IL PREMIO NOBEL AL FALLIMENTO!

Scritto il alle 18:25 da icebergfinanza

 

TTemTemTemTTtttt
Da sempre l'analisi empirica e l'economia e la finanza comportamentale sono le stelle polari del nostro viaggio che ci hanno permesso di comprendere quello che stava accadendo. Nel frattempo la Neuroeconomia è entrata a far parte dei nostri studi.

Dopo quello che è accaduto in questa crisi è affascinante ascoltare ancora qualcuno che si ingegna a dipingere l'economia come una scienza. Ancor più affascinante è ascoltare un manipolo di falliti che cerca di insegnarci come evitare un fallimento.

In questo gli economisti della scuola di Chicago i cosidetti Chicago Boys stanno eccellendo, fanno fatica a riconoscere il fallimento del loro modellino. Fanno sorridere le polemiche continue e persistenti tra varie scuole di pensiero o economiche , piu o meno tutte testimoni di un fallimento.

Il fatto è che abbiamo bisogno sempre meno di teorici di mercati efficienti e sempre più di persone che lavorino (…) sui pregiudizi nozionistici. (…) Abbiamo bisogno di più storici delle politiche monetarie ed economiche e meno ideatori di modelli. Abbiamo bisogno di più economisti come Eichengreens, Shillers, Akerlofs, Reinharts, e Rogoffs e soprattutto come Kindleberger, Minsky, o Bagehot. ( tra parentesi tutti autori studiati da Icebergfinanza in questi anni…)

Tuttavia, non è questo quello che dicono i dipartimenti economici.Forse non mi rendo perfettamente conto di quello che sta succedendo. (…) Ma se per caso mi sono perso qualche cambiamento epocale in atto, mi piacerebbe che qualcuno me lo indicasse.

Forse gli economisti accademici perderanno la condivisione delle loro teorie e la loro influenza sugli altri attori -dalle scuole di business ai programmi sulla politica pubblica, ai dipartimenti di scienze politiche, di psicologia e sociologia-. Mentre poi i rettori e gli studenti universitari chiedono più rilevanza ed utilità, forse questi colleghi inizieranno ad insegnare le funzionalità dell’economia lasciando agli accademici una disciplina che insegna semplicemente la teoria della scelta logica.

O forse l’economia rimarrà una disciplina che dimentica gran parte delle nozioni di una volta e che si fa continuamente distrarre, mandare in confusione e negare. Se dovesse veramente succedere, staremo tutti molto peggio. (J. Bradford DeLong)

Insomma i semi di questa crisi stanno anche dietro le demenziali idiologie di un gruppo di studiosi che come disse Backer si sentivano guerrieri in grado di rivoluzionare il mondo. Eccome se lo hanno rivoluzionato, lo hanno portato al fallimento con le loro demenziali ideologie!
 
Recentemente sul FattoQuotidiano è apparso un pezzo secondo il quale… 
Peter Nobel, avvocato e discendente di Alfred Nobel, ha rilasciato una dichiarazione per dissociare la famiglia Nobel dal “premio Nobel in economia” sottolineando che, nel suo testamento originale, Alfred Nobel non aveva specificato che ci dovesse essere un premio in economia, e che il premio per l’economia è stato finanziato solo in un secondo momento da parte della Banca di Svezia.

(…)Senza alcuna conoscenza d’economia, non ho opinioni sui singoli vincitori economia. Ma qualcosa deve essere sbagliato quando tutti i premi economia tranne due sono stati dati ad economisti occidentali, le cui ricerche e le conclusioni sono basate sul corso degli eventi in quei paesi, e sotto la loro stessa influenza.

Posso immaginare i commenti sarcastici di Alfred Nobel se fosse in grado di sentire di questi vincitori. Soprattutto, aveva desiderato che i suoi premi fossero consegnati a coloro che sono stati più utili per l’umanità, tutta l’umanità!

 (…) Due terzi dei premi della Banca in economia sono andati ad economisti americani della Scuola di Chicago che creano modelli matematici per speculare sui mercati azionari e delle opzioni. – L’opposto degli scopi di Alfred Nobel per migliorare la condizione umana”.

Come ho avuto modo di notare la comunità degli economisti è caratterizzata da un alto tasso di conflittualità interna tra le diverse scuole, le une che mettono in dubbio l’intero impianto delle altre, e “l’appropriazione” del marchio Nobel per l’economia ha certamente contribuito a confondere le acque. Mi sembra inoltre difficilmente contestabile il fatto che ai Chicago boys siano stati conferiti parecchi premi “in memoria di Alfred Nobel”.

La domanda che ci si pone è dunque se i premiati hanno contributo a capire meglio la realtà e dunque a migliorare la condizione umana nello spirito di Alfred Nobel.

Ad esempio, come non ricordare uno dei più influenti economisti dell’ultimo quarto di secolo, Robert Lucas, noto per la famigerata ipotesi delle aspettative razionali, che ha vinto il premio nel 1995? Lucas, dall’alto delle sue premiatissime conoscenze, scriveva nel settembre del 2007 che “…quindi io sono scettico sulla tesi che il problema dei mutui subprime contamini tutto il mercato dei mutui, che la costruzione di alloggi avrà una battuta d’arresto, e che l’economia scivolerà in una recessione.

Ogni passo in questa catena è discutibile e nessuno è stato quantificato. Se abbiamo imparato qualcosa dai passati 20 anni è che c’è parecchia stabilità incorporata nell’economia reale”.

Non sembra dunque che questo schema teorico sia molto utile a capire la realtà ed a migliorare la condizione umana: più sorprendente non tanto l’incapacità di fare una previsione di un evento crisi quanto l’incapacità di interpretare la realtà una volta che l’evento crisi è avvenuto. 

Ma in fondo si sa tutti questi illuminati teorici delle aspettative razionali hanno il cervello in qualche biblioteca e saltuariamente fanno due passi nel mondo reale.

Credo che sia giunto il momento di cancellare dai testi di scuola la demenziale teoria delle aspettative razionali insieme ad alcune ideologie della  scuola di Chicago, anche se purtroppo alcuni discepoli sono ancora sul pulpito e quotidianamente ci fanno la predica! Chi non ha imparato niente dai propri errori oggi insegna!

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11 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 19:08

Ora per me è tutto ok, lo apro facilmente e non ho più proiblemi.
Ciao

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 19:47

Oh ragazzi però i titoli sull’ultimatum all’italia come la grecia non si possono sentire! Entro 2 giorni agire su pensioni? accertiamoci su come stanno le cose. se sono titoli a effetto o se è proprio così. Se l’europa è l’europa di merkel sarkozy e ackermann…grazie, facciamo a meno. i metodi mafiosi non dobbiamo certo impararli da loro.
raffaele

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 20:05

Di sicuro Andrea l'economia non è una scienza esatta dal momento in cui esistono la ricchezza e la povertà. Se fosse una scienza esatta vivremmo in un mondo fatto di equità e giustizia. Invece… guarda a che spettacoli dobbiamo assistere. A un'inerme classe politica italiana che alle richieste in sede di tribuna stampa del comunicato europeo di affidabilità di un paese come l'Italia, incassa i risolini di quel nano di Sarkozy, manco francese per intero, che ha lasciato la moglie e la sua famiglia per accasarsi con una modella più giovane e bella per giunta Italiana, accusato di prendere soldi da una come la Bettencourt, quindi tuttaltro che integerrimo, che negozia ormai da mesi la salvezza per le banche del suo paese a spese di tutta Europa noi compresi. Oh ma noi li chi ci abbiamo messo come nostri rappresentanti politici? gente senza amor di popolo e questo è assodato, senza concetto di patria, senza dignità e senza orgoglio. Pergiunta incapace di controbattere, pur avendo delle ottime argomentazioni se gli andasse di informarsi, a gente che cerca di farla sporca arraffando il bottino mentre indica col dito urlando al ladro al ladro in direzione di qualcun'altro.

Il Fringuello    

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 20:08

Ia  mangiapatate Frau MERKEL e il collega delle rane SARKOZI voglioni soldini itagliani per salvarsi il culo…però non vogliono perdere la faccia davanti ai loro paesani…e allora vendono loro che gli itagliani sono i cattivi…lo possono fare perchè noi una abbiamo una classe politica del cazzo….e non solo quella…Gianni Z.

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 20:09

E di esser ststo finanziato da gheddai in campagna eleyorsle..

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 20:09

Elettorale

Scritto il 23 ottobre 2011 at 20:57

Ma per caso credete ancora nei premi NOBEL ????

Puah……..robaccia…..titoli che si comprano con quattro monete.

A volte far parte del popolino ha molti pregi. Come quello di non credere quasi più a nulla di quello che viene scritto e visto nei media di massa.

SD

PS
Non "sentite" che Nobel si stà rivoltando nella tomba ?????

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 21:10

A che serve sto post ? La gente comune, anche i miei amici tra cui medici e ingegneri se gli parli della scula di Chicago, pensano alla scuola materna o quella media. Boh ! Magari invece sono interessati a farsi governare bene da politici italiani che non passano il tempo andando a puttane o facendosi dare soldi dalle coop. Forse potrebbero interessati a ricevere qualche stimolo a come fare per mandare a casa i poltici attuali e a sceglierne di nuovi piuttosto che modifcare i programmi di studio delle facoltà di economia. Forse anche di presidenti francesi e tedeschi non gli interessa granchè. Boh di nuovo. 

max

Scritto il 23 ottobre 2011 at 22:15

Molto bella la tua analisi Andrea, da autentico studioso.
Gli anglo-americani si sono sentiti sempre superiori,  per ragioni di "storia" o per ragioni "culturali".
Ma questa crisi potrebbe aver effetti più ampi di quello che noi stessi pensiamo.
La realtà è che a parte un certo "rigore morale" la cultura anglo-sassone è ben lungi dal rappresentare, l'eccellenza.
Quindi niente a che fare con i pensatori dell'antica grecia, con gli artisti rinascimentali italiani o con gli scrittori romantici e filosofi Tedeschi, per non parlare degli autori russi pre-rivoluzione.
Pensiamo all'Inglilterra e agli USa  ci viene in menta qualche nome tipo Shakespeare, Thomas More, Defoe, Dickens, Orwel, Poe, Melville, Twain, Hemingway e Fitzgerald.
Questi  autori sono "abbastanza famosi" solo per una certa forza portante della cultura Anglo-USA, che ne ha fatti dei cavalli di battaglia, con la propaganda e il cinema.
Se solo prendete un paio di autori russi come Dostoevsky o Tolstoj ;si mangiano tutti gli anglosassoni a colazione Skakespeare, Dickens e Heminggway compresi.
Tutto questo per dire che tutta la cultura Anglosassone è molto sopravvalutata, la stessa letteratura Giapponese o Arabo-Turca che sono quasi sconosciute, esprimono delle eccellenze straordinarie.
Lo stesso discorso si potrebbe fare della filosofia e delle altre arti figurative.
Gli americani hanno fatto come i sovietici- comunisti, cioè utilizzato strumentalmente gli intellettuali, in funzione politica.
Il pensiero  Anglosassone ha la tara di volere affidare alla forza  l'imporre le proprie idee e non il contrario.
Tutte le osannate correnti culturali  che vanno dal bit, alla rock e alla punk non è altro che "colore", a volte penso che "questi" non hanno la minima idea di cosè lo stile, figuriamoci la classe.
La forza nella politica militaristica, la forza nel capitalismo d'assalto è stata ed è l' unica legge Anglo-USA.
Il motto è stato  "il più forte detta legge". 
Sicuramande nel mondo culturale e politico americano ci sono dei fini pensatori, ma questi proprio non riescono ad emergere rispetto alla massa che segue il "cawboy pensiero".
Oggi i soldi sono finiti e tutte le magagne vengono allo scoperto, aspettatevi un processo di condanna generale e culturale per tutto il periodo (tutt'ora in corso) del colonialismo, in centro-sud america e in africa e estremo oriente.
Altro che paladini della libertà.
Gli Inglesi sono stati più acccorti, gli americani in politica estera si sono mossi come elefanti in un negozio di cristallo!
Storicamente era normale che dopo un secolo emezzo di successo arrivasse la crisi, la stessa attuale politica Franco-Tedesca ci dice che gli Usa non sono più quello che erano fino a tre anni fa.
I francesi hanno fatto fare alla Nato una guerra in Libia, che gli americani si sarebbero volentieri risparmiati!
Se pensate che è altamente probabile che salti l'attuale regime Siriano e quello dello Yemen, non è difficile vedere un rovesciamento  nel golfo persico con un Arabia Saudita che fa paura.
Lì sono di gran lunga più estremisti di come erano i talebani in Afghanistan!
Agli Americani l'Iran prima e l'Iraq dopo, sembra non aver insegnato nulla.
Alla fine si troveranno come in Centro-Sud-America dove gli Yankee sono visti non proprio "amichevolmente".
La ruota della storia continuerà a girare, un prepotente esce dalla finestra  e vedrete che un'altro entrerà dalla porta.

utente anonimo
Scritto il 23 ottobre 2011 at 23:20

6 impazzito Compasso ?

Di seconda serie Shakespeare ?

E Melville ?

Capisco che ci siano motivi x incazzarsi per quello che accade oggi ma così si cade nel ridicolo. E' quello che vogliamo ? Una battaglia a chi avuto le migliori intelligenze ? Preoccupiamoci bene del fatto che oggi quelle intelligenze non ci sono più o non abbastanza, nè in GB, nè in USA nè in Italia…. e leggiamo e rileggiamo Shakespeare, Melville così come Orazio e Calvino e tutti i GRANDI di ogni razza, epoca e paese. Essi non appartengono a una nazione ma all'umanità,

viandante

utente anonimo
Scritto il 24 ottobre 2011 at 08:21

Compasso la mia nota riguardava l'esternazione su Shakespeare e Melville non sul resto sul quale dissento poco o nulla. D'altra parte il ruolo dei Sauditi e dell'emiro del Qatar nella guerra in Libia è stato importante. Il ruolo della TV Al Jazeera dimostra l'estrema importanza che le TV hanno nel fabbricare il sentiment che serve a dare valore "morale" (SIC !) alle azioni belliche. Etc….

… e comunque gli imperi passano mentre Orazio, Shakespeare , Melville, Dostoevsky… restano finchè l'uomo sarà capace di leggere.

viandante

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