GRECIA: E ORA DATECI LA MERKEL!

Scritto il alle 07:50 da icebergfinanza

Come potete osservare dall’immagine qui sopra alla fine i partiti che avevano firmato il contratto capestro con la comunità europea hanno ottenuto la maggioranza dei seggi necessaria per TENTARE di formare una sorta di coalizione di Governo se cosi si può chiamare!

Di buon auspicio era stata la vittoria della nazionale di calcio Greca sulla Russia agli europei con tanto di qualificazione, Russia che alcune fonti mi dicono intenta a comprarsi mezza Rodi!

‘Dateci la Merkel’, titolava in Grecia il giornale  ‘Goal news’ ed infatti per uno di quelli scherzi che il destino ama fare venerdi sera Germania e Grecia si affronteranno nei quarti di finale! Affascinanate, decisamente affascinante

Il cielo sopra Atene e la Grecia rimane decisamente plumbeo se non carico di elettricità….

Il socialista Venizelos ha però detto in tv che non accetterà di partecipare a un governo di coalizione con i conservatori di Neo Democratia se non parteciperà anche la sinistra radicale Syriza, affermazione che ha gettato nello sconcerto il mondo politico greco perché fino alla vigilia Venizelos aveva assicurato collaborazione con il partito conservatore. Tsipras, leader della sinistra radicale, ha invece detto che non parteciperà a nessun governo, fa gli auguri a Nuova democrazia, e dice che il risultato elettorale dipende dal «terrorismo psicologico» dal nostro inviato Vittorio Da Rold – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/gA8qj

Torno a ripetere, attenzione nessuna illusione, la Grecia è solo un capitolo di questa immensa tempesta perfetta. Vedremo quello che accade nei prossimi giorni ma la crisi sarà ancora lunga e per molti interminabile!

Ora la prossima puntata riguarderà la Germania prima che la Spagna, un paese ormai isolato, solo contro tutti incontro al suo destino!

Comunque sia si è chiusa solo una finestra di questa immensa tempesta perfetta, una sorta di quiete prima della prossima tempesta.

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2 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 18 giugno 2012 at 10:12

In Germania ci sono a tutta evidenza due poteri e due strategie al lavoro. Il potere politico raccolto attorno alla cancelliera ha sbagliato tutto, indebolito la Germania ai minimi livelli dal 1945 distruggendo l’idea di Europa che avrebbe consentito alla Germania di superare con il tempo le diffidenze accumulate nel periodo nazista.

Il secondo potere è raccolto attorno a DB. Un banca con una leva 72:1 fallita 100 volte può sopravvivere in un solo modo, facendo andare in malora tutto il resto. Un piano portato avanti con costanza e pazienza insieme alle consorti mega banks americane che sono tuttavia ANCHE espressione ed emanazione del potere americano nel mondo e quindi giocano da una posizione di forza che le banche europee non hanno.

Ci sono, stime di massima, 35 trilioni di crediti nella pancia del sistema bancario occidentale. Come afferma un mio caro amico che il sistema lo conosce bene, in gran parte valutate con il criterio del “mark to fantasy” e tenute formalmente in piedi da 800 trilioni di derivati e più banali trucchi contabili. Si legge da qualche parte che le banche stesse non conoscono la qualità dei propri attivi. Che idiozie. Lo sanno perfettamente così come sanno che non c’è nessuna crescita all’orizzonte che permetterebbe di sostenere queste perdite. C’è però una seconda strada, farsi convertire i crediti cattivi in crediti buoni cioè in denaro di stato attraverso una serie progressiva di bail out, nessuno troppo esteso da far inorridire, tutti da far percepire come inevitabile prezzo per la stabilità. Quindi la crisi deve continuare a lungo, pezzo dopo pezzo, bail out dopo bail out. Il problema per DB (e altre) è che gli americani in questo gioco sono stati più rapidi e abili e sebbene abbiano le medesime perdite di prima le hanno parcheggiate fuori bilancio e si sono fatte garantire una protezione totale dalla FED che sta dietro il mercato dei derivati. C’è necessità di continua destabilizzazione in Europa, da attuare nei paesi periferici per due ragioni 1) è dove stanno parte dei crediti 2) è facile condizionare il potere politico di casa (la cancelliera) e attraverso di esso i propri cittadini distogliendo l’attenzione dai problemi veri (le banche tedesche sono fallite) a quelli meno veri. Immaginate un pò se i calvinisti tedeschi si convincessero che le magagne sono a casa loro e non a sud.

Le banche poi sono solo intermediari per quanto gestite da gangsters che incassano laute prebende per le loro cattive azioni. I mandanti solo altrove. I grandi ricchi, il famoso 1%, detiene gran parte della propria ricchezza sotto forma di crediti e patrimonio immobiliare. E’ quindi assai preoccupato di vedersi ridurre questa immensa ricchezza con la quale vive come Creso e condiziona il 99%. Necessario quindi come elemento cardine della strategia che almeno il 50% di quel 99% abbia paura di perdere quello ha e affianchi inconsapevolmente l’1% nella difesa di quello che non ha.

Questa strategia sta funzionando egregiamente, come un orologio svizzero. Alcuni sacerdoti chiamati in epoca moderna “economisti” fornisce il supporto teologico. Quelli di destra, i monetaristi, sono un pò screditati quindi ci pensano quelli di sinistra, come Krugman o Roubini o (nel suo infimo) la Napoloni che continuano a non sapere come funzionano i sistemi finanziari e quindi invocano nuova liquidità, ora e subito con poche vaghe, insufficienti parole sulla loro effettiva destinazione. Ancora poche e isolate le voci di chi sostiene che solo attraverso la nazionalizzazione di parte di questo sistema corrotto si può iniziare un percorso di cambiamento che sarebbe comunque di lunghissimo corso. Buffo che queste voci siano quelle di economisti eretici come Steve Keen, autodidatti come Andrea Mazzalai vecchi maghi della finanza come Jeremy Grantham o John Hussman o squali di hedge funds che loro sì sanno perfettamente lo scopo del gioco.

All’orizzonte nubi molto più scure si addensano sempre di più. Servirebbe un colossale e costosissimo salto in avanti per costruire gli ombrelli. Ma sono andati alla finanza e quindi ai mega ricchi i trilioni necessari a sviluppare una economia che superi la dipendenza dagli idrocarburi, le opere idriche necessarie ad anticipare la prossima ventura catastrofe della mancanza d’acqua in 4/5 del pianeta, la povertà che avanza in nuove e più subdole forme, l’estrema fragilità di un sistema che concentra la popolazione in immense megalopoli e alimenta nuove generazioni di batteri resistenti agli antibiotici.. per oggi basta.

Forse il piano è troppo ambizioso, forse qualcosa interverrà a interromperlo, forse una crisi che non si riesce a controllare farà rinsavire… forse.

Crisi, dal greco Krisis = momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da una differente, subitaneo cangiamento in bene o in male nel corso di una malattia da cui si decide la vita o la morte… Il motore dell’evoluzione, da contrapporre al termine “progresso” che è puramente soggettivo.

icebergfinanza
Scritto il 18 giugno 2012 at 13:32

john_ludd@finanza,

Sintesi magistrale … Ma tu sei un complottista, ;-D

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