INGHILTERRA : IL PROBLEMA ITALIA !

Scritto il alle 21:24 da icebergfinanza

 

In fondo i media inglesi sanno anche essere  simpatici nel loro quotidiano fallimento , un paese di carta che quotidianamente sopravvive grazie alla carta,  non importa se si tratta di una banconota stampata o di un giornale stampato nel quale i suoi giornalisti sfogano il loro fallimento, suggerendo quotidianamente come gestire il nostro!

Sul blog del Financial Times FTAlphaville ci si chiede per quale motivo il decennale italiano viaggia con un rendimento sopra il 5 % mentre nella disastrata Inghilterra gli investitori sono disponibili a "prostituirsi" ad un rendimento del 1,6 %.

Prima che qualche anima candida mi chieda che serve fare il confronto tra chi sta meno peggio, ricordo che questo è uno dei pochissimi blog che da anni denuncia il degrado morale ed etico di questo Paese e del sistema capitalistico, non risparmiando nulla a nessuno. Bisogna pur che qualcuno spieghi agli ingenui che ogni giorno parlano di fallimento italiano come in realtà è la situazione di altri paesi.

Basta utilizzare denaro delle Nazioni per salvare questo sistema fallito, fottendo il futuro della giovani generazioni.Come vedremo tra un po non c'è alternativa ad una nuova ondata di fallimenti o nazionalizzazioni!  

Non posso farci nulla se un popolo di ingenui condito di gatti e volpi ha legittimato un manipolo di avventurieri che utilizza le istituzioni come camera da letto, non sa di vivere in appartamenti regalati o affittati o che si vende per due soldi alla mafia o al padrone. Spesso e volentieri, ma non sempre per fortuna, la politica è lo specchio della Nazione!

" (…) L'Italia ha sicuramente un certo numero di problemi, ma non riesco a capire perché il mercato continua a sottovalutare i fondamentali e le misure politiche che sono già state prese a Roma. Se confrontiamo l'atteggiamento degli investitori verso l'Italia con quello verso il Regno Unito, sono più che mai convinto che i mercati ora veramente in sintonia con la realtà. Non c'è nulla di sbagliato con il Regno Unito, ma considerate quanto segue, dando un'occhiata ai rispettivi pacchetti di austerity:

Regno Unito:

Nel Regno Unito, lo scorso anno il governo ha approvato una legge , per restringere la politica di bilancio sino al 2,6% del PIL sino alla fine della legislatura nel 2014-15, e c'è un altro 1,1% del PIL nell'anno successivo, per un totale del 3,7% del PIL sino al 2016. Questo va ad aggiungersi a misure fiscali attuate dal precedente governo. Tutto sommato, il saldo primario nel Regno Unito è destinato a migliorare da un 5,0% del PIL quest'anno sino al 1,3% del PIL nei prossimi quattro anni. Grazie a Massimo aggiungiamoci pure… 2-Deficit del 3.5%…quando mai: The Public sector net borrowing PSNB (annual government borrowing) for 2010/11 was £143.2 billion or 11.7% of GDP. 3-Si dimentica di dire che: If all financial sector intervention is included (e.g. Royal Bank of Scotland, Lloyds) , the Net debt in July 2011 was £2266.3 billion (148.0 per cent of GDP). This is known as the unadjusted measure of public sector net debt.

Italia:

Due settimane fa, il governo italiano ha approvato una legge per restringere la politica di bilancio del 3,5% del PIL da qui al 2014, a cui si aggiunge misure precedentemente prese per 1,5% del PIL, per un totale di un enorme 5,0% del PIL. Queste misure sono impostate per migliorare il saldo di bilancio da un avanzo primario già quest'anno del 0,9% del PIL a un avanzo dello 5,7% del PIL in quattro anni.

Eppure, nonostante questi bilanci fondamentalmente diversi e alcune misure per adeguarli, l'Italia paga oggi in media 5,1% (in euro) per il proprio debito mentre il Regno Unito paga 1,6% (in sterline).La differenza potrebbe essere dovuta alle aspettative degli investitori di un apprezzamento sterlina futuro? Difficile!

Ora, la risposta:

Ripetutamente, mi è stato riferito da parte degli investitori che il Regno Unito è più meritevole di credito che l'Italia perché il Regno Unito può svalutare la sterlina, e quindi incentivare la crescita del Regno Unito e il reddito imponibile. ( …crescita di cosa aggiungo, io cosa esporta un paese di carta? )

Pura teoria si sostiene nella risposta, la pratica è tutt'altra cosa, ma in Italia, aggiungo io, gli esterofili, fanno fatica a fare due calcoli, tutti presi a suggerire il fallimento del nostro Paese, domani, anzi no ieri, incapaci di sviluppare un'analisi e fare due conti!

Dalla fine del 2007, nel Regno Unito il PIL si è contratta del 3,4% cumulativamente, nonostante il deprezzamento sterlina le esportazioni non sono riuscite a recuperare, mentre il Pil italiano si è contratta un pò di più al 4,4%. Dalla fine del 2007, nel Regno Unito il costo unitario del lavoro è aumentato del 9,5%, mentre in Italia di un più modesto 7,6%.(… le nostre invece continuavano a viaggiare a gonfie vele ) Ancora più importante, la sterlina debole ha ridotto le importazioni come il Regno Unito ha oggi più poveri attraverso una maggiore inflazione. Nel 2007, l'inglese medio è stato del 30% più ricco rispetto alla media italiana. Quest'anno ( stime Eurostat), l'inglese medio sarà più ricco rispetto alla media italiana solo del 5 %.

Si va oltre sostenendo che stampare sterline non farebbe altro che deprezzare la moneta e che se l'Inghilterra ha bisogno di capitali esteri per finanziare il settore pubblico e privato, si sta suicidando con un disavanzo delle partite correnti del 3,1 %. A proposito di liquidità, preferireste investire in un paese nel quale il sostegno della BCE spinge a migliorare i propri fondamentali o in un paese dove l'unico sostegno è stampare moneta che prima o poi quando la crisi sarà finità, l'inflazione spazzerà via ogni residua traccia di carta?

I simpatici inglesi concludono l'articolo segnalando al mondo intero quale sia in realtà il nostro problema ovvero la credibilità, ovvero come si è lasciato scappare il buon Tremonti la necessità di nuove elezioni, ovvero il problema italiano non sono i conti ma il nano!

Ma andiamo oltre e alscoltiamo uno dei massimi esperti mondiali di crisi sovrani, Carmen Reinhart, vecchia conoscenza di Icebergfinanza e dei suoi lettori, anche se non sono affatto d'accordo con l'ennesimo round di ricapitalizzazione delle banche prospettato nell'articolo, ennesima idiozia come racconta la storia… Sole24Ore   

Carmen Reinhart, l'economista del Peterson Institute che ha scritto con Kenneth Rogoff il best-seller This time is different e ha appena prodotto, con lo stesso coautore, A decade of debt, è uno dei massimi esperti di debito sovrano. E la sua prognosi per l'area dell'euro, in un'intervista al Sole 24 ore, è dichiaratamente pessimista. Anche se non vede all'orizzonte una rottura dell'euro («non andrebbe a vantaggio di nessuno») e nemmeno una ristrutturazione del debito italiano o spagnolo.

Chi ha orecchie per intendere intenda!

L'economista di origine cubana è convinta invece che Italia e Spagna possano farcela senza ricorrere a una ristrutturazione del debito Per l'Italia, in particolare l'alto debito pubblico «non è un fatto nuovo, mentre il settore privato non soffre di un alto indebitamento, come altrove». La nuova parola d'ordine è repressione finanziaria. «Come è spesso avvenuto storicamente in situazioni del genere – afferma Reinhart – si devono costringere gli investitori ad assorbire debito pubblico. È un problema comune oggi a tutti i Paesi avanzati: tassi d'interesse tenuti molto bassi, limiti ai flussi di capitale e altre misure, insomma la fine del laissez-faire finanziario degli ultimi decenni. Del resto, già Basilea 3 impone alle banche di acquistare titoli di Stato».

(…)La via d'uscita per Eurolandia passa attraverso un percorso obbligato. Anzitutto, la stabilizzazione del mercato del debito pubblico. «Gli acquisti di titoli da parte della Bce – dice Reinhart – devono continuare e anzi essere rafforzati, anche se ciò comporta una monetizzazione del debito». In secondo luogo, la ricapitalizzazione anche forzosa delle banche, fino a qualche tempo fa osteggiata dalle autorità europee, ora accettata come ineludibile. «Le banche europee – afferma l'economista – sono alle prese non solo con il portafoglio di debito pubblico, ma anche con l'esposizione al settore immobiliare, in alcuni Paesi, e in genere con un'economia in forte rallentamento. In passato, le banche si sono finanziate con fondi privati non europei, ma questo canale si è seccato. Va rimpiazzato con fondi pubblici e investitori nazionali. Torniamo al discorso della repressione finanziaria».

La studiosa del Peterson Institute rifiuta di fare previsioni sul prossimo futuro dell'attività economica nell'area del'euro. «Io non faccio previsioni – spiega – faccio ricerca. E l'analisi mi dice che il decennio successivo alle crisi finanziarie è un decennio a bassissima crescita. Lo sforzo di abbassare il debito, pubblico e privato, può durare 5-7 anni e portare a 10 anni di crescita lenta».

Tutte cose che i lettori di Icebergfinanza sanno da anni, bastava studiare la storia, invece che perdere tempo in inutili previsioni!

È convinta però che la fine dell'euro, o l'uscita di alcuni Paesi, non sia alle viste, anche perché non converrebbe a nessuno. «La ristrutturazione del debito – sostiene – non porta alla fine dell'euro. Sono pessimista sulle prospettive dell'eurozona, nel senso che non credo possa farcela senza la ristrutturazione anche pesante del debito di alcuni Paesi. Ma che vantaggio deriverebbe alla Grecia da un'uscita dall'euro, con un export senza potenziale e con un debito che si trasformerebbe tutto in debito estero? E che vantaggi avrebbe la Germania, che finora ha goduto della forza delle sue esportazioni e che vedrebbe la sua valuta schizzare in alto?

La rottura dell'euro non è una strada a senso unico.

Certo – conclude – se la questione diventa politica, non sono la persona giusta per interpretare gli scenari politici».La lezione delle passate crisi del debito sovrano per l'attuale situazione di Eurolandia è, secondo Reinhart, che molto raramente si esce da una situazione di alto debito grazie alla crescita. «È accaduto in Irlanda negli anni 80 – sostiene – ma è un episodio isolato.

Di solito, il deleveraging produce un lungo periodo di bassa crescita e spesso una ristrutturazione del debito, che può avere conseguenze disastrose, come in Argentina nel 2001, o miti, come in Uruguay nel 2002, a seconda delle condizioni di partenza e dell'approccio nei confronti dei creditori.

In Europa oggi, una ristrutturazione è lo scenario di gran lunga più probabile per la Grecia, ma anche per l'Irlanda, che ha fatto un grande sforzo di risanamento, ma su cui continua a incombere la difficoltà del settore immobiliare e quindi delle banche, e per il Portogallo, che ha tuttora un deficit di parte corrente oltre il 9% del Pil che non è finanziabile». (Sole24Ore)

Ci sono soluzioni che non piacciono ma la storia farà il suo corso sempre e comunque, ormai l'uomo le ha dato via libera, non importa quale salvataggio o mirabolante fondo salvastati stia per uscire dal cilindro del fallimento della politica!

La storia inoltre farà giustizia di un mucchio di immondizia che quotidianamente vi viene propinata dai media qualunque essi siano!

Su Wall Street Italia si legge che …  

(…)La composizione del debito circolante italiano e' la seguente: per il 4,21% di mercato estero in euro, 0,1% di estero in valuta, 64,96% di BTP, 7,28% di BTP legati all'inflazione in euro, 8,92% di Bot, 7,47% di Cct, 2,12% di Cct Ue, 4,94% di Ctz, dove il debito estero e’ misurato dopo swap. La durata media del debito e' molto alta, pari a 7,9 anni.  

Considerando che oltre l'83% e' formato da titoli di stato il livello dei tassi di interesse e' da tenere sotto osservazione. I prezzi da pagare quest'anno saranno molto salati. Il rendimento sul decennale e' arrivato a pagare 5,391% dopo aver toccato punte di 5,4%. Secondo gli economisti se si arrivera' oltre il 5,5%-5,7% Roma fara' fatica a rifinanziarsi. E' esattamente lo stesso scenario da cui tutto era partito in Grecia, dove ora il rendimento del due anni ha superato il 20%.

L'ultima volta che l'Italia e' riuscita a emettere decennali con rendimenti cosi' alti era il 2000, quando vennero emessi titoli del debito al 5,7%. Non si e' mai andato sopra quella cifra.
 
Ma non diciamo idiozie c'è una enorme differenza tra il rendimento del decennale e il costo medio del debito e il suo costo in rapporto alla crescita al PIL ma dove hanno studiato questi economisti da baraccone! In questa analisi…

 

….abbiamo visto nei dettagli cosa in realtà è accaduto e cosa potrà accadere, Fitch, Deutsche Bank e Goldman Sachs, gente che non vuole proprio bene al nostro Paese,  sostengono che si può andare sino al 7 % per due anni, altro che le chiacchere di quattro economisti qualunque in libertà.

Ma per favore prima di scrivere certe idiozie almeno verificarle!

Anche sul Sussidiario abbiamo un scambio interessante… Comunque quello che ci punisce sui mercati è la nostra mancanza di credibilità?

Ma certamente, basti vedere proprio in queste ore come veniamo rappresentati su tutti i media internazionali. Uno potrà anche dire: non crediamo che voi italiani otterrete risultati concreti; ma noi possiamo rispondere: perché dobbiamo credere ci riusciate voi?

Ci spieghi meglio.

Guardiamo all'Inghilterra: fino a oggi non ha fatto praticamente nulla, solo chiacchiere, lo stesso i francesi. Perché dobbiamo credere che loro riusciranno a tenere in ordine i conti pubblici? Solo perché godono di una credibilità maggiore della nostra? A noi manca il coraggio e l'autorevolezza di dire: il nostro lavoro lo stiamo facendo, e voi?

Entriamo nel concreto dei dati.

Il Fondo monetario internazionale, l'ente più critico nelle sue valutazioni sulla crescita e sulla capacità della manovra di incidere sui dati dice che l'Italia, se non centrerà il pareggio di bilancio, arriverà almeno a un rapporto deficit/Pil pari all'1,1% nel 2013. Se poi riesce a mantenere questo livello negli anni successivi ciò permetterà di avere una dinamica estremamente virtuosa per quanto riguarda l'evoluzione del debito. Con un po' di crescita neppure eccessiva, tenendo conto che quello che importa è la crescita del Pil nominale con un avanzo primario e una crescita anche solo nominale del 2% l'Italia riesce a ridurre il debito. Non solo.

Continui prego.

Nel 2013 noi avremo il sorpasso del debito americano su quello italiano, senza neanche considerare la drammatica situazione di stati federali come California e Florida. Nello stesso tempo il debito tedesco si collocherà per i prossimi anni sopra i livelli consueti. Se poi mettessimo, come hanno fatto notare alcuni analisti, nel debito tedesco anche la Cassa depositi e prestiti che ha un debito di 400 miliardi di euro, il debito tedesco sarebbe più vicino al 100% che all'80% in cui si trova oggi.   

Ha parlato di mancanza di credibilità del nostro Governo sui mercati esteri.

Intendo la credibilità di un governo che ha cambiato 4 o 5 volte la propria manovra per i veti incrociati emersi, con la Lega che dentro la maggioranza si oppone all'allungamento dell'età pensionistica, il che ha portato a supplire al mancato intervento sulle pensioni con l'aumento dell'Iva per recuperare denari. Unitamente agli scandali di natura varia che hanno colpito il premier: pretendere che gli stranieri investano nel nostro Paese e nei titoli di Stato diventa difficile.

Eppure nonostante tutto lei vede dei risvolti positivi.

Se guardo i numeri della manovra, considerando tutti gli ostacoli che ha subito e un percorso anche umiliante, come indica la nota di aggiornamento di Economia e finanza diffusa in queste ore, vedo che si dice che pur con tassi di crescita più bassi di quelli previsti, noi avremo un saldo primario già dello 0,9% quest'anno con il deficit che scende al 3,9%; poi il salto al 3,7% del Pil e l'indebitamento che scende all'1,6%. Questi sono numeri che in bilancio non li ha nessuno, la Francia ci arriverà forse fra cinque anni. E ancora: nel 2013 il saldo diventa del 5,4% quindi il bilancio si pareggia e poi l'anno dopo andiamo pure in surplus, perché abbiamo un avanzo primario del 5,7%.

Come si arriva a questi numeri?  


Noi faremo in quattro anni 262 miliardi di euro di avanzo primario, il che vuol dire che le entrate statali superano le uscite al netto degli interessi. Questo si ottiene con aumento delle tasse e contenimenti più che tagli, considerando poi che alcune spese come la sanità aumentano per modo inerziale. Il grosso che si ottiene viene dall'aumento delle entrate che passano dai 738 miliardi di euro del 2011 agli 818 del 2014.

In conclusione?

La nostra manovra non sarà esattamente quella che ci aveva chiesto la Bce, ma è una manovra che non fa nessuno al mondo: riuscire a cumulare in quattro anni un avanzo primario di 268 miliardi. Gli altri Paesi ad esempio gli Stati Uniti fanno deficit primari cumulati. Si potrà dire: certo, l'Italia è il Paese che ha il debito pubblico più esposto e quindi dobbiamo farlo, ma in realtà noi siamo la foglia di fico dietro la quale gli altri stanno fermi. ..

Domani usciranno i dati relativi all'occupazione americana e al di là di quello che dicono alcuni indicatori poco affidabili, resta sempre da monitorare la media a quattro settimane dei sussidi di disoccupazione. Ieri l'ISM dei servizi, il sottoindice dell'occupazione è sceso ulteriormente sotto il livello della contrazione.

L'economia americana per oltre il 75 % è formata da servizi e da piccole e medie imprese l'ossatura dell'economia ormai l'industria manifatturiera è in via di estinzione. Attenzione quindi perchè… Secondo il rapporto Challenger Gray & Christmas, le principali società statunitensi hanno annunciato licenziamenti in crescita del 126% a quota 115.000 unità rispetto ai 51.114 di agosto. Nel settembre 2010 gli esuberi ammontavano invece a 37.151 unità. Si tratta del dato mensile peggiore dal 2009. Il totale da inizio anno si attesta così a 479.064 unità, in aumento del 16,5%

Manca ancora qualcosa prima della quiete che precede l'ultima definitiva tempesta, una finestra temporale di qualche mese che permetta di raggiungere nuovamente la leggendaria riva del fiume in attesa che aprano le biglietterie per una crociera sull'Arca di Noe'!

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41 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 5 ottobre 2011 at 20:12

Perchè continuare con chi è meno peggio …. che importa?
La situazione rimane critica anche PER L'ITALIA!

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 08:41

Scelte consapevoli e indici di rating antagonisti

Ciao Andrea, è sempre un piacere leggerti. I tuoi post sono sempre istruttivi e il contributo dei tuoi lettori corrobora la lucidità delle tue analisi. La perdita di Valentina è stata un duro colpo per tutti. Da mesi non intervengo per paura di apparire pleonastico, ma stavolta non voglio esimermi dall'esternare alcune riflessioni Un governo a popolo sovrano, per volontà dei suoi rappresentanti, dovrebbe aspirare al miglioramento delle condizioni materiali dei suoi cittadini e alla tutela dei diritti da loro acquisiti. Il mondo della finanza  globalizzata, pur non essendo chiamato ad assolvere politicamente questa missione, detta de facto l'agenda politica dei governi, costringendoli ad intervenire con misure draconiane che stravolgono il destino di famiglie, lavoratori, studenti, pensionati. E' evidente che l'economia usa la classe politica come protesi asservita all'esclusivo scopo di ricercare la massimizzazione del profitto, mentre le agenzie di rating completano l'opera erigendosi a giudici supremi del mercato e fornendo l'alibi che legittima le scelte dei governi. In questo canale di interlocuzione tra classe politica e potere finanziario, chi resta fuori dal gioco è il popolo, cioè l'unico a dover pagare la crisi sulla propria pelle e continuare a sostenere un sistema che lo ripaga sottraendo benessere e violando diritti. Se quindi l'economia ha il potere di bypassare la volontà popolare attraverso il dialogo autoreferenziale con la classe politica, è ora arrivato il momento di consentire ai cittadini di bypassare la pseudo rappresentanza politica e di interloquire direttamente col potere economico. Questo può essere fatto attraverso il boicottaggio attivo degli istituti bancari che non fanno buon uso del denaro ricevuto dai governi, che si rifiutano di concedere prestiti "main street" e che investono denaro in pacchetti di ingegneria finanziaria generanti bolle e instabilità. Bisogna scoraggiare le loro attività attraverso una partecipazione attiva basata su scelte consapevoli di consumo. E' ora di introdurre dei nuovi indici di rating, altrettanto autorevoli, ma forniti allo scopo di penalizzare quei soggetti economici che da un lato si sono super arricchiti e dall'altro hanno trascinato nella miseria intere fasce sociali. Bisogna premiare invece tutti quei soggetti che creano ricchezza sociale e occupazione, nel rispetto dei diritti civili e nella salvaguardia dell'ambiente. Occorre trovare i modi per influenzare direttamente le decisioni economiche dei leviatani del business, agendo sul loro terreno e facendo scelte concertate che moltiplichino gli effetti delle nostre azioni. Scriviamo lettere alle multinazionali, minacciando di non usufruire più dei loro servizi se non si rispettano certe condotte. Contrapponiamo una leva etica alla leva finanziaria costruendo forme di economia inclusiva e solidale. Guardiamo alla società come ad una grande famiglia, sostituendo i nostri comportamenti meccanici con il comune buon senso, favorendo i bisognosi e gli emarginati a partire dai nostri vicini. Non dimentichiamo che l'attore principale del mercato rimane sempre l'utilizzatore finale. Per sopportare il gelo dell'antartico, i pinguini rimangono compatti e si fanno calore a vicenda. Ci sentiamo abbastanza folli per pensare di cambiare il mondo? (Steve Jobs docet). Grazie Andrea, sei forte, continua a tenere la rotta.

Marzxiano

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 08:44

se in Italia avessimo un Governo che dimostrasse di essere in grado di tenere dritta la barra del timone per i prossimi quattro anni potremmo navigare nella tempesta con dignità e relativa tranquillità guardando tanti scarrocciare e andare nelle secche.

se in Italia avessimo un Governo 

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 09:19

Non ci scordiamo che i dati reali del pil italiano non sono quelli ufficiali. Sono di gran lunga superiori, lo sport preferito e' l'evasione fiscale,  credo in misura superiore ad altri, molto perche'  e' possibile farlo ed un po' perche' si e' costretti.  Quindi, tutta questa enfasi sul pil che non cresce….io abito in una citta media fortemente industriale, e nonostante la crisi manifatturiera, il traffico e' sempre in tilt….almeno al centro nord, in Italia la gente e' molto operosa…leggevo da qualche parte  sui consumi di energia elettrica in Italia, che nel 2010 erano di nuovo in aumento ed anche nei primi 6 mesi del 2011 fino a giugno rispetto all'anno precedente, poi a luglio un po' di calo per il problema debiti sovrani con la psicosi che hanno creato…auspico che qualcuno piu' bravo di me riesca ad accedere, per paragonarli,  ai grafici sui consumi nostri e di altri stati europei in particolare Inghilterra..
          Stanziale

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 09:37

Andrea hai scritto…. dovresti andare in TV a reti unificate !

Per ora mi accontento di inviare il link ad amici e parenti e a prometterti una bottiglia di Teroldego se mai ci vedremo per meriti civili.

Stanziale, hai centrato un punto importante che ho già più volte sottolineato nei miei posts. L'Italia ha una economia sommersa stimata attorno al 20%. Ipotizziamo che sia possibile l'emersione solo per la metà. Questo vorrebbe dire che il rapporto debito/PIL passa da 120 a meno di 110.

Non solo, a costo zero (basta la volontò e quindi per iniziare che il nano maledetto e i 40 ladroni se ne vadano) ci sono almeno 200 miliardi di denari evasi ed elusi che sono solo una parte dei furti perpetrati in passato.

Quindi avremmo che rapporto debito/PIL scende sotto il 100% A COSTO ZERO PER IL CITTADINO ITALIANO

SVEGLIA !
SVEGLIA !
SVEGLIA !

viandante

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 11:31

Viandante, non dare retta al post precedente, i lettori ti stimano molto. Pero' gli attuali  40 ladroni si accontentano di un affitto o di una casa al colosseo pagata, non hanno regalato aziende come le autostrade o l'enel. Al nano, al netto dei bunga bunga, non c'e' una alternativa credibile almeno per ora, temo.  Quando non ci sara' piu' lui  il Pdl si divide in 3-4 pezzi, per riflesso anche il pd , si torna ai 20-30 partiti e l'Italia rischia di essere ingovernabile. 
  Questa e' la situazione ad oggi.  Tappiamoci il naso , teniamoci  il nano e Tremonti per ora,  sperando che passi la bufera, qualcosa fanno speriamo basti.      Stanziale

Scritto il 6 ottobre 2011 at 11:31

Nel pomeriggio un post atomica…

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 11:34

buongiorno,
fa piacere leggere delle considerazioni anche a favore dell'Italia!
Rimango comunque convinto che manca un pezzo al puzzle. L'Italia come tutti i Paesi dell'eurozona è un currency user a differenza di US, UK, Japan (ecc) che sono currency issuer. Per tali Paesi avere un rating è ininfluente a mio avviso: a meno che non si manifesti la volontà politica di non onorare i propri impegni debitori, tecnicamente US, UK e Japan non possono fallire!Potranno pagarmi con un pezzo di carta che perde valore ma non esiste che non servano il debito o il pericolo di un'asta deserta. Per i Paesi dell'eurozona il rating (al di là del mio giudizio negativo sulle sorelle zoccole del rating!) ha più senso perchè il bilancio dei Paesi dell'eurozona è più simile a quello di un'azienda che prima di spendere deve incassare!
Gli Stati Uniti invece prima fanno deficit, quindi creano dollari spendendo, poi con le tasse o con le emissioni di treasury drenano dollari dal mercato per evitare che troppa moneta favorisca l'inflazione. Non può essere che un'asta vada deserta negli USA!Se gli USA fanno un deficit delle partite correnti un altro Paese (quello in surplus) ha dei dollari da investire e visto che gli americani non permettono ai cinesi di comprare asset industriali non possono far altro che sottoscrivere il debito americano se vogliono perseguire un modello di crescita export based.
I Paesi dell'eurozona è come se avessero il debito denominato in una moneta diversa da quella di cui sono emittenti monopolistici, è come se avessero un peg ad un'altra valuta!hanno quindi un vincolo operativo per finanziare la spesa!Per questo gli squilibri finanziari, per quanto inferiori in Italia rispetto a UK, fanno sì che UK e Giappone emettano a 10 anni a tassi molto inferiori al nostro!
buon lavoro!

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 12:11

purtroppo l'utente #9 ha ragione, ….per ora.

Livio

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:02

Utente numero 9 ho scritto più volte della differenza tra currency issuer e currency emitter, tutti i blog americani "intelligenti" non fanno altro che ripetere la stessa litania perchè è L'UNICO PUNTO DI SOSTEGNO DI UNA CASA BRUCIATA. Per il resto ti sei già risposto da solo, ti quoto e rispondo:

…Potranno pagarmi con un pezzo di carta che perde valore ma non esiste che non servano il debito o il pericolo di un'asta deserta…

APPUNTO E' QUELLO CHE VOGLIONO FARE MA X RIUSCIRE DEVONO ALLONTANARE PER 10 ANNI LA POSSIBILITA' CHE EMRGA UNA MONETA DI RISERVA DIVERSA DAL DOLLARO….

….gli americani non permettono ai cinesi di comprare asset industriali non possono far altro che sottoscrivere il debito americano se vogliono perseguire un modello di crescita export based….

DAVVERO ? a me risulta che i cinesi con i dollari dello zio Sam si sono comprati 500 mila km2 di terra fertile, concessioni minerarie ovunque, i governi di metà dei paesi del mondo dato che pagano molto di più (e in dollari eh eh eh). Pii ci sono quelle decine di società satellite con sede a Londra, Barbados, Caiman, Olanda, piene di soldi cinesi che comprano quello che gli pare. Ti sembra che un paese che dichiaratamente vuole diventare la potenza egemone racconti in giro quello che fa ?

Pensi davvero che tutto il resto del mondo non farà assolutamente niente ? Pensi davvero che se io e te scriviamo di sta roba, non lo sappiano a Mosca, Pechino, Ryad, Parigi, Francoforte ecc….

In America piace pensare a se setssi come se fossero il mondo intero e il resto un dettaglio. Come ai romani di un tempo e agli inglesi un secolo fa.

Il cigno nero non è l'europa cui tutto guardano, non è la cina e il suo supposto hard landing….

Un suggerimento giusto x aiutare a capire il livello di disperazione delle autorità americane, PARLIAMO DEL PREZZO DEL PETROLIO.

il prezzo del WTI è 15 $ più basso del BRENT. Gli americani pagano la benzina secondo il WTI il resto del mondo secondo il BRENT. IL petrolio WTI rappresenta oggi meno dell'1% del petrolio reale, il resto è di altre qualità (non solo BRENT ma il prezzo è lo stesso).  Supponiamo che gli americani paghino il petrolio come noi. Ecco che l'inflazione sale di 300 punti base con buona pace di Paul Krugman. Ma dai come può accadere chiederà il lettore all'oscuro di questi fatti ?

La riposta è che c'è un grande HEDGE FUND, il più grande di tutti, è smisurato e opera su tutti i mercati attraverso strumenti derivati confezionati insieme alle sue branche commerciali. Questo hedge fund si chiama FED.

Ciao stammi bene e occhio al cigno nero che x non vola sui cieli italici, e se ti vuoi rovinare compra t-bond americani, a tempo debito lo short della vita.

viandante

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:16

Preciso a tutti quelli che seguono questo blog….

Andrea porta avanti un discorso etico che sottoscrivo, MA il resto del mondo è fatto da imperi piccoli e grandi, uno è appannato, l'altro vuol solo prenderne il posto. Non c' è etica in questo gioco, solo potere, quello che Robert Mersheimer definisce la "logica di potenza". E' così da quando l'uomo è sceso dall'albero. Credo opportuno che si sappia.

Perciò che mi riguarda vedo solo due alternative 1) l'emergere lento di una Europa unita politicamente, fiscalmente, militarmente che avrà mille difetti ma molto meglio del modello anglo-americano, con una istruzione e sanità pubblica, un sistema pensionistico decente che insomma non sarà il giardino dell'Eden ma non lascerà crepare i propri cittadini su un marciapiede 2) il ritorno al medio evo.

Poi possiamo parlare di poesia….

viandante

Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:17

I fobici dell’inflazione colpiscono ancora il fantasma di Weimar e’ duro a morire! Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:25

Se al posto dell'euro avessimo la £ di sua Maestà andremmo meglio, esporteremo anche a casa dei Crucchi.

Un poco di inflazione in più ( la tassa occulta dei poveri ) ma le nostre aziende sarebbero piene di ordini. Tutte !!

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:26

Bellisimo post Capitan Andrea.
Come al solito.

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:30

Sul blog del Financial Times FTAlphaville ci si chiede per quale motivo il decennale italiano viaggia con un rendimento sopra il 5 % mentre nella disastrata Inghilterra gli investitori sono disponibili a "prostituirsi" ad un rendimento del 1,6 %.

La BOE non è gestita dai Crucchi.  la BOE compra titoli di Stato come la FED.

e poi l'UK è un IMPERO ! 

i Cangurotti , i magna Kiyi e i Canadesi comprano sempre £ sterline , pound quando la Regina , o meglio l'Imperatrice chiama. 

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:30

Sul blog del Financial Times FTAlphaville ci si chiede per quale motivo il decennale italiano viaggia con un rendimento sopra il 5 % mentre nella disastrata Inghilterra gli investitori sono disponibili a "prostituirsi" ad un rendimento del 1,6 %.

La BOE non è gestita dai Crucchi.  la BOE compra titoli di Stato come la FED.

e poi l'UK è un IMPERO ! 

i Cangurotti , i magna Kiyi e i Canadesi comprano sempre £ sterline , pound quando la Regina , o meglio l'Imperatrice chiama. 

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:31

Sto aspettando che la £ si indebolisca un altro po' e poi la compro !

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:35

E poi c'è sempre quella maledetta legge che la Moneta debole scaccia la Moneta forte. 

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 13:36

Moneta debole scaccia Moneta Forte ! 

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 14:23

Interessante considerazione, ma ci deve essere dell'altro perchè se non ricordo male quando l'Italia aveva la sua valuta nazionale ed in teoria poteva stampare ad libitum pagava interessi sul debito  a due cifre e solo dopo l'ingresso nell'euro abbiamo goduto, per quasi 10 anni di tassi Germanici.

com'è ?

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 14:42

Ecco la bufala che spinge i mercati al rialzo
Mauro Bottarelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/10/6/FINANZA-2-Ecco-la-bufala-che-spinge-i-mercati-al-rialzo/211871/

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 14:56

caro Giobbe8871 fosse così semplice come le anime candide sperano !

una tra le cause principali del disastro degli anni 30 fu l'avvitarsi di politiche protezioniste, barriere doganali che si alzavo da un paese all'altro giono x  giorno.

quindi otterresti a) lira svalutata e benzina al prezzo non svaluatato b) non esporteresti un granchè perchè prima di tutto il prezzo dell'energia inciderebbe duramente sui tuoi margini, secondo gli altri metterebbero dazi doganali sulle tue merci

nessuna scorciatoia, nessuno si ricorda dell'italietta delle svalutazioni, secondo voi quando è che è nato il debito pubblico italiano, ora o negli allegri anni 70 – 80 quando gli italiani giulivi avevano i BOT al 13%….

ah che bei tempi vero ?

viandante

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 15:05

Salve Andrea

sono Luca (credo proprio il più giovane dei suoi lettori) .
Io non riesco a capire una cosa dei suoi scritti, probabilmente l'avere le ossa ancora in formazione sottrae energie alla mia area neurale, ma qualcosa non mi torna…percepisco che lei ci tiene proprio tanto a far vedere che se l'italia non sta bene gli altri non stanno certo meglio di noi, anzi li presenta addirittura con situazioni peggiori.
Ma allora perchè parla di tempesta, quiete prima della stessa e approdi per mettersi al riparo? Se scrive su un blog italiano non dovrebbe esprimersi in toni migliori di suoi omologhi stranieri per il proprio paese?
Se noi stiamo un po' meglio, siamo per ricchezza privata accumulata ai primi posti, le nostre banche non sono così esposte con titoli tossici e con sottostanti di dubbia provenienza (soprattutto le medio-piccole…teorie che ho sentito anche dal mediatico Benetazzo), aziende ancora abbastanza produttive e quindi agganciate al mondo reale economico e non speculativo finanziaro…ma allora uno di questi benedetti porti in cui riparare non dovrebbe essere il nostro paese? e quindi noi ricevere solo un lieve moto ondoso effetto di una tempesta smorzata?
Io non capisco…qui trovo tante informazioni non banali (e che spesso non capisco a pieno) ma a volte ne esco spiazzato come da altri siti ben più istituzionali e quindi "incravattati" (in tutti i sensi!). Ovvero: l'italia è meglio ma fa schifo, non falliamo ma la crisi ci affossa, abbiamo abbassato la spesa pubblica ma c'è disoccupazione giovanile galoppante ed ossimori simili…
Oramai leggendo di economia se ogni cosa buona sorridessi ed per quella cattiva piangessi chi mi vedrebbe mentre sto al pc per un articolo chiamerebbe la neuro!
Ci sto sempre capendo meno…ma mi consola il fatto che mio fratello che studia economia ci capisca ancora meno…il bidello del mio piano a scuola mi offre visioni nettamente più originali e probabili delle banali del mio prof di filosofia (forse è il caso di fermarsi al solo liceo!?).
Forse è questa l'inversione dei poli che oramai è diventata sapienza di tutti ed ancora forse è sempre questa situazione a cui si riferisce l'espressione "gli ultimi saranno i primi". Solo un mondo di metafore.

Luca

Scritto il 6 ottobre 2011 at 15:34

“Essere il più ricco del cimitero non ha importanza per me. Andare a letto la sera pensando di aver fatto qualcosa di meraviglioso, questo ha importanza per me. Il tuo tempo è limitato. Non sprecarlo a vivere la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario.” ((Steve Jobs ))

benvenuto Luca, think different………..

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 16:04

Grazie per il benvenuto ma leggo questo blog da mesi oramai ed ogni tanto intervengo.

Scusa ma non amo particolarmente quelli che la gente fa diventare dei guru. Nella mia generazione apple, Mc e "i" ha creato molto più danni che reale valore. Possedere questi oggetti fa sentire diversi molti, unici, degli "eletti" i poveri decerebrati che li possiedono…pensano che il genio Jobbesco sia acquistabile comprando i "suoi" prodotti (che tali rimangono, oggetti commerciali prodotti in serie che nulla hanno di elettivo) o sparando a destra e manca le sue massime. Questo ci mancava un gesu' cristo commerciale, creatore di un nuovo credo.

Grazie per l'invito…a pensare differente.
Ma è già la mia attività principale ed ecco perchè preferisco non andare avanti per massime altrui.
Scusami ma tutto questo jobbismo è per me alquanto urticante…le immagini del suo discorso all'università e le sue presentazioni sono figlie di una cultura che non mi appartiene…fatta di milioni di sogni irrealizzati per tutti gli altri, e di uscite all'americana…di gente che si commuove, piange e ride a comando come telecomandata, figlia di tv del dolore e telepredicatori religiosi.
Qui da noi qualcuno c'ha provato con quel genere…il massimo risultato sono gli stralunati monologhi di Ennio Doris o le invasanti disqusizioni storiche su Alessandro, i 300 spartani e "Napoletone che fece il suo capolavoro a Waterloo".
Io uso i pc con sf libero e la differenza me la spendo con la mia ragazza all'aperto in cose che ci piacciono e non per uno schermo che mi fa illudere di "pensare differente".
Cmq ringrazio ugualmente

Luca.

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 16:25

Distribuzione della ricchezza. Gran Bretagna molto dietro…..Italia terza.

http://www.portalecnel.it/Portale/rassegnastampaweb.nsf/0/C12575C30045F725C12577DE002A8850/$FILE/017-VF3EJ.pdf

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 16:31

Luca a me pare che con il post no. 25 tu abbia risposto in modo perfetto al tuo stesso post no. 23

Cercare e ricercare informazioni che ti confondon sempre più non serve x trovare la risposta ma x eliminare alcune delle risposte sbagliate.

Il percorso conta più della meta, non è consolante ma assai più stimolante.

Continua su questa strada, non hai bisogno di guru.

v

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 16:35

Risposta al post di Viandante #11.
Siccome la moneta di riserva è il dollaro è ovvio che in Africa i cinesi possono comprare attività reali e riserve di materie prime (quotate anch'esse in dollari).Ma exxon non la compreranno mai!
Arriverà il giorno che ci sarà una nuova moneta per gli scambi internazionali, magari con l'oro dentro al paniere, ma fino al quel giorno, in presenza di avversione al rischio, non stupiamoci se il 10Y treasury o  gilt sovraperformano il btp.
Sono decenni che il Giappone deve fallire…emette a meno 1% a dieci anni.
Se commentiamo senza dover investire ti do ragione e sottoscrivo in pieno i tuoi commenti.
Se commentiamo per dare un'idea ai lettori di come cercare di preservare il capitale beh il discorso cambia, perchè se vuoi arrivare a giocarti lo short del treasury tra n anni ci dobbiamo arrivare con un capitale e con btp e bono non mi sento tanto tranquillo.
Il btp non offre duration che performa quando l'azionario scende. Offre credit spread. Posso tradare btp rispetto ad altri prodotti di credito ma rispetto ai governativi core (non parlo della Francia) mostrano caratteristiche diverse. Non sto dicendo che il bund a 1,9% mi piaccia, posso ridurlo a questi livelli ma non scambiarlo con btp se mi serve per efficienza di portafoglio e correlazione negativa con l'azionario.
Il resto del mondo è sicuramente anche meglio informato di noi ma sono ostaggi anch'essi della dollarizzazione…che fanno si tirano la zappa sui piedi da soli e scaricano dollari?
E' un male avere il dollaro come reserve currency insieme alla Fed, ma questo è il mondo che ci è toccato e dove possiamo investire, se vogliamo investire. Ma è un peccato rischiare soldi solo perchè a livello di principio UK e USA non ci vanno a genio e sono stati la fonte di molte brutte abitudini sul mercato come la leva finanziaria (anche io la penso come te non credere!)

Scritto il 6 ottobre 2011 at 16:53

Quando scrivo che il vento della consapevolezza deve accompagnare la Vostra Vita significa che dovete avere il coraggio di servirvi della Vostra intelligenza come diceva il grande Immanuel Kant…Sapere Aude Per il resto ci attendono tempi difficili ma in un Paese nel quale lo sport nazionale e’ piangerai addosso un po’ di speranza non guasta caro Luca soprattutto se dal punto di vista fondamentale e in quanto a creatività e fantasia stiamo meglio di altri! Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 17:14

Moody’s, l’instabilità e la moneta unica mondiale
di Maurizio d'Orlando 
Interrogati da AsiaNews, gli estensori del rapporto che declassa il rating italiano, si sono rifiutati di commentare. Pochi mesi fa il capo analista di Moody’s aveva elogiato l’Italia, “Paese non a rischio”. È in atto un piano per varare una moneta mondiale, il “bancor”. Ma prima si deve distruggere l’Italia, l’euro, il dollaro e l’economia mondiale.
…….

Tradotto dal linguaggio per iniziati significa che non si potrà raggiungere l’obbiettivo della moneta unica mondiale senza un grande sconquasso monetario. Occorre perciò porre le premesse per l’instabilità e questo conferma quanto già esposto in precedenza: l’attacco all’economia italiana non si basa su considerazioni oggettive, ma sono lo strumento per provocare la destabilizzazione dell’Italia prima, dell’euro poi ed infine il dissolvimento del dollaro. L’obbiettivo è di rendere nullo ogni residuo brandello di sovranità ed indipendenza dei popoli, come s’è visto di recente con l’indecente guerra di Libia e con le menzogne sparse a piene mani dalla stampa internazionale .

Insomma, l’obbiettivo è di sottomettere tutti i popoli ad un’unica banca centrale controllata dalla grande finanza internazionale, quella che accentra la quasi totalità dell’emissione dei derivati e che ci ha regalato la bolla dei derivati.
    http://www.asianews.it/notizie-it/Moody’s,-l’instabilità-e-la-moneta-unica-mondiale-22837.html 

 m 

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 17:49

Ho fatto un sogno che voglio raccontarvi <.
ho visto un grande campo di concentramento pieno zeppo di politici,
magistrati, altissimi prelati, banchieri, giornalisti, industriali, presidenti,  generali , erano pallidi, spaventati,  i loro Carcerieri erano operai, massaie,
disoccupati ,  vecchietti,  tutti molto inferociti  ,   che vorrà significare questo sogno ?

Grazie Chiara

Scritto il 6 ottobre 2011 at 19:17

Daniele #28 art. prec.
Non voglio certamente pretendere di essere completamente immune dai mali dell'attuale sistema finanziario/monetario, viviamo in questa società e dobbiamo anche subirne i diffetti oltre che ai pregi.
Ma sicuramente per mè il problema dell'inflazione non esiste per il semplicissimo fatto che i risparmi "non esistono", vorrei proprio vedere quante persone che vivono di economia reale riescono a risparmiare abbastanza da porsi il problema dell'inflazione !!!! Con poche migliaia di euro………il problema non esiste, in percentuale………è matematica !!!! per recuperare l'inflazione basta "saltare" un pasto ed il gioco è fatto (e fà anche bene alla salute) senza bisogno di chiedere costosi consigli agli esperti.
Tutti i discorsi che si fanno in materia finanziaria sono riferiti ai grandi patrimoni, alle grandi cifre e non ai piccoli risparmi dei lavoratori che in percentuale sono irrisori, sono "il nulla" in termini reali e presi singolarmente.
Secondo mè i problemi sono altri, ad esempio la mancanza di sicurezza economica causata dalle crisi economico finanziarie, la mancanza di una moneta sana e di proprietà del portatore !!!!!!!!. Per non parlare della mancanza di vera libertà causata dalla mancanza di un reddito certo, dai monopoli privati e pubblici e molte altre cose che sarebbe lungo descrivere.

Comunque conoscere e capire il Sistema può permettere di difendere le proprie finanze al meglio (nei limiti del possibile…naturalmente) senza dover "investire" nel mondo finanziario e magari usando anche un pò di fantasia personale senza ascoltare i media e le mode.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 21:28

X M Sulla nuova moneta "bancor"

http://www.imf.org/external/np/pp/eng/2010/041310.pdf

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 21:28

X M Sulla nuova moneta "bancor"

http://www.imf.org/external/np/pp/eng/2010/041310.pdf

Scritto il 6 ottobre 2011 at 22:10

Caro Luca, nessuno possiede la Verità, tantomeno i “guru” che tu tanto detesti. Ma solo se si è liberi dentro si può usare il cuore e la ragione, e seguire una passione vuol dire ascoltarsi….

sei abbastanza folle per cambiare il mondo???

un abbraccio

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 23:17

Post #9 e Post #29…moneta di riserva e rating !

Ma, io sono campagnolo, tutti continuano a dire che USD e´ una moneta di riserva, lo era 10 anni fa senza euro, oggi l´Euro si prende un bel 40% delle torta…grosso modo, poi e´un punto di vista l´Euro e´la moneta di riserva a sua volta di un blocco economico di 500 milioni di persone…

Per finire se fosse poi vero che gli stampatori di moneta non possono fallire perche´ l´agenzia di rating Cinese ha dato al debito sovrano US un bel A- ?

Loro che hanno 1400 Miliardi di USD ? Forse perche´ negli US non fanno bene gli involtini primavera…o perche´cominciano a dubitare (per la prima volta) che lo Zio Sam possa effettivamente pagare i debiti ?

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2011 at 23:48

vorrei  complimentarmi con Luca per la maturità che dimostra  per la sua giovane età e per non essere un pecorone conformista  e "decerebrato" come invece mi sembra la grande maggioranza  dei suoi coetanei.Molto bello il suo commento sui guru che ci vogliono infinocchiare . Solo chi ragionasse col proprio cervello,   si impegnasse a informarsi e a studiare avrebe allora si, la soddisfazione di "andare a letto la sera pensando di aver fatto qualcosa di meraviglioso".

hector

utente anonimo
Scritto il 7 ottobre 2011 at 22:02

Caro SD
tutto è relativo a qusto mondo. Gli Italiani, si sa, sono sempre stati un popolo di risparmiatori anche se ora la propensione al risparmio è in declino.
Per Tizio può essere tanto 10.000 euro, per Caio un milione rappresenta una goccia nel mare.
L'ho capito molto bene quando ho visto un uomo di 60 anni che aveva quasi tutti i propri risparmi investiti in titoli Parmalat che avrebbe venduto di lì a poco per acquistare un modesto appartamento….
Risparmi sono anche le pensioni di tutti quanti e penso che non sarebbe propriamente entusiasmante, alle soglie della fine del lavoro scoprire che con il mensile ci compri il giornale….

Buona notte
Daniele

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 13:36

ma secondo voi non potrebbero tagliare di un 20% il valore nominale di tutti i titoli di stato (e relaztive polizze assicurative) cosi' da abbattere il debito pubblico e far ripartire tutto? Un reset ed olpa' il gioco e' fatto, tutti si incazzerebbero (i possessori di investimenti "prudenti", ma nessuno potrebbe far niente) che ne dite?

Scritto il 11 ottobre 2011 at 09:30

Voglio fare i complimenti per i dati che ci fornisci, veramente interessanti e difficilmente trovabili. Faccio una critica per quando critichi il ns. governo su fatti privati del premier senza che esistano reati, questa faziosità è inaccettabile anche perchè nessuna persona intelligente pensa che la crisi italiana sia dovuta ad un comportamento privato libertino. Saluti Giorgio.

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