CRISI FINANZIARIE: L'OMBRA DEL SOL LEVANTE

Scritto il alle 06:34 da icebergfinanza

 

Sir John Templeton, uno dei consulenti d’investimento più famosi al mondo, alunno di un certo Benjamin Graham, padre del "value", investimento sul valore, amava ricordare che le quattro parole che spesso di pagano di più nella vita sono: "Questa volta è diverso".

I lettori di Icebergfinanza sanno che da tempo ormai, lo sguardo è puntato verso l’oriente, alla ricerca di quel passato che chiunque tende a dimentire è destinato spesso a riviverlo.

Nella " Lost Decade" giappone, il decennio perduto, la politica monetaria espansiva, gravò il paese di un eccesso di capacità produttiva associato ad un crollo dei consumi, figlio di un illusorio "effetto ricchezza".

" Il tasso ufficiale di sconto fu tagliato a varie riprese fino a quando raggiunse il minimo storico dello o,5 % nel settembre del 1995. Rimase invariato fino al settembre del 1998 quando fu tagliato allo 0,25 %. Poco dopo le banche straniere cominciarono ad offrire tassi d’interesse negativi, per i loro depositi in yen ( in altre parole i giapponesi pagavano per il privilegio di prestare i loro soldi a banche straniere che consideravano più sicure delle loro). Ma i bassi tassi non riuscirono a far resuscitare il mercato. Come aveva osservato Keynes durante la grande depressione, in caso di deflazione la politica monetaria non era di nessuna utilità."

Il libro di Chancellor è come una sorta di macchina del passato che in qualche maniera ci proietta nel futuro, benvenuti nel paese dei ciliegi, benvenuti nel Sol Levante.

La scorsa settimana su BUSINESSWEEK in "This Time Is Different": Reinhart and Rogoff worry about future financial crises, Carmen Reinhart, autrice assieme a Rogoff di alcune splendide analisi sulle crisi finanziarie del passato, davanti la pubblico del Princeton Club di New York ha sussurrato che " stiamo parlando giapponese senza saperlo. "

Nessuna novità per gli amici di Icebergfinanza, senonchè alle volte è meglio rinfrescare la memoria storica, per cercare di comprendere la rotta che abbiamo dinanzi.

Mentre coloro che hanno contribuito alla creazione di questa crisi o hanno assistito dietro le quinte alla dinamica della tempesta perfetta, senza intervenire, ci raccontano che la recessione è sostanzialmente finita e condividono le loro visioni sul futuro, noi continuamo ad attingere direttamente alla fonte dell’eterna giovinezza storica, aiutati da economisti ed analisti che hanno saputo vedere molto più lontano di chiunque altro, aiutandomi nella difficile interpretazione di questa crisi.

" Quando hai studiato otto secoli di follie finanziarie " come i nostri due economisti, dice l’autore dell’articolo, i modelli iniziano ad emergere. Il modello principe è quello che la gente non impara quasi mai dai suoi errori.

Quante volte abbiamo ascoltato il dolce canto delle sirene che ci annuncia che questa volta è diverso, che a noi non capiterà mai, che la grande deflazione giapponese è stata un episodio isolato, irripetibile nel mondo occidentale.

Ma questa volta è diverso, giusto? La Reinhart dice che gli americani sembrano ripetere involontariamente gli stessi errori giapponesi, tra i quali l’ostinazione a puntellare una serie impressionante di "banche zombie" che non sono nelle condizioni di poter continuare ad effettuare prestiti. Voi tutti sapete che la nazionalizzazione, secondo la mia modesta opinione, permetterebbe o meglio avrebbe permesso, temporaneamente di smontare pezzo per pezzo giganti finanziari troppo grandi per fallire, evitando un rischio sistemico di proporzioni inedite.

In UN_URLO_DALLA_STORIA: NAZIONALIZZARE! sottolineai come ….la nazionalizzazione è l’unica risposta adeguata a questa crisi, l’unica risposta adeguata ad un sistema tecnicamente fallito, una nazionalizzazione temporanea che azzeri gli azionisti e ridimensioni i sottoscrittori di obbligazioni, eliminando qualsiasi azzardo morale senza alcuna distinzione.

L’ultima notizia in relazione a CIT Group, istituzione finanziaria che concede credito ad oltre un milione e mezzo di piccole e medie imprese americane è emblematica. dopo aver ristrutturato il debito con gli obbligazionisti della società, dopo aver ricevuto il rifiuto da parte del Tesoro americano per un possibile salvataggio…

SAN FRANCISCO (MarketWatch) — Embattled lender CIT Group Inc. /quotes/comstock/13*!cit/quotes/nls/cit (CIT 1.60, -0.60, -27.27%) is in the midst of a last-ditch bid to restructure by handing control to its bondholders, according to a media report late Monday. The Wall Street Journal, citing an unnamed source, reported that the plan would have CIT offer bondholders new debt secured by the firm’s assets, alongside nearly all of the equity in the restructured company. If not enough bondholders agree to the plan, the result could be one of the largest Chapter 11 bankruptcy-court filings in U.S. history.

Si sta prospettando uno dei fallimenti bancari più imponenti della Storia Americana, il quinto assoluto dopo Lehman Brothers, Washington Mutual, Worldcom e General Motors,  un’offerta di scambio per eliminare il 30/40 % di più di 30 miliardi di debito in sospeso, nuovo debito garantito da una sorta di maschera, la nuova CIT group, se questa non è una sindrome giapponese, ditemi Voi cosa è, si continua a protrarre all’infinito, l’inevitabile.

L’ente che garantisce i depositi bancari americani, la FDIC ha finito i fondi e ha bisogno di ulteriori 45 miliardi di dollari, prevedendo inoltre fallimenti bancari sino al 2013 per ulteriori 100 miliardi. La possibile strada è quella di richiedere al sistema finanziario americano un anticipo di tre anni sui contributi che è tenuto a versare, strada obbligata per non dover richiedere aiuto per l’ennesima volta al contribuente americano, cosa che saggiamente Sheila Bair valuta come un azzardo morale, che implica la possibilità di un salvataggio incondizionato, un pozzo il deficit americano dal quale attingere a prescindere.

A propositi ritengo assurde le dichiarazioni del responsabile antitrust europeo Kroes, secondo il quale gli aiuti pubblici possono essere destinati solo esclusivamente al settore finanziario, "linfa vitale" del sistema economico; non vi saranno deroghe per altri comparti in difficoltà. Sole24Ore Chissà, forse è per questo che l’azzardo morale del sistema finanziario mondiale, prosegue, certo troppo grandi e portatrici di rischio sistemico, le grandi per fallire, al punto tale di rinunciare ai Tremonti Bond, chissà forse un eccesso di orgoglio che costerà caro in futuro.

I depositi bancari del contribuente americano, assicurati dal prelievo fiscale che lo stato ha prelevato e preleverà in futuro dalle sue stesse tasche, una metafora affascinante.

Sarebbe interessante comprendere, come la stessa FDIC possa oggi garantire coloro che in teoria dovrebbero partecipare alla famosa asta governativa per ripulire il sistema finanziario americano dai cosidetti titoli strutturati "tossici".

Se qualcuno di Voi non sa di cosa parlo, ebbene, il post PUNTO DI NON RITORNO lo spiega in maniera dettagliata.

Per la cronaca ricordo a tutti che S&P, l’agenzia di rating ha declassato MBIA, monolines per eccellenza, impresa assicurativa che garantiva il debito di tutti e tutto, con capitali fantasma, in quanto le perdite su titoli strutturati, RMBS CDO di ABS ed affini potrebbero essere più elevate di quanto si creda, con un downgrade che non mancherà di avere riflessi futuri sulla contabilità del sistema finanziario globale, anche se la magia di sistemi contabili che si modificano a seconda delle necessità, è un’altra perla che la storia del SOL LEVANTE ci lascia, come scrissi tempo fa:

Grande Depressione, Lost Decade e Crisi Svedese sono tutte figlie di una eccessiva deregulation del sistema finanziario, ed in diversa misura sono state tutte innescate da un crollo del sistema immobiliare….la rapidità di intervento nella crisi svedese permise di nazionalizzare tutte le maggiori banche insolventi per isolare il virus di assets tossici con perdite minimi ai danni dei contribuenti. La crisi fu inestata da un rialzo improvviso ed esponenziale dei tassi per far fronte ad una tempesta valutaria con conseguente crollo del mercato immobiliare e successiva svalutazione della corona che permise una rapida ripresa attraverso le esportazioni. Oggi una soluzione di questo genere appare improbabile in quanto oggi la recessione globale è generalizzata come accade,  solo durante la Grande Depressione.

Nella crisi svedese di deflazione neanche l’ombra!

Nel frattempo invece, nei land tedeschi ……

(AGI/REUTERS) – Berlino, 28 set. – L’inflazione in Germania scende dello 0,3% su base annua a settembre e dello 0,4% mensile. Lo rivelano i dati preliminari tratti dalle regioni campione. Gli analisti si aspettavano un un calo dello 0,1% annuale dello 0,2% mensile. I dati non tengono conto dell’inflazione in Baviera che non sono ancora stati rilasciati. I risultati finali saranno diffusi il prossimo 9 ottobre. (AGI)

In Spagna invece l’inflazione è in forte calo, certo inutile chiamarla deflazione vero….

(AGI/AFP) – Madrid, 29 set. – Per il settimo mese consecutivo, e’ in forte calo l’inflazione spagnola: a settembre, scende dell’1% su base annua. Nel paese iberico, i prezzi stanno ora calando meno velocemente rispetto all’Eurozona dove l’economia si sta riprendendo. Ma il governo di Madrid ribatte che la Spagna non sta entrando in un periodo di deflazione, nonostante il prolungato periodo di caduta dei prezzi. Anzi, la tendenza potrebbe favorire la ripresa nel momento in cui consumatori e compagnie riprendono a spendere. (AGI)

Inflazione negativa, disinflazione, deflazione buona, la si chiama in qualunque maniera pur di non raccontare le cose come stanno, e ricordo a tutti che oggi, non esiste più la scusa del crollo delle materie prime, quello è un palliativo ormai destagionalizzato, in Giappone, la terra del Sol Levante siamo a meno 2,2 % anno su anno.

(Teleborsa) – Roma, 30 set – L’indice dei prezzi al consumo, a settembre, ha segnato una diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente, come non accadeva da gennaio scorso. Lo si legge in una nota dell’ISAE.

Anche a settembre, l’inflazione nell’area euro è risultata inferiore a quella italiana, con un differenziale a sfavore del nostro paese lievemente superiore a quello registrato ad agosto: in base alla stima flash EUROSTAT nella zona euro i prezzi sono diminuiti dello 0,3% rispetto ad un anno prima, mentre in Italia l’aumento tendenziale dell’indice armonizzato è stato dello 0,3% per cento.

In Italia lo sappiamo tutti, la dinamica è figlia di un regime occulto di monopolio e cartello affiancato da una catena della distribuzione obsoleta e in grado di nascondere o trasformare la deflazione dei prezzi alla produzione in incrementi spesso sensibili.

Ma tornando per un attimo ai nostri due analisti Reinghart e Rogoff e lla politica di nascondere sotto il tappeto la polvere finanziaria…..

" Americans kid themselves, she says, by saying, “These are not zombie loans. They’re just non-performing.”

Certo questi non sono prestiti zombie, sono semplicemente prestiti o mutui non performing! Che si tratti di prestiti in "sofferenza" o di prestiti "incagliati" la realtà è sempre questa, ovvero che come più volte osservato d’ora in poi dovremo confrontarci con le insolvenze.

Per prestito in sofferenza si intende quello nel quale il pagamento degli interessi o il rimborso non vengono effettuati alla scadenza prevista, mentre per incagliato si fa riferimento ad un numero di rate non pagate dopo le quali la sofferenza diventa puro incaglio.

Secondo l’autore dell’articolo la scoperta più importante nel nuovo libro di Reinhart e Rogoff è che una generazione di economisti ha frainteso le cause di un default sovrano, ovvero quando un paese non riesce a tenere fede al proprio impegno, onorare i propri debiti. Ogni paese cercherà ovviamente di onorare i propri debiti con i propri cittadini, prima di preoccuparsi troppo dei creditori stranieri.

Secondo Reinhart e Rogoff, gli USA non hanno alcun debito con l’estero, almeno nel termine da loro usato per definire il debito, ma viceversa un pozzo di debiti verso i propri cittadini, come i titoli di stato che sono oggi di proprietà degli stranieri. Debito estero è ciò che viene sottoscritto in altri paesi, magari in altra valuta.

Per tutti coloro che hanno paura del debito americano, date un’occhiata a questo grafico reperito girovagando per internet. Dimentichiamoci dei paesi cosidetti emergenti o in via di sviluppo e concentriamo l’attenzione sulla percentuale di debito media o anche solo su quella di paesi come la Finlandia, la Svezia, la Norvegia della crisi bancaria degli anni novanta e ricordiamoci in quale percentuale è esposto oggi il debito americano. Date un’occhiata al Giappone.

Per una maggiore consapevolezza questo articolo di Mario Margioco, dal titolo I_TORMENTI_DEL_GRANDE_DEBITORE, può aiutare a comprendere il meccanismo del debito pubblico americano, non dimenticando però quanto scrissi alcuni mesi fa:

Vorrei solo condividere ora alcuni interessantio passi letti nel libro " Soldi e Potere" di Niall Ferguson, uno dei più promettenti storici inglesi che sottolinea come:

" La correlazione tra il rapporto debito/PIL e il rendimento delle obbligazioni a lungo termine risulta negativa anzichè positiva in cinque casi su sette. Il caso estremo è quello del Giappone, dove un rapido incremento del debito si è accompagnato con un calo quasi altrettanto rapido dei rendimenti. Fra il 1990 e il 1999 il debito pubblico lordo giapponese è aumentato dal 61 al 108 per cento del PIL, e si prevedeva che avrebbe raggiunto il 130 % nel 2000. Ma i rendimenti dei titoli giapponesi a lungo termine sono scesi da più dell’ 8 per cento nel settembre 1990 ad un minimo inferiore all’ 1% nel novembre 1998. La ragione per cui non si manifesta una stretta corrispondenza tra l’onere debitorio e i rendimenti è che l’ammontare corrente di debito insoluto in rapporto al prodotto è solo una delle molte misure che condizionano le percezioni degli investitori, e in certi casi può non condizionarle affatto. Nei paesi industrializzati  durante gli anni ’90, le aspettative di inflazione decrescente coltivate dagli investitori ( e, nel caso del Giappone, di una deflazione vera e propria ) hanno contato molto di più dell’aumento del rapporto debito/PIL "

Come scrissi tempo fa, non c’è nulla di nuovo eccetto il fatto che spesso, si dimentica troppo facilmente ciò che la Storia sussurra. 

Anche  Carmen Reinhart che insieme a Kenneth Rogoff ha pubblicato nel gennaio di quest’anno  lo studio dal titolo "Is the 2007 US Subprime Financial Crisis So Different? An International Historical Comparison" Nber.org, interessante ricerca storico comparativa ci dice che questa in fondo è una crisi come tutte le altre crisi finanziarie! Voxeu.org….“Non c’è niente di nuovo eccetto ciò che si è dimenticato” M.lle Rose Bertin.

"Per l’attuale situazione degli Stati Uniti, la lezione che se ne può trarre è che il declino della produzione dopo una crisi bancaria è ampio e protratto nel tempo: la caduta media della crescita del prodotto (reale pro-capite) è superiore al 2 per cento, e per il ritorno al trend normale di crescita servono almeno due anni. Nelle cinque crisi peggiori, il calo dal punto massimo al minimo nella crescita annua del prodotto è superiore al 5 per cento e la crescita è rimasta ben al di sotto del livello pre-crisi per almeno tre anni."

Nella crisi più imponente della storia, qualcuno vorrebbe farVi credere che il prossimo anno, o nel 2011 o nel 2012 tutto sarebbe già finito?

Qui sotto avete la dinamica dei prezzi delle case, dinamica che ieri il S&P Case/Shiller ha sussurrato in aumento, un aumento innanzitutto riferito a due mesi fa, aumento che secondo la mia opinione non tiene conto dell’influenza stagionale di un mercato che vede la sua stagione principe proprio tra la primavera e l’estate di ogni anno. Come ho scritto più volte credo che assisteremo a breve ad una sorta di mini "double dip housing recession" ovvero un ritorno ad una discesa anche se pur ridotta dei prezzi delle case e delle vendite. 

Secondo alcune informazioni, nel passato secondo trimestre, oltre il 15 % dei mutui Option ARMs, sono risultati inandempienti, rispetto al 5,3 % di mutui di altre categorie e tipologie, mentre il 10 % hanno subito dinamiche di foreclosures, un dato che corrisponde al triplo delle altre tipologie di mutuo.

Come biglietto di presentazione, per la prossima ondata della crisi immobiliare, rigorosamente Options ARMs, ovvero mutui a tasso variabile con formule ibride di rimborso spesso insostenibili, non c’è male!

In giornata condivideremo insieme in un post "dedicato" dal titolo l’ SORPRESA Immobiliare, nel quale vedremo insieme un aspetto della dinamica immobiliare che in passato mi è spesso sfuggito, una dinamica che non marcherà di accelerare la deflazione americana.

Ricordo a tutti coloro che inviano un libero contributo tramite bonifico, di inviare una mail di conferma o di segnalarla nella casuale.

Vi ricordate quanto scrissi nel precedente post a proposito dell’occupazione…

" Credo che in settimana, se la realtà sarà quella appena evidenziata recentemente dagli indici Empire State Manifacturing di New York e Philladelphia Index, i numeri della disoccupazione americana ci porteranno velocemente alle soglie della barriera del 10 % molto più velocemente di quanto il consenso si aspetti. "

Ebbene tralasciando il dato pubblicato dalla ADP che riguarda principalmente il settore privato americano, dimostratosi spesso inaffidabile in passato, con un calo di 254.000 unità rispetto alle 190.000 previste. gli indici CFNAI e PMI di Chicago ci hanno fornito un’ulteriore conferma alla realtà dell’occupazione con un ulteriore calo in termini percentuali della stessa.

L’indice CFNAI elaborato dalla Fed di Chicago è un mix di indicatori che esplorano la realtà nazionale, dove il peggioramento in atto nel mese passato, riguarda consumi, occupazione, scorte e ordinativi. Nulla di importante, certo, questo è un indice poco seguito, ma per quanto riguarda il PMI di Chicago, consiglio a tutti di non sottovalutarne le caratteristiche di anticipatore della tendenza economica.
Il PMI di Chicago è un mix di attività industriale e del terziario di uno dei distretti manifatturieri più grandi d’America, una spesso fedele rappresentazione della realtà nazionale, un serio indice anticipatore del più generale ISM della manifattura americana.
Tralasciando l’ormai famigerato modellino statistico stagionale, CES/NET BIRTH DEATH, che ormai da inizio crisi, continua imperterrito ad aggiungere nuovi posti di lavoro all’economia americana sulla base di un presupposto inesistente, coem abbiamo visto in passato, venerdi il dato relativo all’occupazione americana non potrà che confermarci la triste realtà di una ripresa statistica senza occupazione, una piccola illusione continua.

Proseguendo attravreso la storia della crisi giapponese degli anni ’90 come non ricordare che nove anni dopo il crollo dell’economia bolla, il Giappone continuava a camminare sull’orlo di un collasso di tutto il sistema.

" (…) la rete bancaria subiva il peso di crediti inesigibili di ampiezza incerta, e società riportavano perdite eccezionali e i consumatori erano troppo impauriti per spendere. Con il calare del mercato azionario il capitale delle banche, costituito in parte dai profitti delle partecipazioni azionarie in altre società, andò a picco. (…) "

Ed ora ascoltate bene queste parole sempre tratte dal libro di Edward Chancellor:

"I beni nascosti degli anni Ottanta diventarono le perdite nascoste degli anni Novanta."

Verrebbe da dire, che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto ovviamente di trasforma!

" La conseguente contrazine del credito minacciò di privare le aziende di capitali utilizzabili. Intanto la reazione di rifiuto delle azioni successiva alla bolla fu così profonda che più del 60 per cento dei beni individuali dei giapponesi rimanevano in denaro liquido, che fruttava interessi inferiori allo 0,5 per cento all’anno."

Certo la storia non si ripete, ma spesso fa la rima!

" Alla fine degli anni Ottanta gli scettici si sentirono ripetere che il governo giapponese non avrebbe consentito il calo del prezzo delle azioni e che i broker e le banche giapponesi erano troppo grandi per fallire. Quando pochi anni dopo la bolla si sgonfiò questa convinzione si rivelò per quello che era: un fuoco fatuo che aveva portato le banche alla rovina. "

Ricordo a tutti che non stiamo parlando della crisi attuale, anche se a qualcuno sembrerà di aver già vissuto come in un sogno questo film. ma si sa, questa volta è diverso.

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42 commenti Commenta
Scritto il 1 ottobre 2009 at 11:48

Scusate se insisto, ma, anche per evitare commenti inutili o profezie di Celestino….suggerisco fortemente di vedere:

The Money Masters (ITA) su Youtube.

Da come scrive Andrea “Mentre coloro che hanno contribuito alla creazione di questa crisi o hanno assistito dietro le quinte alla dinamica della tempesta perfetta, senza intervenire, ci raccontano che la recessione è sostanzialmente finita e condividono le loro visioni sul futuro,…” penso che lui l’abbia visto.

La Storia, vista da questo punto di vista, cambia molto.
Pur essendo stato fatto prima del 1996 è terribilmente attuale, perché è la stessa storia che si ripete da secoli e secoli: qui partono da Giulio Cesare, ma non è detto che non fosse accaduto prima. Il documentario è molto lungo, circa 2 ore, ma è molto avvincente e ti permette di vedere, oggi, chi sta dalla parte giusta e chi no, per esempio, in Italia. Dà anche la speranza di un mondo migliore perché è già accaduto e, anche questo, non è detto che non si ripeta. Lo ritengo un filtro essenziale per interpretare la storia e la realtà in cui viviamo ora.

Un piccolo filtro di realtà è anche il Baltic Dry Index:
http://www.euroinvestor.it/Stock/TAChart.aspx?StockId=495422
su questo non possono speculare più di tanto.

Rifletto ora sulla parola speculare (usare lo specchio). Sì, specchio per le allodole o per i polli… Effettivamente non esiste parte giusta perché fregare il prossimo, alla fine, è fregare se stessi: “…Quello che avrai fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avrai fatto a me”.
Non è scientifico, ma rende l’idea, …vero IlCuculo69?
Sai, del tuo nome, mi piace molto il numero e non per motivi di leva.
Buona giornata
Bill

utente anonimo
Scritto il 1 ottobre 2009 at 13:21

Fmi ha dichiarato la fine della crisi!
l´oro peró continua a salire.

La crisi é finita,andate in pace

Altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 1 ottobre 2009 at 14:46

Sempre una grande analisi gentilissimo Andrea, mi permetto solo di osservare che se tutto quello che hai documentato e incontrovertibile c’è da osservare che lo scenario attuale è molto diverso.
Inanzitutto c’è stato un quantitative easing impressionante rispetto a quello che è avvenuto nel 29′.
In seconda battuta il Giappone e la Svezia come dici tu sono riuscite a limitare i danni ed attura quella politica, perchè si trovavano in una situazione di grande crisi, ma all’interno di un mondo globalizzato in fortissima crescita.
Per chi non lo sapesse la Svezia è uno dei più grandi esportatori mondiali, se facciamo il raffronto in base alla popolazione la Svezia esporta molto più del Giappone.
Detto ciò, se è vero quanto affermi, che cioè la crisi sarà lunghissima allora mi chiedo come faranno gli USA a collocare tutto il loro debito!
Quello che moltissimi economisti affermano è che semplicemente si continuerà a “stampare soldi”, quindi una svalutazione prima o poi deve arrivare e questo significa per gli Usa una inflazione fortissima!
L’equilibrio economico mondiale passa per il debito USA (e non solo), io mi chiedo come Inglilterra e Giappone, possano uscire dalla trappola in cui sono caduti, perdipiù il mondo finanziario continua imperterrito il suo cerimoniale omicida e suicida.
Di sicuro banche come City non saranno fatte fallire, ma è anche certo che prima o poi bisognerà mettere mano di nuovo al portafoglio pubblico e la stessa Germania (autentica potenza economica) sembra in forte difficoltà con le sue banche, non dimentichiamo che lì le varie campagne elettorali sono finite e quindi ora arriveranno le pillole amare!
Io non ho la tua stessa certezza nel dire ci sarà inflazione o deflazione, la cosa terribile è che la disoccuopazione continua ad aumentare e ricreare i posti quei posti ddi lavoro non sarà altrettanto veloce come è stato perderli.
Alla fine se poi dovessimo avere una deflazione paurosa state certi che i primi a saperlo saranno gli operai/impiegati che leggeranno sulla loro busta paga una bella decurtazione, non dimentichiamoci che ciò è già avvenuto sia in Irlanda che nei paesi baltici.
La domanda che ti vorrei porre è la seguente:
Cosa cambia fra uno scenario inflattivo e uno deflattivo?

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 1 ottobre 2009 at 16:40

Dal NYT di poco fa

Commerce Department said that construction spending increased 0.8 percent in August, which was better than the 0.2 percent drop that economists had forecast. But ( e si c’è sempre un but ma con due t) the agency also revised July data to show a much steeper decline of 1.1 percent instead of the 0.2 percent drop originally reported. Opperbacco mi sono sbagliato, ma solo del 450%.

Scritto il 1 ottobre 2009 at 17:48

Bill,

non capisco la polemica

comunque Speculare non ha a che vedere con gli Specchi (per allodole o per cuculi) ma dalla Specola ovvero luogo di osservazione (nell’antichità soprattutto astronomica). Chi specula è colui che osserva sulla base delle osservazioni trae deduzioni sulla base delle deduzioni agisce.

L’accezione negativa del termine speculazione è assai recente ed è legata alla convinzione che non esistano comportamenti che portano a vantaggi collettivi, quindi ad un vantaggio personale di un individuo deve necessariamente corrispondere uno svantaggio per altri.

buona serata.

Scritto il 1 ottobre 2009 at 21:19

Cuculo,
guarda che non c’è nessuna polemica. Mi è piaciuta molto tutta la tua dissertazione sulla scientificità, ma tante volte è proprio certa rigidità che ti impedisce di vedere al di là delle cose. Forse le più grandi scoperte sono state fatte da scienziati fuori dal coro o liberi dai condizionamenti delle varie Accademie Scientifiche. Tante volte, tanti scienziati sono stati considerati pazzi e poi avevano ragione. Tante volte sono stati messi al rogo. Altre volte se la sono cavata con un abiura.

La polemica, invece, si protrebbe fare sulla tua considerazione del sito http://www.disinformazione.it
o sul fatto che consideri Internet spazzatura, ma poi scrivi e partecipi anche tu. Ho analizzato, nel mio campo, dove più difficilmente mi possono fregare, quello che c’è scritto sul succitato sito e posso dire che non solo c’è competenza, ma la visione è molto più ampia e più giusta rispetto alle limitazioni dogmatiche (interessate per motivi economici) attuali.
Quindi io consiglio molto la lettura di http://www.disinformazione.it, come di “informazione scorretta” o “Stampa Libera” o “La Grande crisi” per sentire anche le altre campane, che solo Internet, visto il controllo della Stampa da parte dei potenti, ti può dare.
Non a caso siamo tutti qui con Andrea, che saggiamente filtra fonti Internet, fin da quando ha iniziato.

Per quanto riguarda speculare, non intendevo riferirmi all’etimologia del verbo, ma all’omonimia dell’aggettivo col verbo e facevo, per celia, fantasiose elucubrazioni.

Bill

utente anonimo
Scritto il 1 ottobre 2009 at 23:23

Mercati azionari aparte, quello è un altro mondo e rispecchia poco l’economia
Il sistema finanziario è fallito.
Non ci sarà nessuna ripresa, quello che vedete adesso è il massimo che verrà.

Io dico che ci dobbiamo accontentare e riadattare.

CRISALIDE

Scritto il 1 ottobre 2009 at 23:49

Forse qualcuno lo aveva già consigliato, ma ho trovato questo:

http://www.movisol.org/nbwbreve.htm

MOLTO, MOLTO INTERESSANTE.

Bill

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 01:41

cari compagni,non so a Voi ma questa esperienza finanziaria e economica personalmente mi ha portato un beneficio personale ,da anni soffrivo di impotenza ma dal’inizio di questa tempesta sara’ per il tenermi informato e sempre all’erta, il mio augello si e’ risvegliato a compiacimento giornaliero della mia compagna,mi sento rinato e ringiovanito di almeno venti anni.Altro che viagra.Scusate se Vi ho trasmesso la mia esperienza ,prendiamola come buon auspicio pero’ sinceramente mi auguro che la crisi duri ancora per un bel po’.Ciao a tutti da Deliziato.

Scritto il 2 ottobre 2009 at 06:28

Mitico Deliziato………tornando a noi, questa mattina ho spedito a tutti coloro che hanno contribuito anche economicamente a questo viaggio, la “chicca” immobiliare, una vera e propria antemprima nazionale, una dinamica che forse solo le banche d’affari conoscono ma che probabilmente condividono solo con clienti di un certo “spessore”.

Chiunque ha contribuito con bonifico in questi mesi o non riceverà la mial appena inviata e pregato di comunicarlo a [email protected].

Buona giornata a tutti e come preannunciato, buona ……riva del fiume!

Andrea

Scritto il 2 ottobre 2009 at 06:45

Cosa ti è successo Crisalide?
Ti è venuta la depressione?

Chi si deve accontentare e riadattare? Ci sono persone e famiglie che la crisi la hanno vista solo in televisione, c’è invece chi ha perso l’azienda o il lavoro.

Per i primi sarà molto facile accontentarsi, per i secondi impossibile.

Le crisi non avvengono come uno scivolamento o arretramento complessivo del tessuto sociale, se fossimo tutti più poveri del 10% potremmo accontentarci ed andare avanti ma non è così e bsogna lavorare e lottare per recuperare chi è stato colpito dalla crisi.

Il tuo suggerimento mi suona tanto “… sono chiuse … arrangiatevi”
come diceva Toto.

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 09:23

Se la riflazione con liquidità e stimoli funzionerà, ci sarà il rischio di inflazione.
Se aiuterà solo parzialmente, si avrà il rischio di deflazione.
Se sarà eccessivo (e senza risultati concreti su pil e disoccupazione) andando oltre il limite di sostenibilità, ci sarà il rischio di svalutazione ed iperinflazione.
Difficile oggi quantificare i 3 rischi.
7+

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 09:39

Ciao.

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 11:14

Cuculo voglio solo dire di non aspettarsi dal cielo chissa quale magia.

Di darsi da fare e usare al massimo la propria creatività e tenacia.

Di solito la creatività nasce quando si ha il culo per terra.

CRISALIDE.

Scritto il 2 ottobre 2009 at 12:02

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 13:37

USA: DISOCCUPAZIONE SALE AL 9.8%, COME PREVISTO
di WSI
La peggior recessione degli ultimi 70 anni non ci sta ad allentare la presa. In settembre persi 267 mila posti di lavoro (stima -175 mila) e la disoccupazione e’ tornata a salire ai massimi dal 1983. Condizioni difficili per i consumatori.

Con il sì quasi sicuro dell’ Irlanda al Trattato di Lisbona, con una crisi economica creata ad arte dai potenti della terra, con pandemie architettate, con ogm a tutto spiano per avvelenare tutto, con riscaldamenti globali generati a tavolino, stanno gettando le basi per la diminuzione forzata della popolazione mondiale, ma la Cina non credo che starà a guardare…

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 14:13

Sognando Californiaaaaaaaaaaaaaa

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 14:14

Grazie Andrea per la tua analisi via email di stamattina, come al solito magistrale, ma stavolta anche veramente essenziale e diretta; per uno come me che ti segue da un anno e mezzo è stata come una doccia fredda… figuriamoci che effetto potrebbe avere su chi ancora si sta illudendo che tutto tornerà velocemente come prima.

Consiglio agli ospiti che leggono questo blog e che non l’avessero ancora fatto, di contribuire al sostegno del lavoro di Andrea.

SR.

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 14:21

ah, vi segnalo l’interessante analisi This time is different sul sito:

http://www.economics.harvard.edu/files/faculty/51_This_Time_Is_Different.pdf

SR.

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 15:44

Ripresa euforica, peggio alle spalle, exit strategy…

ALI’ MORTACCI VOSTRI!

YAHOO FINANZA
Venerdì 2 Ottobre 2009, 16:23

Usa: deludono anche gli ordini alle industrie di agosto

Ancora un dato negativo a pesare sulla giornata di Wall Street: gli ordini alle industrie americane in agosto sono calati, a sorpresa, dello 0,8% dopo il +1,4% (dato rivisto) di luglio.

A pesare è il calo di ordini per beni durevoli come aerei commerciali, macchinari per il settore delle costruzioni ed attrezzature industriali. Al netto dei beni per il settore trasporti gli ordini sono in crescita dello 0,4%. (l.s

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 15:46

In tutta la mia vita credo di non aver mai assistito ad una manipolazione sistematica e spudorata come questa

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:02

Quando finirà la cassa integrazione e la mobilità per molti allora sì che ne vedremo delle belle. Chi comprerà le auto scintillanti da 20 mila euro?

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:16

al momento l’affluenza alle urne in irlanda è più bassa della precedente tornata.
non so se la cosa vada a favore del si oppure del no, spero ancora che gli irlandesi respingano il trattato ma visto l’enorme dispiego di forze di ogni genere messo in campo per sostenere il si (banche in primis meditate) temo che il peggio non si riuscirà ad evitare

Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:35

” …… In tutta la mia vita credo di non aver mai assistito ad una manipolazione sistematica e spudorata come questa
…..”

Credimi Caro Anonimo, tutto ciò non è niente rispetto a quello che è possibile fare nella realtà. Abbiamo visto quello che è successo in Giappone e prima o poi vedremo anche quanto accadde nella Grande Depressione, comunque sia tutti noi sappiamo come si concluse la Storia.

Nessuna sorpresa dai dati ordierni se non che sono peggiori di quanto mi aspettassi……anche di quanto si aspettasse Goldman Sachs, che ne sa sempre una più del diavolo.

Gli ordini alle imprese fanno prevedere un lungo inverno, come ho più volte scritto ultimamente la costellazione dell’ ORSA MAGGIORE è apparsa all’orizzonte, ma a tempo dovuto ne parleremo in un nuovo post dedicato.

Come già scritto il mio pensiero va a tutti coloro che stanno subendo i devastanti effetti di questa ondata di follia demenziale e di pura tracotanza finanziaria, tutti coloro che subiscono inermi ed inconsapevoli questa spirale deflativa.

Non ho soluzioni, le mie le ho proposte più volte, ma non suscitano emozioni nel pensiero comune, ma non c’è fretta, prima o poi la realtà cambierà la Storia, anche se solo per pochi istanti, anche se solo nella vita di qualche piccola comunità.

Nel fine settimana parleremo di altro, di aria pura, in questo sistema l’aria sta diventando talvolta irrespirabile.

Ciao Andrea

Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:36

Incentivi Auto

l’andamento delle immatricolazioni di settembre indica che, con la prospettiva dell’estensione degli incentivi al 2010 già ipotizzata dal governo (ovvero nessuna corsa di fine anno), il 2009 si dovrebbe chiudere con circa 2.050.000 immatricolazioni.
Si tratta di un numero comunque molto basso, il più basso da più di 10 anni ma che consente di mantenere un livello di operatività minimo vitale su tutta la filera automobilistica.

In Italia il parco macchine immatricolato è di circa 36.000.000 di vetture con un’età media superiore ai 16 anni, il parco macchine effettivamente circolante è inferiore e, si stima, intorno ai 30.000.000 di vetture.

Considerando che vengono incentivate alla rottamazione vetture con più di 10 anni e che il valore dell’incentivo su vetture di questa categoria corrisponde circa alla “rinuncia” dell’ IVA da parte dello stato direi che ci sono le condizioni per rendere strutturali gli incentivi a mantenere l’età del parco macchine circolanti sotto i 10 anni con i vantaggi di maggior sicurezza e minori consumi ed emissioni nocive (non sto parlando di CO2 che non è un gas inquinante).
Sarebbe utile estendere l’incentivazione anche alle auto medie e sostenere le aziende per la sostituzione delle auto aziendali anche per ragioni di sicurezza.

Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:42

A proposito di manipolazioni, i dati brutti di oggi sono stati scontati ieri dalle borse, mi sa che c’è un po’ di “leakage” come dicono i mericani.

Scritto il 2 ottobre 2009 at 16:43

2222

Scritto il 2 ottobre 2009 at 17:31

Un po’ di aria fresca !

Scritto il 2 ottobre 2009 at 17:31

Un po’ di aria fresca !

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 18:00

Santa Pazienza…date retta ad Andrea, la crisi sarà lunga.
Siamo solo al secondo anno (1930),restano ancora 2-3 anni.
Prevedo SP a 900 per fine anno: esattamente allo stesso valore di inizio anno.
Su deflazione od inflazione, è vero che nella crisi giapponese la liquidità e gli interventi statali riflazionarono solo parzialmente il sistema, permettendo ai tassi decennali di rimanere bassi, ma se il PIL non riparte e contemporaneamente aumenta il debito oltre il livello di sostenibilità , gli squilibri dovranno inevitabilmente scaricarsi attraverso le solite modalità:
-default, specialmente dei piccoli paesi ( Islanda e paesi baltici)
-inflazione
-svalutazione

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 18:01

deflazione o inflazione?

l’istat dice che l’inflazione è negativa ma, i prezzi dei beni alimentari venduti alla Coop aumentano sempre di più…tu che ne pensi Andrea?

complimenti per i tuoi articoli

saluti

giaki

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 18:44

ma l’analisi via mail è solo per i “Donatori”?

Scritto il 2 ottobre 2009 at 19:00

Giaki…….sarebbe interessante chiderlo alla filiera della distribuzione, davvero interessante!

Cuculo, non me ne volere, ma non scherziamo! Cosa avrebbero scontato ieri i mercati……..lasciamo perdere, una sana dose di analisi fondamentale non sarebbe eccessiva.

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 19:23

#26 non ho parole non pensavo si potesse arrivare a tanto vuoto mentale

Scritto il 2 ottobre 2009 at 19:54

Andrea non c’entra l’analisi fondamentae, se i mercati seguissero i fondamentali sarebbero almeno venti punti più sotto (e adesso non fate a chi offre di più)
ma si sa che i mercati anticipano.
Ieri chi doveva sapere sapeva dei cattivi dati di oggi ed ha anticipato, oggi il DJ si avvia a chiudere in verde.

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 20:49

A proposito del suggerimento di Bill circa la visione di “The money Masters”, molto molto interessante , io consiglio anche la lettura di “Rivelazioni non autorizzate” di Marco Pizzuti – ed. Il punto d’incontro e sarei contenta di conoscere le vostre opinioni in proposito.
Grazie Andrea per il tuo impareggiabile lavoro.
M.Cristina

utente anonimo
Scritto il 2 ottobre 2009 at 22:38

ma perche’ dovremmo investire nelle azioni delle societa quotate?

meglio investire in superenalotto anche se ho i miei dubbi che sia trasparente anche quello

ieri son andato in banca, relationship manager piu super analista..e sa le borse anticipano i mercati…per quello vanno bene adesso..la gente non sa piu dove investire..le obbligazioni non danno nulla…

caspita che bel lavoro…per fortuna che l ho mollato…poveri sfigati ignoranti schiavi del sistema..peccato che con i miei $$$ li mantengo…potessi fare a meno…

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 3 ottobre 2009 at 00:24

senior Bill? ,non ti sembra un po’ vanitoso farti chiamare cosi’,per nulla ti avvicini alla diplomazia di Bill Clinton nonostante tutto sei come noi o peggio di noi,una semplice replica di parere piu’ personale che tecnico e reale di quanto scrive cucolo o compasso.Scendi dal piedistallo ,e’ piu’ carino che ti fai chiamare billi.Ciao,informato.

utente anonimo
Scritto il 3 ottobre 2009 at 01:03

condivido l’enigma di 7+,speriamo che possa essere manipolato per il bene comune anche se la verita’ di Andrea pesa su di noi come stanno realmente di salute le situazioni economiche e finanziarie.Cara Valentina io ti ricordo con simpatia che attraverso i tuoi interventi con grande amore ci dedicavi anche delle bellissime poesie dandoci speranza e coraggio facendoci ricordare il vero succo della vita.Come mai non ti esprimi come prima?guarda sono sicuro che quasi tutti 2 o 3 volte alla settimana sarebbero ben lieti a leggerti ,non solo di economia si vive,un abbraccio.Ciao a tutti da Natalino

Scritto il 3 ottobre 2009 at 07:13

Grazie Natalino…grazie davvero…
C’è un momento per ogni cosa …anche le immagini parlano e come le nostre Vite
oscillano tra crudo realismo e profonda poesia…
Un abbraccio
Valentina

“L’abbraccio”

utente anonimo
Scritto il 3 ottobre 2009 at 23:43

Valentina stupenda l’immagine come la tua anima.Ciao Natalino

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