JP MORGAN: FINANZA E PSICOPATIA!

Scritto il alle 13:40 da icebergfinanza

 

 

Dopo l’anteprima nazionale in gennaio direttamente su ICEBERGFINANZA con CRISI FINANZIARIA PSICOPATICI IN AZIONE e ancora WALL STREET UNO SU DIECI E’ PSICOPATICO  a grande richiesta sulla stampa nazionale per la prima volta la Realtà quotidiana che avvolge la finanza mondiale in BANCHIERI PREGO RIVOLGERSI ALLO PSICHIATRA anche se in realtà non serve visto che sono proprio loro che vanno a cercarseli selezionandoli attraverso concorsi sui campioni che la società offre… 

La buona notizia è che il 90% di chi lavora a Wall Street dovrebbe essere normale. La cattiva notizia è che il 10% rimanente sono psicopatici. La buona notizia è che ogni tanto ne salta fuori qualcuno, come Jamie Dimon, l’amministratore delegato di Jp Morgan che ha perso 2 miliardi di dollari in tre mesi. La cattiva notizia è nelle banche più sei psicopatico e più fai carriera. Oggi, martedi, all’assemblea degli azionisti, Dimon doveva cercare di spiegare cos’era successo con la sua faccetta umile, tirata fuori per l’occasione, ma per ora si è ben guardato dal prendersi una qualsiasi responsabilità per ciò che è accaduto.

Dimon ha tutte le caratteristiche ideali per fare il banchiere di successo: è intelligente, affabile, socievole, completamente privo di sentimenti nei confronti delle altre persone, bugiardo e propenso a rischiare tutto in una sola puntata alla roulette. Peccato che l’elenco delle qualità che fanno il finanziere di successo coincida con quello che i medici chiamano una personalità psicopatica. Di solito, gli psicopatici si fanno notare perché si esibiscono in comportamenti violenti senza ragione, per esempio, afferrano un accetta (come faceva il protagonista del film “American Psycho”) e cercano di risolvere così i disaccordi con la moglie su cosa guardare in televisione dopo cena.

Quelli sono gli psicopatici sfigati: gli psicopatici di buona famiglia vanno a lavorare a Wall Street o nella City di Londra, dove le loro inclinazoni alla violenza si esercitano nella forma di manipolazione del cosiddetto spread e di scommesse sui Credit Default Swaps. Che poi qualche decina di milioni di pensionati greci, spagnoli e italiani debbano frugare nei cassonetti per trovare qualcosa da mangiare non è affar loro. Dimon era considerato il banchiere americano n. 1, quello più pagato (23 milioni di dollari nel 2011) e quello che era passato indenne attraverso la tempesta finanziaria 2008-2009.

Come ha giustamente scritto il critico William Deresiewicz sul New York Times, bisognerebbe chiedersi a cosa servono le Business Schools (e i nostri Master in Economia): ci si insegna a derubare vedove e orfani? A schiaffeggiare i poveracci? A corrompere i politici? A ingozzarsi di denaro pubblico?

Il caso Jp Morgan ha resuscitato il dibattito sulla regolazione delle banche negli Stati Uniti ma probabilmente sarebbe più efficace togliere l’incarico ai sonnolenti organi di controllo e passare direttamente la faccenda agli psichiatri: tutti gli amministratori delegati colti a dire “Non ne sapevo niente” dopo un disastro potrebbero automaticamente essere inviati in apposite cliniche di montagna, dotate di stanze imbottite, prive di telefono e di connessione internet. Da lì, sarebbe più difficile mandare la Grecia in fallimento.

IL FATTO QUOTIDIANO

Mi raccomando però non andate in giro a dire che la Grecia è fallita per colpa della finanza, è stata la divina provvidenza che l’ha fatta fallire lei e quei parassiti dei suoi governanti e tutte quelle cicale greche. Cosi fate contenti figli di Chicago e bloggers vari che quotidianamente lottano stoicamente per l’italica redenzione!

A proposito dimenticavo! Se date un’occhiata nelle aule del Parlemento qua e la potrebbe capitarvi di trovarne qualcuno ma non fateci caso oggi vanno di moda!

Una dettagliata analisi su quanto sta accadendo  ” Euro fu…siccome immobile!” è stata inviata a tutto coloro che hanno sostenuto questo viaggio e a disposizione di tutti coloro che vorranno liberamente sostenerci ora…Semplicemente GRAZIE!

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19 commenti Commenta
ladybakura
Scritto il 16 maggio 2012 at 13:58

Ottimo articolo. Come sempre. C’è qualche speranza che il caso JpMorgan risvegli qualche coscienza tra chi può intervenire e che si dia il via alla tanto attesa Norimberga della Finanza? Dal fatto che sembra che più di un’assemblea di azionisti non si intende fare altro, temo di no.
Milena

atomictonto
Scritto il 16 maggio 2012 at 14:15

Il probelma è la posizione di Obama, completamente schiacciato sulle posizioni di quelli che gli devono finanziare la campagna elettorale.
Il buon Barak, presentatosi al mondo come colui che avrebbe cambiato in meglio le sorti del mondo (al punto da prendersi un Nobel per la pace nonostante sia comandante in capo di un esercito in guerra!!) raddrizzando molte palesi ingiustizie, ha fatto solo qualche puzzetta, leggasi dichiarazioni di intenti, sin dal 2008 e poi non ha fatto NULLA…nessuna regolamentazione per Wall Street, nessuna Volker Rule, nessuna modifica dell’assurda tassazione Americana che vede l’impiegato pagare aliquote piu alte del proprietario milionario per cui lavora.

borland
Scritto il 16 maggio 2012 at 17:21

Mr Obama , poverino , come farà a controllare, frenare e sanzionare
chi lo ha messo li?…cioè tradotto chi ha finanziato la sua campagna elettorale ?
:D

My God !

borland
Scritto il 16 maggio 2012 at 17:23

X andrea
Complimenti vivissimi per i tuoi preziosi articoli, e spunti.

ilcuculo
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:04

Andrea,

però la campagna di Giannino conrto lo ststo LADRO ha senso, ed in Italia lo stato E’ LADRO e composto da LADRI.

E che se lo stato mettese di intermediare il 50% del PIL con criteri che vanno dal discutibile al farabutto le cose andrebbero meglio credo sia vero

kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:32

ilcuculo@finanza,

Tutti a seconda della convenienza sono bravi a dire le cose vere a metà,poi noi italiani in questo siamo imbattibili anzi questa bravura l’esportiamo pure.

dorf001
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:37

attenzione capitano a quelli del fatto quotidiano. ora ahimè quel poveraccio di travaglio non può più straparlare del puttaniere. allora ha poco lavoro, quasi zero. allora si è messo a parlare di economia. ma purtoppo non sà un cazzo di questa materia. zero assoluto. nada. addirittura dice che la soluzione è praticare le politiche reganiane. lo ha detto aprile 2011 su vanity fair.

io l’ho trovato su un libro di economia. di elido fazi. la terza guerra mondiale? la verità sulle banche, monti e l’euro. sto tizio è stato istruito dal professor federico caffè. l’ultimo dei keinesiani. caffè quello che ha insegnato a draghi e nino galloni. amico del prof. bruno amoroso.
vi consiglio vivamente questo libro. 5€. anche a te capitano. troverai tantissime cose che dici pure tu. quindi non sei solo. un pazzo nella tempesta. ce ne sono altri che vogliono vedere la realtà, no le bugie del governo tecnico e di questa ignobile informazione italiana. tv e giornali, cacca pura. verrà un giorno che la pagheranno? una volta x tutte?
portiamoli tutti sti bancheri al tribunale dell’aia, x crimini contro l’umanità.

DORF

giobbe8871
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:39

ilcuculo@finanza,

Ben detto Cuculo.
L’opera di Oscar Giannino 8) la trovo giusta e coraggiosa; soprattutto da quando Giuliano Ferrara :twisted: lo ha fortemente criticato.

dorf001
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:40

capitano, tu scrivi: Se il buon giorno si vede dal mattino dicevo, allora la giornata è già finita…anche Hollande ha scelto il cambiamento!
e: C’è qualcun altro che ha bisogno di qualche banchiere o similare per gestire gli interessi delle Nazioni o la loro liquidazione…

Chiedo scusa ma cinque anni di crisi in diretta mi hanno disilluso!

e che ti aspettavi? ma era ovvio!! mica qualcuno sarà stato cosi’ fesso da creder in Hollande, che sìa il cambiamento. solo quel pirla di bersani ci crede. si tratta di minestra riscaldata! solita robaccia. hollande leccherà il culo ai banchieri e finanzieri tanto quanto il nanetto napoleonico.

idem per il neretto in america. quelli li MAI ci potranno salvare. il sistema, plutocratico, bancario, massonico se li sceglie bene i suoi servi. devono apparire agli occhi del popolo bue, servo e pecorone, gente dalla faccia x bene. carini, poco espressivi, monti è al top, e dire sempre di si ai loro voleri. ai loro! mica ai nostri di popolo! appena hollande prova a far qualcosa contro i banchieri, il sistema criminal finanzario attaccherà la francia in 1 giorno.
come diceva quel tizio a londra. bisogna impiccare un banchiere al giorno, per educarne 100.
qui la questione è mortale. o muoiamo noi, oppure muoiono loro (banchieri). altre vie non ne vedo. voi le vedete? oppure fate i buonini carini e vi fate fottere x il resto della vostra vita. voi e i vostri cari. la decisione è tutta nelle vostre mani.

by DORF

giobbe8871
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:41

Progetto di Giuseppe Guarino, di Taglia debito pubblico italiano, è del 2004.
Solo Gianfranco Fini lo ha citato in TV, il 13 dicembre 2010, a Rai 3 , da Lucia Annunziata…

giobbe8871
Scritto il 16 maggio 2012 at 18:43

Tutti i Capi politici italiani sono dei maledetti per non aver tagliato il debito pubblico negli anni passati.
Anche l’attuale Governo Monti – Grilli – Mario Canzio ragioniere dello Stato è responsabile. ! :twisted:

sd
Scritto il 16 maggio 2012 at 21:38

Buona sera

Se facessero quello che il Capitano Andrea ripete ormai da anni, e cioè come minimo (e per incominciare) nazionalizzare il sistema bancario potremo risolvere molti dei nostri attuali problemi.
Guardate questo video che parla dell’ISLANDA che nei media di massa non si NOMINA neanche (non gli converebbe !!!!):

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=tv57a9BWSZQ

E a proposito degli USA provate a leggere questo articolo : http://www.stampalibera.com/?p=45470#more-45470 (Speriamo che il Pò sia pieno di oro altrimenti…..sarà dura hehehe)
Molto probabilmente in USA si stanno seriamente preparando a mandare a quel paese la montagna di carta virtuale creata negli ultimi decenni.

Un saluto e Buona Fortuna a Voi.

SD

PS:
Per DORF, non vogliono ascoltarti…………..un giorno o l’altro si pentiranno amaramente di non averlo fatto.

kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 22:09

sd@finanza,

In altro blog oggi in replica alla grecia che potrebbe copiare l’argentina che ha osato sfidare i poteri forti ho scritto: La piccola islanda è andata oltre, sta processando i banchieri responsabili della loro crisi finanziaria………Sono rimasto sorpreso dalla risposta di uno che di cose ne sa. “La differenza? Hanno nazionalizzato le banche e avevano DA SEMPRE una loro valuta. Voilà. Scenari secondo me differenti “. Io sono dell’idea che andrebbero presi come esempio.

dorf001
Scritto il 17 maggio 2012 at 01:38

JP Morgan, una delle banche commerciali più potenti al mondo, ha ammesso di aver usato i derivati in maniera così aggressiva da perdere due miliardi di dollari in sole sei settimane ( http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-13/morgan-vertici-ordinavano-aumento-142503.shtml?uuid=Aba7g0bF ) .
v Non è l’unica banca ad avere derivati spazzatura in cassaforte, ma è seguita da una scia di altre banche commerciali, Comuni e fondi di investimento che per adesso continuano a tacere sull’ammontare di codeste sostanze tossiche di cui sono in possesso.

Era circa un anno fa (Banche indagate sui derivati – aprile 2011 http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/04/banche-indagate-sui-derivati.html ) che descrivevo i derivati come strumenti altamente speculativi e scambiati nella più totale assenza di regole.

Scrivevo che i derivati non sono altro che delle “scommesse“: si scommette che il prezzo dei cereali aumenterà o che quello Stato dichiarerà bancarotta e il tutto viene ben confezionato sotto forma di polizza.

In pratica, si tratta di un accordo tra due parti: un acquirente (detto CDS buyer) e un venditore (detto CDS seller) mediante il quale il venditore si impegna, in cambio di un premio rateale versato dall’acquirente, a pagare una determinata cifra nel caso che ci si trovi di fronte a un credit event, ovvero l’impossibilità di pagare da parte del debitore terzo. In termini molto semplici i CDS sono una sorta di assicurazione sull’insolvenza di un emittente e infatti sono spesso usati proprio con la funzione di polizze assicurative o coperture per chi sottoscrive un’obbligazione.

Non esistono borse ufficiali dove questi strumenti vengono scambiati: gli operatori di banche e fondi comprano e vendono queste polizze chiamandosi l’un l’altro al telefono. I prezzi non sono noti, gli spread denaro/lettera neppure. Si conoscono le informazioni statistiche, medie. Ma nessuno sa veramente cosa avvenga ogni giorno su questo mercato.

Facciamo un esempio pratico: è come se i derivati siano paragonabili all’assicurazione della vostra auto, voi proprietari dell’auto pagate il premio assicurativo ogni 6 mesi od ogni 12 mesi, in caso di incidente, però, avete la garanzia che la vostra assicurazione risarcirà il danno cagionato.

Nel caso dei CDS (credit default swap, particolare tipo di derivati) molto spesso l’assicuratore incassa il premio, ma non risarcisce un bel niente in caso di “credit event”.

Gli ultimi dati calcolano che l’intero mercato di questi strumenti ammonti a 647 mila miliardi di dollari di valore nominale, ossia 14 volte più grande della capitalizzazione di tutte le Borse del globo e 9 volte più grande del Pil del mondo intero.

I derivati si sono ormai trasformati in un gioco da casinò, senza alcun riferimento all’economia reale, sicché si potrebbe citare la nota battuta di John Maynard Keynes: “quando l’economia è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene“.

Tali strumenti vanno totalmente aboliti dai circuiti finanziari, poichè non sono regolamentati e sono enormentemente distanti dall’economia reale, molto peggio di azioni e obbligazioni scambiate in borsa.

Le ripercussioni di questi diabolici strumenti finanziari si riversano sulle spalle dei cittadini qualora si riveli necessario un intervento della “mano pubblica” (ad esempio, quando si scopre che molti Comuni italiani sono carichi di derivati che si rivelano spazzatura, gravando inesorabilmente sui bilanci e sulle casse comunali).

Salvatore Tamburro
Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it
Link: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2012/05/la-super-bolla-dei-derivati.html
14.05.2012

by DORF

marzemino
Scritto il 17 maggio 2012 at 13:52

Ho sempre di più l’impressione che anche “la perdita” di 2 miliardi di dollari da parte di JP Morgan, non sia altro dell’ennesima operazione per coprire altre operazioni dei soliti 5 fondi USA azionisti di TUTTO. Sembra che ogni cosa assuma la forma dei “vasi comunicanti”, un mero passaggio, da una parte all’altra dello stesso “spazio finanziario”.

Chi ha creato i subprime e le altre armi di distruzione di massa per l’ennesima guerra finanziaria in corso? Chi ha segato Lehman Brotrhers per iniziare un nuovo banchetto speculativo? Chi sta attaccando l’economia europea? (ma poteva essere tranquillamente qualunque altra parte del mondo, Stati Uniti d’America compresi).

Psicopatici, prestigiatori, incantatori di serpenti, aspiranti DEI c’è ne per tutti i gusti.
L’origine? sempre la stessa (I soliti 5 fondi che non sentirete mai parlare in nessun telegiornale) L’obbiettivo? rendere tutti schiavi (ormai le catene sono passate di moda, ci pensano LORO ad inventare sistemi sempre più psico-creativi)

galactus
Scritto il 17 maggio 2012 at 16:37

Ecco cosa scrive un dirigente Unicredit sul sito dell’azienda, in particolare settore private banking. Scusate la lunghezza ma a me ha fatto sorridere. Non sono preparato come tanti di voi, ma mi pare che diverse corbellerie, (voglio davvero esser gentile) sono certamente presenti:

Gli Stati Uniti crescono ancora

Gli ultimi dati sull’andamento dell’economia negli Stati Uniti, dove i fattori positivi di crescita prevalgono sui rischi legati a un possibile rialzo dei tassi prima del 2014, stanno confermando le nostre previsioni e il conseguente posizionamento di portafoglio.
 
Gli ultimi dati sull’andamento dell’economia negli Stati Uniti, dove i fattori positivi di crescita prevalgono sui rischi legati a un possibile rialzo dei tassi prima del 2014, stanno confermando le nostre previsioni e il conseguente posizionamento di portafoglio.
Continuiamo quindi ad avere una visione positiva sul mercato azionario, mentre sull’obbligazionario l’esposizione è minore, specialmente per i titoli governativi. Il mercato del lavoro, con 227mila nuovi posti a febbraio, ha lanciato segnali molto incoraggianti, soprattutto se consideriamo che la crescita – in atto ormai da un trimestre, con una media di 245mila nuovi occupati al mese – è guidata dal settore privato. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato all’8,3%, ma questo dato non deve preoccupare perché è stato controbilanciato dal contestuale aumento della forza lavoro, grazie al saldo demografico positivo. I sussidi, infine, sono al minimo degli ultimi quattro anni.
 
Un mercato del lavoro in buona salute rappresenta un ottimo viatico per la ripresa dei consumi privati e infatti, sempre a febbraio, le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,1%, il dato migliore degli ultimi cinque mesi. Tra i settori che più hanno beneficiato di questa situazione vi sono quello dell’auto, con numeri che non si vedevano da quattro anni, e l’abbigliamento. L’aumento della fiducia delle imprese, inoltre, ha spinto gli investimenti sostenendo anche l’industria manifatturiera e quella dei servizi.
 
Che il contesto generale degli Usa sia cambiato in meglio è intuibile anche dal cambio di tono della Federal Reserve, la banca centrale statunitense. Nelle dichiarazioni di gennaio, infatti, si parlava di “attese di crescita economica modesta”, mentre a marzo si utilizza il termine “crescita moderata”. Si tratta di sfumature, è vero, che tuttavia assumono notevole importanza se pensiamo alla cautela con cui questa istituzione è tenuta a misurare le parole.
In questo quadro meno negativo, c’è una buona probabilità che non sia attuata una nuova manovra di politica monetaria a sostegno del sistema, anche per evitare che si possano creare bolle speculative, ad esempio sulle materie prime.
 
Tutto bene, quindi? La situazione attuale è sicuramente più serena rispetto allo scorso anno, ma all’orizzonte c’è sempre qualche nuvola. Perlopiù si tratta di rischi connessi a fattori politici o geopolitici, non prettamente economico-finanziari.
Negli ultimi mesi il prezzo del petrolio è cresciuto molto, ma non tanto da destare preoccupazioni, anche perché l’aumento è dovuto alla crescita economica, quindi un incremento che possiamo definire “sano”. Diverso sarebbe il caso di uno shock improvviso causato dall’instabilità e dalle tensioni nell’area medio-orientale.
 
Manuela D’Onofrio, Direttore Global Investment Strategy di UniCredit
 

icebergfinanza
Scritto il 17 maggio 2012 at 17:19

galactus@finanza,

Sono ragazzi con l’apertura mentale pari a ZERO esaminano la speranza! Infatti l’indice manifatturiero di Philadelphia e’ uscito che e’ una meraviglia! Andrea

kry
Scritto il 17 maggio 2012 at 19:49

Adesso cominciano a dire che le perdite di JPM sono superiori ai 2 miliardi ,quasi tre forse non riescono nemmeno loro a fare i conti magari per fine trimestre ci diranno che erano 6 e chiederanno scusa e poverini dovremmo anche comprenderli.

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