MOBY DICK: SEMPRE PIU’ IN BOCCA ALLA BALENA!

Scritto il alle 06:59 da icebergfinanza

 

Nella Bibbia, nel libro di Giona, sta scritto che … " ora il Signore aveva preparato un pesce grande per ingoiare Giona. E Giona rimase nella pancia del pesce per tre giorni e tre notti.. forse molto di più, un nuovo e lungo decennio perduto. 

Martin Feldstein come molti altri grandi economisti che Icebergfinanza segue sta osservando ormai all’orizzonte il delinearsi di una nuova recessione, esauriti gli stimoli e consolidatasi la trappola della liquidità, non resta che consolarsi con una crescita da ricostituzione da inventari e probabilmente dall’orgia di incentivi per investimenti residenziali avvenuta nel secondo trimestre che dovrebbe, sottolineo il dovrebbe rendere dignitosa la crescita economica nella sua inusuale incertezza…

Un’economia in modesta ripresa ha ricordato il Beige Book della FED, immobiliare anemico e ripresa dell’occupazione, tutto cosi dannatamente imprevedibile.

Se qualcuno avesse il coraggio della verità. gli ultimi dati sull’immobiliare sono deprimenti compreso quel specchio per le allodole che ha meravigliato gli ingenui con un rimbalzo che ha fatto precipitare il mese di giugno al secondo peggior mese dal circa quaranta anni a questa parte.

Molto interessante questa indagine riporta da Bill sul blog Calculatedrisk che potete trovare al seguente indirizzo.

Gli effetti della Grande Recessione, sui bilanci degli Stati si faranno sentire profondamente nel triennio 2010/2012 con tagli ai servizi e al personale.

Ricordate,  Penelope e la sua tela dell’occupazione… dove evidenziavo quasi sei mesi fa che mentre il governo federale si sforzava di creare occupazione, gli Stati provvedevano a disfarla nella lunga notte del deficit statale esplosivo se non sinonimo di default assicurato?

Ebbene sembra che secondo la Lega Nazionale delle Città NLC, l’Associazione Nazionale delle Contee ( NACO ) e la Conferenza dei Sindaci (USCM ) abbiamo avuto e avremo in America, perdite di posti di lavoro per 500.000 unità, in maniera particolare nella pubblica sicurezza, nella sanità, nei servizi sociali e ricreativi e nella gestione dei parchi.

Vi dice niente quanto accade in America, dando un’occhiata alla nostra Italia, con la polemica tra Governo e Comuni e in relazione alla manovra finanziaria che prevederebbe un taglio del 50 % delle risorse destinate ai parchi nazionali italiani?

Mondo è paese signori e la dinamica è sempre quella! Si tratta di un sondaggio inviato alle città con oltre 25.000 abitanti e alle contee con più di 100.000. su 270 risposte, 214 città e 56 contee, un 8,6 % di tagli alla forza lavoro significano 481.000 anime senza più futuro temporaneo. Secondo il BLS sino ad oggi sono stati tagliati "solo" 89.000 posti di lavoro.

Robert Shiller in una recente intervista via Reuters, sottolinea come ho spesso affermato che oggi la probabilità di una double.dip è superiore al 50 % e che in sintesi non è altro che la continuazione della recessione precedente.

Nella seconda parte dell’anno come abbiamo più volte visto spariranno gli incentivi che sino ad oggi nessuno si è neanche lontanamente preoccupato di rinnovare per fortuna.

Gli ultimi dati pubblicati dalle varie Federal Reserve regionali e il recente rilascio degli ordini durevoli innaspettatamente atteso come l’unusualità dell’incertezza economica, ci raccontano che l’industria manifatturiera sta nuovamente precipitando nell’oblio macroeconomico di una sovrapproduzione strutturale.

Alzo gli occhi al cielo e sorrido in questo tempo inusuale inaspettatamente imprevedibile.

Sono scese le vendite di computer in quattro degli ultimi cinque mesi ma i big dell’informatica si sono prodigati, a margine delle ultime trimestrali in outlook da favola, non potrà che migliorare, il migliore dei mondi possibili.

Certo resta sempre la Cina, l’Europa, la favola del decoupling a sostenere i consumi, ma da paesi proverbialmente risparmiatori e non molto avezzi a orgie consumistiche non aspettatevi molto anche perchè questa ripresa è di carta.

Ci sono ancora tante Moby Dick nascoste sotto il pelo dell’acqua, in particolare nell’immobiliare, prepariamoci nei prossimi mesi a veloci escursioni dei prezzi delle abitazioni, un suono quello della campana gaussiana immpbiliare che deve trovare la sua naturale conclusione come testimonia Barry Ritholz nel suo blog

Un po la stessa campana gaussiana con la quale sembra che in Europa qualcuno abbia voluto calcolare la probabilità di un default come sottolinea Munchau come se non bastassero i danni che questa simpatica campana che distribuisce presunta normalità ha provocato nella Grande Crisi.

Inoltre decisamente interessante questo pezzo apparso sul SOLE24ORE nel quale si insinua il dubbio che anche le banche centrali avrebbero bisogno di un sano "Stress Test"…

"(…)In un mondo in cui barcolliamo dall’inconcepibile al probabile senza avere il tempo di immaginare il possibile, l’eventualità che banche centrali eccessivamente esposte possano minare la credibilità dei propri governi è qualcosa da prendere sul serio. Le banche centrali hanno alcuni vantaggi peculiari.
Stabiliscono autonomamente le proprie regole contabili, operano con poco capitale proprio, non sono tenute a dar conto nel dettaglio delle loro attività finanziarie e raramente hanno azionisti da accontentare. Ma da decenni sono impegnate a socializzare i rischi, e il ritmo si è accelerato dal momento del fallimento della Lehman Brothers. Certi movimenti delle valute e dei tassi d’interesse, abbinati a default relativamente modesti sui titoli di stato, possono vanificare questi vantaggi. L’indipendenza e la credibilità delle Banche centrali non può resistere a lungo in presenza di perdite debilitanti.
I cittadini hanno diritto di sapere quanti dei loro soldi sono a rischio nel mondo delle banche centrali. La trasparenza è il miglior disinfettante per tutte le banche, non solo quelle private."

E ora date un’occhiata a questa dinamica…

Flash Usa: l’indice Redbook cala dello 0,4% nella prima settimana di luglio ….e ancora…Usa: -0,6% m/m indice Redbook prime due settimane luglio … e ancora … Usa: -0,7% m/m indice Redbook vendite dettaglio 3 settimane luglio ( Milano Finanza )

MILANO (MF-DJ)–Le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nelle prime tre settimane di luglio hanno registrato un calo dello 0,7% m/m.

Ebbene credo che salta all’occhio subito che siamo passati da una media del 0,4 % a quella del meno 0,7 % nello spazio di tre settimane, quindi la tendenza è decisamente negativa. Stiamo parlando dei consumi, ovviamente delle grandi catene nazionali, ma di consumi che contribuiscono alla crescita del prodotto interno lordo ovvero il PIL per oltre il 70 %.

Aggiungetevi la fine degli incentivi ( … sempre prorogabili naturalmente ), la fine della favola della ricostituzione delle scorte, dei magazzini, una nuova caduta degli investimenti non solo residenziali (… ovvero acquisto di abitazioni ) ma anche strutturali, la evidente nuova contrazione del settore manifatturiero e la progressiva diminuzione delle esportazioni grazie ad un dollaro forte in questi mesi e lascio alla Vostra immaginazione su quale sarà la crescita economica nel secondo semestre con un assaggio a breve.

Non serve aggiungere altro, sarà interessante osservare venerdi la composizione della crescita anemica del PIL, settore per settore del secondo trimestre 2010, senza dimenticare che le previsioni della Federal Reserve sono per una crescita di almeno il 3 % annua. Il primo trimestre è stata del 2,7 %, il secondo ovviamente sotto il 3 % chissà quale meraviglie ci attendono per rispettare queste previsioni di Trilussa.

Dopo circa due mesi di prenotazioni è affascinante notare come  ormai il nostro libro ha raggiunto le 2000 prenotazioni, frutto di circa 500 mail, un regalo fantastico da parte Vostra.

Colgo nel frattempo l’occasione di ringraziare tutti i Compagni di viaggio per la stima e l’affetto dimostratomi in occasione della prenotazione del mio libro in uscita a settembre, scusandomi per l’impossibilità di rispondere a tutti.

Per chiunque volesse lasciare una prenotazione senza alcun impegno, per aiutarci ad avere un’idea di massima di quante copie mandare in stampa alla prima uscita l’appuntamento è cliccando qui sotto sul banner della Madre di tutte le crisi,  , dove troverete un assaggio di quello che verrà …..

 

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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14 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 08:56

http://www.gallup.com/poll/112723/Gallup-Daily-US-Consumer-Spending.aspxGallup:US consumer spendingin miglioramento

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 08:56

http://www.gallup.com/poll/112723/Gallup-Daily-US-Consumer-Spending.aspxGallup:US consumer spendingin miglioramento

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 08:56

http://www.gallup.com/poll/112723/Gallup-Daily-US-Consumer-Spending.aspxGallup:US consumer spendingin miglioramento

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 10:21

Qualcuno chiedeva che fine avessero fatto i mutui Arm, ebbene ho trovato casualmente un articolo americano in cui si afferma che i mutui con opzione ARM dei cosiddetti acquirenti alt-A valgono circa l'80% dei mutui subprime e raggiungeranno il picco a fine 2011. Doble dip assicurato.We are now on the upslope of the Option ARM's resetting. If you look at a graph of this you will see that Option ARM's value is about 80% of the subprime loans (which are behind us) in terms of total dollars and the scheduled resetting of Option ARM's does not peak until September 2011

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 10:41

Sto seguendo con attenzione altri blog "bearish" (scusami per la definizione) e si sta aprendo un dibattito interessante.Le Corporate sono strapiene di cash e continuano a fare profitti operando su scala globale.Che sia vero il fenomeno del decoupling? che sia possibile "fregarsene" dei consumi e/o disoccupazione occidentali tanto ormai si opera globalmente?Io sono sempre stato contro la tesi del decoupling ma incomincio ad avere dubbi.C'è da dire che pesano due grossi macigni su questa tesi.1) l'immobiliare e, in genere, le infrastrutture cinesi. Di fatto non si sa in che condizioni siano. Molti parlano di bolla però è anche vero che la Cina non parte dalle condizioni americane. Non avendo trasparenza sui dati è difficile avere un'idea chiara.2) molti parlano dell'iNDIA ma pochi dicono che lavora con deficit spaventosi e che, ormai è una nazione costretta a crescere a ritmielevati per poter sostenere questo deficit. (…spero di non esserci più quando non sarà possibile più andare avanti perchè oltre un miliardo di indiani in crisi sistemica mi mette veramente paura…)Sinceramente mi sembra che ci troviamo in una situazione dove i mercati guardano ai bilanci, li vedono belli e crescono.Dall'altra dei dati macro-economici negativi che stanno erodendo pian piano il modus vivendi occidentali e allargando la forchetta tra ricchi e poveri ma che, forse, potranno essere sostenuti a livello globale (…forse..).Andrea, cosa ne pensi?grazie milleciaoazimut72

Scritto il 29 luglio 2010 at 13:22

Non ho idea delle percentuali di consumo mondiale paese per paese ma non credo che ci voglia molto a comprendere che gli americani consumavano una parte consistente della produzione mondiale esclusivamente a debito o con il rifinanziamento dei mutui. Ora credere che all’improvviso il deleveraging occidentale e l’aumento di risparmio e sobrietà possa essere sostituito da paesi con percentuali di reddito medio pari talvolta ad un decimo e oltre francamentemi sembra troppo anche perché la crescita di quei paesi dipende dai nostri consumi e non certo da quelli interni Andrea

Scritto il 29 luglio 2010 at 14:43

E…..LA FAVOLA DI ANDREA CONTINUA……SIAMO TUTTI ANSIOSI DI LEGGERE QUALE SARA’ LA FINE !!![..] GIOVEDÌ, 29 LUGLIO 2010 MOBY DICK: SEMPRE PIU' IN BOCCA ALLA BALENA! Nella Bibbia, nel libro di Giona, sta scritto che … " forse molto di più, un nuovo e lungo decennio perduto. Martin Feldstein come molti a [..]

Scritto il 29 luglio 2010 at 14:43

E…..LA FAVOLA DI ANDREA CONTINUA……SIAMO TUTTI ANSIOSI DI LEGGERE QUALE SARA’ LA FINE !!![..] GIOVEDÌ, 29 LUGLIO 2010 MOBY DICK: SEMPRE PIU' IN BOCCA ALLA BALENA! Nella Bibbia, nel libro di Giona, sta scritto che … " forse molto di più, un nuovo e lungo decennio perduto. Martin Feldstein come molti a [..]

Scritto il 29 luglio 2010 at 14:43

E…..LA FAVOLA DI ANDREA CONTINUA……SIAMO TUTTI ANSIOSI DI LEGGERE QUALE SARA’ LA FINE !!![..] GIOVEDÌ, 29 LUGLIO 2010 MOBY DICK: SEMPRE PIU' IN BOCCA ALLA BALENA! Nella Bibbia, nel libro di Giona, sta scritto che … " forse molto di più, un nuovo e lungo decennio perduto. Martin Feldstein come molti a [..]

Scritto il 29 luglio 2010 at 15:56

E’ questa l’opinione di Joachim Fels, co-capo economista di Morgan Stanley. In un’intervista alla Cnbc ha fatto notare che “la crescita globale ha segnato un +5% negli ultimi 12 mesi ma I tassi di interesse reali restano negativi”.

Per l’esperto, “le preoccupazioni di una doppia recessione sono eccessive”. Quello che serve ora e’ un cambio di rotta da parte della banca centrale americana, ha sostenuto Fels. Dal suo punto di vista Bernanke, piu’ prima che poi, deve stringere i cordoni della sua politica monetaria pena pressioni inflative al rialzo in tutto il mondo. “L’inflazione si sta alzaando. In India intravediamo segnali di prezzi al consumo in aumento e questo e’ il maggior rischio ora”. (WallStreetItalia) E’ tutto eccessivo in questa crisi come ad esempio lo fu prima della Grande Crisi eccessivo preoccuparsi per un contagio impossibile. Analisti ed economisti che sanno parlare solo di inflazione sono nati e cresciuti con il terrore per questa dinamica che ha accompagnato a parte le due parentesi degli anni trenta e della lost decade le vicende economiche dell’ ultimo secolo. Passera’ ancora qualche anno prima che il fantasma dell’inflazione torni ad impensierire i mercati anche perché evidenziare l’India come modello di rischio inflativo significa non avere capito nulla di quanto e’ accaduto negli ultimi mesi. Impossibile eccessiva non praticabile la strda di una nuova profonda recessione…vedremo! Andrea

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 16:37

Alzare i tassi sarebbe la scorciatoia per il…double dip, ma le banche centrali lo sanno, infatti Bernanke dice di essere preoccupato per la deflazione che combatterà a qualsiasi costo, ma se il debito diventa insostenibile  si cade dalla parte. Dunque un colpo al cerchio della deflazione ed un colpo alla botte della inflazione e la terza via di Andrea (lost decade) potrebbe effettivamente essere l'unica possibilità. In questo caso non fatevi illusioni sulle borse, basta osservare l'andamento del nikkei negli ultimi 20 anni: presto detto, da 40.000 a 10.000 punti.Siamo…in padella e sarà una lunga cottura a fuoco lento.

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 17:04

Dov'è finito il +1 del mib? azzerato in un secondo.Meglio non parlare di decoupling, sono parole…difficili. ah, ah.

Scritto il 29 luglio 2010 at 21:37

Oltre la crescita !Crescita, crescita, ricchezze, guadagni salite degli indici…ma servono a qualcosa ?Non sono un analista finanziario e non mi appassionano i dibattiti toro/orso visto che ci sono tanti agnelli sulla griglia, ma sicuramente a parte l' ultimo biennio negli ultimi 20 anni nessuno avrebbe il coraggio di dire che le cose sono peggiorate. Eppure……eppure mi ha fatto spavento leggere su alcuni documenti OECD scoprire che in nella ricca Europa, nella patria del capitalismo, l' Inghilterra, in una cittadina come Glasgow la differenza di aspettativa di vita tra quartieri ricchi e poveri e' di oltre 18 anni !Nel quartiere piu' povero di Glasgow per gli uomini l' aspettativa di vita e' di appena 58 anni !!!!!Di fronte a questa debacle, in UK, un paese ricco, una delle prime potenze mondiali si possa campare come in africa e' semplicemente agghiacciante…e questo prima dei prossimi tagli di bilancio !!!Questo per farvi riflettere alle volte sul senso che hanno parole come crescita, PIL e indici in salita se poi sotto sotto la vita, la nostra vita peggiora !Occorre cambiare modello !saluti a tutti.Massimo

utente anonimo
Scritto il 29 luglio 2010 at 22:22

A spaventare il mercato ci hanno pensato anche alcune dichiarazioni di James Bullard, membro della Fed, il quale ha dichiarato che gli Stati Uniti sono esposti al rischio di una deflazione simile a quella che ha colpito il Giappone negli anni '90Grande AndreaGiulio

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