BONDS LET'S TWIST AGAIN!

Scritto il alle 07:06 da icebergfinanza

 

(…)Battete tutti le mani (…) Sto andando cantare la mia canzone  E non ci vorrà molto  Faremo il twist e via così.
 

Dai, facciamo girare (la ruota ) ancora una volta, come abbiamo fatto la scorsa estate…  Si, facciamo girare tutto ancora una volta , come abbiamo fatto lo scorso anno … Do you remember when, things were really hummin' Vi ricordate quando, le cose erano davvero hummin ' 
Ee a round and a round and a up and down we go again Ee un giro e un giro e su e giù ci risiamo…

Sulle ali della canzone Let's Twist Again alla fine la Federal Reserve ha scelto la soluzione che il mercato aveva ampiamente incorporato con la delusione espressa in queste settimane. La buona notizia è che "temporaneamente" la droga ha smesso di circolare nei mercati, quella brutta è che la Federal Reserve pur sottolineando che … is prepared to employ its tools as appropriate… pronta ad usare qualunque mezzo a propria disposizione e sottolineando i rischi di …Moreover, there are significant downside risks to the economic outlook, including strains in global financial markets… un significativo peggioramento della situazione economica e di fusione del sistema finanziario, da l'impressione di aver esaurito le sue munizioni. un si .

Cercare di ridurre i rendimenti a lungo termine e di conseguenza il costo di indebitamento per famiglie e imprese è in sintesi una piccola illusione in un oceano di debiti che come urla la storia avrà bisogno di almeno un decennio per essere relativamente prosciugato.

E' l'assurdità del pensiero monetario quello di credere che portando l'acqua al cavallo questo berrà quando in questi anni ha rischiato di affogarvi dentro.

Nessuna impresa si avventurerà mai in un investimento, sino a quando la situazione economica non avrà un orizzonte definito, nessuna famiglia cosumerà oltre le proprie necessità e disponibilità.

Come suggerisce la storia dopo le manie arrivano le fobie!  

Il livello di investimento delle imprese non dipende solo dal costo dell'indebitamento ma dal mercato, dall'eccesso di sovrapproduzione in circolazione, dalla domanda. Incertezza sulle prospettive ecco il problema. 

Lo urla la storia, senza ristrutturazione del debito non andiamo da nessuna parte, il debito non scompare!

Tra le quattro soluzioni che storicamente hanno portato ad un'uscita da una crisi del debito, il deleveraging ormai quella che ha più credito nei miei pensieri è quella del fallimento controllato quanto si voglia, della nazionalizzazione di alcuni relitti finanziari ed industriali. Punto, non c'è altra soluzione, tutto il resto è pura illusione!

Se una mela marcia in un cestino rischia di contagiare le altre, va tolta!

Nel frattempo la stampa tedesca incomincia ad accorgersi guardando il proprio orticello che l'instabilità politica in fondo non è solo una prerogativa italiana.

Ieri il nostro Raffaele mi ha messo una pulce nell'orecchio!

Ma se è vero che le banche italiane detengono 200 miliardi di euro di titoli tedeschi, bund il cui valore nominale è arrivato alle stelle, dopo che Deutsche Bank ha liquidato il nostro paese e i fondi pensione tedeschi vogliono seguirne l'esempio comprando titoli coreani, perchè non liquidare tutta la Germania portando a casa plusvalenze stellari e nel contempo sostenere le nostre emissioni per i prossimi due anni? 

A voi ogni altra considerazione su questa provocazione che in fondo, in fondo ha una sua valenza strategica, allargandone l'orizzonte!

Nel fine settimana al massimo lunedi una analisi dettagliata sulla situazione italiana, per tutti coloro che hanno contribuito o vorranno contribuire liberamente al nostro viaggio, cliccando QUI per cercare di intravvedere oltre questa cortina di nebbia oltre il terrorismo gratuito di un manipolo sempre più grande di avvoltoi e sciacalli di cui e' pieno anche il nostro Paese! 

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36 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 08:14

Andrea ho letto questo post e la tua risposta di ieri sera. Vedi io ero all'estero negli ultimi anni e non potevo certo leggermi i post di un sito che non conoscevo. Ora ho un'idea più completa del tuo pensiero, ci saranno delle sfumature di differenza ma sostanzialmente diciamo la stessa cosa, amo solo enfatizzare che le risorse ci sono e vanno redistribuite utilizzando la leva fiscale. Per poterlo fare ci vuole un governo etico e forte questo è un altro discorso. Mantengo la mia predilezine per un neo-keynesismo pragmatico ma sono purtroppo d'accordo con la profezia di Von Mises

There is no means of avoiding the final collapse of a boom expansion brought about by credit expansion. The alternative is only whether the crisis should come sooner as the result of a voluntary abandonment of further credit expansion, or later as a final and total catastrophe of the currency system involved.

e mi sembra che tu dica la stessa cosa.

mente semplice

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 09:17

Salve Andrea,

è da qualche tempo che leggo i suoi assai acuti post. Se non fraintendo quello che scrive, anche lei considera la discesa dei listini azionari europei un "attacco" speculativo dei soliti noti…

Però mi chiedo: potrebbe essere più esplicito sugli obiettivi degli speculatori? Io ho l'impressione che mirino a rastrellare le quote pubbliche che rimangono di Eni, Enel, Finmeccanica, etc. Mi sbaglio?

Luigi S.

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 10:27

Beh direi che un complimento ad Andrea ci voglia a questo punto essendo stato l'unico a prevedere una double dip e l'inutilità della politica monetaria già nel 2009 quando tutti gridavano al nuovo miracolo economico……
bravo Andrea.

Marco

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 10:40

Pubblicità spudorata per il progetto di una moneta unica per l'Occidente (Europa ed U.S.A.)

In questo video potete vedere una registrazione dal telegiornale di ieri, 20 settembre 2011 (RAI 2)

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/09/pubblicita-spudorata-per-il-progetto-di.html

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 11:53

..ciao Andrea, sono un promotore di Verona, residente a Dimaro,  e ho letto il tuo libro. Una ricerca interessante che auspico continui. Ciò che mi rimane è un inno alla forza d'animo umana e professionale. Condivido il radicale cambiamento di tutti i fondamentali del mercato finanziario in essere fino agl'anni novanta. Non ti nascondo che nel 2000/2003, quando di fatto avvenivano per la prima volta i suddetti cambiamenti, da giovane ed inesperto ho provocato seri danni al portafoglio dei mie clienti. Questo però, è valso che alla successiva crisi del 2008, ed ovviamente questa del 2011, a non farmi cogliere più impreparato, Oggi non si può dire, non si è mai visto. Da questo l'ottimismo che mi deriva dal tuo libro. Tutto si evolve , e noi, con la preparazione possiamo andare avanti.

Silvio Andreoli

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 13:02

Post #4

Una strategia del genere le la stavo aspettando, come dire uniamo tutto …non distinguiamo grano da gramigna … poi facciamo pagare a tutti.  Mi sfugge un punto, se criticavano l´Euro per non avere una regia economica unica, come pensano di unire il dollaro…che vengono da Marte !!!
Bah ! La fantasia non ha limite…purtroppo.

Scritto il 22 settembre 2011 at 13:05

Si Silvio competenza professionalità e soprattutto onesta’ e trasparenza nel rapporto umano oltreché professionale pagano sempre. Non si diventa ricchi ma ricchi dentro! Un abbraccio Andrea

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 13:35

scende l'euro
scende il fiorino
scende la rupia indiana
scende il petrolio
scende l'argento
scende l'oro
si liquefanno le azioni
si liquefanno le quotazioni del ferro e del rame

sale solo lui IL DOLLARO….

e alla fine quando resterà solo, finalmente potrà morire in pace

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 13:42

bella poesia n. 9 ma imprecisa

l'euro scende solo sul dollaro ma si rivaluta del 2% al giorno su tutte le altre monete…. strano vero per la moneta di una zona economica morente

oppure no ?

vedi l'europa (se solo fosse qualcosa di più di un'accozzagli di stati ognun x se) ha una bilancia commerciale circa in pari, importa un pò di gas e petrolio, esporta tante belle cose complicate da fare….

ma tutti quesi paesi asiatici che esprotano e basta…. per loro abdrà molto MOLTO peggio

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 14:57

credo che l'Euro stia salendo verso le altre monete perchè le banche europee stanno chiudendo tutte le posizioni all'estero per far provvista di liquidità. E il dollaro sale perchè serviranno dollari per liquidare i CDS sul fallimento della Grecia……. questo movimento assomiglia molto ai mesi precedenti Lehman…….

Marco

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 15:09

no 11 fortunatamente non sei uno di quei pazzi che gioca sul mercato delle valute perchè hai torto e ti perderesti le mutande

la BCE ha aperto una linea d liquidità senza limite con tutte le banche europee perchè teme un bank run che non credo avverrà

ieri la FED ha detto senza mezzi termini che siamo in recessione, i dati sulla produzione cinese sono scadenti QUINDI le smisurate posizioni in leva su monete ad alto tasso di rendimento e sulle commodity si stanno allentando quindi scendono dolalro CAD e AUD ecc… sale il dollaro USA che è la moneta da coprire. L'euro sale per riflesso e perchè c'è carry trade anche qui da noi, quale credi che sia il mestiere di SG, Deutsche Bank, RBS ecc… SONO PARI PARI I LORO CUGINI D'OLTRE OCEANO.

Ma sono alquanto sicuro che qualcuno ci guadagnerà lo stesso, basta avere le informazioni un pò prima….

Al tavolo della speculazione giocano in 3: chi vende, chi compra e chi da il mazzo. I cari vampiri di GS danno sempre il mazzo perchè il giochino lo hanno inventato loro.

Fintantoche esistono ignoranti, nani e ballerine, corrotti e corruttori al comando della barca la direzione è una sola: in fondo al mare

il viandante

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 15:24

… e mi cimento pure sulle previsioni del futuro MA SOLO PER GIOCO…

i repubblicani vogliono Obama morto anche se è un pessimo presidente quindi neanche un dollaro di stimolo all'economia…

l'economia USA si inflia sempre più in un cratere profondissimo…

il resto del mondo che vive di export in USA crepa….

l'Europa che, fosse un qualcosa di simile a una nazione invece che un'accozzaglia di interessi potrebbe sopravvivere, esplode e si frantuma….

dopo im 2012 devastante, il nuovo presidente USA Rick Perry, dopo una campagna elettorale all'insegna dell'efficenza fiscale e dei tagli alla spesa, avvia un mega piano di sgravi fiscali su tutto, il deficit arriva al 25% del PIL…

nel frattempo gli altri sono tutti morti e pieni di carta verde con l'effiige di George Washington (poveretto se sapesse….)

il dollaro perde il 40% del suo valore in 3 mesi ripsetto all'oro che però nel frattempo era sceso a 800 dollari l'oncia….

a fine 2012 la Goldman Sachs, dopo un 2012 deludente, pubblica il miglior bilancio della propria storia e distribuisce 40 miliardi di bonus…

le borse festeggiano….

i tanti Andrea Mazzalai di questo mondo pubblicano il 350-esimo post su GS…

escono iPad 4 iPhone 6 con un successo planetario, li vendono anche ai delfini…

MAMMON si avvia a vincere anche questa partita  6-0  6-0  6-0 ormai si annoa, troppo facile….

viandante 

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 15:53

mi spiego anche meglio no. 11

le banche europee stanno effettivamente ritirando denaro dai mercati emergenti ma perchè sono degli speculauraori maledetti. Ricordiamoci che nella gara perversa a chi ha la leva finanziaria più grande Deutsche Bank (uber alles !!!) vince con un 70:1 poi ci sono altre banche tedesche e i francesi tutti oltre 30:1 Al confronto la nostra San Paolo con una leva sotto i 20:1 (sempre troppo) ci fa un figurone.

Quanti sono i soldi europei negli emerging ? 3,5 trilioni di dollalri, le banche americani meno di 1 trilione, le giapponesi circa 300 milioni

E cosa fanno con sti soldi…. Per esempio fabbricano ETF, ETC sui mercati azionari locali, sulle materie prime etcc…. tutto ciò che serve allo sviluppo no ?

Gli europei si sparano negli zebedei da soli anche senza Goldman Sachs.

E COSA CAZZO FA LA SANTA BUNDESBANK PER EVITARE LE PUTTANATE DELLE PROPRIE BANCHE ? …. COMBATTE FIERAMENTE L' INFLAZIONE ? BRAVI !!!!

Quasi quasi mi schiero con GS, sono stronzi ma intelligenti…

viandante

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 15:56

.. non vorrei spargere ulteriore ansia… ma la certificazione della nuova recessione da parte della Fed ( meglio tardi che mai ) , potrebbe spingere l'indice americano vicino ai minimi di marzo 2008 .

Le conseguenze potrebbero davvero essere devastanti , oppure sbaglio ?

                                        FIORENTINO DISPETTOSO

Scritto il 22 settembre 2011 at 16:26

Viandante ma ti che ci stai a fare su questa barca se scrivo sempre di Goldman Sachs… mamma mia di quanta illuminazione e’ irradiato il nostro destino! Andrea

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 16:27

ciao Fiorentino Dispettoso,

devastanti x chi ?

la borsa italiana ha una capitalizzazione complessiva sotto i 300 milardi di euro una frazione del valore immobiliare di Roma, sostanzialmente se va a zero chissenefrega

al contrario la quasi totalità delle pensioni private americane è investita in azioni e treasury a lunga scadenza il cui rendimento è sotto zero.

neppure pianificando a tavolino un attacco nucleare globale si riusicrebbe a ottenere il magico risultato ottenuto dal MAESTRO Greenspan, il suo discepolo Benny e la sacra corona unita dei bancarottieri.

ma sai cosa ti dico… e allora ?

l'unica civiltà sostenibile mai prodotta dal genere umana è quella rurale eco sostenibile. Dobbiamo solo diminuire un pò di numero, un pò di pazienza e ci arriviamo.

viandante

Scritto il 22 settembre 2011 at 16:33

SOLUZIONE

ISLANDA: PERCHE' NESSUNO NE PARLA?

http://www.youtube.com/watch?v=IryNSwy4p2E&feature=player_embedded

Ascoltate bene tutto il video. E' fatto bene. Parla di un popolo che ha detto con un referendum (vinto al 93%) al capo della Stato Ólafur Ragnar Grímsson (che assomiglia in modo inquietante al leghista Castelli) di non farsi salvare dai falchi del FMI e della BCE (per non perdere sovranità) perchè ciò avrebbe comportato che il debito pubblico accumulato dovesse essere spalmato su tutti i cittadini islandesi per 15 anni con una media di 100 euro al mese. Hanno deciso COLLETTIVAMENTE di nominare 25 nuovi membri di governo scelti tra oltre 500 candidati che dovevano essere solo maggiorenni, senza tessere di partito (a quanto pare anche lì i partiti son diventati sinonimo di malvagio) e sostenuti da almeno 30 persone. E stanno redigendo una nuova Costituzione, come si direbbe adesso 2.0, in rete. SEMBRA UN MIRACOLO. SEMBRA CHE DAVIDE ABBIA SCONFITTO IL NEOLIBERISTA GOLIA. SEMBRA APPUNTO. L'Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna hanno qualcosa di diverso dall'Islanda. Una prima differenza molto importante è che l'Islanda NON ERA NELL'EUROZONA. Ma ci sono altre ENORMI differenze che rendono molto difficile tale ipotesi in Italia. L'Italia rimane una delle più grosse economie del Pianeta e non è un'isola dispersa nel mare, inoltre è abitata da quasi 60 milioni di persone a fronte di una Islanda abitata da circa 320.000 abitanti su un territorio enorme (territorio = risorsa). Un'isola poco abitata. Uno staterello periferico direi, beati loro. Pieno di risorse, forse riesce pure ad essere autonomo, rinunciando a un po' di delizie consumistiche.

per i soliti pignoli, rimando la lettura di tutto l'articolo.  qui. http://blog-condiviso.blogspot.com/2011/08/islanda-perche-nessuno-ne-parla.html
 nel video parlano anche di noi ITALIA.

ciao   DORF 

Scritto il 22 settembre 2011 at 16:33

SOLUZIONE

ISLANDA: PERCHE' NESSUNO NE PARLA?

http://www.youtube.com/watch?v=IryNSwy4p2E&feature=player_embedded

Ascoltate bene tutto il video. E' fatto bene. Parla di un popolo che ha detto con un referendum (vinto al 93%) al capo della Stato Ólafur Ragnar Grímsson (che assomiglia in modo inquietante al leghista Castelli) di non farsi salvare dai falchi del FMI e della BCE (per non perdere sovranità) perchè ciò avrebbe comportato che il debito pubblico accumulato dovesse essere spalmato su tutti i cittadini islandesi per 15 anni con una media di 100 euro al mese. Hanno deciso COLLETTIVAMENTE di nominare 25 nuovi membri di governo scelti tra oltre 500 candidati che dovevano essere solo maggiorenni, senza tessere di partito (a quanto pare anche lì i partiti son diventati sinonimo di malvagio) e sostenuti da almeno 30 persone. E stanno redigendo una nuova Costituzione, come si direbbe adesso 2.0, in rete. SEMBRA UN MIRACOLO. SEMBRA CHE DAVIDE ABBIA SCONFITTO IL NEOLIBERISTA GOLIA. SEMBRA APPUNTO. L'Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna hanno qualcosa di diverso dall'Islanda. Una prima differenza molto importante è che l'Islanda NON ERA NELL'EUROZONA. Ma ci sono altre ENORMI differenze che rendono molto difficile tale ipotesi in Italia. L'Italia rimane una delle più grosse economie del Pianeta e non è un'isola dispersa nel mare, inoltre è abitata da quasi 60 milioni di persone a fronte di una Islanda abitata da circa 320.000 abitanti su un territorio enorme (territorio = risorsa). Un'isola poco abitata. Uno staterello periferico direi, beati loro. Pieno di risorse, forse riesce pure ad essere autonomo, rinunciando a un po' di delizie consumistiche.

per i soliti pignoli, rimando la lettura di tutto l'articolo.  qui. http://blog-condiviso.blogspot.com/2011/08/islanda-perche-nessuno-ne-parla.html
 nel video parlano anche di noi ITALIA.

ciao   DORF 

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 16:37

caro Andrea ho lasciato il mio lavoro un paio di anni fa e tra un viaggio e l'altro mi annoio un pò. Apro il giornale, le stesse minchiate, qualunque giornale intendo, tranne alcuni giornali in India e Sud America dove parlano ancora dei problemi della gente.

E poi io alcuni di quelli che hanno lavorato x GS li conosco. Non sono tutti bastardi, solo il loro capataz. Uno è uno dei miei migliori amici. Un genio della matematica, palle che fumano ma gli davano quattro soldi x fare ricerca su come sono fatte le stelle metre gli altri gli davano un sacco di soldi per progettare derivati esotici…

Parlo di GS per riderci un pò, ma GS è il sintomo di un male molto più grande. Se vai sul sito della BIS c'è uno studio dell'economista Claudio Borio intitolato "Global imbalances and the financial crisis: Link or no link?" Tra i puà intelligenti che ho letto e VERY SAD. LA BIS è la bancha delle banche, se lo scrivono loro… sono sicuro che ti interessa.

viandante

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:02

.. il devastante riguarda le possibili conseguenze sulle aziende e le ricadute sul sistema produttivo e quindi sull'occupazione .

Sono felice della tua nuova vita che ti lascia spaziare su vari paesi mondiali , ma visto che ancora qualcuno lavora e spera in un futuro dei propri figli , le preoccupazioni sono necessarie .

Per il totale valore immobiliare di Roma , ho la sensazione che diventerà leggermente meno , perchè non ho mai visto mangiare mattoni , nemmeno in una civiltà rurale ed eco sostenibile …

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:07

Andrea uso il blog per un messaggio personale perchè non riesco a registrami non so perchè…

questo è il link a un post su naked capitalsim (uno dei miei siti finanziari preferiti) che tratta del lavoro di Claudio Borio. Io ci sono arrivato da qui perchè effettivamente è stato black-listed… un senior economist del più importante centro di studi economici del mondo che osa dire la verità a proprosito della politica della FED

http://www.nakedcapitalism.com/2011/09/the-very-important-and-of-course-blacklisted-bis-paper-about-the-crisis.html

viandante

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:07

Andrea uso il blog per un messaggio personale perchè non riesco a registrami non so perchè…

questo è il link a un post su naked capitalsim (uno dei miei siti finanziari preferiti) che tratta del lavoro di Claudio Borio. Io ci sono arrivato da qui perchè effettivamente è stato black-listed… un senior economist del più importante centro di studi economici del mondo che osa dire la verità a proprosito della politica della FED

http://www.nakedcapitalism.com/2011/09/the-very-important-and-of-course-blacklisted-bis-paper-about-the-crisis.html

viandante

Scritto il 22 settembre 2011 at 17:24

Te lo immagini che accadrebbe se all’improvviso in Italia si scoprisse che un ragionere qualunque un certo Andrea Mazzalai, da quattro anni parla di Minsky Moment e Debt Deflation di depressione immobiliare e umana, raccontando la storia come una favola… Claudio Borio, l’economista italiano che annunciò la crisi mondiale senza essere creduto

Tags: crisi-economica, panorama in edicola Un commento

Claudio Borio (Christoph Wesp)

Non è vero che nessuno, a parte l’osannato Nouriel Roubini, aveva previsto la grande crisi che dal 2007 sta spazzandoi mercati mondiali. Alcuni, pochi per la verità, ben prima del crac cercavano di attirare l’attenzione delle grandi istituzioni internazionali sui rischi che stavacorrendo l’economia globale.

Fra questi c’è un italiano: si chiama Claudio Borio, 52 anni, nato a Ivrea, vissuto in Argentina e laureato a Oxford.
Il fatto di essere piemontese e di lavorare in Svizzera lo rende particolarmente allergico alla pubblicità. E infatti, pur ricoprendo un incarico importante, è praticamente sconosciuto al grande pubblico. Ma, ai primi di maggio, improvvisamente il suo nome è apparso in un ampio articolo pubblicato dal Financial Times. È una lunga conversazione con Roubini e a un certo punto l’autore, Gillian Tett, ricorda che possono attribuirsi il merito di avere visto il disastro prima che accadesse anche William White e Boriodella Banca dei regolamenti internazionali(Bri).
Borio chi? Una ricerca su internet rivela che Borio ricopre la carica di vicecapo del dipartimento economico e monetario ed è membro del comitato esecutivo allargato della Bri, un’organizzazione con sede a Basilea che promuove la cooperazione monetaria e finanziaria su scala mondiale e funge da banca delle banche centrali. Ma tra i documenti che spuntano dalla rete ce n’è uno particolarmente significativo: un’intervista concessa nel 2009 alla Bloomberg da White, ex capo di Borio.
White cita un episodio che rese famoso lui e il collega italiano nel ristretto club degli esperti di economia: siamo a fine agosto 2003 in un lodge nel Grand Teton National Park, nel Wyoming, e White sta preparando la relazione che terrà all’incontrom annuale delle banche centrali di tutto il mondo che si svolge a Jackson Hole: «Claudio mi disse di non perdere l’occasione, “ci saranno tutti”». L’occasione per ribadire, soprattutto al capo della Federal Reserve Alan Greenspan, che all’orizzonte incombevano grossi rischi per l’economia. Borio non commenta l’episodio. Ma ammette che quella presentazione fu controversa. Il vero pericolo che stavamo correndo, sostenevano Borio e White, non era tanto un riacutizzarsi dell’inflazione, quanto l’inesorabile aumento dell’instabilità finanziaria che avrebbe minato le basi dell’economia.

I due economisti descrivevano uno scenario dove «una insostenibile espansione del credito, accompagnata da un aumento dei prezzi delle attività sia reali sia finanziarie, in particolare
degli immobili, viene sostenuta da una forte propensione al rischio da parte degli operatori».
Una tesi allora controcorrente che sfortunatamente si è tramutata in realtà 5 anni dopo.
Ma l’allarme lanciato nel Wyoming non fu raccolto da Greenspan e dai banchieri americani.
Borio sottolinea che quel «paper» era solo l’ultimo di una serie di studi e analisi che almeno dal 2000 proseguivano lungo lo stesso solco. E che le relazioni annuali della Bri hanno più volte ribadito lo stesso concetto: «Dire che ho previsto la crisi è un po’ esagerato» si schermisce.
Ma è andata proprio così. Per fortuna, ora Borio guarda al futuro con più fiducia. Nonostante le misure di austerità che, secondo alcuni, potrebbero minare la ripresa economica: «Non credo che la ripresa verrà bloccata.
Come temevamo un anno fa, i rischi di instabilità vengono ora più dalle finanze pubbliche che da quelle private. E a lungo andare un eccesso di indebitamento pubblico ci riporterebbe agli anni Settanta, con una presenza eccessiva degli stati nell’economia e un’inflazione più alta. In questo contesto è importante rimettere in ordine i conti degli stati. Non c’è scelta, se questo aggiustamento fiscale non viene fatto ora, bisognerà farlo comunque più tardi: e sarebbe più doloroso».

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:36

se è vero che le banche italiane hanno 200 miliardi di euro di bund ,
se lo spread ,aumenta ancora,  il guadagno aumenta ancora di più.
più c'è crisi e più guadagnano. che siano loro ad alimentarla ?

ora ci propongono un governo tecnico  che nessuno ha votato o eletto : il governo  " Gargamella " per superare la crisi ,  tecnici qualificati che hanno sbagliato ogni previsione , immaginate a chi ci affidiamo !  e parlano di adottare scelte impopolari , sacrifici per tutti 
stretto stretto,   " cornuti e mazziati " .

poi crisi ,  ma dove ?  in Cina un cinese direbbe siamo pazzi ?  qui , siamo in peno boom economico   parliamo di un miliardo e mezzo di persone
in India lo stesso, in Brasile lo stesso  etc etc   dunque 3 miliardi di persone
non vivono nessuna crisi anzi,  non sono mai stati cosi bene o no ?

spread italiano, e le altre borse perchè fanno meno 5 al giorno ?
quindi finiamola con questa barzelletta speculativa.

concludo  con ,………chi dimentica il passato………………..
è rientrato in Italia il RE …………………………..

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:50

non ti conoscevo x davvero ora sì.

la scors estate ero in perù, sono un (vecchio) alpinista e ci sono alcune delle più belle montagne del mondo e mi commuovo essere là in mezzo…

nel nord del perù, totalmente fuori dalle rotte turistiche percorse da folle di invasati che si vanno a incolonnare x vedere Machu Picchu (che è bella ma non in mezzo a una folla da stadio) ci sono alcuni musei strepitosi che contengono tesori della cultura pre-incaica. All'interno di questi musei c'erano zero occidentali tranne io e tanti peruviani. Lo stesso al Museo de Oro a Bogotò, tranne qualche occidentale in più.
L'orgoglio per la propria storia rinasce su basi nuove e sane.

Questi paesi massacrati da secoli di colonialismo con una povertà ancora mostruosa e una violenza ancora elevata seppure non più estrema come 10 anni si stanno muovendo. In Brasile dove ci sono eccessi da girone dantesco, non amano neppure sentir nominare la parola yankee. Le loro banche sono un modello di pridenza. C'è tantissimo da fare ma sono convinto che è dai paesi massacrati da secoli di sfruttamento che potranno venire novità non da paesi dove le stesse popolazioni sono ormai rincretinite dal pensiero comune. Ovviamente se le cose precipitano e il tasso di sofferenza sale di molto allora forse le cose cambieranno anche qui. Ma non mi è possibile sperare che le cose vadano peggio x vedere che poi andranno meglio. Ho visto la verà povertà e non la vorrei mai vedere qui di nuovo…

viandante

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 17:54

anonimo 23

la borsa NON è l'economia è uno stagno speculativo chi non ha capito e ci mette i soldi dentro lo fa suo rischio e pericolo. L'economia è la fabbrica in cui lavori, se è la tua e ci metti i tuoi soldi allora sei un investitore e meriti un monumento in piazza, in borsa passano solo da una mano all'altra

v

Scritto il 22 settembre 2011 at 18:57

Nom fanno tenerezza questi bimbi…che puntano i piedi e vogliono il lecca lecca QEInfinito…cari ragazzi e’ tutta colpa del destino la speculazione bella buona e dolce e’ solo frutto dell’immaginazione come tutti gli esaltati che stanno dentro le dark pool Siete felici così, buonanotte e sogni d’oro bimbibelli! Andrea

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 19:46

negli ultimi 10 anni la più importante banca d investimento della galassia ha distribuito premi ai propri dipendenti per circa 200 miliardi di dollari prevalentemente guadagnando su operazioni di trading

per fare tanto denaro però non puoi operare in borsa ma DEVI FARE LA BORSA, quindi un parco buoi infinito…

il grande John Maynard Keynes scrisse a proposito "la borsa è un sistema per separare gli stupidi dal proprio denaro"

occhio di falco

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 20:01

A leggere le agenzie di stampa di questi tempi, quante garrule voci nel cortile della nostra povera patria, mi fanno venire in mente Jannacci…
 

Dai dai, conta su…ah be, sì be…. 

– Ho visto un re. 

– Sa l’ha vist cus’e`? 

– Ha visto un re! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Un re che piangeva seduto sulla sella 

piangeva tante lacrime, ma tante che 

bagnava anche il cavallo! 

– Povero re! 

– E povero anche il cavallo! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– è l’imperatore che gli ha portato via 

un bel castello… 

– Ohi che baloss! 

– …di trentadue che lui ne ha. 

– Povero re! 

– E povero anche il cavallo! 

– Ah, beh; sì, beh. 

– Ho visto un vesc… 

– Sa l’ha vist cus’e`? 

– Ha visto un vescovo! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Anche lui, lui, piangeva, faceva 

un gran baccano, mordeva anche una mano. 

– La mano di chi? 

– La mano del sacrestano! 

– Povero vescovo! 

– E povero anche il sacrista! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– e` il cardinale che gli ha portato via 

un’abbazia… 

– Oh poer crist! 

– …di trentadue che lui ce ne ha. 

– Povero vescovo! 

– E povero anche il sacrista! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Ho visto un ric… 

– Sa l’ha vist cus’e`? 

– Ha visto un ricco! Un sciur! 

– S’…Ah, beh; si`, beh. 

– Il tapino lacrimava su un calice di vino 

ed ogni go, ed ogni goccia andava… 

– Deren’t al vin? 

– Si`, che tutto l’annacquava! 

– Pover tapin! 

– E povero anche il vin! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Il vescovo, il re, l’imperatore 

l’han mezzo rovinato 

gli han portato via 

tre case e un caseggiato 

di trentadue che lui ce ne ha. 

– Pover tapin! 

– E povero anche il vin! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Ho vist un villan. 

– Sa l’ha vist cus’e`? 

– Un contadino! 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore, 

persino il cardinale, l’han mezzo rovinato 

gli han portato via: 

la casa 

il cascinale 

la mucca 

il violino 

la scatola di kaki 

la radio a transistor 

i dischi di Little Tony 

la moglie! 

– E po`, cus’e`? 

– Un figlio militare 

gli hanno ammazzato anche il maiale… 

– Pover purscel! 

– Nel senso del maiale… 

– Ah, beh; si`, beh. 

– Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava! 

Ah! Ah! Ah! 

– Ma sa l’e`, matt? 

– No! 

– Il fatto e` che noi villan… 

Noi villan… 

E sempre allegri bisogna stare 

che il nostro piangere fa male al re 

fa male al ricco e al cardinale 

diventan tristi se noi piangiam, 

e sempre allegri bisogna stare 

che il nostro piangere fa male al re 

fa male al ricco e al cardinale 

diventan tristi se noi piangiam!

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 20:39

Andrea non credergli troppo a quella testa matta di Bernanke, tiene tutti sotto stress per prendere le misure per il nuovo QE.
Anche perchè deve aiutare lo Stato a liquidare buoni del tesoro detenuti dai cinesi che vogliono fare incetta di asset reali per il mondo.

Scritto il 22 settembre 2011 at 20:55

Per Viandante #vari

C'è una spiegazione per tutto, o quasi. Chissà se le persone in Perù, alla sera, discutono di alta finanza………..chissà……….forse no perchè sono …….

Alllego un link:

http://marcodellaluna.info/sito/?p=657

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 21:00

# 13 #14  SUPERBO!

consiglio di tenersi questi post da qualche parte perchè secondo me sono precursori di ciò che accadrà

tuo cuggino

Scritto il 22 settembre 2011 at 21:12

Tuo Cuggino #31

Non accadra proprio un bel niente se vorranno vivere alle spalle della massa. Sono solo "fuochi artificiali".

Dopo…………..vedremo

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2011 at 22:43

Mi mancano gli splendidi commenti di Valentina !

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