LA RECESSIONE CONTINUA!

Scritto il alle 06:33 da icebergfinanza

Mentre nel paese delle meraviglie contabili i notabili del National Bureau Economics Research sanciscono la fine ufficiale della recessione, l’economia reale, tra l’indifferenza generale continua a subire un’autentica depressione umana.

Come dice David Rosenberg, vi sono molti modi per osservare una recessione, dipende se si tratta di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Se c’è qualcosa in cui credo fermamente dopo questa lungo viaggio attraverso la tempesta perfetta, è che abbiamo assolutamente bisogno di comprendere la natura antropologica di questa crisi. Non importa se attraverso una leggenda o una favola, attraverso la psicologia o la filosofia, la storia o l’antropologia pura, ma chi si sforza solo di proporre dimensioni scientifiche o normative, provoca in me infinita tenerezza.

Come abbiamo visto dal punto di vista empirico, le conseguenze di questa crisi ci accompagneranno per molto più tempo di quello che siamo in grado di comprendere o accettare.

Nella parte finale del mio libro, vedremo insieme come sia possibile andare oltre la dimensione di breve termine di un pensiero che fa fatica ad innovare. La nostra stella polare è stata la STORIA e sempre lo sarà sino alla fine!

Come scrive Robert Shiller, grande interprete della finanza e dell’economia comportamentale, riportato dal Sole24Ore… 

La teoria economica non è sufficientemente sviluppata per predire i maggiori punti di svolta attraverso principi generali o modelli matematici. Dobbiamo quindi affondare le nostre indagini nella storia. La storia potrebbe essere una scienza sociale debole, ma va esaminata, considerando anche tempi molto lontani, se vogliamo comprendere le importanti crisi del passato. Inoltre, dobbiamo osservare il mondo intero. La maggior parte degli economisti studia la storia recente del proprio paese, il che è molto semplice da fare, e gli esiti risultano superficialmente importanti per la maggior parte dei propri connazionali. Ma le principali crisi finanziarie sono difficili da interpretare attraverso gli standard di un singolo paese, e dobbiamo considerare tutta la storia per ottenere informazioni sufficienti sul manifestarsi di tali crisi.

Robert riporta il pensiero e le analisi di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, economisti ed analisti che hanno vivisezionato attraverso venti anni di ricerca ogni granellino di storia, studiando dinamiche dal punto di vista empirico.

(…) La ricerca condotta dai Reinhart e da Rogoff è un ampliamento e una generalizzazione del pensiero economico informale di molte persone che spesso paragona il presente ai principali eventi del passato. Dall’insorgere della crisi nel 2007, sono in molti a chiedersi se la Grande Depressione, che è seguita al crollo dei mercati finanziari del 1929 e al fallimento di molte banche all’inizio degli anni ’30, sia paragonabile all’odierna situazione. Il fatto inquietante della Grande Depressione è che risultò grave, globale e durò oltre un decennio – e seguì al collasso di un boom azionario e immobiliare, più o meno quello che è successo prima dell’attuale crisi.

Può la storia aiutarci ad interpretare il futuro, sono le evidenze empiriche prove inconfutabili degli accadimenti futuri?

(…) Sembra esserci il germe di una nuova teoria economica nel lavoro dei Reinhart e di Rogoff, ma resta ancora poco chiara. Sembra avere una componente economico-comportamentale, dato che la sindrome del tipo questa volta è diverso sembra psicologica piuttosto che razionale, ma non è ancora una teoria così precisa da poter essere presa in considerazione per fare previsioni certe.

Eppure chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo anche se con diverse sfumature. Shiller sottolinea che questa volta potrebbe essere diverso perchè oggi la politica diffida della finanza, ci mette in guardia dalle bolle e cerca di produrre normative e leggi che attenuino i rischi, anche ….se qualsiasi speranza sul fatto che i postumi dell’odierna crisi si rivelino migliori è ancora nella categoria pensieri, teorie e sogni, e non scienza.

No cari compagni di viaggio la politica sta solo cercando di posticipare l’inevitabile, diluendo le responsabilità umane e contabili, cercando di prendere tempo in attesa di un qualcosa che difficilmente arriverà perchè quando vi sono di mezzo interessi economici e sovranazionali. Ci si illude di aver sconfitto il germe del nazionalismo, del protezionismo, questa volta è diverso abbiamo compreso la lezione della crisi.

Invece si lascia la massima soggettività contabile, si diluisce Basilea 3 all’infinito, si cerca di non danneggiare nessuno maneggiando l’atomica dei derivati facendo finta di disinnercarla, si formulano analisi di sostenibilità e patrimonialità soggettive si diluisce di altri due mesi la TAC sul sistema finanziario greco oggi e irlandese o tedesco domani.

Cosa mai ci racconteranno domani Babbo Bernanke o Mamma Trichet che già non sappiamo, quale favola prima di andare a dormire sereni, sognando banconote che piovono dal cielo. 

Una sorpresa c’è già…. la Federal Reserve is prepared to provide additional accommodation if needed to support the economic recovery and to return inflation, over time, to levels consistent with its mandate."

Un periodo prolungato di tassi a zero, alto tasso di disoccupazione, ldatori di lavoro riluttanti ad assumere, investimenti deboli, redditi anemici, depressione immobiliare persistente e credito rarefato, oltre ad una ripresa modesta… ma soprattutto la volontà di riportare l’inflazione a livelli compatibili con il mandato ricevuto.

Si legge inoltre che secondo il FOMC, l’inflazione è attualmente ad un livello inferiore rispetto a quello che viene giudicato coerente con il mandato a promuovere la stabilità dei prezzi e la piena occupazione. Con ogni probabilità ( io ci aggiungo con tutte le probabilità…) l’inflazione sempre secondo la Fed è destinata a restare sotto controllo ancora per qualche tempo (….molto ) prima di assistere ad una ripresa che sia in linea con il mandato della banca centrale americana.

Questa è l’ammissione ufficiale mascherata degli evidenti rischi di DEFLAZIONE… soprattutto non appena sarà palese il rischio e l’evidenza di una nuova recessione o meglio ancora il fatto che questa depressione non si è affatto conclusa.

Comunque sia il quantitative easing non riuscirà a produrre alcuna fiammata inflativa in una epocale dinamica di deleveraging e nel bel mezzo della più grande recessione umana, del lavoro dagli anni trenta, contornata da un eccesso di capacità produttiva evidente.

Per i motivi che ho ampiamente condiviso in questi anni e questi mesi, l’inflazione resterà almeno sino alla metà di questo decennio, un ectoplasma riconducibile solamente ai cartelli ed ai monopoli che sequestrano le democrazie e le classi medie occidentali, riconducibile alla speculazione sulle materie prime abbondantemente foraggiata dalle banche centrali.

Eppure anime che hanno il coraggio della consapevolezza ve se sono sempre meno in giro, abbi il coraggio di conoscere, abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza diceva un "illuminato" Immanuel Kant.

Continueremo ad analizzare con serietà l’orizzonte di questa crisi, non abbiamo che la storia e la sua evidenza empirica in un mondo nel quale uomini bambini vivono emozioni effimere che durano lo spazio di un istante.

Sembra di essere tornati ai bei tempi quando l’eco ufficiale produceva economie e sistemi finanziari fondamentalmente solidi escludendo qualsiasi possibilità di una recessione, mentre un veliero fantasma navigava controvento…….

AVVISO AI NAVIGANTI!

Come precedentemente preannunciato, la data definitiva dell’incontro per la presentazione del mio libro e Vostro libro…

" Icebergfinanza: viaggio attraverso la tempesta perfetta "

è 

 SABATO 6 NOVEMBRE a MODENA

…con modalità e orari  ancora da definire  in base alla partecipazione.  Chiunque fosse interessato all’incontro di novembre e ha piacere di ricevere in anteprima il libro direttamente  possono inviare una mail al seguente indirizzo …

[email protected]

….segnalando nome e cognome, quante persone intendono partecipare ed eventualmente le copie del libro che si intende prenotare. Non appena possibile entro la fine della settimana,  riceverà tutte le informazioni relative al luogo e all’ora dell’incontro, oltre alle possibilità di pernottamento e cena.

Arrivederci a presto! Andrea

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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36 commenti Commenta
Scritto il 22 settembre 2010 at 07:26

nel mio commento precedente chiedevo al Capitano da quanto tempo non andava al supermercato a fare spesa.non è amore di polemica, ma l'osservazione che i prezzi dei beni di largo e comune consumo stanno lievitando.difficilmente si innescherà la famosa spirale prezzi/salari, proprio per l'elevata disoccupazione e sottooccupazione che smorza, anzi zittisce ogni richiesta o tentativo di riportare i salari al loro potere d'acquisto.in compenso chi controlla le proprie entrate/redditi, non esita a dare un colpetto all'insù alle proprie tariffe/ricarichi.questo forse non porterà all'inflazione, almeno secondo cosa intendono alcune scuole, ma sicuramente ad un peggioramento delle condizioni economiche di chi già si trova in difficoltà o chi rischia di perdere lavoro e reddito.è un gioco asl massacro sociale, nel quale si tende a ricacciare in un limbo isolato e sigillato quel 15-20% di forza lavoro in eccedenza, peggiorando ed esaltando quella forbice già paurosamente ampia dei redditi tra chi può e chi è precipitato ( o sta per precipitare ) nell'indigenza.stiamo per entrare nella fase della carità per la sopravvivenza , dopo aver avuto una breve stagione dei diritti.questa è la fotografia di quanto sta accadendo, e non solo in italia dove si allungano le code davanti alle associazioni che offrono un pasto caldo o anche solo pane e qualche frutto, ma se pensiamo agli USA dove un cittadino su 7 mangia grazie ai food stamp (che hanno un valore ridicolo, proprio da sopravvivenza), non capisco più cosa trattenga tanti individui dal ribellarsi a questo obbrobrio di società dello sfruttamento.ma, credo, i tempi maturano, l'incapacità e la corruzione dei governanti non riesce ad avviare quell'unica vera soluzione consistente nel combattere a fondo i grandi patrimoni e i grandi redditi.speriamo di non dover arrivare alle ghigliottine, perchè allora spazi di umanità e comprensione non ce ne saranno più, ma in compenso troppe persone saranno disposte a farsi irretire da demagoghi populisti, che spingeranno gli ingenui a combattere una casta per porre se stessi al loro posto.ricordiamoci come la rivoluzione francese sfociò in un nuovo impero, con tanto di imperatore e corte al seguito.

Scritto il 22 settembre 2010 at 07:53

Andrea … Non si tratta di polemica o meno , lo sappiamo tutti come funziona eppure ci mettiamo del nostro ad aiutare la dinamica comprando a qualsiasi prezzo e spesso e volentieri rinunciando a nulla enon sto parlando di coloro che debbono sopravvivere…….

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2010 at 08:04

difficile parlare di tendenza al ribasso dei prezzi,infatti si riesce a spendere un sacco di soldi pur stando attenti .di conseguenza prevedo anch'io un rialzo dei prezzi di certi prodotti con un'economia stagnante: in sostanza si dovrà spendere sempre di più con lavoro che non c'è e con impossibilità di incassare dei soldi.questo è il riflesso di tutto il debito che lo stato ha di come spende male di come ci siano un sacco di persone da pagare senza che facciano bene il loro lavoro ad esempio, anzi chi lo fa peggio viene promosso.tendenza a spendere sempre meno con aumento della disoccupazione conseguente e prezzi che nonostante tutto salgono ( anche perchè anche se i prezzi non salissero con evidenza il fatto che non hai più soldi da incassare è come se i prezzi per te salissero divenendo insostenibili)i prodotti a basso costo esteri sono un'illusione che prima o poi finirà.idem per l'investimento in oro che potrà essere confiscato etc etc.non so cosa dire si salvi chi può in questa babele!attendo vostre riflessioni

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2010 at 08:26

…Dall’insorgere della crisi nel 2007, sono in molti a chiedersi se la Grande Depressione, che è seguita al crollo dei mercati finanziari del 1929 e al fallimento di molte banche all’inizio degli anni ’30, sia paragonabile all’odierna situazione. Il fatto inquietante della Grande Depressione è che risultò grave, globale e durò oltre un decennio…Non ho grande cultura riguardo a storia economica, ma vorrei sottolineare ed aggiungere una cosa Andrea e cioè che a seguito delle due più grandi Depressioni Economiche della storia come quella del 1887 e quella del 1929, a distanza di 2 decenni e poco più per la prima ed ad un decennio per la seconda la più brutta delle cose si è materializzata puntualmente: Una Guerra Mondiale!Quella del '13-'18 e quella del '39-'45.Da ignorante mi chiedo, ma tali guerre possono essere state il risultato di una reazione ad un drastico impoverimento del tenore di vita dell'uomo che le crisi hanno portato con se? E se fosse così, visto che la storia non si ripete ma si diverte a fare la rima, questa crisi partita nel 2007 e materializzatasi agl'occhi di tutti con il crollo delle borse nell'ottobre 2008, avrebbe i requisiti per nuovo "disastro mondiale"? La mia sensazione è che a questa crisi non le manca nulla, anzi, di requisiti ce ne sono più del necessario quindi mi auguro che il cambio di direzione da parte di chi tiene le redini avvenga quanto prima nel nome della Pace.SalutiGianni da Milano

Scritto il 22 settembre 2010 at 08:35

concordo, Capitano, e la mia descrizione non vuole esentarmi dalle mie responsabilità in questo "gioco al massacro".sono perfettamente consapevole che, nel mio piccolo partecipo anch'io a questo gioco, non rinunciando, almeno finchè mi è possibile, alle mie piccole comodità ed al mio piccolo benessere.forse la differnza tra me e la moltitudine delle persone è che io mi rendo conto di tutto questo, e cerco di limitare i miei "vizi" , mentre la maggior parte della gente se ne rende conto solo quando ci precipita dentro.questo comunque non toglie che la strada, salvo accadimenti eccezionali, è quella descritta.a proposito, tra le tante definizioni di inflazione, qual'è che tu preferisci o almeno consideri più valida?1) aumento della massa monetaria senza se e senza ma (austriaci)2) aumento della massa monetaria destinata all'acquisto dei beni di largo e comune consumo (mia)3) aumento dei prezzi e perdita di valore del denaro4) spirale prezzi/salari (rendite)5) sensazione diffusa di perdita di valore del denaro (non necessariamente confermata da dati oggettivi)….altre ed eventuali,tenendo presente che questi fenomeni sono spesso legati gli uni agli altri, anche se il loro manifestarsi è scaglionato nel tempo

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2010 at 11:12

"non è amore di polemica, ma l'osservazione che i prezzi dei beni di largo e comune consumo stanno lievitando."Sinceramente andremensa… io non ho questa percezioneVado a fare la spesa, faccio la benzina, vado a lavorare. Non ho la percezione che i prezzi crescano.Mi raccomando… non confondermi… non che io credi all'ISTATCredo a quello che vedo e io vedo prezzi fermiCredo e spero che anche tu non ti faccia condizionare dai luoghi comuni quando affermi queste cose.Comunque se vuoi parliamone. Però dettagliamo. Cosa precisamente ti sei reso conto che è cresciuto ad esempio in questo ultimo anno?kelcri

Scritto il 22 settembre 2010 at 13:03

@ kelcriio avevo portato due esempi concreti, carne e parmigiano aumentati del 10% il primo e dell'8% il secondo.oggi sono stato all'iper ed ho trovato la pasta, quella marca iper con un buon +5% ed offerte per più di 100 prodotti , sottocosto.ma ad esempio le crocchette friskas da 4 kg (io ho 5 gatti e un cane) erano in offerta a 5,30, ma il prezzo pieno era passato da 7,80 a 8,60, per cui, finitqa l'offerta…… quindi ho fatto abbondante scorta.io mi riferisco all'IPER di busnago (mi) dove vado normalmente e conosco abbastanza i prezzi.quindi, non so se tali aumenti sono generalizzati (per il parmigiano sicuramente si, anche per il "manzo piemontese"), o se sono solo un regalo locale.finora  hanno sempre seguito l'onda…[email protected] gianni da milano.dato che io seguo finanza ed economia, ma con una visione molto di insieme geopolitico, quanto temo, e sicuramente le avvisaglie cisono, che i paesi asiatici tendano a svincolarsi dal dollaro.a promuovere questo "sganciamento" sicuramente è la cina, ma pure l'india, la corea del sud, l'indonesia, ecc… si stanno unendo per usare le loro monete anche negli interscambi.la parte del leone la fa la cina, che insieme a russia e brasile (bric) ha già ripetutamente annunciato un suo alleggerimento delle riserve in dollari a favore di altre monete tra cui l'euro e lo yen.il giappone è ancora molto legato agli S.U. sia politicamente che economicamente ma anche militarmente, per cui , nelle sue scelte è ancora molto soggetto agli USA.lo sganciamento dal dollaro dei paesi asiatici, e quindi dall'ingerenza sia del fondo monetario, ma soprattutto degli USA, sta "liberando" e rendendo sempre più propensi all'indipendenza dagli USA i paesi arabi del medio oriente.la Turchia, facente partedella nato , ma trattata sempre sia da SU che dall'europa, come il parente povero e non gradito, ha deciso di giocare un ruolo più indipendente, avvicinandosi al BRIC (brasile russia india e cina) esoprattutto all'iran.l'Iran è la grande incognita e potrebbe essere la miccia che fa saltare gli equilibri.la sua propensione verso il nucleare ( e non vedo perchè non dovrebbe costruirsi la bomba, visto quanti ce l'hanno, compreso israele), e le paure di israele, proprio del fatto che potrebbe trovarsi difronte a qualcuno che limita la sua arroganza e onnipotenza nell'area, potrebbero spingere quest'ultimo a bombardamenti dei siti atomici iraniani.l'appuntamento è per fine dicembre, data in cui dovrebbero scadere i termini concessi all'iran per permettere ispezioni sul suo nucleare.Israele ha già chiesto i permessi di sorvolo per i suoi caccia sia all'arabia saudita che all'irak, ottenendo i via libera.sta facendo esercitazioni di volo su distanze compatibili con eventuali bombardamenti dei siti atomici iraniani.quindi sta dando tutti i segnali possibili di una volontà di attaccare e bombardare le installazioni atomiche iraniane.sulla base di quale diritto internazionale non si sa, tranne che per la sua arroganza e sicura protezione degli USA.ora, o Armadineajad sta bluffando alla grande, o russia e cina gli hanno già fornito in gran segreto abbondanti quantitativi di missili terra-aria, capaci di dare una solenne batosta all'aviazione israeliana come tentasse un attacco.sarebbe la fine del dominio militare USA, senza che sia coinvolto direttamente, ela dimostrazione evidente ch el'aviazione americana non è più l'arma assoluta di dominio, cosa che è stato tentato di dimostrare prima in serbia, e in irak e afghanistan.peccato ch ein questi ultimi due casi hanno dovuto procedere SUCCESSIVAMENTE con una invasione, e su tterra sono molto meno efficaci che dall'aria.questo è quanto si può dedurre oggi, ed è ovvio ch eprima di perdere la supremazia militare, prima di perdere la supremazia economica e soprattutto la funzione internazionale del dollaro ( con la quale si sono arericchiti da 60 anni a questa parte) gli USA tenteranno di tutto, compresa una guerra.

Scritto il 22 settembre 2010 at 13:14

Analizzare le dinamiche dei prezzi è estremamente complesso.Per alcuni prodotti si può fare una anlisi di medio lungo periodo in quanto il prodotto è sostanzialmente sempre lo stesso. Ma anche in questi casi le tecnologie di produzione variano e quindi influenzano il costo alla produzione e quindi i prezzi.Poi ci sono le politiche commerciali della grande distribuzione, la presenza di incentivi, la facilità di accesso al credito…E' difficile sapere se enti come l'ISTAT sono sufficientemente indipendenti da fornire dati oggettivi e non adattati alle richieste della politica , certamente analizzano una mole di dati enorme su algoritmi di calcolo complessi. Se in mezzo a tutto questo riescono a generare un dato che è al contempo aggiustato e consistente allora sono molto bravi.Detto questo la definizione di inflazione in un sistema monetario a corso legale (Fiat Money) non è univoca, e la stabilità è o dovrebbe essere garantita dalle banche centrali che ne controllano l'emissione in tutte le sue forme, di cui quella fisica è di gran lunga quella meno importante.Di fatto dobbiamo distinguere tra inflazione della moneta e svalutazione. Le due cose sono correlate ma non in modo diretto e funzionale.Per l'inflazione può andare bene la definizione della scuola Austriaca corretta per il valore del PIL sottostanteLa svalutazione della moneta è correlata ai prezzi correnti di un bene espressi in una determinata valuta.L'inflazione può essere un fenomeno globale che coinvolge tutte le monete, la svalutazione è normalmente un fenomeno legato ad una specifica moneta in relazione alle altre.

Scritto il 22 settembre 2010 at 15:35

@ il cuculo69dici:"L'inflazione può essere un fenomeno globale che coinvolge tutte le monete, la svalutazione è normalmente un fenomeno legato ad una specifica moneta in relazione alle altre."non sono d'accordo.il senso del denaro è consentire e facilitare gli scambi.il valore di una moneta è il suo rapporto con il valore dei beni e servizi.dato che il denaro ha anche come funzione quella di riserva di valore, essa è tanto più"perfetta" quanto più mantiene inalterato il suo valore nel tempo rispetto al valore dei beni e dei servizi, ovviamente a parità di beni e servizi.la svalutazione, quindi perdita di valore, è riferita innanzitutto verso i beni e i servizi.comparativamente può mantenere un cambio stabile verso altre monete e svalutarsi, ovviamente a patto che anche le altre monete con cui si compara si svalutino nello stesso modo.quando una moneta si svaluta, per permettere la stessa quantità di scambi, alla stessa velocità di circolazione, occorre più denaro.ora i due fenomeni, svalutazione e aumento di denaro circolante, sono normalmente l'uno conseguenza dell'altro, ma non necessariamente avviene prima l'uno o prima l'altro.ecco allora il perchè della mia definizione.dato che la perdita di valore del denaro è prima di tutto una sensazione condivisa dalle persone, le quali cercano di recuperare il loro potere d'acquisto aumentando la quantità di denaro a loro disposizione (aumento delle tariffe, dei salari, dei ricarichi sulle merci, del costo delle prestazioni, ecc….) e tale percezione se la fanno essenzialmente sui beni di largo e comune consumo  (darà più la sensazione di svalutazione un aumento del 5% del pane che non del 20% delle barche da diporto, o delle ferrari) o con forte impatto sulla generalità dei beni , come i carburanti che impattano sulla totalità dei beni che  vengono praticamente tutti trasportati, o sull'energia elettrica, necessaria a tutte le produzioni, tale percezione causa a sua volta una maggiore richiesta di denaro.vero è anche che una maggiore disponibilità di denaro disponibile per l'acquisto di tali beni, ne causa l'aumento di prezzo.(legge della domanda e dell'offerta).ecco quindi che un aumento di liquidità circolante se intercettata solo da alcune categorie che la destinano al risparmio o a certi investimenti specifici, non provocano aumenti di prezzi, perchè la quantità di denaro disponibile per tali acquisti , non cambia.cambia invece la disponibilità su quegli investimenti che provoca così le "bolle" ovvero aumenti di prezzo e quindi valore di quei beni specifici (dot.com, immobiliare, borsa, ecc…).anche il risparmio ha un impatto togliendo , almeno provvisoriamente dalla circolazione ( e dagli acquisti) una quantità di denaro, che però può esser riversata poi sul mercato dei beni e servizi, al verificarsi di eventi che consiglino ai risparmiatori di convertire i loro risparmi in merci.quindi se il risparmio ha valenza deflattiva, o almeno tende a mantenere inalteratoil valore del denaro in presenza di aumento di liquidità (proprio perchè tale aumento non finisce sul mercato dei beni) l'operazione opposta, quindi lo spendere il risparmio, ha valenza inflattiva, perchè tende ad aumentare il circolante, senza ch eci sia un corrispondente aumento dei beni.scusa se sono stato forse eccessivamente sintetico, ed ho omesso molte altre variabili, ma l'ho fatto per rendere decentemente corto il discorso includendo solo i punti salienti..

Scritto il 22 settembre 2010 at 16:00

@ il cuculo69una precisazione teorica.mentre apprezzo molto il lavoro e la teoria degli "austriaci" e mi sento fondamentalmente d'accordo con essa su quasi tutto, non sono d'accordo sulla loro visione monetaria e soprattutto sul concetto di valore.per me il "valore" è il concetto attorno cui ruota tutto il sistema economico finanziario, e, benchè sia una grandezza variabile e personale, è la grandezza che impariamo a conoscere per prima.il valore del seno materno lo percepisce il neonato nei primi giorni di vita, quando ha fame.ovvio che è una grandezza condivisibile solo approssimativamente tra diverse persone, essendo appunto personale.così lo definisco:Valore = attributo personale relativo ad un bene in un certo ambiente, che ne misura la desiderabilità.e quando parlo di ambiente parlo di tempo, luogo, e condizione della persona.è quindi poi, il confronto dell'attribuzione di valore allo stesso bene da parte di diverse persone, che provoca tutto quanto riguarda l'economia.resta comunque un discorso molto più lungo e complesso, ma questo solo per dirti che tra le diverse "scuole" quella austriaca è quella ch emi piace di più.

Scritto il 22 settembre 2010 at 16:24

Salve sono [email protected] autore di http://cwtrading.blogspot.com/ e vorrei farti i complimenti per il lavoro che stai svolgendo, i miei migliori auguri per il tuo libro in uscita, saluti

Scritto il 22 settembre 2010 at 16:30

LA LEVA DI BERNANKE e IL GRANDE EQUIVOCOVedo che molti, tra cui lo stesso Andrea, sono orientati a vedere una recessione con deflazione, magari stile Giappone anni '90.  In quanto neanche il dichiarato e massiccio quantitative-easing praticato dalle banche centrali avrebbe  convito i consumatori a chiedere crediti e fare acquisti  (citando la famosa frase del cammello che anche se portato alla fonte, se si rifiuta di bere, c'è poco da fare).Ma autorevoli osservatori hanno fatto notare che della massa di liquidità immessa dalle banche centrali, neanche una monetina è andata alle imprese e ai privati, che oggi hanno difficoltà enormi a finanziarsi!Allora lasciate che cerchi di spiegare approssimativamente cosa è successo:1) Semplicemente, le grosse banche hanno venduto i loro titoli tossici (a prezzo pieno)  alle Banche Centrali.2) Poi le stesse banche con i soldi della vendita, hanno acquistato con quel denaro titoli pubblici, che nel frattempo erano stati immessi per finanziare l'operazione.3) Se molte grosse banche hanno dovuto chiedere ulteriori prestiti alle banche centrali, significa che hanno avuto passività originate da operazioni non cartolizzabili ( speculazioni su azioni, derivati ecc.), quindi perdite secche, non occultabile tramite artifici.Quindi quando parliamo di Bernanke Helicopter , stiamo osservando in modo molto distorto la realtà!In questo momento Bernanke dato che non può mettere mano ai tassi di sconto (alzandoli aggraverebbe la crisi del sistema bancario), sta operando una stretta finanziaria attraverso le banche,che stanno  limitando fortemente i finanziamenti alle imprese e ai privati.Nella crisi del 29' vi fu un aumento del tasso di sconto, con l'intento di far rientrare la bolla speculativa, ma questo  non fece altro che aggravare la crisi. Ma allora fu visto come l'unico mezzo per evitare un effetto "Repubblica di Weimar"!Bernanke oggi  sta percorrendo una strategia che da un lato socializza le perdite delle banche, finanziandole dove occorre. Dall'altro sta cercando di assorbire la bolla speculativa creata dal'immobiliare, assorbendo liquidità dal "mercato reale" usando le banche private. Questo è in atto da almeno due anni!L'operazione messa in atto dalle banche centrali è senza dubbio immorale, ma qui le considerazioni morali non hanno spazio.Vige la legge della conservazione delle "mani forti", del resto non puoi abbattere o cambiare un "sistema" se non hai già un altro modello socio-economico con cui sostituirlo!!E' abbastanza ragionevole parlare di economia in coma farmacologico, ma è del tutto inopportuno pensare a scenari recessivi o deflattivi a lungo termine.La deflazione e la recessione globale a lungo termine significa "il nulla" in quanto l'economia e tutto il sistema economico-politico-sociale rischierebbe di implodere su se stesso, con conseguenze catastrofiche.Oggi nessuno è in grado di dire cosa succederà nel terzo o quarto trimestre di quest'anno, tanto meno quello che succederà fra uno o due anni, stiamo navigando in acque completamente sconosciute.E alquanto ragionevole pensare che se dovessero saltare una o due economie comprese fra i primi venti paesi industrializzati, l'effetto domino sarà implacabile.Ma è altrettanto ovvio che in virtù del meccanismo(criminale) messo  in atto dalle centrali,  le grosse banche private si dovrebbero riprendere nell'arco di 5 o 7 anni al massimo.Altro che nuova moralizzazione…… nel '29 l'azione della FED e di tutte le Banche centrali fu molto più trasparente e coerente!

utente anonimo
Scritto il 22 settembre 2010 at 17:03

@ il compassoc'è la bella storiella del paese dei polli.in un paese ipotetico tutti lavorano e guadagnano e possono permettersi un pollo a famiglia ogni giorno.uno degli abitanti, abile affabulatore, riesce a convincere tutti gli altri a cedergli parte dei loro guadagni, e così si trovano a poter consumare solo più mezzo pollo al giorno a famiglia.se è vero che la ricchezza prodotta è restata inalterata, solo che metà ora finisce nelle tasche di quell'unico "ricco" è anche vero che lui non riesce a mangiare tutti i mezzi polli che non possono più permettersi gli altri, quindi , anche il produttore dei polli entra in crisi.cosa si ricava da questa storiella ?che se l'impoverimento della maggior parte della popolazione, finisce con il limitare gli acquisti, o emerge un altro mercato in cui scaricare la produzione, o si innesca una spirale discendente in cui produzione, vendita, redditi, si limitano a vicenda.questo fenomeno non è mai immediato, perchè le persone, prima di prendere atto di una diminuzione del loro tenore di vita, ricorrono ai risparmi, poi ai prestiti, e infine si adattano, molto riluttanti allee nuove realtà.io credo che, dopo 2 anni di crisi, ci troviamo in questa fase, in cui il pessimismo si diffonde come conseguenza dei licenziamenti, casse integrazione, ecc…per bere, il cammello, deve avere sete, e soprattutto non avere paura che l'acqua sia avvelenata.finchè tutto l'insieme di produzione/consumo, non avrà trovato un nuovo equilibrio, ben difficilmente il cammello ricomincerà a bere, almeno i cammelli che sono restati vivi.un peso troppo grande aveva assunto l'immobiliare in paesi con crescita della popolazione praticamente nulla, troppa ricchezza concentrata in troppe poche mani, per riaprire i mercati interni.hai ragione a sostenere ch ele banche sono piene di soldi, ma i mercati stanno asfissiando, ma è l'effetto congiunto di due fattori:il pubblico tende piuttosto a rimborsare i debiti, uscendo dall'orgia del consumo facile, soprattutto quando in famiglia si cominciano a contare disoccupati e quindi mancanza o calo di entrate.le aziende, già in crisi di sovraproduzione non investono ovviamente in nuovi impianti, e quelle ch echiedono soldi è per cercare di sopravvivere alla crisi sperando in una ripresa effettiva, ma a tali condizioni sarebbero prestiti di infima categoria, destinati per la maggior parte a diventare perdite. chi chiede in tai condizioni non ha i requisitoi di solvibilità richiesti (oltretutto aumentati dopo le batoste prese dalle banche).quindi restituzione diprestiti + mancata concessione di nuovi = diminuzione del circolante = deflazione.

Scritto il 22 settembre 2010 at 17:09

Ripresa durevole: parola di chi pronostico' la fine della recessione

Il nome Thomas Lam a Wall Street viene associato alle previsioni fatte 16 mesi fa, quando l'analista ci vide giusto. Sotto il 20% le possibilita' di un altro scivolone nei prossimi anni. L'unico rischio: il protrarsi di una "non ripresa".http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1008236 scusate cosa sarebbe la "Non Ripresa" ?

Scritto il 22 settembre 2010 at 18:27

La non ripresa e’ un po’ come la non crisi che vi e’ stata in questi anni… e’ affascinante notare quante anime illuminate avevano previsto questo o quello che non era accaduto col senno di poi…. Andrea

Scritto il 22 settembre 2010 at 19:03

Caro andreamensa le banche stanno attuando la stretta monetaria da due anni perchè è quello che gli è stato imposto. Per le grosse banche le attività di prestito alle imprese e ai consumatori sono attività rognose, i lor signori i soldi li fanno con la speculazione.In un momento in cui il destino delle grandi banche è appeso ad un filo alla cui estremità alta ci sono le mani delle banche centrali, non credi che se si volesse applicare una politica economica di espansione monetaria, basterebbe un attimo perché si dia ordine di allentare i cordoni della borsa!La pura è semplice verità è che in questo momento è meglio anestetizzare l'economia in attesa di tempi migliori.Prova ad entrare in una banca e a chiedere un mutuo o un prestito, nel primo caso verresti indirizzato ad una bella finanziaria posseduta dalla banca stessa (sic!) nel secondo caso ti verrebbero chieste garanzie esorbitanti. Tipo:Impiego a tempo indeterminato, nel caso di operai ed dipendenti ti viene chiesto anche i bilancio dell'azienda in cui lavori (doppio sic!) con finanziamento che difficilmente arriverà al 65% del valore dell'immobile, con valutazione fatta da un loro tecnico!Nel caso di persone con attività autonoma al massimo arrivano a finanziarti il 50% del valore della casa.In entrambi i casi ti fanno aspettare mesi per completare la loro istruttoria, quando ti posso garantire che già dopo cinque minuti che sei entrato in banca e hanno inserito i tuoi dati sensibili, sanno se ti possono dare o meno il mutuo.Nel caso delle aziende è quasi impossibile avere linee di credito se non si ha una posizione economica più che florida (!).A molti stanno ritirando le carte di credito non appena si accorgono che le usano improvvisamente anche per ritirare contanti, oppure vedono un improvviso e anomalo incremento del loro impiego, specialmente se sei un precario o un autonomo o che hai pochi o nessuna liquidità sul conto.Prima bastava compilare un modulino in cui dichiaravi il tuo reddito e  ti arrivava la carta di credito per posta, ora devi avere un conto presso una banca con liquidità "stazionaria" di almeno 3-4000 euro, altrimenti di darti la carta di credito non se ne parla proprio.Attualmente nelle banche c'è la fila per chiedere prestiti muti o qualunque forma di finanziamento, la storia del cammello che non vuole bere è una favoletta.Si è assistito a giovani con impiego a tempo indeterminato in aziende di una certa grandezza, che per avere un mutuo c'è stato bisogno delle firme di tutti i genitori (pensionati) altrimenti gli è stato fatto capire che di avere il finanziamento non se ne parlava proprio!Addirittura ci sono banche di media grandezza (nazionale) in cui hanno  bloccato l settore mutui, l'ordine dato è stato fermate tutto  rifiutate qualunque richiesta…… a meno che il cliente non abbia già i soldi (nella loro banca) e vuole fare il mutuo per un puro scopo fiscale!!!Attualmente sono proprio le banche che vogliono fare sgonfiare le quotazione degli immobili, prima di ricominciare a cedere di nuovo finanziamenti, tanto i mutui a rischio che avevano in portafoglio (i cosi-detti subprime) li hanno già mollati ai risparmiatori, sotto forma di titoli tossici.

Scritto il 22 settembre 2010 at 20:15

" E' abbastanza ragionevole parlare di economia in coma farmacologico, ma è del tutto inopportuno pensare a scenari recessivi o deflattivi a lungo termine.La deflazione e la recessione globale a lungo termine significa "il nulla" in quanto l'economia e tutto il sistema economico-politico-sociale rischierebbe di implodere su se stesso, con conseguenze catastrofiche.Oggi nessuno è in grado di dire cosa succederà nel terzo o quarto trimestre di quest'anno, tanto meno quello che succederà fra uno o due anni, stiamo navigando in acque completamente sconosciute….."Vedi Compasso quando dici che nessuno è in grado di dire cosa succederà nel terzo e quarto trimestre ne tantomeno tra due o tre anni dici il giusto in quanto solo Dio conosce il destino degli uomini, ma allo stesso tempo pur dicendo questo ti contradici dicendo che è del tutto inopportuno pensare a scenari recessivi o deflativi a lungo termine, sostenendo che significa il nulla. Quindi tu sai già quello che accadrà tra uno due anni e quindi escludi lo scenario da me più volte descritto.Caro Compasso, questa è una depressione se poi vogliamo girare intorno ai termini e alle espressioni a seconda della sensibilità di ognuno facciamolo pure. Io pongo solo delle prospettive sulla base di analisi empiriche e mi fermo qui perchè non ho alcuna intenzione di fare il mago o l'indovino, visto che in questo mondo abbondano e non vorrei togliere posti di lavoro.Poi se anche di fronte alle evidenze di quello che è accaduto in questi ultimi anni, vogliamo provare ad immaginare scenari alternativi facciamolo pure, dalla repubblica di Weimar alla fine del mondo, dalla terza guerra mondiale alla fusione del sistema finanziario globale, e via dicendo in uno scenario che nessuno ripeto nessuno può prevedere.E' ormai un anno intero che in molti sulla rete urlano inflazione, di stare alla larga da questo o quel debito sovrano che gli Stati Uniti esploderanno che l'Italia fallirà etc etc in progressione a chi più ne ha e più ne metta, seminando terrore e nessuno dopo un anno chiede a loro di rendere conto del perchè quello che vanno sostenendo non si è verificato, mentre non è successo nulla in realtà.Che facciamo se entro il primo semestre del prossimo anno abbiamo una nuova recessione tecnica, che facciamo se prima della fine di questa crisi esplode un'altra grande banca di cui non faccio il nome, che facciamo se lo scenario deflativo persiste e la crisi dura un altro decennio perduto…? Nulla, ci dobbiamo rimboccare le maniche per cercare di costruire un sistema migliore da lasciare ai miei figli ai miei nipoti aui nostri figli ai nostri nipoti, perchè le generazioni passate che oggi pontificano su quello che si deve fare hanno sequestrato il loro futuro!Non me ne fotte nulla di quanto sarà lunga questa crisi, se durerà un anno o due o un secolo, quello è il mio lato scientifico che sulla base di conoscenze ed esperienze mi porta a formulare ipotesi peraltro non certo strampalate vista l'evidenza di quanto è accaduto. Non me ne fotte nulla di essere stato uno dei pochissimi a comprendere quanto stava accadendo e cercare di condividerlo se con questa condivisione non vi è un'occasione di riflettere oltre questa fottutissima crisi e le sue dinamiche tecnico/scientifiche perchè se non l'abbiamo compreso questa è una crisi antropologica e ai miei figli cercherò di fare comprendere solo il valore dell'onestà, della solidarietò, della trasparenza, del rispetto di regole sociali ed etiche che sono alla base di ogni convivenza che aspira alla qualifica di UMANITA'.E chi se ne frega di quello che farà il dollaro o l'euro, chi se ne frega di cosa faranno domani l'equity o i bond, di quello che diranno Bernanke e Trichet.Una cosa ho ben presente,  quella della responsabilità che da tre lunghi anni porto con me nel cercare di non trascinare chi viaggia su questo veliero contro scogli o dentro  vortici che vadano al di la di riflessioni o visioni che lasciano il tempo che trovano e che non abbiano un riferimento nel quale far crescere la propria consapevolezza.Nel mio libro c'è tutta questa carica e anche se nessuno mi crederà quello che mi importa è condividere il mio messaggio e basta, che è un messagio di SPERANZA!

Un abbraccio Andrea 

Scritto il 22 settembre 2010 at 21:25

@ il compassomi spiace dirtelo, ma dubito che tu sappia come funziona una banca.una banca può creare denaro (riserve frazionate) ma ha due limiti imposti dalla legge bancaria:1) l'ammontare totale dei depositi2) il capiatale di garanziasul primo si applica la levae quindi con un certo ammontare di depositi la banca può generare denaro oe prestarlo secondo un certo coefficiente stabilito dalla banca centrale.il capitale di garanzia è quell'ammontare parte in liquidità e parte in investimenti ch egarantisce la solvibilità della banca stessa.quanto è accaduto negli anni passati, è che sono stati generati dei derivati (titoli con sottostante , ad esempio, i famosi subprime) che pur avendo la tripla A ( è obbligatorio un rating elevato o appartenere al debito sovrano dello stesso stato) si sono deprezzati, per le famose vicende fino a valere praticamente nulla (in quanto più nessuno li voleva e quindi non avevano mercato).ovvio che alla banca convenisse molto avere nel capitale di garanzia questi titoli anzichè, ad esempio, liquidità. essi rendevano fior di interessi mentre la liquidità, nulla.venendo a mancare però il valore di tali titoli, si sono viste crollare il capitale di garanzia.le banche centrali hanno fatto di tutto un pò, acquistando quei titoli al valore nominale, pur sapendo ch eavrebbero rappresentato una perdita, hanno imprestato liquidità alle banche , ma hanno anche richiesto alle banche stesse di abbassare la loro esposizione.e di qui il credit crunch.inoltre la crisi ha cominciato a falcidiare le aziende, ed ogni capitale non restituito, è un capitale che deve essere scontato dal capitale di garanzia, per cui, da una parte la banca centrale pompava liquidità (imprestandola, bada bene per cui costa), e dall'altra la banca li usava e li usa per ripianare le perdite.si perchè al contrario di ciò che pensano alcuni, i capitali "creati" DEVONO essere restituiti e quindi la "creazione" annullata, e se la restituzione non avviene, per fallimenti o simili, la banca storna le cifre mancanti dal SUO capitale di garanzia.di qui anche la attenzione che le banche prestano nelle garanzie per concedere nuovi prestiti.quando i debiti li cartolarizzavano, il rischio lo correva l'acquirente dei titoli, ora che il giochino è fermo, il rischio lo corre la banca stessa, e quindi puoi capire l'aumentata attenzione nella concessione dei prestiti.

Scritto il 22 settembre 2010 at 21:39

@ utente anonimo del #9nel secondo link , quello sulla /nichilismo-della-finanza-di-luigi-copertino c'è una grossa inesattezza, anzi proprioun errore di principio in esso.la banca centrale "compera" titoli del debito pubblico, o qualsiasi altra cosa, solo in condizioni eccezionali e temporaneamente provvisorie.e si chiama "quantitative easing" o alleggerimento quantitativo.la sua missione, normalmente, è di INPRESTARE denaro alle banche commerciali, che poi lo immettono sul mercato tramite presatiti fatti creando a loro volta denaro (riserve frazionate).pertanto una banca centrale non impresta soldi allo stato ! mai.al limite, eccezionalmente , con QE compera titoli del debito, quando per condizioni anomale l'asta al ribasso con cui vengono assegnati tali titoli, con offerte superiori alle richieste,  ne falserebbe il tasso di interesse.monetizzare (ovvero scambiare denaro contro titoli, che per la loro liquidità sono assimilabili al denaro, infatti fanno parte di M2) i titoli vorrebbe dire , per la banca fare un prestito al tasso stabilito dall'asta, e non da lei stessa, cosa improponibile per il bilancio della banca stessa.l'unica possibilità è una operazione a mercato aperto, previo accordo tra il tesoro e la BC, però molto pericoloso perchè porterebbe a rivedere il trasso di tutti i titoli in circolazione, mettendosi in concorrenza con essi.quindi è una operazione da fare con la massima cautela, in tempi tranquilli, e soprattutto per importi limitati.

Scritto il 22 settembre 2010 at 21:41

ps. il discorso era diverso per le monarchie.in tal caso la BC imprestava denaro al sovrano, e quindi non ALLO STATO .

Scritto il 22 settembre 2010 at 21:56

@ CAPITAN aNDREA.hai ragione di adirarti:"E chi se ne frega di quello che farà il dollaro o l'euro, chi se ne frega di cosa faranno domani l'equity o i bond, di quello che diranno Bernanke e Trichet.Una cosa ho ben presente,  quella della responsabilità che da tre lunghi anni porto con me nel cercare di non trascinare chi viaggia su questo veliero contro scogli o dentro  vortici che vadano al di la di riflessioni o visioni che lasciano il tempo che trovano e che non abbiano un riferimento nel quale far crescere la propria consapevolezza."il tuo sforzo è sicuramente verso il non lasciarsi prendere dalle paure , dallo sconforto, da analisi frettolose e catastrofiche.purtroppo ho partecipato anc'io, a volte a questo gioco al massacro, indicando però eventuali catastrofi, economiche o geopolitiche, come delle POSSIBILITA', non sicuramente come certezze, visto ch equelle non le ho.verissimo che la situazione economica, salvo accadimenti eccezionali (e non sto ad elencare di quali titpi) si risolverà solo quando la disoccupazione diminuirà e l'immobiliare, avrà scontato tutti gli eccessi di questi anni.su questo sono stradaccordo anch'io ed apprezzo molto il fatto che continui a non lasciare facili illusioni, senza precipitare nel catastrofismo.complimento capitano, però occhio che siamo in mari infidi, e pieni di scogli !

Scritto il 22 settembre 2010 at 21:58

penso di aver ecceduto in interventi, in questo 3d, meglio che mi ritiri un pò sotto coperta.saluti a tutti.

Scritto il 22 settembre 2010 at 22:05

Buona seraL'articolo del Capitano di questa sera è veramente interessante ed in particolare quando scrive "La teoria economica non è sufficientemente sviluppata per predire i maggiori punti di svolta attraverso principi generali o modelli matematici" …………..bene…………bene…….buono a sapersi, anche se è da tempo che scrivo che l'economia non ha niente a che fare con la matematica……….anche se la usa per i propri scopi.Ho letto i post di questa sera e li ho trovati interessantissimi, anche se molto tecnici, si parla di inflazione, deflazione, creazione di denaro con la riserva frazionaria, QE ecc ecc; vorrei chiedere ma QUALE E' LO SCOPO dell'economia e del denaro?? forse quello di dare una buon'uscita di 40.000.000 di euro ad un AD di una banca?? oppure quello di di gestire una società e dare a tutti la possibilità di vivere degnamente e senza ricatti continui??SDPS a proposito di Profumo e UC se io avessi un c/c in quella banca chiuderei immediatamente il mio c/c………………SPENDERE 40.000.000 di euro per chissà quale motivo!!! e indice di cattiva gestione di un Azienda (parola di Imprenditore!!!)

Scritto il 22 settembre 2010 at 23:08

Vedi Andrea il significato che io ho dato a "il nulla" non va inteso come "non succederà nulla"., ma solo che lo scenario recessivo è intriso di auspici nefasti,  tutta la scala dei valori che noi abbiamo sia morali che materiali potrebbe subire dei fortissimi cambiamenti.Quello che voglio spiegare è che il Giappone ha potuto avere il suo "ventennio perduto" solo perché sia il livello di consumo interno sia le esportazioni hanno mantenuto un certo equilibrio.Il paese del Sol Levante ha di certo pagato una lieve deflazione, ma nel suo complesso l'economia Giapponese è rimasta forte, il motivo della forza del Giappone è  essenzialmente nel fortissimo sviluppo economico  che il mondo ha continuato ad avere. Il Pil Giapponese del "decennio (ventennio!) perduto" non è cresciuto in modo uniforme come negli anni d'oro, ma però gli investimenti Giapponesi (e quindi parte di ciò che è l'economia nipponica) ha continuato a prosperare fuori dai confini nazionali, assicurando quella linfa vitale, che ha mantenuto a galla il paese, da una vera e propria recessione, che si è vista solo lo scorso anno, dove nel 2009  il PIL nipponico ha fatto un -5%Oggi il sistema capitalistico occidentale sta puntando tutto sulle economie emergenti.L'Ipotesi che fa veramente tremare i polsi, è che  paesi come la Cina, il Brasile o l'India vengano  investiti  da un improvviso black out, magari ad opera dello stesse bolle immobiliari.Mi sembra irrazionale pensare che in un simile scenario (che però è solo uno dei tanti) poter parlare di una placida recessione…..questo sarebbe il preludio di eventi drammatici.Quando avvengono eventi che spazzano via le certezze e gli equilibri,  non c'è etica e morale che regga, la maggioranza delle persone è guidata dall'istinto della sopravvivenza, in caso di sconvolgimenti sociali molto forti come rivolte o eventuali rivoluzioni, di sicuro il vincitore applicherebbe la sua giustizzia sotto forma di una inplacabbile resa dei conti con gli sconfitti.L'Italia ma anche tutto l'Europa e stracolma di persone che sognano la loro rivalsa, il loro "giorno da leoni".Pensa a stati  come la Spagna che oggi hanno quasi il 21% di disoccupazione e con divisioni interne fortissime, quanto pensi che possa sopportare un paese simile, prima che accada l'inevitabile.Forse potrebbe anche reggere il 30% di disoccupazione, ma poi sarebbe la fine, quando gli animi sono incandescenti basta un pretesto qualunque prima che i demoni neri dell'animo umano si scatenino.Caro Andrea il modo in cui hai analizzato l'evolversi della crisi è encomiabile,  ma io penso che lo spirito di sopportazione delle persone è limitato, è molto più probabile che il mondo viva una sua lunga "stagione calda"  piuttosto che riesca a riscoprire valori, un Etica e una nuova morale.Non ho vissuto la seconda guerra mondiale, ma mi hanno raccontato quello che un Giovanni Minoli qualunque ha sempre avuto il pudore di raccontare…. in guerra morti atroci,  eccidi di vecchi e bambini, stupri in massa.  Dopo la guerra, con la tanto decantata "liberazione",  ci furono vendette atroci, fu fatta violenza ad intere famiglie solo perché vi erano stati membri del regime perdente, ci fu fame (tanta fame), prostituzione, mercato nero, sciacallaggio senza fine da parte dei più "intraprendenti".Quello che mi conforta e che  per spirito di conservazione, si inventeranno di tutto per evitare degenerazioni, ma sono pure consapevole che il debito accumulato dal sistema economico ha raggiunto livelli astronomici e non accenna a diminuire.La risposta che nessuno è capace di dare (e questo spaventa davvero) è come assorbire questo bubbone.Ma probabilmente io, nella mia visione nera dell'animo umano, sono poco obiettivo, forse nella realtà, questa crisi sarà come quelle degli anni settanta con "tanto rumore per nulla".

Scritto il 23 settembre 2010 at 06:18

No questa crisi non sarà una tempesta in un bicchiere d'acqua il classico tanto rumor per nulla, arriverò sino in fondo, scaverà le coscienze e le sicurezze e una guerra è già in atto e sta facendo milioni di disoccupati.Non sarà indolore, perchè la mia visione di un decennio perduto non significa che la dinamica sociale ripercorrerà quelle orme, ma semplicemente che ripercorrerà la strada segnata delle grandi deflazioni della storia, Big Depression, Great Depressione e Lost Decade.Poi l'intensità è un'altra storia, una storia ancora da scrivere!Andrea

Scritto il 23 settembre 2010 at 08:28

Andrea,a una mi a domanda ricorrente non hai mai voluto dare una risposta che chiarisse veramente il tuo pensiero.Se siamo di fronte ad una montagna di debiti, deve esistere una altrettanto grande montagna di crediti.Chi sono i debitori ed i creditori NETTI in questo sistema.Io ho la mia idea ma non riesco a capire la tua, secondo me è qui che si annoda e s'aggrovigia tutta la crisi, dipanare questo nodo sarebbe l'inizio della soluzione della crisi.ciao

utente anonimo
Scritto il 23 settembre 2010 at 09:09

SI ANDREA,LE CONSEGUENZE DI QUESTA CRISI CI ACCOMPAGNERANNO PER LUNGO TEMPO ED IL “GRAN BALLO” NON E’ ANCORA INIZIATO !!!![..] MERCOLEDÌ, 22 SETTEMBRE 2010 LA RECESSIONE CONTINUA! Mentre nel paese delle meraviglie contabili i notabili del National Bureau Economics Research sanciscono la fine ufficiale della recessione, l'economia reale, tra l'indiff [..]

Scritto il 23 settembre 2010 at 10:00

@ capitan Andreaal cuculo69 post #29, rispondi tu ?

Scritto il 23 settembre 2010 at 10:08

Caro andreamensa,in effetti era proprio una domanda per il nostro capitano, naturalmente sono benvenute le opinioni di tutti.

Scritto il 23 settembre 2010 at 12:32

Torno a prendere l’occasione per ricordare a tutti che durante il giorno sono impegnato in una normale giornata lavorativa come molti di Voi e quindi se non rispondo e’ semplicemente perché non ho il tempo materiale di farlo o non arrivo a leggere tutti e tutto. Nello specifico sorprende la domanda caro Cuculo in quanto quando parlo di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti e di necessita’ impellente di una nuova redistribuzione la risposta e’ implicita. Andrea

utente anonimo
Scritto il 23 settembre 2010 at 13:20

@ ilcuculo69il mio grosso cruccio è quello di diventare noioso e troppo invadente.sulla domanda circa il debito, scrivimi a  [email protected] ti risponderò con tutto ciò che so.

Anonimo
Scritto il 23 settembre 2010 at 13:30

REDISTRIBUZIONE = la massa di risparmiatori sottoscrittori del debito pubblico se la pija nder culo.è questo che intendi dire, Andrea, quando dici che bisogna tener conto del debito complessivo non solo quello pubblico nel valutare il rischio dello stato……in questo lato l'Italia ha un grande risparmio.

Anonimo
Scritto il 23 settembre 2010 at 21:21

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-23/Wen_Jiabao-NY-rapporti-Usa-Cina-194441.shtml?uuid=AYWFhvSCNon sono le nostre barche troppo piccole ne i nostri marinai poco coraggiosi, è l 'oceano che è diventato troppo vasto…

Anonimo
Scritto il 26 settembre 2010 at 23:26

Speranza nelle nuove generazioni,giustissimo basta che non dormino sugli allori e si diano da fare.Nel bel paese c'e' troppa eredita' da pappare.Silvestro

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