IL LABIRINTO IMMOBILIARE!

Scritto il alle 12:10 da icebergfinanza

 

Come ho recentemente scritto sul blog e in occasione della mia recente intervista pubblicata sul Sole24Ore dal titolo " Un altro anno di calo e poi il settore ripartirà,  la ripresa del mercato immobiliare, degli investimenti immobiliari è assolutamente fondamentale per fare uscire l'America da questa profonda depressione economica. 

Dipenderà tutto dall'intensità e dalla profondità di ulteriori cali dei prezzi delle abitazioni, ma una eventuale ripresa avverrà solo in tempi molto lunghi come sta accadendo per l'occupazione.

L'ampiezza della crisi ha causato cambiamenti permanenti e probabilmente strutturali nel modo nel quale alcune persone guardano alla proprietà della casa, nella fiducia nel sogno americano, una fiducia distrutta in alcuni casi da una serie di manipolazioni e frodi epocali. 

Come riporta Bill McBride sul NY Times, David Streitfeld  ci racconta che un cambiamento di lungo termine sembra essere in corso secondo le imprese edili e alcuni analisti. Invece di voler una casa grande e nuova, alcuni americani si accontentano di qualcosa di più piccolo, economico e vicino al posto di lavoro visti i prezzi della benzina in alcuni Stati ben oltre i 4 dollari al gallone.

Con questo si privilegia l'acquisto di una casa pignorata direttamente dalle banche, al punto tale che 4 case su dieci sono pignoramenti o di proprietari con l'acqua alla gola. Difficile per le imprese edili competere.

Sembra che secondo l'Housing Pulse Distressed Property Index quasi la metà del mercato immobiliare è oggi composto da proprietari in difficoltà finanziaria una tendenza destinata a continuare con gli ultimi mesi caratterizzati da una generale diffidenza verso il mercato da parte dei compratori. Le vendite allo scoperto hanno raggiunto a febbraio un livello record.

Quindi questo non fa altro che confermare l'inesorabile discesa dei prezzi in atto, nonostante il rimbalzo primaverile delle vendite di nuove abitazioni, nonostante ciò ben lontane di oltre il 21 % dai minimi dello scorso anno.

Nessuna illusione sia chiaro, osservare la vendita di 29.000 abitazioni secondo i dati non destagionalizzati per una nazione come l'America non è altro che l'ennesimo record negativo per il mese di marzo che solitamente inaugura la stagione principe dell'edilizia. Se pensiamo che all'apice del sogno americano si vendevano 127.000 abitazioni nel mese di marzo 2005 la strada è ancora infinitamente lunga.

Prezzi sotto pressione e inventari ancora alti, uniti alla possibile nuova brusca frenta dell'economia americana che si intravvede all'orizzonte segnalata in particolare dall' indice manifatturiero di Philadelphia non sono altro che il segnale della fragilità di una ripresa essenzialmente statistica figlia di quel meraviglioso pensiero composto di cui abbiamo parlato questa mattina.

La primavera è in corso, una lunga fase di distribuzione in attesa di osservare quale coniglietto uscirà dall'ormai logoro cilindro della banca centrale americana. 

 

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1 commento Commenta
Scritto il 26 aprile 2011 at 14:37

Solo un piccolo messaggio per quei poveri ragazzi che continuano a lasciare messaggi d'amore sul blog… coraggio nella vita non sempre va male comprendo che nessuno si innamora di voi, nessuno si cura di voi ma se volete condividere le vostre illuminazioni è facile aprire un blog o un sito. Su coraggio non abbiate timore al limite restere nell'anonimato come ora. Un abbraccio Andrea

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