PROFUMO …DI CRISI E DI PATRIMONIALE!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

 

Tralasciando le solite idiozie ideologiche sulla natura della patrimoniale, ricordo per l'ennesima volta che non esiste alcuna alternativa ad una nuova e più equa redistribuzioni dei redditi, visto l'imponente trasferimento di ricchezza in questi ultimi decenni. Il motore dell'economia è la classe media, senza di essa il ciclo economico non ha futuro.

Per patrimoniale si intende ogni tassa che colpisce i patrimoni rispetto ai redditi.

In Europa la patrimoniale è applicata dai paesi nordici, Svezia e Norvegia e come una sorta di imposta di solidarietà in Francia. Negli Stati Uniti, la patrimoniale non esiste, ma gli immobili e la successione sono tassati in maniera sensibile.

Al di la delle ideologie, credo che una patrimoniale avrebbe effetti strutturali e redistributivi solo se associata ad una profonda revisione delle imposte sui redditi e sulle imprese, capace di stimolare i consumi e gli investimenti. Ridurre esclusivamente il debito senza stimolare l'economia non serve a nulla. Ma mi fermo qui!

Invece vorrei condividere con Voi il dibattito avvenuto in un recente incontro avvenuto a Trento e pubblicato dal giornale locale il   Trentino
nel quale Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit oltre che di patrimoniale ha parlato del sistema bancario e della crisi…

TRENTO. «Io sono favorevole alla patrimoniale, anche se ho un patrimonio consistente. Per abbattere il debito pubblico, è la strada più giusta». L’Alessandro Profumo che non ti aspetti. (…) Per essere un manager che ha ricevuto una liquidazione di 40 milioni di euro, Profumo sposa una ricetta di sinistra per uscire dalla crisi, ma lo fa convinzione. Rispondendo alle prevedibili, e anche accese, proteste della platea di imprenditori alla sua idea sulla patrimoniale, ha scandito: «Potremmo discutere quanto si vuole, ma una cosa è oggettiva. Noi lasciamo ai nostri figli un paese peggiore di quello che abbiamo ereditato dai nostri padri. Le opportunità di crescita per i nostri figli sono inferiori alle nostre, quindi dobbiamo rimediare».

Fin qui nulla da dire se non che queste esternazioni avvengono sempre quando queste persone tolgono un abito e ne mettono un'altro.

Sempre rispondendo alle domande del pubblico Profumo ha spiegato che i suoi investimenti li impiega in strumenti che lo possano difendere dall’inflazione e non certo in azioni bancarie: «Il mio stipendio è stato negativo per due anni perché venivo pagato in azioni. Adesso basta anche perché non vedo, a breve, un futuro molto luminoso per questo settore ».

Si nessun futuro luminoso per il settore tranne quando sino a poco tempo fa ci faceva parte dello stesso settore ma interessante è notare quali sono gli strumenti che difendono dall'inflazione…

Se «usati naturalmente con trasparenza» i derivati non sono uno strumento del diavolo. Lo ha detto l’ex amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo parlando ad un seminario a Genova e rispondendo a una domanda sulla necessità contrastare l’aumento dei tassi. «Per coprirsi dall’aumento dei tassi – ha detto Profumo – bisogna parlare di uno strumento che si chiama derivato. E qui parliamo del diavolo…». (Il Secolo XIX)

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano clienti, imprese e amministrazioni pubbliche, ignari o consapevoli che hanno sottoscritto in questi anni questi favolosi strumenti soprattutto quando il mark to merket era spesso e volentieri a favore dei soliti noti.

Ma proseguiamo e nelle sue esternazioni Profumo aggiunge anche che … " Già nella discussione, infatti, Profumo aveva spiegato che il sistema bancario non se la passa bene e che adesso le banche, soprattutto quelle di medie dimensioni rischiano di vedersela brutta: «Le banche guadagnano prestando denaro solo se applicano uno spread superiore al 4 per cento. Sotto questa soglia ci rimettono. Per questo, a lungo andare sopravviveranno solo quelle in grado di offrire anche altri servizi. Le altre si mangeranno il capitale piano piano». Lunelli che gli era accanto, quando ha sentito il tasso di credito ideale è sbottato in un «ladroni», ma Profumo non si è scomposto.(…) Insomma, il futuro non è roseo, anzi dense nubi si profilano all’orizzonte. "

Si dense nubi si profilano all'orizzonte, anche grazie ad un manipolo di istituzioni finanziarie mondiali troppo grandi per fallire, quelle sistemiche,  che tuttora sono coperte dall'azzardo morale e che hanno ricominciato a fare i loro conti economici con i derivati e con la fantasia contabile.

E' cosi difficile raccontare signor Profumo, che è anche grazie  a queste banche di medie dimensioni legate al territorio e meno alle fantasie derivate e speculative ,  che oggi l'Italia ha subito meno degli altri paesi al mondo la devastazione di questa crisi?

Ma dando un'occhiata a quanto Profumo ha detto riportato dall'altro quotidiano locale  l'Adige   "  Il rischio Profumo lo vede soprattutto per le banche medio piccole, e anche per il credito cooperativo. «Bisogna vendere altri servizi e non solo prestiti, ma questo lo sanno fare solo banche con dimensioni sufficienti per produrre economie di scala, attraverso l’internazionalizzazione. Ci sono una serie di banche di credito cooperativo – ha ribadito Profumo – che cominciano ad avere il fiato corto perché con tassi all’1% è difficile fare margini sulla componente famiglia e impresa, a meno che non si applichino prezzi molto alti».(…)

Ammetto tutto il mio conflitto di interesse, essendo il sottoscritto legato al mondo cooperativo, ma le famose economie di scale legate all'internazionalizzazione di cui parla Profumo, hanno prodotto solo contagi e epidemie che hanno introdotto nei sistemi sani le cellule tumorali di questa immensa metastasi. Non si tratta di demonizzare tutti gli strumenti finanziari, anche se molti non servono a nulla, ma solo gli esaltati che li hanno suggeriti o smerciati come se fossero il campo dei miracoli

Ci saranno anche banche di credito cooperativo con il fiato corto in circolazione ma osservando i tassi che alcune banche primarie fanno per cercare disperatamente di fare raccolta, offrendo rendimenti  decisamente fuori mercato, l'unica considerazione che mi viene da fare, caro signor Profumo è la seguente:

" Nella botte piccola, alle volte ci sta il vino migliore, in quella grande invece continuo a sentire … profumo ….di rischio sistemico! "

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7 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 9 maggio 2011 at 09:06

Buongiorno Andrea.

Dovendo comprare la prima casa, cosa consiglia?
Fare un mutuo in una banca piccola o in una a rischio crash (ad esempio p__.mi).

Si puo avere una consulenza a pagamento?

Grazie e saluti.

Giulio

utente anonimo
Scritto il 9 maggio 2011 at 09:26

Ottimo post Andrea.
Il riferimento a Profumo mi permette però di rilasciare una riflessione cruda:
Profumo è un banchiere illuminato o è uno dei tanti piazzisti che si è arricchito in modo smisurato sulla vendita di prodotti derivati che le sue divisioni operative Tradinglab e Corporate Lab facevano sulla clientela retail e small corporate causando problemi che stiamo cercando ancora oggi di risolvere a distanza di anni?
Con estrema simpatia
Gianni

utente anonimo
Scritto il 9 maggio 2011 at 13:20

scusa se mi ripeto Andrea

ciao Andrea..hai scritto
"Daniele ho scritto che non e' finita qui… Si riprenderà ma non durerà molto tra qualche mese ci sara' altro a cui pensare smobilizzando tuuto quello che e' possibile! Andrea "

vorrei capire che scenario ti aspetti e cosa secondo te si salvera'…conviene rimanere liquidi da qui a qualche mese? meglio liquidi o "fly to quality"?

grazie

PORTELLO

Scritto il 9 maggio 2011 at 21:34

Per coloro che chiedono una consulenza o un consiglio come ho spesso sottolineato non credo che internet sia il luogo adatto per scambiare due righe su un argomento cosi importante. L'incontro del 4 giugno potrebbe essere un'occasione per parlarne insieme ma ribadisco che solo attraverso l'istituto con il quale opero è possibile avere una consulenza non necessariamente a pagamento all'interno di un normale rapporto di corrispondenza. Grazie comunque per la fiducia e l'interesse da Voi sempre dimostrato. Un caro Saluto Andrea

utente anonimo
Scritto il 10 maggio 2011 at 10:56

Bah, la crisi sitemica sta' per tornare a visitarci, mostrando la sua faccia pubblica e poi in successione quella privata.

NOn so se sia vero, ma cominciano a girare voci di abbandono della Grecia dalla comunita' europea. 

Domanda: cosa succede se tolgo un mattone da una diga?

Seconda domanda: cosa succede agl USA  se l'Unione  Europea va in pezzi?

Scusate se le mie domande sembrano di fantapolitica, ma questi sono tempi strani in cui il possibile e' diventato fatto reale, l'improbabile diventa possibile, e l'inimmaginabile diventa improbabile.
Tutta la catena probabilistica e' scesa di un gradino.

utente anonimo
Scritto il 10 maggio 2011 at 11:17

Ciao Andrea, sono anni che non ci sentiamo, ma ugualmente ti seguo sempre e leggo con interesse i tuoi post. Opero anche io con una BCC, come consulente, una Banca del territorio, anche se ultimamente abbiamo incorporato altre bcc in difficoltà ed il territorio è sempre più vasto. Quello che dice Profumo corrisponde in parte a verità, le piccole banche stanno facendo fatica, e chi ha impostato il lavoro solo come una classica banca, senza dare servizi alternativi, consulenza, iniziative diversi volte non solo allo sviluppo territoriale ma anche a quello delle persone "fisiche" che operano dagli sportelli agli uffici interni oggi si trova a pagare il prezzo di una crisi che è vero senza precedenti, ma che era intuibile già da tempo. Con il tempo ho capito che sono le persone che fanno la differenza tra un istituto e l'altro, le banche se vogliamo sono tutte uguali, le persone no!!!ed è da questo che secondo me bisognerebbe ripartire per ricreare un circolo virtuoso in grado di trasmettere anche alla società valori veri, magari antichi, ma sempre validi che le BCC hanno sempre avuto per natura.
Giacomo bs

utente anonimo
Scritto il 10 maggio 2011 at 17:04

Le banche non mi stanno simpatiche.Unicredit  bisogna ammetterlo,e' proprio grande,la migliore in assoluto.Silver

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