LUCI E OMBRE DELLA RIBALTA IN UN’ORGIA SPECULATIVA

Scritto il alle 07:21 da icebergfinanza

 
 

Ricordo a tutti coloro che fossero interessati,
che  è ora possibile acquistare on line
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Inoltre per tutti gli amici e i compagni di viaggio della mia regione Trentino Alto Adige e anche di quelle limitrofe l'appuntamento per la presentazione del libro e un piccolo dibattito sulla crisi è come potete vedere qua sotto per…

Depliant presentazione libro
 

Mentre in Europa e specialmente in questo momento in Iralnda si sta attuando della vera e propria macelleria sociale per tamponare la voragine finanziaria delle banche irlandesi che hanno supportato la più imponente bolla immobiliare mondiale, quella celtica ovviamente, dall'America arrivano luci e ombre dall'economia.  
 
Ora che le cose sono evidenti miei cari Compagni di viaggio, vi invito a ripercorrere le mie riflessioni sulla guerra delle valute e sulla dinamica euro e dollaro condivise in quel di Modena. Dove stanno oggi coloro che avevano decretato non più tardi di qualche settimana fa la fine del dollaro. Ma si sa la gente dimentica e via verso chissà quale nuova fantasia.

Ma tornando all’Europa, il conto di anni di finanza demenzialmente creativa in Irlanda è stato presentato al popolo che ha assecondato consapevolmente o inconsapevolmente questa follia immobiliare e finanziaria. Questo è il conto presentato dal governo irlandese, l’ennesima socializzazione delle perdite di questo immenso sequestro della democrazia e vita sociale da parte della finanza. Quanto manca prima di una nuova rivoluzione delle coscienze!

Vogliamo o no, far pagare il conto agli azionisti e obbligazionisti, che spesso è volentieri sono  poteri forti e non sempre al contribuente di turno anche se questo dovesse costare un collasso di questa finanza speculativa; vogliamo fare pagare il conto a coloro che hanno investito in queste banche demenziali, cercando di distinguere tra banche e banche, tra banche che non hanno seguito questa orgia speculativa e banche che continuano ancora oggi a levereggiare il mondo, speculando sui derivati in nome di quell'azzardo morale che consente di rischiare i soldi dei correntisti al solo fine di rimpinguare azionisti e banchieri!

Vogliamo favorire un nuovo sistema finanziario basato sulla pura intermediazione e responsabilità sociale  e non sulla speculazione idiota di qualche esaltato sotto effetto di stimolanti, eccitanti o alcoolici, come è accduto in alcuni casi!

MILANO – Una medicina amara per curare l'isola verde. La manovra quadriennale per risanare i conti irlandesi equivale a 15 miliardi di euro fino al 2014. Il piano – spiega il governo – prevede di aumentare l'Iva al 22% nel 2013 e al 23% nel 2014, e prevede di tagliare la spesa complessivamente di 10 miliardi. Il governo irlandese ha precisato che intende mantenere l'aliquota fiscale del 12,5% sulle aziende, nonostante alcuni governi europei premessero per un rialzo della tassazione. Sono previsti tagli alla forza lavoro nel settore pubblico, agli stipendi dei nuovi assunti e al minimo salariale. Nel settore pubblico verranno eliminati 24.750 posti di lavoro, tornando ai livelli occupazionali del 2005, lo stipendio dei neo-assunti, sempre nel settore pubblico, verrà decurtato del 10% mentre il salario minimo sarà tagliato di un euro dagli 8,65 euro all'ora attuali. Il Parlamento irlandese si pronuncerà sulla manovra finanziaria il prossimo 7 dicembre. (Corriere della Sera)

Ieri abbiamo avuto un’ulteriore testimonianza della nuova tendenza dei prezzi delle case ovvero una nuova caduta secondo il FHFA Nouse Price Index dove si evidenzia come nel terzo trimestre il prezzo medio delle abitazioni, anno su anno è sceso del 3,2 % con un calo mensile destagionalizzato di uno 0,7 % rispetto al mese di agosto. Il periodo luglio agosto è stato rivisto da una crescita del 0,4 % a ZERO!

Inutile ricordarvi i dati delle vendite di nuove abitazioni rilasciati ieri, dati che non potranno che favorire una nuova discesa dei prezzi e un aumento degli inventari di case invendute.

Vi sono alcuni segnali positivi che provengono dal settore dei consumi anche se sarà interessante osservare come andranno le vendite del periodo natalizio. Inoltre non si può non evidenziare il netto miglioramento osservato dalle richieste di sussidi di disoccupazione che contengono al loro interno alcune sfumature stagionali che mi aspetto di osservare nelle prossime settimane e mesi.

Il calo settimanale è stato il più alto dal luglio 2008, portando la media a quattro settimane sino a 436.000 richieste ancora considerevolmente lontana dal livello di 400.000 richieste necessario per osservare un’accelerazione di nuovi posti di lavoro, come abbiamo visto in passato.

During the latest week, fewer Americans than usual filed claims, a Labor Department spokesman said as the figures were released, allowing seasonally adjusted filings to decrease more than forecast.
 
Aggiustamenti stagionali e migliaia di americani che stanno perdendo il diritto ai sussidi di disoccupazione hanno contribuito ad un dato notevolmente migliore delle aspettative. Un miglioramento è evidente ma come vedremo sabato in un post fiume che ripercorre il mio intervento di sabato ad Acqui Terme,  la strada è ancora lunga ed impervia se non strutturalmente compromessa.
 
D’altro canto sono collassati gli ordini di beni durevoli, scesi del 3,3 rispetto ad un aumento del 5 % rivisto del mese precedente, ben più evidente in quel meno 4,5 % se si escludono gli ordinativi di aereomobili esplosi di oltre il 112 % evidenziando un diffuso e generalizzato calo in tutti i settori.

Ogni giorno di più mi rendo conto che aumenta la mia rabbia di fronte a questo sistema demenziale, dai più assecondato, “La rabbia ed il coraggio”, perché come ho scritto nel mio libro, citando Sant’Agostino, rabbia e coraggio sono i due figli della speranza: la rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio di vedere come potrebbero andare anche se tutto intorno in tanti ti guardano con tenerezza come se fossi impazzito. 

  Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti …quasi come un cappellaio…e per fortuna io lo sono! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità! …. esclamerebbe oggi il nostro Cappellaio Matto.  

 

 

Come abbiamo più volto visto   

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13 commenti Commenta
Scritto il 25 novembre 2010 at 09:37

Quei paesi falsi virtuosi. L'esposizione di imprese, famiglie e stati dà un quadro diverso dei rischi

di Marco Fortis  (da Ilsole24ore)

Secondo gli ultimi dati della Banca di Francia, tra il secondo trimestre 2009 e il secondo trimestre 2010 il debito aggregato lordo (di famiglie, imprese non finanziarie e governi) è cresciuto in modo diffuso in tutte le maggiori economie avanzate. Tuttavia è aumentato di meno in Germania (+2 punti di Pil), negli Usa (+5,1) e in Italia (+7,7), mentre è letteralmente esploso negli altri paesi: Spagna (+11,5), Giappone (+14,5), Francia (+16) e Gran Bretagna (+19,9).

Colpa del peggioramento dei conti statali (che la Banca di Francia calcola in base ai conti finanziari trimestrali e non con le modalità di Maastricht), con la Germania (+4,1 punti di Pil) e l'Italia (+5,6) più virtuose in questo campo di tutti gli altri paesi, che hanno invece sperimentato accelerazioni annuali senza precedenti dei loro debiti pubblici: Spagna (+9,6), Francia (+10,3), Giappone (+15,8) e Gran Bretagna (+16,2).

L'Italia è stata l'unica economia che nel secondo trimestre 2010 ha ridotto rispetto al trimestre precedente il proprio rapporto debito pubblico/Pil (-0,7 punti) mentre tutti gli altri paesi l'hanno ulteriormente peggiorato. Il dato americano è contraddittorio perché da un lato le famiglie statunitensi sono impegnate in una titanica operazione di riduzione del proprio indebitamento (-5,1 punti di Pil), cresciuto a dismisura negli anni scorsi, mentre il debito pubblico invece ora sta volando (+10 punti di Pil in un anno). Questo tipo di statistiche scandirà i rintocchi del prossimo futuro, in cui il mondo avanzato sarà impegnato, più che a crescere, soprattutto a ridurre i debiti, accumulati in anni di sviluppo squilibrato delle domande interne in rapporto alle capacità di risparmio e di creazione di effettiva ricchezza.

Dieci anni fa, Giappone a parte (dove pesa in modo abnorme il debito pubblico, finanziato massicciamente dal risparmio domestico), i debiti aggregati più alti in rapporto al Pil erano quelli di Germania e Italia. Oggi la situazione si è capovolta. I debiti aggregati più bassi sono caratteristici dei paesi più equilibrati dell'Euroarea, a cominciare dalla Germania, la più virtuosa (184% del Pil nel secondo trimestre 2010), seguita dalla Francia (208%) e dall'Italia (246,6%).

Il debito aggregato del nostro paese, secondo i metodi di calcolo della Banca di Francia, è solo di poco superiore a quello degli Usa (240,7%), ma se si includesse il debito pubblico intra-governativo il debito aggregato americano risulterebbe di gran lunga superiore e si collocherebbe vicino ai livelli della Spagna (265,3%) e della Gran Bretagna (269%). Dopo la sbornia immobiliare e finanziaria il debito delle famiglie, nel secondo trimestre 2010, è comparativamente più sbilanciato negli Usa (pari al 118,3% del Pil, dopo un massimo storico al 125,3% nell'ultimo trimestre del 2007), in Gran Bretagna (99%) e Spagna (86,7%), mentre le famiglie italiane sono in assoluto le meno indebitate (43,9% del Pil). La Spagna guida invece la graduatoria del più forte indebitamento delle imprese non finanziarie (116% del Pil), con il settore delle costruzioni particolarmente esposto, davanti alla Gran Bretagna (90,9%).

Scritto il 25 novembre 2010 at 10:12

 Già…”rabbia e coraggio”…
attenti però alla follia fine a se stessa…che non ha nulla di creativo e ne tanto meno propositivo…

Le soluzioni e le risposte, a pensarci bene, sinceramente, penso che ci siano, è che manca la volontà politica di attuarle,.. .che è cosa ben diversa…(forse semplicemente perchè la politica è morta da un pezzo)…

attenzione a non perderci nella “nebbia della follia globalizzante”…attenzione…i confini sono estremamente labili…estremamente…

Vento in poppa marinai…
e vele gonfie…ben gonfie…
e qualunque cosa accada, non perdiamo la calma….

Valentina

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 10:52

Caro  Andrea, ad Acqui avrei avuto piacere di ascoltati di più sul tema del lavoro, ma gli argomenti sono stati così tanti e interessanti che alla fine si è perso..
Sono madre di una figlia di 20 anni e credo lei sappia che non l'aspettano tempi semplici.
A proposito di rabbia e coraggio: cosa fare dei miei risparmi? Continuare a lasciarli in banca, cambiare tipo di banca (ma quale altra scegliere) o acquistare dei peschi e imparare a fare marmellate?
grazie
emmeti

Scritto il 25 novembre 2010 at 11:12

"Le Luci e le ombre del notro tempo…."

 

 

 

Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.

 

 

Alda Merini

p.s già il lavoro …caro compagno di viaggio…il lavoro…in tanti lo stanno dimenticando….com'èra Capitano:

…"parole…parole…parole tra noi"…

Scritto il 25 novembre 2010 at 13:41

luci e ombre..luci e..ombre…luci e ombre…

http://notizie.virgilio.it/cronaca/scuola-universita-piazza-camera-gelmini.html

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 21:34

Bella la stupidata del luogo comune delle case di legno americane: questa mensa non si smentisce mai.

Intanto forniamo delle belle tabelle: come dice un amico mio siamo nella rampa di lancio

Lenin (Vladimir Ilyich Ulyanov) disse:”l’istituzione di una banca centrale rende comunista una nazione al 90%”

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 22:15

Non mi pare che la tabella gentilmente fornita dall'anonimo 5 dimostri gran che.

In effetti considerando il nozionale netto dei CDS sul debito in rapporto al debito stesso direi che altri paesi raccolgono assai meno consenso dell'Italia.

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 23:34

Ma il 7 ci è o ci fà.

Siamo i primi della lista con i cds che ono di nuovo schizzati oltre 200…..e con la prossima asta annullata: a buon intenditor…

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2010 at 02:04

Sig.Andreamensa,mi e' difficile credere che ci sia una ciffra cosi' elevata di derivati  spazzatura,umanamente mi sembra tutto questo fuori di testa non e' ammissibile  una cosi' enorme speculazione sul nulla.
Gli stati in sofferenza  sono stati amministrati male.
Le banche a mio avviso  soffrono anche , piu' per  le sofferenze sui crediti avendo fatto il passo piu' lungo della gamba in previsione di una crescita economica  duratura. Non credo affatto  che tutto sia manipolato da fattori
speculativi,  se fosse cosi'  non ci sarebbe futuro economico.
Non sono d'accordo con il capitano,i risparmiatori devono essere tutelati,le banche non devono fallire ma fare il proprio dovere magari con l'aiuto di leggi piu' severe a vantaggio della  comunita' . Silvestro

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2010 at 07:04

@Andrea Mazzalai che scrive:
Ogni giorno di più mi rendo conto che aumenta la mia rabbia di fronte a questo sistema demenziale, dai più assecondato,…

Appunto Andrea, sistema assecondato dai più.
Ne vuoi una prova piccola piccola (della quale forse sia già a conoscenza) da tutti verificabile?
C'é in rete un blog di un italiano di cui non faccio il nome che vive a Londra e che di professione fa il trader e che a dir suo (e non faccio fatica a crederlo per il motivo che spiego più sotto) le azzecca tutte e gli entusiasti suoi lettori/seguaci/clienti si meravigliano come faccia.

Come fa? Ma é semplicissimo é lui stesso a confessarlo: giornalmente partecipa a riunioni, si consulta con i (e qui cito te Andrea)..trader che effettuano scambi al di fuori delle borse (over the counter) in tempo reale o, in alcuni casi, con un ritardo massimo di 15 minuti. Secondo Gary Gensler, presidente della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), l’imposizione di nuove regole di trasparenza sottrarrebbe ai grandi operatori – tra cui JPMorgan, Bank of America, Barclays Bank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Morgan Stanley – il controllo pressoché monopolistico di questo enorme mercato (secondo le ultime rilevazioni si parla di un valore di più di 582 trilioni di dollari) …

Capito come fa ad azzeccarle tutte?
Ma il problema NON é lui, ne quelli come lui.
Il problema sono quelli che si appoggiano a lui per arricchirsi rapidamente e con facilità. Sono questi ultimi che generano e sostengono il sistema. Ed il comico é che sono convinti di operare per un mondo migliore.
Come potete sperare di cambiare il sistema composto da fessi simili?
perché é vero che nell'immediato loro ci guadagnano, ma nel lungo periodo anche loro saranno travolti. Ma non lo capiscono.

Questo é il motivo che mi fa dire che le vs. speranze sono in realtà pure illusioni.
luigiza

Scritto il 26 novembre 2010 at 10:34

@ anonimo #6 e seguenti
quando tu avrai vissuto un po negli USA, avrai anche diritto di dire che la mia è una stupidata.
io ho citato due posti in cui sono stato e per un discreto tempo, quindi quella che ho scritto non è una stupidata, a meno che tu non lo dimostri.
altro particolare.
con tabelle e grafici, se non specifichi anche cosa vuoi dire , ti comporti in modo molto scorretto nei confronti di chi non sta tutto il santo giorno a cercarli e guardarli.
cosa volevi dimostrare con essi, lo sai proprio solo tu.

Scritto il 26 novembre 2010 at 14:25

Luigiza di speranze e illusioni non si vive e’ vero, ma e’ altrettanto vero che …..affinché il male e gli squilibri prevalgano e’ sufficiente che gli onesti non facciano nulla! Andrea

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