PATCH ADAMS BERNANKE!

Scritto il alle 05:29 da icebergfinanza

Vi ricordate il mitico Robin Williams, magistrale interprete tra l’altro del leggendario “Attimo fuggente” e il suo Patch Adams, la storia di un medico americano ideatore della terapia olistica.

Bene oggi Bernanke ci dice che la bolla immobiliare non fu  provocata dalla Federal Reserve che come noi invece ben sappiamo è la più imponente macchina di bolle seriali della storia mondiale…

(Il  Sole 24 Ore Radiocor) – New York, 22 mar – La politica di tassi bassi  voluta dalla Federal Reserve all’inizio degli anni 2000 non ha  causato la successiva bolla immobiliare. Lo ha detto il presidente della  Federal Reserve Ben Bernanke durante la seconda di quattro  lezioni alla George Washington University. Il numero uno della  Fed ha sottolineato che il periodo di crescita economica durante il quale era  presidente della Banca Centrale Alan Greenspan, e’ stato determinato in parte da  cambiamenti strutturali, ma “puo’ avere contribuito anche una dose di buona  sorte”. Rispondendo alle domande, Bernanke ha sottolineato che una maggiore  “trasparenza puo’ aiutare la politica monetaria a funzionare meglio”.

La Fed,  secondo Bernanke, prima della crisi non ha fornito abbastanza tutele ai  consumatori e non ha fatto sufficiente pressione sulle banche affinche’  misurassero i rischi a cui si esponevano. RADIOCORILSOLE24ORE

E quindi non è colpevole…vero Ben!

Non c’è bolla immobiliare nella storia che non sia stata preceduta dal lassismo monetario, non una sola, ma in fondo non ci si può aspettare nulla da un medico che ha sbagliato la più clamorosa diagnosi della storia, un sistema fondamentalmente solido quello finanziario americano che non poteva in alcuna maniera essere contagiato dalla bolla immobiliare subprime.

Addirittura Atlantic si chiede come sia possibile che l’uomo che ha salvato l’economia mondiale sia odiato da tutti!

Semplice se si pensa che il signor qui sopra dovrebbe essere uno dei massimi esperti della Grande Depressione del ’29 e della Lost Decade giapponese…

È come attribuire a un medico responsabile di un errore nella diagnosi il merito di aver inventato una cura miracolosa. Forse il paziente ha bisogno di un nuovo medico.

Washington (Usa), 13 gen. (LaPresse/AP) – L’economia se la caverà con un “atterraggio morbido” dal rallentamento del mercato immobiliare. L’economia in questione è quella statunitense e le parole sono dell’attuale presidente della Federal reserve, Ben Bernanke, pronunciate però alcuni anni fa. Per la precisione nel corso della riunione della Banca centrale del marzo 2006, poco prima dello scoppio della bolla dei mutui subprime e della conseguente crisi finanziaria. E’ quanto emerge dalle trascrizioni dei verbali delle riunioni della Fed del 2006, anno in cui i prezzi delle abitazioni hanno cominciato a calare dopo i livelli record degli anni precedenti.

Secondo i verbali, nel suo primo anno di mandato di Bernanke espresse più volte la sua preoccupazione per il mercato immobiliare, senza però riconoscere l’entità del danno che la bolla avrebbe potuto causare. Ovvero la crisi che avrebbe condotto gli Stati Uniti negli anni successivi alla recessione peggiore dai tempi della Grande Depressione. Ma Bernanke non fu l’unico ad aver sottovalutato il ciclone in arrivo. L’attuale segretario al Tesoro, Timothy Geithner, allora funzionaro della Fed, sosteneva che i “danni collaterali” del mercato delle abitazioni avrebbero potuto essere evitati.

Le trascrizioni riguardano otto riunioni dell’organismo di indirizzo delle politiche della Banca centrale, il Federal Open Market Committee, nel corso del 2006. I verbali includono anche l’ultima riunione presieduta dall’ex numero uno della Fed, Alan Greenspam, a cui Bernanke è succeduto nel febbraio di quell’anno. I verbali della Fed vengono rilasciati tre settimane dopo le riunioni, ma le trascrizioni complete diventano pubbliche soltanto dopo 5 anni.

L’attuale capo della Fed debuttò nella riunione del FOMC di marzo 2006 sostenendo di essere “d’accordo con la maggior parte dei commenti, che sostengono che i fondamentali forti dell’economia sosterranno un atterraggio relativamente morbido del mercato immobiliare”.

 Sempre a marzo, Bernanke dimostrò un cauto pessimismo. “Mi pare improbabile che la crescita possa deragliare per il mercato immobiliare, ma voglio che siamo preparati a qualche trimestre di fluttuazioni”. Poi nella riunione di maggio aggiunse che “finora abbiamo visto, nel peggiore dei casi, una diminuzione degli ordini di abitazioni, ma credo che se ne debbano vedere ancora per capire se il mercato immobiliare si contrarrà lentamente o più velocemente”.

Tuttavia, a giugno, Bernanke aggiustò il tiro verso un maggiore ottimismo. “Il rallentamento dei prezzi delle case – sostenne – è un bene. Come con qualsiasi altro processo di assestamento del prezzo è molto difficile fare previsioni, e di conseguenza dovremmo essere cauti nel prendere decisioni politiche”. A settembre aumentò la preoccupazione del capo della Fed. “Non ho fiducia – affermò – tanto quanto altri intorno a questo tavolo, che non ci sarà nessun effetto collaterale”.

Dalle discussioni dei 12 membri del board del FOMC si evince che nessuno capì in anticipo il devastante effetto che avrebbe avuto lo scoppio della bolla dei subprime. Anzi, mentre nella riunione di settembre aumentavano le preoccupazioni del capo della Banca centrale statunitense, Geithner interveniva spiegando di “non vedere segni preoccupanti di danni collaterali all’economia e non ci aspettiamo molto”.

Non è che nessuno comprendeva  quello che stava accadendo, lo sapevano benissimo tutti a meno che non si voglia avvalorare la tesi di giochi innocenti per bambini scemi!

Da tempo abbiamo bisogno di nuovi medici, ma dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento ovvero medici falliti come scrive a proposito di alcune categorie Bradford Delong,…

  (alcuni ) economisti scegliono, per ragioni non economiche e non scientifiche, un orientamento politico e una serie di alleati politici, e girano e regolano le loro ipotesi fino a giungere alle conclusioni che meglio si adattano al loro orientamento e che possono compiacere gli alleati…

Chi ha orecchie per comprendere comprenda, gli altri invece continuino a prendere la pillola blu …si sveglia domani e non ricorda più nulla!

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5 commenti Commenta
kry
Scritto il 27 marzo 2012 at 08:30

L’abbassamento dei tassi da parte della fed a quell’epoca era sicuramente dettato per fare del bene. Greenspan a suo tempo aveva ammonito le banche in modo che non si comportassero come un bancomat nella rinegoziazione dei mutui. Avrebbe dovuto seguire alle parole con i fatti nel riaumentare i tassi. Con il ribasso dei tassi si era creata una spirale virtuosa,io cliente con il ribasso dei tassi chiedo una rinegoziazione del mutuo, risparmio e trovo una somma maggiore per poter spendere. L’economia comincia a crescere, il benessere pure, i prezzi delle case anche. Chiedo una nuova rinegoziazione chiedendo il mutuo con la nuova valutazione dell’immobile che intanto si era rivalutato. La banca rinegozia( e questo le fa aumentare gli utili) il consumatore ottiene denaro contante e magari tassi piu bassi rispetto al precedente e la giostra continua a girare. Poi come ci aveva precedentemente insegnato il giappone la giostra si rompe, e continuiamo a copiare dal giappone. Il danno è fatto, mi riesce difficile pensare in futuro che si possa vivere solo con l’istruzione, la cultura la ricerca e l’innovazione, con queste ultime due che verranno applicate all’industria e creeranno ulteriore diminuzione di mano d’opera.

john_ludd
Scritto il 27 marzo 2012 at 09:36

Consulente del premier indiano Singh, a lungo capo economista del Fondo Monetario, Raghuram Rajan sostiene da 10 anni una tesi molto realistica che non identifica nelle banche i soli e unici colpevoli ma i complici di un disegno più vasto. Da una intervista di qualche anno fa:

“Non bisogna guardare alla crisi partendo solo dagli ultimi anni. Il ceto medio si sta impoverendo. I governi provano a reagire, espandendo il credito – strategia che ha più rapido impatto rispetto a stimolare la crescita nel lungo periodo – e lo fanno proprio per far fronte alle preoccupazioni del ceto medio, ritrovandosi alla fine con la crisi delle banche…”

I redditi della ex classe media non sono in calo dal 2008 ma dalla fine degli anni 80 e i governi hanno stretto un patto faustiano con le banche (parlare di governi e banche come fossero antagonisti o anche solo distinti è ridicolo). Allargando il credito a dismisura si è creata l’illusione di benessere che ha preso il posto della reale creazione di benessere terminata dopo 40 anni dalla fine della 2 guerra mondiale. L’incapacità di pensare a modelli di sviluppo diversi e l’illusione di poter governare gli eventi attraverso “grandi piani globali” ha invece esacerbato i problemi. A pianificatori arroganti ma in qualche modo avvertiti della natura dei problemi sono succeduti gli ignoranti e i banditi che hanno trovato terreno fertile per le proprie scorribande.

Bernanke crede che sostituendo una bolla di ricchezza immaginaria con un’altra possa se non risolvere almeno procrastinare all’infinito. Ma si rifletta che i beneficiari di ogni successiva bolla sono una platea sempre più ristretta. Se la bolla immobiliare ha illuso decine di milioni di Joe e Mark di essere ricchi, la bolla azionaria rende felici pochi milioni e la bolla delle commodities poche centinaia di migliaia.

kry
Scritto il 27 marzo 2012 at 10:30

john_ludd@finanza,

Se l’inflazione fosse legata anche ai prezzi delle case, milioni di persone non si sarebbero illuse di essere ricche,il sistema sarebbe stato più equo e non sarebbero necessarie continue bolle per farci capire che continuano ad aumentare le persone non benestanti.

first em
Scritto il 27 marzo 2012 at 10:47

Concordo con i commenti precedenti. Aggiungo un paio di cose.
1) La via della finanziarizzazione è stata scelta dal sistema capitalistico non solo per reagire alla caduta del saggio di profitto, ma anche perché è la più “facile” nel produrre guadagni. Anche se notoriamente più pericolosa. La crisi del ceto medio è la conseguenza delle politiche antilavoro messe in atto dal neoliberismo finanziarizzato. In base alle statistiche disponibili, in tutto il mondo occidentale, oltre alla progressiva divaricazione della forbice tra superricchi e resto della popolazione, è in costante diminuzione da un quarto di secolo a questa parte la quota di reddito derivante dal lavoro. Con il che inevitabilmente si mina alla base la tenuta del sistema.
2) Quanto al Bernake eroe, la produzione di un’idolatria nella storia non si è mai accompagnata a nulla di buono…

kry
Scritto il 27 marzo 2012 at 15:11

first em@finanza,

Grazie. Aggiungo che da un quarto di secolo diminuisce anche il risparmio, anch’esso finanziarizzato da tassi di interesse elevati ( 10-14%) che erano corrisposti dai titoli di stato. Come soluzione finale vedo un crack dove tutto viene resettato a zero. Come spesso leggo nei commenti la storia si ripete e non siamo capaci di trarne insegnamento,per cui dubito che a seguito del crack vengano scritte nuove regole e vengano puniti i responsabili.

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