RECESSIONE: SCHOOLBUS ECONOMY

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

 

Frugando negli ormai leggendari dieci principi che Nicholas Taleb pubblicò sul Financial Times nell’aprile di un anno fa, che da domani diventeranno un lbro in circolazione anche in Italia, non potevo non rispescare un piccolo capolavoro che sintetizza alla perfezione il motivo per il quale il mondo sta rischiando una nuova grande depressione.

" A coloro che hanno guidato uno scuolabus a occhi bendati (e lo hanno distrutto) non si dovrebbe mai affidare un altro autobus L’establishment economico (le università, i regolamentatori, le banche centrali, i funzionari governativi, varie organizzazioni dotate di un personale formato in gran parte da economisti) perse la sua legittimità in coincidenza con il fallimento del sistema nel 2008. Sarebbe irresponsabile e folle riporre la nostra fiducia nella loro capacità di guidarci fuori da questo disastro. E da irresponsabii anche ascoltare consigli dagli esperti di rischi e dagli istituti di scienze commerciali che sostengono ancora le loro misurazioni e che ci hanno ridotto sul lastrico (come il metodo di misurazione del rischio value-at risk). Scovate le persone intelligenti che hanno le mani pulite.

Ormai credo che chiunque non viva nel paese delle meraviglie dove per cento euro si assiste gratuitamente senza alcuna dignità al sogno di un’ Europa dove la religione diventa un business e dove tappetti rossi si stendono alla venuta del sultano, abbia ormai compreso che l’economia mondiale sta nuovamente svegliandosi dal lungo sonno estivo, guardando in faccia la realtà, una realtà che richiede sommessamente una nuova politica di redistribuzione, equità e sostenibilità, richiede nuove idee e nuovi progetti che spazzino via le ragnatele di un sistema che lentamente affonda continuando a credere in politiche monetarie e fiscali ormai inadeguate e filglie del panico di breve termine.

Non è tanto la difficoltà di scovare persone intelligenti con le mani pulite, come dice Nicholas, oggi che manca, ma la possibilità di poter assistere ad un ricambio generazionale che spazzi via un’immensa tela intrecciata di conflitti di interesse, politici e finanziari che non ha alcuna intenzione di scendere dall’autobus che sta guidando all’impazzata sull’orlo di un burrone, con i paraocchi delle proprie ideologie.

In questi tre lunghi anni, ho letto tante analisi e proposte interessanti da parte anche di economisti e analisti decisamente controcorrente, ma non solo anche da parte di illuminati comuni,  proposte  innovative e qualificate, che l’unico motivo per il quale non sono mai state prese in considerazione è, come sottolineava recentemente anche l’economista americano Bradford De Long, che purtroppo vi sono due tipi di economisti ed analisti.

Quelli che oggi continuano a guidare l’autobus dell’economia mondiale, sono oggi  quelli che …scelgono, per ragioni non economiche e non scientifiche, un orientamento politico e una serie di alleati politici, e girano e regolano le loro ipotesi fino a giungere alle conclusioni che meglio si adattano al loro orientamento e che possono compiacere gli alleati.

Non serve a nulla costruire castelli di carta dove norme e regolamenti servono a spaventare l’autista se non facciamo nulla per cambiare la mentalità di chi sta guidando ad occhi chiusi sperando che prima o poi la strada diventi dritta e tutta in discesa, nuovamente senza alcun limite.

Nulla di nuovo è uscito nei dettagli della recente riunione della banca centrale americana se non l’ammissione che molto di ciò che è accaduto rimarrà depresso per più tempo di quanto chiunque prevedesse e che i rischi di una disinflazione come la chiamano loro, sono aumentati.

Lunedi un’altro tassello si è aggiunto al sensibile rallentamento del settore manifatturiero americano, confermando gli indici di quasi tutti gli altri distretti, l’indice  dello Stato del Texas si è azzerato, gli ordini continuano a cadere e il livello di utilizzazione degli impianti è sceso. Per la prima volta in sei mesi, l’occupazione è diventata negativa con un aumento dei licenziamenti sensibile. Gli ordini di acquisto delle PMI di Chicago è sceso anch’esso evidenzia la contrazione in atto pur rimanendo sopra il livello di guardia di 50 punti.

La caduta del secondo distretto manifatturiero americano è un segnale da non sottovalutare, la caduta degli ordini, che molti già dimenticano, l’occupazione e il numero di ore lavorate sono segnali inequivocabili, come pure la fine della favola degli inventari. Date un’occhiata a questo grafico apparso su Pragmatic Capitalism e osservate attentamente la evidente correlazione tra il solo indice di Philadelphia e l’ ISM manifatturiero che verrà rilasciato oggi. E’ molto probabile che nel giro di un paio di mesi si piombi sotto la linea maginot dei 50 punti che testimonia l’inizio di una nuova probabile recessione.

 

ISM BEWARE THE COMING CONTRACTION IN ISM

Oggi avremo una prima evidenza che confermerà la fine di questa frenetica ripresa statistica figlia di una ricostituzione dei magazzini che ora è di fronte al dilemma dei consumi.

Gli ultimi dati propongono una piccola riduzione del livello dei risparmi e un’altrettanto piccolissimo aumento dei redditi a servizio di una ripresa dei consumi.

Interessante inoltre osservare come l’aumento della fiducia dei consumatori rilevato dal Conference Board ieri sia dovuto ad una stabilizzazione nelle prospettive di reddito degli interessati. Il 14,6 % ritiene che il quadro occupazionale migliorerà nei prossimi sei mesi, mentre il 19,4 % si aspetta un peggioramento. Comunque sia fra l’aspettarsi e la realtà vi è di mezzo un oceano di disoccupazione strutturale.

I pensionati invece guardano ai loro investimenti oltre la misera pensione e udite, udite, sembra che la scelta negli ultimi 19 mesi di abbandonare l’azionario per abbracciare le obbligazioni sia stata vincente in quanto secondo Reuters, i ritorni sono stati annualmente vicini al 7 % contro una discesa del 4,6 % delle azioni. inoltre sembra che il fatto di avere liquidità sul conto corrente anche a redimenti nulli sia meglio che rischiare di perdere soldi in qualsiasi avventura.

Venerdi i dati sull’occupazione saranno peggiori di quello che il mercato si attende!

A proposito di occupazione sul WSJonline un professore dell’Università di Harvard con una certa enfasi politica,  definisce una follia l’idea di sovvenzionare la disoccupazione, prolungando i sussidi a 99 settimane, favorendo quindi  il disincentivo alla ricerca di un lavoro e definendo fallimentari le politiche economiche dei consiglieri di Obama.

In fondo Obama ha ricordato di non avere la bacchetta magica, non solo riguardo a questa recessione umana ma anche nel scegliere i suoi collaboratori economici aggiungo io. 

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Tornando al mercato immobiliare, le voci di un’altro possibile giro di valzer degli incentivi per il mercato immobiliare non faranno altro che deprimere ulteriormente il mercato in attesa della nuova droga, ma il collasso dei prezzi americani, non significa necessariamente che il livello raggiunto sia quello ideale.

Nei prossimi mesi l’alto livello degli inventari resterà tale per molto tempo, la stagione primaverile ed estiva si è conclusa nella peggior maniera possibile e pensare che qualche illuminato qua e la anche di alto livello suggeriva ancora dodici mesi fa la fine di questa depressione immobiliare.

Qualcuno mi chiederà certamente come si fa a determinare un giusto livello di prezzo per un immobile, ma al di là della soggettività di una scelta che dipende da mille variabili, non è poi difficile osservare il ritorno dei prezzi sino alla loro media storica, se non ci si lascia affascinare dai conflitti di interesse e dalle pressioni commerciali. guardando alle dinamiche come qui sotto ad esempio.

thanks to Barry Ritholz

…..o meglio ancora qui in riferimento all’imponente bolla del debito.

Thanks to San Francisco FED

 

Se un grafico riesce ad esprimere meglio il concetto date un’occhiata a quello che è accaduto in autunno quando gli incentivi fiscali si sciolsero come neve al sole!

Thanks to Timiacono

Ieri i media hanno enfatizzato la crescita annua dei prezzi tendenziale per quanto riguarda il Case/Shiller Index Prices, dimenticando che mese su mese si è saliti di un misero un percento che andrebbe depurato dalle variabili stagionali.

Inoltre come più volte evidenziato si tratta di un dato ormai vecchio riferito alla media trimestrale in chiusura a giugno, che non riflette ancora i mesi di luglio ed agosto dove il collasso sarà sempre più evidente, nelle comunicazioni autunnali di settembre ottobre e novembre.

David Rosemberg ci dice che lo scorso mese sono state vendute ZERO abitazioni per un prezzo superiore a 750.000 dollari, solo mille hanno superato i 500.000 dollari e oltre l’80 % sono state vendute sotto i 300.000 dollari, dinamica evidente no!

Il recente sensibile incremento dei pignoramenti nella fascia alta della clientela jumbo o prime è un indice che testimonia come manca ancora un certo livello di discesa dei prezzi prima di una eventuale stabilizzazione, non certo di chissà quale stellare ripresa.

Non dovrebbe essere difficile comprendere che gli eventuali incentivi governativi possono favorire il mercato in una fase ascendente, non certo in quella di caduta libera in quanto le attese provocano un rinvio delle intenzioni di acquisto e i prezzi non tornano facilmente alla loro giusta dimensione.

L’occupazione nel settore edilizio è continuata a scendere, l’intervento governativo non ha favorito alcuna ripresa del lavoro.Nell’associazione nazionale americana degli economisti, oltre tre quarti degli intervistati crede che la crescita dovrebbe essere una priorità a discapito della riduzione del deficit nazionale, anche se altrettanti sostengono di non credere che un altro pacchetto di stimolo sia necessario per fermare la crisi economica. Il focus deve essere sul lavoro sostengono, non bisognava essere certo degli economisti per comprenderlo!

Molti di loro evidenziano la preoccupazione per un ritorno in recessione ma in realtà non vi siamo mai usciti. Abbiamo dato in mano l’autobus dell’economia ad un gruppo di mocciosi viziati che l’hanno scambiato per un giocattolo con cui fare i propri interessi.

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La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 08:48

Ciao Andrea, ho visto la tua risposta, ma io facevo riferimento al link sul mercato obbligazionario che dovrebbe parlare del peggior periodo dei bond  negli anni venti quando perse più del 9%, tu citavi Amrose evans, è giusto, è lui la fonte? potresti girarmi il link se possibile?Grazie Roberto

Scritto il 1 settembre 2010 at 12:55

Ecco qui Roberto …….” ….“When evaluating the potential risks in the bond market, it is critical to remember exactly why bonds are an integral part of a well-thought-out asset allocation plan—to diversify the risk inherent in the equity markets. Simply put, while the fear of rising interest rates may be legitimate, a potential bear market in bonds is dramatically different from a bear market in stocks (or other risky assets). In fact, unlike stocks, where the common definition of a bear market is a 20% decline in prices, to most investors a bear market in bonds is simply a period of negative returns. And to date, the broad U.S. bond market has never experienced a –20% return. Indeed, it’s the magnitude of returns that is the key differentiator between bad periods for bonds versus stocks. For example, the worst 12-month return for U.S. bonds since 1926 was –9.2%, while the worst 12-month return for U.S. stocks was –67.6% (12 months ended
June 1932).

In another example, the worst calendar year for the broad bond market was 1994, when due to an unexpected upward shift in interest rates, the bond market returned –2.9% (in 1995, the bond market returned 18.5%). Contrast this to the experience of stock investors in 2008, when the Standard & Poor’s 500 Index lost more than –2.9% in 27 individual trading days.”……..” Andrea

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 14:17

In merito al ricambio generazionale, non è che il problema nasce dal mancato ricambio della classe politica? in fondo la classe dirigente economica non è che una espressione di riferimento di quella politica.Io farei qualche riflessione sui baby boomers, alla Veltroni Casini e/o Rutelli, per capirci sulla fascia di età. La classe prima di loro è stata  quasi interamente soppiantata e la loro, che una volta era "giovane", ma ora va pe gli "anta", non molla la cadrega.Aggiungo: tanti danni ha fatto ai tempi del '68, tanti ancora ne sta facendo ora.Fra

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 15:15

caro capitan Andreami sembri un po' "innocente" (ma col significato che danno in USA a questa parola) quando ti domandi perchè l'economia venga lasciata nelle mani di persone che hanno già dimostrato la loro incompetenza in merito.e il resto ?ti pare ch esia nelle mani di persone competenti ?guarda da noi, abbiamo visto un ingegnere che fa gallerie a capo della giustizia, una "velina" al turismo, un delinquente a capo del governo, a capo delle forze armate chi non ha mai indossato una divisa…..dicono ch eper l'indirizzo politico non servqa avere esperienza nel settore guidato. forse è vero se sotto c'è una solida dirigenza apolitica a supportare, una burocrazia degna di questo nome (come ad esempio in francia).ma dove l'unico merito è compiacere il capo, cosa ci si può aspettare ?ma questo stato della dirigenza del paese non è che l'immagine del paese stesso, dove l'unica competenza diffusa che si può riscontrare è quella sul calcio (e poi ancora) ma se vai in giro a chiedere quali sono le funzioni del capo dello stato la maggior parte non lo sa o canna di brutto.come può gente del genere esprimere scelte competenti e ponderate ?nell'economia il risultato è evidente perchè colpisce la popolazione in modo chiaro e specifico, ma e per gli altri settori ?quando un Gheddafi può prendersi il piacere di ridurre un governo a spettatotore di circo equestre, ( e lo fa solo qui da noi, perchè gli altri sono più seri, ma non tanto di più), direi che l'unica lezione che si può trarre è che siamo caduti così in basso, che anche un personaggio del genere ci può venire a pisciare in testa.

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 15:26

Wall Street al passo di carica. Short spiazzati, ricoperture e gran rialzo

S&P500 +2.5%, ribassisti nell'angolo
per l'improvviso potente rally dovuto ai buoni dati macro. Dollaro debole, petrolio a $82. L'indice ISM, il dato che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera Usa, e' aumentato piu' del previsto a quota 56.3 da 55.5 di luglio. Si tratta del primo aumento dopo tre mesi consecutivi di cali.http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=996805

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 15:26

Wall Street al passo di carica. Short spiazzati, ricoperture e gran rialzo

S&P500 +2.5%, ribassisti nell'angolo
per l'improvviso potente rally dovuto ai buoni dati macro. Dollaro debole, petrolio a $82. L'indice ISM, il dato che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera Usa, e' aumentato piu' del previsto a quota 56.3 da 55.5 di luglio. Si tratta del primo aumento dopo tre mesi consecutivi di cali.http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=996805

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 15:26

Wall Street al passo di carica. Short spiazzati, ricoperture e gran rialzo

S&P500 +2.5%, ribassisti nell'angolo
per l'improvviso potente rally dovuto ai buoni dati macro. Dollaro debole, petrolio a $82. L'indice ISM, il dato che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera Usa, e' aumentato piu' del previsto a quota 56.3 da 55.5 di luglio. Si tratta del primo aumento dopo tre mesi consecutivi di cali.http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=996805

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 15:26

Wall Street al passo di carica. Short spiazzati, ricoperture e gran rialzo

S&P500 +2.5%, ribassisti nell'angolo
per l'improvviso potente rally dovuto ai buoni dati macro. Dollaro debole, petrolio a $82. L'indice ISM, il dato che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera Usa, e' aumentato piu' del previsto a quota 56.3 da 55.5 di luglio. Si tratta del primo aumento dopo tre mesi consecutivi di cali.http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=996805

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 16:50

una rondine non fa primavera, però due rondini in due giorni danno l'impressione che l'inverno sta x finire?

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 17:16

Tu Andrea, e  Michele Spallino , avete parlato di DEPRESSIONE IMMOBILIARE, per primi .io lo voglio testimoniare.Giobbe 8871

Scritto il 1 settembre 2010 at 18:14

Non si tratta di ingenuità in fondo mondo è paese, ma di scegliere tra la pillola blu e quella rossa, scegliere quella che megli si addice.Per quanto riguarda le rondini, anche in questo caso si tratta di scegliere tra la rondine rossa di un indice che ha smentito categoricamente ben sette indici regionali e un collasso del secondo più grande in ordine di importanza , segnalando una produzione in aumento, pur con la buona novella nell'occupazione,  quando GM comunica un crollo delle vendite di auto nel mese di agosto e Toyota un collasso di oltre il 30 % o guardare anche a quella blu che annuncia continue perdite di lavoro nel settore privato.Qualcuno sapeva……..e si è adeguato, il mercato obbligazionario non ha battuto ciglio e ne avrebbe avuto mille ragioni dopo una cavalcata trionfale…. chissà perchè!

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2010 at 20:09

Ottimo riassunto e ottime analisi come sempre.Quello che mi lascia sempre basito é come le persone credano ancora che i mercati esprimano in maniera piu' o meno corretta i valori dell' economia reale quando oramai sono piu' che palesemente scorrelati e nemmeno paragonabili per un infinità di motivi.Infatti è possibile che l'ecomomia Crashi in tutta tranquillità ( sta già accadendo ) mentro il mercato se ne sta a guardare sornione da tutt'altra parte , perché non bisognerebbe dimenticare che nel tipico integralismo ideologico di Wally , é la scelta dell'operatore che fa il mercato e l'economia …non l'economia che fa il mercato e l'operatore e lo fa agire di conseguenza. Questa bugia verrà pagata a caro prezzo…L'altro giorno ( in verità quasi ogni giorno ) riflettevo su come le persone sono abituate a ragionare per schemi predefiniti escudendo qualsiasi fattore che non rientri nel proprio schema e combattendolo qualora ne entrino in contatto e mi son detto che da questo non uscirà mai nulla di buono…Si' puo' ragionevolmente ritenere che pensa che il denaro possa tutto , sia egli stesso disposto a tutto per il denaro…

Scritto il 2 settembre 2010 at 00:21

Ok ok  come sempre ottimo.Già aspettando nuovi incentivi e un’ulteriore discesa dei prezzi delle case pochi  comprano e probabilmente sono  quelli che hanno una esigenza inderogabile o che individuano un buon affare.Ma  le banche sono poco disposte a svendere se ne possono fare a meno e con la liquidità messa a loroDisposizione a tasso zero  non è a breve che i prezzi si abbasseranno  ancora molto.Poi  i furbi e disonesti si trovano in tutto il mondo e qualche casa sequestrata per inadempienzaChe avendo pagato già una parte del mutuo  è diventata un buon affare qualche direttore di bancaLa farà comprare a parenti e amici.Altrimenti il mercato delle vendite sarebbe a zero e solo nuovi  incentivi potranno rianimare un po’ questo mercato  immobiliare americano .Gli effetti dirompenti dei comunicati  amplificati dai media continuano.In America si è parlato d’incentivi fiscali per le nuove assunzioni,e quindi c’è una buona probabilitàChe i licenziamenti andranno alle stelle ,poi ti riassumo quando arrivano gli incentivi giusto?Per quanto riguarda i mercati azionari è vero che stiamo assistendo a una bolla dei bondE titoli di stato perché il terrore di perdere i risparmi  sta azzerando qualsiasi propensione al rischioQuesto sicuramente per i piccoli risparmiatori.Per i grandi capitali che non possono essere lasciati in banca perché possono fallire anche leBanche e poi ai visto mai che a qualcuno viene in mente di fare una patrimoniale?Quindi  tutti sul reddito fisso garantito quasi a zero e per quanto poco esplosiva e sempre una bolla.Ma il mercato azionario ,conosco benino quello italiano,è pieno di delinquenti e truffatori.La trasparenza è sconosciuta  .Provate ad andare sul sito della consob  e a vedere se trovate la lista nera e la lista grigia delleSpa soggette a  controlli particolari se ci riuscite fatemelo sapere.Il mio istinto mi dice che praticamente tutte le società che hanno un padrone per intenderci comeEra tronchetti provera nella telecom stanno razziando in modo più o meno forsennato dall’internoAnche in conflitto d’interesse per costituirsi  un gruzzoletto  ,hai visto mai che se mette male!Poi caso mai rinegoziamo i debiti,lanciamo un bell’aumento de capitale e ripartimo alla grande coi sordi vostri.Per  questo  penso che il nostro mercato azionario  non è ne orso ne toro ma è un mercato lupoIn cui muoversi è pericoloso anche per i più esperti .Personalmente mi ci muovo ancora benino ma è sempre più difficile e impegnativo  però se proprio voleteMettervi non dico al sicuro ma quasi vi consiglio buoni postali indicizzati all’inflazioneAnce se come dice Andrea  i dati oggi ci dicono deflazione  si perderebbe uno 0,01 ma hai visto mai con la velocità  con cui accadono le cose oggi  scatta l’inflazione!Come mi diceva un prete al catechismo ‘non credi all’inferno e al paradiso se hai ragione e non esiste niente non hai perso niente ma se esiste! è meglio andare in paradiso.Poi qualche post l’ha chiuso cosi ‘seguiamo la rotta segnata,pronti a strambare!!!Tradotto pe mo  questa realtà dice deflazione ma se accadono nuovi fatti le cose cambiano.Grazie Andrea  per la tua onestà intellettuale e per la competenza con cui ciIllumini.      

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