BARCLAYS: BOB DIAMOND IL TEMPO DEI RIMORSI E’ FINITO!

Scritto il alle 13:15 da icebergfinanza

 

Bob Diamond bankers bonuses dave simonds

Barclays boss Bob Diamond: a one-track mind? Cartoon by Dave Simonds

Ormai tra banchieri che fanno il lavoro di dio e altri che suggeriscono le regole …

NESSUN GIOCO D’AZZARDO. L’amministratore delegato ha definito la strategia del Cio una «strategia di copertura» e non di proprietary trading: una strategia di copertura con i derivati non significa gioco d’azzardo. Questo almeno all’inizio, poi la strategia è «mutata in qualcosa che più che proteggere la banca, ha creato nuovi e maggiori potenziali rischi». Le ammissioni non hanno impedito a Dimon di criticare il Congresso sulla : le parti della normativa non ancora definita non erano necessarie e fanno confusione. La riforma di Wall Street – è il suo messaggio – è troppo complicata e non è detto che avrebbe evitato il buco di Jp Morgan che, comunque, è un caso isolato. «Servono regole semplici e chiare». Un sì, quindi, alle regole ma no a una eccessiva regolamentazione.(Lettera43) 

Avete presente un pollaio. Le regole semplici e chiare per le volpi sono che non si devono toccare le gallinelle dalle uova d’oro ovvero i depositi dei risparmiatori o meglio ancora dei polli da spennare, ma certe norme come gira al largo… sono troppo complicate, non necessarie e fanno confusione!

Invece servono regole semplici e chiare come un cartello su ogni pollo con su scritto pollo da spennare!

… dicevo arriva l’ultima volpe Bob Diamond di Barclays, si una di quelle banchette di carta straccia inglese che manipolava il libor che non e’ un libro, un pollo che si credeva un’aquila che suggeriva tempo fa…

«Il tempo dei rimorsi per i banchieri è finito». Rivendicando, petto in fuori, libertà di manovra, di bonus e di traffici.

«Banchieri da casinò» li ha bollati Vince Cable, liberaldemocratico ministro delle attività produttive. Il «mister Bank» di Mary Poppins era un povero dilettante della City 

Mai era accaduto che Mervyn King, il numero uno dell’istituto centrale, pronunciasse parole così pesanti all’indirizzo dei banchieri che governano Barclays, Royal Bank of Scotland, Hsbc e Lloyds, il sancta sanctorum del risparmio. Li ha accusati, in una conferenza pubblica, di «trattamento meschino dei clienti» e di «manipolazione fraudolenta» perché, usando la doppia leva dei prestiti e della contrattazione di alcuni derivati, hanno aggirato le regole della buona condotta. Sarà per via del fatto che è alla vigilia della pensione e che la prudenza può essere archiviata, però Mervyn King, e con lui la «Financial Services Authority», hanno lanciato un affondo che segnala quanto sia vicino alla rottura il rapporto fra la banca centrale e l’autorità di controllo da una parte e i vertici delle «big four», le quattro grandi banche della City.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la scoperta e l’ammissione che per una decina d’anni i trader dei maggiori istituti di credito hanno convinto i senior manager a taroccare i tassi Libor sui prestiti interbancari giornalieri e che, alzandosi o abbassandosi, ricadono in ultima istanza sulle contrattazioni di derivati (in particolare dei prodotti costruiti proprio sull’altalena degli interessi), poi sui costi dei contratti di mutuo e delle carte di credito. Aldilà dei difficili tecnicismi, la sostanza è che muovere i tassi Libor (acronimo per «London Interbank Offered Rate»), gonfiandoli o sgonfiandoli a comando, significa che si succhiano profitti su una torta globale di 500 trilioni di dollari. Un po’ a me e un po’ a te, c’è trippa per i trader (smascherati dalle email in cui si annunciano fiumi di champagne), per i capi e i supercapi. Se non è una truffa poco ci manca.

Lo scandalo tocca una ventina di banche ma il dito è puntato in modo particolare contro le «big four». E la ragione è semplice: Barclays si è detta pronta a pagare una multa di 291 milioni di sterline. Ma il Daily Telegraph allarga pure alla Royal Bank of Scotland e ai Lloyds. E il Guardian inserisce nella lista la Hsbc.

Insomma, un bel poker. Forse i colossi della City speravano di chiuderla lì. Invece la storia prende contorni diversi. Dal governo all’opposizione, il coro è che bisogna colpire i furfanti. Che poi nell’occhio del ciclone ci sia Bob Diamond, amministratore delegato di Barclays, non è per accanimento ma solo per la certificata certezza (con ammissione) che il suo istituto ha superato i limiti del buonsenso. CORRIERE DELLA SERA 

Ma un po di galera no vero, al limite qualche lavoro forzato perche nei lavori socialmente utili si rischia di impestare l’aria e rovinare l’atmosfera. Non e’ che il blocco delle carte di credito nelle zone del terremoto emiliano da parte di Barclays serviva per raccimolare o meglio racc…immolare qualche spicciolo da dare al buon Diamond come buonuscita il giorno che si levera’ dalle palle!

Si qualche multa magari pagata con i soldi dei contribuenti visto che meta’ banche inglesi sono semi nazionalizzate, qualche avvicendamento al vertice con una consistente buona uscita e tutti vissero felici e contenti nella terra della carta straccia!

State sintonizzati il principio di Peter, quello degli psicopatici incompetenti ha colpito ancora! A proposito qualcuno mi ha chiesto cosa ne penso di quello che e’ accaduto nel fine settimana! Perche’ e’ successo qualcosa che mi sono perso a parte qualche asino che volava e spettacolari canti del cigno…

Scherzi a parte ne parleremo domani, questi sono tempi da pirati e strambare significa essere sempre pronti a cogliere le occasioni che solo un mare in tempesta sa offrire!!

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1 commento Commenta
lacassandra
Scritto il 2 Luglio 2012 at 23:35

Fuori tema ma interessante…Plaudiamo al risveglio del Corriere dei poteri forti (marci)….comunque molte aziende sono già andate……Dal ’92 la dormita è continuata fino al 2012….mentre si procedeva alla svendita del patrimonio industriale nazionale.

http://www.corriere.it/editoriali/12_giugno_28/il-paese-e-ricco-di-buone-occasioni-massimo-mucchetti_3184a39c-c0de-11e1-a4a5-279d925cad5b.shtml

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