suo disintegro: più essa è divisa, più è frustrata e più consuma. Ma è più semplice versare fiumi di parole ed inchiostro nelle più strampalate e passeggere teorie, piuttosto che recupere per i nostri figli, gestori della futura società, i sentimenti di altruismo, rispetto ed onore.

tommy271
Scritto il 28 settembre 2012 at 16:32

Più che la rivoluzione vedo la controrivoluzione avanzare … :mrgreen:

atomictonto
Scritto il 28 settembre 2012 at 18:02

john_ludd@finanza,

Perdonami, mi è piaciuto molto il tuo scritto che dimostra anche una chiara visione storica d’insieme (sono un amante della Storia anchde se a livello amatoriale).
Non sono però d’accordo con questa affermazione “E gli scienziati di oggi, quando scrivono di esaurimento delle risorse, di cambiamento del clima etc… non esprimono una opinione, hanno semplicemente ragione.” e ti spiego perchè.
sono prima necessarie 2 premesse però; ho lavorato in passato a contatto con persone del settore idorcarburi (Saipem e Esso) e il padre di mia moglie era presidente della associazione mondiale di climatologia.
Ho quindi potuto sentire (per anni) i pareri di esperti d’alto livello in materia.
Per prima cosa bisogna sfatare l’idea che “il petrolio, e quindi il gas naturale, si sta esaurendo”. Nulla di più falso, in realtà quando nacque questa idea, verso la metà degli anni ’60, certi “cervelloni” davano per certo l’esaurimento di tale risorsa entro il 1990 o giù di li.
Il “momento dell’esaurimento” è stato poi spostato in avanti man mano che passava il tempo e si scoprivano altri giacimenti (gli ultimi “giant” di gas li ha scoperti ENI a Luglio 2012…). La verità degli addetti ai lavori è semplicemente che “si esaurisce” man mano il petrolio FACILE da ESTRARRE e MENO COSTOSO quindi, quello che praticamente affiora a pochi metri dalla superficie com in Arabia Saudita, in alcuni stati del sud degli USA o in Venezuela. Man mano che conviene infatti vengono aperti pozzi ed esplorate zone più costose di estrazione…maggiore è la profondità della perforazione o della perforazione+profondità dell’acqua e più costa il prodotto crudo.
In realtà, ammettono gli addetti, le quantità reali del petrolio CONOSCIUTO vengono regolarmente sottostimate per tenere alti i prezzi e le stime di quello che potenzialmente è ancora ignoto sono tutte artificialmente false (si pensa che ci siano giacimenti in parti del mondo come sotto la foresta Amazzonica, sotto l’antartide o sotto i fondali oceanici, di dimensioni ciclopiche).
Sul clima che cambierebbe poi è stata costruita un’intera pseudo scienza: innanzitutto il clima sulla Terra cambia per i fatti suoi, il nostro life-span personale è troppo breve per avvertire i cambiamenti macro-climatici (7 ere glaciali e 4 ere isotermiche in 4 milirdi di anni) e quindi abbiamo sviluppato un senso di “stabilità climatica” nella nostra breve storia umana (7-9000 anni) che non ha nulla a che vedere con la realtà scientifica. Il pianeta si surriscalda e si ghiaccia per i fatti suoi e pensare che noi piccoli batteri sulla superficie, con le nostre scoreggette chimiche, siamo in grado di cambiare il cosrso di questi macro-eventi è ridicolo. In una sola eruzione vulcanica di medie dimensioni vengono liberati nell’atmosfera quantità di CO2 equivalenti a quelle prodotte dall’umanità in un secolo (per non parlare delle milioni di tonnellate di altri gas e particolati tra cui l’SO2 o diossisolfuro, letale e noto come “nebbia blu”).
Per capire quanto sia ridicola l’idea che gli omini influenzino il clima con le loro micro-emissioni ti suggerisco di guardare questa foto satellitare di un’eruzione dell’Etna vista dal satellite (http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2011/06/eruzione-etna-2002-web.jpg).
Come vedi persino la stessa presenza dell’uomo è lilliputziana rispetto alle dimensioni enormi dello scoreggione del pianeta :-) … siamo dei microbi invisibili, assieme alle nostre fabbrichette, automobiline etc., rispetto al volume colossale delle emissioni naturali.
Considera che, in media, è di circa 90 all’anno sull’intero pianeta che, ovviamente, ha la stessa ed unica atmosfera.
Saluti! :-)

atomictonto
Scritto il 28 settembre 2012 at 18:06

atomictonto@finanza:
[email protected],

Perdonami, mi è piaciuto molto il tuo scritto che dimostra anche una chiara visione storica d’insieme (sono un amante della Storia anchde se a livello amatoriale).
Non sono però d’accordo con questa affermazione “E gli scienziati di oggi, quando scrivono di esaurimento delle risorse, di cambiamento del clima etc… non esprimono una opinione, hanno semplicemente ragione.” e ti spiego perchè.
sono prima necessarie 2 premesse però; ho lavorato in passato a contatto con persone del settore idorcarburi (Saipem e Esso) e il padre di mia moglie era presidente della associazione mondiale di climatologia.
Ho quindi potuto sentire (per anni) i pareri di esperti d’alto livello in materia.
Per prima cosa bisogna sfatare l’idea che “il petrolio, e quindi il gas naturale, si sta esaurendo”. Nulla di più falso, in realtà quando nacque questa idea, verso la metà degli anni ’60, certi “cervelloni” davano per certo l’esaurimento di tale risorsa entro il 1990 o giù di li.
Il “momento dell’esaurimento” è stato poi spostato in avanti man mano che passava il tempo e si scoprivano altri giacimenti (gli ultimi “giant” di gas li ha scoperti ENI a Luglio 2012…). La verità degli addetti ai lavori è semplicemente che “si esaurisce” man mano il petrolio FACILE da ESTRARRE e MENO COSTOSO quindi, quello che praticamente affiora a pochi metri dalla superficie com in Arabia Saudita, in alcuni stati del sud degli USA o in Venezuela. Man mano che conviene infatti vengono aperti pozzi ed esplorate zone più costose di estrazione…maggiore è la profondità della perforazione o della perforazione+profondità dell’acqua e più costa il prodotto crudo.
In realtà, ammettono gli addetti, le quantità reali del petrolio CONOSCIUTO vengono regolarmente sottostimate per tenere alti i prezzi e le stime di quello che potenzialmente è ancora ignoto sono tutte artificialmente false (si pensa che ci siano giacimenti in parti del mondo come sotto la foresta Amazzonica, sotto l’antartide o sotto i fondali oceanici, di dimensioni ciclopiche).
Sul clima che cambierebbe poi è stata costruita un’intera pseudo scienza: innanzitutto il clima sulla Terra cambia per i fatti suoi, il nostro life-span personale è troppo breve per avvertire i cambiamenti macro-climatici (7 ere glaciali e 4 ere isotermiche in 4 milirdi di anni) e quindi abbiamo sviluppato un senso di “stabilità climatica” nella nostra breve storia umana (7-9000 anni) che non ha nulla a che vedere con la realtà scientifica. Il pianeta si surriscalda e si ghiaccia per i fatti suoi e pensare che noi piccoli batteri sulla superficie, con le nostre scoreggette chimiche, siamo in grado di cambiare il cosrso di questi macro-eventi è ridicolo. In una sola eruzione vulcanica di medie dimensioni vengono liberati nell’atmosfera quantità di CO2 equivalenti a quelle prodotte dall’umanità in un secolo (per non parlare delle milioni di tonnellate di altri gas e particolati tra cui l’SO2 o diossisolfuro, letale e noto come “nebbia blu”).
Per capire quanto sia ridicola l’idea che gli omini influenzino il clima con le loro micro-emissioni ti suggerisco di guardare questa foto satellitare di un’eruzione dell’Etna vista dal satellite (http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2011/06/eruzione-etna-2002-web.jpg).
Come vedi persino la stessa presenza dell’uomo è lilliputziana rispetto alle dimensioni enormi dello scoreggione del pianeta … siamo dei microbi invisibili, assieme alle nostre fabbrichette, automobiline etc., rispetto al volume colossale delle emissioni naturali.
Considera che, in media, è di circa 90 all’anno sull’intero pianeta che, ovviamente, ha la stessa ed unica atmosfera.
Saluti!

Errata corrige:
Considera che, in media, IL NUMERO DI ERUZIONI VULCANICHE SULLA TERRA è di circa 90 all’anno sull’intero pianeta che, ovviamente, ha la stessa ed unica atmosfera.

stanziale
Scritto il 28 settembre 2012 at 18:39

@atomictonto. Intanto c’e’ gente che ha fatto fior di quattrini lucrando sulle teorie, false come hai dimostrato, dei danni ambientali emissioni co2 dell’uomo. Sul petrolio hai pure ragione, anche se come hai detto sara’ sempre piu’ caro estrarlo. Sono invece un grave problema altre materie prime, almeno da quanto ho letto: cioe’ sarebbero in esaurimento (15-20 anni) le miniere /giacimenti di oro, argento,e inoltre rame, piombo e non mi ricordo quanti altri metalli. Non sarebbe male, mi dicono, farsi un po’ di scorta di monete o lingottini d’argento, che e’ largamente usato nell’industria…Vediamo se qualcuno ha altre notizie…

idiocrazia
Scritto il 28 settembre 2012 at 19:24

stanziale@finanza,

Inoltre non si sa nemmeno cosa sia in realtà il petrolio, nessuno è riuscito a capire ancora come si sia formato ci sono semplici teorie ma gli uomini di sciiiiiiiiienza sanno sempre tutto. Secondo altre teorie non sarebbe un residuo fossile ma una specie di scarto dei vulcani.

E’ incredibile leggere che l’età dell’opulenza del benessere e dell’abbondanza stia per finire queste fesserie le possono dire solo persone profondamente dissociate che non vedono come nell’ultimo secolo ci siano state 2 guerre mondiali e un numero infinito di guerre secondarie (parlando di benessere). Il cancro un secolo fa era una patologia secondaria oggi capita ad una persona su 3 (o meglio una su due) le patologie cardiache sono letteralmente esplose e una coppia su 4 nel mondo occidentale ha problemi di sterilità e tutto questo viene chiamato abbondanza e benessere?

Io la chiamo schizofrenia delirante.

Ma a fronte dell’evidenza dei fatti devo leggere sempre le stesse fesserie, su una cosa Einstein aveva certamente ragione “una cosa è infinita (altro che limiti) è la fesseria umana).

Giuseppe

john_ludd
Scritto il 28 settembre 2012 at 20:36

Perfetto, ho ottenuto la reazione che temevo, fosse mai la prima volta. Innanzitutto non ho mai scritto che il petrolio si esaurirà a breve (qualche giorno or sono un post a proposito che evidentemente non è stato letto, figuriamoci se poi qualcuno si è preso la briga di leggersi i documenti menzionati) ma solo che il petrolio economico appartiene al passato con una serie di conseguenze appena accennate per ragioni di spazio. Ma il negazionismo sul clima è davvero irritante. Da parte di chi poi ? Almeno foste dei petrolieri. Loro li capisco, ma voi ?Purtroppo questo è l’atteggiamento tipico, non ho alcuna speranza nè possibilità di suscitare interesse su questo tema. Neanche un dubbio, niente. Non ci riescono scienziati premio Nobel, che speranza posso avere io che sono un nessuno ? C’è il rifiuto sistematico di studiarsi la materia, tutta sta roba da “scienziati” ma che ci frega a noi, cosa credono di sapere quelli. Prendersela con i governi non è utile, il problema è altrove. Quindi è inutile perdere tempo a scrivere di questa “roba da scienziati catastrofisti del piffero” se non interessa a nessuno e gli argomenti contro sono le eruzioni vulcaniche il pianeta che si scalda per i “fatti suoi”, SIC ! Quanto è lo spread, quello sì è importante.

ilcuculo
Scritto il 28 settembre 2012 at 22:31

John,

le tue argomentazioni sono logiche e ragionevoli, non necessariamente esatte ne dimostrabili.

Sul cambiamento climatico sono abbastanza vicino alle argomentazioni di Atomic, sul fatto che gli elementi che modificno il clima sul pianeta sono molti e i più non dipendono dall’uomo, il clima sulla terra anche su scale temporali relativamente brevi (alcuni secoli) ha mostrato significative fluttuazioni, per esmpio la coltura della vite è stata introdotta e terminata per ragioni climatiche almeno 3 volte nel sud dell’inghilterra negli ultimi 2000 anni. In generale il principale modulatore del clima sulla terra à il sole con le sue fluttuazioni di attività.

Concordo con te sul fatto che le guerre ideologiche in fondo non ce ne sono mai state, neppure le crociate. Le guerre sono sempre economiche , sotto il mantello della fede o dell’ideologia. Chissà perchè non pare bello andare a sbudellare il prossimo per accaparrarsi miniere di ferro o carbone, un accesso al mare o un predominio commerciale. Meglio dire che lo si fa a maggior gloria di dio , il mio che è vero non il tuo che è falso.

Come ho già scritto molte volte credo che la generazione dei nostri genitori e la nostra sia rimasta travolta e ubriacata dal successo tecnologico che ha generato incrementi di efficienza mai visti nei secoli dei secoli, ed abbia esagerato nello spreco.

Abbiamo enormi spazi per l’efficienza senza ridurre significativamente il nostro comfort. E penso che in fondo ci sia un profondo senso di colpa che attrversa il mondo occidentale rispetto al fatto che solo una parte dell’umanità è riuscita ad affrancarsi dalla miseria (ovviamente una gran parte se ne strafotte) e questo porta ad elaborare un pensiero catastrofista in funzione catartica.

Forse , anzi quasi ceratamente, ci saranno guerre per il controllo delle risorse, per il predominio commerciale , guerre economico finanziarie e guerre guerreggiate.

Ma poichè indietro non si torna e in qualche modo si va sempre avanti mi piacerebbe discutere su come potrebbe essere secondo te e gli altri una società con una struttura sostenibile. Io riesco ad immaginarla solo come un’evoluzione in senso efficientista di ciò che conosciamo oggi.

dorf001
Scritto il 29 settembre 2012 at 01:52

i reali motivi della crisi. finalmente qualcuno ne parla. cioè tele toscana nord. vedere qui. http://www.youtube.com/watch?v=TQTWkij11aE&feature=player_embedded

l’ho preso da questo sito. http://www.roberto.info/2012/09/27/mario-monti-innocente-colpevole/

da vedere anche il finto tonto rigor mortis. o vero tonto?

by DORF

zer
Scritto il 29 settembre 2012 at 09:10

w la decrescita..si la decresita dell’intelletto..
gianni z.

john_ludd
Scritto il 29 settembre 2012 at 09:49

ilcuculo@finanza,

Cuculo tu sei una persona ragionevole, tuttavia non è vero che le tesi sul cambiamento climatico non possono essere provate. Non solo “possono” ma lo sono continuamente nel senso statistico del termine. Non c’è però alcuna volontà ad approfondire il tema. Sia su questo che su altri temi decisivi ma a “lento sviluppo” è comodo prendere una posizione e poi indipendentemente dai fatti, ci si resta incollati. Vale per temi sui quali per il fatto di leggere un paio di blog e qualche articolo di giornale si crede di avere sviluppato delle competenze specifiche. Io che sono uno zero ho studiato scienza e ingegneria (e finanza che è molto ma molto più facile) per circa 30 anni e sono ancora molto indietro nella comprensione. Sì è vero il mondo è “oligarchico” soprattutto nella conoscenza perché anche chi può istruirsi (basta conoscere l’inglese e avere costanza) preferisce non farlo. Inoltre è ossessionato dall’emotività e pochi temi lo sono più del cambiamento climatico, in un senso e nell’altro. Non ci sono nei miei commenti chiamate alle armi “da domani tutti a piedi” per intenderci, mentre la tesi che il capitalismo ha fallito quella è ancora “non scientificamente provata” e quindi potenzialmente carica di una certa dose di emotività, ma della quale sono nondimeno profondamente convinto. Ovvio che avrebbe conseguenza vastissime.

Ci vogliono anni, le certezze anziché aumentare spesso diminuiscono (la scienza per ogni risposta, trova nuove domande); è un processo complicato che fornisce grandi soddisfazioni ma richiede TEMPO e volontà. Non sono i blog gli strumenti adatti, ma possono essere un punto di ingresso per poi approfondire. Un tempo non c’erano, e le decine di migliaia di documenti oggi accessibili elettronicamente puntandoli con Google erano su carta e inaccessibili.

E questo era lo scopo, castrato da argomentazioni che mi fanno immediatamente perdere voglia e speranza (e commenti che disprezzano gli sciiiiienziati ai quali guarda caso si deve la possibilità di scrivere insulti su un computer invece che su una tavolozza di pietra).

Ecco comunque qualche link (ce ne sono tanti altri ma più da addetti ai lavori). Sono certo che il complottista subito legge l’etichetta “governo degli Stati Uniti”, NASA, etc… e subito urla in faccia agli altri “non leggo roba dei governi” guarda questo link invece… uno delle decine di migliaia di siti costruiti ad arte da chi vuole confondere le idee, dalla negazione dello sterminio degli ebrei, alla dimostrazione che Gesù era indiano e aveva 6 mogli al cambiamento climatico. Il mondo va avanti lo stesso, ci saranno vincitori e vinti, come sempre. Per essere tra i primi, condizione necessaria ma non sufficiente è SAPERE. Chi è curioso e non si accontenta della propaganda alla fine la strada e le informazioni che cerca le trova senza che sia un avatar di nome John Ludd a indicargliele.

http://www.epa.gov/climatechange/
http://www.unep.org/climatechange/
http://www.ipcc.ch/
http://climate.nasa.gov/
http://co2now.org/

Aggiungo anche il link al sito di Bjorn Lomborg uno scienziato danese molto noto, autore di un testo molto famoso e discusso “The Skeptical Environmentalist” che non nega il cambiamento climatico antropico ma affronta questo e altri temi collegati con originalità e ha una posizione assai razionale che deve essere conosciuta:

“Let’s be clear. Global warming is real and man-made, and it needs an effective response. But unfounded alarmism and panic are unlikely to engender good and effective policy.”

Bjorn Lomborg

dostoevskij
Scritto il 29 settembre 2012 at 12:42

john_ludd@finanza,

allargherei il discorso del buon john anche all’inquinamento delle falde acquifere e dell’ecosistema in generale… non bisogna essere scienziati per notare che ecomafie e industrializzazione scellerata stanno letteralmente avvelenando l’ecosistema… al pianeta magari non fregherà niente ma x noi miseri batteri comporta problemi enormi… andate a guardarvi l’incidenze di malattie genetiche o disfunzioni ormonali sull’uomo… pensate a tumori, celiachia, semplici irritazioni e quant’altro e vedrete che a cambiamento climatico sottostanno tutta una seria di fattori che renderanno sempre più problematico il nostro abitare in massa questo pianeta (andate ad analizzare l’impatto di questo inquinamento nel latte prodotto dalle mammelle di una qualsiasi donna e rabbrividite).
l’intera catena alimentare e l’ecosistema stesso su cui si basa la nostra sopravvivenza (e la nostra buona salute) viene trattata con una leggerezza madornale e nessuno può aspettarsi che questo non comporterà nulla d’importante nel medio-lungo termine.

stanziale
Scritto il 29 settembre 2012 at 12:54

@John Ludd. Gli scienziati sono alquanto divisi, ci sono molti che pensano , come gia’ riportato, che le alterazioni climatiche dipendono soprattutto dal sole e dai vulcani. Per cui il nostro stile di vita, almeno per quanto riguarda gli scarichi dovuti agli impianti di riscaldamento, auto, industrie, incide poco. E’ ovvio che , siamo tutti d’accordo, la deforestazione va fermata. Poi, parla uno che gira con una utilitaria a metano, non con un suv. Pero’ almeno con questa auto vorrei continuare a girarci. Io comunque, personalmente, piu’ che agli scienziati, do’ retta ad altri indicatori. Ed allora posso dire di aver letto che in Svizzera, dove c’e’ gente precisa, i ghiacciai si ritirano dal 1950 ( quindi ancora prima dell’industrializzazione di massa dell’europa) , ed ogni anno infatti interrano un picchetto per misurare l’arretramento dei ghiacciai, che da allora prosegue costante.

stanziale
Scritto il 29 settembre 2012 at 13:10

Io, ovviamente, mi riferivo solo alle alterazioni climatiche (eccessivo caldo, gelate lunghissime, piogge torrenziali ecc) per affermare che l’uomo incide probabilmente poco, e diffidavo da chi, su talune argomentazioni quantomeno non affatto provate, ha costruito la propria carriera e fatto fortuna(soldi) . Dostojevsky ha allargato la discussione e effettivamente centrato i temi reali, e sulle sue preoccupazioni non credo che non si possa essere d’accordo.

sd
Scritto il 29 settembre 2012 at 13:36

Capitano Andrea, articolo bellissimo anche perche concordo pienamente con quello che dice Bauman.

No sono un “homo consumens “, anzi mi offenderi se qualcuno me lo dicesse. Non ho assolutamente bisogno della maggior parte delle “inutili schifezze” prodotte dalla societa del consumo; a parte le cose veramente utili o indispensabli come ad esempio, l’energia, internet, e pochissimo altro.

Sono proprio un “uomo-artigiano” (inteso come antico significato della parola) che mi dà innumerevoli soddisfazioni di natura personale……………economicamente non sempre conveniente (ma la LIBERTA’ costa……..provare per credere).

Un saluto

SD

ilcuculo
Scritto il 29 settembre 2012 at 14:15

john_ludd@finanza,

John,

da un po’ di anni mi guadagno da vivere con una responsabilità commerciale perchè a fare lo sciiiiienziato (con quante i siscrive?) con un dottorato in fisica non si manteneva e non si mantiene uan famiglia , almeno in Italia. Non sono un fisico dell’atmosfera, ma lo sono un paio dei miei migliori amici del tempo dell’università e di tanto in tanto se ne chiacchiera.
E’ chiaro a tutti che un cambiamento climatico è in corso, ed in generale il clima cambia continuamente in alcuni periodi le variazioni sono più contenute in altri più accentuate. E’ l’impatto antropico che non è chiaro, c’è ma è difficile quantificarlo. Il principio di precauzione direbbe di prendere comunque misure nella direzione conservativa ma gli impatti sono alti ed è difficile andare a intaccare modelli socioeconomici senza avere trovato “la pistola fumante” come fu per il caso, più circoscritto dei gas CFC e del “buco” nello strato di ozono.

Ma veramente mi interesserebbe di più il tuo parere sulla mia idea che molti intellettuali catastrofisti dal punto di vista socioeconomico sono orientati nelle loro idee e valutazioni da un latente senso di colpa che pervade la borghesia occidentale fin dalla sua nascita sue secoli addietro.

ilcuculo
Scritto il 29 settembre 2012 at 14:25

sd@finanza,

SD,

mi scuso anticipatamente ma tu menti a te stesso.

Anche non aderendo all’orgia consumistica “di superificie” il solo fatto di vivere nella società contemporanea ci rende utenti di un sistema complesso e sofisticato di cui il consumismo è solo un epifenomeno di minore importanza.

Il solo fatto di utilizzare internet , un telefono cellulare (uno semplicissimi da € 49 con le sole funzioni di base), un’automobile una lavatrice ed un frigorifero, ed una risonsanza magnetica se ti fa male la schiena, fanno di te un uomo della società occidentale al 100% anche se non compri vestiti firmati , iPhone o il SUV.

john_ludd
Scritto il 29 settembre 2012 at 14:58

ilcuculo@finanza,

Per chiudere il tema riscaldamento, racconto solo un fatto che ai più sfugge. La temperatura del pianeta è determinata almeno all’80% dalla temperatura degli oceani sia per la dimensione in rapporto alla terre emerse sia per il diverso calore specifico. Purtroppo per scaldare una unità di volume di oceano è necessario più tempo e più calore, lo stesso accade per raffreddarlo. L’inerzia dell’oceano è assai superiore e oggi osserviamo gli effetti del riscaldamento dal 1800 al 1980 circa. Inoltre i fenomeni naturali non sono lineari, una volta che il lembo di un ghiacciaio si ritira ed espone la pietra il processo accellera perchè la pietra non riflette la luce e si scalda prima etc… Applicalo all’artico o al disgelo del permafrost che libera metano che decine di volte volte più gas serra della CO2…

Tuttavia non ho neppure voglia di insistere oltre, i dati sono lì, raccolti e sistemati da enti diversi, di nazioni diverse e da gruppi di scienziati appartenenti a gruppi intergovernativi. L’incertezza è sull’aumento di temperatura rispetto a oggi tra 30 o 50 anni: se rimane entro i 2 gradi è un conto, se sono 6 è estinzione di massa (non stiamo parlando dello spread).

Ai suoi tempi Galileo non riuscì a convincere i contemporanei che la terra era rotonda e girava attorno al solo sebbene avesse i calcoli che lo dimostravano. La maggior parte degli uomini è ignorante perché preferisce esserlo non perché condannata a esserlo, specie oggi che le informazioni sono abbondanti e gratis come la diffusione della conoscenza nei paesi dell’ex terzo mondo dimostra. Il tema non è se c’è o non c’è il riscaldamento globale ma cosa è meglio fare. Inutile però persino aprire il dibattito. D’altra parte un problema banale al confronto come la regolamentazione della finanza è al punto zero (che è però collegato anche se alle menti semplici sfugge), quindi immagina di risolvere il resto allora !

Infine, io non vedo alcun latente senso di colpa. Io non ne ho, i petrolieri non ne hanno, i cittadini che stanno a 25 gradi in inverno e a 19 in estate neppure. Qualche gruppo sparuto c’è sempre, se per questo ci sono gruppi sparuti per ogni credo anche il più bizzarro.

sd
Scritto il 29 settembre 2012 at 16:11

ilcuculo@finanza,

Il Cuculo, probabilmente hai capito perfettamente cosa voglio dire con la LIBERTA’ costa, ma vorrei risponderti:

Concorderai con il fatto che molte cose dei nostri tempi sono state una conquista. Se una cosa è utile e può migliorare la nostra vita perchè dovrei rinunciarvi ? Non è detto che producendo questi beni indispensabili si debba distruggere il mondo, probabilmente i problemi nascono dal come vengono prodotti e da chi vuole lucrare su essi.
Voglio fare un esempio pratico di quello che voglio dire, io per riscaldarmi e per la produzione di acqua calda (molto comoda in inverno……per lavarsi) uso quasi totalmente energia solare, energia rinnovabile (legno e derivati) ed in minima quantità metano; se domani chiudono i metanodotti non mi importerebbe niente o al massimo avrei piccoli disagi che volendo potrei risolvere in breve tempo e cosa più importante vivo comodamente senza distruggere il mondo.

Un altro esempio sono i mezzi di trasporto; sono anni che cerco un auto-elettrica decente, ma purtroppo il mondo petrolifero-industriale non le vuole produrre ad un costo decente. Non penserai che una piccola auto elettrica valga per davvero 30-35.000 euro? Dico questo perchè stò installando il fotovoltaico (anche se avrei qualcosa di migliore da usare, ma per cause di forza maggiore non sono ancora praticabili, in futuro vedremo) e quindi potrei procurarmi da solo l’energia per muovere un mezzo di trasporto.

Ho fatto questi due esempi per dimostrarti che esistono benissimo delle alternative, basta che si voglia implementarle. Probabilmente ci sono delle potenti lobbies che non sono disposte a rinunciare ai loro guadagni ed al controllo sulla società.
Le nostre scelte sono sempre condizionate dal mondo in cui si vive.

Un saluto

SD

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2012 at 10:44

billbill@finanza,

DOV’E’ LA SORPRESA?

idiocrazia
Scritto il 30 settembre 2012 at 22:41

ilcuculo@finanza,

Visto che sono io che cito spesso gli sciiiiienziati preciso che si scrive con quante i tu voglia basta che siano più di una, e mi riferisco ai ciarlatani che si contraddistinguono per l’assoluta mancanza di umiltà oltre per il fatto di essere i religiosi dogmatici del nostro tempo che amano definire se stessi “uomini di sicenza” e di questa categoria fanno parte anche molti economisti. Ciò non ha nulla a che fare con la scienza ma con il materialismo ateo di stampo tipicamente illuminista e non ti spiego cosa significhi perché ci vorrebbe troppo tempo e sono stanco.

Lo sai cosa significa? Ho letto uno studio tempo fa che dimostrava come le preghiere dei parenti incidessero significativamente sulla ripresa e la salute di un gruppo di malati rispetto al gruppo di controllo (gruppo di controllo=0 preghiere + malattie maggior tempo di recupero maggiori decessi in correlazione statisticamente significativa). Invece di prendere lo studio per quello che è e cioè dobbiamo capire perché avvengono queste cose e proseguire il percorso della comprensione (la vera scienza) come ad esempio si studia l’effetto placebo, subito sono intervenuti gli uomini di sciiiiiiiiiienza a dire cosa?

STUDIO GRAVISSIMO! POTREBBE RIPIOMBARE LA SCIIIIIIIIIIENZA INDIETRO NEL MEDIOEVO! LE PREGHIERE, DIO E TUTTO IL RESTO!

Mi dispiace ma le cose non funzionano così e questo non è un atteggiamento scientifico… e per dirla tutta, a voler essere onesti che la terra non fosse piatta ma sferica e che girasse intorno al sole lo sapevano già i greci che ne misurarono anche la circonferenza.

Giuseppe.

idiocrazia
Scritto il 30 settembre 2012 at 23:13

Che la terra girasse intorno al sole lo diceva di preciso Aristarco di Samo, che fosse tonda lo dimostrò Eratostene.
Il rinascimento e l’umanesimo sono superiori all’illuminismo.

Giuseppe

idiocrazia
Scritto il 1 ottobre 2012 at 00:29

Altri fantastici uomini di sciiiiiiienza in economia quelli che esisterebbe una fantomatica “legge” della domanda e dell’offerta che ovviamente non esiste ma che fa dire al portatore di tanta sapienza che i pazzi e dementi sono gli altri.
Quando vado a comprare le mozzarelle e c’è troppa gente in fila la signora del locale dice questo: fino al numero tot serviamo tutti poi ci restano 10 chili di mozzarelle e voi in fila siete 20 qualcuno resta senza quindi aspettate a vostro rischio e pericolo.
Per la legge della domanda e dell’offerta invece la signora avrebbe dovuto trasformarsi in una bufalina’s sales manager con master degree ah Harvard o alla Bocconi e dire ci so 10 chili a 10 euro al chilo chi offre 20 auro al chilo? 15? ok siete ancora troppi chi me offre 30 per un chilo? 10 andata. Ora questa sciiiienziata può anche capire che le converrebbe produrre sempre meno mozzarella strozzando l’offerta e strozzinando la domanda.
come fece anni fa un mio amico che essendosi laureato in economia si mise a vendere i telefonini, era il periodo dell’uscita del film matrix 2 sponsorizzato dalla samsung con il suo nuovo telefonino cosa fece? Si mise d’accordo con gli altri rivenditori della città e per la data di uscita del cellulare li fecero sparire tutti dalla vendita facendo aumentare il prezzo per i mesi successivi. Eccola qui la LEGGE della domanda e dell’offerta che nella realtà non esiste le persone normali non fanno così i produttori di mozzarelle semplicemente calcolano quanto spendono e cercano di fare un prezzo che li faccia guadagnare.
Poi quando siamo entrati nell’euro il raddoppio dei prezzi non era dato dalle legge della domanda e dell’offerta? No perché la domanda restò identica ma l’offerta raddoppiò i prezzi in base a quale legge non si sa, che qualcuno glielo impose? no e allora venne applicata la famosa legge no? è stata colpa di Bbbberlusconi! Ma no! Non mi ricordo dove l’ho sentita.

Per non parlare di quell’altro sciiiiienziato di Stiglitz quello che l’avanzamento tecnologico porta come “effetto collaterale” la scomparsa del lavoro manuale e quindi lo spettro della disoccupazione e dell’impoverimento.

Questa è gente completamente dissociata.

Giuseppe

ilcuculo
Scritto il 1 ottobre 2012 at 14:55

Giuseppe,
se posso , due consigli:

– leggi “vita di Galileo” di Brecht

– quando scrivi cerca di seguire un filo logico nell’argomentazione, se risulta difficile forse è sintomo che l’ergomentazione non è corretta.

un saluto

idiocrazia
Scritto il 2 ottobre 2012 at 00:48

ilcuculo@finanza,

Abbi pazienza ilcuculo, il filo logico dovresti seguirlo tu. A me di leggere la vita di Galileo interessa molto poco e non vedo francamente molta difficoltà nel capire le cose che ho scritto. I fenomeni della realtà esistono indipendentemente da Galileo e dal metodo scientifico, la terra era sferica anche prima che lui lo “dimostrasse”.
Capisco anche che a te possa risultare difficile così come non riuscivi a capire assolutamente la ridicola truffa della meritocrazia, o l’altro fatto difficilissimo che dare 43 miliardi e riceverne dopo un anno circa 60 non sia una perdita ma un guadagno perché in effetti è facile capire che prestare ogni anno 40 e riceverne 60 è un guadagno cosa dovrei suggerirti di leggere per capire una cosa così banale? Le tabelline?

Francamente non è un mio problema non posso spiegarti sempre le cose con il cucchiaino, soprattutto per mancanza di tempo e di voglia.

In ogni caso grazie per i consigli eh, apprezzo molto…

Giuseppe

idiocrazia
Scritto il 2 ottobre 2012 at 01:33

ilcuculo@finanza,

Poi tu hai ragione su un punto, a volte scrivo cose che non c’entrano con il tema del topic di andrea o che sembrano non direttamente attinenti con l’andamento di eventuali discussioni e su questo effettivamente ti do ragione.

Dipende anche dal fatto che si continua a leggere ogni tanto cose francamente demenziali e dopo anni (non giorni) ho la tendenza a sbottare come sbottai con ilcompasso e le favolette che andava raccontando se ricordi.
Dovrei mantenere un atteggiamento più distaccato da questo punto di vista anche se è dura eh… so cose io assolutamente CERTE totalmente incompatibili con la “verità” che ci viene raccontata altro che finanza…. faccio fatica a ricordare e quindi a trasmettere il processo che mi ha accompagnato a cambiare molte idee ridicole che avevo prima ma forse per questo i commenti ad un blog non sono adeguati.

notte anche se già stai dormendo a quest’ora ;)

Giuseppe

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