UNICREDIT: TESORO MI SI E’ RISTRETTA UNICREDIT!

Scritto il alle 14:25 da icebergfinanza

Non credo vi siano parole per descrivere questo disperato aumento di capitale da parte di Unicredit, un aumento che nelle dimensioni, nello sconto e nella dinamica non ha uguali nella recente storia della “tempesta perfetta”.

MILANO (MF-DJ)–Unicredit ha sottoscritto il contratto di garanzia relativo all’aumento di capitale da 7,5 mld euro che si appresta ad affrontare. Il consorzio di garanzia, spiega una nota, e’ coordinato e diretto da BofA Merrill Lynch, Mediobanca e UniCredit Cib in qualita’ di joint global coordinator e joint bookrunner ed e’ composto, oltre che da BofA Merrill Lynch e Mediobanca, anche da B.Imi (Intesa Sanpaolo), BnpParibas, Credit Suisse, Deutsche Bank, Hsbc, JpMorgan, SoGen e Ubs in qualita’ di joint bookrunner, da Ing, Nomura, Rbc, Rbs e Santander in qualita’ di co-bookrunner, da Bbva, Credit Agricole Cib, Mizuho International, Mps Capital Services in qualita’ di co-lead manager, e da B.Akros (B.P.Milano), B.Aletti (B.Popolare), Banca Carige, Equita Sim, Intermonte, Investec Bank e Keefe, Bruyette&Woods in qualita’ di co-manager.

Non credo di aver mai assistito ad un consorzio di garanzia per l’aumento di capitale di queste dimensioni, un consorzio che da l’idea di un campagna della disperazione, quasi a cercare disperatamente di raggiungere ogni rivolo di liquidità in ogni parte del mondo e non solo in Italia, Germani, Polonia e Austria.

I membri del consorzio di garanzia si sono impegnati a sottoscrivere le azioni ordinarie che non saranno sottoscritte al termine dell’offerta in opzione e della successiva offerta sul Mta dei diritti di opzione non esercitati, fino all’importo complessivo di 7,5 miliardi di euro.

Gli azionisti Allianz Se, Carimonte, Fondazione C.R.Modena, Fondazione Crt, Fondazione Monte Bologna e Ravenna e il consigliere Luigi Maramotti, prosegue la nota, si sono impegnati a sottoscrivere – direttamente o indirettamente – azioni ordinarie di nuova emissione per una percentuale pari al 10,68% delle nuove azioni. Inoltre, il socio Fondazione C.R. Verona Vicenza Belluno e Ancona ha deliberato di sottoscrivere nuove azioni per il 3,51% dell’offerta in opzione, utilizzando totalmente mezzi propri, senza vendita di diritti e senza ricorso all’indebitamento. com/ofb

Se alcuni fonti sono realisticamente attendibili sembra che i maggiori azionisti sottoscriveranno circa il 24 % dell’aumento di capitale… Milano – (Adnkronos) – Il cda fissa il prezzo a 1,943 euro per azione: sconto del 43%. I ‘grandi’ soci potrebbero sottoscrivere fino al 24%. …ai voglia di reperire il resto sul mercato, alla faccia del credit crunch!

Sembra che in opzione verranno offerte nuove azioni al prezzo di 1,943 con uno sconto incredibile del 43 % rispetto al prezzo teorico calcolato sulla base del prezzo ufficiale di martedi. Ancora più impressionante e l’opera di diluzione con il rapporto di 2 nuove azioni ogni una già posseduta, operazione che terrà sotto pressione l’intero sistema finanziario italiano per un mese intero.

“A un prezzo di emissione di 2 euro, molto vicino a quello annunciato, secondo i nostri calcoli la diluizione dell’eps rettificato 2012-2013 è intorno al 65%”, sostengono gli analisti di Centrobanca in un report raccolto da MF-Dowjones. Gli esperti, che sull’azione hanno un rating hold, si aspettano che “il prezzo del titolo sarà sotto pressione durante l’operazione di aumento di capitale, pari al 60% dell’attuale capitalizzazione di mercato”. ( Milano Finanza )

Al di la della demenziale pressione sui coefficenti patrimoniali e l’illusione di un core tier one al 9 % in pieno credit crunch richiesto dall’dell’European Bankin Authority, EBA per gli amici e per i nemici, che considera carta straccia il debito sovrano e oro colato l’immondizia strutturata depositata nel terzo livello contabile delle banche europee, resta il dubbio che il mercato dell’Est o altri fantasmi non abbiano portato Unicredit ad esagerare le dinamiche di questo aumento di capitale, mettendo un velo pietoso sulla vicenda FONSAI. 

Se consideriamo il prezzo di inizio anno siamo al 70 % di sconto pura disperazione, uno sconto che nessuna banca aveva mai fatto in questa dimensione! Inutile girare e rigirare il coltello nella piaga ricordandovi la capitalizzazione attuale di Unicredit e la dimensione dell’aumento di capitale…incredibile!

Ora qualcuno sa per quale motivo ho sempre sostenuto che era meglio evitare…certe avventure!

A questo punto azzardo una previsione senza neanche troppa convinzione. Come abbiamo visto nel post precedente lo Stato italiano deve emettere il massimo quantitativo di debito pubblico entro aprile di quest’anno e Unicredit concluderà il suo aumento di capitale entro il mese di gennaio. Quindi fuori il dente e fuori il dolore chissà che non sia un bene per le future dinamiche della tempesta perfetta “Made in Italy” .

A breve o nella seconda parte dell’anno potrebbe toccare a qualcun altro e allora ci sarà da veramente da ridere.

Ma di questo ed altro ne parleremo nel post in preparazione la prossima settimana, per tutti gli amici e sostenitori di Icebergfinanza, per coloro che lo vogliono sostenere anche economicamente, osserveremo da vicino probabili iceberg e stelle polari del 2012, un anno che passerà alla storia in una maniera o nell’altra, un anno decisivo per la futura intensità della tempesta perfetta, una tempesta che ci accompagnerà ancora per qualche anno, al di là dell’immaginazione dei mercati finanziari e della gente comune. ORIZZONTE 2012…SENZA DIMENTICARE LA STORIA!

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12 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 4 gennaio 2012 at 15:05

Non sono un tecnico ma mi pare di intravedere la strategia (una vera mascalzonata!) di Unicredit valutando la mia posizione sul titolo:
Come molti sono entrato nel 2009 su UNI a valori attorno ai 2,80 EUR sperando nel recupero, all’epoca plausibile, di soglie attorno al 3-3,50 (comunque meno della metà dei massimi decennali).
Ho poi mediato e aderito all’AdC del 2010 a 2,30 (attuale facciale di 23 EUR!!!) finendo per avere parecchie UNI in carico a 2,02.
Con la cancellazione del valore facciale del 3 Gennaio mi ritrovo ora on un fantascentifico carico di 20,23 EUR che mi mette nella forzosa condizione di (depresso) cassettista.
Aderendo però al nuovo AdC a 1,94 potrei con un’ulteriore investimento di liquidità pari al 10% di cio che ho già impegnato su questo cadavere DIMEZZEREI il carico a circa 10,43 EUR che sull’attuale quotazione di 5-6 EUR vorrebbe dire avere qualche speranza di rientrare del mio capitale investito entro 2-3 anni, mentre non facendo nulla avrei pochissime speranze di rivedere i miei soldi (a 20 EUR UNI ci arriverà tra decenni se va bene…).
In pratica con la mossa dle 3 Gennaio hanno incastrato il “parco buoi” cui appartengo e lo stanno invogliando (quasi costringendo dal mio punto di vista) a sottoscrivere l’AdC del 9 Gennaio 2012!
Secondo voi ha senso il mio ragionamento?
Aderisco all’AdC con un ulteriore 10% di liquidità sul totale investito per dimezzare il carico?
Penso che ciò interessi parecchi lettori non professionali del blog.
Saluti

_andy_
Scritto il 4 gennaio 2012 at 16:07

Amico caro, nessuna disperazione nel reperire liquidità, solo abili manovre per scoprire tra un pò di tempo che Unicredit non sarà più italiana… e chi compra, oltre ad assicurarsi la proprietà del bene, vuole trarci il massimo guadagno. Da sempre è stato così, soprattutto ora che stanno cambiando equilibri e comandanti…

maatmatithiak
Scritto il 4 gennaio 2012 at 16:37

bravo andy…centro.!
per Atomictonto ….difficile dare consigli….certo devo dire che sei ottimista se credi che in 2 anni si torni a 10 ..io nn lo credo.
chi puo aver fiducia nelle banche in questo momento……..forse solo nelle piccole cooperative che per statuto nn potevano far come le grosse ,… ma nemmeno TUTTE di queste

stanziale
Scritto il 4 gennaio 2012 at 16:50

Andy…”.tra un po’ Unicredit non sara’ piu’ italiana.”… plausibile, e forse non c’e’ da aspettare molto, Monti l’11 gennaio va dalla Kaiseressa. Gli deve consegnare l’assegno delle nostre tasse , e nell’occasione forse avra’ istruzioni in merito……

atomictonto
Scritto il 4 gennaio 2012 at 16:55

maatmatithiak@finanza,

Sono purtroppo d’accordo ma converrai che tenermele in portafoglio a 20,28 EUR (ex 2,028 che sembrava una quotazione decente solo a Maggio 2011!!) è praticamente un suicidio, vuol dire che forse mio nipote vedrà quai soldi indietro.

Sono oltremodo incazzato, la gestione di Ghizzoni si sta rivelando un disastro totale e secondo me c’è anche qualche rischio che la banca vada kaputt fallendo l’aumento di capitale (se penso che ho aderito all’aumento del 2010 a 2,30 EUR ci sarebbe da…guarda non farmi parlare)…questi stanno tentando un AdC che vale il 30% della capitalizzazione della banca!!

Quasi quasi esco e capitalizzo il 70% di perdita prima che sia troppo tardi.

john_ludd
Scritto il 4 gennaio 2012 at 17:00

In tutta franchezza e con il massimo del dispiacere per chi si trova invischiato in Unicredit… ma perchè ? E’ una banca gestita malissimo da tanti tanti nni, con decisioni avventate di espansionismo in est europa effettuate acquistando banche locali a prezzi folli. Ha disseminato di bombe atomiche la metà delle pubbliche amministrazioni italiane e la metà delle aziende italiane. E’ la banca che a tratti più ha assomigliato nella strategia e negli atteggiamenti alle banche anglo americane…. ah questi “profumatatamente” pagati ex McKinsey….

stanziale
Scritto il 4 gennaio 2012 at 18:02

MF, in un articolo di ieri 3 gennaio dal titolo caso Monti, Merkel fu solo un alibi, a firma Roberto Sommella, ricostruisce dettagliatamente il ruolo di Berlino nella caduta di Berlusconi . cerco di riassumere: il ruolo di palazzo koch. le prime avvisaglie della crisi che si stava consumando tra berlino e roma arrivano a fine luglio. in quei giorni anche in banca d’italia cominciava a farsi strada il dubbio che dietro la politica rigorista della germania dopo il virtuale fallimento della grecia potesse esserci in fondo la malcelata volonta’ di avvantaggiare le imprese tedesche a danno di quelle italiane. E molti banchieri italiani si erano ormai persuasi che berlino stesse fronteggiando in tutti i modi le aziende italiane che ancora davano battaglia nel mondo globale dell’export. e quale sarebbe stata l’arma in piu’ tedesca? far scendere il corso dei btp a favore dei bund dando fuoco alla miccia della speculazione. la conferma alle notizie pubblicate tra giugno e luglio a proposito del golpe che alcuni tra i piu’ grandi hedge founds stavano preparando ai danni dell’italia, arrivo’ dagli echi di un discorso topo secret di mario draghi . l’allora governatore di bankitalia rivelo’ le sue paure a un pubblico scelto di una ventina di banchieri a meta’ luglio. nel corso del riservatissimo summit milanese, ak quale erano presenti tra l’altro passera e flavio valeri di deutsche bank, draghi illustro’ i modi in cui l’attacco speculativo si sarebbe poi palesato a breve, frantumenado la solidita’ dei btp. ..poi l’articolo prosegue… ..anche berlino come roma, aveva grandi quantitativi di titoli di stato da collocare e non desiderava competitori di stazza gigante come il paese con il terzo debito pubblico al mondo. una scelta drammaticamente suicida, che per fortuna non si e’ concretizzata del tutto …in quella serata milanese, banchieri ed imprenditori seppero da draghi che ingenti capitali stavano lasciando l’italia attraverso operazioni di brokeraggio sulle assicurazioni delle petroliere e altre operazioni finanziarie. e’ stata quella la spia che ha fatto scattare l’allarme rosso, da quel momento il presidente napolitano informato da draghi costituira’ un vertice di una inedita triangolazione con banca d’italia e berlusconi. ..poi ancora prosegue e…sarebbe stata proprio la cancelliera angela merkel in colloqui riservati a berlino con alcuni autorevoli banchieri italiani e non nella telefonata con napolitano, ad anticipare quello che per berlino era solo un auspicio ma per l’italia e’ divenuto un solidissimo alibi per la nascita di una nuova maggioranza……merkel secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, avrebbe fatto il punto della situazione sull’italia in questi summit autunnali e forte dell’appoggio anche di sarkozy, si sarebbe lasciata andare ad una previsione che oggi suona tanto di indicazione: se l’italia avesse voluto rispettare la tabella di marcia e salvare l’eurozona avrebbe dovuto far si che una volta caduto il governo Berusconi, nascesse un gabinetto tecnico-politico guidato dal presidente della bocconi…l’articolo poi prosegue con le preoccupazioni franco tedesche per le eventuali elezioni anticipate italiane che avrebbe portato l’italia e l’euro nel caos…ed altre belle parole …..in sostanza pero’ la merkel e quindi i tedeschi, un po’ in buona fede (per salvare l’euro secondo loro), ed un po’ no, non solo hanno chiesto ed ottenuto le dimissioni di Berlusconi, ma indicato anche il successore. Scusate la imperfezione del sunto ma l’articolo e’ veramente lungo.

maatmatithiak
Scritto il 4 gennaio 2012 at 18:13

vedi Atomic…qua dicono che è una fortuna…
certo nn per azionisti e obbligazionisti

http://www.rischiocalcolato.it/2012/01/aumento-unicredit-finalmente-vere-buone-notizie-che-la-mietitura-abbia-inizio.html

il fringullo
Scritto il 4 gennaio 2012 at 19:13

Buon Anno a tutti i naviganti, Buon Anno capitano,

Beh pensate su Unicredito: Profumo proponeva un aumento di capitale da 5 blns alle fondazioni col titolo sopra i 2 euro, è stato estromesso dal controllo della banca è stato eletto Ghizzoni, un signore dalle discutibili competenze nel dirigere una banca tanto complessa come Unicredito e in un momento così difficile, che negò immediatamente le esigenze di liquidità della banca. Il titolo si è letteralmente schiantato fino a 0.6 prima di vedere un raggruppamento che ha portato poi ad un aumento di capitale ad un prezzo di 1.943, 10 volte inferiore rispetto ai prezzi che venivano proposti da Profumo e per 7.5 blns. Chi è contento? le fondazioni, che con l’estromissione di Profumo hanno ottenuto un pelo di sconto ( 10 volte in meno) sul prezzo e ad uno sconto del 70% sul tangible book.

Il Fringuello

vito_t
Scritto il 4 gennaio 2012 at 23:13

atomictonto@finanza: Non sono un tecnico ma mi pare di intravedere la strategia (una vera mascalzonata!) di Unicredit valutando la mia posizione sul titolo:Come molti sono entrato nel 2009 su UNI a valori attorno ai 2,80 EUR sperando nel recupero, all’epoca plausibile, di soglie attorno al 3-3,50 (comunque meno della metà dei massimi decennali).Ho poi mediato e aderito all’AdC del 2010 a 2,30 (attuale facciale di 23 EUR!!!) finendo per avere parecchie UNI in carico a 2,02.Con la cancellazione del valore facciale del 3 Gennaio mi ritrovo ora on un fantascentifico carico di 20,23 EUR che mi mette nella forzosa condizione di (depresso) cassettista.Aderendo però al nuovo AdC a 1,94 potrei con un’ulteriore investimento di liquidità pari al 10% di cio che ho già impegnato su questo cadavere DIMEZZEREI il carico a circa 10,43 EUR che sull’attuale quotazione di 5-6 EUR vorrebbe dire avere qualche speranza di rientrare del mio capitale investito entro 2-3 anni, mentre non facendo nulla avrei pochissime speranze di rivedere i miei soldi (a 20 EUR UNI ci arriverà tra decenni se va bene…).In pratica con la mossa dle 3 Gennaio hanno incastrato il “parco buoi” cui appartengo e lo stanno invogliando (quasi costringendo dal mio punto di vista) a sottoscrivere l’AdC del 9 Gennaio 2012!Secondo voi ha senso il mio ragionamento?Aderisco all’AdC con un ulteriore 10% di liquidità sul totale investito per dimezzare il carico?Penso che ciò interessi parecchi lettori non professionali del blog.Saluti

vito_t
Scritto il 4 gennaio 2012 at 23:35

Atomictonto, sei molto impreciso e probabilmente segui le cose troppo superficialmente per rischiare così tanto ….
L’aumento di capitale che hai già sottoscritto non era particolarmente oneroso, perchè se non ricordo male , ma visto il lavoro che faccio non credo, era di 3 nuove mi sembra a 1,56 ogni 20 vecchie. Per cui se hai speso 2,80 con l’ADC ti ritrovi 23 azioni a 2,63 con una spesa di 60,6 circa. L’attuale aumento non è per niente pari al 10% del tuo capitale investito, perchè se il tuo attuale valore di carico è 20,3 ( visto il raggruppamento ) significa che ne hai comprate delle altre. a prezzi più bassi ….. immagino perciò che hai comparto un uguale pacchetto ( altre 23 azioni ) a 1,43 . Totale 46 azioni a 20,3 con un totale speso di 933 euro. Il nuovo aumento è ogni 1 vecchia 2 nuove a 1,94 per cui devi comprare ( se vuoi sottoscrivere ) 92 nuove azioni per altri 178 euro con un nuovo valore di carico di ( 933+178) / ( 46 + 92 ) = 8,05 più basso di quello ipotizzato da te di 10 euro, però da raffrontare con un prezzo ex aumento di circa 3 derivante da ( 5,4 + 1,94*2 ) / 3 ….. Quindi se il titolo triplica vai in leggero utile ….
Ma non ti eri mai accorto che i bancari hanno un sacco di problemi ???
Una cosa che ho imparato sulla mia pelle : MAI FARE MEDIA SPECIALMENTE SULLE AZIONI ! Se non vuoi tirare fuori soldi, aspetta il 9 genn, vendi il titolo e con parte del ricavato utilizzi i diritti per sottoscrivere le due azioni, poi fra qualche mese quando saranno ancor più carta straccia di oggi te ne puoi ricomprare qualcuna, e penso che successivamente quando anche tedeschi e affini si troveranno in serie difficoltà partiranno gli eurobond che daranno il là al recupero … allora potresti vedere i bancari che triplicano, perchè in pancia si troverebbero plusvalenze pazzesche sui nostri tioli di stato trattati invece come tossici. Ma il raddoppiare o il triplicare è da valori ancor più bassi e non dai tuoi prezzi di carico. Ma prima di tutto ciò per me DEVE saltare la Grecia altrimenti non se ne esce ….. Scusa se sono stao un pò prolisso ….. Ciao

billbill
Scritto il 5 gennaio 2012 at 08:40

Nazionalizzare Unicredit e le altre banche che seguiranno questa via equivarrebbe rinunciare al signoraggio, per cui partirà la svendita delle nostre banche birichine al mondo delle banche private.
Altrimenti Monti cosa ce l’hanno mandato a fare?

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