CICATRICI PROFONDE, OCCASIONI INDIMENTICABILI

Scritto il alle 11:13 da icebergfinanza

Non vi è alcun dubbio che questa crisi lascerà cicatrici profonde nella società, non tanto in coloro che non l’hanno percepita o in coloro che l’ hanno intravista seduti comodamente come si fa in una poltrona di un cinema. Cicatrici profonde impresse nella vita e nell’essenza di coloro che hanno accarezzato un sogno effimero, ma che sono stati bruscamente svegliati dagli stessi registi del migliore dei mondi possibili.

Ma vorrei esplorare un’altro universo, quello dei nostri figli, dei nostri nipoti, delle generazioni che verranno, uomini e donne che vivono spesso sogni di carta trasmessi da una società che non lascia spazio alle emozioni, ai sentimenti, all’essenza stessa dell’uomo.

Sul Sole24Ore  Alessandro Merli ci parla della recessione, del conto che essa sta presentando alle giovani generazioni. Premetto che l’argomento avrebbe bisogno di un oceano di riflessioni, riflessioni che non dimenticano il valore della testimonianza, perchè i figli sono spesso lo specchio dei genitori. 

La recessione? Non presentiamo il conto ai figli

9 settembre 2009

Negli ultimi due anni, ci siamo preoccupati prima dello stato di salute delle banche. Poi di quello dell’economia reale. Il capo economista del Fondo monetario, Olivier Blanchard, uno dei più perspicaci economisti del mondo, ha parlato di «cicatrici profonde» che la crisi lascerà sull’economia.

Raramente ci siamo chiesti quali saranno gli effetti, anche traumatici, che la crisi può provocare nei nostri figli, nelle generazioni più giovani. La Grande Depressione ha avuto conseguenze sulle persone che ne hanno modificato le convinzioni. Non a caso di lì è nata la rivoluzione keynesiana, alla quale oggi ci si appiglia di nuovo.

L’impatto sulle persone va ben al di là di un cambiamento di tendenze nella macroeconomia e i giovani sono i più suscettibili a questi shock perché colpiti negli anni decisivi della formazione. In che modo il loro insieme di convinzioni e di attitudini sociali risponde a questa nuova situazione?

Due economisti italiani, Paola Giuliano, della Ucla, e Antonio Spilimbergo, del Fondo monetario internazionale, allievo di Blanchard, hanno provato a misurare questi cambiamenti, utilizzando i dati di un sondaggio, il General Social Survey, che è stato condotto negli Stati Uniti quasi ogni anno dal 1972 (alle soglie, tra l’altro, della peggior recessione del dopoguerra prima di quella in corso) e hanno provato a confrontare le risposte nei periodi in cui gli interpellati hanno vissuto, in giovane età, uno shock macroeconomico.

Il risultato dello studio è che gli individui che sono cresciuti durante una recessione tendono a credere che il successo nella vita dipenda più dalla fortuna che dall’impegno personale, sono favorevoli a un maggior ruolo dello stato nella redistribuzione del reddito, ma hanno anche meno fiducia nelle istituzioni pubbliche. E che le loro convinzioni, così alterate dalla giovinezza trascorsa in periodo di recessione, tendono ad accompagnarli per tutta la vita.

È possibile, concludono, che le esperienze che i giovani d’oggi stanno vivendo, ne facciano una generazione più avversa al rischio, più favorevole all’intervento dello stato, più fiduciosa nella redistribuzione, disponibile a pagare più tasse (un altro economista, Thomas Picketty, ha dimostrato che chi crede nel ruolo dominante della fortuna rispetto allo sforzo individuale è più disponibile a tasse più alte). In genere, c’è la possibilità che le esperienze di oggi tendano a influenzare il clima politico di domani e, in ultima analisi, le scelte dei governi.

Tutto il discorso, naturalmente, vale se si parte dal presupposto che i giovani siano toccati, anche psicologicamente, dalla recessione in corso. In un paese dove la massima aspirazione pare sia quella di fare le veline, o i tronisti, e sembra esserci un’intera generazione di giovani bellamente inconsapevoli di quello che accade intorno a loro, è possibile che non sia così.

In un mondo globalizzato dove l’incertezza e la precarietà, sono effetti collaterali del dogma della flessibilità nel lavoro, in un mondo dove spesso, le illusioni sono più incisive del realismo di un’esistenza che va al di la del messaggio principale e dogmatico della civiltà del consumo, i giovani hanno diritto di vivere un messaggio di speranza che vada al di la di qualsiasi recessione o di qualsiasi luogo comune, come purtroppo si intravvede dalla conclusione dell’articolo appena condiviso.

Ho recentemente letto questo passaggio di Claudio Giunta, che insegna letteratura italiana all’Università di Trento, il quale dice che la rivoluzione culturale in corso è quella che, nello spazio di un paio di generazioni, ha fatto dei media il principale veicolo dell’istruzione, al posto della famiglia e della scuola, una rivoluzione che ha portato la cultura pop a occupare buona parte dello spazio che apparteneva alla cultura d’élite; e che ha costretto la scuola e l’università ad aggiornare i loro programmi secondo questa nuova tavola dei valori.
 
 “ Non è detto che questo sia un male. Il buon tempo antico era pieno di discriminazioni, retorica e pseudo-valori accettati solo per acquiescenza. E i media e le nuove arti di massa – canzone, cinema, video, fumetti – producono anche cose meravigliose. Ma ci sono due problemi. Il primo è che questo modello culturale adeguato ai tempi è totalitario: non sta semplicemente a fianco dei modelli tradizionali ma tende a sostituirli in toto. Il secondo è che il rovescio di un’acculturazione aggiornata ai tempi è l’oblio. La sconcertante mancanza di senso storico che si nota nei giovani non è forse la giusta reazione di difesa alla massa di sempre nuovi prodotti culturali che li assedia? Solo che questa de-tradizionalizzazione non esaurisce i suoi effetti nel campo culturale. Essa sta modificando anche il modo in cui percepiamo noi stessi all’interno della società, tra l’altro perché ridefinisce (e vanifica) quelle che nel mondo di ieri erano considerate virtù: la fedeltà al luogo d’origine, il senso d’appartenenza a una comunità, la responsabilità nei confronti dei posteri. Per questo, oggi, il discorso sull’istruzione e sulla cultura è tanto importante: perché la posta in gioco non è "quali libri leggeranno i nostri figli" ma "in che genere di mondo si troveranno a vivere".
E’ importante comprendere che non sempre e solo ci sono "giovani bellamente inconsapevoli" c’è un universo di giovani che sono la speranza nel futuro, quelli che ridono in faccia alla recessione, che ridono in faccia a un sistema che vuole sequestrare il loro futuro.
Oggi la FAMIGLIA è il prestatore di ultima istanza di questa società, l’unica che può salvarla da un rischio sistemico!
Noi siamo responsabili di questo futuro, noi siamo responsabili dell’aria che respireranno i nostri figli e non mi stancherò mai di ricordarVi che…

Se i bambini vivono con le critiche,
imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l’ostilità,
imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura,
imparano ad essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà,
imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo,
imparano ad essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia,
imparano cosa sia l’invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con la tolleranza,
imparano ad essere pazienti.

Se i bambini vivono con l’incoraggiamento,
imparano ad essere sicuri di se.

Se i bambini vivono con la lode,
imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l’approvazione,
imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con l’accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Se i bambini vivono con il riconoscimento,
imparano ad avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la partecipazione,
imparano ad essere generosi.

Se i bambini vivono con l’onestà e la lealtà,
imparano cosa sia verità e giustizia.

Se i bambini vivono con la sicurezza,
imparano ad avere fede in se stessi
e in coloro che li circondano.

Se i bambini vivono con l’amichevolezza,
imparano che il mondo è un posto
bello in cui vivere.

Se i bambini vivono con la serenità,
imparano ad avere tranquillità di spirito.

Con cosa vivono i vostri figli?

Dorothy L. Nolte

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13 commenti Commenta
Scritto il 12 settembre 2009 at 12:01

Se io vi dicessi:

La mia azienda ha risolto i suoi problemi, però i clienti non acquistano……Voi che pensate? Avrò un futuro roseo?

Se io vi dicessi:

Siamo fuori dalla recessione, però i lavoratori perdono il lavoro…..Voi che pensate?

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 13:51

Bravo Andrea
hai toccato un altro tema vitale, sfaccettatura di questa crisi. Le notazioni psicologiche riportate sono molto rispondenti alla realtà. Più complesso l’impatto sui giovani, soprattutto nel nostro Paese. Direi che, come d’altronde ben rappresentato nell’articolo di Merli, prevale un atteggiamento di alienazione, nel mondo demenziale delle veline e dei tronisti. Il cuscinetto della famiglia in Italia funziona ancora benissimo….

E’ vero che per crescere occorre soffrire, ma è anche vero che bisogna insegnare ai propri figli a soffrire….
Un caro saluto a tutti
Daniele

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 21:17

Complimenti per il grande articolo Capitano Andrea, quale futuro può avere una società che sacrifica la vita dei propri bambini???

Naturalmente dal modello di cultura dominante non mi aspetto niente di diverso…….anzi ci sono delle cose ancora peggiori che vengono perpetrate continuamente, ed i media di massa sono pienamente colpevoli/consapevoli delle verità che nascondono.

Per fare un esempio, visto che ieri era 11 settembre vi posto dei link….se vi interessano:
http://www.youtube.com/watch?v=DfoP_V9bY-E&feature=PlayList&p=52E9FB80448277B4

http://www.youtube.com/watch?v=4WWKE88DI0Q&feature=PlayList&p=52E9FB80448277B4

http://www.youtube.com/watch?v=ZYm4VKFQeMY&feature=PlayList&p=52E9FB80448277B4

Si possono trovare anche altri analisi dei video……..e gli aerei da dove vengono!!!!!!

Infine un video che parla di denaro/moneta…sempre se vi interessa:
http://www.youtube.com/watch?v=7rn6d4hXFmQ&feature=PlayList&p=C62F7E88BE48E28A

Un saluto a tutti…..e buona fortuna.

SD

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2009 at 07:18

Buona Domenica

Se a qualcuno interessa, posto due link….se li conoscete già, meglio:

http://www.stampalibera.com/?p=4298

http://www.youtube.com/watch?v=9EUSAyFHh_s&feature=PlayList&p=2E6C4A068273FC52

http://www.youtube.com/watch?v=a2a1gh-E-uI&feature=PlayList&p=2E6C4A068273FC52

Spero che nessuno resti allibito (o offeso)

SD

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2009 at 11:26

Bello il casco con la telecamera appesa di fronte. Genialata.
Che poi l’euro sia carta non ci piove.
Ma questo non significa nulla.
Bisogna vedere a che valore reale corrisponde dall’altra parte.

Bruciando l’euro ha deflazionato il sistema. Meglio cosi le cose ci costeranno meno.
Se bruciassimo tutti un po’ di euro abbasseremmo i prezzi a tutti.

CRISALIDE.

Scritto il 13 settembre 2009 at 17:08

Ciao idea3online,

Ti dico che se le vendite calano i problemi si ripresenteranno puntuali e se va bene una volta non è così certo che i problemi si possano risolvere una seconda volta.

Non abbiamo ancora toccato il fondo e penso che di questo,noi su questo veliero, siamo tutti consapevoli.

Caro il mio compagno di viaggio occorre dare un’occhiata ai mondi alternativi.
Come detto nel post precedente vorrei parlarne con tutti voi, ma dobbiamo pazientare che il progetto sia ufficializzato ed abbia
l’approvazione.

Se organizziamo l’incontro, con Andrea sarebbe il massimo, senza Andrea pazienza, avremo l’occasione per dibattere e confrontarci, noi pensiamo che il nostro progetto sia esportabile a qualsiasi città, occorrono persone che abbiano voglia e tempo di dedicare la loro opera a costo zero, almeno per tre mesi per avviare le indagini,le analisi di mercato sul territorio per poi passare a concretizzare le idee con atti e azioni.
Noi ci stiamo lavorando da inizio anno ma per chi viene dopo la cosa sarà più semplice.
Marinai…… non disperate mai e pensate sempre e comunque che domani è un altro giorno e io penso che i marinai di questo veliero potranno diventare ognuno nella propria città i promotori di nuove attività lavorative.

Buona serata a tutti

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2009 at 20:25

CRISALIDE sono contento che il video le sia piaciuto…ma ho seri dubbi che la telecamera sia stata solamente appesa di fronte…c’era qualcosa d’altro hehehe. Infine credo che sarebbe molto più divertente azzerare il denaro/monete elettronica, anche perchè in pagamento io accetto solamente contanti….oppure “roba buona”.

Sempre sui bambini, se a qualcuno interessa; indico un video di Silvano Agosti da ascoltare dal minuto 4 al minuto 5….sui bambini:
http://www.youtube.com/watch?v=0ankDeMZ0dg&feature=PlayList&p=86B92323500FE619

nel caso vi interessi ci sono 5 video per un totale di 50 minuti circa.

SD

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2009 at 23:49

Quella del non lavorare è un po’ una stronzata.

Che ci stiano fottendo una buona parte di energia è assodato, ma ci vuole anche la giusta proporzione delle cose…
Il lavoro, l’avere una rotta da seguire, è importante, anche per la psicologia dell’uomo, che come dice Einstein:
– Life is like riding a bycicle.
To keep your balance you must keep moving.-

Traduzione:
La vita è come andare in bicicletta.
Per mantenere l’equilibrio si deve continuare a muoversi.

CRISALIDE

Scritto il 14 settembre 2009 at 07:58

anche perchè in pagamento io accetto solamente contanti….oppure “roba buona”.

OVVERO

NON PAGO TASSE E NON INTENDO PAGARNE

SE QUESTA E’ ETICA…

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2009 at 11:29

Lo sapete che l’imposizione fiscale è calcolata tenendo conto dell’evasione?

In questo modo il governo:
1- Mi colpevolizza di evasione a prescindere dal reato.
2- Fa pagare agli onesti i costi dei disonesti.

Per essere nel GIUSTO io dovrei pagare quello che mi chiede lo stato ma evadendo la percentuale (mi sembra il 20%) di cui il governo mi ha incolpato di evasione prima del reato.

Ergo io nel possibile evado un po’, quello che è giusto secondo i numeri.

CRISALIDE.

Scritto il 14 settembre 2009 at 16:50

Bene,

così lo metti nel didietro a me e a quelli come me che, quand’anche volessero trattenersi quell’ingiusto x% , non possono evadere nulla.

grazie di cuore

Il Cuculo

Scritto il 14 settembre 2009 at 16:51

z

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 00:12

sorry

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