MADRE TERRA…A TUTTO GAS!

Scritto il alle 12:36 da icebergfinanza

  File:Giovanni Segantini-Die Heuernte 1890-1898.jpg

Come i lettori di vecchia data ben sanno, i GAS Gruppi di Acquisto Solidale di cui abbiamo parlato più volte e dei quali potrete trovare traccia nei cosidetti Mondi Alternativi che trovate in cima al blog nascono  da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni.

Il contadino, l’artigiano, l’autore di un libro (…senza fare nomi ) grazie ai cartelli, alle condizioni di monopolio, all’infinita catena della distribuzione, vedono riconosciuto in maniera infinitesimale il loro lavoro. Invece che lamentarci da mattina a sera di un’inflazione che distrugge il nostro potere di acquisto,  che non è altro che la sintesi di una "manipolazione" spesso programmata dei prezzi perchè non darsi da fare e guardare oltre per beneficiare oltre che della  qualità, della convenienza e delle relazioni umane che l’esperienza dei GAS in Italia propone!

Se qualcuno ha la sensazione che sia un fenomeno isolato, quattro amici al bar, date un’occhiata qui sotto a quello che sta accadendo in Italia. La fonte è il mensile VALORI! da ha elaborato il grafico su dati forniti dalla ReteGAS Nazionale. 

07092010150824Valori_80.pdf

Bene ma facciamo un passo oltre!  Credo non vi sia alcun bisogno di raccontarvi come in ogni campo qualcuno da tempo ha incominciato a speculare ( alcuni lo chiamo investire….) su terreni agricoli. Un paio di anni fa la stessa Coldiretti mise in guardia sul rischio di una strisciante speculazione sui terreni agricoli.

Sia ben chiaro, Madre Terra è indispensabile alla nostra società e come sempre c’è chi vi investe in maniera responsabile e chi la depreda senza pietà in nome del profitto supremo.

Non ho intenzione di farvi i nomi di alcune società o gruppi che hanno messo da tempo le mani e i capitali su questo settore, ma non credo ci voglia molto per comprendere quanto potrebbe accadere.

Come scriveva in Giugno Valori, la prossima sfida è questa:

Da gasisti a proprietari terrieri?

Cinquanta soci e un milione di euro per salvare 15 ettari dal cemento e per coltivarli biologicamente: a Mantova è nato il Gruppo d’Acquisto Terreni.

SI GIOCHERÀ NELLACQUISIZIONE DIRETTA della terra da coltivare la nuova sfida che attende in un futuro nient’affatto remoto i Gruppi d’acquisto solidale? Il fenomeno è ancora poco noto anche tra i gasisti di più lunga data, ma l’idea di acquistare appezzamenti di terreno da sottrarre al cemento e da destinare a coltivazioni biologiche inizia a farsi strada. Soprattutto nelle aree del Belpaese sottoposte a maggiore stress dall’urbanizzazione selvaggia e dalla speculazione edilizia. Il tema è stato introdotto in Italia dai promotori del Gat (Gruppo d’Acquisto Terreni): «Nella provincia di Mantova – racconta uno dei fondatori, Rosanna Montecchi – il cemento si mangia, ogni giorno, 17 mila metri quadri di territorio.

 Un po’ per arginare il fenomeno, un po’ per investire il nostro denaro in modi “alternativi” e per riconquistare la sovranità alimentare attraverso la rilocalizzazione e la coltivazione biologica, abbiamo acquistato un’area di 15 ettari a Quistello, vicino a un parco d’interesse locale». Un investimento da 1,15 milioni, diviso in cento quote da 11.500 euro: 85 già vendute a 45 soci (hanno aderito medici, ingegneri, ricercatori agrari, avvocati) e 15 ancora disponibili. «Abbiamo scelto di non avere più di cento soci perché vogliamo che questa sia anche un’occasione di socializzazione e condivisione».

Un contadino – anch’esso socio – si occupa di gestire il terreno, coltivato secondo le indicazioni di un agronomo, che, insieme al Cnr sta portando avanti un programma di recupero di sementi antiche («Alla faccia della Monsanto…», scherza Rosanna Montecchi). Nello statuto della società è stato espressamente indicato l’obbligo di usare il terreno per coltivazioni biologiche e il divieto di rivolgersi a istituti di credito compromessi con il commercio di armi e altri settori contrari ai principi dell’iniziativa. Nei prossimi mesi sono attesi i primi frutti, che saranno destinati ai soci ed eventualmente venduti a terzi. Un’esperienza innovativa anche per l’estero, dove esempi simili si misurano con il contagocce. Come il Land Trust della Soil Association (il maggiore ente certificatore inglese del biologico), creato per acquisire – attraverso donazioni, lasciti o compravendite – fattorie e terreni coltivati a biologico e secondo le tecniche tradizionali con il vincolo di gestirle per sempre secondo i principi della sostenibilità ambientale e sociale. O come un altro esempio inglese, i Community Farm Land Trusts della Stroud Common Wealth Company, che lavorano in modo da mantenere la proprietà e la gestione delle aree rurali direttamente nelle comunità locali. L’iniziativa di Mantova sarà probabilmente replicata in altre aree: «Già altri gruppi hanno chiesto la nostra consulenza per replicare il progetto in varie regioni italiane.

Ci piacerebbe riuscire a “riconquistare il territorio”, costruendo una vera e propria rete di Gat», rivelaRosanna Montecchi. E l’idea ha subito trovato commenti positivi anche tra i gasisti. «È un tema che sicuramente porremo nei prossimi mesi», assicura Giuseppe Vergani della Retina della Brianza. «Credo possa essere uno spazio di attivazione importante e necessario. Soprattutto in territori come il nostro, il cui la difesa del territorio diventa vincolante. Altrimenti rischiamo di non avere proprio la base per costruire la filiera corta dei prodotti agricoli». E Sergio Venezia, del Comitato per il Des della Brianza aggiunge: «Per noi sarebbe una manna. La tutela del nostro territorio è un problema cruciale. Certo, se le quote fossero più basse sarebbe senz’altro meglio». .

Il Business dei Terreni Agricoli….Parte dal cuore di Mantova, la sfida agli istituti di credito lanciata con la costituzione del primo gruppo di acquisto terreni (Gat). Paura di vedere altri risparmi volatilizzarsi? Si, il motivo principale è questo. E la risposta al problema è nuova, creativa: unire 50 medi risparmiatori, chiedendo loro di investire 20mila euro ciascuno e comprare un terreno agricolo. Per poi gestirlo insieme e farne una sede di produzione biologica. L’obiettivo diventa duplice: garantire il mantenimento del proprio capitale poggiando sul bene rifugio per eccellenza (la terra) e darsi ad un’attività economica pulita sul piano ecologico ed etico.

Che dite un’altra illusione, un’altra possibilità, continuamo ad investire i Nostri soldi in quel letamaio che ormai sono diventati i mercati azionari, o cerchiamo di dar vita ad una nuova rivoluzione, investendo in maniera responsabile, dando vita a nuove comunità, nuove relazioni economiche che vadano oltre la sterile e effimera soddisfazione del solo profitto esponenziale.

La discussione è aperta, uscite dal silenzio della sola lettura ed esprimete liberamente il Vostro parere con rispetto e responsabilità. Oggi non vi sarà alcuna moderazione ai commenti.

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48 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 13:04

ma fatemi il piacere…medici.. ingenieri.. ricercatori agrari… avvocati…manca solo il politico e siamo a cavallo di un somario ma smettetela con questa bella gente sborona un'semplice idraulico o un misero artigiano nn và bene fà scappar via l'elit dalle manine pulite bianche ma dalla coscienza sporca?? un contadino un trattorista nn c'è ma certo nn và bene affidiamoci a questa gente così alla fine forse rimarrà una cipolla se và bene…iniziativa prezzolata e montata scendete giù dal pero..la terra achi la lavora!!
Diego

Scritto il 16 ottobre 2010 at 13:29

Diego ma tu leggi o fai finta e come molti giochi a tirare le conclusioni….sai cosa sono i Gas e quale è il loro scopo, hai approfondito. Poi ci risentiamo! Saluti Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 13:35

Bella iniziativa.
Coniuga tanti aspetti interessanti.
– Investimento sicuro (terra)
– Possibilità di partecipare alla produzione di cibo biologico
– Possibilità di trascorrere un po' di tempo libero in campagna (fermorestando che c'è un agricoltore e un agronomo che dirigono le colture)
– Creazione di rapporti umeni con altre persone/famiglie.

Proprio una bella idea.

utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 13:57

Investire in un progetto del genere sarà forse molto romantico, ma dal punto di vista economico-finanziario ahime piuttosto lacunoso per tanti motivi.

alla domanda "dove investire?" la mia risposta è "su stessi e su ciò che si possiede".

F.
agricoltore ed agronomo non per gioco
 

utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 14:17

bellissima iniziativa
sarebbe bello se ci fosse qualche link con più dettagli
x es.
che tipo di società costituire
il contadino va assunto come dipendente?
quanti ce ne vogliono?
l'attrezzatura, i trattori ecc. chi li paga?
insomma, coltivare la terra non è semplice e comprare il terreno è solo il primo passo.
mario

Scritto il 16 ottobre 2010 at 14:28

Caro F. agricoltore ed agronomo non per gioco…da soli puntando solo su se stessi si rischia di essere spazzati via dal mercato anche se non sempre ciò avviene.

L'iniziativa poi avrebbe l'inevitabile sostegno dei GAS, di cui io e la mia famiglia facciamo parte da alcuni anni e  oggi ben 800 in tutta Italia, con 20/30 famiglie per ogni gruppo, direi che alcune singole iniziative avrebbero buone possibilità sia economiche e finanziarie SOSTENIBILI!

Andrea

Scritto il 16 ottobre 2010 at 14:58

"La terra cura l'uomo che cura la terra…"

 

In ognuno di noi giace silente, volte sveglio, a volte dormiente un amore quieto, profondo e intenso che impregna noi stessi, la Terra e l'Universo. Un canto è sgorgato dentro di me, e allegro vuol giungere proprio da te per risvegliare quell'amore silente che anche se quieto invero è potente. Che bello cantare alla Terra questa canzone d'amore! Cantala con me cantala col cuore…
  

Amo la Terra, infinito giardino che la natura cura ogni giorno. Con mano potente le montagne ha scolpito, con mano gentile ogni fiore rifinito. Mille colori mi salutano in festa, milioni di suoni come un'orchestra. Che piacere ascoltare gli uccellini cantare e paesaggi stupendi poter contemplare. Amo la Terra, dimora dell'uomo che egli ha abbellito con arte e maestria. Ammiro le cose create nei tempi; il marmo scolpito, 

 il legno piallato, i ponti sui fiumi, l'orto coltivato. Colonne di pietra e palazzi solenni dipinti, musiche e poemi perenni. Rispetto ogni cosa in eguale misura, come l'uomo,così la natura. Sono parte dell'ambiente che mi circonda come é parte del mare una piccola onda. E prego che quello che edifica l'uomo sia dato alla Terra come dono: un'offerta ricca di bellezza, fatta di genio e ragionevolezza.
 

Ti guardo, Terra, e ti vedo un po' triste: a volte la vita osservo morire e la tua bellezza appassire. Ma come l'ordine e la pazienza si metterà a frutto l'ingegno e la sapienza: mucchi di carta, vetro e abiti riciclati in utili oggetti verranno trasformati. La conoscenza muterà gli umani errori in equilibrio: uno scambio ricco di tesori.

 

Non serve discutere o aver da ridire, io so  che da me stessa é giusto partire, da un gesto minuscolo e poco vistoso può nascere un mondo davvero maestoso. Un rifiuto raccolto e gettato nel cestino, non usare veleni nel mio giardino, non inquinare le mie relazioni con sgarbate parole e cattive azioni.  

Amo la Terra ed ogni sua creatura, un animale, un bosco o una radura. Amo ogni albero come un fratello che allarga i suoi rami, generoso e contento e mi protegge cullandosi al vento. Amo il mio mondo delicato e bello, così vario e pieno di vita, dove ogni cosa é come un tassello di un mosaico che accolgo con gioia infinita. Amo la Terra e l'aria leggera che mi avvolge con mano serena.
 

Guardo ammirata ogni fogliolina disegnata con passione, verde e piccolina, che sta lì in silenzio ma l'ossigeno sa dare permettendoci di respirare. Amo la Terra che ride nei fiori e mai si stanca di inventare colori. Ogni fiore, dolce e sorridente, mi ricorda di andare fra la gente con animo allegro, con pensieri felici, con la gioia di chi é circondato da amici. Amo la Terra, mamma paziente che mi nutre senza chiedermi niente.

 

Mi dona frutti, verdure e pane fragrante che ha conservato con cura costante, e l'acqua trasparente che mi disseta, che scorre a volte sotterranea e segreta, oppure vivace, cristallina e rumorosa, semplice ed umile eppure silenziosa. 

Amo la Terra quando un bianco manto la copre tutta di fiabesco incanto: mi nutro della purezza della neve, ascolto il silenzio profondo e lieve. Dalla Terra le mani alzo verso il cielo, il mio cuore si apre e non mi sembra vero: io da quaggiù, con il mio piccolo dito, posso toccare lo spazio infinito. La notte buia sulle case é scesa e nel cielo una stellina si é accesa.

 

Ogni famiglia nel suo nido si é raccolta, ma forse poca gente s'é accorta che, mentre ognuno vive nella sua casina, la nostra Terra nell'universo cammina.
 http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/amo_la_terra.htm

a ciscuno poi il suo viaggio…e il suo dialogo con la terra…
ma non diciamo poi di non  "saper dialogare"…

Valentina

Scritto il 16 ottobre 2010 at 14:58

"La terra cura l'uomo che cura la terra…"

 

In ognuno di noi giace silente, volte sveglio, a volte dormiente un amore quieto, profondo e intenso che impregna noi stessi, la Terra e l'Universo. Un canto è sgorgato dentro di me, e allegro vuol giungere proprio da te per risvegliare quell'amore silente che anche se quieto invero è potente. Che bello cantare alla Terra questa canzone d'amore! Cantala con me cantala col cuore…
  

Amo la Terra, infinito giardino che la natura cura ogni giorno. Con mano potente le montagne ha scolpito, con mano gentile ogni fiore rifinito. Mille colori mi salutano in festa, milioni di suoni come un'orchestra. Che piacere ascoltare gli uccellini cantare e paesaggi stupendi poter contemplare. Amo la Terra, dimora dell'uomo che egli ha abbellito con arte e maestria. Ammiro le cose create nei tempi; il marmo scolpito, 

 il legno piallato, i ponti sui fiumi, l'orto coltivato. Colonne di pietra e palazzi solenni dipinti, musiche e poemi perenni. Rispetto ogni cosa in eguale misura, come l'uomo,così la natura. Sono parte dell'ambiente che mi circonda come é parte del mare una piccola onda. E prego che quello che edifica l'uomo sia dato alla Terra come dono: un'offerta ricca di bellezza, fatta di genio e ragionevolezza.
 

Ti guardo, Terra, e ti vedo un po' triste: a volte la vita osservo morire e la tua bellezza appassire. Ma come l'ordine e la pazienza si metterà a frutto l'ingegno e la sapienza: mucchi di carta, vetro e abiti riciclati in utili oggetti verranno trasformati. La conoscenza muterà gli umani errori in equilibrio: uno scambio ricco di tesori.

 

Non serve discutere o aver da ridire, io so  che da me stessa é giusto partire, da un gesto minuscolo e poco vistoso può nascere un mondo davvero maestoso. Un rifiuto raccolto e gettato nel cestino, non usare veleni nel mio giardino, non inquinare le mie relazioni con sgarbate parole e cattive azioni.  

Amo la Terra ed ogni sua creatura, un animale, un bosco o una radura. Amo ogni albero come un fratello che allarga i suoi rami, generoso e contento e mi protegge cullandosi al vento. Amo il mio mondo delicato e bello, così vario e pieno di vita, dove ogni cosa é come un tassello di un mosaico che accolgo con gioia infinita. Amo la Terra e l'aria leggera che mi avvolge con mano serena.
 

Guardo ammirata ogni fogliolina disegnata con passione, verde e piccolina, che sta lì in silenzio ma l'ossigeno sa dare permettendoci di respirare. Amo la Terra che ride nei fiori e mai si stanca di inventare colori. Ogni fiore, dolce e sorridente, mi ricorda di andare fra la gente con animo allegro, con pensieri felici, con la gioia di chi é circondato da amici. Amo la Terra, mamma paziente che mi nutre senza chiedermi niente.

 

Mi dona frutti, verdure e pane fragrante che ha conservato con cura costante, e l'acqua trasparente che mi disseta, che scorre a volte sotterranea e segreta, oppure vivace, cristallina e rumorosa, semplice ed umile eppure silenziosa. 

Amo la Terra quando un bianco manto la copre tutta di fiabesco incanto: mi nutro della purezza della neve, ascolto il silenzio profondo e lieve. Dalla Terra le mani alzo verso il cielo, il mio cuore si apre e non mi sembra vero: io da quaggiù, con il mio piccolo dito, posso toccare lo spazio infinito. La notte buia sulle case é scesa e nel cielo una stellina si é accesa.

 

Ogni famiglia nel suo nido si é raccolta, ma forse poca gente s'é accorta che, mentre ognuno vive nella sua casina, la nostra Terra nell'universo cammina.
 http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/amo_la_terra.htm

a ciscuno poi il suo viaggio…e il suo dialogo con la terra…
ma non diciamo poi di non  "saper dialogare"…

Valentina

Scritto il 16 ottobre 2010 at 15:43

Gas, od oltre i Gas, SDF(le strade del fresco) o Gat…
sono accomunati…
"dal tentativo reale di avviare un nuovo paradigma culturale, costruendo un consorzio civile dove le relazioni interpersonali ritrovano un'importanza e un valore che oggi sono subordinati all'interesse personale della specifica frequentazione.
Attraverso le diverse iniziative che si stanno avviando, il tentativo palese di questi progetti è di voler costruire delle relazioni che consentano alle persone di scambioare informazioni e conoscenza, tramite collaborazione e progettualità condivise.
Tutto ciò a dimostrazione del fatto che vi possono essere due modaltà di soddisfazione dei bisogni: uno "capitalista-consumistico", spersonalizzato, distruttivo delle relazioni umane e dell'ambiente, ed uno "decrescente-sobrio", uomano, costruttivo adifesa del futuro.

."Sono convinto che progetti simili possano gemmare in altre realtà del Paese", conclude Christian Grassi, ma "se è ancora immaginabile poter pensare ad una riconversione dell'intera economia in breve tempo, è comunque credibile che una massa critica di cittadini che effettuano gli acquisti in questo modo obbligherà tutte le realtà economiche a ripensare ai propri modelli. (ricordate il voto nel portafoglio..)Se non altro per cercare di non perdere ulteriori quote di mercato.
Ho un solo timore: che presi dal successo e dall'euforia, che di  fatto ha realizzato questi progetti, col passare del tempo, si adagi dimenticando i principi ispiratori.Sarebbe un peccato!"
Speriamo di no, perchè quanto realizzato in pochi mesi da tutte queste persone è la dimostrazione che non occorrono grandi risorse e tempi biblici per cambiare direzione, ma solo la volontà e la disponibilità delle persone stesse.
Questi progetrti lo stanno facendo, coinvolgendo migliaia di individui nelle zone più consumistiche ed assuefatte al lavoro del paese, e migliorando la quallità di vita sia dal punto di vista nutrizionale che da quello interpersonale.
Seguiamone le tracce, dunque, incamminandoci al più presto su queste "Strade".
(estratto da Aaam ,Terra Nuova,di andrea Bertaglio, esperienzeOlktre il gruppo d'acquisto: La filiera Corta Organizzata
http://sdf.hortus.i)

L'articolo è incentrato sopprattutto sull'SDF, e sui Gas, ma come scritto all'inizio, tutte iniziative che hanno in comune la nascita di un "nuovo paradigma culturale"…

Una scelta che è una necessità…oltre le mode, le tendenze, le nicchie…
la poesia(anche se un pò di poesia non guasta mai)
Ho una lista di esperienze, storie vere, non da oggi…perchè appunto risvegliati, forse da un lungo sonno, ora lentamente stiamo aprendo gli occhi, molto lentamente,  scelte coraggiose fatte in tempi non sospetti, quando tutti assonnati la maggioranza di Voi, non sapeva nemmeno cosa fosse il biologico, o il bio dinamico tutti presi dalla frenesia cieca del consumatore.

Storie e realtà di gente semplice, determinata che ha disegnato e sta disegnando un pezzo di storia, e noi stiamo permettendo che sparisca…
perché le cose come sempre non ci riguardano mai da vicino …
persone coraggiose che hanno visto lontano…e noi ora, forse piano piano arriveremo dove loro hanno visto da anni..
ma sarebbe già un successo…arrivarci!…

Sveglia gente, "fuori la testa dalla sabbia"…"pensate proprio di non valer niente, e che il nostro voto nel portafoglio sia così insignificante!?…
non ne sarei del tutto certa…è sempre questione di scelte..di saper scegliere…di voler scegliere..non solo per oggi…ma con un occhio al domani…
a ciascuno poi il proprio viaggio..a ciascuno poi le proprie scelte…
non ditemi poi di non saperle fare…o ancor più deleterio di lasciarle fare ad altri per Voi/Noi.

Valentina

 

Scritto il 16 ottobre 2010 at 15:43

Gas, od oltre i Gas, SDF(le strade del fresco) o Gat…
sono accomunati…
"dal tentativo reale di avviare un nuovo paradigma culturale, costruendo un consorzio civile dove le relazioni interpersonali ritrovano un'importanza e un valore che oggi sono subordinati all'interesse personale della specifica frequentazione.
Attraverso le diverse iniziative che si stanno avviando, il tentativo palese di questi progetti è di voler costruire delle relazioni che consentano alle persone di scambioare informazioni e conoscenza, tramite collaborazione e progettualità condivise.
Tutto ciò a dimostrazione del fatto che vi possono essere due modaltà di soddisfazione dei bisogni: uno "capitalista-consumistico", spersonalizzato, distruttivo delle relazioni umane e dell'ambiente, ed uno "decrescente-sobrio", uomano, costruttivo adifesa del futuro.

."Sono convinto che progetti simili possano gemmare in altre realtà del Paese", conclude Christian Grassi, ma "se è ancora immaginabile poter pensare ad una riconversione dell'intera economia in breve tempo, è comunque credibile che una massa critica di cittadini che effettuano gli acquisti in questo modo obbligherà tutte le realtà economiche a ripensare ai propri modelli. (ricordate il voto nel portafoglio..)Se non altro per cercare di non perdere ulteriori quote di mercato.
Ho un solo timore: che presi dal successo e dall'euforia, che di  fatto ha realizzato questi progetti, col passare del tempo, si adagi dimenticando i principi ispiratori.Sarebbe un peccato!"
Speriamo di no, perchè quanto realizzato in pochi mesi da tutte queste persone è la dimostrazione che non occorrono grandi risorse e tempi biblici per cambiare direzione, ma solo la volontà e la disponibilità delle persone stesse.
Questi progetrti lo stanno facendo, coinvolgendo migliaia di individui nelle zone più consumistiche ed assuefatte al lavoro del paese, e migliorando la quallità di vita sia dal punto di vista nutrizionale che da quello interpersonale.
Seguiamone le tracce, dunque, incamminandoci al più presto su queste "Strade".
(estratto da Aaam ,Terra Nuova,di andrea Bertaglio, esperienzeOlktre il gruppo d'acquisto: La filiera Corta Organizzata
http://sdf.hortus.i)

L'articolo è incentrato sopprattutto sull'SDF, e sui Gas, ma come scritto all'inizio, tutte iniziative che hanno in comune la nascita di un "nuovo paradigma culturale"…

Una scelta che è una necessità…oltre le mode, le tendenze, le nicchie…
la poesia(anche se un pò di poesia non guasta mai)
Ho una lista di esperienze, storie vere, non da oggi…perchè appunto risvegliati, forse da un lungo sonno, ora lentamente stiamo aprendo gli occhi, molto lentamente,  scelte coraggiose fatte in tempi non sospetti, quando tutti assonnati la maggioranza di Voi, non sapeva nemmeno cosa fosse il biologico, o il bio dinamico tutti presi dalla frenesia cieca del consumatore.

Storie e realtà di gente semplice, determinata che ha disegnato e sta disegnando un pezzo di storia, e noi stiamo permettendo che sparisca…
perché le cose come sempre non ci riguardano mai da vicino …
persone coraggiose che hanno visto lontano…e noi ora, forse piano piano arriveremo dove loro hanno visto da anni..
ma sarebbe già un successo…arrivarci!…

Sveglia gente, "fuori la testa dalla sabbia"…"pensate proprio di non valer niente, e che il nostro voto nel portafoglio sia così insignificante!?…
non ne sarei del tutto certa…è sempre questione di scelte..di saper scegliere…di voler scegliere..non solo per oggi…ma con un occhio al domani…
a ciascuno poi il proprio viaggio..a ciascuno poi le proprie scelte…
non ditemi poi di non saperle fare…o ancor più deleterio di lasciarle fare ad altri per Voi/Noi.

Valentina

 

utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 17:12

Il grafico non e' molto chiaro.
Gli anni si vedono ma non capisco,o non lo leggo, che significato hanno i numeri. Societa' iscritte, fatturato, altro.
Saluti
GC

Scritto il 16 ottobre 2010 at 17:22


Vi lascio questo sito:
http://domenicofiniguerra.it/?p=207

Voi direte cosa ci azzecca con l'articolo di oggi del Capitano?
Ebbene ci azzecca ci azzeca, cerchiamo tutti le stesse risposte…

é una dichiarazione di indipendenza da un partito, lo conoscete? ne avete sentito parlare.??..contiene tante Verità..gente silenziosa che tenta di disegnare un futuro migliore…ma giustamente bisogna farlo  sopprattutto SENZA EQUIVOCI…
questi sono gli eroi silenziosi del nostro tempo:

DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA(Domenico Finiguerra)

24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci.

Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi.
Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .
Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili ed enormi eliche…

Noi dove vogliamo imbarcarci?

Scritto il 16 ottobre 2010 at 17:22


Vi lascio questo sito:
http://domenicofiniguerra.it/?p=207

Voi direte cosa ci azzecca con l'articolo di oggi del Capitano?
Ebbene ci azzecca ci azzeca, cerchiamo tutti le stesse risposte…

é una dichiarazione di indipendenza da un partito, lo conoscete? ne avete sentito parlare.??..contiene tante Verità..gente silenziosa che tenta di disegnare un futuro migliore…ma giustamente bisogna farlo  sopprattutto SENZA EQUIVOCI…
questi sono gli eroi silenziosi del nostro tempo:

DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA(Domenico Finiguerra)

24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci.

Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi.
Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .
Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili ed enormi eliche…

Noi dove vogliamo imbarcarci?

Scritto il 16 ottobre 2010 at 17:50

 “Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che
irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve.
La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre.
Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba.
Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa.
La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio.
Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare,
sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti.
La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto.”
Dal discorso di Capo Seattle all’Assemblea Tribale del 1854

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori,
fatto precipitare il mondo nell’odio,
condotti a passo d’oca verso le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare,
ma ci siamo chiusi in noi stessi.
La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà,
la scienza ci ha trasformati in cinici,
l’abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchine ci serve umanità,
più che abilità ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto”.
Dal discorso all'Umanità di Charlie Chaplin, Il Grande Dittatore

estratti da:
http://www.domenicofiniguerra.it/wp-content/uploads/2009/10/DOMENICO-FINIGUERRA-Terra-un-bene-comune-da-preservare.-Lesperienza-di-Cassinetta-di-Lugagnano.pdf

scaricabile in pdf.

con questo ho terminato e Vi saluto
Valentina

Scritto il 16 ottobre 2010 at 17:50

 “Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che
irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve.
La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre.
Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba.
Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa.
La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio.
Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare,
sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti.
La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto.”
Dal discorso di Capo Seattle all’Assemblea Tribale del 1854

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori,
fatto precipitare il mondo nell’odio,
condotti a passo d’oca verso le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare,
ma ci siamo chiusi in noi stessi.
La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà,
la scienza ci ha trasformati in cinici,
l’abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchine ci serve umanità,
più che abilità ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto”.
Dal discorso all'Umanità di Charlie Chaplin, Il Grande Dittatore

estratti da:
http://www.domenicofiniguerra.it/wp-content/uploads/2009/10/DOMENICO-FINIGUERRA-Terra-un-bene-comune-da-preservare.-Lesperienza-di-Cassinetta-di-Lugagnano.pdf

scaricabile in pdf.

con questo ho terminato e Vi saluto
Valentina

Scritto il 16 ottobre 2010 at 18:22

Se ho capito bene Andrea ci sono alcune decine di persone che investono in terreno, e poi lo fanno coltivare da altri secondo precise direttive biologiche ed etiche!   15 ettari sono un bel pò di terreno, e 50 famiglie sono pure tante da sfamare.
Una persona investendo 20.000 può dire di essere una persona che vive in modo ambientalmente corretto,  e mangiando anche bene (risparmiando) fra l'altro!!!

Ho avuto la fortuna di conoscere tante persone e ti posso dire che mettere insieme per fare un'associazione: avvocati, ingegneri e commercialisti ecc. è cacciarsi nei guai.
Ognuno di loro è convinto di saperla più lunga degli altri e appena li metti fuori dal loro campo di competenza  fanno sempre la fine dei polli, cioè finiscono allo spiedo.

Io ritengo che sia molto più intelligente comprarsi (al massimo) un mezzo ettaro di terreno, assicurandosi di avere un pozzo che fornisce una buona produzione idrica, e coltivarsi un orto in santa pace.

In Russia è universalmente diffusa l'abitudine di avere un pezzo di terreno fuori città, con dentro una dacia che a volte è  poco più di una baracca di legno. Altre volte è una vera è propria villa.
Generalmente ci coltivano frutta e verdura.
L'aspirazione di tutti, vecchi e giovani, è avere la loro dacia in campagna, dove trascorrere il fine settimana.
Neanche Stalin ha mai pensato minimamente di intaccare la tradizione russa della Dacia!!!!

Ma la tradizione della casetta fuori città, dove coltivare ortaggi o gestire un giardino,  riguarda molti paesi nordici, n Svezia per esempio la cosa rigiarda più del 60% delle famiglie!

Non è  troppo faticoso gestire un proprio  orto . Oggi con i sistemi di irrigazione a goccia e i sistemi di irrigazione con box computerizzati, non è necessaria la presenza giornaliera, possono bastare una o due "puntatine" a settimana.
Non servono mezzi pesanti, per la fresatura profonda basta chiamare una o due volte alla'anno uno che fa l'attività di "trattorista conto terzi".

Se poi considerate troppo  impegnativa una simile gestione, comprate i prodotti direttamente dalle aziende che fanno biologico, ce ne sono tantissime e anche ben gestite.

Non la prendere come una critica Andrea, ma parlo per esperienza mia e di molti altri. Quella di avere una quota poco "liquida", non è stato mai un buon investimento, si ci rimettono solo soldi.
Bisogna stare sempre alla larga dalle multiproprietà o associazioni simili.

Scritto il 16 ottobre 2010 at 19:41

Il grafico racconta quante nuovi GAS, Gruppi di Acquisto solidale sono nati in Italia negli ultimi anni.

Caro Compasso, qui di liquido non vi è nulla, perchè l'investimento lo fai in relazioni, in salute, crescesenza voler costruire mega consorzi o cooperative che alla fine si dissolvono nel nulla. Ho ancora da capire cosa centrino avvocati, ingegneri e altre professioni varie. Io ho a che fare quaotidianamente con queste persone, tutti facciamo parte di una GAS e non vedo alcun problema. Se poi vogliamo entrare nella sfera caratteriale allora lasciamo perdere, quella non centra nulla, ognuno è libero di scegliere prima le regole ci sono per tutti. Per quanto riguarda gli orticelli, lasciamo perdere anche in questa direzione perchè con il tempo a disposizione di questa società o sei pensionato o un appassionato.

Caro Compasso, fai uno sforzo e guarda oltre quello che ti suggeriscono le Tue relazioni e le Tue esperienze.

Andrea

Scritto il 16 ottobre 2010 at 20:00

I GAS non mi convincono, con tanti galli a cantare non si fa mai giorno, coltivare biologico è costoso, agronomo, coltivatore e  20 persone che non capiscono una h di coltivazioni e  avendo letto un libercolo qualsiasi credono di esser geni dei campi. La vedo dura.  Io punterei su  orti  , o su appezzamenti minori da dividere  fra pochi amici.  Meglio se ognuno si fa il suo orto, coltivare fa bene alla salute, se si seccano le insalate o anche i cavoli, non è un dramma,  li ripianti, se sei padrone del tuo terrenuccio e non sottoposto a 19  comproprietari e all'agronomo oltre che ai capricci e le esigenze di chi coltiva per te, ( e va pagato),  guadagni in serenità. Pochi alberi da frutto ti permettono di  riprovare il sapore della frutta, chi sa quanti lo hanno dimenticato ! 

Marista

Scritto il 16 ottobre 2010 at 20:54

Buona sera

C'è posto per tutti, sia per chi vuole investire nei GAS e sia per chi preferisce acquistare dei terreni agricoli di persona; l'importante è non permettere che si riformi una qualsiasi forma di "latifondismo"……….e non vorrei dilungarmi nello spiegare cosa significa il latifondismo e magari quale signifivato aveva un tempo l'11 novembre giorno di San Martino (almeno dalle mie parti…Veneto).

In alcuni post degli utenti hanno scritto che investire in terreni agricoli non è conveniente perchè probabilmente i ritorni economici non ci sono (visto i prezzi degli alimenti), ed allora come spiegare che dalle mie parti un ettaro di terreno agricolo vale sui 40/45.000 euro? oppure come spiegare che ci sono un sacco di imprenditori (conoscenze personali) che stanno comprendo decine ( e forse centinaia !!) di ettari di terreno in Romania?
Ed infine come spiegare che i soldi/moneta/denaro/valuta sono una moneta-debito senza nessuna garanzia patrimoniale creata e gestita da un azienda privata? e che viene usata per pagare questi terreni!!!

Se poi vogliamo discutere di come coltivare questi terreni bisognerebbe creare un blog solo per questo. Ma in quanti di voi hanno idea di quanto tempo ci voglia a coltivare 1 ettaro di terreno a monocultura?? (probabilmente nel tempo che ho impiegato a scrivere questo post !! o quasi…….) Naturalmente per coltivarlo di persona bisogna essere disposti a faticare ed a sudare e non saprei in quanti siano disposti a farlo……………..o pre-disposti a farlo hehehehehehehehehehe.

SD

Scritto il 16 ottobre 2010 at 21:22

Marista……hai letto sino in fondo che cosa sono i GAS, cosa fanno, come si organizzano, il loro scopo etc……..per favore non siamo come sempre superficiali. Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 ottobre 2010 at 22:58

Cari marinai,
 

 

vorrei tediarVi un po' ma non molto

portandomi la mia esperienza personale.

 

Ho 61 anni, sono nato in una famiglia di

agricoltori, coltivatori diretti, padre, madre

e due figli maschi.
 

 

Sia i genitori di mia madre che di mio padre

erano agricoltori e tutta  la loro vita l'hanno

spesa a lavorare nei campi, lavoro tanto

ma tanto, reddito esiguo eo molto scarso,

ed impegnato soprattutto a fare studiare

noi figli.

 

 

Adesso la coltivazione della terra sia per me che

per mio fratello è un ricordo, svolgendo noi altri

professioni, poichè da quando papà non c'è più,

i terreni  sono stati venduti.

 

Capitava , quando ero giovincello ed  eravamo tutti

a tavola, che papà dissertasse su quanto

lievitassero i prezzi dei prodotti agricoli,

passando  dal produttore al consumatore

e ne deduceva, considerato 100 il prezzo

finale pagato dal consumatore, che di questo

100 soltanto l'8%  veniva pagato

a chi effettivamente oltre alla fatica della

coltivazione doveva anche talvolta subire

gli effetti non sempre benevoli di Madre

Natura, mandando a ramengo una intera

annata di lavoro, e allora non c'erano i soldi per

assicurarsi contro le intemperie, anche perchè

pagare il premio assicurativo, tanto era alto che

significava subirne mezza.
 

 

Lui aveva fatto la quarta elementare e

capiva che soltanto associandosi tra

produttori, almeno in una prima fase

si potessero migliorare se non le entrate

dei coltivatori produttori, almeno le spese per avere

quelle economie di scala nell'acquisto

di prodotti (sementi, concimi e quant'altro)

ed uniti avere maggior forza per ottenere

un giusto (oggi si direbbe equo) prezzo

anche nella trattativa con i commercianti.

 

 

Un pezzo di strada è stato fatto da allora

anni '50 …'60 ad oggi, ma il problema di

quanto sia equo e giusto remunerare il

lavoro di chi produce, esposto all'acqua ed

al vento,   è  rimasto ancora irrisolto, poichè

oggi il prezzo non lo fa più il commerciante,

ma chi si occupa degli acquisti della Grande

Distribuzione.

 

 

Proprio questa sera al TG delle ore venti

hanno fatto un servizio sulla protesta dei

pastori sardi, che si vedono proporre prezzi

ridicoli dai responsabili acquisti delle grandi

catene di distribuzione, a cui è consentito fare

il bello ed il cattivo tempo, importando prodotti

simili dall'estero senza tracciabilità e spacciandoli

talvolta come originali.

 

 

Quanti persone sanno che un litro di latte l'anno

scorso veniva pagato agli allevatori ben 25 centesimi

di euro, prezzo che copriva a mala pena il 50% delle

spese, oggi viaggia sui 44..46 centesimi di euro.

 

Ne deduco che questa iniziativa dei terreni da comprare

(GAT) sia una inizitiva buona come investimento,
ma a mio pare un po' ELITTARIA,

che non potrà mai in tempi, non dico brevi, ma decenti, cambiare

il sistema, finchè a livello politico il nostro come altri paesi

subiranno sempre più le pressioni delle grandi multinazionali

della distribuzione, (la chiamano GLOBALIZZAZIONE)che spingerà tra non molto anche i nostri marchi nazionali a scegliersi un patner internazionale per poter 

 
*"commerciare sulle loro piattaforme"

 

se vorranno in futuro ancora esistere .

 

Non sono pessimista per carattere,

ma temo che un futuro di OMOGENEIZZATI ci apetti,

se ci interessano le motitudini e non le nicchie.

 

A meno che il protezionismo che di cui si intrave l'ombra,

se coniugato con il giusto sapore non ci faccia rinsavire un

po'.

 

 Un abbraccio a tutti

 

*Piattaforme = Centri di acquisto.

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 03:08

Oggi stiamo bene,dipendenti statali  o altro con posti fissi che non vedono l'ora di andare in pensione.Questo ce lo possiamo permettere ma domani avete capito che non c'e' lavoro per tutti?La disoccupazione attuale ,il precariato,volenterosi che non trovano lavoro,aziende  chiuse o in crisi,esuberi, in questa globalizzazione non danno un aspetto positivo e fanno temere il peggio.Qualcuno sognera' che lo stato alla fine  dara' lo stipendio a  quelli che non lavorano, e' finita  non e' piu' cosi'.
A fare niente si genera  niente.Qui si tratta di fare scelte , non parziali,credere anche in un futuro che dia  un'alternativa reale alle nuove generazioni.Conosco  famiglie che nei tempi del progresso economico dove tutti guadagnavano , hanno avuto il coraggio di investire e creare in comune accordo una comunita', traèndo dalla terra i frutti  del  loro reale lavoro e modo di vita.Oggi si vedono i risultati,ogni famiglia  ha la sua abitazione ,la corrente se la producono loro con pannelli solari,ogni individuo ha la sua mansiòne circondato da tanta serenita' che solo la terra puo' dare e capitali  per condurre una vita piu' che decente.

  In crisi ci siamo noi non loro.Silvestro

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 09:03

bellissima, la poesia di Valentina64!!!!

Scritto il 17 ottobre 2010 at 09:45

 Caro Andrea
Costituendo una azienda di appena 15 ha, la cui proprietà e quindi le scelte strategiche sono nelle mani di 100 persone (molte delle quali incompetenti), tu pensi di poter affrontare il mercato? Io lo escludo
Potrei al massimo soddisfare la richiesta di frutta e verdura biologica da parte delle famiglie dei proprietari. Ma a che prezzo? Peraltro al costo di acquisto del terreno (elevatissimo) andranno aggiunte le spese di conduzione che non saranno irrilevanti.

A mio avviso il mercato lo affronti, se sei competente, se sei in grado di fare scelte rapide e chiare, se hai una dimensione aziendale adeguata, se il tuo processo produttivo è efficiente e pragmatico rispetto alle richieste del consumatore.

Chi vuole fare un investimento economico lasci stare le proprie personali convinzioni, sogni o speranze anzi sia più distaccato possibile da esse. Il rischio altrimenti è di scivolare nella filantropia, degnissima scelta, ma non per tutte le tasche soprattutto in tempi di crisi.

Io sottoscrivo quanto dici sui mercati azionari, ma non credere che la terra sia un mondo semplice incontaminato da avidità e speculazione. Puoi benissimo rovinarti anche con essa. Un mio Avo soleva raccontare la seguente storiella: “esistono tre modi per rovinarsi: il gioco il più rapido, le donne il più piacevole, la terra il più sicuro”. Certo la Borsa ancora non esisteva, tuttavia…

Ad maiora
F.

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 10:38

Volutamente non sono entrata nel dettaglio/merito dell'investimento perchè non mi interessa svisceralo nei minimi particolari…
è il concetto, è l'esperienza che conta, il Principio di ogni azione che ritengo sia basilare…sia esso Gas, Gat, SDF, consorzi o quant'altro c'è o ci sarà in futuro…che coraggiosamente vorrà/saprà disegnare un'alternativa…
ancora F.  con la storia di sta mercato, è ora di cambiare, voltare pagina…in questo siamo tutti d'accordo o no???

E' il momento di costruire tante zattere, robuste…resistenti…all'onde impeduose…e anomale di un grande transatlantico che è già naufragato, perchè lo sono le nostre vite….
Non è catastrofismo…ma sano realismo…la sentite o no, quell'inquetudine che non Vi lascia dormire???
O continuate a dormire benissimo???

Nessuno ha mai detto che sia facile investire, condurre la terra …men che meno ora, pochi lo sanno davvero fare…
ogni attività…scelta…sentimentale, economica, lavorativa che sia…implica del rischio…la certezza del succeso non c'è l'ha nessuno…
ma sembra che nessuno voglia guardare ad esperienze di eccellenza, di nicchia? forse…e nicchia sia!. ( un piccolo esempio, è realtà..http://www.cascineorsine.it/)
..ciò che è di niccchia oggi, può non esserlo più domani….ciò che sembra continuare a sfuggire, è che con le nostre scelte…possiamo tanto…dobbiamo supportare queste iniziative…cambiare strada… non crediamo che sia possibile???

Allora continuamo a lasciare che sia…
l'avete letta la dichiarazione di indipendenza dal partito di Fininguerra…
stiamo dicendo tutti le stesse cose…
o stiamo forse fingendo?…non voglio crederlo…

Voglio credere che ci sia un modo diverso di fare le cose, non sempre il "business", deve corrispondere a depredazione…un modo diverso di far tornare i conti…altrimenti credetemi…potrei evitare di essere qui…

le cose senza alternativa non mi interessano…

E rimettere in discussione tutto, anche se stessi, sempre, è un obbligo un imperativo morale, senza il quale oggi, non si va da nessuna parte…
e denunciare sempre a gran voce ciò che non funziona, sia nel mercato che c'è, con il quale siamo tanto ansiosi di confrontarci, sia in ciò che di alternativo nascerà, se nascerà…e non funzionerà, o se per qualche motivo si "inquinerà"….per non abbandonare mai quella estenuante, fondamentale  ricerca di qualcosa di diverso, migliore…non solo per noi, ma anche per chi verrà dopo di noi…
perchè saranno, solo e sempre, le nostre azioni che parlano e parleranno di noi…
non serve altro…
se non crediamo in questo…è meglio lasciar perdere, e lasciarsi trascinare in silenzio dall'onda…

Valentina

Scritto il 17 ottobre 2010 at 10:45

ottima idea questa del GAT…tu, come sempre, vedi oltre !

bravo Andrea

ciao da giaki

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 12:06

Mercato….quale mercato! Oggi il mercato e’ spesso e solo sinonimo di quantità di frode di inganno di mancanza di qualità e responsabilità sociale. Di questo mercato ne facciamo a meno e molte realtà oggi ci insegnano che si può andare oltre il sostentamento della propria famiglia ma si sa gli scettici abbondano nell’omologazione attuale. Si sta cercando di tenere in piedi la struttura fatiscente di questo pseudo mercato. Auguri! Andrea

Scritto il 17 ottobre 2010 at 14:46

 G.le Valentina
 
Ho citato il mercato in seguito alla frase di Andrea del commento 6 ovvero “da soli puntando solo su se stessi si rischia di essere spazzati via dal mercato anche se non sempre ciò avviene”.
Io ho risposto, evidenziando invece a mio avviso, cosa serva per affrontarlo.

Ora leggo che in realtà il mercato è il ricettacolo dei mali del mondo moderno (può essere). Personalmente però credo che non sia ne buono ne cattivo, sono gli uomini che lo praticano che lo caratterizzano. Né si può pensare di abolirlo, a meno che voi non agogniate strutture autonome ed autarchiche in grado di auto sostenersi.
Saluti
 
F.

Scritto il 17 ottobre 2010 at 15:00

 
 


"Il mercato…vuota..arida… risacca…"

Già caro Compagno di Viaggio (F. ) l'uomo…
è che nessuno sembra aver voglia di partire da li…avanti un altro…si dice sempre…non riguarda me..
la crisi antropologica in fondo cos'è…

 Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare,
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la mia schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno
.
[Kahlil Gibran, Sabbia e onda, traduzione di Lia Lopes Pegna, Guanda]

You ask me how I became a madman. It happened thus: One day, long before many gods werw born, I woke from a deep sleep and found all my masks were stolten, – the seven masks I have fashioned and worn in seven lives, – I ran maskless trough the crowded streets shouting. «Thieves, thieves, the curséd thieves».
Men and women laughed at me and some ran to their houses in fear of me.
And when I reached the market place, a youth standing on a house-top cried, «He is a madman». I looked up to behold him; the sun kissed my own naked face for the first time. For the first time the sun kissed my own naked face and my soul was inflamed with love for the sun, and I wanted my masks no more. And as if in a trance I cried, «Blessed, blessed are the thieves who stole my masks».
Thus I became a madman.

Testo tradotto:

Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle. Accadde così: Un giorno, assai prima che molti dèi fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere – le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato –, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: «Ladri, ladri, maledetti ladri».
Ridevano di me uomini e donne, e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me.
E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: «È un folle». Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio viso scoperto e la mia anima avvampata d'amore per il sole, e non rimpiangevo più le maschere. E come in trance gridai: «Benedetti, benedetti i ladri che hanno rubato le maschere».
Fu così che divenni folle.

(K.Gibran, Il Folle)

Buona navigazione
Valentina

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 17:49

F. Solo un certo mercato deve sparire deve essere sostituito determinate ideologie estremiste, le sue devianze…. Il mercato lo scambio la contrattazione non sparirà mai perché fa parte della Storia dell’Uomo! Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 18:14

Concordo con quanto dici Andrea.
Io però il mercato (buono) non lo vedo come un male minore, lo ritengo invece utile non solo come luogo di scambio di beni, ma anche di conoscenza, possibilità di confronto, stimolo e crescita.
Del resto nelle antiche comunità rurali andare al mercato era considerato un evento sociale rilevante.
Pur comprendendo molte delle inquietudini di Valentina (commento 21) ed il suo appello ad non arrendersi all'andazzo attuale,  ritengo che le sue conclusioni sul mercato  siano ingiustamente trancianti.

Saluti

F.

utente anonimo
Scritto il 17 ottobre 2010 at 18:43

I Gas mi incuriosiscono ma per un single é difficile sfruttarli a pieno; le quantità da acquistare sono sempre troppo abbondanti.

Walter

Scritto il 17 ottobre 2010 at 18:52

Mercato libero aveva a suo tempo stretto una collaborazione con una signora di Mantova e se non ricordo male è la stessa di questo progetto.
Poi si è spento tutto e non ne conosco i motivi.
Oggi rivedo il progetto nel Tuo blog,e l'impatto è molto diverso per la caratura superiore di chi lo propone.
Che è successo con mercato libero?
Ciao a tutto il blog.
 

Scritto il 17 ottobre 2010 at 20:37

Dici F.! (ma sei Francia R:-) ? )
Può darsi, anche se non ne sono convinta, giudico ciò che conosco…
può sembrare una genarilizzazione, ma non la vuole assolutamente essere…
Un pò di sana provocazione poi, non guasta mai.

c'è mercato e mercato,  c' è contrattazione e contrattazione, c'è gente e gente…
se devo arricchirchi a scapito della salute della gente.. beh scusa non ci sto…faccio altro…e  non mi interessa se vado ad ampliare la cerchia dei così"detti perdenti"…
c'è un modo diverso di fare le cose, …c'è…eccome…
è che bisogna saper aspettare, un tempo per ogni cosa…
è ora di finirla di voler mangiar "carne quando non c'è", bisogna lasciare il tempo alle cose per crescere, maturare…ma..seguendo la natura vai contro il mercato…ma a un certo tipo di "mercato"…

E' ora di finirla…di finirla di giocare con la salute delle persone…nel settore alimentare in primis…mercato o non mercato che sia…una dastica generalizzazione? Può anche darsi…ma c'è ancora molta strada da fare in questa direzione…

Scritto il 17 ottobre 2010 at 23:05

il mio dubbio

 

 

Permettetemi un dubbio e non volevo essere offensivo

con alcuno definendo Elittaria l'iniziativa dei GAT.

 

 

Possiamo anche costruirci una bella zattera, ecologica,

altenativa, eolica o fotovoltaica e quant'altro, ed essere orgogliosi  dei nostri fiori OGM sulle prue dei nostri vascelli, ma fintanto che ognuno rimarrà sulla propria zattera  non approderemo mai da nessuna parte e contenti continueremo a navigar in putritre acque,  orgogliosi dell'efficacia delle nostre maschere antigas.

 

 

l'indifferenza dei media e della politica tutta verso il mondo dei produttori agricoli
 

 

Nell'oceano dell'indiffenza collettiva italiana galleggiano cadaveri che nessuna pietà umana ha saputo  o voluto tumulare.
 

 

Nuotano dei naugfraghi ormai considerati malati terminali che non fanno notizia e che  nessuno si sogna di cercare di aiutare o di assistere ed i casi della sardegna (vedi link) non sono casi isolati, ma è successo in grande stile anche in sicilia:

 

“Una crisi  di proporzioni drammatiche, talmente degenerata in tutti i settori

produttivi che rischia di compromettere in modo irreversibile il lavoro e gli

investimenti di intere generazioni del mondo contadino siciliano”.

 

 

quanto sopradetto è l'analisi fatta da uno degli attori che ha segiuto la faccenda

 

 

 

Soprattutto in provincia di Ragusa, dove al mercato di Vittoria, che è il più grande mercato ortofrutticolo d'europa, il POMODORO CILIEGINO ai produttori viene pagato 8…10 centesimi al kilo ed a molte famiglie di coltivatori diretti, non di imprenditori agricoli ribadisco, è stata pignorata anche la casa non soltanto  i terreni, a causa dei mutui sottoscritti per l'ammodernamento delle serre.

 

La stessa cosa sta succedendo per le arance, dove il costo di raccolta giornaliera è maggiore dell'incasso giornaliero e questo provoca spesso il pagamento in nero della manod'opera,ormai  tutta extracomunitaria(Rosarno  docet), però continuiamo a costruire zattere nell'indifferenza generale.

 

se qualcuno volesse approfondire ecco in link :

 

http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=135384&v=2&c=1489&t=1
 

 

e sulla grande stampa avete letto qualcosa su questi argomenti?

 

nulla di nulla, però sappiamo tutto e di più sulle escort del berlusca,

sulla casa di montecarlo del Betto, sul delitto di cogne e sull'omicidio

di Sarah.(oggi 4 pagine del CorSera sul delitto di Avetrana)

e poi abbiamo il coraggio di scendere  in piazza

contro la libertà di stampa?

 Ci dicano i lorsignori giornalisti chi impedisce loro di interessarsi di determinati argomenti.
E' ora di
dire basta a questa ipocrisia di considerarsi vittime del regime, e nessuno che abbia il coraggio di denunciare che è una guerra per bande, dove il più pulito tiene la rogna, e chi non è schierato, con uno dei due padroni mediatici e signori della guerra viene additato   come un qualunquista. 

 
 

A proposito di qualunquismo, leggetevi l'articolo qui sotto linkato e

scoprirete come sono tutti attori  che meriterebbero l'oscar

per la recitazione. 

 

http://mercatoliberonews.blogspot.com/2010/10/parlamentari-e-vitalizio.html  

 

 

 

la speranza del mozzo di   un veliero fantastico 

 

 

Mi auguro che ognuna di queste internet_zattere abbia il coraggio di uscire dal  proprio perimetro di azione e abbia  l'umiltà di avvicinarsi

all'altra con animo non di competizione o sopraffazione, ma di condivisione nella soluzione dei problemi del vivere quotidiano,  partendo dalle questioni locali, senza pretese di leadership di una sull'altra.

 

 

 

 Un plauso agli organizzatori  del BlogEconomy Day

L'Evento che riunisce i migliori blogger economici italiani

Il BlogEconomy Day è un evento che si svolgerà il 20 e 21 Novembre ad Acqui Terme, per la precisione nel Grand Hotel Acqui Terme
che ospiterà il workshop dei più prestigiosi blogger economici italiani.
 

Spero che questo primo seme possa attecchire e dare in futuro copiosi e saporiti frutti.

 

 

 

 

 

 

Scritto il 17 ottobre 2010 at 23:05

il mio dubbio

 

 

Permettetemi un dubbio e non volevo essere offensivo

con alcuno definendo Elittaria l'iniziativa dei GAT.

 

 

Possiamo anche costruirci una bella zattera, ecologica,

altenativa, eolica o fotovoltaica e quant'altro, ed essere orgogliosi  dei nostri fiori OGM sulle prue dei nostri vascelli, ma fintanto che ognuno rimarrà sulla propria zattera  non approderemo mai da nessuna parte e contenti continueremo a navigar in putritre acque,  orgogliosi dell'efficacia delle nostre maschere antigas.

 

 

l'indifferenza dei media e della politica tutta verso il mondo dei produttori agricoli
 

 

Nell'oceano dell'indiffenza collettiva italiana galleggiano cadaveri che nessuna pietà umana ha saputo  o voluto tumulare.
 

 

Nuotano dei naugfraghi ormai considerati malati terminali che non fanno notizia e che  nessuno si sogna di cercare di aiutare o di assistere ed i casi della sardegna (vedi link) non sono casi isolati, ma è successo in grande stile anche in sicilia:

 

“Una crisi  di proporzioni drammatiche, talmente degenerata in tutti i settori

produttivi che rischia di compromettere in modo irreversibile il lavoro e gli

investimenti di intere generazioni del mondo contadino siciliano”.

 

 

quanto sopradetto è l'analisi fatta da uno degli attori che ha segiuto la faccenda

 

 

 

Soprattutto in provincia di Ragusa, dove al mercato di Vittoria, che è il più grande mercato ortofrutticolo d'europa, il POMODORO CILIEGINO ai produttori viene pagato 8…10 centesimi al kilo ed a molte famiglie di coltivatori diretti, non di imprenditori agricoli ribadisco, è stata pignorata anche la casa non soltanto  i terreni, a causa dei mutui sottoscritti per l'ammodernamento delle serre.

 

La stessa cosa sta succedendo per le arance, dove il costo di raccolta giornaliera è maggiore dell'incasso giornaliero e questo provoca spesso il pagamento in nero della manod'opera,ormai  tutta extracomunitaria(Rosarno  docet), però continuiamo a costruire zattere nell'indifferenza generale.

 

se qualcuno volesse approfondire ecco in link :

 

http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=135384&v=2&c=1489&t=1
 

 

e sulla grande stampa avete letto qualcosa su questi argomenti?

 

nulla di nulla, però sappiamo tutto e di più sulle escort del berlusca,

sulla casa di montecarlo del Betto, sul delitto di cogne e sull'omicidio

di Sarah.(oggi 4 pagine del CorSera sul delitto di Avetrana)

e poi abbiamo il coraggio di scendere  in piazza

contro la libertà di stampa?

 Ci dicano i lorsignori giornalisti chi impedisce loro di interessarsi di determinati argomenti.
E' ora di
dire basta a questa ipocrisia di considerarsi vittime del regime, e nessuno che abbia il coraggio di denunciare che è una guerra per bande, dove il più pulito tiene la rogna, e chi non è schierato, con uno dei due padroni mediatici e signori della guerra viene additato   come un qualunquista. 

 
 

A proposito di qualunquismo, leggetevi l'articolo qui sotto linkato e

scoprirete come sono tutti attori  che meriterebbero l'oscar

per la recitazione. 

 

http://mercatoliberonews.blogspot.com/2010/10/parlamentari-e-vitalizio.html  

 

 

 

la speranza del mozzo di   un veliero fantastico 

 

 

Mi auguro che ognuna di queste internet_zattere abbia il coraggio di uscire dal  proprio perimetro di azione e abbia  l'umiltà di avvicinarsi

all'altra con animo non di competizione o sopraffazione, ma di condivisione nella soluzione dei problemi del vivere quotidiano,  partendo dalle questioni locali, senza pretese di leadership di una sull'altra.

 

 

 

 Un plauso agli organizzatori  del BlogEconomy Day

L'Evento che riunisce i migliori blogger economici italiani

Il BlogEconomy Day è un evento che si svolgerà il 20 e 21 Novembre ad Acqui Terme, per la precisione nel Grand Hotel Acqui Terme
che ospiterà il workshop dei più prestigiosi blogger economici italiani.
 

Spero che questo primo seme possa attecchire e dare in futuro copiosi e saporiti frutti.

 

 

 

 

 

 

utente anonimo
Scritto il 18 ottobre 2010 at 05:41

Già…già caro carpe..hai sempre la capacità di descrivere senza tanti giri di parole, come stanno realmente le cose…
ci vediamo a Modena caro compagno di Viaggio

Buona navigazione
Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 ottobre 2010 at 08:21

sono Maat.
ed è il mio settore …. qualcosa ne so !………..
se i GAS si propongono un mondo migliore , da salvare, da rivedere, da ristrutturare…. insomma da inventare "nuovo" … allora l'iniziativa è validissima….. filantropica.(ma molto difficile )
se l'investimento è visto come una fonte di guadagno futuro legato all'aumento del valore del fondo ( magari speculativo nel senso che il terreno può diventare "terreno edilizio" vista la vicinanza alla città) allora può essere valido , ma è un investimento normale come tanti …come per es.investire sull'oro.
se invece è visto come una forma di agricoltura alternativa si sbaglia tutto.
se è veramente "biologica " e nn solo di facciata , coltivata cosi , con un 'agricoltore da pagare ( come un operaio normale spero)…. e un'agronomo…
avremo risultati del tipo 1 kg di mele (di aspetto molto peggiore , organoletticamente scarso) che costa 10 € al kg. …. ora se si è disposti (e se in grado) di accettare questo, tutto bene … se si vuole un prodotto concorrenziale con quello del mercato, ( in cui i prezzi vengono fatti da altri e nn dai produttori) stiamo sbagliando.
questa è la realtà…. nn si inventa nulla …. nella terra tutto è estremamente concreto , c'è poco spazio per l'astratto

Scritto il 18 ottobre 2010 at 11:13

 Concordo su Maat su praticamente tutto.

X carpediem49, sono siciliano anche io, e conosco bene ciò che riporti. Assolutamente vero.
Tuttavia io credo che l’indifferenza sui problemi dei produttori agricoli non sia legato ad una questione di scarso appeal mediatico. Il sistema economico attuale si regge finchè ci saranno prodotti agricoli a basso costo sul mercato, aumentare i ricavi dei produttori comporterebbe un aumento del prezzo degli alimenti, e di conseguenza tensioni sociali. Ricordi cosa avvenne appena due anni fa in molte parti del mondo in corrispondenza dell’aumento del prezzo dei cereali?
I governi e più o meno incosapevolmente  la società preferiscono tenere al limite della sopravvivenza pochi produttori con nessun peso politico, piuttosto che generare aumenti del costo della vita per la maggior parte della popolazione urbana.
Nel sistema attuale il produttore è l’ultima ruota del carro e produce e lavora per tutti. Temo, come produttore, che le cose non cambieranno a breve, anzi.
 
X Valentina
Giocare con la salute delle persone è un reato a prescindere dal sistema produttivo ed economico. Posso dirti che conosco produttori biologici che se ne fottono allegramente dei disciplinari di coltivazione, utilizzando tranquillamente concimi e fitofarmaci destinati all’agricoltura convenzionale. Tanto in Italia nessuno fa controlli, le certificazioni sono emesse da enti pagati dalle stesse aziende produttrici. Il biologico diventa dunque soltanto una mera strategia di marketing.

Scritto il 18 ottobre 2010 at 11:23

Maat,

credo che si debba distinguere tra GAT e GAS,  il primo ricade in una delle tre categorie da te indicate e in generale si porta dietro un bagaglio di "dilettantismo" pericoloso, l'agricoltura è un settore altamente qualificato dove chi non sa di cosa parla finisce male, se uno ha velleità bucoliche si compri una fascetta e si faccia l'orticello.

I GAS invece possono essere qualcosa di "innovativo" relativamente semplice ed economicamente vantaggioso per tutti gli "stakeholder" per dirla all'anglosassone.

E non necessariamente ci si deve limitare ai prodotti agricoli.

Creare delle strutture territoriali di SOCI, senza scopo di lucro che mettano in contatto la domanda con la produzione locale permette di generare valore eliminando molti costi "teoricamente" inutili:

Catene distributive più o meno lunghe, pubblicità, trasporti.

Però dobbiamo anche capire che c'è pur sempre un'attività di produzione-vendita-acquisto che NON può essere gestita alla "volemose bene"; ci sono problemi di garanzia, di sicurezza alimentare, di sicurezza del prodotto.
Anche presupponendo la buona fede di tutti gli attori , chi si prende le responsabilità di tutto questo.

Se l'economia si è evoluta con le strutture che oggi vediamo, al di la degli eccessi speculativi, non è frutto di un preordinato disegno dei fautori della grande congiura, ma si è sviluppata per ispondere via via a delle esigenze, problematiche e vincoli reali, con risposte di volta in volta più o meno adeguate.

Oggi al di la delle precezioni e dei vaticini catastrofisti, non siamo in uno scenario da dopoguerra , dove essendo tutto raso al suolo si ricomincia da zero, qualunque iniziativa deve svilupparsi in un conteto di regole e strutture preesistenti, cercando di dare risposte positive a domande specifiche.

Scritto il 18 ottobre 2010 at 17:49

Quello che hai/avete chiaramente e "freddamente" descritto, carpe diem, maat, l'anonimo, il cuculo…è il mercato…

Quello di cui parli carpe diem, l'ho seguito in una trasmissione “presa diretta", di un po' di anni fa;
una delle poche, rarissime trasmissioni di denuncia…
oramai sempre più rare.

“ma anche questo è il mercato”!.

Si, auspichi l'Unione, un'unione che dovrebbe sfociare anche nel nostro quotidiano, ben oltre il “volemose bene”,(come simpaticamente ed ironicamente ha scritto il cuculo)…ben oltre…

Non è forse il mercato una risposta a bisogni reali o indotti che siano!?

E' con i nostri comportamenti ed abitudini che facciamo il mercato, dite di no!? Ne siete certi? In tal caso non servirebbe il marketing, non vi pare…

Continuiamo a voler negare, la forza del "voto del nostro portafoglio”, che ciechi che siamo…l'unione sta anche e soprattutto qui…
Il consumo critico, non è una moda, una tendenza…un modo di apparire, è un modo di fare consapevole e direzionato…
In ogni ambito si tratta di una scelta…di più scelte, che si trasformano in concrete azioni…per troppo tempo e troppo spesso, sottovalutate.

Si maat, nulla da eccepire, sono ben consapevole di ciò che scrivi, non vorrei passare per la “paladina, cieca e incondizionata, del biologico a tutti i costi”, non sia mai…
ma di ciò che concretamente ha prodotto, faticosamente e onestamente, questo si…
sono sempre pronta alla condivisione…ed ho una lunga lista di esperienze in essere, attive da anni nel settore a testimoniarlo…nulla di semplice, di poetico o bucolico…scelte coraggiose, che parlano da sé…
poi il “marcio”, le “bufale” caro maat, sono ovunque…ed è qui che rientra l'importanza del nostro ruolo di consumatori e fruitori…critici e consapevoli….che pochi sembrano voler vedere…
non a caso scrivo:

denunciare sempre a gran voce ciò che non funziona, sia nel mercato che c'è, con il quale siamo tanto ansiosi di confrontarci, sia in ciò che di alternativo nascerà, se nascerà…e non funzionerà, o se per qualche motivo si "inquinerà".per non abbandonare mai quella estenuante, fondamentale  ricerca di qualcosa di diverso, migliore

Quante volte il Capitano ha scritto:”Un sistema non da sostituire ma da integrare certamente si!”…

Buona navigazione cari Compagni di Viaggio
continuamo la discussione a Modena, se ci siete, e se Vi va.

Scritto il 18 ottobre 2010 at 18:52

Si cara Valentina,

avremo modo a Modena di discutere di questo ed altri
argomenti con persone piacevoli come Te e tantissimi altri compagni di
viaggio che ho avuto il piacere di incontrare in quel di Trento e di Assisi
ed con  altri che ne conosceremo alla presentazione del libro di Andrea.

Cara Valentina nei miei post ho fatto riferimento alle mio origini " campagnole" perchè quel mondo ed ambiente mi è rimasto ancora
dentro, e quando parlo di mercato mi riferisco proprio alle iniquità
che nella filera che va dalla produzione al consumo si evidenziano, come ricarico spropositato ai rischi di settore.

Come il nostro amico siciliano ci ricorda" il peso politico dei pochi
produttori è nullo, anche se lavora e produce pert tutti" ed è di questi
problemi che la BUONA POLITICA  si dovrebbe anche occupare, e quando parlo di politica la intendo "come cosa di tutti", non quella dei partiti che ormai come dicevo sono divenute delle SpA

Un abbraccio  a Valentina ed a tutti i marinai di questo maestoso veliero,…..continueremo la discussione  a Modena

utente anonimo
Scritto il 18 ottobre 2010 at 20:15

"La vertigine della possibilità…"

La possibilità di tutto e insieme  di nulla…
L'angoscia è la vertigine della libertà,
cioè il sentimento che si prova guardando giù,
in quel vuoto che è costituito
dalle infiite possibilità di scelta che costituiscono la nostra libertà".
(Kierkegaard, Esistenza e Possibilità)

Un grande abbraccio, a presto…a presto…

Valentina

p.s forte Capitano, l'organigramma aziendale…hihihi..un pò gelido hihihi

Scritto il 19 ottobre 2010 at 07:01

vero Valentina…..
Borges diceva ,…Chi ha scorto l'universo nn può pensare a un solo uomo, che son io….
tu l'hai visto l'universo !!!…
io spero di vederlo

utente anonimo
Scritto il 19 ottobre 2010 at 12:26

Bellisima la frase di Borges, che non conoscevo, grazie!
L'ho stampata e la conserverò con altre sue frasi, a me care…

"soffro di una leggera miopia, percepisco contorni e reltà spesso sfoscate….mi basterebbe vedere bene e chiaramente dove metto i piedi"…HihIhi

 .."Ciò che un uomo fa, è come se lo facessero tutti gli uomini. Forse Schopenhauer ha ragione: io sono gli altri, qualsiasi uomo è tutti gli uomini. Pensare significa dimenticare differenze, significa generalizzare, astrarre.( Borges, Finzioni)

Ti restano i giorni e le notti, il senno, le abitudini, il mondo. Intanto, non sono sicuro d’aver scritto sempre la verità. Sospetto che nel mio racconto ci siano falsi ricordi…io stesso, in questa dichiarazione frettolosa, ho falsificato qualche splendore, qualche atrocità. Lascio ai vari futuri (non a tutti) il mio giardino dai sentieri che si biforcano

 

Forse le storie che ho narrato sono una sola storia. Il diritto e il rovescio di questa medaglia sono, per Dio, uguali. Nel sogno dell’uomo che sognava, colui che era sognato si svegliò.
Fuori mi aspettavano altri sogni.

(Borges, estratti  da :Il libro di sabbia, L'Aleph,Finzioni)

In fondo tutto è già stato scritto…mamma mia quanti pensieri "fossilizzati"!?vero…mamma mia…

Buona navigazione
Valentina

Scritto il 21 ottobre 2010 at 13:15

mi sembra un'ottima idea ed un'opportunità da vagliare attentamente … se ci fosse un'opportunità del genere dalle mie parti (Vicenza) la valuterei seriamente.
Grazie Capitano 
Sergio

Anonimo
Scritto il 21 maggio 2011 at 05:48

MADRE TERRA…a TUTTO RISPETTO IL 12 e 13 GIUGNO…

 Fate girare:

http://www.ecolcity.it/cms/referendum-acqua-e-nucleare-12-13-giugno
 

Blu gold: le guerre dell'acqua
http://www.youtube.com/watch?v=-RqO2zoQPlw

 

Bolivia: cosa succede a privatizzare l'acqua
http://www.youtube.com/watch?v=TLHtZMpGSXI
 

Chernobyl: la vera faccia del nucleare. (No al nucleare in Italia)
http://www.youtube.com/watch?v=CTX-1s7uQ1Q
 

Anonimo
Scritto il 21 maggio 2011 at 05:48

MADRE TERRA…a TUTTO RISPETTO IL 12 e 13 GIUGNO…

 Fate girare:

http://www.ecolcity.it/cms/referendum-acqua-e-nucleare-12-13-giugno
 

Blu gold: le guerre dell'acqua
http://www.youtube.com/watch?v=-RqO2zoQPlw

 

Bolivia: cosa succede a privatizzare l'acqua
http://www.youtube.com/watch?v=TLHtZMpGSXI
 

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