SCANDALO DEI PIGNORAMENTI, LUCI DELLA RIBALTA!

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

Come avete visto questa mattina, all’orizzonte compare finalmente la copertina del nostro libro, la sintesi di oltre tre anni di lungo viaggio, disponibile da subito per coloro che vorranno partecipare alla presentazione il 6 novembre a Modena e dal 20 novembre on line su questi schermi! Sarà l’occasione di fare il punto della situazione, ma questa volta i protagonisti sarete VOI! Chi non ha confermato si affretti, chi è interessato ce lo faccia sapere scrivendo a …

[email protected]

 

Prima o poi, non appena caleranno le luci sullo spettacolo, sulla ribalta che la Federal Reserve ha messo in scena in questi ultimi mesi, il mercato dovrà tornare a confrontarsi con la realtà, una realtà che è nascosta dietro l’illusione di un istante.

E’ affascinante osservare il segretario al tesoro americano Geithner continuare a rimarcare la pagliuzza che di trova nell’occhio del gigante cinese, mentre ben pochi si accorgono della trave dei cambi che la Federal Reserve continua a manipolare con la presunzione di un alleggerimento quantitativo che lascia il tempo che trova. Come da manuale nel frattempo il tempo passa senza fare nulla, nascondendo, diluendo, prorogando come avvenne nel lungo ed interminabile doppio decennio perduto giapponese. Per gli amanti delle presunte verità dei grafici questo della Fed si San Francisco sembra raccontare più di mille parole. Ma si sa oggi va di moda l’inflazione!

Frbsf--12

Thanks to Frbsf 

Facciamo lo sforzo di comprendere che l’inflazione sta infiammando paesi come la Cina o il Brasile, ma nelle economie occidentali è assente, difficile da riprodursi sino a quando la deflazione da debiti non è conclusa, sino a quando non verrà ripagato l’ultimo debito. Qui sotto, in questo grafico ne avete l’evidenza!

Thanks to McKinsey

Quella che aleggia sui mercati occidentali è  la solita inflazione da monopoli, da cartelli, da sistema, che ci accompagna dalla notte dei tempi, come quando il passaggio all’euro, avvenuto tra l’indifferenza dei vari governi che si sono succeduti,  distruggeva il nostro potere di acquisto!

Se la Federal Reserve crede di creare l’inflazione importata svalutando il dollaro, fa un errore madornale, farà collassare la sua economia!

Torno a riconfermare tutte le variabili macroeconomiche negative che abbiamo condiviso in questi ultimi mesi, nonostante qualcuno cerchi di enfatizzare una stabilizzazione che assomiglia all’ennesima quiete prima della tempesta. La favola degli inventari e degli stimoli è finita, la crescita dei prossimi trimestri sarà decisamente recessiva al di la di qualsiasi artificio contabile o ufficiale che ci verrà propinato.

La disoccupazione continuerà a rimanere elevata e il prossimo anno ricomincerà a salire sia in termini di minore occupazione, sia per quanto riguarda il tasso di disoccupazione. Nel primo semestre del prossimo anno avremo una crescita sotto l’ 1 % sufficiente a far aumentare nuovamente la disoccupazione, ben oltre il 10 %. Come ho più volte detto la double dip non mi appassiona più! Siamo in recessione dal 2007 e ci rimarremo ancora a lungo al di la delle statistiche ufficiali e delle recessioni tecniche.

In settimana avremo la prima lettura del PIL relativo al terzo trimestre dell’anno, ma al di la delle sfumature, delle scorte, degli investimenti, dei giochi aritmetici tra importazioni ed esportazioni, revisioni delle revisioni, dopo la più imponente dose di stimoli fiscali e monetari della storia il risultato è sotto gli occhi di tutti, ovvero una fase di assoluta incertezza con la disoccupazione ai massimi storici. L’ottimismo come sempre impera, ma il consensus del 2 % e sufficientemente alto da supportare l’intervento della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana quando tutti si accorgeranno che in realtà ci stiamo avvicinando sempre più alla linea recessiva ovvero tra 1,5 % e 1 %. E meno male che la media era prevista tra il 3 e il 4 % di crescita per tutto l’anno.

Anche nel 2007, un veliero fantasma condivideva il pericolo di una violenta recessione ma in fondo le economie e i sistemi finanziari erano cosi fondamentalmente solidi da non poter essere contaggiati in alcuna maniera dal battito della farfalla subprime.

La prossima settimana assisteremo ad un recupero oltre le solite aspettative del mercato immobiliare e ad una discesa dei prezzi dell’indice S&P Case Shiller che entrerà da questo mese in poi nella sua nuova parabola discendente, prima che una nuova perdita del 10/15 % sia conclusa.

Come ho già sottolineato più volte l’indice Case/Shiller dispiega i suoi effetti con il tempo i dati che usciranno oggi sono relativi a questa estate e Voi sapete bene quale collasso delle vendite ci sia stato nei mesi estivi dopo la fine degli incentivi. Qui sotto Via Pragcap, avete un’altro indice privato, il Clear Capital Home Data Index (HDI) che è sceso di quasi un 6 % negli ultimi mesi, anticipando quello che vi diciamo da tempo, la depressione immobiliare continua!

Nel frattempo ci vorrà un po di tempo per sentire gli effetti del nuovo battito d’ali del ritorno della farfalla subprime e non solo, perchè qualche tenero ingenuo dimentica che nei prossimi mesi e anni, saranno molte le banche che dovranno fare i conti con l’ammasso di letame al quale in questi anni è stato dato il nome di finanza creativa, quei favolosi titoli strutturati e ristrutturati alla potenza demenziale al punto tale di non sapere più in realtà il valore di tanta codesta spazzatura contabilizzata come pepite d’oro. Citigroup e Bank of America sono all’avvanguardia in questa finanza creativa.

La nuova Stalingrado del sistema finanziario americano è dietro l’angolo, in alcuni casi si pignorava allegramente anche quando ormai l’abitazione era già stata venduta o addirittura quando il proprietario aveva già finito di onorare il mutuo!

Un autentico inferno quello subprime, dove le fiamme sia rianimano in posti sempre nuovi quando meno te lo aspetti, ma si sa per qualche giocondo anche questa è una tempesta in un bicchiere d’acqua, un po come tutta questa grande crisi.

John Mauldin  va ben oltre nei suoi due ultimi piccoli capolavori, "The subprime debacle" sottolineando che in molti specialmente ai posti di comando sapevano il letame che stavano vendendo, ve lo ricordate Prince quello che sussurrava che sino a quando la musica c’è bisogna ballare e Robert Rubin, sinistra ombra onnipresente nel sistema finanziario e politico americano, il quali hanno più volte ignorato gli avvertimenti di possibili significative perdite in Citigroup? Bene non dimenticatevi questo nome come non dimenticatevi questa tabella qui sotto, ovvero la locallizzazione delle principali discariche di titoli strutturati mondiali. Vediamo sino a che punto la Fed di New York, PIMCO, Blackrock & C. hanno il coraggio di andare sino in fondo ad esigere il riacquisto di questi titoli strutturati.

Top Issuers of Mortgage CDOs

Vi consiglio vivamente di rileggervi la sintesi di quanto è accaduto in questo pezzo di Propublica. Non aggiungo altro, sembra di essere ritornati ai bei tempi quando un solitario veliero fantasma navigava in acque inesplorate sussurrando chissà quali iceberg, quali pericoli. Come sempre la parola passa al tempo, perchè come ben sappiamo la Verità è sua figlia, se i principali attori di questa crisi, mi daranno l’occasione di cambiare idea, visione, ne sarò ben lieto, ma sino ad oggi nulla è cambiato, proprio nulla!

ARRIVEDERCI A MODENA

VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA!

Copertina libro

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27 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 09:58

E se invece trovassero il modo di stimolare l'economia attraverso il rialzo "artificiale naturalmente" dei mercati azionari?

Scritto il 25 ottobre 2010 at 10:17

Beata innocenza…..anche in Giappone dopo il crollo del 1988 li stimolarono per due anni poi….puff! Amarzo del prossimo anno sono due anni…..
http://static.safehaven.com/authors/mish/13366_d.png

Scritto il 25 ottobre 2010 at 10:35

Buon giorno e buon inizio di settimana a tutta la ciurma

che ultimamente sembra essere in vacanza .

 

 

Hai proprio ragione Capitano, il mercato dovrà tornare a confrontarsi

con la realtà e questo significa tornare con i piedi per terra, possibilmente planando da qui alla prossima primavera, dove sono situate le scadenze di moltissime obbligazione strutturate legate all'indice Eurostoxx, i cosiddetti BONUS CERTIFICATES, porcherie emesse a tonnellate da quasi tutte le più grandi banche europee

 

 

Vorrei apportare il mio contributo con un'analisi grafica, ma non 

riesco ad  "attaccare" il grafo.

 

Analizzando l'indice tedesco dell'Eurostoxx, con un modello di analisi prodotto da me, noto che il oggi si è quasi avvicinato a
livelli importantissimi di svolta.

 

Avendo navigato a partire dai massimi del 2007 per la maggior

parte del tempo trascorso fino ad oggi nell'emisfero SUD,

 

con i massimi fatti registrare oggi si è avvicinato moltissimo

al tropico del Capricorno (Emisfero Australe) che passa a 2896

punti, mentre il suo equatore dinamico passa a 2958, valori

CALCOLATI SU BARRA MENSILE SOLARE

 

 

Facendo una valutazione dell'accelerazione con

cui è arrivato fino a questi livelli, sembra che non

abbia ancora molta spinta a salire ulterioremente,

per cui io prenderei in considerazione la possibiltà di alleggerire o addirittura di uscire dal mercato, perchè il rapporto costi benefici che possa raggiungere a breve il punto di equilibrio equatoriale, un più 2% circa mi sembra molto azzardato.

 

Invece per chi ama il rischio e volesse ancora

restare sul mercato, dovrebbe prestare attenzione ai PUNTO DI EQUILIBRIO calcolati,
il primo  su barra giornaliero che passa oggi a quota 2832, mentre il suo equivalente calcolato su barra settimanale passa esattamente a 2877,

sotto i quali uscire dal mercato.

 

 

Sempre con il permesso del Capitano, questa analisi e solo su questo indice se incontrasse il vostro gradimento si potrebbe pensare ad un aggiornamento mensile o settimanale dei suddetti valori, che sono soltanto dei punti di equilibrio di lungo periodo provenienti dai massimi fatti registrare da questo indice nel
giugno del 2007.

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 11:07

Non credo che l'obiettivo della fed, (perlomeno quello ufficiale) tramite la svalutazione del dollaro, sia di produrre dell'inflazione importata (che comunque ovviamente arriverà…), quanto piuttosto quella di creare nuovi posti di lavoro procurando un boom delle esportazioni. Cosa che invece non accadrà.

 Andrea P.

Scritto il 25 ottobre 2010 at 12:52

Quella di creare lavoro attraverso un boom delle esportazioni non e’ altro che la favola della svalutazione competitiva che non avrà alcun effetto in economie oberate da un eccesso di capacita produttiva non più supportata dal debito. Andrea

Scritto il 25 ottobre 2010 at 15:30

Tutto come previsto rimbalzino oltre le aspettative stimolato dall’onda lunga degli incentivi fiscali e prezzi che tornano a scendere…..e’affascinante guardare come si agitano questi ragazzi ad ogni dato macro affascinante davvero! Andrea

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 15:47

BRAVO ANDREA !!

SEI FORTISSIMOOOOOOO

GIOBBE8871

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 15:52

inflazione al 2 % in Occidente + Giappone, inflazione da monopolio, da cartello, vedesi il gas. Manipolato al ribasso dal PPT per me ma da noi in Italia aumenta per effetto delle tasse , Autority , a non concorrenza.

nel resto del Mondo invece inflazione al 4 – 6 %

qui assisteremo a altri 10 anni simili agli ultimi due.

ciaoo Grande Andrea.

Mi ricordo bene quanto scritto da te in questi tre anni.
Tu sei stato il primo a parlare e pensare giapponese

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 15:57

Avete osservato la quotazione del Gas Naturale?
Forse è in atto una guerra economica tra US e Russia, ma forse il PPT ha deciso di tenerlo basso per avere inflazione bassa . Teniamo conto di quanto dettoci da Mazzalai sul "paniere" Cpi – Core USA, dove la componente Home è enormemente rilevante.
Bassa inflazione equivale  a bassa velocità di circolazione della moneta, e dunque facoltà della Fed a stampare altri dollari per poter comprare Treasury US, bond ipotecari , e imprestare denaro alla Zombi-Bank.

giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 16:06

NON CREDO AL DATO DELLE VENDITE USA DI OGGI.
SAPETE IL PERCHE' ?

CUI PRODES ?

AVETE VISTO COME GLI INDICI DI BORSA SI STANNO REFFREDDANDO?

E SOPRATTUTTO IL DOLLARO SI STA RAFFORZANDO…si creano i presupposti e le giustificazioni per poter far dire a Ben – Fed che bastano pochi dollari nuovi di stampa.

Gli Americani sono i migliori a manipolare le cose.

Molti economisti dicono, soffiono … anche con buonissime argomentazioni sul rischio inflazione…. e così fanno il loro gioco.

Lunga vita all'Impero US

ciaoo

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 16:13

PECCATO CHE NON SARO' A MODENA PER FESTEGGIARE IL TUO LIBRO .

MA TI FACCIO TANTI TANTI AUGURI.

BRAVOOOO ANDREA

GIOBBE8871

Scritto il 25 ottobre 2010 at 18:33

Quando parlate di deflazione e inflazione bisogna specificare i paesi di cui si parla, perché in questo momento paesi come la Cina hanno un'inflazione a due zeri, così come molti altri paesi in via di sviluppo, questo aldilà dei dati ufficiali.
Paesi come Europa e USA vivono un momento di inflazione prossima allo zero, ma non mi spingerei a parlare di andamento negativo dei prezzi.
Se gli USA pompano 2000 miliardi di dollari di liquidità nel sistema non succederà ancora nulla, le cose cominceranno a muoversi su valori di 4000 miliardi come proposto dai furbetti di Goldman Sachs, ma si  parla che occorreranno  5-6000 miliardi di dollari.
La prima trance di 500 miliardi verrà piazzata nei primi di novembre e forse si andrà a trance più piccole di 200 miliardi di dollari al mese per almeno un anno.
Basterà smuovere di pochissimo i valori di cambio per mettere KO l'economia Cinese.
Gli USA vedranno andare alle stelle il prezzo delle materie prime e andranno in inflazione, ma probabilmente creeranno molti posti di lavoro.

Gli economisti confondono la probabile decadenza politica degli USA con l'indice di disoccupazione. Non capiscono che l'economia americana è stata uccisa sopratutto dal dollaro forte, voluto dalle multinazionali, che avevano così maggior vantaggio a produrre all'estero.

In questo modo mentre una piccola minoranza di persone si arricchiva, alle masse americane non rimaneva altro che arrabbattarsi. Ai cittadini USA,  la cosa migliore che possa capitare è una super svalutazione della loro moneta, dopo però il problema  diventa politico, in quanto ne potrebbe seguire un periodo di instabilità politica di difficile soluzione.

E' dalla fine degli anni novanta e ancora prima dalla conferenza di Yalta che non si assisteva ad uno spostamento così forte degli equilibri economico-politico.
La cosa che nessuno ha ancora capito è che tutto cambierà e nulla sarà come prima e questo sarà ancora più vero per gli USA.

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 18:48

Caro @12 questo è stato scritto oggi da me….

(…) Facciamo lo sforzo di comprendere che l'inflazione sta infiammando paesi come la Cina o il Brasile, ma nelle economie occidentali è assente, difficile da riprodursi sino a quando la deflazione da debiti non è conclusa, sino a quando non verrà ripagato l'ultimo debito. Qui sotto, in questo grafico ne avete l'evidenza! (…)

Alle volte bisogna leggere tutto……mai sentito parlare di tendenza….

 

 

 

Scritto il 25 ottobre 2010 at 20:01

 

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 20:34

Diluire non è far nulla.

Ciò che concentrato è letale diluito può essere sopportato.

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2010 at 21:33

Onore al maestro CArpediem49 chapeau!

Scritto il 25 ottobre 2010 at 21:56

SEMPRE CON L' EQUIVOCO DEL DECENNIO PERDUTO

Ma Andrea non credi che le dinamiche dell'attuale crisi economica USA possa seguire delle strade diverse rispetto alla bolla Giapponese e dal cosi detto "decennio perduto Giapponese."
Se consideri bene lo scenario, il Dollaro non è lo Yen, ma sopratutto l'attuale situazione economica Americana, non la vedo sovrapponibile a quella Giapponese.

Il Giappone  ha un mercato del lavoro blindato rispetto ai lavoratori stranieri, non solo ma la mobilità dei lavoratori è quasi inesistente, poi bisogna considerare che in Giappone vi è stato fra il '92 e il 2002 un fortissimo taglio delle imposte sia alle imprese che ai privati, tutto fatto a spese del debito pubblico.
.
Non solo ma i Giapponesi sono fra i più grandi risparmiatori del mondo ed è vero che la crisi li ha colpiti, ma conservano una massa di risparmi colossale, il problema che questa è congelata.

Di tutta la liquidità immessa dalla BoJ queste non ne hanno fatto arrivare quasi nulla alle piccole e medie imprese Giapponesi, che costituiscono quasi i due terzi del tessuto economico Nipponico.
Le banche in Giappone hanno semplicemente paura di dare i soldi alle imprese (complici anche gli accordi di Basilea), in Giappone il livello dei fallimenti delle imprese è salito a valori enormi e quasi sempre è stato dovuto alle banche che hanno ritirato le sue linee di credito.

L'aver abbassato i tassi di sconto a zero è stata solo una escamotage per azzerare il costo del denaro alle banche che hanno rinvestivano puntualmente i loro soldi in  bond esteri o in prestiti a soggetti stranieri.
Con la complicità della Banca del Giappone che ha tenuto inchiodato il cambio Yen-Dollaro questi investimenti erano quasi dei veri e propri "arbitraggi", praticamente è stato un modo per finanziare le banche a spese del contribuente.
IL giochino dei prestiti in Yen è stato una manna per le banche Nipponiche ed è stato un modo spregiudicato per tenere a galla le banche senza apparentemente chiedere nulla ai Giapponesi.
Sostanzialmente il "decennio perduto" in realtà è stato il "decennio del salvataggio" delle quattro principali banche Nipponiche.
Gli economisti che parlano di "cammello che non vuole bere" è una cantonata colossale, il Giappone ha inseguito la  deflazione in modo scientifico!!!

Se analizzi bene tutto il quadro Giapponese e lo sovrapponi a quello Americano vedi che si tratta di storie troppo diverse perché possano seguire lo stesso destino.
Dalle operazioni "simil-arbitraggio" le principali banche USA possono arrivare a tirare fuori anche un 100 miliardi di dollari all'anno e con queste cifre si potrebbero anche galleggiare per un altro decennio.
Ma c'è un però, ed è quello che dovrebbero tener inchiodato il dollaro, accettare una seppur modesta deflazione e tassi di disoccupazione colossali. Non solo ma andrebbero a finanziare le economie emergenti con tutti i rischi connessi, e con la probabilità di trovarsi alla fine in una situazione peggiore di prima.

E' molto più verosimile che gli USA ad un certo punto dovranno seguire una loro strategia e questa dovrebbe verosimilmente passare per una svalutazione del dollaro, allo stesso modo come avvenne per la Sterlina dopo la crisi del '29.
In questa ipotesi una deflazione è nell'ordine delle probabilità, ma a molti sembra che gli USA vogliano giocarsi la carta dell'inflazione, non solo svalutando la moneta ma abbassando contemporaneamente il loro costo del lavoro.
Ovviamente Andrea le mie sono solo ipotesi, ma a differenza dei Giapponesi che sono delle formiche, gli americani sono stati sempre delle cicale e la deflazione gli frantumerebbe tutte le ossa.

Scritto il 26 ottobre 2010 at 08:23

ma a differenza dei Giapponesi che sono delle formiche, gli americani sono stati sempre delle cicale e la deflazione gli frantumerebbe tutte le ossa.

ottimo il Compasso!

Scritto il 26 ottobre 2010 at 08:53

Sveglia ragazzi gli americani stanno tornando formiche …..sveglia! Andrea

Scritto il 26 ottobre 2010 at 09:26

"Ronfffffffffff…Ronffffffffffffffffff…sssssssss….."

Scritto il 26 ottobre 2010 at 09:43

GRAFICO 1-Fonte Carpe diem

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2010 at 09:48

GRAFICO 2-Fonte Carpe diem

Scritto il 26 ottobre 2010 at 09:50

GRAFICO 3- Fonte Carpe diem"

Carpe ho fatto del mio meglio…a Te la spiegazione…

Cari saluti
a presto
Valentina

Scritto il 26 ottobre 2010 at 17:35

Esatto Compasso!  Bernanke presto svaluterà il dollaro, proprio perchè non vogliono fare la fine del giappone, (ed infatti non la faranno, perchè la loro sarà BEN PEGGIORE!)  la cosa incredibile è che continuano a mandare messaggi inconfutabili d'avvertimento ma, come si suol dire NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE……

A.P.

Anonimo
Scritto il 26 ottobre 2010 at 17:46

Ma quanti “austriaci” ci sono in circolazione nell’emisfero internettiano……?

Anonimo
Scritto il 25 marzo 2011 at 08:59

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Anonimo
Scritto il 25 marzo 2011 at 08:59

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