FRACKING SOCIALE E FINANZIARIO!

Scritto il alle 12:38 da icebergfinanza

Mentre sembra che tralasciando il morto che cammina Spagna anche la Francia abbia qualche grosso problemino da risolvere andiamo a vedere cosa sta accadendo dietro il teatrino della politica mondiale…

Crisi: conference call tra Monti, Obama, Merkel e Hollande Si è parlato di come “bilanciare disciplina e crescita”. (ANSA) (di Marina Perna)

Nuovo ‘vertice’, questa volta in conference call, tra l’America di Barack Obama e i protagonisti dell’eurozona – Mario Monti, Francois Hollande e Angela Merkel – sulla crisi dell’Europa e “l’urgenza” di veder tornare il vecchio continente a crescere. A pochi giorni dall’incontro di Camp David dove gli Usa, ma anche tutti i grandi del G8, hanno fatto pressing sui leader europei per una strategia all’insegna della ripresa, oggi pomeriggio – a sorpresa – da una parte all’altra dell’oceano Obama, Monti, Merkel e Hollande sono tornati a fare il punto sulla situazione. In vista del vertice di fine giugno, di quel consiglio Europeo cioé da cui sono attesi segnali per una strategia di crescita che, fermo restando il necessario rigore, ridia fiato all’economia europea. E mandi un chiaro segnale ai mercati. Perché la situazione preoccupa. E non poco.

Chissà se per fine giugno resterà ancora qualche brandello di Spagna!

Ma non è finita qui…

Il futuro della zona euro passa da una cessione di sovranità dalla periferia al centro. Questo passaggio è sottinteso nella proposta del presidente della Commissione José Manuel Barroso che ieri ha lanciato l’idea di una unione bancaria, che imporrebbe ai governi di assumersi in solido la responsabilità dei conti bancari e degli istituti di credito. Parallelamente, a livello governativo si discute sempre più spesso della nascita di un fondo di redenzione del debito pubblico. 

Nei due casi – l’unione bancaria e il fondo di redenzione del debito – la Germania non accetterà di garantire i depositi bancari dei suoi vicini o di mutualizzare parzialmente i debiti pubblici senza che autorità sovranazionali possano intervenire sulle politiche nazionali, come in parte è avvenuto ieri.

Angelina da qui al prossimo anno non accetterà nulla troppo impegnata a raccattare voti qua e la ma quello che terrorizza è quella cessione di sovranità dalla periferia al centro a favore di un manipolo di falliti assuefati dalla sindrome di Peter!

Questa è gente che sta minando il sottosuolo delle Nazioni sta adottando il ” fracking sociale”, con tecniche di frantumazione che porteranno inevitabilmente ad un’esplosione sociale.  

Signori abbiamo solo una speranza mandare a casa questo manipolo di incompetenti burattini nelle mani delle oligarchie finanziarie, un messaggio che vorrei riproporvi con le parole di Daniel Cloud … 

Per capire come siamo andati a infilarci in questo ginepraio economico, le complicate spiegazioni su derivati, regolamentazione insufficiente e così via non centrano il punto fondamentale. La migliore risposta è semplice e antica al tempo stesso: tracotanza.

Nella moderna economia matematica, molte persone nel mondo ricco hanno deciso che finalmente eravamo riusciti a escogitare una serie di strumenti scientifici capaci di prevedere efficacemente il comportamento umano. Dopo aver consegnato il socialismo scientifico al riposo eterno, alla fine della Guerra fredda, ci siamo subito ritrovati avvolti nelle spire di un’altra Scienza dell’uomo.

Le nostre convinzioni non nascevano da qualche esperimento nuovo o da qualche osservazione casuale, come succede per le vere rivoluzioni scientifiche.

Gli economisti di solito non conducono esperimenti con soldi veri, e quando lo fanno, com’è successo nel caso del premio Nobel Myron Scholes messo alla guida del Long Term Capital Management (Ltcm), i rischi spesso superano i benefici (una lezione che a quanto sembra ancora non abbiamo recepito). I

l vero fattore all’origine di quella trasformazione della scienza economica che ha portato al disastro è stato il semplice fatto che ormai ci si poteva permettere di dire certe cose in pubblico senza conseguenze. Alcuni tra noi credevano sinceramente nella fine della storia.

E d’altronde non puoi avere una società ultima, utopica, senza avere anche una teoria scientifica ultima del comportamento umano, più una manciata di scienziati pazzi o philosophes a sovrintendere al tutto.

Il problema è che tu puoi formulare queste nuove teorie nel modo più “scientifico” possibile, ma questo non le rende più vere.

Il capitalismo, tra le altre cose, è una contesa individuale per il controllo di risorse scarse.

Gli strateghi militari sanno da secoli che non esiste, e non può esistere, una scienza ultima della guerra. In una contesa reale su questioni che contano veramente, dobbiamo partire dal presupposto che abbiamo di fronte avversari pensanti, che possono vedere di noi cose che nemmeno noi vediamo. Per fare un esempio, se, conoscendo il modello che sta dietro a una certa politica, si possono realizzare dei profitti (un esempio sono i modelli usati dalla Federal Reserve), prima o poi i capitali convergeranno in massa alla ricerca di quel profitto, al punto che il particolare comincerà a prendere il sopravvento sul generale, com’è successo recentemente.

La verità è che questi modelli sono utili quando sono in pochi a conoscerli, o quando la fede nella loro efficacia non ha raggiunto dimensioni universali. A mano a mano che tutti li accettano e cominciano a puntare su di essi, perdono progressivamente il loro valore di strumenti di previsione.

Forse i mercati un tempo erano abbastanza efficienti, prima che arrivasse la teoria del mercato efficiente.

Ma se investire vuol dire semplicemente assegnare i soldi a un indice, la liquidità diventa l’unico determinante dei prezzi e le valutazioni vanno nel pallone. Quando una percentuale consistente degli attori del mercato si limita a comprare un indice, viene meno anche il ruolo del mercato nell’assicurare il buongoverno delle aziende.

La diffusione e il radicamento della convinzione che le bolle speculative sono impossibili è uno dei motivi alla base delle grandi bolle speculative degli ultimi decenni.

La nostra fede collettiva nell’efficienza dei mercati ha contribuito a renderli mostruosamente inefficienti. Nonostante tutto questo, negli ultimi 20 anni gli economisti hanno cominciato a comportarsi come se pensassero veramente di poter prevedere il futuro dell’economia.

Se l’universo non ottemperava ai nostri desiderata non era perché i nostri modelli erano sbagliati: la colpa era di un “fallimento del mercato”. Non è chiaro perché, quando i mercati calavano drammaticamente, eravamo sicuri di essere in presenza di un fallimento del mercato, ma quando invece salivano ritenevamo di non aver motivo di cercare di capire che cosa c’era dietro.

Né è chiaro perché tutti fossimo convinti che il fallimento della Lctm dopo l’11 settembre rappresentava un grave rischio per il sistema, mentre nessuno pensava che l’isteria per la new economy fosse da annoverarsi tra le bolle.

Ogni volta che è scoppiata una bolla siamo intervenuti a mettere riparo, ma non abbiamo mai pensato a farle scoppiare noi deliberatamente.

Il risultato è che i nostri mercati finanziari sono diventati uno schema piramidale. L’azzardo morale, pensavamo, poteva tranquillamente essere ignorato proprio perché è “morale”, parola che, come ogni vero scienziato sa, è sinonimo di “immaginario”.

Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l’azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti. La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire.

Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”.

 Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando. I Governi pensano di poter arrestare questo processo attraverso i soldi, ma ci sono diverse ragioni per credere che non funzionerà. Il sistema bancario probabilmente è già al di là del salvabile: molti istituti di credito semplicemente non sono più banche, ma esperimenti di vasta portata che non funzionano come previsto. Possiamo continuare per un bel po’ a “stimolare” e “salvare” l’economia, ma otterremo solo di rimandare il necessario aggiustamento, fino a quando saremo costretti a lasciare che l’indispensabile distruzione creativa faccia il suo corso.

Ma non è questo il vero problema. Il vero problema è l’ideologia pseudoscientifica che è alla base della crisi odierna. Una scienza dell’uomo ultima non ha spazio per una ripresa imprevedibile e non programmata, che è il solo modo con cui un’economia capitalistica è in grado di ripartire dopo una crisi di tale portata.

Se rimaniamo avvinghiati alla falsa sicurezza di una presunta scienza che non funziona e ci dimentichiamo della filosofia che vi sta dietro, di concetti come la responsabilità personale e il diritto di fallire, i nostri leader, molto scientificamente, non ci porteranno in dote nessuna ripresa.

Copyright: Project Syndicate 2009 (Traduzione di Fabio Galimberti)

Per concludere una sintesi! Se vogliamo uscire da questo inferno, prima che sia troppo tardi come dice il buon Taleb…  A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus. L’establishment economico (università, autorità di regolamentazione, funzionari governativi, economisti al servizio di varie organizzazioni) ha perso la propria legittimità a seguito del fallimento del sistema. Sarebbe imprudente e insensato da parte nostra se ci affidassimo alle capacità di questi esperti per uscire da questo caos. Al contrario, bisogna individuare le persone intelligenti e con le mani pulite.

Svegliamoci Signori questi riescono ad estrarre dal cilindro magico delle Nazioni per salvare banche tecnicamente fallite e incompetenti criminali, esaltati spicopatici che stanno distruggendo il mercato! Prima lo comprendiamo e meglio è!

 

 

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5 commenti Commenta
ladybakura
Scritto il 31 maggio 2012 at 16:40

Andrea com’è la situazione con Jp Morgan? Ho sentito che le perdite si avviano verso i 7 miliardi..su quanto capitale può contare questa società?

kry
Scritto il 31 maggio 2012 at 18:04

ladybakura@finanza,

Più il tempo passa e più i miliardi di perdita aumentano. Sarebbe interessante sapere contro chi sono le puntate che causano queste perdite. Poi se per bankia lo stato spagnolo intende metterci 19 miliardi di € per jpm non oso immaginare la cifra.

ilcuculo
Scritto il 31 maggio 2012 at 18:20

Intanto sul fronte dei mutui le banche si rivelano sempre più caute, oggi in media si finanzia il 50% del valore dell’iimobile.

Ovvero se arrivi in filiale con il Bidet noi ti diamo la Tazza del Cesso….

kry
Scritto il 31 maggio 2012 at 19:00

ilcuculo@finanza,

E ti eroga un bel pò di carta igienica grazie alla riserva frazionata. E tu restituisci soldi veri,sudati,anche per gli interessi che sono ancor meno veri della carta igienica erogata. Infine il tutto viene cartolarizzato, proprio un bel mondo di m—-, adesso capiamo a cosa serve tutta sta carta.

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