ITALIA: THE DAY AFTER…L'ALBA DEL GIORNO DOPO!

Scritto il alle 07:39 da icebergfinanza

 YUn UnundzzUn post
  


La finanza speculativa e la politica, sono i principali responsabili di questa crisi, una crisi che viene da molto lontano, che affonda le sue radici nella storia, nella deregolamentazione selvaggia e nell'immensa illusione della crescita infinita alimentata dal debito, illusione che i popoli hanno assecondato, illusione che anche Cina, Brasile e India, potrebbero a breve rivivere.

Come ha più volte sottolineato il grande Paul Volcker, ex governatore della Federal Reserve, l'unica invenzione degna della finanza creativa in questi ultimi trenta anni è stato il bancomat. Per il resto spesso e volentieri si è trattato di strumenti inutili o meglio utili all'avidità e al profitto degli speculatori e dei banchieri.

Dai credit default swap alle vendite allo scoperto, dagli hedge fund sino ai private equity altamente speculativi, passando per le agenzie di rating sino ad arrivare alle banche di investimento esaltate da una leva finanziaria demenziale, non un solo strumento che non abbia contribuito ad amplificare questa imponente crisi. Non una sola riforma finanziaria degna di tale nome in questi anni per cancellare gli eccessi del passato.

Non dovrebbe essere permesso in alcun modo di speculare contro una Nazione e tantomeno contro un'azienda talvolta le conseguenze umane possono essere devastanti, attraverso strumenti che possono essere acquistati anche da coloro che non hanno nulla da assicurare, strumenti opachi, inutili, chi accetta il rischio se ne assuma la responsabilità.

Ricordo ancora gli hedge fund, strumenti finanziari esaltati dall'attuale governatore della banca centrale europea Trichet, come stabilizzatori dei mercati finanziari.

Assurdo, nella Grande Crisi, insieme alle banche di investimento e commerciali,  hanno destabilizzato il sistema, in America hanno scommesso sul collasso del mercato immobiliare, manipolando e frodando gli investitori, spazzando via il sogno di milioni di esseri umani, la casa, anche se quel sogno era in realtà un'illusione.

Certo gli addetti ai lavori, i lobbisti e i menestrelli del libero mercato vi racconteranno che senza la speculazione, la politica e la finanza manipolerebbero quotidianamente i mercati, ma in fondo è ciò che serve alla loro sopravvivenza.

I media, parte integrante di questo matrimonio di interesse tra la finanza e la politica, spesso quotidianamente fanno la loro parte.

Ad esempio, sabato, è stato  interessante osservare le prime pagine di due dei maggiori quotidiani come il Sole24Ore e il Corriere della Sera, ospitare il commento di Marcello Messori, presidente di Assogestioni e degli economisti Zingales di Chicago e Perotti della Bocconi due dei massimi esponenti dell'estremismo accademico a favore del libero mercato.

" (…)E' inutile dare la colpa all'avidità della speculazione…" (…)Esiste quindi una sola via d'uscita, che ci metta al riparo dalla volatilità del mercato…raggiungere il pareggio di bilancio diciamo in un anno(…) Le lacrime e il sangue saranno ben maggiori se non abbiamo il coraggio di agire subito(…) la manovra va equamente distribuita tra un aumento delle entrate e una riduzione delle spese a partire da quelle previdenziali (…

…e ancora…

(…) Se maledire qualcuno può fare psicologicamente bene, malediciamo pure la perfida speculazione internazionale che s'è accanita sull'Italia e sulle sue istituzioni finanziarie: il cinismo di Moody's e delle altre agenzie di rating, l'avidità delle Goldman Sachs, JP Morgan e delle altre grandi banche d'affari che, avendo fiutato il sangue, si sono gettate sulla preda più grande, l'opportunismo degli hedge fund che si ritrovano una nuova grande occasione per far soldi al ribasso con la crisi dei debiti sovrani, i fondi pensione americani che, per paura e pregiudizio, stanno svendendo Btp, titoli bancari di Piazza Affari e comprando Credit default Swap (Cds). Così inveendo e maledicendo si fa come lo struzzo che infila la testa in un buco e non vede quel che accade.( Walter Riolfi ) (…)

Insomma, nella sostanza, la solita musica, che i cultori del libero mercato ci propongono da decenni, anche se quella della volatilità del mercato è fantastica, ancora ci mancava.

Ma quello che da la dimensione di come ormai i numeri in questa crisi siano un'opinione più che una realtà si legge in queste due righe, scritte sempre dai due nostri economisti a proposito del debito italiano…

" …E un aumento dei tassi di cento punti base ( …ovvero l'1 % aggiungo io per semplificare il linguaggio tecnico ) ci costa a regime circa 20 miliardi , la metà dell'ultima manovra…"

Invece a regime i titoli complessivi emessi dallo Stato al 30.06.2011 erano esattamente 1.582.770.50 milioni corrispondenti a circa 15,8 miliardi di interessi… non sono poi molti 4 miliardi in meno ma con in numeri è meglio essere chiari.

Come abbiamo visto recentemente anche gli analisti di BlackRock si sono "inventati" la scadenza del 40 % del nostro debito pubblico nei prossimi due anni numeri che non stanno in piedi neanche facendo riferimento al nostro PIL, ovvero alla nostra crescita economica.

Messori invece non contento dell'assist che il governo ha fatto nei confronti dei suoi assistiti ovvero dei fondi di investimento con la demenziale tassa patrimoniale sui depositi titoli chiede ai governi di offrire sull'altare dei mercati, i beni ai quali tengono di più certezze e stabilità, proprio quello che gli stessi mercati finanziari da tempo non sono più in grado di offrire a nessuno.

Fatte quindi queste premesse nelle quali politica, finanza e media hanno le loro colpe alimentando spesso e volentieri l'ignoranza dei popoli a propria immagine e somiglianza, andiamo a dare un'occhiata a quanto potrebbe accadere nell'alba del giorno dopo italiana, senza dimenticare che il tramonto è all'ordine del giorno in tutte le economie occidentali e soprattutto quelle americane e inglesi, i cui media, fondi ed agenzie di rating sono stati in prima linea a promuovere il panico e la speculazione contro il nostro paese.

Al di la di qualche ondata speculativa nessuno può avere interesse a cercare il fallimento del nostro Paese, troppo grande per fallire, un'onda sismica che travolgerebbe l'Euro proseguendo per l'Asia sino ad arrivare in America.
 
Gli inglesi, in prima pagina, ci raccontano tramite il loro corrispondente da New York del Financial Times che è tutta colpa degli hedge fund americani che vendono allo scoperto il nostro Paese, per colpa della politica che mette a rischio la terza economia europea.

Gli hedge fund americani, sarebbero pronti a scommettere contro l'Italia anche se farebbero meglio a dare un'occhiata in casa propria, povero sogno americano!

Alcune banche americane, Bank Of America, JP Morgan Chase, Wells Fargo, Cittigroup e Ally Financial, mettono in piedi un settlement da 60 miliardi di dollari per patteggiare migliaia di frodi e manipolazioni nei pignoramenti di massa seguiti al crollo immobiliare con tutti i 50 Stati americani e questi avvoltoi di hedge fund americani vengono a cercare le pulci nel sistema finanziario italiano.

Nelle cosidette "piscine nere", "dark pool" della solita Goldman Sachs , nel suo circuito Sigma X vanno di moda le prede nostrane come Unicredit, Banca Intesa e Generali.

A proposito di Generali e i lettori sostenitori di Icebergfinanza sanno bene di cosa parlo, sarebbe interessante che i bloggers americani dessero un'occhiata anche in casa propria perchè dopo la catastrofe AIG non vorrei che qualche altra assicurazione americana si ritrovasse a dover essere nazionalizzata.

Si rassereni anche il buon Tyler Durden, un pò di obiettività non farebbe male.

Ma sul rischio politico ci torneremo eccome se ci torneremo, di idiozie in questi giorni ne ho sentite come non mai in tutta la mia vita.

Questi monelli usano le loro fionde per spaccare le vetrate dei titoli di Stato italiani, tirando sassolini allo scoperto perchè disdegnano i "credit default swap", un mercato obbligazionario quello italiano il più frequentato e liquido d' Europa.

Figurarsi se qualche banca americana a caso non fa un favore indiretto a questi ragazzi facendo esplodere i nostri credit default swap.

Sul Financial Times si ricorda che l'Italia ha un disavanzo di bilancio sotto zero e che nei prossimi 5 anni scadono titoli per 900 miliardi di euro.

Finalmente numeri giusti, per la precisione 940 miliardi di euro ( dati Ministero del Tesoro ) che corrispondono al 50 % circa del nostro debito pubblico in cinque anni altro che il 40 % in due anni dell'analisi improvvisata e interessata di BlackRock.

Se poi vi aggiungiamo che circa 900 miliardi sono parcheggiati nei bilanci del sistema finanziario italiano, le banche, sai che paura sul fatto che non verrà rifinanziato. Più tardi daremo un'occhiata anche a questi numeri.

Tornando a noi fanno tenerezza tutti coloro che si agitano perchè la Consob chiederà di comunicare posizioni speculative rilevanti al ribasso sul nostro mercato ( vendite allo scoperto ), visto che tale procedura è già in atto da tempo in molti paesi europei, soprattutto in Germania, la stessa procedura che ha permesso di salvare il sistema finanziario americano e inglese dal fallimento in particolare le banche d'investimento americane.

Secondo i soliti interessati non servirà a niente ma quello che fa sorridere è che le norme restano in vigore sino a settembre e poi chissà. Forse qualche lobbista si è già fatto vivo!

Ma andiamo avanti in questo nostro viaggio attraverso una maggiore consapevolezza al di la del solito ritornello " debito pubblico elevato e crescita anemica " come se fosse cambiato qualcosa negli ultimi mesi e torniamo anche solo per un istante anzi due a Moody's e Standard & Poor's.

"INSTABILITA' POLITICA…"

Il 30 giugno S&P ha pubblicato una nota (… ma guarda un pò che coincidenza ) nella quale tra i sei fattori che determinano la solvibilità di un paese, ora si aggiunge anche il rischio di instabilità politica, sempre più della massima importanza e talvolta determinante.

Fantastico no, proprio ora, il 30 giugno per non essere fraintesi in qualche coincidenza di troppo.

La situazione politica in Italia è nota da tempo, nota è la precarietà del governo italiano nei suoi numeri, noti sono gli scandali, le leggi ad personam, nota è la convivenza forzata di Berlusconi e Tremonti, le lune della Lega e via cosi dicendo.

Se dovesse cadere questo governo, un'altro è pronto, tecnico quanto si vuole come la situazione economica ed internazionale lo richiede, ma la tenuta dei conti non è al momento in discussione, poi si vedrà, in molti stanno peggio di noi.

"(…) Dopo il Portogallo, falciato a livello speculativo da Moody's, il mercato teme per l'Italia un declassamento di due "notches" invece di uno. Ieri l'analista responsabile per il rating sovrano italiano, Alexander Kockerbeck, ha stemperato l'alta tensione in un'intervista all'agenzia Ansa nella quale ha sostenuto che la manovra sui conti pubblici contiene «misure interessanti che confermano che l'Italia ha delle opzioni per risparmiare». L'agenzia di rating attende però l'approvazione parlamentare e gli emendamenti alla manovra, sulla cui realizzazione pratica «c'è un punto interrogativo». Moody osserva con attenzione la situazione politica italiana: «Bisogna vedere – ha spiegato Kockerbeck – se continuerà a esserci un ambiente in cui si possono davvero realizzare le misure annunciate, o se ci sono ostacoli».Sole24Ore

Ma di cosa parlano le agenzie di rating, di quale instabilità politica, qual'è il parametro di riferimento al quale ci dobbiamo adattare per comprendere le loro "opinioni" sull' instabilità politica, quello belga magari…

BRUXELLES (Reuters) – Il politico chiamato a formare un nuovo governo in Belgio ha rassegnato oggi le sue dimissioni al re, prolungando una crisi politica che continua da 13 mesi. Elio Di Rupo, leader dei socialisti francofoni, è stato l'ultimo politico a ricevere l'incarico di trovare un punto d'incontro tra i diversi partiti del paese, frammentato anche sul campo linguistico.

In fondo si tratta solo di 13 mesi, una crisi che non ha nulla a che fare con l'instabilità politica suppongo al punto che Moody's promuove il Belgio stabilizzando la situazione…

E si E s (Teleborsa) – Roma, 27 giu – Il debito sovrano del Belgio rimane stabile a Aa1. Lo ha annuncato oggi l'agenzia Moody's che nel suo report rileva come il giudizio sia supportato dall'economia avanzata e diversificata del Paese che insieme ad un contesto istituzionale ben sviluppato aiuta a mantenere il debito pubblico a prezzi accessibili. L'outlook rimane stabile si basa sull'aspettativa di Moody che l'attuale aumento del rapporti del debito pubblico sarà arrestato entro i prossimi due anni e poi invertito dal Governo che agirà a poco a poco.

Scusate cari amici ma in queste settimane mi sembra di sparare sulla croce rossa, tante ed evidenti sono le contraddizioni di queste inutili agenzie di rating!

Ora va bene che il mercato nell'ultimo secolo si è affidato alle loro modeste opinioni, va pure bene che il 95 % delle opinioni provenga dal monopolio privato anglo americano nel cui azionariato vi sono dei buongustai della speculazione, ma non è assolutamente possibile che il futuro delle Nazioni dipenda dalle opinioni di chi in passato ha dato prova di assoluta inaffidabilità, non è possibile che il ritmo delle lacrime e del sangue dei popoli costretti al risanamento dei propri bilanci pubblici dei loro eccessi , dipenda da un' opinione qualunque.

Negli ultimi mesi non è cambiata una sola virgola dal punto di vista politico economico e finanziario nel nostro paese che non si conoscesse nei minimi particolari e il recente elogio alla flessibilità finanziaria italiana e alle risorse e alle opzioni per risparmiare di Moody's fa tenerezza ora, dopo aver seminato il panico.

Se poi cresceremo dello zero virgola o neppure quello si vedrà, tra qualche trimestre nel mondo occidentale saranno in tanti a vivere una crescita recessiva.

Ora che la commedia del debito pubblico americano è finita o forse no, mi aspetto che le agenzie di rating rivedano alla quadrupla A il rating degli Stati Uniti d' America e il dollaro torni a volare.

Le debolezze strutturali e politiche sono sempre quelle dalla notte dei tempi e non una sola asta è andata deserta negli ultimi mesi a differenza di qualche buco tedesco, ma quelli passano inosservati come pure è passato inosservato il raddoppio dello spread sul bund dei titoli francesi.

Come avremo modo di vedere francesi e tedeschi non possono che temere e scongiurare un eventuale fallimento italiano, come pure le banche americane e inglesi.

Per quanto riguarda la fine delle Nazioni, dei bond, del mondo obbligazionario, l'inflazione e l'iperinflazione, che in molti, ormai da anni si sforzano di predirre,  urlandocela quotidianamente lasciate perdere e non dimenticate le analisi fondamentali che in questi mesi Icebergfinanza ha condiviso con Voi, negli ultimi quindici anni i rendimenti alternativi hanno fallito di fronte alla storia.

Pure il giornale tedesco Die Welt è preoccupato che il fondo di salvataggio europeo non basti più ora che l'Italia sta per fallire non è mai stato progettato per questo hanno detto i tedeschi.

Per coerenza con il mio pensiero espresso più volte a proposito delle cure palliative finanziarie, evito di parlare dei risultati degli ultimi stress test che verranno pubblicati venerdi sera alle 18.00, vista la pessima figura fatta dagli organismi preposti lo scorso anno con le banche irlandesi che passarono tutte il test per poi condure la stessa Irlanda nel girone dantesco della socializzazione delle perdite.

Alcune anticipazioni e indiscrezioni danno per certa l'assenza di qualsiasi banca italiana nella lista degli istituti che avranno bisogno di ricapitalizzarsi o di rinunciare alla distribuzione degli utili

(…) Se le banche «non sono in grado di attuare un piano credibile entro le scadenze – è l'indicazione del documento – i Governi sono pronti a prendere le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria» sulla base delle norme e degli strumenti usati negli ultimi tre anni: dai regimi nazionali di ricapitalizzazione alle misure per la gestione degli asset deteriorati, dagli schemi di garanzia pubblica alle iniezioni di capitale ai fondi di stabilità. Fino al caso estremo, se la situazione della banca è talmente grave da rischiare di minare la stabilità sistemica: l'avvio di una ristrutturazione e di una «risoluzione» ordinate (cioè il fallimento).(…)

Per concludere, un mio caro concittadino, un certo Alcide De Gasperi disse che è bene non dimenticare che un politico guarda esclusivamente alle prossime elezioni a differenza di uno statista il quale guarda alla prossima generazione.

Purtroppo i politici in Italia abbondano, ma di statisti, nemmeno l'ombra!! 

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26 commenti Commenta
Scritto il 10 luglio 2011 at 20:59

a domani Capitano!

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2011 at 21:45

ciao Capitano.
un caro saluto.
raffaele

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2011 at 22:58

… attendo con impazienza il post… complimenti anticipati ..

                                 FIORENTINO DISPETTOSO

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2011 at 23:40

a domani andrea,,,
e cosi tanto per informazione

 Il Dakota del Nord possiede inoltre l'unica banca controllata direttamente dallo stato, la Bank of North Dakota, con sede a Bismarck, e l'impianto per la macinazione della farina, la North Dakota Mill and Elevator, situata a Grand Forks.

Al gennaio 2010 il tasso di disoccupazione era il più basso degli interi Stati Uniti, pari al 4,2%.[39]

E' l unico stato ad avere un surplus..chissa come mai…

PORTELLO

Scritto il 10 luglio 2011 at 23:45

un blog insolito, ma molto interessante!!! complimenti:-) claudio

Scritto il 11 luglio 2011 at 07:36

….
ma non è assolutamente possibile che il futuro delle Nazioni dipenda dalle opinioni di chi in passato ha dato prova di assoluta inaffidabilità, non è possibile che il ritmo delle lacrime e del sangue dei popoli costretti al risanamento dei propri bilanci pubblici dei loro eccessi , dipenda da un' opinione qualunque."

..GIà NON è POSSIBILE…non deve essere possibile…

post un pò alla vecchia maniera…Grazie…

Buon vento Capitano
Marinai…e ricordate…qualunque cosa accada di non perdere mai la calma…

Valentina

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 07:56

Uno statista l'abbiamo trovato…Andrea Mazzalai
cosa aspetta a fare un partito ??? saremo in tanti…
Giorgio

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 08:19

Grandissimo articolo, caro Andrea, ricco di notizie, di riflessioni, attento alla realtà, e soprattutto un articolo dove la MEMORIA ha un ruolo fondamentale. Ma anche la passione e la lucida rabbia (quella giusta!… "iram moderatam assumit fortis ad suum actum…" scrive il grande San Tommaso d'Aquino), che traspaiono da ogni parola… da ogni virgola!
Questo si chiama fare informazione.
Meno male che ci sei tu, perché la maggioranza dei media è inaffidabile…
Non ho competenze per commentare quello che scrivi, mi basta capire e ricevere le tue "illuminazioni"… ho solo la mia amicizia per sostenerti e incoraggiarti sempre. Forza Andrea.
Un caro saluto
stefano da cinisello…

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 08:29

Bell'articolo Capitano.

Forse questa prolungata crisi di fine era industriale potrà trovare una sorta di argine o di fine, nel momento in cui l'Europa ed i paesi emergenti troveranno la forza politica e morale per svincolare le loro economie dal controllo delle lobby USA …. ovviamente occorrerà che l'Europa mostri un ben diverso polso e carattere se vuole uscire dall'ingranaggio che la sta stritolando. Occorre che crei una propria agenzia di rating che sia credibile e che possa "confrontarsi" con quel nido di serpi che è cresciuto oltre atlantico.

Purtroppo ora di veri uomini politici alla "ribalta" se ne vedono veramente pochi, anche perchè il potere dell'informazione è in mano a pochi gruppi che hanno interessi molto diversi dal bene del nostro paese o altre amenità fra cui onestà o  moralità.

E' l'onda della "deregulation" dei valori dell'uomo, instillata dai "vincenti" in tutti i livelli delle nostre società che ci ha spinto fino a quì, ora … non ci resta che cercare di uscire dal casino in cui ci siamo lasciati infilare.
Occorre ricucire con umiltà e modestia tutti quegli strappi che hanno lacerato ad arte le società "occidentali" e non in questi ultimi decenni. Corruzione, centri occulti di potere, mafia, narcotraffico, crisi economiche, disoccupazione, "caste al potere" … sono i vari nomi dei cancri che stanno uccidendo le nostre società … dall'interno.

Saluti Marinai

Francia R

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 10:50

Caro Andrea tu hai ragione su tutto la linea, ma però mi permetto umilmente di farti notare che è meglio per tutti che il bubbone scoppi adesso, piuttosto che fra dieci anni.
Il mondo è come una sola grande bolla finanziaria, cresciuta in modo sproporzionato rispetto all'economia reale.
Non so se ci hai fatto caso ma in questo momento lo stato più a rischio sono gli USA, dove se non si raggiungerà un accordo politico per l'aumento delle tasse a rischiare di fare il botto sarà l'America, la somma da trovare è……4000 miliardi di dollari!!!!
Quelli di Mody's devono assolutamente declassare gli USA se vogliono conservare quel minimo di credibilità che gli permetta di sopravvivere alla tempesta in corso, 
Ovviamente Mody's e le altre due sorelline non possono assolutamente declassare gli USA !!!!
Allora cosa si fa?
Fa pressione sull'italietta perchè gli USA intendano!!!
(Dire a nuora, perchè suocera intenda!)
E' chiaro che la festa della finanza è finita, ora bisogna far fuori politicamente Timothy Geithner e forse anche Bernanke sta per saltare, Obama ha le elezzioni a breve!
Deve tirar fuori il biancoconiglio dal cilindro nero. 
Ovviamente la partita è complessa, ma state tranquilli, alla fine non succederà niente, cadranno solo le teste di legno e i burattini.
Quello che veramente conta è chi muove i fili da dietro le quinte, dove anche lì ci sono dei notevoli avvicendamenti, 
Pensateci bene?
Per l'italia è meglio portare avanti una commedia che dura da sempre, oppure rifare tutto da capo.
Chi è povero ha solo da guadagnare, chi è povero riesce sempre ad arrangiarsi.
Sono i ricchi quelli che piangeranno, alcuni sopravviveranno alla crisi ma la maggioranza soccomberà.
Quando alcuni fecero notare ad Abramo Lincon che la liberalizzazione degli schiavi avrebbe portato gli USA alla guerra lui disse:
"Se sarà necessaria una guerra, la faremo!".
Per inciso il Signor Lincon tenne sempre a bada i banchieri!
Tutti pagheranno un prezzo, i ricchi e sopratutto la classe media, ma pensateci bene?
Un sistema dove un medico ti chiede 300 Euro per un consulto di 10 minuti! Un dentista che ti chiede 1300 Euro per qualcosa che in Germania(!) o Svezia (!) ti chiedono la meta!
Per non parlare di altri cari "compari"!
Che poi caro Andrea lo sai cosa dichiarano questi al fisco? (certo che lo sai…) 

IL Compasso

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 13:29

fattelo fare da un idraulico il consulto vedrai che ti prende 50 euro e ti visita anche per benino la moglie con la stessa cifra!!!

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 15:01

Economia: Fortis, basta con i rating anti euro (Mi.Fi.) Dowjones MILANO (MF-DJ)–"Le agenzie hanno messo all'angolo i Paesi piu' in difficolta', senza riconoscere in nessun modo gli sforzi compiuti nei programmi di risanamento. Molto spesso le valutazioni sono opposte a quelle di organi internazionali come Fmi e Ocse, oltre a quelli della Commissione Ue e della Bce. Persino numerose banche d'investimento, che dispongono di uffici studi di valore, hanno espresso opinioni diverse". Lo ha affermato in un'intervista rilasciata a Milano Finanza, Marco Fortis, docente di Economia industriale all'Universita' Cattolica di Milano e vicepresidente della Fondazione Edison, parlando dell'attacco lanciato dai vertici Ue di rating. "Il principale conflitto di interesse", spiega Fotis, si e' spostato a livello macro. Nell'era del debito, il conflitto e' tra aree economiche: l'euro da una parte, il dollaro e la sterlina dall'altro. Senza dubbio l'approccio utilizzato dalle agenzie e' stato finora differente. Il rating sugli Usa, a parte qualche flebile minaccia di revisione, e' rimasto ai massimi livelli. Eppure, secondo le previsioni, il debito americano salira' al 112% del pil nel 2016. E nel dato non sono incluse eventuali passivita' come quelle di Freddie Mac e Fannie Mae, o quelle degli stati federali". red/lab

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 15:29

Se Berlusconi rimane al Governo, finiamo in default !

L'unica possibilità di cavarcela è con un Governo di centro sinistra, con dentro quel democristiano di Casini e il mitico Fini.  Quest'ultimo è l'unico ad aver dichiarato il c.d. "Progetto Guarino".

Ci vedrei dentro il nuovo Governo anche Montezemolo, malgrado non sia un genio in economia e finanza.

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 15:31

Intesa ai francesi

Unicredit  ai tedeschi

Generali metà ai francesi e metà ai tedeschi

Berlusconi VATTENEEEE

Berlusconi VATTENEEEE

Berlusconi VATTENEEEE

giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 15:36

Hahaha si certo perché giustamente dopo aver buttato in mezzo alla strada grecia portogallo irlanda islanda attaccato violentemente spagna e belgio alle agenzie di rating serve attaccare l’italia per conservare credibilitá per il futuro??? Ma di quale credibilità si parla? sui prezzi autoreferenziali di molte categorie soxiali italiane fanno esattamente come le agenzie di rating sono autoreferenziali e liberisti cioé vogliono speculare su tutto senza lo stato fra i piedi ( anzi per stare piú tranquilli occupano anche le cariche dello stato) rifiutando ogni regola non sono una realtá a parte tipicamente italiana sono perfettamente integrati in questo modo di intendere il mondo in cui la mano invisibile del mercato questa entitá astratta che esiste in base a non si sa cosa va in giro a buttare bombe atomiche sulla pelle dei popoli mistificando tutto il mistificabile per bieco profitto ed il buco é molto piú profondo e largo di quanto si possa anche solo immaginare. Le due cose sono intrecciate e complementari non sono in antitesi e non vedo proprio come l’una puó aiutarci a liberarci dell’altra visto che giocano dalla stessa parte.
Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 16:12

Montecristo:

Sinceramente   penso  che   sia  un  pò   esagerato   questo  ribasso   sulla   borsa   italiana.

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 17:09

Mentre noi partecipiamo alle guerre volute dagli Statunitensi, li abbiamo aiutati dopo l'11/9 e loro adesso ci fanno la guerra finaziaria e ci stanno massacrando. Questa sarebbe la più grande democrazia del mondo? Hanno sempre sfuttato le risorse altrui. Ora come condor si avventano sul Paese leale ed amico. Obama è un simbolo, non comanda niente. Comanda il profitto che da sempre ha caratterizzato questo ammasso di razze!

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 17:19

Con tutti i suoi difetti, che rispetto ai politici di oggi sono preg, AVEVAMO CRAXI, per me era un vero statista!

Scritto il 11 luglio 2011 at 18:14

e vai con l'apologia dei delinquenti !!!!
ci mancava solo questa!
caro Andrea, sottoscrivo ogni riga di questo post, perchè nonostante detesti questo governo e chi ne fa parte, l'ipocrisia delle agenzie di rating mi da il voltastomaco.
ma resta sempre il problema di "che fare".
per crearne una europea, ad esempio, quanti referendum dobbiamo proporre?
a chi dobbiamo chiedere di finanziarla?
se gli stati europei non sembrassero i famosi galli di Renzo Tramaglino, tutto ciò non avrebbe il minimo senso, ma come possiamo chiedere a questi governanti di mettere un po' la testa a posto ?

Scritto il 11 luglio 2011 at 18:38

e tanto per rimettere un po' a posto le proporzioni, il budget USA per il 2012 è il seguente ::
total us debt =14.143.867.524.552
budget deficit= 1.101.000.000.000
2012 total budget= 3.729.000.000.000
2011 proposed cuts=61.500.000.000

ecco la trave di chi guarda la pagliuzza, ecc….

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 20:37

Non capisco più la linea di questo blog, mi sembra abbia preso una strada laterale senza uscita. 

Buon proseguimento

Yabadaba

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 20:37

QUESTA IN ATTO E' UNA GUERRA DI CONQUISTA!!!!

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2011 at 20:52

Non è vero che le agenzie di rating non servono a nulla!
Domandatelo a chi aveva investito nella Enron, in Lehman, in Parmalat.
Loro lo sanno bene a cosa servono….

Altre interessanti entità dotate di tripla A sono USA e UK. Sicuramente molto liquidi ed affidabili sono i titoli emessi da questi emittenti. Ottimi e, dati i tempi, abbondanti.
Si cosiglia di fare la scorta prima che sia troppo tardi….

L'entità del deficit di bilancio USA che sta maturando dal 16 maggio 2011 (tempo in cui è scaduto il limite del debt ceiling) e il prossimo 2 agosto 2011 è di circa 220 miliardi di dollari. Questa somma è pari a circa il 10% dell'intero debito italiano e sta maturando in 75 giorni….

Cos'altro dire?
Quando è guerra è guerra. Prima di cadere è meglio far cadere qualcun altro in modo tale che si possa dire che è stata sua la colpa… della caduta collettiva.

Quello che appare scontato è comunque che la scivolata non risparmierà nessuno.

Buona serata
Daniele

Scritto il 12 luglio 2011 at 02:04

Il momento della verità potrebbe aversi nelle aste dei titoli di stato, allora…altro che speculazione.
Caro Andrea considerando l'unica soluzione possibile che la politica e la finanza può tentare….a questo punto vedo come probabile la mossa inflattiva.
Alla fine la soluzione Giapponese si sta rilevando inefficace, tanto vale operare in "quantitative easing" e inflazionare il debito.
Il probblema che adesso occorrerà nazionalizzare le banche!
Sempre che la gente non si incazzi a……………morte!

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2011 at 04:24

Il migliore statista del ventesimo secolo Stolypin, se fosse ancora vivo!

Scritto il 12 luglio 2011 at 05:39

Quale dovrebbe essere la Linea di questo blog, quella di colui che asseconda un’orda di barbari finanziari che provengono da paesi che fanno paura economicamente e finanziariamente o quella di colui che spiega la reale situazione senza alcun conflitto di interesse! Andrea

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