FRODE DEI PIGNORAMENTI: NELLA TERRA DI NESSUNO!

Scritto il alle 07:06 da icebergfinanza

 

Come più volte detto, quello che è assolutamente affascinante e allo stesso tempo diabolico in questa immensa nemesi subprime, in questa tempesta perfetta è che ben pochi, in molti casi,  hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, ovvero FRODE!

Sia ben chiaro di ingenui o presunti ingenui che hanno acquistato case che non potevano in alcun modo permettersi ce ne sono molti, ma tutto quello che si è sviluppato intorno a questo immenso circuito perverso ha spesso il sapore della frode, manipolazione, inganno, per quanto legalizzato sia, spesso con la connivenza più o meno consapevole delle istituzioni. Obama ha posto il veto sulla legge che consente di accelerare i pignoramenti a favore dei creditori, vedremo quello che accadrà ora anche attraverso quella Financial Fraud Enforcement Task Force che lo stesso Obama ha istituito lo scorso autunno.

Si ha come la sensazione che nel processo ipotecario, la vittima esclusiva sia la finanza, che i delinquenti siano sempre e solo i mutuatari che non onorano le rate dei mutui,  che non si tratti altro che di un problema burocratico. Certo non bisogna assolutamente generalizzare ci mancherebbe, ma in nome del presunto interesse superiore di un’ economia di facciata, ma in realtà in favore dell’interesse dei soliti noti, si cerca di sminuire la portata di questa ulteriore conferma di pignoramenti a dir poco non a norma di legge.

Per chi non l’avesse ancora compreso, la finanza ha sequestrato le democrazie e talvolta anche lo stato di diritto e mi fermo qua.

Per chi non può più onorare il suo mutuo, è chiaro che non resta che un unico destino ovvero quello del pignoramento, ma la connivenza di chi ha concesso mutui senza garanzie o manipolandole, gonfiandole, avallandole, di chi ha compreso prima di chiunque altro la portata dello tsunami che stava per abbattersi sull’economia americana e ne ha approfittato per espandere esponenzialmente i propri profitti scommettendo contro, manipolando o incoraggiando i pignoramenti,  come minimo dovrebbe avere un appuntamento con la storia, con la legge, sempre che esisti ancora una legge, sempre che esisti ancora una democrazia, uno stato di diritto.

Sia ben chiaro questo vale per ogni paese, non solo per l’America, non si tratta solo di case o di ville, ma di qualsiasi cosa che ha a che fare con lo stato di diritto.

Affascina ancor di più in questo dibattito quelli che si arrampicano sugli specchi a cercare di quantificare il danno che deriverebbe da questa crisi al sistema finanziario prima economico e poi di immagine, sempre che qualche sbiadita immagine sia rimasta, in qualche luogo sperduto.

Inutile perdere tempo con la macchina da guerra  mediatica di questo tempo, l’anestetizzazione delle coscienze, inutile perdere tempo a cercare di far comprendere che qualunque sarà l’epilogo di questa nuova nemesi, il sistema finanziario è sostanzialmente insolvente e fallito, se non fosse per gli artifici contabili che trimestralmente escono dal cilindro bianco della finanza. Incomincio a pensare che sia inutile anche perdere tempo ad analizzare dati e dinamiche che spesso sono figlie di trucchi contabili o rilevazioni inattendibili che come spesso accade non aspettano altro che le revisioni che verranno. Avete forse sentito qualcuno parlare dei conti di General Electric e dei suoi ricavi, il più imponente agglomerato industriale mondiale, la cartina tornasole dell’economia?

Affascina ancor di più ascoltare e leggere commenti sulla futura direzione dei mercati azionari, sulla valutazione adeguata o meno della azioni, sulle conseguenze che questa nemesi infinita porterà con se. Affascinante davvero!

Se non si comprende che buona parte del sistema finanziario va nazionalizzata e quindi che le mele marce vanno tolte al più presto dal cesto del mercato, non c’è nulla da fare, un nuovo decennio perduto è il nostro destino.

Tutte le chiacchere che da tempo girano intorno all’alleggerimento quantitativo delle banche centrali, alle svalutazioni competitive in atto, alle mille fantasie accademiche lasciano il tempo che trovano.

Credere di sostenere una depressione con ulteriore liquidità quando l’imperativo oggi è deleveraggiare il sistema, ovvero un rientro generalizzato dall’orgia del debito di questi anni, significa essere degli ingenui romantici, riporre la fiducia in coloro che hanno letteralmente sbagliato ogni diagnosi di questa crisi.

Che poi si arrivi a confidare in una di quelle ormai innumerevoli tribune politiche economiche che il tasso di inflazione è troppo basso e che quello di disoccupazione è troppo alto, che bisognerebbe far comprendere al mercato che i tassi rimarranno a zero per molto più tempo di quello che è disposto a credere o che l’obiettivo di inflazione e le prospettive devono salire solo perchè lo dice, tizio, caio o sempronio, francamente mi sembra una grossa assurdità nell’attuale situazione economica, dove disoccupazione e debito abbondano.

Nei templi accademici fanno fatica a comprendere quanto è accaduto e non fanno altro che stimolare bolle in ogni direzione, senza raggiungere un solo obiettivo di quelli prefissati, che non sia la svalutazione della propria moneta.

Non importa se si tratta di certificati ipotecari persi o mai emessi, non importa se si tratta di falsa testimonianza o di impiegati che come robot senza verificare nulla apponevano il loro visto su documenti che dovevano, in alcuni Stati passare per l’approvazione del tribunale; non importa nulla se qualche politico o le lobby bancarie premono per minimizzare la portata di quanto è accaduto ieri ed oggi, riducendolo ad un mero problema burocratico e non importa neanche quello che accadrà al mercato dei titoli ipotecari dove l’incertezza, la sfiducia il sospetto si propagherà senza remore.

Sembra che alcuni studi legali si offrivano per elaborare anche 12.000 processi di pignoramento alla volta e che per ogni processo giunto al termine senza l’opposizione del mutuatario percepissero ben di più di quello che era la normale parcella. Credo non vi sia bisogno di sottolineare quanto può essere accaduto dove gli incentivi abbondavano. Grande nemesi davvero!

Update from Washingtonpost

Poco importa anche di quello che accadrà nel mercato immobiliare, dove la depressione continuerà ben oltre quello che mi aspettavo, dove chi aveva intenzione di comprare aspetterà e che voleva vendere non lo potrà fare. L’unica cosa certa è che i prezzi continueranno a scendere e che non basterà un decennio per rivedere un mercato immobiliare in grado di trascinare l’economia.

Quello che è certo, assoluto, incontrovertibile, nell’indifferenza generale che non va oltre le parole di circostanza è che comunque chi ne subirà le conseguenze, saranno sempre gli ultimi, i più deboli, ma non solo, coloro che vedono la loro dignità e la loro vita distrutta da meccanismi oliati dall’avidità di un pugno di presunti esseri razionali, essere talvolta diabolici,  vite dove la fiducia e l’autostima scompaiono nel tempo alla ricerca di un lavoro che forse mai più tornerà nella dimensione sognata, un sogno che spesso infrange anche quello della famiglia e delle giovani generazioni che ne subiscono l’onda d’urto.

Questa è essenzialmente una crisi antropologica, prima che economico/finanziaria, dove chi ha contribuito ha causarla, sottovalutandola o partecipandovi a pieno titolo, è ancora sul ponte di comando, magari spaventato, forse terrorizzato che osserva in lontananza quell’enorma pezzo di ghiaccio che si avvicina, l’ appuntamento con la storia, la storia di uomini che come direbbe Hobbes non sono altro che esseri egoisti, violenti,  poco inclini alla socializzazione,  il cui istinto è solo quello della sopravvivenza. lupi tra i lupi anche se poi la concezione leviatana ha attenuato questa sua visione.

Quello che pensava Hobbes, spesso è la realtà, ma  molte realtà economiche oggi insegnano che l’uomo sa andare oltre il proprio istinto, sa socializzare, sa amare e comprendere il significato di reciprocità e di solidarietà, lasciando ancora aperta la porta alla Speranza!

Appuntamento a Modena il 6 novembre 2010

un momento di condivisione, di dibattito, di confronto per guardare oltre l’orizzonte….. 

"VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA!"

Il programmma con gli ultimi dettagli e le indicazioni necessarie è stato  inviato singolarmente  a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Se qualcuno volesse ancora unirsi  ce lo faccia sapere direttamente tramite la mail.  

[email protected]

Inoltre due settimane più tardi, Sabato 20 novembre 2010

 presso il

GRAND HOTEL di ACQUI TERME

Un weekend impegnativo ma anche divertente e rilassante, un confronto con le più autorevoli “penne” del web, ma anche una gita nella terra dei tartufi, dei vini, della buona cucina, dove la famiglia non si annoierà! Un weekend da non perdere!!! Un’occasione unica in Italia per affermare l’importanza e la qualità dell’informazione indipendente. Parteciperanno le più prestigiose firme del mondo dei blog economici

Per ulteriori informazioni clicca qui sotto!

 

“The financial incentives show that the problems plaguing the foreclosure process extend well beyond a few, low-ranking document processors who forged documents or failed to review foreclosure files even as they signed off on them. In fact, virtually everyone involved – loan servicers, law firms, document processing companies and others – made more money as they evicted more borrowers from their homes, creating a system that was vulnerable to error and difficult for homeowners to challenge.”

The law firm of David J. Stern in Plantation, Fla., for instance, assigned a team of 12 to handle 12,000 foreclosure files at once for big financial companies such as Fannie Mae, Freddie Mac and Citigroup, according to court documents. Each time a case was processed without a challenge from the homeowner, the firm was paid $1,300. It was an unusual arrangement in a legal profession that normally charges by the hour.

The office was so overwhelmed with work that managers kept notary stamps lying around for anyone to use. Bosses would often scream at each other in daily meetings for “files not moving fast enough,” Tammie Lou Kapusta, the senior paralegal in charge of the operation, said in a deposition Sept. 22 for state law enforcement officials who are conducting a fraud investigation into the firm. In 2009 alone, Stern’s law firm handled over 70,000 foreclosures.” 

24 commenti Commenta
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 13:43

ANDREA CI RICORDA PER L’ENNESIMA VOLTA CHE QUESTA E’ UNA CRISI ANTROPOLOGICA PRIMA CHE ECONOMICO-FINANZIARIA[..] LUNEDÌ, 18 OTTOBRE 2010 FRODE DEI PIGNORAMENTI: NELLA TERRA DI NESSUNO! Come più volte detto, quello che è assolutamente affascinante e allo stesso tempo diabolico in questa immensa nemesi subprime, in questa tempesta [..]

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 13:43

ANDREA CI RICORDA PER L’ENNESIMA VOLTA CHE QUESTA E’ UNA CRISI ANTROPOLOGICA PRIMA CHE ECONOMICO-FINANZIARIA[..] LUNEDÌ, 18 OTTOBRE 2010 FRODE DEI PIGNORAMENTI: NELLA TERRA DI NESSUNO! Come più volte detto, quello che è assolutamente affascinante e allo stesso tempo diabolico in questa immensa nemesi subprime, in questa tempesta [..]

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 14:52

buongiorno Capitano
se il buongiorno lo si riconosce dal mattino, la buona serttimana la si vede dal lunedì !!
ti sottopongo un pensiero che ormai è molto che rimugino .
la causa di queste crisi, sempre più frequenti e distruttive, io la identifico nella formazione di troppi e troppo grandi capitali.
un capitale può avere una utilità di crescita quando si formino necessità grosse e improvvise di nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuovi investimenti produttivi.
produttivi nerl senso che diano un miglioramento effettivo alla e alle società.
quando questo non accade, essi sono solo una mina vagante per il pianeta a caccia di un facile guadagno, e così assistiamo al gonfiamento e scoppio di queste bolle in sequenza ravvicinata.
dall'altra parte tali capitali si formano sottraendo risorse ad altre persone, e riducendone la capacità di conquistarsi del benessere e comunqque almeno una vita decente.
allora livediamo affluire sul dollaro, e dal dollaro nelle banche, che per impiegarli spingono anche l'ultimo diseredato a impegnarsi anch ei calzoni in una corsa alla casa ch enon avrebbe mai potuto avere.
iori li abbiamo visti affluire nella new economy, contendendo a forza di miliardi ditte che non avevano altro che progetti irrealizzabili, oggi li vediamo ritornare a gonfiare titoli di aziende il cui unico utile lo fanno licenziando dipendenti.
allora io dico, ma non sarebbe più intelligente evitare proprio che si formino questi capitali che consentirebbero ai proprietari di vivere agiatamente non una ma mille vite, redistribuendoli invece a chi ne potrebbe effettivamente godere, e non procurandosi cose assurde, ma buon cibo, buone cure quando servono, una casa e un po più di tempo da dedicare alla famiglia?
ma cosa occorre fare, dire per convincere questa nostra società ch eil cancro è proprio l'accumulo di troppe risorse nelle mani di troppo pochi ?
sono io un visionario o siamo ormai talmente rimbecilliti dalla pubblicità a buon mercato da non riuscire a cogliere questa che per me è una banale evidenza ?
dimmi sono io fuori di testa o sono coloro che non lo capiscono ?

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 17:21

Andrea,
 Andrea, l'accumulazione non è un problema, il trickle down effect dove lo metti…
  i ricchi accumuleranno ma poi redistribuiranno…. 

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 18:00

Cuculo…..stavi forse parlando di questo….. Un caro saluto Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 21:12

Eh bhé come non fare un breve excursus sull'organigramma aziendale…

Quando il capo guarda in basso vede solo mer**…

Quando il dipendente guarda in alto vede solo facce da cul*…

Scusate la volgarità ma stasera mi andava di fare proprio quatrro risate ah aha ha ah …

Garzie Andrea per questo momento di humor!

La vita a prenderla troppo sul serio la si rovina…

Ain

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 21:14

@ il cuculo69
dici
"  i ricchi accumuleranno ma poi redistribuiranno…."
no, forse non ci siamo capiti…
come mi pare di capire il tuo concetto, se ci sono ricchi, daranno da mangiare a molti dipendenti, bontà loro, magari sfruttandoli ulteriormente.
no, quello che intendo io non è ne la distribuzione "a cascata", ne la carità.
quanto intendo io è proprio il fatto ch euna società NON LASCI accumulare troppa ricchezza nelle mani della singola persona.
la ricchezza dà potere di corruzione, di malversazione, di sfruttamento, ecc…
ad una persona abile bva riconosciuto il meritato benessere, ed anche il riconoscimento sociale, ma non tramite una acquisizione di potere.
seibravo, abile ?
guadagni 100.000€ al mese ? te ne prendo 80.000 e ti dò due medaglie
guadagni 1.000.000€ al mese ? te ne prendo 950.000 e ti faccio anche l'elogio pubblico con la banda, 3 medaglie, una crociera premio all'anno, ecc…
ma non ti lascio accumulare i miliardi con i quali comperi i politici, i giudici, e tutta comagnia cantante.
hai capito qual è la mia idea ?

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 21:19

Sissi Andrea(mensa) ho capito ho capito….

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 05:59

@ #6che scrive: hai capito qual è la mia idea ?

Andrea Mensa ho capito benissimo,si chiama utopia.
Ciò che ci si rifiuta di ammettere, complice quella setta degenerata venuta dall'oriente che chissà perchè continuiamo a  mantenere, é che ciò che spinge i bipedi abitanti questo mondo non é l'ammore ma l'Avidità.
Una buona Costituzione partirebbe da questa premessa e continuerebbe con articoli volti a limitare,od almeno contenere, i danni che potrebbero derivarne alla comunità se l'Avidità  fosse lascita libera di scatenarsi.
Invece si continua a negare l'evidenza e si passa così da crisi a crisi,da mattanza a mattanza.
(per inciso alla prossima non manca molto)
luigiza

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 08:48

BEN VENGA LA PIRAMIDE con i supericchi.

Senza i superricchi non verrebbero prodotti nel mercato oggetti ad altissimo costo, che sono quelli che spingono l'evoluzione tecnologica dell'uomo.

Un po' come nelle guerre, dove si ha una evoluzione tecnologica enorme, che poi ricade nella società e vita di tutti i giorni.
 Internet per esempio.

Il problema è che a criticare siamo capaci tutti, ma all'atto pratico dovremmo  parlare meno, e tenere la mente aperta.

Il vostro pensiero si è fossilizzato in questo Blog, e quindi non potete cogliere le sfumature e opportunità che ogni crisi crea.

Saluti

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 10:12

@10
"Senza i superricchi non verrebbero prodotti nel mercato oggetti ad altissimo costo, che sono quelli che spingono l'evoluzione tecnologica dell'uomo."

Questa frase mi fa venire in mente una vignetta di Rat-Man dove AEIOU, il grande Osservatore Cosmico,  narra la fine di una civilta' evoluta.

"Era molto evoluta, ma tutte le sue grandi conquiste tecnologiche non serivrono a fermare l'apocalisse"

(nella vignetta, cinque mani fanno una foto col telefonino al missile nucleare in arrivo)

Cosa me ne faccio di uno shuttle, se poi 1 miliardo di persone sono in poverta' e non conosceranno mai nient'altro che miseria? A fare belle foto della luna?
A mettere in orbita satelliti per scambiarsi foto via telefonino delle tette della vicina?

La tecnologia e' uno dei miti moderni, forse il piu' nocivo d tutti, perche' ha un aspetto magico ancestrale, che ci fa credere di essere onnipotenti, e ci fa credere di poter risolvere tutto tramite essa.
Ed invece, la tecnologia sottosta' all'imperio delle leggi della fisica, che non possono in alcun modo violare, checche ne pensino i suoi adoratori tribali.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 10:21

@10
Un altra cosa, riguardo alla tua adesione al mito della distruzione creativa, che sottende al tuo pensiero: Certo, le crisi creano cambiamenti, e da questi discendono reazioni che qualche volta hanno portato ad evoluzioni tecnologiche (bada bene, non del pensiero, ma solo tecnologiche).
Le guerre, le crisi economiche… pero' vorrei vedere cosa ne pensano le vittime.
La prossima potresti essere tu.
Chissa' come sarai felice al pensiero che dalla tua sofferenza e morte un domani un paio di quindicenni potranno scambiarsi foto olografiche delle tette della vicina.

E poi, anche lo sviluppo tecnologico, come tutte le cose dell'universo, anche le immateriali, ha un limite. Ci piacerebbe tanto pensare che fra cento anni ci saranno cose inimmaginabili, iper-evolute, ma non e' molto probabile. Molto probabilmente, tra cento anni, se tutto va bene saremo fortunati ad aver conservato un quarto di quello che abbiamo.

Perche' la tecnologia, se non lo hai notato, e' solo una reazione di complessificazione di organismi in crisi: e' soggetta in primo luogo alla legge dei ritorni decrescenti, ed in piu' anche alla legge della pluri-limitazione delle risorse disponibili.

Saluti
Phitio

Scritto il 19 Ottobre 2010 at 10:50

Però Phitio bisogna dire che sei sempre molto realista

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 11:00

Caro Cuculo, e' il fatto di avere figli di cui occuparsi e del cui futuro preoccuparsi, che ti da la sveglia dai sogni

Saluti
Phitio

Scritto il 19 Ottobre 2010 at 11:02

oviamente ogni opinione è lecita e quindi da rispettare, ma cosa mi stupisce, allibisce direi meglio, è la miopia di certe affermazioni.
la ricchezza esiste fino a che esiste la povertà.
è la legge del dualismo, per cui esiste un alto solo se esiste un basso, un destro se esiste un sinistro, ecc….
ora accentuare l'esistenza dei poveri ed aumentarne sia il numero che la condizione, serve veramente a qualcuno ?
la migliore dimostrazione ce l'abbiamo oggi che abbiamo tanta gente ch eperde il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente perchè c'è chi si accontenta di molto meno, e quindi conviene produrre là.
quando ci si arricchisce al limite di poter vivere il resto della propria vita nel benessere, e non una vita ma tante vite, serve arricchirsi, che poi significa togliere risorse ad altri ?
che senso ha una grande ricchezza ? essere più potenti ? poter comprare uomini, cose, un po di tutto, per cosa ? esser più felici ? diventare immortali ?pensare che la ricchezza toglie proprio la possibilità di avere quell'unica cosa ch eriempie davvero il cuore, l'amore, l'amicizia.
un ricco avrà sempre il dubbio ch ead essere amati siano i suoi soldi e non lui, così per gli amici. e allora ?  a cosa serve tanta ricchezza ?
superato il limite del relativo benessere, il di più diventa solo zavorra, e non per considerazioni religiose o moralistiche, ma pratiche.
nessuno si sentirà mai tanto solo quanto un ricco circondato da ossequianti !

Scritto il 19 Ottobre 2010 at 11:12

Caro Phitio ….vedi che non sai cogliere le opportunità che ogni crisi crea fossilizzato come sei….a pensare agli altri. Lascia perdere e ricordati quanto riportai tempo fa…..La serenità sta nel capire che, per sua stessa natura, l’assunzione di responsabilità comprende l’accettazione del fatto che non tutti risponderanno a questa chiamata. Serenamente, dobbiamo infatti abituarci all’idea che la responsabilità non è equa: non tutti, sia pur chiamati, la faranno propria. E il peso di questa quindi – la pazienza, in senso etimologico – graverà su pochi. (Eppure, la pazienza non può essere sacrificio, il quale di solito pretende qualcosa in cambio, un compenso, un regolamento di conti). Andrea

Scritto il 19 Ottobre 2010 at 11:35

Buon Phitio,

sono senza parole…

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 12:08

andreamensa, non avertene a male, ma tu hai un problema:
 non comprendi il concetto di demone e cosa implica, pergli altri,avere a che fare con chi ne é posseduto.

Gli altri, cioé noi,di pietismo coglione, stiamo morendo.
luigiza

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 15:59

una cosa è certa attenzione agli avvocati molti dei quali sono degli sciacalli pronti a mangiarti vivo anche qui in italia altro che pietismo!
sfruttano un sistema ingiusto per rovinare la gente.
mi risulta che anche nel "parlatoio " ce ne sono molti.
e noi siamo qui a scrivere di niente e ad essere complici di tante ingiustizie

utente anonimo
Scritto il 19 Ottobre 2010 at 20:23

mONTECRISTO

Già  qualche  anno  fà   parlai  di  UFO    beh!  penso  proprio   che  qualcosa   si  muova  in  questa  direzione.

utente anonimo
Scritto il 20 Ottobre 2010 at 01:29

Non sono comunista ma in generale sono d'accordo con Andreamensa.
Tolleranza va' bene ma ci vuole anche coerenza.Silvestro

utente anonimo
Scritto il 20 Ottobre 2010 at 01:56

Ammiro chiunque si fa' una buona posizione  non rubando al prossimo.Spetta alla sua coscienza e cuore sapere distribuire con saggezza anche a vantaggio della societa'  di cui fa' parte.
Per niente ammiro il mercato dei furbi che in questi ultimi 40 anni
hanno contribuito  ad aumentare il debito pubblico di un buon 35%
grazie ai loro traffici illegali, senza portare vantaggi  e fregandosi della situazione attuale.Silvestro

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