ITALIA E’ FALLITA! LA LEGGENDARIA POSIZIONE NETTA CON L’ESTERO!

Scritto il alle 10:39 da icebergfinanza

Torniamo ad occuparci di dati e di numeri, di realtà oggettive ed empiriche, tralasciando per un istante illusioni e ciarlatani quotidiani che oggi vanno molto di moda.

Probabilmente ben pochi ci hanno fatto caso ma il 22 di maggio ho pubblicato uno stralcio del Rapporto di stabilità finanziaria del nostro Paese condiviso dalla Banca d’Italia il 2 aprile, dal quale abbiamo appreso la posizione finanziaria netta verso l’estero dell’Italia è molto distante da quella dei Paesi euro in difficoltà: la Spagna ha una PNE negativa pari all’89,4% del Pil; l’Italia ha una PNE negativa del 24% del Pil; ma se si fa una stima della sottodichiarazione delle attività finanziarie (tenendo conto anche della considerevole emersione di risorse determinata attraverso i vari scudi fiscali) si arriva a una PNE pari a -16,4%.

” La posizione netta verso l’estero (PNE) di un paese – la differenza tra le attività e le passività finanziarie nei confronti dei non residenti – è un importante indicatore della sostenibilità dei saldi finanziari; ad esempio, i tre paesi dell’area dell’euro oggetto di programmi di assistenza finanziaria sono caratterizzati da una PNE fortemente debitoria. La PNE ha inoltre assunto considerevole rilievo all’interno dell’Unione europea: insieme con il saldo di conto corrente e con altri indicatori, essa verrà infatti utilizzata, già da quest’anno, dalla Commissione europea per valutare l’esistenza di squilibri macroeconomici nei paesi membri e per avviare eventuali azioni correttive (Procedura per gli squilibri eccessivi).

Qui potete trovare un’interessantissimo paper occasionale dal titolo … ” Alla ricerca dei capitali perduti: una stima delle attività all’estero non dichiarate dagli italiani ”  per cancellare la leggenda metropolitana della serie… ” guai alla patrimoniale progressiva perchè fortemente recessiva visto che la maggior parte della ricchezza è all’estero o ancora mai un’imposta patrimoniale fortemente progressiva perchè richiederebbe una disponibilità di dati non facile da costruire». …”

Ma non diciamo fesserie per favore! La patrimoniale c’è già, peccato che è ovviamente come sempre all’acqua di rose e di progressivo e incisivo da un certo livello non ha nulla!

La manovra finanziaria di dicembre 2011 del Governo Monti, il cosiddetto DL Salva Italia, ha introdotto (articolo 19 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201) la tassazione anche sulle attività finanziarie e gli immobili detenute all’estero, in analogia a quanto fatto per quelle depositate presso banche e intermediari italiani.

L’imposta sulle attività finanziarie presenta per esempio le seguenti aliquote:

  • 0,1% per il 2011 (quindi già in dichiarazione dei redditi 2012, pagamento entro il 16 giugno 2012 –prorogato al 9 luglio 2012. C’è poi sempre la possibilità di ricorrere al procedimento di ravvedimento operoso)
  • 0,1% per il 2012
  • 0,15% a partire dal 2013

Le ciurlate nel manico della patrimoniale che ho sentito in queste ultime settimane da destra a sinistra passando per il centro, sono le tipiche ciurlate dei soliti noti in Italia, che non vogliono intaccare la più imponente macchina di trasferimento di ricchezza o redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto della storia!

Se qualcuno vuole sapere quale sarebbe il fulcro di un eventuale programma o manifesto politico personale, ribadiscono per l’ennesima volta l’applicazione di politiche economiche INCLUSIVE e REDISTRIBUTIVE, per attenuare uno squilibrio fondamentale a livello mondiale al quale il nostro Paese non si sottrae, ovvero quello della ineguale distribuzione della ricchezza!

Ma torniamo per un istante alla PNE dove scopriamo che  i valori ufficiali dei diversi paesi risultano tuttavia con ogni probabilità distorti.

“Da un punto di vista contabile, le passività verso l’estero di un paese dovrebbero equivalere alla somma delle attività nei suoi confronti segnalate da tutti gli altri paesi. Le statistiche non rispettano però questa identità. In particolare, il valore complessivo delle passività estere di portafoglio (azioni, fondi comuni di investimento e titoli di debito) è sistematicamente superiore a quello delle attività dichiarate dai paesi investitori. Ciò segnala che i paesi sovrastimano le proprie passività estere e/o sottostimano le attività. È presumibile che questa discrepanza rifletta prevalentemente la seconda possibilità, a causa della riluttanza dei soggetti privati a dichiarare il possesso di attività non detenute per il tramite di intermediari nazionali (sui quali ricadono obblighi di segnalazione statistica). La discrepanza ammontava a 4.800 miliardi di dollari a livello globale nel 2010; nel periodo 2001-2010 essa è rimasta relativamente stabile su valori intorno al 7-8 per cento del PIL mondiale.

Sino a qui tutto bene, peccato che nessuno vi racconti queste cose ma andiamo avanti, date un’occhiata qui sotto …

Ma guarda un pò sembra che l’Italia complessivamente la posizione netta con l’estero italiana non sia delle peggiori, soprattutto se i famigerati PIGS viaggiano con percentuali che vanno dal 80 al 100 %!

” La situazione delle altre quattro economie riflette tanto il debito privato (soprattutto a Cipro, in Irlanda e in Spagna), quanto il debito pubblico (in Grecia e, in misura minore, in Portogallo). Ma la debolezza fondamentale che tutti ora condividono con la Grecia è che essi devono all’estero molto più di quanto possiedono all’estero. In ciascuno dei cinque paesi, le passività estere superano le attività estere detenute all’interno per una misura compresa tra l’80% e il 100% del PIL nel 2011, mettendole in una situazione simile all’interno della zona euro (vedi tabella 2). L’Italia, al contrario, ha un basso valore di passività estere nette, pari solo al 21% del PIL (inferiore al 27% degli Stati Uniti). I livelli di debito estero sono molto più alti nei cinque paesi dell’eurozona che nelle economie emergenti che in passato sono cadute vittima di “arresti improvvisi (nel flusso dei capitali)”, in cui gli investitori esteri e le banche hanno bloccato i prestiti e cercato di tirare fuori i loro soldi. Non c’è da meravigliarsi che i mercati abbiano perso la fiducia in loro. Ma anche se i prestiti dei salvataggi possono proteggere i governi, la perdita di fiducia continua a minare le economie periferiche, man mano che i depositi esteri vengono ritirati e gli investitori stranieri si rifiutano di comprare il loro debito.

Dal famigerato e fantasioso PIANO B dell’economist salta fuori addirittura  che il nostro Paese è in una posizione non rischiosa al punto tale che anche il buon Giannino, quello che l’Italia è fallita se non spazza via lo Stato brutto e cattivo, sottolinea che …

Sono due le cose da notare. La prima è che anche il memorandum dell’Economist salva l’Italia, non tanto per le manovre del governo Monti ma perché la posizione netta di indebitamento sull’estero del nostro Paese come somma della componente pubblica e privata è pari solo al 21% del nostro Pil – meno degli Usa che stanno al 27%, e sideralmente meglio degli altri 5 euromembri candidati a uscire, che stanno tra l’80 e il 100% e oltre del loro prodotto interno lordo. La seconda è che l’Economist esclude che la Merkel abbia il fegato di scegliere la strada dell’uscita di 5 euromembri.

E’ la stessa scommessa che faccio io. Di conseguenza, l’Italia ha una sola alternativa. Darsi una politica, dopo Monti, ancora più determinata e forte di consenso ad abbattere il debito pubblico non con tasse ma con cessioni pubbliche. Meno spesa e meno tasse. Quanto più ci illudiamo d’altro, tanto peggio staremo. Ecco perché serve che siate in tanti, a unirsi a noi Chicagoblog

Meno tasse per tutti o meno tasse per Totti! La verità sta nel mezzo soprattutto quando si parla di Stato!

La spesa pubblica italiana è da rivoltare come un calzino, sprechi in quantità enormi, ma non significa necessariamente che bisogna vendere sempre e solo patrimonio pubblico quando buona parte delle responsabilità di questa crisi sono private!

Date un pò un’occhiata alla leggenda di un Paese con troppi dipendenti pubblici…

 

…o a quella con il più alto costo nella Sanità…

 

Lo so, lo so non ve l’ha mai detto nessuno, ma per favore basta buttare il bambino con il pannolone sporco, cerchiamo di cambiarlo sto pannolone, migliorarlo e non buttare tutto.

Serve altro? Buona campagna elettorale e buona Consapevolezza a tutti!

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24 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 22 agosto 2012 at 08:51

fantastico questo post, sempre di più sono orgoglioso di difendere il mio paese dalla malelingue nostrane!!!

mannoz
Scritto il 22 agosto 2012 at 11:14

Andrea, ma perchè non ti candidi tu?
ti voterei moooolto volentieri :wink:

italywip
Scritto il 22 agosto 2012 at 14:13

I dati di PA e Sanità sono giusti , ma quello che viene criticato all’Italia è la produttività su quei dati.
Hai mezzo paese che non è produttivo ( ospedali fantasma, livelli di cura bassi, spese mediche altrissime, strutture faticenti, centri d’acquisto fasulli, tangenti.ecc)

Questo paese ha un potenziale mostruoso ,ma dovresti avere le palle di mettere ovunque esercito e GDF per mettere le cose sulla strada giusta:

Infrastruttuture, Sanità , Esuberi ( tagli lineari in Sicilia, Calabria e Campania), Evasione fiscale.

Abbassi le tasse di 5/10 punti , iva al 20 %, revisione dell’Imu per la Chiesa, Rientro capitali Svizzera al 50% stile Germania ecc ecc

allora altro che Germania …saremo il paradiso…

ilcuculo
Scritto il 22 agosto 2012 at 14:52

La mappa della concentrazione di dipendenti Pubblici è uno spettacolo, un’immagine vele 10000 parole.

dorf001
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:43

sempre restando in tema. aggiungiamoci poi la favoletta x allocchi del debito pubblico. e allora casa a fagiolo un articolo del prof Bagnai. che il nostro capitano conosce.

QUELLI CHE…LA COLPA E’ DEL DEBITO PUBBLICO

DI ALBERTO BAGNAI
ilfattoquotidiano.it

Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo costruisce il consenso attorno alla figura di un nemico ideologico. I nemici dei fascisti erano i comunisti, e quelli dei comunisti, in bella simmetria, i fascisti. E i luogocomunisti? Il loro nemico è lo Stato, ma siccome detta così suona male, preferiscono dirla in un altro modo: “la casta, infetta dalla corruzione, si è data a una forsennata spesa pubblica improduttiva che ha fatto esplodere il debito pubblico, causando la crisi”. Conclusione?
Basta ridurre il ruolo dello Stato nell’economia. Anche questo non viene detto così: si preferisce dire “tagliare la spesa improduttiva”. E certo, se è improduttiva, perché non tagliarla? Anche perché tagliandola ridurremmo di certo il debito pubblico: sconfiggeremmo il nemico.

l’articolo è breve. eccolo qui. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10709

vi consiglio di leggere pure i commenti alla fine.

by DORF

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:43

italywip@finanza,

D’accordo e allora chiamiamo le cose con il loro nome! C’è da migliorare la produttività e non solo da tagliare spesa e stipendi perchè da noi è più alta che in altri Paesi. Sino a quando manager ed amministratori privati e pubblici arriveranno a percepire stipendi da 100 a 500 volte i propri collaboratori il resto sono chiacchere, ideologia pura e demagogia populista liberale o liberista come volete chiamarla.

Qui c’è tutto quello che serve anche per fare confronti con altri paesi… http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/delibera_13_2012_contr_cl.pdf

giobbe8871
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:46

Andrea Mazzalai, il più obiettivo. Da sempre ! :wink:

giobbe8871
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:48

in Italia c’è tanta brava gente :wink:
Tantissimi bravi imprenditori che lavorano ed esportano alla faccia dei nostri becchini – beccamorti al potere. :D

giobbe8871
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:51

Mazzalai ? Fonte inesauribile di saggezza, ottimismo e di dati economici e finanziari. Bravoo :mrgreen: :wink:

giobbe8871
Scritto il 22 agosto 2012 at 15:53

e…a proposito di Chicago Fed National Activity Index CFNAI ? :mrgreen: Ehh :lol:

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2012 at 16:03

giobbe8871@finanza,

Lavora…lavora…poi si faranno le revisioni!

kry
Scritto il 22 agosto 2012 at 17:16

icebergfinanza,

A proposito di revisioni,per le società di rating quanto segue serve a qualcosa?——-Washington (Usa), 22 ago. (LaPresse/AP) – Gli analisti del bipartisan Congressional Budget Office stimano un deficit federale statunitense di 1,1 trilioni di dollari per l’esercizio fiscale 2012. Si tratterebbe del quarto anno consecutivo di sforamento di quota 1 trilione per il disavanzo pubblico. Secondo gli economisti la crescita si attesterà a un modesto tasso annuo del 2,25%. Inoltre l’ufficio federale ha ribadito quanto dichiarato all’inizio del 2012, spiegando che le prospettive di bilancio a lungo termine sono incerte.

aglio
Scritto il 22 agosto 2012 at 17:25

E oltre Manica, come riporta oggi il Sole (pag 11):

L’indebitamento netto del settore pubblico in Gran Bretagna è salito inaspettatamente a 600 milioni di sterline
(770 milioni di euro) a luglio. I dati, diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, sorprendono gli economisti, che avevano previsto un avanzo di 2,5 miliardi di sterline. Il deficit è dovuto a un aumento del 5,1% della spesa pubblica e a un calo dello 0,8% del gettito delle imposte sulle società. Luglio solitamente è un mese forte per le entrate fiscali: lo scorso anno si registrò un surplus di 2,8 miliardi di sterline.
Il Governo aveva previsto di eliminare il deficit entro il 2015.

stanziale
Scritto il 22 agosto 2012 at 19:02

Dipendenti pubblici in eccesso o no? Io mi pongo nel mezzo. Tra la tabella dei costo sanita’ e quella dei dip. pubblici, penso sia piu’ attendibile la prima. Certamente almeno al centro nord, non c’e’ una sovrabbondanza di infermieri/e, anzi. Ma non credo neanche di dottori. Non so’ pero’ se il costo indicato comprende anche i rimborsi dello stato/regioni alle cliniche private per le loro prestazioni cher altrimenti sarebbero svolte dalle pubbliche. Magari le falle piu’ grandi sono nell’organizzazione degli acquisti, nei managers. Per quanto riguarda i dip. pubblici dei comuni ad esempio, negli ultimi anni c’e’ stato un proliferare di soc. paracomunali, cooperative che ricevono i contributi dai comuni ecc. Non credo che in quella tabella cio’ sia tutto compreso. I comuni hanno sguazzato, almeno fino a qualche anno fa, con gli incassi ici, la cosa li ha portati ad assumere troppo, per puri motivi clientalari, poi lo stato ha cominciato a tagliare ed ora piangono. Ma hanno un numero enorme di dipendenti in piu’ rispetto a 25-30 anni fa. Ci sono grandi squlibri. L’ospedale di Prato ad esempio, ha qualcosa come 13/15 tecnici (geometri/ingegneri ovviamente assunti per motivi clientalari) e 3 operai /muratori(vado approssimativamente a memoria), una cosa assurda, dovrebbe essere il contrario. Quindi qualcosa si puo’ fare. Non licenziare, ma data la crisi, almeno non assumere, invece continuano ad assumere (il comune di Prato assume 14 vigili). La mia idea e’ blocco totale assunzioni da tutte le parti nel pubblico per un tot di anni, ed una certa mobilita’ , per spostare i dipendenti in eccesso da un comune/provincia/regione ad un altro ente dove mancano . D’altra parte c’e’ poco da dire, il destino dei dipendenti privati e’ decisamente peggiore. Almeno per un po’ di anni dovremmo avere questo buon senso.

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2012 at 19:08

kry@finanza,

aglio@finanza,

Ragazzi non infierite non c’è storia non c’è storia basta sparare sulla croce rossa! Ma quanti fessi devono ancora svegliarsi in questo Paese prima di riuscire a spazzar via la marea di esterofili di bassa lega che pascolano sul nostro suolo!

icebergfinanza
Scritto il 22 agosto 2012 at 19:12

E’ fondamentale far circolare dati e realtà incontrovertibili per seminare consapevolezza. C’è in giro troppa ignoranza e troppa gente che gioca con l’ignoranza in questo Paese! Se ce la contiamo tra di noi sarà difficile diffondere un minimo di ottimismo e di incitamento al cambiamento! Andrea

stanziale
Scritto il 22 agosto 2012 at 19:46

@Icebergfinanza. Ritengo che possiamo parlare anche delle cose che possiamo migliorare, senza remore, e senza ingigantirle, e con spirito costruttivo, altrimenti certo che si cade nella esterofilia. Purtroppo questa e’ un male che viene da lontano. Io ritengo che e’ frutto anche di cio’ che (non) ci viene insegnato. Ad esempio il contenuto di un libro come Impero, di Alberto Angela, dovrebbe essere materia obbligatoria delle scuole pubbliche. La civilta’ che aveva portato l’impero romano, di cui noi siamo i discendenti, e’ stata una cosa straordinaria (il libro suddetto e’ pieno di dettagli). Nessuno ha un passato , da rendere orgogliosi, come il nostro. Ma lo conosciamo troppo poco!

luca.bongis
Scritto il 22 agosto 2012 at 22:21

soluzione reale per risolvere veramente tutti i nostri problemi?
ELIMINAZIONE DEI CONTANTI
vedi proposta Gabanelli sul corriere
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/economia/12_agosto_22/usocontante_e9b4e112-ec2f-11e1-9004-4e22268e2993.shtml

kry
Scritto il 23 agosto 2012 at 08:37

icebergfinanza,

Scusa Andrea ma se non ce la contiamo tra di noi, se non scriviamo almeno qui i dati non positivi che troviamo,visto la non informazione che ci ritroviamo, quelli che sono di passaggio da questo blog cosa capiscono.

kry
Scritto il 23 agosto 2012 at 08:44

Ho trovato questo, piuttosto interessante.——-Nell’Eurozona ci sono ancora molti rischi, ma non mancano le occasioni. Gli esperti di Raiffeisen Capital Management consigliano di puntare sui titoli di stato di breve durata (per esempio a 3 anni) come quelli italiani, che offrono rendimenti del 3,65%, oppure spagnoli (4,40%), a patto che l’investitore disponga di una buona propensione al rischio. I titoli di stato tedeschi, visti i rendimenti negativi a cui sono arrivati, sono invece considerati poco attraenti, così come i titoli del debito Usa.

Anche i rendimenti dei corporate bond non sono da trascurare, una volta selezionate le emissioni più affidabili. I rendimenti delle obbligazioni societarie investment grade si trovano attualmente su livelli bassi, ma sono attraenti se confrontati con i titoli di stato tedeschi se si prende in considerazione il profilo di rischio/rendimento. Le obbligazioni societarie permettono infatti una maggiore diversificazione rispetto ai titoli di stato della zona euro, e gli attuali “yield premium” offrono una buona protezione contro il rischio. L’investitore retail deve tuttavia tener presente che i corporate bond non sono un porto sicuro in tutti gli scenari economici ipotizzabili, e che un’attenta valutazione delle singole società diventa sempre più importante.

Un’altra strategia da seguirre per diversificare il portafoglio secondo gli specialisti di Raiffeisen è quella di puntare sulle obbligazioni inflation-linked, che offrono una protezione contro la crescita dell’inflazione. Per investitori avversi al rischio che temono un aumento dei prezzi, conseguente alle politiche monetarie espansive, e che si pongono l’obiettivo di preservare il valore reale del proprio capitale, i titoli obbligazionari inflation-linked rappresentano infatti un’ottima opportunità d’investimento. Per queste obbligazioni, le cedole e il rimborso non sono fissati in termini nominali al momento della creazione, ma fluttuano con il variare del tasso d’inflazione e quindi forniscono una protezione contro la perdita di capitale nel caso d’inflazione in aumento.

I pericoli di stabilità dell’Eurozona non sono però alle spalle. La difficile situazione del sistema bancario spagnolo e delle provincie iberiche sull’orlo della bancarotta stanno pesando sul mercato, così come le interminabili discussioni sulla Grecia. Ciò a sua volta sta peggiorando la situazione di Italia e Spagna nei mercati obbligazionari. L’affermazione di Mario Draghi, secondo cui la Banca Centrale Europea farà tutto il necessario per supportare l’euro, ha tranqullizzato i mercati temporaneamente, sebbene il confronto con le altre banche centrali e ulteriori discussioni appaiano inevitabili. A parere dei money manager di Raiffeisen, un downgrade della Spagna a livello di sub-investment grade rappresenterebbe un’ulteriore fonte di problemi per il mercato dei titoli di stato. Ma si tratta di un’ipotesi remota.

icebergfinanza
Scritto il 23 agosto 2012 at 08:51

kry@finanza,

Nessuno vuole nascondere i dati non positivi ci pensano gli altri quodianamente a mostrarli ad urlarveli in faccia, blogger o media istituzionali che siano.

Per anni mentre raccontavo la crisi mi è stato appicicato addosso ogni appellativo il più carino è catastrofista. Ora che cerco di dare un po di Speranza per quanto tenue…sono nella migliore delle ipotesi un inguaribile ottimista un povero illuso ! (sic!)

kry
Scritto il 23 agosto 2012 at 09:33

Gli altri più che mostrarli e urlarli mi sembra che li nascondino oppure li usano a proprio vantaggio a conferma del proprio pensiero. Gli altri se non ci vedono, parlano parlano e non dicono nulla di concreto. Diamo agli altri il nulla diamo ad ICEBERGFINANZA la CONSAPEVOLEZZA. Mi sembra di aver spesso letto che la verità è figlia del tempo, e la storia mi insegna che per la verità c’è chi è stato crocefisso, adesso in tempi moderni la migliore crocefissione è agire sulla psiche e……. dare agli altri dell’illuso.

italywip
Scritto il 23 agosto 2012 at 09:34

icebergfinanza,

Hai ragione , infatti io non sono per tagli lineari ma razionalizzare. Chi sa fa, gli altri si attaccano. Vuoi un esempio? A roma 3 ospedali ( quindi 3 primari, 12 medici, 30 infermieri) fanno 1 /3 dei trapianti di Torino. Allora dico tagli 2 ospedali, 2 primari e 20 infermieri e do le risorse a chi ha esperienza quindi altri 20 mln a Torino , se vuoi pago anche viaggio e hotel ( come già avviene per tutti i pazienti del sud) a 100 persone che devono essere operate da roma e mi costa di meno. Pochi poli e d’eccellenza. Basta avere 200 aeroporti, 200 mini tribunali, 200 mini ospedali e poi chiedere a tuti di tagliare il 2 %. Chi è un ‘eccellenza nn taglia nulla si prende i soldi di chi è incapace.

Secondo me questa è una rivoluzione per la produttivitià.

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