LAOGAI: ORRORI MADE IN CHINA!

Scritto il alle 06:22 da icebergfinanza

Grazie alla segnalazione di un caro lettore del nostro blog Andrea facciamo un passo indietro nel tempo, e torniamo agli albori del vecchio blog che navigava su Splinder che ieri ha  raggiunto i cantieri navali per essere definitivamente smantellato.

Come scrissi tempo fa in l’Onda deflazionistica asiatica e il prezzo della schiavitu’

Da alcuni anni a questa parte, il mondo del lavoro e l’economia mondiale non sono più gli stessi con l’avvento di alcuni miliardi di potenziali lavoratori e consumatori che attraverso la globalizzazione hanno sconvolto il dna del mercato del lavoro delle nostre società occidentali.

Il riferimento ai potenziali è un atto dovuto in quanto, per ciò che riguarda il mercato del lavoro è indubbio l’apporto determinante che il fenomeno ha avuto nel controllo dei costi di produzione e quindi di conseguenza come effetto calmierante sull’inflazione, ma per quanto riguarda i consumi non credo che dei paesi in cui circa l’80 % della popolazione vive vicino o sotto la soglia della povertà possano contribuire al rilancio dell’economia globale in maniera rilevante.

Uno dei cavalli di battaglia del capitalismo, sta nell’assoluta certezza che esportando il modello consumistico occidentale si determini un sostanziale miglioramento delle condizioni di questa parte di umanità, che attraverso il lavoro, la produzione ed il consumo possa beneficiare dei frutti del ciclo produttivo. Ora attraverso questo viaggio nella nuova realtà del mercato del lavoro globalizzato cercheremo di scoprire risvolti di carattere economico e sociale che questo cambiamento epocale comporta.

Normalmente una politica monetaria accomodante ed espansiva porta ad un’accelerazione dei fenomeni inflativi. La massa monetaria aumenta oltre il limite fisiologico necessario ai bisogni collettivi generando una pressione sui prezzi. Ora la continua tensione a tenere sotto controllo i salari con dinamiche di delocalizzazione ed outsorcing del mercato del lavoro, ha prodotto il risultato di contenere queste spinte inflattive che diversamente un eccesso di liquidità ed un aumento esponenziale delle materie prime avrebbero prodotto.

Per outsorcing e delocalizzazione si intendono quelle pratiche di esternalizzazione di alcune fasi dei processi produttivi attraverso un riallocamento oltre i confini nazionali alla ricerca dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento della manodopera a basso costo dei paesi in via di sviluppo o dell’Europa dell’est. L’outsorcing in particolare a differenza della delocalizzazione  prevede di rivolgersi ad un’altra impresa che opera in un altro paese sia per la produzione che per la fornitura dei servizi senza muovere l’impresa.

Nel post precedente che vi consiglio di esplorare la schiavitù minorile è una delle piaghe che ha determinato lo sconvolgimento dell’attuale situazione economico/finanziaria mondiale. In la conquista del diritto alla dignità  siamo andati oltre esplorando l’universo sommerso della schivitù cinese.

Ben pochi in questi anni si sono chiesti come sia possibile acquistare un orologio da parete ad un solo euro quando le pile per farlo funzionare costa mediamente due euro.

Ebbene in una società come la nostra spesso e volentieri dominata dal made in China, al di là della generalizzazione le motivazioni interessano veramente poco, come di fronte al business i diritti umani sono solo aria fritta.

 “ Spesso quando cerchiamo di spiegare e di spiegarci il basso costo di tutta la merce proveniente dalla Cina, come scarpe, occhiali, vestiti, giocattoli, ci accontentiamo delle semplici risposte date dai media: ore di lavoro raddoppiate rispetto agli operai Italiani, sfruttamento del lavoro minorile, salari minimi; purtroppo però, non è tutto qui, dietro i costi abbattuti del “Made in China” ci sono storie di torture, omicidi, espianti e traffici d’organi illegali ed abusi contro la dignità umana che riguardano milioni di persone, dietro tutto questo c’è la storia dei Laogai.

La parola Laogai in cinese vuol dire “riforma, rieducazione attraverso il lavoro”.

Tornano inquitanti le ombre di un passato non molto lontano che spesso viene rievocato in questi giorni, aggiungo io! Vi dice niente la frase ” Arbeit macht frei….” ovvero il lavoro rende liberi. Al di là delle idee e sentimenti di ognuno di noi, fa sorridere la recente decisione …  Si può definire l’ Olocausto «storia emotiva e controversa?». È quello che si legge in un rapporto commissionato dal ministero dell’ Istruzione di Londra alla Historical Association. Lo studio ha rilevato che alcune scuole britanniche evitano di far lezione ai loro allievi sullo sterminio sistematico degli ebrei da parte dei nazisti, ma anche sulle crociate e sui temi dello schiavismo per timore di «creare tensioni». In pratica per non offendere studenti di fede islamica mettendo in discussione versioni della storia che possono aver sentito a casa dai loro genitori. La relazione della Historical Association cita in particolare l’ esempio di un liceo del Nord dell’ Inghilterra che non ha incluso l’ Olocausto tra le materie della Maturità per non «sfidare il sentimento antisemita o negazionista» di alcuni ragazzi musulmani. (Corriere della Sera)

Ma andiamo oltre e torniamo a noi, torniamo in Cina…

I Laogai sono dei veri e propri campi di concentramento sui cui si basa il sistema carcerario cinese, il campo al suo interno racchiude diverse sezioni, ma non è solo una semplice galera. In Cina infatti per reati “minori” si può essere rinchiusi per 3 anni senza nessun tipo di processo, infatti è la polizia a decidere la gravità di questo tipo di reati: violazioni come parlare a favore della democrazia, mostrare idee politiche in conflitto con il regime o semplicemente appartenere ad una minoranza etnica o religiosa (come Mongoli e Tibetani), vengono severamente punite.

 Una volta rinchiusi i dissidenti devono confessare le proprie colpe e giurare fedeltà al governo; le confessioni vengono quasi sempre estorte con metodi disumani come l’uso del bastone a scossa elettrica, frusta o manganello, una volta “confessato” il proprio crimine, comincia la vera e propria riabilitazione attraverso il lavoro, o perlomeno così viene chiamata dai rappresentati del regime comunista cinese. Ai detenuti vengono assegnate delle “quote” cioè una quantità di oggetti da produrre o lavori da svolgere in un giorno (si lavora dalle 16 alle 18 ore al giorno); lavori come assemblare giocattoli, cucire vestiti o peggio lavorare in miniere dove si esalano gas tossici senza nemmeno la minima protezione.

Se il detenuto non riesce a svolgere per tempo la sua “quota” la razione di cibo diminuisce senza possibilità di appello. In che modo il mercato occidentale è collegato con i Laogai? E’ tanto semplice quanto allarmante, un esempio pratico può essere un’azienda o un’industria occidentale (es.moda, oggettistica, tessile) che commissiona ad una società di import-export cinese una quantità di materiale da lavorare, assemblare o finire, soltanto che tutto questo lavoro viene svolto servendosi degli operai rinchiusi nei campi, a nessun costo, se non quello delle eventuali materie prime. In Cina per legge, non si può rimanere rinchiusi per più di 3 anni senza un processo; ma molto spesso, per non diminuire la forza lavoro, alcuni detenuti che hanno già scontato la pena vengono considerati “non completamente riabilitati e non idonei alla società” quindi la detenzione nei campi viene prorogata.

 Ma tutto questo non basta, le atrocità più cruente vengono commesse contro i condannati a morte, in Cina ci sono 60 reati per cui si può essere giustiziati ( le esecuzioni capitali avvengono con una frequenza impressionante), una volta giustiziati si procede all’espianto degli organi: reni, cornee, cuore, tutto destinato alla vendita negli ospedali militari, per legge in Cina chi riceve un organo non può chiederne la provenienza, né tanto meno i parenti del condannato possono vedere il cadavere, perché sempre per legge i corpi vengono cremati, cancellando così ogni traccia di misfatto.

 La copertura usata fino ad ora dal governo è che: “ogni espianto è autorizzato dai condannati a morte”, cosa difficile da credere visto che in Cina il corpo è considerato sacro, quindi intoccabile anche dopo la morte. Per ogni giustiziato a cui vengono “presi” gli organi un soldato riceve 40 dollari di premio. Wang Guoqi, un medico militare cinese dei Laogai, fuggito negli Stati Uniti ha confessato al noto quotidiano Guardian che illegalmente ai giustiziati veniva prelevata subito dopo l’esecuzione anche la pelle, destinata poi alle industrie cosmetiche europee e che un rene valeva fino a 30 mila dollari, lo stesso Wang Guoqi ha ammesso di aver preso parte ad un centinaio di espianti non autorizzati.

 Le storie che trapelano dai dissidenti fuggiti dai campi sono tantissime, come le violenze da parte dei soldati verso i rinchiusi: molte donne vengono stuprate, e per quelle che dovessero avere una gravidanza concepita dallo stupro, l’aborto forzato con metodi rudimentali, anche all’ottavo mese. Oggi, il nemico giurato dei Laogai si chiama Harry Wu: detenuto per 19 anni nei campi di concentramento solo per aver manifestato le sue simpatie per la democrazia. Harry Wu, ora è cittadino americano ed ha fondato la Laogai Research Foundation, un’organizzazione no-profit che divulga e fa conoscere al mondo questa orribile realtà.

Per anni Harry Wu ha viaggiato tra Cina e Stati Uniti con la copertura di diplomatico o imprenditore per indagare e provare quale fosse l’effettiva provenienza delle merci cinesi. Tra le varie campagne in atto dalla Laogai Research Foundation c’è quella di boicottare prodotti che riportano l’etichetta “Made in China”, anche se come dice lo stesso Wu: “il problema è che molti di questi articoli lavorati nei campi riportano marchi europei o statunitensi”.

Sempre Harry Wu propone di ostacolare questo tipo di commercio, non acquistando merci facili da identificare e da isolare ,come i giocattoli, e facendo conoscere questa situazione anche ai propri governi attraverso lettere e petizioni. Sapere con precisione il numero dei Laogai è impossibile, perché il governo li nasconde o li chiude per poi aprirne di nuovi in luoghi e province diverse, depistando così organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International o Human Rights Watch, si stima che attualmente ci siano più di 1000 campi e circa 6 milioni di detenuti. In Italia siamo bombardati di notizie che parlano delle nuove economie, di come, a lungo andare le nuove industrie tessili orientali distruggeranno le nostre piccole imprese, della concorrenza spietata e delle proposte del governo di mettere dazi alla nuova imprenditoria cinese; quello che noi conosciamo però, è soltanto una facciata dell’economia di una nazione che sta basando tutto il suo potere sulla privazione di un diritto che a nessun essere umano dovrebbe essere mai negato, la dignità. LAOGAI

Oh certo cosa mai possiamo fare noi, piccole formichine in un mondo impazzito dove tutti esaltano la Cina e i Bric come nuova frontiera del business, dove importa solo investire e chissenefrega della realtà che spesso e volentieri sta dietro la nebbia di questa incredibile rinascita orientale ed emergente.

Essere Consapevoli è già un passo avanti, affinchè il male sia possibile è sufficiente che gli onesti non facciano nulla!

 

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10 commenti Commenta
maatmatithiak
Scritto il 1 febbraio 2012 at 08:45

incredibili atrocità
certo che se dobbiamo far concorrenza a queste forme di lavoro…… 6 milioni di carcerati………;-(
però vorrei credere che sia solo cronaca e nn guerra commerciale , perchè adesso la cina fa paura .
comunque denunciare queste cose ( se reali) potrebbe aiutare anche quei poveri diavoli e nn solo il nostro lavoro

giobbe8871
Scritto il 1 febbraio 2012 at 14:08

i tedeschi , molti di loro sono crucchi ! :twisted: :x

giobbe8871
Scritto il 1 febbraio 2012 at 14:12

ieri sera sulla Rai di Minoli, ho seguito la trasmissione sulle vicende umane che interessavano i soldati US e le giovani tedesche ecc…. :lol:

giobbe8871
Scritto il 1 febbraio 2012 at 14:20

i tedeschi , apparentemente, pubblicamente disapprovavano gli scambi amorosi tra soldati Americani e le giovani tedesche, ma privatamente, segretamente erano proprio i fratelli che spingevano le proprie sorelle tra le braccia americane, in cambio di cibo e favori 8)

giobbe8871
Scritto il 1 febbraio 2012 at 14:21

ricorreva L’espressione: SEDURRE IL VINCITORE ! :lol:

giobbe8871
Scritto il 1 febbraio 2012 at 14:24

Ai miei amici e conoscenti vado dicendo da 6 mesi, che i tedeschi fanno i Cinesi in Europa ! :D

billbill
Scritto il 1 febbraio 2012 at 17:18

LAOGAI sembra una parola tra LAGER e GULAG

annebonny
Scritto il 1 febbraio 2012 at 18:03

” Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina A TESTA ALTA muore una volta sola. ”
G.FALCONE

” Anche se non hai le risposte ai problemi, se cominci a porti le domande e a ragionare, ti avvicini un po’ più alle soluzioni.”
T. Chapman

Grazie per questa nuova consapevolezza, forte ed a tratti inquietanti, perchè; “non può essere umano possedere e sfruttare un’altra persona” (figurarsi 6 milioni!) I. Allende

http://www.youtube.com/watch?v=lm8oxC24QZc

Per me è un mistero abbiamo un’avidità con la quale abbiamo accettato di convivere
pensi di dover volere più di quello di cui hai bisogno finchè non hai tutto non sarai libero
società sei una razza folle …
quando pensi più di quello che vuoi
i tuoi pensieri continuano a sanguinare…

Grazie veliero e marinai VENTO IN POPPA CAPITANO !!!

stanziale
Scritto il 1 febbraio 2012 at 18:43

In che mani siamo. Se le cose stanno cosi’, vengoino spazzate via le illusioni di chi pensava che, per una questione di vasi comunicanti, ad un peggioramento delle condizioni dei lavoratori occidentali si sarebbe contrapposto un miglioramento di quelli orientali. Un sentito ringraziamento a quelli che che ci hanno regalato questo bel mondo globalizzato (tra essi il nostro mortadella) con 2 miliardi di schiavi ad un costo del lavoro di 1/30 del nostro e che oltretutto figliano come conigli. Non se ne esce, se non con una chiusura dei mercati e dazi all’importazione, che pero’ a questo punto probabilmente farebbero morire di fame i 2 miliardi di schiavi. Ma prima di tutto occorrerebbe un ritorno alle nostre radici cristiane. Mi par di capire che un vero popolo come quello magiaro ci sta provando, ma cercano di impedirglielo. Quelli della globalizzazione, un ulteriore segnale che non erano in buona fede.

paolocogorno
Scritto il 2 febbraio 2012 at 01:38

La vicenda cinese è inquietante, consiglio di leggersi qualche Libro di Tiziano Terzani per conoscere i volti della Cina, anche se lui parla di una Cina di 20 o 30 anni fa, in effetti credo che partendo da Lì, dalla Cina post-Maoista, non ci stupiremmo di quello che scrive Andrea, dei Laogai e più in generale del sequestro della vita Umana in quel paese…
Come andrà a finire, il protezionismo credo sarà una strada poco evitabile, a meno che tutto il crollo della deregulation della globalizzazione selvaggia non acceleri.
Un’altra considerazione: L’economia Cinese è come una enorme trottola, che deve girare ad una certa velocità per stare in piedi… se rallenta meglio non essere nei paraggi … il mondo cinese si è chiuso in sè stesso, o forse è meglio dire che è sempre stato blindato nei suoi confini, nella Paranoia del Maoismo, e dopo nella Paranoia del Comunismo Capitalistico, il loro rapporto con l’esterno , è prevalentemente “facciata”

Un saluto a tutti Paolo

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