DEFLAZIONE: BOLLA DELLE MIE BRAME, QUAL'E LA PIU' GROSSA DEL REAME…

Scritto il alle 06:10 da icebergfinanza

Oltre un anno fa scrissi un pezzo nel quale evidenziai come Bernanke mise in piedi una sorta di Bubble Team, composto da tre economisti, Hang, Xiong e Brunnermeier, provenienti rispettivamente dal Vietnam, dalla Cina e dalla Germania, nella "sua" universià, quella di Princeton, per cercare di comprendere come sia possibile sgonfiare una bolla senza spegnere la naturale effervescenza di un ciclo che corre il rischio di essere scambiata con una pericolosa irrazionale euforia.

Al di la delle considerazioni uscite da questo studio, nel quale l’ottimismo formula la crescita e l’espansione della bolla per essere sostituito all’improvviso da un cambiamento delle condizioni economiche che spinge i partecipanti a precipitarsi in massa verso le uscite di emergenza, sarebbe bastato leggere le teorie di Minsky e Fisher. Ma forse era chiedere troppo a colui che ha sposato l’ideologia della razionalità dei mercati, chiedere troppo a colui che sostiene che la razionalità dei mercati può essere travolta solo da un evento esogeno.

In fondo come diceva il suo maestro, quel Milton Friedman, padre del monetarismo, autore della favola degli elicotteri pieni di dollari da gettare sulle città americane, non è tanto la validità di una teoria quella che conta, ma il suo contagio agio agio agio. 

Come scrisse Daniel Cloud, gestore di hedge fund e filosofo alla stessa università di Princeton…Ogni volta che è scoppiata una bolla siamo intervenuti a mettere riparo, ma non abbiamo mai pensato a farle scoppiare noi deliberatamente. Il risultato è che i nostri mercati finanziari sono diventati uno schema piramidale. L’azzardo morale, pensavamo, poteva tranquillamente essere ignorato proprio perché è "morale", parola che, come ogni vero scienziato sa, è sinonimo di "immaginario".
Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l’azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti. La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche "mentire".
Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando.

Come abbiamo già visto Minsky sosteneva che il crollo del mercato, lo scoppio di una bolla, nel suo famoso Minsky Moment, avviene grazie a fattori endogeni, grazie alla stessa fragilità intrinseca del sistema finanziario. Ma questo nell’ideologia delle cosidette aspettative razionali, non è contemplato.

Ebbene nel suo recente intervento Bernanke, ha voluto ricordare al mondo, come lui, esperto di Grande Depressione, non ritiene "una cosa ovvia" la presenza di una nuova bolla nei mercati finanziari, sostenuto in questo compito dal suo vice, Donald Kohn, secondo il quale i bassi tassi di interesse non sembrano alimentare una nuova bolla dei prezzi.

" Non è ovvio per me e in ogni caso attualmente non c’è alcun grande disallineamento nel sistema finanziario americano " ha sostenuto Bernanke, un po come qualche mese prima della Madre di tutte le crisi, sosteneva che il sistema finanziario era sano, i prezzi delle abitazioni sostenibili dalla crescita economica e che il contagio non era nello stato delle cose.

Liu Mingkang, presidente della China Banking Regulatory Commission ha detto a Pechino che la politica americana e la dinamica di caduta del dollaro, ha portato ad una massiccia speculazione mentre Donald Tsang capo dell’esecutivo di Hong Kong ha sottolineato come " i leader dovrebbero guardare fuori dalla finestra".

Ma tralasciando le dichiarazioni di Bernanke e Kohn, quello che preoccupa è la posizione di Yanet Yellen, governatrice della Fed di San Francisco, l’unica ad aver preso in considerazione seriamente il lavoro di Minsky e Fisher, l’unica a temere seriamente la deflazione in maniera esplicita…

(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Non e’ ancora chiaro se la Federal Reserve decidera’ di agire sui tassi di interesse per contrastare l’indebitamento finanziario e il rischio di una bolla. Ad affermarlo e’ il presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, nel corso di una conferenza ad Hong Kong riportata dall’agenzia Bloomberg. "Tassi piu’ alti di quelli ritenuti appropriati in base a condizioni puramente macroeconomiche, potrebbero aiutare a giocare d’anticipo riguardo al rischio potenziale di un aumento dell’indebitamento e di un boom del prezzo degli asset" ha dichiarato Yellen che e’ membro votante all’interno del Federal Open Market Committee della Fed, l’organismo preposto a prendere decisioni di politica monetaria. Tuttavia – ha aggiunto – "il ricorso alla politica monetaria per questi fini necessariamente compromette il raggiungimento di altri obiettivi macroeconomici". Le parole di Yellen si inseriscono nel dibattito sui rischi di una bolla speculativa legata alla strategia di tassi bassi per un ampio periodo di tempo ribadita proprio in queste ore dalla banca centrale americana. Ieri il presidente della Fed, Ben Bernanke aveva detto di non ritenere "una cosa ovvia" il verificarsi di una bolla negli Usa e secondo Yellen per chiarire la questione "e’ necessaria una ulteriore analisi delle connessioni fra politica monetaria, settori bancario e finanziario e i rischi sistemici".(ANSA).

Questo dimostra quanto sia profonda la paura della deflazione, questo dimostra che la Fed è disposta a correre il rischio, ma non solo, pure alimentandolo di una nuova devastante bolla del credito speculativo che a sua volta alimenta una serie considerevole di altre bolle finanziarie.

Nel frattempo in America l’indice dei prezzi alla produzione è salito dello 0,3 % ben al di sotto del consensus, ma udite, udite al netto delle componenti volatili come energia e alimentari il PPI è crollato, letteralmente crollato dello 0,6 % contro aspettative di un aumento del 0,1 %. L’aumento anno su anno si è letteralmente dimezzato nel mese di ottobre. Certo il dato è stato distorto da un discesa dei prezzi delle autovetture, diminuito dello o,5 % dopo un aumento dell’ 1 % a seguito delle rottamazioni governative, ma questa è deflazione pura, questo è un aumento delle aspettative sulla deflazione. Che poi i rivenditori forti dell’intervento governativo abbiamo provveduto ad aumentare il prezzo delle autovetture, poco importa, ma il BLS ha già sottolineato come queste variazioni di prezzo siano già state adeguate nei dati rilasciati.

Gli ottimisti di maniera sottolineano che i dati in questione non segnalano alcuna preoccupazione sul versante inflazione, aggiungendo il solito commento ….per ora.

A forza di gridare al lupo, al lupo, prima o poi, quando nessuno ascolterà il grido disperato, allora l’inflazione arriverà!

Ieri il governatore della Fed di Dallas, Fisher, un falco inflativo, ha sostenuto che il PIL nel quarto trimestre sarà più vicino al 2,5 % che al 3,5 % del consensus, chissà perchè, se mi è permessa una battuta, ho come la sensazione che Fisher legga Icebergfinanza. Se evidenziamo che, anche quello relativo al terzo trimestre, verrà tranquillamente rivisto al ribasso, viste le recenti, revisioni negative, allora non resta che concludere che nonostante gli interventi statali, della crescita rimane ben poca cosa.

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

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41 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 10:53

Andrea…volevo farti i complimenti per le immagini che utilizzi!
Non so se impieghi piu’ tempo a scrivere i tuoi thread o a trovare queste bellissime e simpatiche immagini…che parlano da sole!

buona giornata!

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 11:56

Dunque per evitare la deflazione (missione impossibile secondo Andrea) Bernanke corre il rischio di alimentare una nuova bolla (peraltro già abbastanza gonfia) sui mercati finanziari ed inoltre mente spudoratamente negando l’esistenza della bolla, per non parlare dei danni futuri sul dollaro e sull’inflazione importata.
Era meglio Greenspan, Bernanke è un esponente delle banche too big to fail.
Obama invece il più deludente di tutta la compagnia.
…ciao, ciao America.

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 12:22

 tratto da MERCATO LIBERO (per tener vivo il dibattito)

ORO: 1140 dollari
PETROLIO : 79,8 dollari
DOLLARO EURO : 1,498
MERCATI AZIONARI AMERICANI SUI MASSIMI!

E POI QUESTA E’ DEFLAZIONE?

A ME SEMBRA ASSET INFLATION DOVE L’UNICO CHE CI STA RIMETTENDO E’ IL DEFLAZIONISTA CHE TIENE I SOLDI SUL MONETARIO MENTRE TUTI GLI ASSETS VOLANO.

IL DENARO STA PERDENDO RAPIDAMENTE DI VALORE.

RICORDATEVI CHE QUESTO E’ IL PRIMO PASSAGGIO VERSO L’INFLAZIONE GALOPPANTE.

La moneta immessa va alle banche
Le banche comprano assets facendo lievitare i prezzi
Anche gli imprenditori e gli speculatori comprano facendo salire ancor di più il valore degli assets
La valuta perde di valore
La corsa verso le materie prime rende più cari i prodotti finiti
Le aziende si ristrutturano e riducono la capacità produttiva
I prezzi possono salire
L’inflazione (quella che raccontano i giornali, può finalmente salire)
I consumatori non avendo incrementi di reddito non possono che diminuire nuovamente i consumi
A quel punto le banche vendono sui massimi gli assets acquistati.
E via così…in un lento processo di decadenza economica.

Questo modello viene usato dai governi per EVITARE IL COLLASSO DEL SISTEMA E I CONSEGUENTI DISORDINI SOCIALI.

Il modello teorizza l’ignoranza dell’essere umano che viene reso ogni giorno sempre più schiavo del debito (che cresce grazie alla socializzazione delle perdite).

Si lavora per pagare il debito che si è generato per salvare banche e imprese dalla catastrofe.

Gli imprenditori e i banchieri rimangono al loro posto GENERANDO LE BASI PER LA PIU’ GROSSA INGIUSTIZIA SOCIALE A DANNO DELLE MASSE DAL PRIMO DOPOGUERRA A OGGI.

E’ ORA DI DIRE BASTA A QUESTO SISTEMA !!!

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 12:27

caro Portello,
nell’era di internet alcune cose sono facili. ad esempio reperire immagini. Prova ad esempio a digitare "big babol" in Google immagini e prova a vedere cosa magicamente apparirà….

alcune cose rimangono ancora difficili. Tipo scrivere post come questo.

il pavone

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 12:54

A proposito di deflazione:
http://macromonitor.net/2009/11/16/giappone-quando-la-crescita-preoccupa/#more-1972

Andrea.de

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 13:10

ciao compasso, e ciao phitio. sono DORF, e si, te la do la risposta che mi chiedevi. non ti sarai mica arrabbiato vero? volo solo stuzzicarti. ma dimmi, perchè non osare di più? perchè tu come tanti, chiedi meno del minimo? sai perchè, tutti siete cosi’ demoralizzati che pensate di non contare nulla. e invece vi sbagliate. se solo lo capiste. voi siete grandissimi, avete un potere enorme, ma ancora non lo avete capito. il sistema si che lo ha capito, ed è per questo che vi tiene schiavi con la PNL.vi fanno il lavaggio del cervello ogni giorno, e vi dicono, tu non vali nulla. tu non vali nulla. tu non vali nulla. e a forza di dirvelo voi ci siete cascati e ci credete,e quindi non reagite alle botte che prendete. se tu compasso giri il web, vedreti che molti altri, non solo io, dicono di tirar fuori tutti i soldi dalle banche. non sono mica una mosca bianca. alla tua domanda/e la risposta l’ha data ancora 10 anni fa giacinto auriti. ti posso chiedere una cortesia? fallo x te stesso. vai su questo sito: http://www.simec.org li’ ci sono tutte le spiegazioni che cerchi. c’è tutto. certo che bisogna nazionalizzare la banca d’italia. VOGLIO ESIGO che ritorni nelle mani del popolo, no di privati lazzaroni e ladri. e il tesoro ,lui deve stampare e o gedtire il flusso del denaro prodotto. denaro vero, no finto. che si può vedre e toccare. le tasse vanno abolite tutte. io stato programmo con intelligenza le infrastrutture che servono x rifdare fiato , vitalità e onore al paese italia. devo rifare tutto l’acquedotto italiano? bene, calcolo il costo da affrontare, anche i costi accesori, e anche l’eventuale indotto che produrrà. eppoi stampo io, non la BCE di merda, i miliardi che servono. si generebbe un volano fantastico. saremmo più ricchi della svizzera. ti osto uno stralcio del libro del grande procuratore dell’aquila, bruno tarquini. regole x un sistema onesto. 1) il volume totale del circolante deve essere costantemente in rapporto con il volume dei beni che il sitema economico nazionale ha prodotto ed è pronto a distribuire. 2) il rapporto tra il volume della moneta circolante e quello dei beni prodotti deve essere calcolato, sorvegliato ed eventualmente corretto da un organismo statale o parastatale, formato da scienziati della finanza e dell’ economia, eletti a vita dal parlamento, e per ciò autonomi e indipendenti dal governo e sottratti ad ogni tipo di coinvolgimento di natura politica, e che rispondono del loro operato soltanto ai rappresentanti del popolo. 3) reddito di cittadinanza. – nel calcolo della popolazione si deve tener conto di tutti i cittadini: non solo di quelli produttivi, ma anche di coloro che, x una ragione o l’altra,sono privi di reddito, come i disoccupati, i malati, gli anziani, i bambini. anche costoro sono una ricchezza x la nazione, anche loro x il solo fatto di essere cittadini, debbono essere destinatari di una quota-parte di moneta, per poter almeno soddisfare gli elemnetari bisogni della vita. solo cosi’ si realizza la “moneta del popolo” e si consegue il dovuto allineamento tra sovranità popolare e sovranità monetaria; altrimenti la prima si ridurrebbe, come è attualmente, soltanto ad una mera espressione verbale priva di ogni corrispondenza con la realtà. 4) inoltre le banche ordinarie possono utilmente contibuire a restituire alla moneta la sua funzione originaria, trattenendo in deposito e concedendo in prestito moneta reale, e non ,come adesso, moneta virtuale. in tal modo non potrà più creare quella moneta scritturale, che da una parte consente lucri vertiginosi e dall’altra aumenta fittiziamente, ma dannosamente, il volume del circolante. pertanto gli assegni bancari o trasferimenti di capitale, dovranno essere sempre rappresentativi di effettivi depositi di moneta reale. per ora ti basta compasso? sai cosa è un’utopia? fai bene attenzione, non fare errori. sai che diceva AURITI? utopia non è una cosa irrealizzabile. no no! è qualcosa che fino adesso non si è tentato di realizzare. ma non è scritto da nessuna parte che non si possa realizzare. l’uomo può realizzare quasi tutto, basta volere. basta crederci, ed io ci credo. ti ricordi galileo? eppur si muove. la terra gira attorno al sole. che gli dissero i preti? senti bello, sono 14 secoli che il sole gira attorno alla terra, ora arrivi tu, e dici queste cose? intanto ti mettiamo dentro un pozzo, e vediamo se ti passa la voglia di dire cose strane. eppure caro compasso, anche se aveva milioni di persone contro, aveva ragione lui. dopo ,ma tanto dopo, tutti lo venerarono. solo che noi uomini del 2009 non abbiamo secoli davanti. solo pochi mesi, forse 1 anno. quindi prima buttiamo giù sto sistema, meglio è. so che tu sei minuzioso, quindi i dettagli li costruiremo camin facendo. le persone valide x ricostruire sto paese ci sono. alcune te le trovo io. altre proponile tu. e anche tutti gli altri di questo forum. proponete. ciao a tutti. DORF

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 15:53

hai ragione..pero’ io avrei scelto la 6ta immagine che viene fuori su google immagin
certe bolle si spera non scoppino mai…
:-p

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 16:13

Non capisco perchè i sostenitori dell’inflazione  ignorano i dati sugli aggregati monetari. M3 è in costante calo ormai da mesi. Ricordo a tutti che l’aggregato M3 è uno dei principali indicatori seguiti dalle banche centrali per prendere decisioni di politica monetaria. Le basi reali per l’inflazione nel breve periodo non esistono, nel lungo periodo fare previsioni è solo un gioco da maghi. Asset inflation ? C’è qualcuno che crede davvero che possa essere (o diventare) un dato strutturale? Appena il vento dei mercati cambierà potremmo rivedere valori dimezzati rispetto a quelli attuali. 
Di certo c’è solo una cosa, che è diventata un dato di fatto: il patto tra banche centrali( e governi) e grandi investitori per sostenere i mercati finanziari. La guerra la stanno combattendo contro lo spettro della deflazione e rispetto a questo spauracchio anche un po di asset inflation va bene. Ma quanto durerà questo patto? E per quanto tempo è ancora sostenibile?

Scritto il 18 novembre 2009 at 16:43

Sullo stile di Valentina condivido questo bel pezzo con voi.

GEORGE CARLIN – Riflessioni sul nostro tempo:

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che
abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse,
autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo meno,
comperiamo di più, ma godiamo meno.

Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole,
più comodità, ma meno tempo.

Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso,
più conoscenza, ma meno giudizio,
più esperti e ancor più problemi,
più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo,
fumiamo troppo,
spendiamo senza ritegno,
ridiamo troppo poco,
guidiamo troppo veloci,
ci arrabbiamo troppo,
facciamo le ore piccole,
ci alziamo stanchi,
vediamo troppa TV
e preghiamo di rado.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo,
amiamo troppo poco
e odiamo troppo spesso e con troppa facilità.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.

Siamo andati e tornati dalla Luna,
ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di
casa.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’ aria, ma inquinato l’ anima.
Abbiamo dominato l’ atomo, ma non i pregiudizi.

Scriviamo di più, ma impariamo di meno.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più potenti per contenere più informazioni
e per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno fra di noi.

Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,
grandi uomini e piccoli caratteri,
ricchi profitti e povere relazioni.

Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi,
case più belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci,
dei pannolini usa e getta,
della moralità a perdere,
delle relazioni di una notte
e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al
calmarti, all’ ucciderti.
 
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera
e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri o di
cancellarle.

Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora,
perché non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in
soggezione,
perché quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco.

Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco,
perché è l’ unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla.
 
Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto di pensarlo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell’
anima.

Dedica tempo all’ amore,
dedica tempo alla conversazione
e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.

E RICORDA SEMPRE:
la vita non si misura da quanti respiri facciamo,
ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

Bill

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 16:56

Io ho ancora negli occhi il l’intervista a Stoneleigh sul caso deflazionario mostrata su theOilDrum (sezione europa).

http://europe.theoildrum.com/node/5917

Signori, fa talmente coppia con le analisi di Andrea che non posso ignorarla.

Qui stiamo per andare in una deflazione brutta, brutta, brutta.

Se il grafici numero 2  e 15 hanno un qualche valore predittivo, allora dobbia mo attenderci, nella fase peggiore, un ritorno a volumi di attività economica simili a quelli degli anni 30. Solo che abbiamo una popolazione triplicata o quadruplicata rispetto ad allora.

Phitio

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 17:01

Ciao Andrea, come sai,  abbiamo DA ANNI una visione comune sullo stato delle cose e divergente sul tema deflazione/inflazione. Io, tatticamente, ovvero breve medio periodo ( medio periodo che potrebbe essere anche due o tre o quattro anni) sono d’accordo con la probabilita’ di deflazione, e’ vvoiamente nelle cose, ma e’ evidente che i debiti fatti in questi due anni NON sono pagabili in ogni ragionevole scenario futuro. Quindi non e’ che vi siano motle strade: o inflazione galoppante o default ( per dirla da ignorante).
Continuo a pensare che, vdeendola un poco in modo distaccato la faccenda stia cosi

Scritto il 18 novembre 2009 at 17:03

ciao scusa l’anonimo di prima, che sarei poi io non e’ anonimo in realta’, sono Pietro, di Crisis what crisis.
A presto !!!
8o)

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 17:21

 

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 17:29

BALDRY = 4381

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 17:42

Nel grafico vedo che dal picco assoluto di giugno 2009 (mi sembra 18,1%) c’è stato un calo, nell’arco di 5 mesi, del 2,1%. Il livello di M3 è tornato vicinissimo ai livelli precedenti al  quantitative easing. Il cavallo ha bevuto?

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 18:19

Forse hanno speculato sui mercati finanziari

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 18:26

Crisi economica
Le previsioni 2009-2011 della Commissione europea
Secondo le previsioni d’autunno della Commissione, gli ultimi mesi hanno registrato un netto miglioramento
della situazione economica e delle condizioni finanziarie, dovuto in gran parte all’adozione di misure di
politica monetaria e di bilancio senza precedenti. Molti indicatori finanziari sono tornati ai livelli precedenti
alla crisi e la fiducia è in aumento. Le prospettive relative alla crescita e agli scambi a livello mondiale sono
migliorate, specialmente nelle economie dei paesi emergenti. Il miglioramento delle prospettive a breve
termine nell’Unione Europea e nelle altre aree deriva in parte da fattori temporanei: mano a mano che il loro
effetto svanirà nel corso del 2010, è probabile che l’attività a livello mondiale subisca un rallentamento.
Durante il periodo oggetto delle previsioni, la crescita delle esportazioni dell’UE dovrebbe pertanto
stabilizzarsi solo gradualmente. Anche la domanda interna sarà fortemente limitata. Tenendo presente lo
scarso utilizzo della capacità, le previsioni di crescita della domanda relativamente deboli, i modesti aumenti
della redditività e la crescita ancora moderata del credito, si prevede che gli investimenti non riprenderanno
fino al 2011. Sebbene i consumi privati si siano dimostrati un fattore stabilizzante durante la crisi, la spesa
delle famiglie nel periodo a venire sarà limitata dalla necessità di riassestare i bilanci domestici e dalle
prospettive non rosee per il mercato del lavoro. Le conseguenze negative che la crisi finanziaria potrebbe
avere sulla produzione potenziale costituiscono un altro ostacolo alla ripresa. Stando alle previsioni, dopo unaumento iniziale, la crescita del PIL nell’Unione Europea e nell’area dell’euro dovrebbe rallentare prima di
tornare a migliorare nella seconda metà del 2010 e oltre. Nonostante il mercato del lavoro dell’Unione
Europea abbia resistito alla crisi meglio del previsto (principalmente grazie a misure politiche a breve
termine, riforme precedenti e mantenimento di eccedenze di manodopera in taluni Stati membri), nei
prossimi trimestri è attesa una perdita di posti di lavoro. Secondo le previsioni, quest’anno l’occupazione
diminuirà di quasi il 2,25%, e nel 2010 scenderà ancora di circa l’1,25%. L’occupazione dovrebbe stabilizzarsi
progressivamente verso la fine del 2010 e nel 2011, una volta che la ripresa sarà consolidata. (Fonte: aiccre)
maat

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 18:36

Montecristo:

Più  vado  avanti e più mi convinco  che   il  migliore  di tutti  è  stato  Greespan,su  questo  Andrea, penso  che  in  futuro  ti  ricrederai ed  inoltre  è  l’unica  cosa  che  non  condivido  nelle  tue  eccezionali  analisi .

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 18:44

Forse a completamento del commento #8 bisognerebbe notare che la fed ha esplicitamente detto che la politica dei tassi nulli serve anche ad incentivare l’investimento in assets rischiosi:
io lo traduco così: ora entri il…parco buoi …

Scritto il 18 novembre 2009 at 18:45

GRAZIE!! Bill , bella …proprio bella davvero!!
Ci voleva!!

  "Il Volo"   
   
            “Volate liberi e felici
        Al di là dei condizionamenti,
   in un tempo senza fine, nel persempre.
   Di tanto in tanto noi ci incontreremo
               quando ci piacerà
        Nel bel mezzo dell’unica festa
           che non può finire mai” 
        (rivisitazione di RichardBach)

Ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 19:07

Un consiglio pratico:

nella deflazione tutti gli assets perdono di valore…quindi il miglio investimento e’ la liquidita’?

grazie,

PORTELLO
 

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 20:10

Cosi’ credo anchio Portello e col senno di poi anche aver comprato prima un po di oro…purtroppo mi sono perso quando Andrea in qualche modo lo consigliava cash is the king almeno finche’ (se lo tieni in banca) non andiamo in default ipotesi che ritengo nulla nel breve e medio termine e comunque irreale….anche sul lungo(nel senso che potrebbe accadere qualcosa di peggiore e piu globale che porterebbe agli stessi risultati) MA ATTENZIONE PER ALCUNI ESPONENTI DI CHIARA MATRICE POLITICA E SOPRATUTTO SENZA UNA LIRA PENSARE DI PRESERVARE I PROPRI RISPARMI E’ UN TREMENDO REATO.
Anonimo17

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 20:20

@22 di Anonimo27

Forse l’ultima sibillina frase fa riferimento allo scherzetto dell’ allora topo Amato, che in una notte svuotò i conti correnti degli italiani ?

luigiza

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 20:28

No caro Luigiza mi riferivo ad alcuni fanatici presenti su questo blog.
saluti
Anonimo 17

Scritto il 18 novembre 2009 at 21:16

Ma chi mai volete che osservi gli aggregati monetari, ben pochi sanno cosa sono è più importante il contagio che le idee, anche se non c’è alcuna speranza o aspettativa di inflazione da qui a due anni, ciò che conta è il contagio, quello che interessa seminare alle elite. Se provate a chiedere a qualcuno a cosa si riferisce il grafico qui sotto, ben pochi sapranno rispondervi…..


Chi parla di asset inflation parla del nulla, dell’effetto placebo di un sistema che sta collassando sulla montagna di debito creata in questi anni, un debito che soffoca, che distrugge, che annienta il sistema. Non passerà molto che l’asset inflation esploderà in faccia ai propri fautori. Un messaggio trasversale è anche rivolto a coloro che parlano di stagflazione, inflazione e recessione o crescita stagnante che non hanno ancora compreso come la stagflazione è in realtà una stagdeflation e che prima o poi se anche la speculazione riuscisse a far esplodere l’inflazione sarebbe questione di un istante prima di ricadere questa volta in depressione.

Che poi Obama parli del debito quando si sta parlando di un nuovo stimolo governativo lascia il tempo che trova…….se pensa che il rischio di una double dip recession, più volte menzionata, venga solo da quella direzione, lo hanno informato male……da qualunque parti si giri la padella, la frittata è quasi fatta!

Gli Stati Uniti devono tenere sotto controllo i deficit che continuano a crescere, altrimenti
il rischio è quello di una ricaduta nella recessione. Lo afferma, in un’intervista a Fox News, il presidente americano Barack Obama, spiegando che con una disoccupazione al 10,2%
l’amministrazione si trova a doversi districare fra il rilancio dell’economia e dell’occupazione e la riduzione dei deficit.

«È essenziale ammettere che se continuiamo ad aumentare il debito, anche nel mezzo di questa ripresa, a un certo punto – ha spiegato Obama – la gente potrebbe perdere fiducia nell’economia
americana e questo potrebbe realmente portare a una recessione ‘double-dip»’.

L’intervento di Obama è giunto in concomitanza con i segnali difficili dall’economia reale. Il debito Usa è balzato oltre i 12.000.000 miliardi. Mentre a ottobre l’edilizia residenziale ha visto scendere la costruzione di nuove abitazioni a 529 mila unità. Si tratta del livello minimo dallo scorso aprile. Il dato è sotto il consensus del mercato posto a 600 mila unità.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 21:24

ah certo che chi è rimasto liquido ha fatto proprio un bell’affare in questi ultimi mesi! 
"Cash is king"  quando  chi lo ha può comprare a prezzi di saldo, come è stato in questi mesi con le azioni e le materie prime, altrimenti è king di che cosa ?
Se tutti tenessero i soldi in cassa tutto si fermerebbe e collasserebbe  l’intera economia.
Quanto alla deflazione  se i prezzi delle azioni  e delle commodities sono saliti almeno  lì proprio non ha atticchito. E anche nella economia reale vedete un ribasso dei prezzi o credete che l’inflazione che ci comunicano sia quella vera?
Io penso che lo scenario che ci attenderà sia piuttosto quello della stagflazione.

ettore

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 21:56

Per la serie …"alle volte ritornano !!!!!!"

matteo

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 21:56

Per la serie …"alle volte ritornano !!!!!!"

matteo

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2009 at 21:56

Per la serie …"alle volte ritornano !!!!!!"

matteo

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 02:09

http://www.effedieffe.com/content/view/8824/165/


 più discutibili cambiamenti introdotti dal trattato di Lisbona sono nell’area della libertà, della polizia e del settore giudiziario. Ora che anche la repubblica ceka è capitolata, i media inglesi  cominciano a preoccuparsi, perchè una serie agghiacciante di intrusioni eurocratiche sono già in vigore, o in via di applicazione. Il superstato orwelliano di polizia a-democratico avanza a passi da gigante….

qualcuno ha per caso l’articolo completo di Maurizio Blondet ?
poichè nn sono abbonato

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 02:09

http://www.effedieffe.com/content/view/8824/165/


 più discutibili cambiamenti introdotti dal trattato di Lisbona sono nell’area della libertà, della polizia e del settore giudiziario. Ora che anche la repubblica ceka è capitolata, i media inglesi  cominciano a preoccuparsi, perchè una serie agghiacciante di intrusioni eurocratiche sono già in vigore, o in via di applicazione. Il superstato orwelliano di polizia a-democratico avanza a passi da gigante….

qualcuno ha per caso l’articolo completo di Maurizio Blondet ?
poichè nn sono abbonato

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 02:09

http://www.effedieffe.com/content/view/8824/165/


 più discutibili cambiamenti introdotti dal trattato di Lisbona sono nell’area della libertà, della polizia e del settore giudiziario. Ora che anche la repubblica ceka è capitolata, i media inglesi  cominciano a preoccuparsi, perchè una serie agghiacciante di intrusioni eurocratiche sono già in vigore, o in via di applicazione. Il superstato orwelliano di polizia a-democratico avanza a passi da gigante….

qualcuno ha per caso l’articolo completo di Maurizio Blondet ?
poichè nn sono abbonato

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 07:56

Bene ! Allora è il giunto il momento di abbonarsi… e gia che ci sei fai anche una donazione a IcebergFinanaza !

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 13:44

ma come dice il dispensatore, macchè soldi a Iceberg o Blondet, mettili in borsa!!!….bull bull bulll

sentite che dice Société Genérale
"Société Générale has advised clients to be ready for a possible “global economic collapse” over the next two years, mapping a strategy of defensive investments to avoid wealth destruction"

http://thecynicaleconomist.com/?p=9780

Altapata

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 13:44

ma come dice il dispensatore, macchè soldi a Iceberg o Blondet, mettili in borsa!!!….bull bull bulll

sentite che dice Société Genérale
"Société Générale has advised clients to be ready for a possible “global economic collapse” over the next two years, mapping a strategy of defensive investments to avoid wealth destruction"

http://thecynicaleconomist.com/?p=9780

Altapata

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 13:44

ma come dice il dispensatore, macchè soldi a Iceberg o Blondet, mettili in borsa!!!….bull bull bulll

sentite che dice Société Genérale
"Société Générale has advised clients to be ready for a possible “global economic collapse” over the next two years, mapping a strategy of defensive investments to avoid wealth destruction"

http://thecynicaleconomist.com/?p=9780

Altapata

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 15:41

Ragazzuoli belli, giusto oggi son venuto a sapere che le miniere d’oro del sudafrica sono in fase di esaurimento che definire terminale è un eufemismo: sono esaurite al 95%.

Capito?

La produzione di oro mondiale è in declino costante dal 2001 ad oggi. CI credo che il presso aumenti in questo modo, altro che deprezzamento del dollaro e fuga verso il bene rifugio, almeno non è soltanto questo.

se andate a guardare questo simpatico sito, scoprirete inoltre che dal 2001 mancano circa 1000 tonnellate l’anno di produzione per soddisfare la domanda, e il gap è stato coperto dalla vendita di parte dei depositi delle banche centrali.

http://www.dani2989.com/gold/goldprod0509gb.htm

Non c’e’ male: se anche l’oro ci abbandona che resta ai poveri investitori orfani delle loro certezze?

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 17:21

non so perche’ ma l oro ha un suo fascino
c’e’ chi dice che e’ l unica moneta che esiste da migliaia di anni
ma pero’ anche con l oro..che si fa..si va a fare la spesa? si gratuggia un po e si paga cosi?
ok ci sono anche le monete..ma..non so…
mi viene da cantare..
che confusione sara’ perche’ affondiamo….

vorrei avere tanto una palla magica…

beh comunque c”e da dire una cosa..in un economia globale..a meno che la gente non ritorni ad un istema feudale protezionistico ci vuole una moneta globale…

di sicuro l america non vorra’ scambiarla a questi livelli..ci rimetterebbe troppo…allora mi sa che bisognera’ ancora aspettare un po di tempo per una moneta mondiale

altrimenti vorrebbe dire dare le chiavi del potere alle nuove economie…

mah…

che confusione…

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2009 at 23:09

L’oro sale perchè non se ne trova piu?

Mi ricorda tanto la storiella del petrolio, quando stava a 140 dollari.

sono tutte Stronzate.

L’oro Sale perchè sale.

Il resto è Fuffa.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 20 novembre 2009 at 00:58

PER 25/ Scusa Andrea 12.000.000 di miliardi di patate o dollari,scusa con queste ciffre si puo’ sbagliare a me non risulta  che gli usa abbiano un debito cosi’ elevato ,dividi pro capite e vedrai che ti sei sbagliato.Ciao Matteo

Scritto il 20 novembre 2009 at 09:16

Il debito pubblico USA è arrivato a 12 Trilioni ovvero 12.000 miliardi ovvero 12.000.000 milioni.
 Si avvicina al 100% del PIL, con un deficit dell’ordine del 10% sforerà il 100% del PIL nel 2010/2011 anche in presenza di tassi di crescita "low single digit" prevedibili.

Ad Andrea sono "scappati" tre zeri… capita.

Un po di tempo fa, quando tutti si riempivano i post di trilioni, triliardi, sesquilioni e fantastiliardi (di Paperoniana memoria)  avevo suggerito di fare un po’ di attenzione agli ordini di grandezza.

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