ALLA FINE LA LUNA SORRISE.

Scritto il alle 07:38 da icebergfinanza
Alla fine nonostante le fobie di Bernanke, Summers e JPMorgan, le tempeste di neve e la "carezza" della luna, non si sono materializzate anche se i dati relativi all’occupazione, nascondono alcuni messaggi che vanno interpretati.
Inutile chiedersi per quale motivo in molti la scorsa settimana, si sono prodigati a ricordare a tutti che le tempeste di neve avrebbero potuto influenzare negativamente i prossimi dati macroeconomici, in fondo ad alcuni è dato di sapere quello che in realtà non esiste.
Non un solo commento sul fatto che le famigerate tempeste di neve avrebbero potuto incidere in maniera sensibile sopratutto sulle ore lavorate e non sul numero di nuovi lavori che l’economia americana è in grado di creare.
Prima di passare ad analizzare i dati in questione, volevo fare una considerazione. La dinamica del mercato del lavoro è in miglioramento, inutile negarlo, anche se il miglioramento non è sufficientemente consistente a produrre gli oltre 200.000 posti necessari ad annullare le pressioni demografiche e migratorie, dando una speranza ai milioni di americani che hanno perso il loro posto di lavoro.
Come evidenziato in un recentissimo post dal titolo " Penelope e la tela dell’occupazione". gli Stati americani hanno incominciatop a disfare la tela che il tessuto privato sta faticosamente cercando di ricostruire, con una perdita di 18.000 posti pubblici, anche in presenta dell’avvio delle assunzioni per il censimento nazionale 2010. Non ingannino più di tanto i meno 36.000 occupati, in quanto la media a quattro settimane dei sussidi di disoccupazione, attualmente equivale ad una perdita di circa 80.000 posti, ammortizzata nel mese di febbraio dal solito modello statistico stagionale che ha aggiunto per l’ennesima volta quasi 100.000 posti di lavoro in attesa delle revisioni che verranno. . CES Net Birth/Death Model  
Ovviamente molti sostengono che, viste le condizioni atmosferiche il cui impatto il BLS non è in grado di quantificare, i numeri sarebbero stati positivi, dimenticandonaturalmente  i 97.000 posti o anche meno se vogliamo dare credo ad una ripresa del mercato del lavoro, prodotti dal CES sulla base di ipotesi che negli ultimi due anni si sono rivelate errate.
Come avevo ricordato venerdi oltre al numero delle ore lavorate era importante osservare il numero delle persone occupate a part-time per ragioni dovute al ciclo economico,  aumentato sensibilmente di  475.000 unità che ha contribuito ad elevare la percentuale di sottoccupati segnalata dalle misure alternative comunicate dal BLS al 16.8 % dal precedente 16,5 Alternative Measures of Labor Underutilization for States Pur scendendo lievemente il numero di persone disoccupate da più di 27 mesi, la percentuale rimane rilevante.
I lettori di Icebergfinanza ricorderanno certamente come in piena euforia da presunta ripresa economica evidenziai la strutturalità di questo ciclo di disoccupazione, strutturalità che avrebbe avuto nell’aumento delle ore lavorate e nei lavori a tempo determinato, la prima fase di un recupero che molto difficilmente si sarebbe trasformato in assunzioni a tempo indeterminato.
Nel frattempo l’indagine presso le famiglie la cosidetta "Household survey" segnala oltre 300.000 nuovu occupati che fanno aumentare di pari passo la forza lavoro di 340.000 unità. A parte i soliti settori e i lavori temporanei, costruzioni, manifattura e financial sector unitamente al settore governativo continuano ad evidenziare una dinamica in miglioramento ma pur sempre negativa.
Comunque sia non è cambiato nulla, i sussidi di disoccupazione, la loro media a quattro settimane corrisponde a perdite mensili, nell’ordine dei 80.000 posti e cosi è stato nonostante il dato ufficiale sia uscito a meno 36.000. Senza il modello statistico stagionale demenziale CES/NET B/D, mediamente le perdite sono intorno alle 100.000 unità e le revsioni dei prossimi mesi e anni lo dimostreranno, perchè la Verità è figlia del tempo.
Ora Bill, di Calculated Risk, ci aiuta a scoprire una nuova tendenza nel mercato immobiliare americano, una dinamica creativa per sostenere disperatamente la madre di tutte le depressioni immobiliari della storia.
Sembra che a Moreno Valley, in California, le banche stiano ritardando il processo di pignoramento. In un esempio si parla di una famiglia non più in grado di onorare il proprio investimento immobiliare in quanto gli affittuari avevo lasciato ormai da un anno l’abitazione e quindi i flussi relativi agli affitti sono venuti a mancare. La famiglia ha atteso per mesi la visita della banca, ma nessuno si è fatto vivo.
Nel frattempo visto il basso livello di case sul mercato, le offerte multiple non mancano, talvolta addirittura a prezzi del 10 % superiori al valore effettivo. Bill ci dice che tutto ciò è un vero mistero, con il 14 % dei mutui in sofferenza o in fase di pignoramento, secondo la MBA, perchè non avvengono i pignoramenti. Ciò è forse dovuto alle reimpostazioni ( ……e i lettori di icebergfinanza ben sanno quanto sta accadendo ai mutui ARMS ) o forse le stesse banche stanno attendendo l’avvio della fase dell’HAFA short sale program, programma di vendite allo scoperto, per evitare i costi dei pignoramenti? E ancora per quale motivo Fannie, Freddie e la FHA detengono un numero elevato di REOS ovvero case pignorate che attendono di essere immesse sul mercato in un momento propizio?
L’opinione di Bill, è che quanto sta accadendo è il riflesso della politica, in parte è dovuto alla scelta di limitare l’offerta e incrementare la domanda, per sostenere i prezzi delle attività, ( bel fallimento direi, visti i recenti dati del mercato immobiliare….) limitando cosi le perdite per le banche. Comunque sia la ragione di questa misteriosa tattica, il vero enigma è quando all’improvviso le abitazioni pignorate, verranno immesse sul mercato cosa accadrà ai prezzi.
Ormai non stiamo pensando solo giapponese, ma stiamo agendo giapponese, si cerca di diluire all’infinito le naturali dinamiche di un mercato immobiliare che subirà la negativa influenza ancora per molto più tempo di quello che il mercato non si immagini, diluendo e nascondendo l’evidenza.
Ho letto alcuni pensieri accademici "illuminati" nel fine settimana,  Un poco di inflazione farà bene all’ Europa che segue l’altra illuminante intuizione di un capo economista del FMI un certo Blanchard L’ inflazione non è un tabu’ a patto sia certa. D’altra parte la reazione del futuro governatore della banca centrale europea, il tedesco Alex Weber insieme al governatore della banca svizzera, non si è fatta attendere, bollando come non affatto convincente l’argomento. Swissinfo.ch.
Disquisizioni accademiche, in fondo, non tengono conto che la deflazione, la debt deflation nei fatti è già con noi,
Comunque sia in " Deflazione: una rivoluzione copernicana e Archimede: la leggenda della leva finanziaria " analisi a disposizione via mail, di coloro che vorranno contribuire liberamente alla nostra navigazione, esploriamo le ragioni del perchè la "debt deflation" e il "deleveraging" contribuiranno a tenere lontano il fantasma dell’inflazione per molto più tempo di quello che il mercato è in grado di comprendere.

Gli accademici e i policy che vogliono un "pochino" di inflazione, in fondo ambiscono ad una delle strategie per combattere questa crisi e la deflazione inerente, dimenticando che vi sono altre strade, anche se più dolorose, ma forse inevitabili, per ricomporre gli eccessi di questi anni. 
Sino a quando si arriva ad una Versione Europea  della ormai leggendaria frase di Andrew Mellon, segretario al tesoro nella Grande Depressione, una frase da brividi :
 " Liquidare il lavoro, liquidare le azioni, liquidare gli agricoltori, liquidare l’immobiliare….sarà eliminato il marcio dal sistema."
Cambiando argomento, è interessante notare come anche in America oggi, il premio Nobel Joseph Stiglitz abbia sottolineato come il sistema della Federal Reserve, sia dotato di  una struttura di governance che assomiglia ad una struttura di governo corrotta e che la Fed di New York abbia evidenti conflitti di interesse, dove nel consiglio di amministrazione siedono funzionari di banche che si suppongono essere a loro volta sorvegliate, mi fa venire in mente qualcosa che non ricordo. Huffingtonpost.com .
Nel frattempo il dibattito si sposta sulla supervisione delle grandi banche americane, la quale deve rimanere alla Federal Reserve, caldeggiata apertamente dal segretario al tesoro Geithner e dalle lobbyes bancarie. Ebbene se la supervisione è stata quella del periodo precedente all’ultima crisi, la prossima sarà quella definitiva, l’implosione finale di tutto il sistema. Non a caso, Trichet secondo Bloomberg, ha una incredibile illuminazione, Trichet Says Derivative Threat to Stability Still Underestimated … .
" Quello che temo in realtà è che stiamo sottovalutando l’instabilità sistemica associata con l’uso dei derivati. " 
In un intervento ad inizio anno 2009, scrissi che la prossima onda sistemica sarebbe arrivata dai derivati, dal suo uso demenziale.
Per quale motivo il governatore della banca centrale europea, solo dopo aver assistito a quanto è accaduto con la Grecia, con i credit default swap e i currency swap, ha avuto  bisogno di cosi tanto tempo per temere che in realtà le autorità di vigilanza stanno sottovalutando il rischio sistemico dei derivati.
Non è possibile che la gente comune o anche consapevoli addetti ai lavori si accorgano della demenzialità di alcune pratiche creative della finanza e un governatore tema solo oggi che ciò costituisca un rischio sistemico. Ecco perchè la nemesi di questa crisi arriverà sino in fondo, tra sottovalutazioni e consapevoli assenze, abbiamo ben poche speranze, dopo che la finanza ha completamente sequestrato la democrazia e l’economia.
 

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 11:58

Certo che vedere i mercati a questi livelli, le commodities sempre piu' su forse fa pensare che la gente sta cercando qualsiasi cosa o bene tangibile dove investire…
forse la moneta e' veramente carta straccia…

Andrea credi che il dollaro abbia gia' terminato la sua corsa verso un apprezzamento sull' euro?

ciao a tutti e buona settimana

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 12:09

PER CHI SUONA LA CAMPANA?

Oramai il mercato ha capito che bisogna guardare oltre le apparenze, se il FMI propone un'inflazione moderata, tutti sanno che  è un modo velato della FED per proporre una (utopica)  espansione monetaria globale.
 La FED sta tastando, a livello politico, per riuscire ad imporre una svalutazione generale delle monete, con conseguente ondata inflattiva, in modo da bruciare il debito e applicare la massima "chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto", (svalutare il debito e abbassare le retribuzioni dei salariati).
L''Europa non ne vuole sentire parlare di inflazione, anzi è decisa a porre riparo ai forti deficit di bilancio di molti suoi paesi, ed è di oggi la notizia che si vorrebbe dare vita al  European Monetary Fund (EMF), creando una sorta di cassa comune a cui attingere in caso di crisi.
In America si è sempre considerata l'Europa come una grossa piazza commerciale, senza ne anima ne volontà politica, ma quello che è accaduto negli ultimi 24 mesi sta che, anche se con lentezza, le cose stanno cambiando.
Lo strisciante avvicinamento Europa-Russia ma anche Turchia-Russia e la sempre più forte collaborazione fra Europa-Cina, stanno  preoccupando l'amministrazione USA.

Oggi l'Euro è la seconda moneta a livello mondiale, se la BCE applicherà una rigida politica monetaria, la FED dovrà dare vita a quello che considera un suo incubo, cioè svalutare il biglietto verde, sulla falsariga di quello che la BoE ha già fatto almeno due volte con la Sterlina!
Bernanke è un uomo dentro un labirinto,  solo il sospetto di un'imminente svalutazione del dollaro creerebbe uno sconquasso epocale, ma  il tempo non sembra volergli dare una mano.
Gli USA sanno benissimo che la Germania aldilà delle apparenze non è affatto un alleato, i Tedeschi semplicemente odiano  gli Inglesi è nutrono un non troppo celato Anti-Americanismo e i Francesi, anche se con sfumature diverse, stanno sullo stesso binario.
Gli USA non si stanno rendendo conto che l'attacco alla Grecia fatta da Soros e i quaranta ladroni, non è che acqua al mulino della UE e un'appoggio alla politica di rafforzamento della BCE.
La sensazione è che l'Europa stia cercando l'incidente diplomatico il casus belli per ridimensionare il peso degli USA non solo in Europa ma anche a livello globale.
E' quasi certo che all'interno dell'Europa si è costituito un gruppo di potere che vuole fare le scarpe agli Anglo-Americani, per ora non vi è evidenza di chi aderisce a questo nuovo establishment, ma è sicuro che si sta tessendo una fittissima tela.
Moltissime aziende Europee (quindi molti Top Manager) ne hanno le scatole piene di vedersi sempre scavalcati dalle aziende USA, il giorno dei lunghi coltelli è vicino.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 14:46

 Interessante articolo di Sergio Romano

 

Le crisi della Grecia e dell'UE

L'Europa non può solo impartire lezioni da fuori campo

6 mar 2010

di SERGIO ROMANO 

 

http://www.cdt.ch/commenti-cdt/commento/20697/le-crisi-della-grecia-e-dell-ue.html

Stella

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 17:02

a proposito degli illuminati del sole 24 ore
http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/03/due-sono-meglio-di-uno.html

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 17:02

a proposito degli illuminati del sole 24 ore
http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/03/due-sono-meglio-di-uno.html

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 17:02

a proposito degli illuminati del sole 24 ore
http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/03/due-sono-meglio-di-uno.html

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 17:02

a proposito degli illuminati del sole 24 ore
http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/03/due-sono-meglio-di-uno.html

Scritto il 8 marzo 2010 at 18:34

Caro M mi dispiace ma pubblico solo una parte di quanto scritto, credimi abbiamo bisogno di confronto ignorando le provocazioni, ignorando coloro che le mettono in atto, consapevolmente o inconsapevolmente…Ho già detto quello che pensavo e . anche se  condivido ciò che hai scritto ….. senza andare oltre le righe, ma ho paura che la reazione non porterebbe a nulla. Grazie Andrea

Chiedo scusa a tutti per il mio anonimato, ho valide ragioni e, se questo porterà i moderatori a bannare il mio intervento, capirò e continuerò a seguirvi con attenzione, interesse e affetto, come faccio ormai da molti mesi. Un enorme grazie ad Andrea per lo splendido lavoro svolto e a tutti quei partecipanti al blog che lo fanno crescere di spessore coi loro interventi.
Buona discussione a tutti!

M.

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2010 at 18:35

FELICE 8 MARZO A TUTTE LE DONNE  

             

esseri gradevoli e divertenti , da non reprimere.

il FUTURO è PER VOI , AMAZZONI !!!!!

GIOBBE

Scritto il 8 marzo 2010 at 18:37

Folletto credevo di essere stato abbastanza chiaro link e non poemi.

Andrea

Scritto il 8 marzo 2010 at 18:54

Mi associo a Giobbe, con l'augurio che l'altra Metà del Cielo possa riempire sempre più le grigie stanze della finanza e dell'economia portando un tocco di colore e freschezza, nella scienza triste.

In un mondo dove ormai esistono sempre meno regole e quelle poche che resistono  vengono travolte dall'interesse privato travestito da falsa democrazia, sia essa politica o finanziaria, dove la mancanza di responsabilità è evidente nella socializzazione delle tragedie economiche e sociali, dove ogni giorno si cambiano le carte in tavola, la "shock economy" alla Naomi Klein è sempre più evidente, una evidenza che avviene tra la generale anestetizzazione della gente comune e non solo.

Comunque sia le migliaia di anime che vivono la vita semplicemente ogni giorno, con la tensione all'altro, al cambiamento, alla testimonianza, sono una immensa isola approdo quotidiano per la speranza, che mi nutrono di ottimismo che vola oltre la realtà quotidiana dominante.

Buona serata Andrea

Scritto il 8 marzo 2010 at 20:41

Al giovane e simpatico Giobbe, al coraggioso Capitano e ai cari Compagni di Viaggio, tutti..nessuno escluso…

mi permetto a nome dell’altra metà del cielo, sia essa silente o meno, a nome delle Donne Amazzoni…di ringraziarVi…Vi ringrazio sinceramente…per il gentile pensiero!

Giobbe citando le Amazzoni mi hai stuzzicato, grazie per avermi ricordato Pentesilea (Regina delle Amazzoni, poesie e…altro) di un’amica, Franca Oberti, un libretto intenso, mi permetto questa parentesi:

E ora, amazzoni mie care,
è il momento della riscossa;
faretra sulle spalle
e arco in resta.
Basta piangerci addosso!
Marceremo nel mondo
Con la nostra unicità,
anime ribelli
che offrirono in sacrificio
la propria femminilità.
Non tremerà la mano
Quando scoccheremo
Frecce al destino.
Donne fedeli e impavide
Avanzeremo nel cammino
Che di sicuro porterà lontano.
Forse non fu scelto,
né tanto meno desiderato,
ma di certo fu pagato!

Buona Navigazione cari Compagni di Viaggio
Valentina

p.s Tutti in fondo dovremmo fare come le Amazzoni…

Scritto il 8 marzo 2010 at 21:41

Compasso

10+

ogi scoltando la radio e sentendo della proposta della Merkel di un fondo monetario europeo
(teniamo presente che gi stati europei sono i principali azionisti del FMI)
ho pensato le stesse cose.

un saluto

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