RECESSIONE IPOTETICA!

Scritto il alle 07:36 da icebergfinanza

Confesso che ogni qualvolta mi appresto a scrivere un post che tratta l’argomento della recessione tecnica o reale, provo una sorta di disagio, in questa immensa recessione umana in atto, una recessione depressione mai conclusasi, una recessione che come diceva Truman, uno dei presidenti degli Stati Uniti, diventa depressione quanto perdi il Tuo posto di lavoro.

Detto questo, al di la di tutte le disquisizioni tecniche, le economie occidentali, sono attualmente in una fase recessiva e alcuni mercati come quello immobiliare in una fase depressiva.

E’ affascinante ascoltare il prodigarsi di economisti e banchieri centrali che dopo essersi assopiti sul timone del Titanic prima della Tempesta perfetta, oggi si prodigano a diffondere fiducia istituzionale sulla base di non si sa quali dati macroeconomici. Sia ben chiaro il mercato ha bisogno anche di questi appelli alla fiducia, alla speranza, ma francamente non abbiamo bisogno di ascoltare sempre e solo gli stessi capitani di ventura che non hanno saputo scorgere un iceberg immenso.

Ogni qualvolta qualcuno si prodiga a negare una certa evidenza, più ciò avviene, più la possibilità che si realizzi è nelle mappe…

REPUBBLICA Roma, 8 giu – Ben Bernanke torna a rassicurare i mercati. Il Presidente della Federal Reserve in una intervista ha escluso l’ipotesi di “double dip”, ovvero di una doppia caduta in recessione, dopo che molti negli ultimi giorni avevano paventato questa possibilità.

Un mese dopo…

(ASCA) – Roma, 21 lug – Scenario economico ”insolitamente incerto”, ripresa ”lenta”, forse ci sara’ bisogno di ”fare di piu”, con nuovi stimoli monetari all’economia Usa.

Un altro mese dopo ancora…

CORRIERE DELLA SERA  28 Agosto JACKSON HOLE (Wyoming) – Non parlerà per enigmi come il suo predecessore Alan Greenspan, ma anche Ben Bernanke sa bene come dire a ciascuno ciò che vuole sentire. Alle imprese e alle famiglie, il presidente della Federal Reserve fa sapere che un’ altra recessione o un crollo dei prezzi non sono in vista.

Come diceva il recentemente scomparso premio Nobel per la letteratura, Josè Saramago… È un difetto comune degli uomini di dire più facilmente quello che credono che gli altri vogliano sentire piuttosto che attenersi alla verità. Tuttavia, purché gli uomini possano attenersi alla verità, dovranno prima conoscere gli errori e poi commetterli.

SOLE24ORE – 8 luglio2010  «Dai dati che abbiamo a disposizione – ha concluso Trichet – non vediamo alcuna recessione double-dip (il termine che indica una fase di recessione, ripresa e nuova frenata del Pil ndr.) o stagnazione».

Due mesi più tardi…

ASCA) – Roma, 2 set – L’economia dell’Eurozona sta migliorando, ”negli ultimi 4 trimestri il Pil e’ salito dell’1,9%. Il secondo trimestre del 2010 e’ stata molto migliore delle attese. Ma siamo ancora in un mondo incerto, per questo non cantiamo vittoria. Certo ora siamo piu’ inclini a pensare che non ci sara’ un double dip (una ricaduta in recessione, ndr)”, cosi’ Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, nel corso della conferenza stampa.

Ieri si è aggiunto anche il governatore della Bundesbank, Axel Weber….

SOLE24ORE – 8 settembre La crisi non è finita, ma non ci sarà una ricaduta nella recessione. L’autorevole parere è del presidente Bundesbank e consigliere Bce, Axel Weber. Ad un convegno a Francoforte, oggi ha dichiarato: «La crisi é iniziata tre anni fa e siamo ancora lontani dalla fine. I mercati sono più tranquilli, ma ci muoviamo ancora in uno scenario di incertezza e non siamo al sicuro da nuove turbolenze. La mia stima é che non ci sarà ricaduta in recessione, e neppure deflazione, ma crescita moderata con prezzi stabili per uno-due anni».

Dai dati che abbiamo a disposizione…ha detto Trichet noi non vediamo alcuna recessione all’orizzonte, come non vi era alcuna madre di tutte le crisi nelle mappe nel 2007. Alle volte mi chiedo quali dati abbiamo noi di Icebergfinanza a disposizione per non essere affatto ottimisti, forse gli stessi dati che osservavamo nel 2007, quando uno sconosciuto veliero fantasma era citato come esempio di follia umana.

Come abbiamo più volte visto, l’ente ufficiale preposto alla rilevazione delle fasi recessive americane, non ha ancora certificato la fine di questa recessione anche perchè come spesso ricordato una recessione è … 

" The committee defines a recession as a “significant” decrease in economic activity over a sustained period of time. The decline would be visible in gross domestic product, payrolls, industrial production, sales and incomes. "

…." La recessione è un calo significativo dell’attività economica diffusa in tutta l’economia, della durata di più di due mesi, normalmente visibile nei dati del PIL, in termini reali, reddito, occupazione, produzione industriale, vendite al dettaglio "

Il prossimo trimestre e quello in corso non mancheranno di evidenziare una netta fase di contrazione che tecnicamente viene definita crescita recessiva ma che nella sostanza nasconde ampi rischi evidenti di recessione, che in molti amano attendere per poi riempire le fosse del senno di poi.

Ieri Mike Shedlock ha proposto un post che testimonia come alcuni modelli o strumenti aiutino ad avere evidenze che in molti sottovalutano attendendo appunto il senno di poi.

Io al di la dei dati a disposizione credo che senza reddito e senza lavoro non vi è alcuna possibilità di uscire da questa crisi, l’orgia del debito avutasi nell’ultimo decennio fa completamente riassorbita, come riassorbita va l’enorme disuguaglianza nei redditi e nei patrimoni. Se qualcuno che ha in mano il timone, al di la di sterili analisi accademiche che spesso lasciano il tempo che trovano, sarà abbastanza lungimirante da comprenderlo bene, diversamente un nuovo lungo decennio perduto sarà con noi siano alla ricomposizione degli squilibri.

Sembra che l’amministrazione Obama non abbia alcuna intenzione di prorogare gli sgravi alle fasce ricche della popolazione, decisione tecnicamente ineccepibile al di la delle diatribe politiche e di analisi e studi accademici che lasciano il tempo che trovano, mentre trovo assurdo stanziare 200 miliardi per stimolare investimenti che se non sono mirati a settori innovativi, non servono a nulla in un ambiente caratterizzato da un eccesso di capacità produttiva generalizzata.

Nel luglio del 2003, il NBER annunciò la fine della recessione del 2001, identificandola nel mese di novembre, anchperchè come abbiamo più volte osservato, ormai l’economia americana è soggetta ad un revisionismo esasperato e i dati pubblicati quotidianamente hanno una attendibilità molto parziale.

Il modello dinamico  Markov switching model (DFMS) in Chauvet (1998) ha avuto un buon successo nel datare i cicli di business in tempo reale e in stretta relazione alla datazione ufficiale del NBER. FederalReserveAtlanta Come potete vedere le fonte a cui faccio riferimento sono ufficiali.

Current probability of recession
Because of a two-month delay in the availability of the manufacturing and trade sales series, the probabilities of recession are also available only with a two-month delay. The Center for Research on Economic and Financial Cycles provides a
calendar of release dates (conditional on the availability of data) for the probabilities of recession and the business cycle indicator.

The most recent probability of recession from the DFMS model is for June 2010, which uses information up to September 2010. The probability that the U.S. economy is in a recession in June is 24.7 percent.

Bene qualcuno dirà che in fondo il 24,7 % di probabilità è poco, ma vi posso assicurare che vi sono modelli che ho sotto occhio che segnalano ben oltre quello che i politici sono in grado di comprendere. Se tornate a dare un’occhiata al grafico vedrete che ogni qualvolta la percentuale di questo modello è salita oltre il 20 % la recessione si è avverata.

Probability of Recession in June 2010 INCREASED to 24.7% after being below 10% for the last 7 months and below 50% since July 2009.

2009 January 100.0 -4.4
February 98.7 -2.8
March 96.1 -2.6
April 82.8 -0.9
May 77.2 -1.1
June 66.2 -1.6
July 27.9 0.4
August 21.9 0.4
September 18.6 -0.3
October 11.0 -0.2
November 3.1 1.1
December 2.2 0.8
2010 January 1.4 0.8
February 0.9 0.8
March 0.5 1.3
April 0.8 1.6
May 2.5 1.4
June 24.7 0.2

I lettori di Icebergfinanza non hanno bisogno di questa ulteriore conferma "istituzionale" ma questo è l’ennesimo tassello per coloro che amano avere a disposizione modelli, formule e dati che abbiano una valenza empirica come infondo la storia ha permesso ad Icebergfinanza di comprendere ancora nel 2006 l’alba di questa tempesta perfetta, una storia che alla fine della prossima settimana, in un post dedicato a tutti coloro che hanno sostenuto e vorranno liberamente sostenere il nostro viaggio, dal titolo …

Un nuovo decennio perduto. Oltre l’orizzonte di breve termine. "

 ci aiuterà a comprendere insieme   ad alcuni illustri interpreti di questa crisi, una realtà empirica che ripercorre impronte indelebili lasciate nei secoli, impronte che solo il vento del cambiamento, una vera rivoluzione ideologica potranno cancellare.

Oggi non resta che l’empiricità di dati incontrovertibili per cercare di intravvedere quello che la storia stessa è pronta a stravolgere per l’ennesima volta.

Entro la metà del mese, sarà inoltre possibile conoscere le date relative all’uscita del nostro libro, un diario di bordo di questa lunga avventura incominciata oltre tre anni fa il cui titolo definitivo sarà…

" ICEBERGFINANZA: VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA."

…avventura della quale potrete avere una piccola anteprima in …

LA MADRE DI TUTTE LE CRISI

Nel frattempo vorrei esplorare la possibilità di organizzare per la data del 23/24 ottobre ( da confermare entro la metà di settembre …) un incontro con tutti i compagni di viaggio in una struttura che possa accogliere circa 300/400 persone per la presentazione in anteprima del libro, occasione nella quale sarà possibile avere le copie prenotate in anteprima sull’onda che raggiungerà la rete di distribuzione nazionale.

Entro la metà del mese maggiori dettagli verrano pubblicati ed inviati a tutti coloro che hanno prenotato il libro in questi mesi e a tutti gli amici di Icebergfinanza. Per coloro che liberamente vogliono prenotare il libro per aiutarci ad avere una stima approssimativa per la stampa della prima edizione, questo è l’indirizzo mail anche per comunicare la disponibilità ad organizzare l’incontro di ottobre.

[email protected] 

SE DESIDERI SOSTENERE ICEBERGFINANZA CLICCA QUI SOTTO!

 

 

 
Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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22 commenti Commenta
Scritto il 9 settembre 2010 at 07:29

Andrea,mi sfugge la ragione per la quale ritieni così rilevante l'aspetto comunicativo con cui banche centrali, governi e istituzioni varie trasmettono un sentiment tendenzialmente edulcorato della situazione reale.In effetti la crescita dei prossimi trimestri potrebbe essere poco sopra lo zero o anche scendere di qualche decimale sotto, ma nelle dinamiche di medio periodo, ci insegni, non cambia molto.Il salto grosso lo abbiamo fatto nel 2008-2009 di fronte non al fallimento ma all'esaurimento di un ciclo economico, è questa la differenza  da alcune delle recessioni del più recente passato.La situazione migliorerà con l'evolversi di un nuovo ciclo economico basato su nuova creazione di nuovi valori, che per larga parte non sono ancora pronti per dispiegarsi nell'economia reale che deve necessariamente attraversare una fase di transizione.Marcare il punto sulle parole di Trichet o Bernanke o Weber non mi pare molto importante, più importante è domandarsi su quali versanti potremo creare valore per il futuro che porti di conseguenza lavoro e quindi redditi. Ma questo non è compito della politica.Compito della politica è gestire l'interim creando le condizioni per la sopravvivenza delle persone colpite dalla crisi.   

Scritto il 9 settembre 2010 at 09:50

Cuculo sai quante persone vivono di frasi fatte senza entrare nel merito per poi accorgersi che all’improvviso non si sa come tutto cambia per la loro vita? Ti sbagli! E’ compito della politica proporre soluzioni per attenuare e “sopportare” una dinamica che e’ inevitabile di lento e lungo ripristino di condizioni di sostenibilità distrutte da anni di eccessi. Comprendo la tua visione che esplora alternative per uscire da questo pantano ma sino a quando non risolviamo gli squlibri strutturali, sino a quando l’equita’ resta un optional e’ inutile vivere di speranze di breve termine. Non nascondiamoci dietro una foglia di fico il sistema e’ nudo di innovazioni e creatività ve ne sono a migliaia ma prima cerchiamo di risolvere il problema politico e ideologico. Andrea

Scritto il 9 settembre 2010 at 10:30

Andrea,capisco il tuo pensiero, e se permetti la tua utopia, vorresti che prima venisse bonificata la palude e poi si decidesse cosa coltivare.Io credo che non ci siano ne le risorse ne la volontà di farlo, e se arrivasse la volontà allora vorrebbe dire che abbiamo esaurito tutte le risorse.vi sono molti casi in cui la bonifica costa più dell'edificazione ex-novo.

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 10:34

Montecristo:Andrea perchè  non  scegli  Roma  per  la  presentazione  del  tuo  libro?Sarebbe  centrale  e  facilmente  raggiungibile  da  tutti  i  naviganti.Penso  che  la  prossim a  ripresa  passerà  dalla  nanotecnologia,la  robotica  e  sicuramente  il  Giappone  anticiperà  questa  nuova  tendenza.

Scritto il 9 settembre 2010 at 11:23

Quello che spaventa e’ che c’e un gruppo di idioti che pensa di risollevare l’umanità attraverso creazione di ricchezza virtuale manovrando qualche indice dimenticando il lavoro e l’economia reale. Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 11:40

Cuculo, comprendo la tua fiducia nei clicli economici, ma le mie informazioni mi portano a dire che nel futuro di medio e lungo periodo non ci sara' mai piu' il livello di ricchezza complessivo sperimentato nel passato.Siamo arrivati sulla cima della montagna russa, ora si inizia a scendere: prima piano piano, poi piu' veloce, poi… non so cosa capitera' poi.Manca l'energia, o meglio, manca l'energia netta. Dalla termodinamica non si pu' sfuggire, si puo' solo andarci d'accordo il piu' possibile.Il concetto e' espresso, in termini semplici, a questo linkhttp://netenergy.theoildrum.com/node/5500In figura 3, l'area grigia rappresenta l'ammontare di energia disponibile per altri usi rispetto a quella titale. La differenza e' dovuta i progressivi aumenti dei costi energetici per l'estrazione, processamento, trasporto e distribuzione della materia prima energetica (cannibalismo energetico, lo si definisce). Quella mostrata e' relativa alla materia prima migliore che abbiamo, il petrolio, che richiede la fetta minore di energia per questi processi.Tutte le altre materie prime, sono peggio di cosi'.Non c'e' da stupirsi, se dal 2007 siamo in crisi. L'innesco e' iniziato attorno agli inizi del 2000, e ad un certo punto con una trazione interna simile, qualcosa doveva cedere. Si dice che ha ceduto la finanza, ma in realta' questa ha ceduto perche' si e' deteriorata l'economia sottostante. E questa si e' deteriorata perche' era in anemia energetica, da tempo.Non solo il petrolio non basta di per se in misura assoluta: e' l'energia netta ad essere ancora piu' scarsa, sempre da da tempo.E' sull'energia netta che noi viviamo, perche' e' l'unica disponibile per estrarre tutti gli atri minerali, far muovere le nostre macchine e tutte le altre rotelle economiche.Quindi, vi invito ad applicare una lente correttiva, derivata dalle leggi della fisica, alle vostre aspettative economiche per il futuro. SalutiPhitio

Scritto il 9 settembre 2010 at 12:22

Quello che spaventa è che c'è un gruppo di bastardi che cerca di mantenere il proprio potere economico e politico sequestrando l'economia e la ricchezza reale manovrando solo le leve della finanza virtuale.Sono un gruppo ristretto che gode di una assurda rendita di posizione in quanto sono seduti davanti al "bottone rosso" che può innescare la distruzione del sistema bloccando il flusso della liquidità.Lo hanno fatto nel 4° trimestre del 2008 e sono pronti a farlo nuovamente, e non passa settimana che in qualche modo, in via esplicita o subliminale, ce lo ricordino.

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 13:08

grazie Capitan Andrea per il solito riassunto ricco e ponderato.il mio pensiero l'ho gia espresso troppe volte per ripetermi, ma una considerazione la vorrei fare.le borse stanno li a dimostrare (apparentemente) che sembra che siano tutti li a scalpitare , a fare false partenze e riposizionamenti improvvisi, come quando non si aspetta altro che il colpo di pistola per ripartire.questa falsa percezione da fiato a quanti, per non ammettere i loro errori, continuano a prospettare futuri rosei.quanto sarebbe bello che i responsabili economici, non si dedicassero a distribuire sogni ma scendessero sulla terra con un sano realismo (mai pessimismo, ma sano realismo) atto a far loro riacquistare un minimo di credibilità.ormai li si ascolta come le previsioni metereologiche per il prossimo mese…. forse, può darsi, chissa….!se questo è ciò che sanno fare con i loro potenti, e costosi,  mezzi il risultato è deprimente, meglio il mio pallottoliere di seconda mano.dicevo, le borse.e qui entriamo nel più grande casinò virtuale.una volta le borse servivano a finanziare le aziende.un'azienda dimostrava, dando discreti utili di saperci fare, e, al primo progetto faceva un aumento di capitale con nuova emissione, ed i risparmiatori accorrevano ad accaparrarsi il loro pezzetto di azienda.oggi la borsa è ill regno dei graficisti e dei conmputers super veloci, degli algoritmi matematici che sputano sentenze per il futuro sulla base di cosa hanno fatto altri supercomputers nel passato.l'analisi dei grafici ha questo significato. cercare di capire, sulla base degli andamenti passati, cosa avverrà nel futuro. ed il bello è che sono previsioni autoavveranti, che, visto che tutti analizzano gli stessi dati, chi ha il computer più veloce, l'algoritmo più efficiente, ha il risultato qualche microsecondo prima degli altri, che avendo gli stessi risultati, faranno la stessa cosa, ma con un minimo di ritardo, avverando così le previsioni.è un gioco di una pericolosità enorme, perchè sarà sufficiente che una persona, fisica questa volta, intervenga con disposizioni "fuori linea" ma sufficientemente sostanziose, per mandare in palla tutti i computers, ed allora vedremo, forse, un ritorno all'analisi dei fondamentali, dopo un falò che avrà annichilito ben più di alcune banche e finanziarie.ma nel mentre , questi grandi, costosi, utili idioti (i computers) otterranno buon gioco perchè supportano le parole di chi vuole vedere rosa a tutti i costi.

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 13:18

incontro a Roma???

Scritto il 9 settembre 2010 at 15:51

NOCOMMENT…..The BLS has announced that as a result of the Labor Day
weekend, 9 states (among which the biggest one California) did
not report initial claims data to the bean counters, so instead
the government had to “estimate” what the data would have been:
yep, estimate, what the data was in these nine states. From
Bloomberg: “For the latest reporting week, nine states didn’t
file claims data to the Labor Department in Washington because
of the Labor Day holiday earlier this week, a department
official told reporters. California and Virginia estimated
their figures and the U.S. government estimated the other
seven.” Official data is now made up on the fly. This US
economic data reporting has just entered the twilight zone.
Also, when the data is officially made up, it is not that diffic

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 16:01

Andrea, volevo sottoporti una domanda anche se so già che hai una linea di pensiero completamente diversa.Potrebbe darsi che un crash dei mercati , a sua volta indotto da un abbandono della fiducia sui Bond USA, riversi la liquidità attualmente deposita in azioni e bond sulle commodities (Oro, metalli, petrolio, grano, materie prime in genere) generando una fiammata iper-inflattiva ?Quante probabilità ha di avverarsi questo scenario anche in virtù dell'alto grado di automatizzazione dei mercati finanziari e dall'altissima velocità di risposta degli stessi ad eventi esterni (anche un solo evento ma di grossa portata)?Non è che la supposta manipolabilità dei mercati sia solo alta suscettibilità degli stessi per effetto della sua iper-complessità non più gestibile nè controllabile con metodi tradizionali?Anche se ritengo l'iper-inflazione non un processo duraturo, bensì appunto una fiammata di breve termine.Infine, ma questo Phitio già lo sa, concordo al 100% con il suo commento #7.Ahimè, per chi ancora ci crede, ma questa non è affatto una crisi ciclica, bensì crisi epocale come il capitano Andrea ha più volte evidenziato.Gonfiata e aggravata dall'intervento della finanza deviata e derivata, ma in termini assoluti non evitabile, se non nella forma e nell'entità.E questa crisi ha una spiegazione molto semplice; peak oil ( e non si tratta di picco del prezzo del petrolio bensì di picco di produzione petrolifera, che ha ben altre cause, fondamentalmente geologiche e termodinamiche, secondariamente politiche, economiche e finanziarie)Da cui se ne dovrà uscire con un forzato cambio di paradigma, economico e sociale.Non penso che sarà sufficiente la redistribuzione per appianare e risolvere questo malessere diffuso.Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 16:09

scusate il # 8 era mio, avevo dimenticato di firmarlo.a.mensa

Scritto il 9 settembre 2010 at 16:21

VERSIONE INTEGRALE Thanks Raffaele Nine States Did Not File Initial Claims Data Due To Labor Day, Hundreds Of Thousands Of Estimates In Data “Beat”
Submitted by Tyler Durden on 09/09/2010 08:16 -0500

BLS Bureau of Labor Statistics Illinois Michigan Oklahoma

The BLS has announced that as a result of the Labor Day weekend, 9 states (among which the biggest one California) did not report initial claims data to the bean counters, so instead the government had to “estimate” what the data would have been: yep, estimate, what the data was in these nine states. From Bloomberg: “For the latest reporting week, nine states didn’t file claims data to the Labor Department in Washington because of the Labor Day holiday earlier this week, a department official told reporters. California and Virginia estimated their figures and the U.S. government estimated the other seven.” Official data is now made up on the fly. This US economic data reporting has just entered the twilight zone. Also, when the data is officially made up, it is not that difficult to get data that is “better than expected.” The full list of states is: DC, Illinois, Idaho, Hawaii, Oklahoma, Michigan, and Washington. California and Virginia estimated themselves.

Scritto il 9 settembre 2010 at 17:00

Phitio,per formazione sono devoto alla termodinamica tuttavia credo che si necessarioThink out of the Box.nel tuo caso specificoThink out of the Barrel.Non sono assolutamente d'accordo con te  . Esistono altre fonti di energia oltre al petrolio. Ed è li che si devono investire le risorse e le intelligenze.I 200mld di dollari che Obama vorrebbe investire come sgravi fiscali alle imprese, se indirizzati in questo settore sarebbero un passo avanti consistente.

Scritto il 9 settembre 2010 at 17:07

A.Mensa,le persone ottimiste ammettono di esserlo a sanno di dover scontare un certo livello di rischio insito nelle loro affermazioni e decisioni.I pessimisti non ammettono di esserlo e si definiscono realiste e non accettano alcun livello di rischio.Il pessimismo è un esercizio inutile quando non è dannoso.

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 17:33

Beh, Cuculo69, non e' che abbia la testa solo ed esclusivamente dentro il barile. Nei miei interventi, tendo ad essere sintetico e schematico, in modo da non annoiare e far passare chiaro il messaggio.Sono anni che esploro la questione delle risorse, dell'energia e dell'ambiente, e quanto detto nel mio intervento n.6, vale al primo ordine, e se le cose non cambiano, specie nella testa della gente.Esistono altre sorgenti di energia? Ma certo! Mai sentito parlare del kitegen, per esempio? Una idea semplice, tecnologia sofisticata, infrastutture econimiche, una idea rivoluzionaria come lo e' stata a suo tempo  l'invenzione della leva o della carrucola.Sarebbe un ancora di salvataggio non indifferente: tuttavia…Tuttavia, non si esaurisce solo l'energia netta del petrolio. I minerali, tutti i piu' importanti, sono sulla stessa china. Il suolo fertile, idem. L'acqua potabile, idem con patate.Giusto in questi giorni, sullo stesso sito c'e' un articolo che parla di overshoot e di capacita' di carico dell' ecosistema. Roba nota e stranota, per chi se ne interessa.  MA assolutamente vitale. Le gente tende a credere che tutto inizi e finisca con l'economia , quando questa e' solo un volano, uno strumento. L'economia e' legata a seguire, volente o nolente, le linede di sviluppo generali del sistema.Queste linee di sviluppo evidenziano ll'insostenibilita' totale di tutti i parametri. O meglio, parlano di sicura rottura drammatica dei trend, di dilocazioni inimmaginabili o feroci rientri nei parametri di equilibrio.E non stiamo parlando di lontano futuro. Essendo noi umani occidentali del maledetti egoisti, tutto cio' che cade oltre 10 anni diventa irrilevante, ma 10 anni sono un soffio, fra 10 anni c'e' gente che ancora non avra' finito di pagare le rate dell'automobile, figurarsi la casa.Il peak oil c'e', e' gia' qui, l'attesa e' finita.Guada un po' questo link, l'esercito tedesco ci sta' ragionando sopra seriamente, e non e' il primo.http://petrolio.blogosfere.it/2010/09/ahhh-i-tedeschi-parlano-del-picco.htmlDunque, parliamo di nuove energie, e dici che bisogna investire li' le risorse. Sono completamente d'accordo. Ma le risrse non sono infinite, come ben dichiara lo studio del "limiti dello sviluppo". E le risorse, in tempi di crisi, tendono ad essere risucchiate nei posti sbagliati, se la consapevolezza del problema non arriva.E ancora non arriva, dato che anche chi sta' ragionando sul peak oil, lo fa con schemi mentali vecchi, specie in economia.SalutiPhitio

utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 18:06

@ il cuculo69ottimismo e pessimismo sono due classificazioni che rispondono anche  dal punto di vista.chi mi conosce mi definisce ottimista a oltranza, fino a nuove prove.una grossa crisi io la predissi all'inizio del 2007, tanto che riuscii a vendere tutti i fondi che avevo quasi sui massimi, per portare tutto sull'oro.non voglio speculare, ma salvare il valore di quei pochi risparmi, e li ci stò riuscendo discretamente.il quadro, dicevo, il punto di vista.ecco l'unico errore che ho fatto è stato sui tempi.la mia previsione era per una grossa crisi della durata di 18-24 mesi, che doveva però includere il crollo del dollaro e il suo abbandono come moneta internazionale.come vedi , questa seconda parte non è ancora avvenuta, e i tempi si stanno dilatando, grazie a tutti gli interventi di sostanziale rinvio (non di soluzione) che le autorità monetarie hanno adottato.per usare una metafora, dire che c'è un leggero odore di merda (scusa il termine) è un segno di ottimismo per chi è immerso in una latrina, e di pessimismo per chi è in un bel prato fiorito.ripeto, dipende da che punto di vista guardi.

Scritto il 9 settembre 2010 at 23:52

Vorrei condividere con voi un pensiero letto sull´ultimo libro di Zygmunt Bauman, Living in Borrowed Time…il quale sostiene che la massa enorme di debito creata, non e´ un fallimento del sistema bancario, ma bensi´ il perfetto risultato, ovvero il successo dei lor enormi profitti che di fatto ci ha portato ad essere tuti indebitati.La tesi mi ha fatto rifletere e credo che tutto sommato abbia ragione, noi (in generale) ci sian trovati tutti indebitati, le banche tutte ricche, poi con la minaccia del collasso globale le abbiamo dovute aiutare una seconda volta.Chissa´ oggi la vera rivulozione culturale, potrebbe essere proprio cominciare a far meno debiti, vive re in maniera piu´ parche, usare meno la carte di credito che di fatto ci rende, debito dipendenti, come l´eroina…per dare sfogo ai nostri desideri.Un salutoMassimo

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:33

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:33

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:33

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

utente anonimo
Scritto il 10 settembre 2010 at 07:44

@ massimo europa.apertale banche è vero che creano denaro, ma quello che creano lo imprestano.e non ai tassi dedotti dalle aste, ma ai tassi e condizioni che dettano loro.mentre invece partecipanop alle aste con i soldi LORO, quelli "guadagnati", quelli che fanno parte del loro patrimonio e soprattutto costituiscono il capitale di garanzia, che, anche se frutta l'1% è sempre meglio di niente.il debito pubblico, non è figlio delle banche, esse al massimo partecipano a finanziarlo come chiunque altro che investa in BOT, CCT, BPT, ecc… , ed è figlio del deficit di bilancio, ovvero delle spese dello stato SUPERIORI alle entrate, che viene coperto con un debito.anno su anno il debito si somma, quando vengono a scadenza i titoli, lo stato continua ad avere deficit, sempre più difficile da colmare perchè alle spese si sommano gli interessi maturati sul debito pregresso, mentre le entrate non aumentano di conseguenza.decenni di finanza allegra hanno prodotto debiti mostruosi.ma la colpa di chi è ? di chi ha gestito la finanza pubblica in deficit, e tutto ciò per effetto di questo simulacro di democrazia in cui i governanti non vengono mai chiamati a rispondere del loro operato.ricevono un voto una volta ogni 5 anni, poi fanno ciò ch evogliono o possono cercando di accontentare sempre le lobbies che più forti sono, più ottengono in privilegi, sgravi, ecc… ve la ricordate la Milano da bere ? bene si beveva a credito ! ed ora si pagano i debiti.in questa barzelletta di democrazia avete mai sentito qualche governante chiedere ai cittadini se erano d'accordo che lo stato spendesse più di quanto incassava ? mai vero ? anzi tutti felici e contenti perchè la pioggia dei benefici bagnava tutti, chi più chi meno, ma tutti. e il popolo protestava ? no vero ? che bravi quei governanti che davano tanto e chiedevano poco , vero ? adesso provate un pò a ripetere chi è il responsabile se lo stato , dalle nostre tasse , deve anche tirar fuori 70-80 miliardi di euro all'anno , soldi che non vanno in scuole, ospedali, wellfare, ecc… ma a pagare INTERESSI !certo che se lo stato avesse fatto e facesse il suo dovere, metterebbe un limite ai guadagni delle banche, un tetto agli interessi che riscuotono su denaro che non pagano, ma se facesse il suo dovere non permetterebbe l'evasione che sovraccarica chi le tasse le paga, ma i governanti sono persone, corruttibili, e chi ha i soldi li corrompe, a tutto danno di chi invece questo non lo fà.ma facciamo pure finta che il potere "sia del popolo", visto che amiamo essere presi in giro questa è la più grossa beffa che ci propinano, assieme al danno di distribuire il debito tanto a testa, e non in proporzione alle possibilità.a.mensa

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