MARK UP…MARK DOWN: IL RITORNO DEL CAPPELLAIO MATTO!

Scritto il alle 06:34 da icebergfinanza

 
 

 In un mondo ormai completamente fuori controllo, la pazzia è la regola, una regola che vive in un mondo dove di regole ormai non sembrano essercene più, dove la fantasia contabile è al potere!

Ciò che sorprende e rattrista di più nella pazzia è che essa, nonostante il luogo comune, non attua alcuna evasione o libertà dal reale: al contrario vi soggiace supinamente; ne subisce − isolati e ingigantiti − alcuni elementi, alcuni schemi, che non cessa di ripetere fino alla monotonia, fino all'ossessione, fino appunto alla pazzia.

Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993
 

Si nessuna evasione o libertà dal reale, ormai siamo destinati a subire le ricette di un gruppo di dementi che ha provocato questa immensa crisi, quotidianamente. E' ora di dire basta è ora che questi falliti si assumano le loro responsabilità.

Mentre in Europa si annulla il vertice Ecofin e in Italia i dilettanti della politica si fanno imporre dalla copia nanogigante Markozy un giro di valzer sulle pensioni, andiamo a vedere cosa accade nel fantastico mondo della follia finanziaria.
 


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Secondo un recentissimo ed esclusivo articolo apparso su Bloomberg a firma Liam Vaughan e Aaron Kirchfeld alcune banche europee e principalmente quelle italiane, spagnole e portoghesi dovrebbero sopportare il peso di una ulteriore ricapitalizzazione di oltre  100 miliardi di euro a differenza di alcune banche francesi, tedesche e inglesi che potrebbero evitare ulteriore raccolta di fondi.

Riportando l'ormai il famigerato segreto di Pulcinella ovvero quello che riguarda i colloqui europei atti ad un aumento generalizzato del Core Tier 1 al 9 % di tutte le banche del continente, i due giornalisti scrivono che secondo gli analisti, Unicredit, il Banco Commercial Portugues SA portoghese e il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria spagnolo sono le aziende che abbisognano di un maggiore aumento di capitale.

"Lenders may be able to mark up the value of bonds that are trading above face value, allowing them to mitigate the cost of writing down their southern European sovereign debt, the people said. That may benefit UK and German lenders such as Royal Bank of Scotland Group Plc (RBS) and Deutsche Bank AG (DBK) , whose biggest holdings of bonds are those issued by their own governments. It may also allow French banks to avoid further fundraisings."

Il mark up non c'è dubbio che aiuterà le banche tedesche, quelle dell'Europa del Nord e inglesi daneggiando quelle dei paesi periferici, le quali potranno compensare le perdite sui titoli periferici con i guadagni e le plusvalenze ottenute con i loro titoli di stato.

Abbiamo già visto gli effetti del famigerato DVA che ha permesso alle banche americane di raccontarci come in realtà siano solo un ammasso di carta straccia.

Mark up o mark down, ma chi lo dice che tra qualche mese non collassi anche la carta stracci inglese, tedesca o americana? La fiducia dei consumatori americani è a livelli depressivi e ieri c'è stato l'ultimo spasmo di ripresa di un mercato immobiliare che è destinato nuovamente a riprendere la sua inesorabile e lenta caduta.
  
Inoltre non ditelo a nessuno ma come vi ho raccontato per mesi e nell'analisi dedicata gli Stati Uniti sono letteralmente terrorizzati ecco perchè sono mesi che Obama e Geithner strillano dalla mattina alla sera.

Come ci racconta la grande Debora Billi si tratta solo di salvare le banche europee per salvare Wall Street , la terra del socialismo per ricchi falliti aggiungo io. 

 

(…) Se volete sapere la vera ragione, seguite i soldi. Un default greco (o irlandese, spagnolo, italiano o portoghese) avrebbe sul nostro sistema finanziario lo stesso effetto dell'implosione della Lehman Brothers nel 2008. Il caos finanziario. (…)

Un default della Grecia o di qualsiasi altra nazione europea affogata nei debiti può facilmente colpire le banche tedesche o francesi, che hanno prestato molto alla Grecia. Ma è qui che entra in ballo Wall Street. Wall Street ha prestato una montagna di soldi alle banche tedesche e francesi. La totale esposizione all'euro zona è pari a 2700 miliardi di dollari, e quella verso Francia e Germania rappresenta circa la metà del totale.

E non sono solo i prestiti alle banche tedesche e francesi ad essere preoccupanti. Wall Street è anche coinvolta in ogni sorta di derivati emessi dall'Europa – sull'energia, la moneta, i tassi di interesse e di cambio. Se una banca tedesca o francese fallisce, l'effetto domino è incalcolabile.

Capito? Seguite i soldi: se la Grecia crolla, gli investitori cominceranno a fuggire da Irlanda, Spagna, Italia e Portogallo. Tutto ciò farà annaspare le banche tedesche e francesi. Se una di queste banche collassa, o mostra gravi segni di stress, Wall Street è in guai seri. Persino in guai più seri che dopo la Lehman Brothers.

Non è affascinante, si potrebbe minacciare il default terrorizzando questi dilettanti che non dormono la notte al solo pensiero, affascinante, decisamente affascinante ma le conseguenze sarebbero simili all'Apocalisse anche se dopo una nuova alba nascerebbe in questo sistema di falliti!  

Un analista sottolinea che se davvero a livello contabile l'idea è quella di compensare le perdite sulla Grecia e affini con altri guadagni su altri titoli allora non c'è sicurezza che questa idea malsana riuscirà a calmare i mercati.

Sarebbe ora che qualcuno suggerisce ai desk delle nostre banche tra i quali Icebergfinanza ha anche molti amici, di liberarsi a breve di tutta la carta straccia inglese, americana, francese e tedesca con laute plusvalenze, mark up reale,  posizionandosi ulteriormente sulla nostra carta straccia che dal punto di vista fondamentale ed economico non ha nulla a che invidiare con quella di questi Paesi.

Affascinante e tempestiva è inoltre l'ultima uscita di Societe Generale, gigante d'argilla francese, follia pura derivata, Sarkozy detta la linea e le banche francesi attaccano l'Italia che si arrampica sui vetri per panicare sull'Italia con un report che puzza di casualità ricercata!

Ma si sa siamo in guerra e allora gli italiani quando posizionano i propri risparmi dovrebbero ricordarsi di questi nomi. evitando di consegnare loro i propri soldi, per i quali le banche estere bramano.

Gli istituti di credito tra cui Deutsche Bank ( figurarsi …)  si sono opposti ad ulteriori iniezioni di capitale perché rischiano di diluire gli azionisti, senza affrontare il problema di fondo di un potenziale inadempimento della Grecia.

Bnp Paribas è la maggiore banca francese che ha detto di poter soddisfare le richieste di aumento di capitale senza iniezioni di liquidità.

A richieste di chiarimenti sulla nuova fantasia contabile tutti si sono rifiutati di commentare. La proposta mark-to-market ha l'effetto netto collaterale di lasciare le banche francesi con un requisito minimo di capitale, importante per proteggere i francesi e la loro tripla A e gli inglesi. 

Ieri il ministro francese ha detto che le banche francesi hanno bisogno di 10 miliardi di euro di ricapitalizzazione. Oh quanto è immenso l'ottimismo istituzionale!

Dato che le banche quasi certamente non saranno in grado di aumentare il capitale necessario , i governi dovranno intervenire, ma il loro indebitamento è il problema di fondo, tutto ciò non sembra ridurre lo stress nel sistema.

Ormai siamo in preda al delirio assoluto, si interpretano norme contabili ad immagine e somiglianza, schizzofrenia, paranoia e isteria fanno parte di un mercato ormai completamente fuori controllo!

 "Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti …quasi come un cappellaio…e per fortuna io lo sono! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità! …. esclamerebbe oggi il nostro Cappellaio Matto.

Grazie per la Vostra sempre più numerosa presenza sul forum e i Vostri innumerevoli contributi. Continuate cosi! In fondo al post potete diffondere via Facebook il nostro viaggio ciao Andrea
. 

 


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8 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 08:33

Dopo i commenti al post di ieri, e restando sempre su questo ridicolo mark down/mark up che SE implementato coprirebbe le perdite REALi sulla Grecia con profitti teorici…mi domando come possano imporre a una banca Italiana un mark down dei Btp??
Ovvio che per tedeschi e francesi e banche del nord Europa sia una manna..ma è un rimandare il problema. Una Deutsche Bank prima o poi il conto lo dovrà pagare..probabile che il buon Ackermann, prossimo alla scadenza di carica, lasci la patata bollente ai suoi successori che lo rimpiazzeranno a partire dal 2012.
Banche americane: eh si 2700 miliardi di esposizione..se non vado errato poco meno di 800 miliardi dei succitati 2700 sono titoli di debito bancari euopei presenti nei fondi monetari delle banche americane.
Capitolo a se quello dei CDS. La grecia non paga al 50/60%. Chi detiene debito greco potrebbe aver comprato protezione tramite i cds. Quindi da una parte ha una perdita di 50/60 dall'altra ha una copertura, un'assicurazione. se la Grecia non paga il debito al 50/60pct e allo stesso tempo trovano una forma per non farla defaultare tecnicamente (evitare il credit event)… chi viene salvato è chi ha emesso il cds e cioè, presumibilmente, jpm, bofa/ML (che ha spostato una montagna di derivati dalla holding alla divisione commerciale che è sotto protezione FDIC), Barclays e forse DBK. Ci dovremmo domandare, ma perché tutto sto casino per studiare un metodo per evitare il credit event? Voglio dire, chi emette cds è come un assicuratore che assicura 100 case..se ne va a fuoco una divrebbe pagare. E invece no…perché?Perché con i subprime a prendere i soldi dalla Fed c'erano anche le banche europee (nessuna italiana). e ve l`immaginate una bce che da i soldi a bofa/ml e jpm…non si è mai visto… Ecco perché Ackermann ce l`ha tanto a cuore questa faccenda. per lui è questione di vita o di morte. se non riuscirá a strappare un accordo soddisfacente, per lui e dbk è finita. E non solo per loro.
raffaele

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 08:34

vendi  bund, bond e fratelli.

compra btp bot cct.

Carta straccia per carta straccia, compra italiano.

Questo un governo serio di unità nazionale dovrebbe sollecitare.

Fiducia nel paese e nelle obbligazioni italiane, nelle imprese italiane.
I diktat se li mettessero su per ….le terga in salsa bocconiana ovviamente.

Poi ne  vedremmo delle belle.

Scommettiamo che i gradassi si smontano in un amen?

Curzio

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 08:36

Le banche italiane e le assicurazioni come Generali sono piene di titoli italiani e piene di BUND tedeschi che sino ad oggi sono anticorrelati con i BTP. Sono quindi hedging e per ora certo non li vendono perchè rendono i bilanci molto più equilibrati. In caso di crisi non saprei, tanto andrebbe comunque tutto a puttane e l'esito di gran lunga più probabile è un regime militare che dia sicurezza a popoli di sbandati che dalla mattina alla sera si troverebbero senza un riferimento.

Tutto è surreale. Non è la prima volta e neppure l'ultima nella quale l'essere umano si costruisce realtà artificiali, sogni o incubi nei queli riporre tutte le proprie energie erisorse invece che dedicarle ad attività più utili o perlomeno più piacevoli.

Comunque come dice un detto indù, l'uomo passa il tempo e  il tempo passa l'uomo.

Sta cadendo tanta neve in altra montagna…. vado a sciolinare.

viandante

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 08:37

Già da qualche mese penso, in maniera sempre più decisa, che ci possa essere una specie di regia comune nel degradare l'Italia con sistemi mediatici vari. Non è una faccenda da poco dato che i capitali hanno cominciato copiosamente a passare il confine svizzero.

Mi risulta difficile immaginare che si possa smontare l'Euro dopo tanto lavoro per crearlo, ma personalmente non sono stato inerme difronte a queste notizie. Però l'unica protezione che ho preso finora è stata quella di tenere soldi liquidi sui cc (questo da almeno 2 anni) e parte di essi in euro in cassetta, in pratica "soldi in tasca". Ma tutto rimane in Italia, anche se molti sostengono che l'unica via di salvezza sia quella di passare il confine svizzero.

Ora quello che mi chiedo, Capitano, è quanto sia probabile la creazione di 2 tipi di Euro (forte e debole) e se nel caso potesse succedere quali possano essere le sue dinamiche attuative. Mi riferisco, come riferimento, un pò a quello che successe in Argentina (Coralito, Pesificazione, etc.).

Grazie,
Bruno

Scritto il 26 ottobre 2011 at 09:45

Dedicato a tutti coloro che credono alle leggende metropolitane e si sono lasciati spaventare…ecco a voi gli sciacalli tedeschi che hanno mobizzato l’Italia in questi mesi! Mf indica che la banca tedesca ha aumentato la sua esposizione sui titoli
di stato italiani. Nel terzo trimestre la posizione netta è passata da 1 a
2,3 miliardi di euro, in aumento dopo il netto taglio registrato nel primo
trimestre (quando era passata da 8 a 1). Oltre all’esposizione sui titoli
di stato nostrani, la banca (che ieri ha presentato la sua trimestrale) è
esposta per 5,3 miliardi di euro verso le banche, per 8,3 miliardi verso le
imprese e per 19,6 miliardi verso il retail. L’esposizione complessiva
verso l’Italia è così di 36,5 miliardi di euro.

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 10:04

L'arrivo di  Draghi alla Bce…le risatine a presa in giro (ormai li abbiamo in mano)…questa strana prospettiva di ricapitalizzazione delle banche italiane…. e' arrivata l'ora del blitz dei poteri forti anti Italia?
         Stanziale

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 10:04

H. Ford

“ Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario,

 perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione. „

 

CarpeDiem

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2011 at 10:56

Oh se guardiamo bene oggi un BTP è al 6% lordo, un BUND al 2%. Quindi in 10 anni è circa 40% (lasciamo stare attualizzazione e bla bla). Quindi BTP meglio del bund anche con un cut off del debit Italia del X percento. Infatti, stranamente pare che anche il fondo di stato norvegese compri BTP. Io non compro mai titoli oltre i 5 anni per definizione ma a rigor di logica…

viandante

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