AMERICA: L’ICEBERG DELL’ OCCUPAZIONE!

Scritto il alle 08:08 da icebergfinanza

Mentre prosegue come da copione la luna di miele dei mercati americani con l’illusione di una ripresa economica, noi andiamo a dare un’occhiata a quello che in realtà sta accadendo all’occupazione americana, fondamentale per  sostenere oltre il 70 % della crescita basa esclusivamente sui consumi.

Mentre in molti nel 2007 guardavano al nostro veliero come ad un’illusione fantasma mentre quotidianamente condividevamo dati ed analisi che dimostravano che in realtà il mercato del lavoro stava collassando nascosto da statistiche e modellini stagionali ad essere gentili obsoleti, solo nella tarda primavera del 2008 il mondo intero venne a conoscenza della recessione iniziata ufficialmente nel dicembre 2007.

Ora gli ultimi dati suggeriscono nuovamente una realtà che pochi vogliono ascoltare soprattutto quando non sono dati ufficiali ma alternativi. Ieri l’inattendibile ADP ha comunicato la solita ampia revisione al ribasso che caratterizza tutte le prime fasi di ogni recessione con un dimezzamento dei posti di lavoro creati e l’indice ISM ha testimoniato una frenata nel settore manifatturiero.

Come abbiamo visto recentemente mentre l’amministrazione americana gioiva per la creazione di nuovi posti di lavoro ufficiali e sottolineo la parola ufficiale,… strano che il sempre puntuale sondaggio Challenger, Gray & Christmas ha evidenziato che a dicembre i licenziamenti programmati dalle aziende Usa sono balzati al 30,6% rispetto a dicembre 2010.

Planned firings (CHALTOTL) rose 31 percent to 41,785 last month from 32,004 in December 2010, which were the fewest since June 2000, according to Chicago-based Challenger, Gray & Christmas Inc. Job cuts totaled 606,082 for all of 2011, up 14 percent from the previous year, the report showed. Bloomberg

Misteri elettorali!

La stessa Challenger in una recente indagine ha rilevato che gli americano sono sempre meno disposti a trasferirsi per cercare un nuovo lavoro, prima perchè vivono in una casa che ha perso il suo valore oltre il mutuo residuo da pagare e poi perchè non hanno la certezza che il nuovo lavoro vi sia o che valga la pena di un trasloco.

Ieri Mike Shedlock ha riportato che secondo la Trim Tabs che stima l’occupazione sulla base delle imposte e ritenute sul reddito in tempo reale l’economia americana ha aggiunto solo 45.000 posti di lavoro rispetto ai 38.000 dle mese precedente mentre continua inesorabile l’erosione del potere di acquisto e quindi dei redditi della classe media americana.

Nei prossimi mesi torneremo a analizzare attentamente le dinamiche del mercato del lavoro americano, una vera e propria depressione umana per individuare con certezza segnali che confermano la probabile recessione americana.

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Employment %
Higher
%
Same
%
Lower
Net Index
Jan 2012 23 59 18 +5 54.3
Dec 2011 23 58 19 +4 54.8
Nov 2011 22 57 21 +1 52.4
Oct 2011 22 63 15 +7 54.0
1 commento Commenta
icebergfinanza
Scritto il 2 Febbraio 2012 at 14:16

Employers announced 53,486 planned job cuts last month, up 28 percent from 41,785 in December, according to the report from consultants Challenger, Gray & Christmas, Inc.

January’s job cuts were also up from the same time a year ago, gaining 38.9 percent from the 38,519 layoffs announced in January 2011.

A surge in job cuts at the start of the year is not unusual, the report said. January is historically the heaviest month of cuts, averaging 101,084 layoffs between 1993 and 2001.

Retail companies cut 12,426 jobs, the largest amount for the sector in two years. The layoffs were due to store closings and other cost-cutting measures, rather than an exit of seasonal workers, which are typically not announced cuts.

Financial firms trimmed 7,611 jobs, while the government sector saw only a relatively small amount of cuts at 3,021.

The rise in job cuts comes a day before the key U.S. jobs report, which is forecast to show employment growth slowed last month.

(Reporting by Leah Schnurr)

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