BUONA FORTUNA!

Scritto il alle 07:10 da icebergfinanza


 


 

Si buona fortuna, ragazzi, perché ne avremo proprio estremo bisogno perché se si rivelerà vera la mia visione che condivido con Voi da tempo, la decisione di ieri della banca centrale americana, non farà altro che incrementare e consolidare la possibilità che un prolungato periodo di deflazione ci accompagnerà per più tempo di quello che chiunque oggi sia disposto a credere.
 
" Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti …quasi come un cappellaio…e per fortuna io lo sono! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità!…. esclamerebbe oggi il nostro Cappellaio Matto.
 
Non starò a ripeterVi per l’ennesima volta le motivazioni di questa mia convinzione, ma ieri il FOMC ha deciso che un ulteriore sostegno ai mercati e badate bene sottolineo i mercati e non l’economia è necessario, perché la situazione dell’occupazione è insostenibile. Come più volte fatto osservare la Fed ha rivisto al ribasso tutte le sue previsioni, una revisione che non mancherà di accompagnare i prossimi anni, perché alla speranza o all’ingenuità come preferita non vi è limite.
 
I prezzi delle azioni più alti spingeranno la ricchezza dei consumatori e l’acquisto di obbligazioni contribuirà a tenere bassi i tassi a lungo termine, favorendo maggiori consumi, bla,bla,bla…..
 
Finalmente la Federal Reserve ha ammesso tramite Bernanke, l’obiettivo di sostenere i mercati azionari ad oltranza, come aveva suggerito il suo fantasma Greenspan, l’ultimo disperato tentativo di questa nuova grande depressione. Bolle, bolle e ancora bolle per cercare disperatamente di creare inflazione. Ma come abbiamo visto ci vorranno anni.
 
Favoloso, alla Fed pensano che basti ficcare la bottiglia direttamente nello stomaco del cavallo che non ne vuole più sapere di bere, sperando che nel frattempo non subisca conati di vomito!
 
Gli acquisti si concentreranno nella fascia tra i 2 e i dieci anni, ma tutto ciò non basterà come insegna il Giappone che sta vivendo il suo lungo ed inesorabile doppio decennio perduto!
 
Nella sua massima esaltazione monetaria, la banca centrale americana cerca disparatamente di fermare la naturale dinamica di deleveraging, ovvero rientro generalizzato da un indebitamento mostruoso di una deflazione da debiti, difficile da arrestare. Come direbbe il Grillo “parlante”… "Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure!
 
Nel frattempo alcuni dati timidamente positivi escono dall’economia americana mentre in Europa i rendimenti delle obbligazioni decennali irlandesi esplodono oltre il  7 % quelli greci si avvicinano all’11 % ( sic…) e quelli portoghesi superano il 6 %!
 
L’ennesima quiete prima di una nuova tempesta, come tante ve ne saranno nei prossimi anni, in fondo un’autentica tempesta perfetta come vedremo sabato a Modena, con gli amici che interverranno alla presentazione del mio libro e sulle prospettive macreoeconomiche dei prossimi anni. A presto Andrea
 
In serata verrà inviata ai partecipanti l’ultima comunicazione, relativa all’evento di sabato chi non la dovesse ricevere scriva a  [email protected].

ARRIVEDERCI A MODENA!   [email protected]    

 

Copertina libro

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51 commenti Commenta
Scritto il 4 novembre 2010 at 07:52

ben detto capitano !
e, come sto scoprendo si cerca, si guarda tutt'intorno, e la cosa importante è lì, banalmente davanti agli occhi.
disoccupazione, immobiliare (che tra l'altro lo sto cominciando a  considerare l'aggregato monetario di maggiore e determinante valore), povertà diffusa in una società che punta ai consumi per lo sviluppo economico (non è un paradosso ?) e concentrazione della ricchezza in poche mani, come se avendo più disponibilità si mangiassero 3 polli al giorno anzicchè uno.
sarò forse presuntuoso, ma ciò ch evedo mi pare l'idiozia eretta a sistema, con ttti gli occhi puntati solo sull'ultima bolla speculativa con la speranza che non scoppi mai, e con la paura che faccia come tutte le altre.
che dire, capitano, non so più se si tratti di miopia o proprio di stupidità.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 09:46

cosa dovremmo fare con i nostri risparmi nel 2011?

il succo e tutto qui……

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 10:15

Quante volte pensiamo si sapere cosa accadrà nel nostro futuro, quando questo poi ci sorprende con qualcosa di imprevisto mandando all'aria tutte le nostre certezze!

Scritto il 4 novembre 2010 at 10:31

caro anonimo dubbioso,
forse non hai ancora capito che in nessun blog dove circoli gente con un minimo di intelligenza troverai indicazioni sul "cosa fare" soprattutto riguardo ai propri risparmi.
troverai tante indicazioni e tanti dati relativi al presente, ancora di più relativi al passato, tante indicazioni sul come interpretarli, e qui dovrai scegliere tu, sulla base di quelle che ti paiono più vicine a quanto tu stesso puoi osservare, quale scegliere.
e sulla base di tale scelta fare una TUA proiezione del futuro.
insomma ti sto dicendo che devi prenderti tu la responsabilità sia di interpretare che di chegliere che di proiettare.
forse, abituati male dal troppo delegare, ci stiamo dimenticando ch ela libertà sta proprio nel scegliere, nel decidere in proprio il nostro presente ma ancor più il nostro futuro, e dato che per tale futuro i risparmi sono una cosa estremamente importante, tutto ciò ch eè relativo ad essi, il come tenerli o investirli, diventa materia non solo importante, ma essenziale.
l'unico suggerimento ch emi sento di darti è quello di diffidare di coloro che ti danno indicazioni sul cosa fare con essi, di regola fanno i loro interessi, e non i tuoi.
in questo campo, penso, manchi una figura professionale che PARTECIPI alle scelte consigliate, guadagnando o perdendo una percentuale, metti il 10%, di quanto fanno guadagnare o perdere ai loro clienti, ma come dico , è solo un riscontrare una carenza.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 11:30

Non bisogna dimenticare che la fed deve  aiutare i mercati anche per salvare i fondi pensione degli americani.
Non condivido invece la teoria di Greenspan che bisogna far  partire la borsa e poi l'economia la seguirà di conseguenza, perchè la storia degli ultimi 10 anni  ha dimostrato che si creano continuamente bolle che poi regolarmente scoppiano.
PEG

Scritto il 4 novembre 2010 at 11:56

Quanta saggezza e quanta vita vissuta trasuda nel Tuo commento, caro Andrea Mensa.

Un grazie da parte mia, per la tua chiarezza espositiva.

Dovrebbe essere da monito a chi si avvicina ai mercati finanziari,
con una certa superficialità.

Scritto il 4 novembre 2010 at 12:32

Andrea,

ma il cavallo deve proprio reidratarsi per bocca?

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 12:34

The in-flux state of U.S. mortgage foreclosures will increase an already high ’shadow’ inventory and lengthen foreclosure delays, both of which figure to prolong the U.S. housing correction, according to Fitch Ratings.
Liquidation timelines of non-performing loans are already at historical highs. It would take over three years to clear the existing distressed mortgage inventory in the non-agency RMBS sector based on recent resolution trends, a timeline that Senior Director Grant Bailey says will be further pushed back by the delay in foreclosures.
The foreclosure and liquidation extensions will slow the resolution of defaulted loans and delay home prices from finding a floor. Also, extending foreclosure times will weigh on U.S. RMBS loss severities due to rising carrying costs.

In sostanza ulteriore deflazione immobiliare e non solo…
Saluti a tutti

Il Cigno Gialloblu

PS: il 7 dicembre avanza inesorabilmente e con esso il possibile default dell'Irlanda… Occhio a srotolare le vele solo perchè soffia il vento di Bernanke! Non lasciatevi tentare, calate l'ancora; perchè chi semina vento (QE2) raccoglie solo tempesta…

Scritto il 4 novembre 2010 at 14:22

Cuculo no si può anche affogarlo a farli vivere la tortura della goccia…. Andrea

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 20:37

per il dubbioso
siamo circondati da truffatori non te ne sei ancora accorto?
stare attenti non basta bisogna avere 4 occhi.
Laura

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2010 at 21:38

Due punti di vista :

prima opzione: tutte le maggiori banche e istituzioni finanziarie sollecitano una forte esposizione sull'azionario .

seconda opzione : chi troppo in alto sale . . . repentino scende…

                                              fiorentino dispettoso

Scritto il 4 novembre 2010 at 22:36

Fiorentino dispettoso

Due punti di vista :

prima opzione: tutte le maggiori banche e istituzioni finanziarie sollecitano una forte esposizione sull'azionario .
 

seconda opzione : chi troppo in alto sale . . . repentino scende…

*************************

ma guarda un po'………che strano.

L'anno scorso a marzo nessuna banca telefonava ai clienti con
liquidità sul conto, per sollecitare "una forte esposizione sull'azionario".

anzi i clienti che erano "fidelizzati" attraverso i fondi comuni che registravano perdite oltre il 50% venivano invitati ad alleggerire,
perchè non adatti ai su e giù dei mercati azionari.

Cari amici viviamo in una società che è andata oltre "il conflitto d'interesse" , questa globalizzazione finanziaria ci ha portato dentro
al "conflitto di coscienza"  non solo per gli operatori del settore, ma
anche per chi oggi opera nel settore dell'informazione.

Il lavorio ai fianchi delle lobby finanziarie ha sottomesso la politica,
intesa  come amministrazione della "polis" per il bene comune,
e chi "viene eletto" ne diventa il loro maggiordomo e noi illusi di
vivere in una società democratica., nel migliore dei mondi possibili.

 

Scritto il 5 novembre 2010 at 09:22

In considerazione delle minaccie di querele ricevute da parte del titolare del blog, il quale mi dice avere i miei dati anagrafici, eviterò ogni tono offensivo,ciò nonostante non posso tacere e vantare di avervi detto tutto con tanto anticipo, il mercato e il comportamento dei suoi attori è e rimarrà sempre lo stesso.
Avete avuto la possibilità di godere ma come succede spesso sono sempre gli stessi a vincere e sempre gli stessi a perdere, neisecoli dei secoli…………
Poi con un Po di dialettica e tanta demagogia sulla giustizia sociale e bla bla bla, anche chi non ha voluto dare ascolto ai miei pressanti inteventi riuscirà a giustificare le proprie tesi, ma in fondo anche questo è ” affascinante” ,
Per concludere i duemax previsti sono stati fatti, adesso cheanche qualche fessoci ha buttato le fiches, potrebbe cambiare il vento.
Resta inteso che indebitarsi in dollari a queste condizioni e speculare è molto semplice per chi è del mestiere a patto di uscire in tempo………
Ahahaha
Ahahahah
Ahhhhhh

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2010 at 10:12

Vi pongo questo quesito:
Che senso ha inondare di liquidità per creare inflazione sui beni di consumo che compensi la deflazione immobiliare?
Così facendo si avranno  case comunque svalutate, pignoramenti e…aumento del costo della vita.
Forse era meglio (come dissi all'inizio della crisi) dirottare direttamente i fondi sull'immobiliare per sostenerne i prezzi e permettere la stabilizzazione del mercato, o no?
PEG

Scritto il 5 novembre 2010 at 10:47

#13  05 Novembre 2010 – 09:22

 
 

"In considerazione delle minaccie di querele ricevute da parte del titolare del blog, il quale mi dice avere i miei dati anagrafici, eviterò ogni tono offensivo"……

winner almeno una cosa lei l'ha capita: L'EDUCAZIONE

 Ad usare le maniere forti(minacce di querela) si perchè sono d'accordo con Andrea, qualcosa si ottiene, poichè il Web non può essere usato come il balcone del mondo, dove ogni mattina ognuno vuota sulla testa
dei passanti il proprio vaso da notte.

Hanno il sacrosanto diritto i passanti a ribellarsi, con ogni mezzo.

Era stato più volte invitato a fare interventi senza offendere, per cui,
visto che il padrone di casa non l'ha bannato, e le ha permesso
ancora d'intervenire, continui cosi a fare le sue analisi dei mercati,
EDUCATAMENTE.

Sappi però che ci sono persone che frequentano questo
Blog, che in fatto di capacità di analisi operativa non sono secondi ad alcuno.

Scritto il 5 novembre 2010 at 12:17

@ peg
dici :"Che senso ha inondare di liquidità per creare inflazione sui beni di consumo che compensi la deflazione immobiliare?"
innanzitutto chiarisciti una cosa:
"inondare di liquidità" è possibile solo in due modi:
1) da parte di private, aziende , ecc… chiedere prestiti alle banche, le quali SE li concedono ti danno denaro da spendere e quindi così aumenta la liquidità, almeno fino al momento di restituire quei prestiti, se non ne sono stati contratti altri.
2) da parte dello stato che chiede prestiti, mediante l'emissione di titoli e SE la banca centrale fa quantitative easing, ovvero compera parte di tali titoli con denaro fresco di creazione. tale denaro resta in circolazione fino al rimborso dei titoli, in quanto alla loro scadenza lo stato deve essersi procurato denaro per rimborsarli. se invece i titoli li compera il pubblico, il denaro che spende lo stato è stato precedentemente tolto dalla circolazione proprio per acquistare i titoli.
Esiste anche la possibilità che capitali arrivino dall'estero, ma qui il discorso si complica un po troppo.
Quanto può fare la banca centrale è rifornire le banche commerciali, ma se nessuno va a chiedere prestiti quel denaro resta dentro la banca.
Ora considera che il denaro in circolazione può essere o speso o risparmiato.
se risparmiato non partecipa ad acquistare proprio niente fino a che non venga speso.
Mentre è solo quello che viene speso che può influenzare i prezzi.
ma nota bene, che quando si parla di inflazione, quanto è da tenere sott'occhio non sono i beni di "nicchia".
Se il quadro di Picasso raddoppia il suo prezzo, nessuno parlerà di inflazione, oppure se aumentano i prezzi delle porche o delle ferrari.
mentre se aumenta il prezzo del pane, della pasta, della benzina, allora immediatamente si parlerà di inflazione.
tieni anche presente che l'insieme dei consumatori è diviso in due grandi categolrie: persone che possono aggiornare da se il valore delle proprie prestazioni e quelli che dipendono da altre entità per aggiornarlo.
della prima categoria fanno parte commercianti, imprenditori, liberi professionisti, ecc… e della seconda lavoratori dipendenti, pensionati, ecc…
ora, dato che l'aumento "generalizzato" dei prezzi è una SENSAZIONE individuale, personale, accade che quando la prima categoria di persone la percepisce, tende ad aggiornare immediatamente i propri compensi, diffondendo ancora di più quella sensazione di aumento generalizzato dei prezzi.
tale spirale si fermerà quando, a causa dell'aumento dei prezzi, del ritardo con cui la seconda categoria di persone potrà aggiornare i propri redditi, i consumi caleranno.
d'altra parte, un aumento dei mezzi disponibili, oppure un riversamento del risparmio verso i consumi, creeranno la condizione di "più denaro che beni" provocandone un aumento dei prezzi, per la famosa legge della domanda e dell'offerta, così come aumenti di prezzi possono esser dovuti a inflazione importata, ovvero aumenti di materie prime o semilavorati.
Tutte ragioni per cui si può innescare da alcuni beni soprattutto se di largo e comune uso e consumo, a tutti gli altri aumenti dei prezzi, che quando poi sia generalizzato equivale ad una diminuzione del potere di acquisto del denaro.
spero sia tutto abbastanza chiaro.
ciao

Scritto il 5 novembre 2010 at 13:10

LA CINA STA GIOCANDO UNA PARTITA PERICOLOSA!
GLI AMERICANI HANNO TRATTO IL DADO

La situazione Geopolitica mondiale sta mutando rapidamente, i Cinesi  fanno la voce grossa.
Dato che per un orientale la cosa principale è quella di non "perdere mai la faccia" è ovvio che non stanno bluffando, ma non è detto che abbiano ragione e che alla fine la spunteranno.
L'azione di espansione monetaria della Fed è una dichiarazione di guerra commerciale alla Cina, se questa continua ad acquistare titoli americani rischia di trovarsi un domani con dei titoli fortemente svalutati. Se invece non li acquista lo Yuan dovrà per forza apprezzarsi. Un cambio bloccato con il dollaro non può assolutamente durare, perché sta creando un aumento interno, dei prezzi e dei costi dei salari.
Quello che preoccupa maggiormente il governo cinese è proprio l'inflazione, ma è proprio l'inflazione Cinese che Bernanke sta cercando di  rinfocolare,  svalutando il dollaro.
I Cinesi hanno risposto prima bloccando il commercio di materiali speciali come le terre rare, che sono indispensabili all'industria elettronica, poi si sono rifiutati di sedersi a contrattare diversi valori di cambio.
Moltissimi pensano che l'economia Cinese "è in bolla", se è vero, il miracolo Cinese potrebbe segnare il passo e la Cina affonderà tutto i paesi del BRIC. Forse anche buona parte dell'economia occidentale.
Il paese che secondo me rischia di brutto è il Brasile che sembra un castello sospeso fra le nuvole. Questo castello volante dovrà prima o poi toccare terra e  potrebbe atterrare peggio di come è atterrata l'Argentina!!

Scritto il 5 novembre 2010 at 13:53

@ ILCompasso
mi permetto di farti presente un paio di cose, in relazione al tuo post.
la prima è che non credo che gli USA alzeranno mai una barriera doganale generalizzata nei confronti della Cina per la semplice ragione che una gran parte dei prodotti cinesi importati sono ormai prodotti da multinazionali americane delocalizzate in Cina.
Pertanto bloccare o comunque danneggiare questi produttori sarebbe darsi la zappa sui piedi.
ma il secondo punto è più importante. dici:
"L'azione di espansione monetaria della Fed……" io penso che come molti altri, per te sia diventato più un modo di dire che il frutto di un pensiero ponderato.
il fatto che la FED acquisti titoli del tesoro cosa vuol dire ?
titoli che abbiano un mercato in cui se ne scambiano in quantità SONO denaro, ovvero senza contare che beni di valore elevato possono esser pagati direttamente in bond, ogni bond è facilmente convertibile in denaro liquido.
allora il QE non è altro che una manovra per rendere più "liquidi" titoli che lo erano già.
un possessore di bend, prima ci metteva un giorno o due a convertirlo in denaro, oggi ce lo ha già convertito.
l'espansione monetaria non la fa la FED ma il tesoro nel momento in cui emette titoli.
infatti prima dell'emissione esiste SOLO il denaro in mano al possibile acquirente, DOPO l'acquisto c'è il denaro in mano al tesoro  e il titolo (perfettamente spendibile o direttamente o dopo averlo venduto sul mercato) in mano all'acquirente.
è un prestito con emissione di un titolo che abbia una buona liquidità che aumenta la massa monetaria, non il QE.
scusami se mi sono permesso di evidenziarti questo fatto, ma questo errore è generale. Troppe persone danno come fatto indiscutibile un qualcosa che in effetti non c'è.
che poi il QE abbia riprcussioni ad esempio sui tassi di interesse dei titoli, o che possa essere interpretato com euna manovra scorretta nei confronti del mercato dei titoli, sono perfettamente d'accordo, ma dire che causa una espansione monetaria è proprio un errore.

andrea

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2010 at 13:59

e vaiiiiiii

Usa: creati 151 mila posti, al 9.6% la disoccupazione

Cifre migliori del previsto in ottobre. Le attese erano per un risultato positivo di 60 mila unita' dopo il -41 mila rivisto di un mese fa. Unico lato negativo la disoccupazione e' ancora alta: e' il periodo nero piu' lungo dal 1948.

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2010 at 15:10

Parlate alla luna …sono con Winner 70

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2010 at 17:33

qualcosa non quadra

L'altra faccia dell'America: richieste buoni pasto ai massimi di sempre

Proprio nel giorno in cui arrivano notizie positive dal rapporto sul lavoro, ne arrivano altre sconfortanti: mai cosi' tanti americani costretti agli aiuti federali per sfamarsi. Siamo a 42.4 milioni, +58.5% dai livelli pre-crisi.

 

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2010 at 18:30

Gentile Andrea Mensa, teoricamente quanto dici è corretto, ma praticamente tutti (cina, germania, economisti ecc) prevedono che, a causa del  QE2 le materie prime continueranno a crescere con il risultato finale che ci troveremo con il dollaro svalutato, le case comunque pignorate e deprezzate ed il costo della vita aumentato. Tecnicamente non vuoi chiamarla inflazione, d'accordo, ma il risultato non cambia.
Inoltre la Cina dice ad Obama: non puoi pretendere che il dollaro sia la moneta di riserva mondiale ed al tempo stesso svalutarla quando ti fa comodo come fosse una moneta debole. Giustamente dicono che è una questione di responsabilità verso il resto del mondo.
PEG

Scritto il 5 novembre 2010 at 21:43

Non sforzatevi di comprendere dati assolutamente aleatori, ma abbiate la pazienza di attendere il momento nel quale la realtà si rivelerò come la storia insegna.

E' importante inoltre che sappiate di  quali esseri pullula il mondo della finanza, questa fogna a cielo aperto per oltre la metà della sua essenza, esseri che ci accompagneranno in questo lungo viaggio sino al momento della verità!

 

Arrivederci a domani, e buon viaggio a tutti coloro che hanno girato la prua verso la nostra destinazione! Andrea

Scritto il 5 novembre 2010 at 22:07

carissimo PEG
quanto sto dicendo non è un negare l'evidenza del fatto che il dollaro si svaluterà, ecc… ecc…
sto dicendo che la causa non sta nel QE2, ma nell'emissione dei titoli.
è l'emissione dei titoli che aumenta la base monetaria, il qe semplicemente li rende un pochino più "liquidi".
è il solito guardare al dito e non alla luna indicata.
mentre , come ho già scritto il QE ha sicuramente un effetto calmieratore sul tasso dei titoli, ed in questo senso ne manipola il mercato rendendoli meno remunerativi.
mi spiace di aver creato una falsa idea, in proposito, ma questo era quanto.

Scritto il 5 novembre 2010 at 22:26

ancora per PEG
mi sta accadendo una cosa molto strana, come se alcune informazioni, o frasi lette, mi stiano causando una profonda rielaborazione inconscia.
ogni tanto un pensiero , con tutto il supporto ad esso, che smonta una asserzione, o una convinzione diffusa, o addirittura una dimostrazione di una "scuola".
come se funzionasse un grosso elaboratore e ogni tanto tirasse fuori dei risultati.
il tutto basato sul fatto che scuole economiche pensate anche solo 20 anni fà, sono notevolmente obsolete grazie all'evolversi tecnologico e strutturale avvenuto tanto velocemente che le vecchie regole non riescono più ad essere adeguate.
faccio un esempio e pensa alla borsa.
pensa a cosa e come avvenivano le contrattazioni quando il tutto era affidato alla sala delle grida, e come avvengono oggi in cui in una frazione di secondo si compra, si guadagna e si vende (HFT).
i tempi di attuazione non sono più una quantità, sono una qualità, dove sulla base di un rilevamento disponibile a milioni di operatori, persone o macchine, chi arriva prima avvera per se stesso la previsione che realizzeranno tutti quelli che arriveranno dopo, garantendogli il guadagno certo e lasciando all'ultimo il cerino acceso in mano.
la possibilità con un clic del mouse di vendere o comprare titoli anche dall'altra parte del pianeta, rende completamente inutile e obsoleta la suddivisione in aggregati monetari, essendo, almenno i titoli più trattati estremamente "liquidi" diversamente da com'era anche solo 20 anni fà in cui un titolo era un investimento da mettere sotto al materasso, oggi è quasi denaro contante.
capisci perchè sto dicendo che le teorie sono indietro , troppo indietro, rispetto alla realtà attuale, con fughe addirittura verso "pascoli ignoti".
se i cds sono addirittura criminogeni in quanto in cambio di un guadagno per alcuni possono portare a disastri per interi paesi, non c'erano, quindi non sono regolamentati, non sono limitati nei loro effetti, in un mondo dove l'unica stella polare è il guadagno immediato, e paghino poi coloro a cui capita di dover pagare.
ho fatto solo alcuni esempi, ma questa mia rielaborazione sta investendo moltissimi aspetti della realtà economica, mostrandomi proprio  quanto le varie teorie, anche le più recenti siano in ritardo con la realtà attuale.

utente anonimo
Scritto il 6 novembre 2010 at 20:27

C'ero oggi.
Grazie per l'ospitalità.
Mirco

utente anonimo
Scritto il 6 novembre 2010 at 21:13

Altra immondizia?

Deflationists ignore the inflation embedded in CPI prices and say we are in a deflationary trend. Inflation is inflation. If prices are rising, they are rising.

Commodities, gold, silver, and the stock market are all flying. Yet amazingly, deflationists continue to spew their nonsense. They cling to the flawed argument that falling bond yields evidence deflation. This is just the wrong way to build an argument. Wasn’t there  inflation the past 30 years of falling bond yields?

Scritto il 6 novembre 2010 at 21:52

A luglio del 2008 il grano era a quota 1000, non si troncano i grafici dove si vuole per dimostrare qualcosa.

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 00:06

A luglio 2008: non è una cosa interessante.

Non avevano neppure cominciato con il QE stile post Lehman Brother.

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 00:10

Comunque Cuculo non ti voglio convincere: ti convincerai solo quando vivrai come questi onesti americani che hanno sempre pensato alla deflazione

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1326187/Las-Vegas-tunnel-people-How-1-000-people-live-shimmering-strip.html#ixzz14KLDWWpQ

Scritto il 7 novembre 2010 at 02:03

Grazie Mirco e Cuculo grazie della Vostra presenza a Modena come quella di tanti di Voi che hanno saputo trasmettere tutto il calore umano in un abbraccio in una sincera stretta di mano. ognuno di Voi e’ una messaggio di speranza attraverso questa tempesta perfetta Andrea

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 08:11

Caro Andrea,da nulla a 2 post in un giorno.
La domanda è…..ma la presentazione di oggi con grafici e commenti la pubblicherai sul sito o farai un post…… o come vuoi tu,ma se la mettessi a disposizione della ciurma  sarebbe di aiuto.
Grazie per il tempo e la pazienza
Mirco

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 08:52

Cosa mi ha lasciato l'incontro di iei a Modena?
Ho percepito il solco di un aratro costituito da desideio  di conoscere,
capacita' d'attrazione per la conoscenza ,trasformazione in divenire.
Non c'erano illusioni,ne' momenti paludati o accademici ma la semplice
voglia e sforzo di comprendere.
PS. Se fosse possibile in alcuni post ,come hai gia' accennato a Modena,
desidererei che si parlasse delle molle motivazionali che reggono
l'economia comportamentale troppo spesso trascurata nella sua importanza.
Stefano

Scritto il 7 novembre 2010 at 15:39

cari tutti
contento di aver conosciuto Mazzalai e qualche altro, ed un po' di rimpianto per non aver potuto dare un volto a tanti nick che scrivono qui.
peccato, d'altronde ognuno fa le proprie scelte.
ho lasciato quando iniziava l'eventuale confronto , perchè se avessi preso la parola, forse avrei finito col monopolizzare il poco tempo a disposizione, ma mi rivolgo qui a tutti voi che leggete questi post, per chiedervi un aiuto.
come anche Andrea ha scritto nella sua bella presentazione, la cosa più bella che ci si potrebbe augurare è che ognuno ragionasse con la propria testa, e questo, credo non penso voglia dire che non si debbano condividere pensieri e conoscenze, ma voglia dire che ognuno dovrebbe interrogarsi se cosa legge, soprattutto  cosa legge frequentemente e quindi lo si dà come verità acquisita, risponde alle proprie esperienze.
pertanto quando uno riesce a formalizzare un pensiero, ad esprimerlo, sarebbe bellissimo se chi legge avesse anche il coraggio di esprimersi in merito condividendo o opponendosi, elencando i motivi o le esperienze contrarie, ovvero iniziare una civile discussione.
purtroppo cosa riscontro che troppo spesso accade è uno scontro, nel quale non vengono messe a confronto delle idee, delle esperienze, ma pare si debbano mettere a confronto degli individui, delle identità.
e quindi , se ciò accade , degenerano, proprio perchè nessuno è disposto a rinunciare alla propria identità.
ho scritto che vorrei chiedervi un aiuto, serio, forse impegnativo.
il mio rimuginare mi ha portato a convincermi che molte delle cose che conosciamo, nel mondo economico, che sono state definite dalle varie "scuole" o "teorie economiche" abbiano perso di significato o almeno di valore, non perchè quando sono state formulate fossero errate, ma perchè l'ambiente in cui dovrebbero definire i fenomeni è molto cambiato.
aver aumentato la capacità di comunicare, aver creato delle "figure" professionali completamente nuove, aver dato strumenti nuovi, non ha reso solo il mondo della finanza più veloce, ma ne ha cambiato la sostanza.
quanto affermo, è che addirittura molte definizioni non sono più valide.
 e qui vorrei iniziare ad esporne una, e chiedere a voi, quanto la ritenete corretta, pensando anche che da questo cambiamento, un mezzo castello di carte crollerà, e bisognerà ricostruirlo su basi più adeguate.
già le scuole odierne danno dell'inflazione definizioni diverse, ed io vorrei cercare di usare quella che più comunemente ci viene richiamata alla mente da tale parola.
inflazione = quel fenomeno per il quale l'aumento del prezzo di molti beni o servizi, crea la sensazione, in molte persone, che il denaro valga di meno.
vorrei richiamare l'attenzione sulla parola "sensazione".
percezione tipicamente umana, legata al confronto continuo della persona con l'ambiente circostante.
e perchè tiro in ballo questa "sensazione"? ma perchè i comportamenti umani sono dominati per la maggior parte dalle sensazioni.
se abbiamo la sensazione di freddo, ci copriamo, a prescindere da cosa indica il termometro, e viceversa per la sensazione di caldo, ma per indicare una conseguenza tipicamente economica, se la nostra sensazione è di tranquillità economica, spenderemo e compreremo con una certa rilassatezza, se la sensazione è che presto potremmo perdere il lavoro, o che le risorse scarseggiano, tenderemo a fare molta economia.
le sensazioni sono molto legate alle persone.
una persona potrà sentirsi ricca con 10.000€ sul conto ed un'altra con la stessa cifra sull'orlo della povertà.
e questo è funzione delle proprie abitudini, delle esperienze pregresse, dell'educazione, insomma di tutte quelle cose che formano il carattere e il modo di vivere della persona.
ma se il livello di ricchezza è estremamente variabile da persona a persona, le variazioni causano sensazioni simili.
veder diminuire il conto in banca ha le stesse conseguenze anche se la diminuzione avviene a livelli e percentuali molto diverse, e quindi, crea a molte persone la stessa tendenza.
una tendenza condivisa, a livello macro, diventa comunque una variazione di tanti elementi diversi, ma tutti nella stessa direzione, che quindi si sommeranno dando l'ampiezza globale del fenomeno.
quando poi parlo di molti "beni e servizi" sono normalmente più preciso definendoli come quelli di "largo e comune uso e consumo".
se aumenta il prezzo della ferrari, nessuno si sognerà di parlare di inflazione, ma se aumenta quello della benzina o del pane e della pasta, si.
infatti, i "panieri" che misurano l'inflazione, dovrebbero esser presi a misura dei consumi che fanno le varie classi sociali, non una media, o peggio sulla base del prodotto numero x valore perchè in questo modo un bene tipicamente di nicchia potrebbe rientrare nel paniere e uno molto economico restarne fuori.
il bilanciamento dei beni del "paniere" è infatti oggetto di critiche pesanti, soprattutto quando vengono colpiti essenzialmente beni tipici di alcune categorie.
se ad esempio sale il prezzo del pane e scende quello dei biglietti aerei, la risultante sarà di inflazione nulla, ma per un benestante che viaggia molto, potrà essere un risultato condivisibile, ma per persone a basso reddito, che mangiano molto pane ma non viaggiano mai, quella compensazione non esiste proprio.
ed è in base ai propri consumi, alle proprie abitudini ricavate dalle proprie disponibilità, che in alcuni momenti si può percepire una più alta o bassa inflazione.
ed è per questa ragione, perchè la percezione deve essere condivisa da molti, che parlo di beni e servizi di largo e comune uso e consumo, proprio perchè con tale definizione abbraccio la percezione del maggior numero di individui.
ma perchè deve essere "comune" ?
e qui devo fare una distinzione tra il pubblico dei consumatori, che sono quelli le cui "sensazioni" determinano poi il fenomeno.
vi sono persone i cui redditi sono stabiliti autonomamente da se stessi, e persone i cui redditi dipendono da altri.
dei primi fanno parte imprenditori, commercianti, liberi professionisti, artigiani, ecc… dei secondi lavoratori dipendenti, pensionati, ecc….
se questa sensazione di aumento dei prezzi, la colgono gli individui della prima categoria, cercheranno di scaricare sui prezzi delle loro prestazioni, tali aumenti, amplificando così subito l'effetto.
i secondi, se e quando riusciranno ad aggiornare i loro redditi, parteciperanno, con molto ritardo, a continuare o a dare una seconda spinta a tale fenomeno..
il fenomeno a catena , comunque si fermerà quando in seguito alla'aumento dei prezzi, cominceranno a calare le vendite, il che significherà che il massimo prezzo accettabile è stato raggiunto.
non dimentichiamo comunque, che tali aumenti possono esser causati da due fattori principali, e moltissimi altri secondari.
i principali sono gli aumenti dei costi di produzione dei beni ( che include materie prime, energia, trasporti, ecc… ma anche mano d'opera), e tensione sui prezzi dovuti a maggiori disponibilità economiche da parte degli acquirenti.
ricordo che una maggiore disponibilità, per la legge della domanda e dell'offerta, avrà come conseguenza quasi immediata un aumento dei prezzi, se non avviene con simultaneo aumento della quantità dei beni e servizi offerti sul mercato.
e che un aumento di disponibilità non necessariamente è conseguenza di un aumento dei redditi, perchè è sufficiente che cambi la percezione della situazione economica per indirizzare sul mercato dei beni una maggiore quantità di reddito a scapito del risparmio, per esempio, o addirittura che si usi parte del risparmio fatto in precedenza per acquistare dei beni.
ecco quindi come la sensazione, oltre agli altri fattori indicati, agiscano per o contro l'inflazione.
il voler ridurre il fenomeno ad una mera conseguenza meccanica dell'aumento o meno di liquidità, senza considerare il fattore umano ed emotivo, credo che porti a degli errori grossolani sia nella valutazione dei pericoli inflattivi, sia nel modo per causarli.
ecco, questo è il primo dei pensieri, che, se ci pensate bene potrebbero rivoluzionare completamente i libri di economia.
vi paiono sensati o delle stravaganze di un allucinato ?

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 16:57

Andrea Mensa sei preparato, e molto molto gentile.

Tanti auguri.

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 17:00

Andrea Mensa , i tuoi commenti fanno riflettere molto, davvero molto.
Anche quelli del padrone del blog Mazzalai.

Bravi ad entrambi  

Giobbe8871

Scritto il 7 novembre 2010 at 17:18

Carissimo Capitano e carissimi  Compagni di Viaggio, chi era a Modena e chi non c'era,
oggi sono sinceramente senza parole e non trovo immagini o forse ne trovo troppe…
è sempre un' immensa gioia ritrovarci qui, ma ancor di più, fuori di qui, in una dimensione  che poi, così tanto virtuale, per molti di noi non è più…

Direi caro Capitano una presentazione del libro davvero magistrale, secondo il Tuo stile, non avevo dubbi, ma hai superato ogni mia aspettativa, ammesso che ne avessi.

Ti auguro sinceramente che il Tuo libro venga apprezzato, compreso ma soprattutto interiorizzato e ricordato….

mi permetto di riprendere ciò che scrive Stefano perchè molto vero,
dice:

"capacita' d'attrazione per la conoscenza ,

trasformazione in divenire.

Non c'erano illusioni,

ne' momenti paludati o accademici

ma la semplice
voglia e sforzo di comprendere."

Sinceramente penso che Stefano abbia già scritto tutto e definito senza ombra di dubbio ciò che effettivamente è,
e si …
voglia e sforzo…enorme voglia e sforzo di coprensione oserei dire insaziabile…instancabile…

Quindi un semplice ringraziamento e un abbraccio per questo viaggio…
Che la calda onda di icebrg possa sempre lambire le nostre vite!

Valentina

p.s un rigraziamento particolare alla Tua famiglia che Ti divide con noi, nulla di semplice e scontato in tutto ciò, proprio nulla.

Vento in poppa marinai

e..caro Vincenzo non aggiungo altro…gli sguardi da sempre, dicono più di tante parole…

Scritto il 7 novembre 2010 at 17:38

Andrea(mensa)

la sensazione che lascia la lettura del tuo commento è che, come la maggiornaza delle persone,
non hai affatto chiarezza di come si formano i prezzi al consumo di prodotti e servizi.
Anzi direi come tutti, infatti anche chi ha chiarezza dei meccanismi in alcuni settori
non è in grado di farlo per molti altri.

La verità è che quando spendiamo una somma per l'acquisto di un bene o servizio, raramente
ci rendiamo conto di come la filiera produttiva si ripartisce il prezzo che noi paghiamo.

Io vivo da anni nel mondo della produzione industriale e qualche idea su i reali costi di produzione
e su come questi diventano prezzi per il consumatore me la sono fatta.

Dai prodotti tecnologici quali telefonini e computer ai più comuni elettrodomesti, passando per
caschi da motociclista e complementi d'arredo ai componenti degli impianti elettrici di casa…

Ma se ci spostiamo sull'alimentare piuttosto che l'abbigliamento, o prodotti per l'edilizia…
allora le idee diventano meno chiare.

Se poi passiamo ai costi di una prestazione sanitaria, di una
consulenza legale, di un corso di nuoto, un volo aoere o il noleggio di una automobile
allora la nebbia è fittissima.

Una cosa è abbastanza chiara, i costi marginali sono in generale bassissimi rispetto ai prezzi al consumo.
In molti casi la maggior parte del prezzo pagato paga "altro" rispetto al prodotto stesso.

Quando poi ci sono situazioni di mono-oligopolio come per telecomunicazioni terrestri, gas,
carburanti, trasporto pubblico su gomma e rotaia, dove a complicare il quadro ci si mette anche un
opacissimo stato imprenditore allora siamo nel buio più completo.

Quando parliamo di consumo consapevole e responsabile parliamo di qualcosa che non conosciamo.
Un po' come se parlassi di equazioni differenziali a mio figlio di 8 anni.

Non abbiamo i riferimenti cultutrali per farlo e non abbiamo le informazioni.

Certamente non arriveranno mai da fonti istituzionali, neppure da quelle in teoria preposte alla
"difesa" dei consumatori.

Ho più volte cercato su Internet , che dovrebbe essere il media giusto, qualche sito – blog
dove i consumatori che a loro volta sono anche produttori o venditori di servizi facciano
"outing" spiegando in modo chiaro come si formano i prezzi nei vari settori. Io  Non ne ho trovati (e voi?)

Ho il dubbio che se un tale sito nascesse sarebbe oggetto di attenzioni poco simpatiche da parte di
molti soggetti, ma se alla quida ci fossero persone del livello etico del nostro capitano Andrea,
potrebbe funzionare.

Una cosa è certa, una significativa parte della cattiva re-distribuzione dei redditi è dovuta (e protetta) dalla asimetria informativa.
Pochissimi sanno molto e molti sanno poco o nulla.

Chi come me fosse interessato a questi aspetti potrebbe cominciare a scriverlo qui.
 

Scritto il 7 novembre 2010 at 18:35

grazie cuculo69
grazie per aver posto l'accento sul discorso formazione dei prezzi.
probabilmente pubblicherò uno scritto in proposito, ma come vedi, al fine del discorso "inflazione" interessano solo le due categorie di persone.
che nella formazione del prezzo di un qualsiasi bene o servizio, possano contribuire molti individui, lo do per scontato, ma apparterranno solo o a una o all'altra categoria di persone (che poi sono anche consumatori).
e non è detto che anch equelli appartenenti alla stessa categoria,  possano , nella formazione del prezzo finale, intervenire in modo uguale o proporzionale.
la distinzione l'ho fatta solo in relazione ai "tempi di risposta" in quanto per coloro che possono stabilire autonomamente il valore della loro prestazione, vale la regola che come hanno la sensazione di aumento dei prezzi, decideranno loro stessi se possono o no adeguare il valore della loro prestazione, per gli altri il discorso è molto più lungo in quanto l'inflazione va prima ufficializzata, misurata e se il caso, potrà infine rivalutare il valore delle prestazioni.
se mi dici che ciò non ti risulta , vedrò di verificare con le tanbelle dell'istat, nei periodi in cui l'inflazione era addirittura a due cifre, i tempi di risposta degli aumenti.
per ora ti ringrazio e ti saluto.
andrea

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 19:22

Mi sembrate tutti sulla stessa nave, solo che non è proprio un veliero

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 20:20

http://www.youtube.com/watch?v=QceWDSdBVhc

Food shotages, food inflation and dollar inflation

Scritto il 7 novembre 2010 at 21:10

Ragazzi sono stanco …..ma felice! Domani condivideremo insieme questo momento! Buona notte Andrea

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 22:08

Un saluto a Valentina per il suo contributo mai scontato e  di calda umanita' in un blog di finanza.
A ben pensarci se quella che stiamo vivendo  e' essenzialmente una crisi antropologica,
una tra le diverse  soluzioni possibili potrebbe essere quella di delegare alla sagacia e al pragmatismo femminile  la regolazione dei toni,
spesso inutilmente accesi quanto inconcludenti, delle dispute economiche.
 
Del resto leggendo il libro di Andrea coloro i quali hanno patrocinato
e inventato la cosidetta Finanza Creativa fino dagli albori, .sono nella quasi totalita'
uomini con il loro bel carico di  atavica aggressivita',dominio,avidita',
forza guerreggiata,competizione fine a se' stessa.
Stemperare queste caratteristiche maschili innate spesso distruttive e autoritarie, in un costruttivo rigore femminile fatto di buon senso,sarebbe un primo spiraglio verso una  autorevole soluzione
Una  provocazione ma non troppo.
Saluti Stefano..

utente anonimo
Scritto il 7 novembre 2010 at 22:39

Buona notte, Capitano.

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 8 novembre 2010 at 00:32

he cost of just about everything is going to be going up… a LOT.  In fact it already has. Most commodity prices are up double digits in the last year. This is just the beginning. Combine currency devaluation with trade wars and you’ve got a recipe for MASSIVE spikes in the price of goods.

In plain terms, the cost of living in the US will be going up sharply in the coming months. Oil is already at $86 a barrel. Food costs are rising. In fact, virtually everything but housing prices has risen in the last year. Forget future inflation, inflation is coming NOW. We’ve already seen the Dollar lost 15% of its value in the last six months.

What will this do to a middle class whose savings have already been eviscerated by two stock Crashes, no private job growth, and a 37% decline in the US Dollar in the last ten years?

Also, what will this do to corporate profits? Companies will either try to pass their increased costs off on consumers (good luck with that) OR will eat the costs themselves. Either way profit margins will shrink. I’m guessing the “stocks are cheap” crowd didn’t bother considering whether those future earnings projections were illusory.
 

Stocks will also benefit from all of this in the near-term. But in the long-term look for pronounced weakness, particularly as trade wars and increased costs bite into profit margins.

Also, on a final note, it’s a good time to stockpile on food and other items that are sensitive to price increases. I suggest having 3 months worth of supplies on hand at all times. The worst thing that can happen is everything turns out fine and you eat the food anyway.

utente anonimo
Scritto il 8 novembre 2010 at 01:57

per quanto riguarda l'inflazione e come la si percepisce.  a. mensa ti consiglio di leggerti il libro di marco della luna EUROSCHIAVI.  adesso non mi ricordo a che pag del libro, ma dice chiaramente e questo succede già da molti anni, e  mi sà che lo ha scritto pure beppe scienza, che in germania hanno 3 tipi di panieri.  divisi x categorie.  un calcolo prezzi e inflazione x la classe bassa, uno x i medi, e uno x i ricchi.   quello che sarebbe importante ottenere è il prezzo stabile il più possibile delle merci. tutte magari.    senti mensa ma come mai sei cosi' fissato e credi ciecamente nei grafici?  credi ciecamente nelle cazzate che ti dice la banca oopps banda d'italia?  nelle minchiate che ti dice l'istat?  ma tu ancora credi in queste istituzioni?  dai non ci credreai veramente, non dirmelo.  come spero non crederai veramente a tutte le bugie che ti raccontano le banche italiane.  quando dici le banche ti prestano soldi e tu devi ridarglieli indietro.  stai scherzando vero? ma perchè tu credi che la banca ti dà denaro vero?  cartaceo?  la banca non ti da  nulla.  e tu scemo gli dai di ritorno soldi veri, perchè li hai sudati col sudore della tua fronte.  ti consiglio di leggerti pag 286 di euroschiavi, dove parla di mutui fantasma.  cioè inesistenti e inconsistenti.  della luna è avvocato, pure tu?  legge codice civile  art  1813. il mutuo è il contratto col quale una parte consegna al'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire  altrettante cose della stessa specie e qualità.  e in più è definito contratto "reale".  non del re, ma vuol dire che è un bene fisico che puoi e devi toccare.  come il tuo pc, come le tue bretelle, come la tua auto, la tua casa, il tuo portafogli, e quello che c'è dentro.  cioè biglietti da 10-20.50 euro.  chiaro???   quindi la banca mi deve dare una valigetta con dentro 50.000€ se gl ichiedo quella somma.  eppoi ci penso io a dare i soldi al costruttore.  non sono mica handicapato ancora. la banca però vuole 1000 garanzie.  3 volte il valore che gli chiedo. loro si che sanno che il denaro lo creano dal nulla con un clic del pc.  però si attaccano al mio appartamento futuro,  ai genitori, se hanno casa propria, se hanno una buona pensione, ai miei nonni magari se potessero.  sono delle sanguisughe.  basta con sta schifosa riserva frazionaria, come dicono gli "austriaci" tipo folletto la dobbiamo prtare al 100%.   non sei d'accordo?  il problema mr. mensa non è tanto  l'inflazione.  bisogna abbattere questo sistema criminale. punto.  perhcè tu lo sappia, e anche gli altri, in francia  ma anche in olanda, e altre parti in europa, il 7 dicembre c'è una proposta messa in rete che invita il popolo a ritirare anzi chidere tutti i conti correnti.  azz qui mi ribano le mie idee.  basterebbe ritirare quasi tutto e il gioco è fatto.  solo cosi' il popolino caprone capirebbe tutta la grande truffa delle banche.   nel 1600 la gente si è fatta incantare e fregare dai tulipani.  ora dopo 400 anni non siamo mica più furbi di allora.  la stupidità umana no ha epoche, è infinita.  ora siamo più coglioni di allora, perchè crediamo al denaro finto, inesistente.  che bvine dal nulla, e difatti è nulla.  nessuno  lo può toccare.  siamo mesi peggio di allora.  va bene ora basta.  passo e chiudo.    vi saluto tutti  marinai pseudo-modenesi.      

     bye             bye                  DORF

Scritto il 8 novembre 2010 at 07:19

Stefano sottoscrivo…..diamine se sottoscrivo! Ma anche l’altra meta’ del cielo non scherza talvolta…..Andrea

Scritto il 8 novembre 2010 at 09:44

@ dorf
forse non hai capito come intendo muovermi io quando illustro un pensiero.
da parte mia non troverai "leggi il libro tal dei tali" oppure meglio ancora "leggi il capitolo tot del libro tal dei tali.".
quello che leggo, se lo approvo, se entra a far parte del quadro complessivo che mi sono creato, diventa mio, e da quel momento lo illustro come mio.
non ho ancora messo il mio  cervello all'ammasso, pertanto voglio prima di tutto capire.
non sono un "patito dei grafici" di nessuno, uso i dati che mi paiono coerenti, verifico quelli che non mi sembrano tali.
le cose non me le invento di notte, ma nemmeno succhio pedestremente quello ch eviene detto o scritto , solo perchè l'ha detto o scritto pico pallino.
ripeto, nel caso non fossi stato chiaro, "voglio ragionare con la mia testa", e credo in ciò ch econ tale ragionamento deduco.
se tu mi dicessi "secondo me quanto hai scritto, non mi risulta perchè ….."
avrei materia di discussione e potrei approfondire il discorso ch eho fatto e che è solo il risultato di un lavoro, ma così non hai fatto.
hai solo cercato di invalidare il mio scritto, ma non sulla base di fatti o ragionamenti comprensibili, ma solo sulla base di tuoi preconcetti, o peggio di preconcetti di qualcun altro.
se vuoi seriamente e costruttivamente interloquire, io sono estremamente aperto, proprio perchè consapevole che quando si fanno affermazioni "fuori dal coro" e non riescono ad esser contestate logicamente, provocano sconcerto, fanno sentire un po' stupidi  perchè generano il pensiuero "ma come ho fatto a non accorgermene prima da solo".
quindi ripeto, se qualche passaggio della mia esposizione ti pare errato, indicamelo, ma non dire solo "il risultato è sbagliato" e solo sulla base del fatto che qualcun altro ha scritto qualcosa di diverso.
per tutto il resto del tuo discorso, dalle banche in poi, sto progettando scritti specifici, relativamente corti, dove un errore mio possa essere facilmente evidenziato e contestato, pertanto ti dò un arrivederci a quando saprai indicarmi qualcosa di preciso, e non solo darmi una indicazione generica.

ps. e chi ti dice che io non abbia letto il dibro di della luna e semplicemente ne contesti il contenuto ?
quando mi citi i tre indici tedeschi, non hai capito, o non hai letto quanto ho scritto, in quanto gli indici li cito non come pietra miliare, ma come facenti parte di un meccanismo.
se invece di uno di indice ne mettessi 10, non cambierebbe una virgola del mio ragionamento, perchè esso viene preso solo come TIPOLOGIA di riferimento, non come DATO.
prova a rileggere con mente un po' più aperta e ti accorgerai dell'errore commesso.

utente anonimo
Scritto il 8 novembre 2010 at 13:04

raccolgo la provocazione di Stefano sulle indubbie qualità femminili per condividere e rilanciare l'idea, almeno un tentativo sarà stato fatto per smontare la presente …."civiltà delle escort"

Scritto il 8 novembre 2010 at 14:29

– M0 (o base monetaria), che comprende la moneta legale, ossia le banconote e le monete metalliche che per legge devono essere accettate in pagamento, e le attività finanziarie convertibili in moneta legale rapidamente e senza costi, costituite da passività della banca centrale verso le banche (e, in certi paesi, anche verso altri soggetti);
– M1 (o liquidità primaria), che comprende M0 più tutte le altre attività finanziarie che come la moneta possono fungere da mezzo di pagamento (essenzialmente i depositi in conto corrente[1], se trasferibili a vista mediante assegno, e i traveler's cheque);
– M2 (o liquidità secondaria), che comprende M1 più tutte le altre attività finanziarie che, come la moneta, hanno elevata liquidità e valore certo in qualsiasi momento futuro (essenzialmente i depositi bancari e d'altro tipo, ad esempio quelli postali, non trasferibili a vista mediante assegno);
-M3, che comprende M2 più tutte le altre attività finanziarie che come la moneta possono fungere da riserva di valore (ad esempio i titoli a reddito fisso con scadenza a breve termine, come i BOT italiani).

Dorf,

perchè vuoi espandere M0 costringendoci tutti ad andare in giro con valigette di banconote, sono solo foglietti di carta rappresentativi della fiducia che ad essi corrisponda un valore garantito dalla fiducia stessa. A questo punto è equivalente ad un byte in una tabella nella memoria di un computer.  
Allora facciamo come dice SD e paghiamo in salami , prosciutti, caciotte e bottiglie di vino buono…

Scritto il 8 novembre 2010 at 15:59

@ cuculo69
a parte il fatto che nella definizione di M0 manca una nota molto importante, ovvero "escluso tutte le banconote depositate in banca, il cui valore ha incrementato un conto corrente".
questa nota la troverai come nota 1 sulla definizione degli aggregati monetari in wikipedia, ed è estremamente importante altrimenti un semplice deposito di banconote causerebbe un "aumento" fittizio di M1.
hai fatto benissimo a riportare le definizioni, perchè il mio prossimo scritto sarà proprio su tali aggregati.
il senso di essi, quando sono stati creati, era distinguere ciò che era "monetizzabile" in base alla eventuale difficoltà, ovvero del tempo necesario, per venderle , ovvero trasformarle in denaro liquido.
l'espansione di essi, l'informatizzazione dei processi del mercato (vendita/acquisto) ne hanno stravolto il senso, pertanto si ragionwea ancora in termini di aggregati quando sono vendibili in frazioni di secondo.
anche qui, il prendere atto dell'evoluzione, implica dei grossi cambiamenti, checon mente aperta , dovremmo essere in grado di considerare.

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