REDDITI : TASCHE VUOTE!

Scritto il alle 07:31 da icebergfinanza

  

Il dato di ieri relativo alla revisione del PIL al ribasso testimonia come ormai la favola della ricostituzione delle scorte si avvia alla fine, una piccola revione per il momento che ha negli investimenti privati e nei consumi i principali imputati. Consumi ed investimenti sono storicamente i principali traini della crescita economica insieme agli investimenti residenziali.

Come più volte detto mi attendo una sensibile frenata dell’economia al di la dell’effetto temporaneo degli stimoli governativi presenti ed eventualemente futuri. Il grafico qui sotto gentilmente messoci a disposizione da Moody’s Economy testimonia questa realtà.

Probabilmente non passerà molto tempo che in America qualcuno non si precipiti a reclamare ulteriori stimoli governativi e una ripresa degli acquisti di titoli con sottostante immobiliare da parte della Federal Reserve, ma Paul Krugman, nel suo Blog, ha una dannata paura che questi non si ripeteranno.

Citando i lavori di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, fondamentali per comprendere le dinamiche del debito e rinnovando la stima nel loro lavoro, Krugman sottolinea la sua non adesione all’idea che ogni qualvolta il debito supera la barriera del 90 % rispetto al PIL, l’economia continui a crescere sotto il suo standard potenziale medio.

E’ nota la fede di Krugman nello stimolo della spesa ad oltranza per uscire dalla trappola della liquidità, ma ho il sospetto che oltre un certo limite, quello iniziale, lo stimolo cessi il suo compito, creando solo un nuovo eccesso di debito.

Krugman sottolinea come gli esempio di Reinhart e Rogoff, guardino solo a casi particolari come il dopo guerra o l’imponente crisi finanziaria giapponese, sottolineando oggi l’eurofobia, l’eurosclerosi del debito che taglia la spesa e aumenta le tasse dirette o indirette che siano. Il fantasma del " REMAKE 1936/1937 " continua ad aleggiare ma credo che Reinhart e Rogoff abbiano ragione, l’eccesso di debito provoca un sensibile rallentamento della crescita nella sua naturale ricomposione di un eccesso, sino a giungere al "paradosso della parsimonia" ovvero quando rinasce il concetto di austerità e risparmio quando in realtà ci vorrebbero più consumi.

Inutile dire che la sobrietà e l’austerità oggi è benvenuta anche se non piace agli esaltati della crescita infinita, ma è la naturale conclusione di decenni di eccessi. 

Nei prossimi trimestri sarà interessante osservare come le aziende americane capaci di produrre utili grazie alla riduzione dei costi, taglio del personale e degli investimenti, saranno in grado di assorbire il rinnovato vigore del dollaro, attraverso le esportazioni e i consumi all’estero, visto che i profitti provenienti dalle aziende che operano all’estero hanno doppiato quelli interni.

Quello che è interessante osservare come scrissi anche il primo settembre 2008  in  CHE SORPRESA NEL CAMPO DEI MIRACOLI, che l’economia americana attraverso l’indicatore denominato GDI ovvero il Gross Domestic Income, i redditi dei cittadini e delle imprese, che le difficoltà sono molto più profonde di quanto lo stesso GDP sia in  grado di segnalare un labirinto di dati economici che tende a nascondere la realtà. 

Bill di CalculatedRisk suggerisce una discussione in tal senso, osservando un lavoro da parte di un economista della Federal Reserve, Jeremy Nalewaik, che potete trovare al seguente indirizzo.

" Queste due misure hanno dimostrato diverse nette fluttuazioni del ciclo economico nel corso degli ultimi venticinque anni, con il GDI che ha mostrato un ciclo più pronunciato rispetto al PIL. Queste differenze sono divenute particolarmente evidenti nel corso dell’ ultimo rallentamento congiunturale, che appare molto più severo guardando al GDI …"

E’ abbastanza ovvio che il crollo dei redditi e la loro continua erosione in nome del profitto, della redditività aziendale, della produttività, ha non solo prodotto diffusa disoccupazione, ma ha anche messo le basi per un nuovo decennio perduto dell’economia.

Reddito interno lordo 1 ° trimestre 2010

 

 

 

 

Come sottolinea Bill, il  "reddito delle persone fisiche  è stato rivisto al ribasso per gli ultimi due trimestri e ora mostra nella sostanza, una crescita zero del reddito reale personale dal fondo della recessione.

Ho l’impressione che a breve la Federal Reserve come spesso accade dovrà rivedere sensibilmente le sue proverbiali stime ottimistiche sia sulla crescita, che sulla disoccupazione, stime smentite regolarmente dalla realtà.

Come più volte sottolineato in passato è necessario assistere alla discesa sotto le 400.000 richieste ma la media a quattro settimane dei sussidi di disoccupazione negli ultimi cinque mesi non è più riuscita a dirigersi verso la quota di 400.000 sussidi settimanali medi necessari per fare respirare l’economia, per dare nuovo impulso all’occupazione.

Perchè osservare la media a quattro settimane e non evidenziare il calo settimanale? Semplicemente perchè l’eccesso di volatilità dei dati macroeconomici americani suggerisce di guardare oltre il breve termine, dando un’occhiata alle medie, in grado di ammortizzare fattori stagionali o dinamiche particolari. Considerando poi che in questi mesi si sta dispiegando l’onda delle assunzioni temporanee per il censimento nazionale 2010 nella seconda parte dell’anno non è da escludere una ripresa della dinamica dei sussidi al rialzo.

FRED Graph

 

Concludendo come non condividere gli ultimi dati relativi alla nostra cara e vecchia Italia, prodotti dall’ ISTAT che troverete al seguente indirizzo….

Colgo nel frattempo l’occasione di ringraziare tutti i Compagni di viaggio per la stima e l’affetto dimostratomi in occasione della prenotazione del mio libro in uscita a settembre, scusandomi per l’impossibilità di rispondere a tutti.

Per chiunque volesse lasciare una prenotazione senza alcun impegno, per aiutarci ad avere un’idea di massima di quante copie mandare in stampa alla prima uscita l’appuntamento è cliccando qui sotto sul banner della Madre di tutte le crisi,  , dove troverete un assaggio di quello che verrà …..

 


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13 commenti Commenta
Scritto il 28 maggio 2010 at 07:34

"Il Grande Giudice: IL LAVORO!"“Finchè il lavoro non ha dato concreta forma al valore, questo resta un’ipotesi. Una bolla….……Alla resa dei conti troveremo il vero giudice: il lavoro!”(Labarde, Maris)Nessuno può sfuggire a questo grande giudice, nessuno…Valentinap.s Gran bel post anche oggi Capitano, Grazie!

Scritto il 28 maggio 2010 at 08:32

Andrea,in un sistema economico estremamente finanziarizzato e , a seconda dei punti di vista, oppresso o sostenuto dai debiti i concetti di bilancio di cassa e di competenza si stanno via via allontanando.E' vero che i creditori hanno più memoria dei debitori, ma credo che chi ha prestato denaro incautamente, non valutando correttamente il merito di credito, ovvero pensando che qualcuno comunque pagherà, debba, prima o poi, accettare il rischio di non essere ripagato, e chi ha sottoscritto una polizza incendio e ha dato fuoco alla casa debba mettere in conto il rischio di non vedersi liquidare il danno. Penso che a questo punto si  necessario concentrarsi sulla sostenibilità dei bilanci di cassa al fine di avviarci almeno verso una situazione di equilibrio, e garantire, l'operatività, per i debiti del passato … anvederà.Non sarebbe male trovare il modo di metterlo in tasca ai cinesi che oggi sono, colpevolmente, creditori netti di tutto il pianeta.

Scritto il 28 maggio 2010 at 09:50

http://www.corriere.it/economia/10_maggio_28/falciani_l_uomo_della_lista_cosi_si_nascondono_i_soldi_virginia_piccolillo_24ba4d02-6a22-11df-bd58-00144f02aabe.shtmlAndrea,continuo a dire che i debiti sono fittizzi, il problema sono gli interessi che servono a drenare la ricchezza dall'economia reale, dalle tasche dei cittadini

Scritto il 28 maggio 2010 at 09:50

http://www.corriere.it/economia/10_maggio_28/falciani_l_uomo_della_lista_cosi_si_nascondono_i_soldi_virginia_piccolillo_24ba4d02-6a22-11df-bd58-00144f02aabe.shtmlAndrea,continuo a dire che i debiti sono fittizzi, il problema sono gli interessi che servono a drenare la ricchezza dall'economia reale, dalle tasche dei cittadini

Scritto il 28 maggio 2010 at 12:18

Valentina #1 concordo ed infatti è da molto tempo che scrivo di "smetterla di lavorare"….ma nessuno mi ascolta…..no anzi forse mi sbaglio, bisognerebbe fare bene i conti e calcolare quanti lavoratori che produco beni reali ci sono hehehehe.Un salutoSD

utente anonimo
Scritto il 28 maggio 2010 at 12:51

TASCHE VUOTE ? BUCATE direi , PER POTERLE SVUOTARE MEGLIO  !CON  variante :   UNA CATEGORIA PER VOLTALA FESTA  E' APPENA INZIATA ……UN VERO SUCCESSO !………………VENGHINO SIGNORI , VENGHINO.

Scritto il 28 maggio 2010 at 17:15

Ocse: ridurre deficit senza danneggiare crescita.Ma è possibile?

Scritto il 28 maggio 2010 at 19:37

Certo Stella attraverso un lungo decennio perduto filtrando con la Storia danzando sull’orlo del vulcano di una depressione perché ancora oggi ben pochi hanno compreso quello che e’ accaduto e ci consigliano sempre e solo i soliti rimedi. Andrea

utente anonimo
Scritto il 28 maggio 2010 at 20:33

e intanto wally recupera e finirà per guadagnare, grande borsa grande speculazione, abbasso i catastrofisti, mi correggo evviva i catastrofiti.wally bull bull bull bull bulltoroseduto

Scritto il 28 maggio 2010 at 22:34

Non si possono risolvere i problemi se continuiamo a pensare nello stesso modo con cui li abbiamo creati (i problemi).A. EinsteinMassimo

utente anonimo
Scritto il 28 maggio 2010 at 23:32

"Ma quale minaccia deflazionistica?? Il mercato sta distruggendo l'M3 perchè la M3 è costituita da mezzi fiduciari, ovvero denaro che esiste solo grazie all'illusione contabile, denaro che, lo ripeto ancora, è rappresentativo solo di debiti insostenibili, di investimenti che non avranno alcun ritorno economico, di attivi finanziari che valgono zero. La distruzione di questo denaro finto non è deflazione. E' un ritorno alla normalità. E' la marea dell'illusione di prosperità che, come è giusto e inevtabile che sia, si sta ritirando, sta scoprendo il re nudo. Il problema è che qua a questo punto, oramai quasi tutti noi siamo re nudi. Sotto la propaganda di questi stessi professoroni, negli ultimi 60 anni ci siamo vestiti di cose che non potevamo permetterci, e la tragedia è che a questo punto non siamo disposti a rinunciarci."A proposito per M3 italiano che cresce come la mettiamo: http://ftalphaville.ft.com/blog/2010/05/27/245011/an-italian-m3-mystery/Well, if it can happen to bunds

utente anonimo
Scritto il 29 maggio 2010 at 00:09

prova

utente anonimo
Scritto il 29 maggio 2010 at 05:11

Si Wally recupera a parte qualche piccolo incremento di volumi nelle vendite e un sell off finale……si bull bull bull mi raccomando fissati i bulloni nel cervello prima di parlare

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