UN MONDO DI CLOWNS!

Scritto il alle 20:00 da icebergfinanza

   

Voltaire amava dire che se c'è bisogno di leggende che queste  abbiano almeno l'emblema della verità! Mi piacciono le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini, odio quelle degli impostori.

" Standard & Poor's non ha smentito la sua reputazione, oggi, modificando l'outlook dell'Italia da stabile a negativo sul rating A+ che resta confermato. Dal mercato viene considerata la più severa delle tre agenzie di rating, quella che "detta la linea" a Fitch – che spesso la segue a ruota – e che precorre gli interventi di Moody's che invece si muove su un orizzonte temporale di più lungo termine soprattutto nella valutazione dell'affidabilità creditizia degli stati.

Il rating dell'Italia resta stabile per Moody's e Fitch ma volge in negativo per S&P's a causa delle «deboli prospettive di crescita» e «l'incerto impegno politico nelle riforme fiscali … per migliorare la produttività»: questo sebbene il deficit/Pil dell'Italia sia migliore di molti stati dell'eurozona e il trend del debito/Pil italiano, sia pur nell'orbita del 120%, sia peggiorato molto meno di quello dei paesi in crisi di liquidità e solvibilità.

La scarsa fiducia di S&P's nella capacità dell'Italia di correggere il debito/Pil nei tempi previsti dal piano di rientro concordato anche in sede europea, tuttavia, non coincide con la valutazione del mercato che finora ha mantenuto i titoli di Stato italiani ben lontani dalla "mischia" degli Stati disastrati quali Grecia, Portogallo e Irlanda. Le aste italiane hanno avuto esito positivo nel corso dell'intera crisi del debito pubblico europeo e lo spread BTp-Bund si è allargato, sì, ma come conseguenza del contagio e non per la sfiducia dei mercati verso la credibilità del sistema-Italia.

Resta ora da vedere come apriranno i mercati lunedì: se e fino a che punto il campanello d'allarme suonato da S&P's modificherà la percezione dell'Italia del mercato, degli investitori esteri, dei trader, dei risparmiatori.(Sole24Ore) (…)

Domani osserveremo come i clowns della speculazione maneggeranno i credit default swap per amplificare il nulla delle agenzie di rating, mentre i politici parlano del sesso degli angeli.

Nel mondo di clowns della finanza le agenzie di rating occupano ormai da tempo un posto di primo piano, l'essenza dell'inaffidabilità, l'essenza stessa del senno di poi, istituti che spesso hanno come clienti e incassano commissioni dagli stessi istituti verso i quali devono essere emessi i giudizi di solvibiltà. Dove erano in questi anni i signori del senno di poi!

E' affascinante ascoltare i nostri politici spesso per puro interesse assumere atteggiamenti che lasciano il tempo che trovano,  utilizzando come un disco rotto la favola della crescita e della flessibilità o cavalcando le osservazioni di coloro che non hanno più nessuna credibilità. L'idiozia infinita della crescita e della flessibilità è l'essenza dell'ignoranza di coloro che non hanno capito nulla di questa crisi o che cercano di nascondere il saccheggio e il sequestro di un'intere generazioni ai danni delle future generazioni.

Basta socializzare le perdite salvando istituti finanziari falliti!

I giovani sono il nostro futuro, su di loro bisogna investire partendo dalla FAMIGLIA!

Affascinante è ascoltare il delirio a rete unificate di chi ha perso qualunque credibilità!

Tralasciando il discorso politico e lo starnazzare di chiunque in Italia abbia un interesse personale per far apparire la situazione diversa da quella che in realtà è, suggerisco di andare a rileggersi le mie analisi sul perchè oggi nonostante mille problemi il nostro paese ha dimostrato di sapere reggere meglio di molti altri questa autentica depressione economica.

Sono pronto a sfidare chiunque anche pubblicamente per smontare le solite leggende metropolitane.

In questi ultimi anni in molti hanno urlato a squarciagola il devastante pericolo inflazione e le conseguenze di alcuni default sovrani come fossero l'anticamera di chissà quale iperinflazione.

Peccato che non conoscano affatto la storia e che i default o i programmi di austerity sovrani non hanno portato che deflazione e depressione economica. E' giunto il tempo di riequilibrare redditi e rendite.

Suggerirei inoltre alle agenzie di rating americane di dare un'occhiata alla terrificante situazione di alcuni Stati americani tralasciando quella del loro debito e del deficit federale consigliando loro di dimenticare che la favola della reincarnazione infinita del dollaro possa proseguire in eterno. Le recenti proteste di massa del Wisconsin, Illinois, Ohio e ora Oregon sono solo una delle tante testimonianze di quello che sta accadendo non parliamo poi della California.
 
Il popolo americano è stato violentato in maniera impressionante da un numero infinito di frodi e manipolazioni in questi anni, come quello italiano, spesso un popolo di furbi, di mafie e di evasori. Ma anche una Nazione fondata sul volontariato, sulla gratuità, un mondo silente che quotidianamente sforna progetti e idee alternative che possono aiutarci ad uscire da questa immensa trappola.

In lontanza si odono le risate di coloro secondo i quali nulla cambia tutto è per sempre uguale, si intravvedono i loro sorrisi idioti. 

Chiunque è libero di pensare ciò che vuole ma abbia almeno il coraggio di andarsene da questo Paese o di restare e combattere per un mondo migliore! 

Un giornata un nuovo post e domani su Icebergfinanza un'intervista esclusiva ad uno dei principali interpreti della Grande Crisi sulla tempesta che verrà!

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10 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 22 maggio 2011 at 21:11

per capire come vanno le cose qui abbiamo forse bisogno che lo dicano agenzie straniere ???
non vediamo con i nostri occhi a che  livello siamo arrivati tra corruzione ingiustizie multe su sanzioni etc etc
e soprattutto la grande massa di incapaci che lo studio non sta aiutando a  lavorare
il debito si risolve in un attimo :a casa chi non lavora o non sa lavorare o arrogantemente pretende di essere pagato per lavori fatti male ,questa analisi si applica a impiegati vari artigiani professionisti del piffero medici etc etc
sono esagerato
i risultati sono evidenti a chi sa vedere 
Marco

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2011 at 00:23

Le magie del rating !
Capitano, ma il rating in un mondo di furbi, fessi e azzeccagarbugli come questo ha senso ? A me pare che il rating faccia sempre e solo da esca alla speculazione, un esempio il Giappone.

Il sol levante ha un rapporto debito PIL del 225% si avete letto bene 225% ! Da qualche settimana uno tsunami lo ha devastato, ha un disastro stile Cernobyl, si il livello 7 di gravita´ lo hanno raggiunto quuanto tutti leggevano altro…le ditte giapponesi sono in ginocchio ed il rating che fa nulla !!!!

Non sara´ che il rating del Giappone va bene cosi´solo per fare carry trade….e non venite a dirmi che oggi il Giappone non e´ in crisi.

Dimenticavo…con questo non voglio dire che siamo in Italia nel paese dei balocchi.

Saluti
Massimo

Scritto il 23 maggio 2011 at 01:04

Circa due mesi fa ho chiesto al ristorante del tennis se potevamo andar lì per il pranzo post Cresima di mio figlio.
Dato che erano in piccola lite con i precedenti gestori, erano andati davanti al giudice che poteva dare subito il giudizio, ma si era preso i 5 giorni che gli spettano per legge,prima di emetterlo. Peccato che era già passato un mese e della sentenza neanche l'ombra. Il ristoratore ha perso le giornate di Pasqua (viviamo in una zona turistica e il periodo di Pasqua è quello di maggior afflusso dell'anno). Abbiamo rimandato fino a pochi giorni fa, finché abbiamo dovuto scegliere un altro ristorante. A tutt'oggi sono ancora chiusi, grazie al giudice. Immaginate quanti giudici, impuniti ed impunibili, in questo momento, stanno fermando un sistema economico.
Chi osa denunciare questo magistrato che deve ancora emettere la sentenza? E se anche fosse denunciato, chi poi lo giudica?: i colleghi. E se anche fosse dichiarato colpevole, chi risarcisce il ristoratore? Noi, con i soldi dello Stato (le tasse).

Che sciocchi quelli che si scaldano a favore della Magistratura, come se fosse una squadra di calcio.
Pensate che un mio stretto parente, magistrato in pensione, era solito riportare in pari, lavorando normalmente, anni, dico anni, di processi arretrati, nei vari settori ai quali si dedicava. E quelli che lo precedevano cosa avevano fatto?. Probabilmente vacanza: nessun obbligo di risultato o di orari et voilat: il gioco è fatto

Quindi, Marco, quando fai la lista di quelli che fanno male i lavori, metti sempre in testa chi il sistema non punisce per un lavoro mal fatto. Sarai sicuro di non sbagliare….

Bill

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2011 at 10:44

Andrea, tu fai un ottimo lavoro, ma sei troppo focalizzato sull'america. 
Sarebbe bello avere analisi sulla situazione del nostro bel paese.
Io sarei interessato a capire perchè, ad esempio, il mercato immobiliare da noantri non è sceso.

Alberto

Scritto il 23 maggio 2011 at 12:22

Alberto lascia perdere l’Italia e concentriamoci sull’America li e’ nata la crisi e li finirà un giorno lontano lungo un decennio perduto almeno. Per quanto riguarda il mercato immobiliare ho già nella testa la mia analisi ma non ho il tempo di scriverla lavoro 9 ore al giorno e a parte il blog provo a dormire. Se riuscirò sara’ dedicata agli amici di Icebergfinanza Ciao Andrea

Scritto il 23 maggio 2011 at 13:13

La soggettività abbonda nelle agenzie di rating …lunedì, 23 maggio 2011 – 12:17
Fitch non segue Standard & Poor’s. Dopo la decisione dei S&P’s di abbassare a negativo l’outlook sul merito di credito italiano, da Fitch l’analista David Riley ha confermato l’outlook “stabile” ed il rating “AA-“ del Bel Paese. “Non ci sono indicazioni di un deterioramento dei conti pubblici italiani”, ha detto l’analista secondo cui “il governo, dopo un 2010 leggermente migliore delle attese, è sulla strada giusta per raggiungere i target 2011”.

Scritto il 23 maggio 2011 at 13:23

Anche Moody’s ha confermato rating e outlook chi ha introdotto il cavallo di Troia S&P nelle mura italiane?

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2011 at 14:42

per dirla con un motto popolare mi sembra la storia del "bue che dice cornuto all'asino"….ma recentemente non è stato chiesto, come hai pubblicato su qualche recente post, l'aumento del tetto del debito pubblico americano pena conseguenze catastrofiche….comunque se non fosse che chi ci va di mezzo è il popolo (forse anche meritatamente visto come si esprime nelle urne) ci sarebbe da mettersi sugli spalti e gustarsi lo spettacolo……purtroppo nell'arena gli "animali" da sacrificare siamo noi….

Carlo S

Scritto il 23 maggio 2011 at 21:31

 ..”e a parte il blog provo a dormire.”..

Dici bene Capitano #5…provi a dormire????!!!
ma gli “uomini volanti” non dormono, vegliano…hihihi
 
a presto Capiten!!….
 
Buona serata e Buona notte marinai…
Che il Grande Spirito Vegli sul Vostro sonno e su quello dei Vostri Cari…

Valentina

utente anonimo
Scritto il 24 maggio 2011 at 00:33

Non sono un economista ed ho sempre pensato che l'Italia fosse un piccolo stato che non aveva capacità di innovare, in cui non vi era propensione al capitale di rischio, all'investire in un idea … inesorabilmente schiacciatta dal proprio debito pubblico, dalla corruzione, dalle lobby, dalla (per me) elefantiaca macchina statale (ed alle volte improduttiva che non rende in servizi ciò che costa) ed anche in parte da un sud che non riesce a fare i progressi che in altre aree europee vengono fatti …. poi poi è venuta questa megacrisi e devo dire che ho rivisto molto sensibilmente molti dei miei parametri di valutazione … che un paese faccia come ciò che è accaduto in Islanda o Irlanda tipo dalle stelle alle stalle in mesi / pochi anni (neanche decenni) mi ha dato molto da pensare ed ho visto tutto sotto un altra prospettiva anche i ventur capitalist e tutto il modello anglosassone più spinto è da riconsiderare in toto perchè nella logica della fuffa tutto torna più chiaro ma poi se ne vedono anche le conseguenze. Così come le nazionalizzazioni bancarie a catena anche in UK.
Quindi per onor di cronaca ( varie fonti):
Stato * 2008 * 2011 * Incr %* Pil pro capite

Giappone 170% 226% 32% $34,200
Grecia 90% 144% 60% $30,200
Islanda 28% 124% 442% $36,700
Italia 104% 118% 13% $30,700
Irlanda 25% 94% 376% $37,600
Francia 64% 84% 31% $33,300
Portogallo 64% 83% 29% $23,000
Germania 65% 79% 21% $35,900
Regno Unito 44% 77% 75% $35,100
Austria 59% 70% 18% $40,300
Spagna 36% 63% 75% $29,500
Polonia 43% 54% 25% $18,800
Danimarca 26% 47% 80% $36,700
Rep. Ceca 26% 40% 53% $25,600
Slovenia 24% 36% 50% $28,400

Non è perchè sono nazionalista o credo alla propaganda del governo (fra l'altro non credo che abbia alcun merito specifico) ma il modello italiano (escluso la germania) penso abbia retto decisamente meglio di tantissimi altri paesi ed inoltre anche per quanto riguarda le esposizioni mi sembra che l'Italia sia più scollegata dai restanti paesi quindi sinceramente non capisco …. proprio non capisco questa valutazione proprio neanche l'outloook credo proprio che non abbia alcun senso. Le agenzie di rating erano di fatto non credibili LB, Parmalat, paesi come l'Irlanda da AA a B in 2 anni etc.. etc.. ma questa sinceramente mi sembra l'apoteosi se dopo 3 anni così si pensa di toccare l'Italia il REgno Unito che dovrebbe avere di rating? Gli stati uniti magari hanno anche altre carte da giocarsi ma il Regno Unito fatemi capire perchè io proprio non capisco. 

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