GERMANIA: GRAZIE DI TUTTO QUELLO CHE FAI PER NOI!

Scritto il alle 08:05 da icebergfinanza

Ve lo ricordate Jan Fleischhauer su Der Spiegel, quello che scrisse come abbiamo visto in COSTACONCORDIA DER SPIEGEL LE OMBRE DI UN TRISTE PASSATO – Ma via, qualcuno si è davvero meravigliato che il comandante della sciagura, il capitano della Costa Concordia, fosse un italiano? … L’affermazione razzista, che sa molto di complesso di superiorità ariana, non viene dai neonazisti della Npd, bensì da Jan Fleischhauer, uno dei columnist di Spiegel online 1, l’edizione internettiana del settimanale tedesco. E la dice lunga sull’idea che i tedeschi hanno del resto d’Europa.

Bene su VocidallaGermania scopriamo che questo simpatico ragazzo sta avvertendo i suoi connazionali di stare attenti al loro complesso di superiorità nei confronti dei popoli dell’ Europa meridionale o del Sud Europa come gli chiama lui, anche se nella sostanza il suo intervento è intriso di una certa ironia, tutta tedesca.

Di questi tempi bisogna fare attenzione a ciò che si dice. Una frase imprudente, e si scatena una  tempesta di emozioni. Io so di cosa sto parlando. Quando recentemente dopo la tragedia del Giglio ho fatto alcune osservazioni sugli italiani, la metà della
popolazione si è sollevata. Perfino l’ambasciata italiana di Berlino è intervenuta per criticare il mio articolo. Posso solo essere felice che l’Italia sia nello spazio Schengen. Dopo aver letto quello cosa si è scritto su di me sulla stampa italiana, non so se alla frontiera mi avrebbero fatto passare tranquillamente.

(…) Il clima generale al momento non è molto buono per noi tedeschi. Non passa giorno in cui la cancelliera non venga messa in una uniforme nazista con la svastica al braccio.
Non importa il fatto che abbiamo messo in fila un pacchetto di aiuti dietro l’altro. Se i calcoli degli esperti sono corretti, siamo ben oltre il punto in cui sono state offerte solo delle garanzie.

Ma certamente un aiuto dietro l’altro hanno messo in fila i nostri cari concittadini dell’Europa del Nord, ben oltre il punto di un ritorno in termini di garanzie.

Peccato che questo simpatico ragazzo ometta di raccontare che molti di questi soldini che i tedeschi fanno finta di mettere nel calderone europeo servono innanzitutto per saldare i crediti delle loro banche tecnicamente fallite, la maggior parte ormai sotto il controllo statale e se avanzano due euro o due dracme servono giusto per comprare qualche sommergibile o carroarmato tedesche sempre che qualche impiegato della Siemens non riesca a corrompere qualche funzionario greco per sottoscrivere onerosi contratti con la Crande Gemania o che qualche succursale tedesca o greca non continui a fare credito al consumo o leasing per comprare automobiline made in Germany da regalare ai propri figli o da rifilare a coloro che non potranno più ripagarle come è accaduto nei mutui subprime americani.

Qualunque tabella disponibile ma soprattutto quelle ufficiali della Banca dei Regolamenti internazionali ci dice che Germania, Francia e Inghilterra hanno monopolizzato da soli quasi il 70 % di tutto il credito subprime europeo.

Dei 130 miliardi di Euro di cui oggi il Parlamento decide, una buona parte non la vedremo mai piu’ indietro. Ma se si interpretano correttamente i commenti nelle regioni in crisi, verso le quali il denaro è indirizzato, noi vogliamo solo completare quello che
ai nostri nonni non è riuscito di fare 70 anni prima (senza però considerare che
la storiografia su Hitler, al di fuori dei confini greci, è unanime sul fatto che il Nazionalsocialismo non ha iniziato il regno del terrore con un programma di aiuti).(…)La sensazione insidiosa di inferiorità Prima di lamentarci di tutta questa ingratitudine, dovremmo ricordarci che a questo gioco abbiamo giocato per anni. Fino a quando i cattivi del mondo erano gli americani, i tedeschi erano spesso con la parte che voleva sentirsi migliore a spese degli altri. Anche gli americani avevano qualche motivo, per aspettarsi un minimo di riconoscenza, alla fine erano loro gli uomini e le donne in uniforme, che dovevano occuparsi di ristabilire l’ordine, durante ogni crisi, mentre la comunità internazionale non andava oltre le strette di mano.Tutti si sono affidati alla
funzione di poliziotto del mondo degli USA, come adesso i nostri vicini si
affidano al fatto che saranno i tedeschi a salvare l’Euro. Purtroppo la sensazione di inferiorità è pericolosa almeno quanto quella di superiorità.

Ahi ahi tra le righe continuo a leggere quella sottile sensazione di senso di superiorità che circonda ancora la storia tedesca, ma questo non significa nulla, un commentatore qualunque non può rappresentare un intero popolo, i tedeschi non possono essere tutti uguali.

Acquistare la simpatia dei vicini Si può anche tentare di comprare la simpatia dei vicini. In qualche modo è la politica che i tedeschi hanno esercitato per decenni in Europa. Non sono pochi i politici che consigliano di proseguire in questa direzione, che significa semplicemente l’acquisto di debito attraverso un piu’ forte intervento della banca centrale o i largamente apprezzati Euro bonds. Ma per una pacificazione degli spiriti
mediante bonifico le somme sono probabilmente troppo grosse. Non si tratta più
di mari di pomodoro o montagne di patate riempite con denare tedesco, ma buchi
di bilancio che sono così grossi da risucchiare intere economie. Probabilmente dovremo
abituarci al fatto che in alcuni paesi d’Europa non saremo piu’ molto amati. Se
necessario la destinazione della prossima vacanza potrebbe essere l’America.
Oppure possiamo fingere di essere svizzeri, contro i quali al momento nessuno ha
niente.

Non si tratta di fingere di essere svizzeri o di andare in ferie in Burundi, ma solo di dire come stanno le cose, senza nascondere che in fondo siete un paese come tanti altri ne migliore ne peggiore e che una grande responsabilità in quanto è accaduto l’avete anche Voi sempre che non vi siete ancora dimenticati che il prezzo dell’unificazione delle due Germanie l’ha pagato l’intera Europa e mi fermo qui lasciandovi con l’ennesimo pezzo, segnalatomi dal nostro John sulla reale situazione del mercato del lavoro tedesco!

German Unemployment Obfuscation One of the hardest things to get in this world is a truthful, or at least a somewhat realistic, or at the very least a not totally fabricated unemployment number. Every country has its own bureaucratic madness in pursuing obfuscation. And Germany is no exception. Official unemployment dropped to a two-decade low in January, but a recreational dive into the Federal Labor Agency’s monthly report reveals another story.

Si una delle cose più difficili da ottenere in questo mondo è una verità, o almeno
un versione un po ‘realistica o un numero di disoccupati non del tutto
inventato. Ogni paese ha la sua follia burocratica nel perseguire i suoi interessi e quelli del suo partito.  E la Germania non fa eccezione. Il rapporto mensile dell’Agenzia Federale del Lavoro tedesco rivela tutta un’altra storia, un’altra Realtà ma questa il signor Fleischhauer non può rivelarla, se accadesse non potrebbe più andare in ferie neanche sulle coste gelate del mar Baltico!

Buona consapevolezza a tutti Voi e lunga vita all’esterofilia che prolifichi nelle Vostre menti, in fondo siamo i terroni d’ Europa a noi ci pensa la Crande Gemania, la simpatia si può sempre acquistare!

E’ stata spedita la nuova analisi dal titolo “STRONG BUY ITALIA” un viaggio nell’Italia che verrà, osservando le dinamiche che ci attendono nelle prossime settimane per gettare le basi per i prossimi anni.

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6 commenti Commenta
billbill
Scritto il 29 febbraio 2012 at 08:37

Ognuno raccoglie quello che semina… vedremo cosa raccoglieranno i tedeschi.
Comunque il livello di questo giornalista non ci fa certo rimpiangere quelli nostrani: forse è quest’atteggiamento che li ha fatti denominare “mangiapatate”.

kry
Scritto il 29 febbraio 2012 at 09:18

Con ironia in un commento scrivevo”dobbiamo essere orgogliosi di essere riusciti ad esportare il nostro miglior prodotto: CHI SBAGLIA NON PAGA.” In un paese dove non vi è certezza della pena,dove onestà e senso di responsabilità non esistono,dove il popolo non può essere sovrano perchè i risultati dei referendum possono essere stravolti dalla classe politica, ai suoi abitanti non restano forze per reagire e di conseguenza ci si rassegna. Dalla (io scriverei CHANDE GEMANIA senza la erre) germania a differenza della finanza guarderei prima al mio orticello allo scandalo di cui è rimasto coinvolto il loro presidente e poi mi permetterei di criticare, critiche che per le cause precedentemente descritte ci tentano nell’ avere attegiamenti non consoni. Le critiche ci devono servire per reagire positivamente,le occasioni di riscatto certo non mancheranno, non fermiamoci al detto ” tutto il mondo è paese” loro non sono meglio di noi, questo non ci aiuta a crescere ci fa restare bambini irresponsabili.

dariolanzoni
Scritto il 29 febbraio 2012 at 09:46

Ciao Iceberg,
ti chiedo una cortesia. Hai altri incontri già fissati in agenda?
Un saluto a tutti.

remar
Scritto il 29 febbraio 2012 at 09:46

Mi preme evidenziare due cose, la prima è che finchè l’Italia e gli altri “poveretti” del Sud Europa, ma visto che sono italiano parlo del mio paese, non metterà in campo politici autentici, al servizio della patria e non degli interessi finanziari mondiali ci troveremo sempre qualche presuntuoso “Fleischhauer” di turno a farci la paternale. Occorrono politici seri, onesti, competenti, pronti a ribattere nelle sedi internazionali il vizietto tedesco, ovvero la memoria labile nel fare i conti e nel ciurlare la poveretta Europa del Sud. Chiedo troppo vero?
La seconda è che troppi europei fingono o ignorano di sapere chi e cosa sono i tedeschi. Non si tratta di fare lo sbaglio dell’arrogantello Fleischhauer di turno, ci mancherebbe. Noi italiani i nostri vizi capitali li abbiamo e non li abbiamo mai celati, e dovremo prima o poi, sperando sia prima, imparare a “pagare per gli sbagli” e crescere come popolo, maturare quell’etica comportamentale che tanto manca. Epperò stiamone certi e chiunque abbia vissuto in Germania lo potrà liberamente asserire, il popolo tedesco ha nel suo DNA l’indole di superiorità storica, di elezione del destino aristocratico della gens teutonica. Soltanto la sconfitta della seconda guerra mondiale e l’esiziale distruzione subita, (ho visto quest’estate Dresda e fa accapponare la pelle il vedere cos’era la città nelle fotografie del 1945), ha alterato la percezione della storia di quella gente. La voglia di dimenticare i fantasmi del passato e di farsi benvolere dai popoli occupati e vessati durante il nazismo ha per qualche decennio emarginato lo spirito della grande Germania. Ma ora che il tempo è passato, l’unificazione raggiunta, tornano a soffiare forte i canti dell’uber alles dentro alle gole teutoniche. E’ la storia che si riaffaccia, ma questa volta tedeschi e bancsters apolidi hanno deciso di fare un viaggio insieme, la loro nave “Concordia” è carica di disprezzo per il volgo, di regole fatte a loro immagine e somiglianza, di diktat, di disumanizzazione del sociale. Facciano però attenzione i germanici, hanno perso due guerre mondiali, e perseguendo questo viaggio con simili compari perderanno anche la terza, quella in atto, fatta con strumenti finanziari distruttivi, menzogne medianiche, agenzie di rating controllate, ma anche da tanta , troppa pusillanimità nostrana e da tradimenti consumati da politici negletti e asserviti.

john_ludd
Scritto il 29 febbraio 2012 at 12:06

Oggi sulla Repubblica c’è un intervista a Helmuth Kohl. Che differenza ! Peccato non si possa intervistare Mitterand. Nessun uomo di stato è un santo ed entrambi sono stati sommersi da scandali vari. Il potere odora sempre di cacca ma avevano una visione di ben altro respiro e siccome erano dei leader e sapevano parlare ai loro popoli hanno ottenuto grandi risultati. Oggi abbiamo dei nani come la Merckel che seguono i sondaggi, ragionano seguendo la pancia, tutti figli di una era imbarbarita dove i ritmi sono quelli della TV.

idiocrazia
Scritto il 29 febbraio 2012 at 16:10

john_ludd@finanza,

john io non vedo tutta questa differenza fra kohl e angiolina

Helmut Kohl 1996: “un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.

Oggi Angela Merkel:
La Grecia va “salvata” un suo fallimento avrebbe “conseguenze catastrofiche” per l’euro e anche e soprattutto per la Germania…

chi era kohl lo spiega Nino Galloni in questo video al minuto 6:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=6e23Gaz-Jb4

tutto coerente dal significato dei salvataggi… alle fraterne adesioni all’euro

Giuseppe

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