SAN GIORGIO E IL DRAGO DELL'INFLAZIONE!

Scritto il alle 07:09 da icebergfinanza

Ieri sul SOLE24ORE Volcker, il mitico San Giorgio che abbatte il drago a due teste della Grande Inflazione, in una intervista rivelatrice e per certi versi leggendaria ha sottolineato tralatro come……

Parlando dell’economia: teme un ritorno dell’inflazione?
La preoccupazione di un ritorno dell’inflazione ce l’ho sempre. Penso sia una minaccia imminente? No. Con così tanta disoccupazione e l’economia mondiale così moscia non direi. Ma mi preoccupa sentire la gente dire che è meglio un po’ di inflazione di molta disoccupazione. Neppure io voglio la disoccupazione, ma non bisogna sottovalutare il rischio dell’inflazione. Abbiamo un deficit gigantesco e la Federal Reserve ha messo in campo una quantità enorme di liquidità. Per ora possiamo assorbirla, ma potrebbe essere un problema quando l’economia americana e quella mondiale ricominceranno a crescere.

Ricordo a tutti che non esiste nessuno al mondo che abbia esperienza sul campo come Volcker, ex governatore della Federal Reserve, che dovette gestire la più imponente fiammata inflativa al mondo, di natura recente, dopo la tragica seguenza della Repubblica di Weimar

Alcuni pensano che l’inflazione sia l’unica soluzione al debito crescente?
Lo so. Ma io non sono tra questi.

Che pensa del deficit del budget federale?
E’ senza precedenti. Ma per il momento non penso sia un problema. E’ stato di aiuto nel moderare la caduta dell’economia, anche se uscirne sarà dura.

Nel lungo termine, il deficit è una minaccia?
Se non gli si farà fronte potrebbe alimentare l’inflazione, ridurre la vitalità dell’economia e creare problemi con il ruolo del dollaro nel mondo. Ma l’obbiettivo è di riportarlo sotto controllo.

" Paul Volcker può essere definito un gigante dell’economia. Nel senso letterale e non della parola. Per la sua altezza: più di due metri. E per la stima che si ha di lui. In un’intervista concessa nel maggio scorso al New York Times, il presidente Barack Obama non ha usato mezze parole: "una persona che ha grande influenza su di me è Paul Volcker".
Sono esattamente 40 anni che Volcker ha modo di influenzare le scelte economico-finanziarie di chi governa a Washington. Prima come sottosegretario al Tesoro poi come presidente della Federal Reserve Bank. Nel 1987, Ronald Reagan non gli rinnovò il mandato al vertice della banca centrale americana. La decisione fu successivamente spiegata in questo modo dal premio Nobel per l’economia Paul Joseph Stiglitz: "perché l’amministrazione Reagan non pensava fosse disposto a deregolamentare a sufficienza".
Visti i danni della deregulation, le sue opinioni sono più che apprezzate che mai. Tant’è che è stato autore/supervisore del rapporto sulla riforma dei sistemi regolatori completato nel gennaio scorso dal cosiddetto Gruppo dei Trenta. Nonostante i suoi 82 anni, Barack Obama lo ha anche scelto per dirigere il President’s Economic Recovery Advisory Board, un gruppo di consulenti che consiglia la Casa Bianca sul tema della ripresa economica."

Volcker come abbiamo visto è stato in realtà emarginato dagli altri componenti dello staff economico di Obama.

Ci sono altri due passi dell’intervista a Volcker illuminanti….

Quali sono le sue proposte principali in materia di riforma del quadro regolatorio?
Io penso che si debbano trattare le banche in modo diverso dalle altre istituzioni finanziarie. E che si debbano limitare le loro attività. Per essere più specifici: le banche non dovrebbero essere proprietarie di hedge fund o di fondi di equity e le loro attività di trading dovrebbero essere circoscritte. Un’istituzione che produce il grosso del suo reddito con il trading non dovrebbe avere una licenza bancaria. Se vuole fare trading va bene, ma non come banca. Perché le banche hanno protezioni particolari che non si devono estendere a tutti.
Quali sono gli ostacoli?
C’è un sacco di gente che fa enormi quantità di soldi in finanza e vuole continuare a farlo.
Che pensa di imporre dei tetti ai compensi di banchieri e finanzieri?
Che troverebbero i modi di circonvenirle. Lo vediamo già adesso: è osceno quello che guadagnano.

Volcker nell’intervista ha sottolineato un aspetto che ormai molti di noi conoscono, alla vigilia dell’anniversario del fallimento di Lehman……

 " Se la Lehman fosse stata salvata sono sicuro che il mercato avrebbe cominciato a speculare contro Morgan Stanley o Goldman Sachs e penso che si sarebbero comunque avute ripercussioni. "

Ecco quindi perchè Lehman si e gli altri no………

FRANCOFORTE (Reuters) – La rabbia sugli stipendi dei banchieri è "comprensibile e appropriata" e una maggiore sorveglianza sui derivati è necessaria per tenere le banche sotto controllo. Bisogna però stare in guardia per evitare che l’aumento di controlli soffochi la crescita economica.

Parola di Lloyd Blankfein, a capo della banca americana Goldman Sachs, in un intervento in Germania.(…) "I contratti di lavoro garantiti per molti anni dovrebbero essere messi al bando", ha detto. "Purtroppo nel nostro settore sono una pratica comune".

Ma qui sempre sul SOLE24ORE una pennellata di ironia, riporta le cose nella giusta dimensione……..

La finanza è un po’ come la politica, vive di consenso e bisogna avere il coraggio di non dire quello che si pensa. Serve molta intuizione e controllo per mantenersi sulla soglia del verosimile, fermarsi prima del ridicolo e stare lontani dai temi eccessivamente insidiosi. Non è facile. Ieri, per esempio, Lloyd Blankfein, amministratore delegato di Goldman Sachs, ha voluto parlare di bonus. Lui, che in materia ha una certa competenza, ha spiegato che i bonus pluriennali dovrebbero essere banditi perché «i compensi continuano a creare risentimento. E questo – ha sottolineato – è in parte comprensibile e appropriato». Blankfein (che ha rinunciato al bonus del 2008 dopo avere incassato 68,5 milioni di dollari nel 2007) non ha fatto una piega neanche nell’affermare che «non c’è molta giustificazione al pagamento di compensi fuori misura discrezionali quando un’istituzione finanziaria perde soldi». Goldman Sachs, aiutata nel 2008 dal Tesoro Usa, ha predisposto il pagamento di 11,4 miliardi di dollari di bonus nei primi 6 mesi del 2009. (A.Grass.)

Volcker aggiunge poi nella sua intervista che ….

" L’influenza dei soldi e delle lobby su Washington è diventata sempre maggiore e ha raggiunto un livello vergognoso. Per non parlare del fatto che, poiché al Tesoro molte nomine ancora non sono state confermate dal Congresso, Geithenr sta lì circondato di consulenti privati. A otto mesi dall’arrivo della nuova amministrazione, il Tesoro non ha ancora un suo staff di funzionari confermati. E questo solleva la questione dell’utilizzo di consiglieri informali che vengono da Wall Street. Non dovrebbe succedere. "

E’ affascinante accompagnare la nostra consapevolezza attraverso il futuro, per ricordare a noi stessi che il granellino di sabbia che continua a tenere bloccati gli ingranaggi della madre di tutte le crisi è la politica, l’avidità, la tracotanza di un manipolo di avventurieri, che siano esse lobbies o consulenti privati.

 " E’ troppo presto per dare un giudizio, ma mi preoccupo, quello sì, perchè penso che un sacco di gente a Wall Street farà presto a tornare alle vecchie abitudini e dire: il passato è passato, è ora di far ricominciare la musica. Sono preoccupato, ma la partita non è chiusa."

Non è finita, non è affatto finita, durerà più a lungo di quanto la maggior parte delle persone possa immaginare, il drago a mille teste, ma la questione " politica " oggi è rilevante quanto quella antropologica, con il contorno di considerazioni macroeconomiche.


Icebergfinanza ormai da un paio di anni sottolinea come oggi l’inflazione è un drago con mille teste, che non ha nessuna possibilità di nuocere sino a quando deleveraging, rientro generalizzato dal debito, disoccupazione, redditi in declino e sovraccapacità produttiva resteranno nell’agenda della madre di tutte le crisi. E non basterà certo il gioco di quattro speculatori da circo, per produrre inflazione attraverso la svalutazione e la pressione sulle materie prime.

Ne abbiamo parlato insieme, abbiamo analizzato ogni particolare delle prospettive, certo colui che è saggio, lascia sempre aperte tutte le variabili, tutte le porte, ma per alcuni anni, niente potrà risvegliare un drago gonfiato dall’indebitamento esponenziale e dalla sovrapproduzione di un sistema obeso!

MArtin Wolf sul Financial Times, in una traduzione di Fabio Galimberti per il Sole 24 Ore ci dice che….

" Molti si preoccupano dell’inflazione. Attualmente da questo punto di vista si rasenta l’isteria. Soprattutto bisogna dire che non sarà una revoca prematura degli stimoli a ridurre questo pericolo. Al contrario, potrebbe renderlo ancora maggiore perché potrebbe provocare un’altra tornata di interventi aggressivi.

E allora perché non c’è motivo di preoccuparsi dell’inflazione ora? Tanto per cominciare, l’economia mondiale ha un’enorme eccedenza di capacità produttiva, che è impossibile da misurare con esattezza, specialmente dopo le recenti turbolenze. Nel suo ultimo Economic Outlook, l’Ocse ha calcolato la differenza tra produzione effettiva e produzione potenziale quest’anno in oltre il 5% della produzione potenziale, nei paesi membri dell’organizzazione. "

Aggiungo solo che Toyota, ormai principale produttore automobilistico mondiale, ha annunciato recentemente una riduzione della produzione nei prossimi due anni del 15%. E’ affascinante notare che a livello mondiale c’è una ripresa della produzione, mentre latitano i consumi e addirittura scendono. Non starò a ricordarvi gli ultimi dati, ma, se oggi la produzione riprende allo stesso ritmo di prima, con cosa supportiamo i consumi, con il debito? 

 " La crescita il prossimo anno dovrà essere di almeno il 2-3% se vogliamo colmare questo divario. Secondo le ultime previsioni, non sarà così.

In secondo luogo, il debito pubblico, anche se pesante, è sostenibile. Il tasso d’interesse reale che paga il governo Usa sul suo debito, ad esempio, è inferiore al 2 per cento. Perciò gli interessi su un debito pubblico del 100% del Pil costerebbero il 2% del Pil. È ridicolo sostenere che sarebbe un fardello insostenibile.

Probabilmente qui Wolf prosegue a distanza la polemica con Nial Ferguson e altri ancora, che sostengono che il livello del debito costringerà l’ America a riconoscere alti rendimenti ai sottoscrittori del debito nazionale, ma fate bene attenzione a quanto io scrissi in un recente post dal titolo L’ULTIMOTRENO.

Vorrei solo condividere ora alcuni interessantio passi letti nel libro " Soldi e Potere" di Niall Ferguson, uno dei più promettenti storici inglesi che sottolinea come:

" La correlazione tra il rapporto debito/PIL e il rendimento delle obbligazioni a lungo termine risulta negativa anzichè positiva in cinque casi su sette. Il caso estremo è quello del Giappone, dove un rapido incremento del debito si è accompagnato con un calo quasi altrettanto rapido dei rendimenti. Fra il 1990 e il 1999 il debito pubblico lordo giapponese è aumentato dal 61 al 108 per cento del PIL, e si prevedeva che avrebbe raggiunto il 130 % nel 2000. Ma i rendimenti dei titoli giapponesi a lungo termine sono scesi da più dell’ 8 per cento nel settembre 1990 ad un minimo inferiore all’ 1% nel novembre 1998. La ragione per cui non si manifesta una stretta corrispondenza tra l’onere debitorio e i rendimenti è che l’ammontare corrente di debito insoluto in rapporto al prodotto è solo una delle molte misure che condizionano le percezioni degli investitori, e in certi casi può non condizionarle affatto. Nei paesi industrializzati  durante gli anni ’90, le aspettative di inflazione decrescente coltivate dagli investitori ( e, nel caso del Giappone, di una deflazione vera e propria ) hanno contato molto di più dell’aumento del rapporto debito/PIL "

Rileggetevi le parole che ho evidenziato in nero, sono molto importanti, strano che Ferguson non ricordi quanto ha scritto in passato.

Poi date un’occhiata QUI e avrete una visione complessiva di quanto sta avvenendo, materia anche per gli analisti tecnici.

Prseguendo, Wolf ci dice che….

Inoltre, in un’economia che cresce al 4% annuo in termini nominali (sicuramente il minimo che ci si possa aspettare per gli Stati Uniti sul lungo termine), il debito pubblico potrebbe stabilizzarsi sul 100% del Pil con un deficit di bilancio d del Pil. Questa non è una raccomandazione, ma un’osservazione. Per concludere, l’espansione dello stato patrimoniale della Federal Reserve, compreso il balzo in avanti delle riserve delle banche commerciali, genererà inflazione solo quando il credito e la spesa cominceranno a decollare. Ma è proprio in queste circostanze che sarà più facile per la Fed drenare la liquidità in eccesso. Certo, potrebbe aspettare troppo a lungo. Ma non è detto.

Ora supponiamo che le autorità, invece di mantenere la calma, vengano prese dal panico e indotte a dare una stretta alla spesa pubblica e alle politiche monetarie. Considerando l’estrema fragilità del settore privato, una mossa del genere potrebbe causare un’altra recessione. Il risultato inevitabile sarebbe un’altra tornata di politiche monetarie e misure di spesa di emergenza. Il punto è di fondo: non sono le misure monetarie e di spesa eccezionali la causa principale del pericolo. Alla radice c’è la debolezza dell’economia privata. Le misure assunte sono una conseguenza.

Prima o poi faremo un riassunto, di tutte le variabili che accompagnano il dibattito sulle aspettative di inflazione o deflazione, ma la rotta nel breve e medio termine è abbastanza chiara, anche perchè ora dobbiamo incominciare a considerare che l’ATTESA  non è cosi poi tanto lontana.

 

 

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34 commenti Commenta
Scritto il 11 settembre 2009 at 08:08

Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri.
Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente. (Thomas Jefferson)

Vedo, nel futuro, una crisi che si avvicina e che mi inquieta, e mi fa tremare per la sicurezza del mio paese… le corporazioni sono state innalzate al trono della nazione, e seguirà un’era di corruzione che raggiungerà alti livelli, e i magnati del paese tenteranno il possibile per prolungare il loro regno, fomentando pregiudizi tra il popolo fino a che tutta la ricchezza sarà raccolta nelle mani di pochi e la Repubblica sarà abbattuta.
(Lincoln)

La morte di Lincoln fu un disastro. Ho paura che i banchieri stranieri con la loro astuzia e i loro contorti inganni otterranno il controllo su tutte le sovrabbondanti ricchezze dell’America e useranno il proprio potere per corrompere in modo sistematico la civiltà moderna. Essi non esiterebbero a far piombare l’intera cristianità nella guerra e nel caos per farsi che l’intero pianeta diventi loro eredità. (Otto Von Bismarck, commemorando l’assassinio di Abraham Lincoln)

Grazie anche oggi Capitano!
Valentina

p.s si…l’attesa non è poi così tanto lontana…attendiamo

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 08:12

Mi sembra di capire che la tua opinione sia che il sistema piano piano ha intenzione di adagiarsi sul fondo e rimanerci per un lungo periodo. Cosa che, considerando le parti in neretto da te evidenziate, sia l’unica soluzione per mantenere in vita il malato che altrimenti sarebbe travolto dagli eventi. Qui si intende rimanere in coma farmacologico.

Scritto il 11 settembre 2009 at 11:38

La futura crescita non potrà essere ancora sostenuta da un aumento dei consumi discrezionali dei paesi ricchi poichè il livello di saturazione di mercato di molti settori è alto e si procede con mercati maturi e di sostituzione in attesa di future “killer application” o innovazioni tecnologiche rilevanti.

Sono potenzialmente in crescita i servizi alla persona ma qui dobbiamo fare una valutazione di bilancio globale in quanto i servizi alla persona sono “labour intensive” cosicchè solo chi ha redditi elevati può permettersi di pagare ore di lavoro di un’altra persona appartenente allo stesso sistema economico.
Quindi lo sviluppo di questo settore pretende una preventiva redistribuzione dei redditi.

Keynesianamente un settore che potrebbe trainare la ripresa anche dal punto di vista occupazionale è l’investimento pubblico (magari compartecipato) in infrastrutture.
Non dimentichiamo che mentre Cina India ed altri paesi in via di sviluppo dove il livello dei consumi è basso la percentuale del PIL spesa in sviluppo infrastrutturale è rilevante, in USA e Europa questa spesa langue da decenni e lo stato delle infrastrutture lo denuncia. In molte aree in Europa (Italia in primis) esaurito negli anni ’60 lo slancio della ricostruzione postbellica non sia è quasi più fatto nulla.

Ma il settore da cui DEVE arrivare la spinta maggiore è quello dell’energia, per tre buone ragioni:

1) Oggi i consumi energetici sono calati rispetto al picco del 2007 ma qualunque tipo di ripresa porterà a superare i picchi precedenti (anche per questioni puramente demografiche)

2) La disponibilità di combustibili fossili è unanimemente considerata in esaurimento (si può valutare un errore di +- 20 anni sull’inizio di problemi seri ma la figura di massima trova tutti concordi)

3) L’aspetto ambiatale (forse più compreso dalle masse di altri aspetti) può diventare un catalizzatore che acceleri l’introduzione di nuove tecnologie energetiche anche se all’inizio queste non fossero proprio competitive con quelle fossili.

Cosa posso fare io come singolo? Poco. (fosse anche solo un voto o un post su un blog o metter dei pannelli solari sul mio tetto di casa) Ma quel poco lo farò per orientare le scelte politiche verso queste direzioni.

Il Cuculo

Scritto il 11 settembre 2009 at 11:39

..

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 11:41

(ANSA) – BRUXELLES, 9 SET – In Olanda le banche hanno volontariamente varato una stretta sui bonus dei propri alti dirigenti. Dal primo gennaio 2010, infatti, tali bonus non potranno essere superiori ad un anno di salario. A prevederlo e’ un ‘Codice etico’ presentato dall’Associazione bancaria dei Paesi Bassi. Si tratta di una decisione che, in vista del G20 di Pittsburgh, fa dell’Olanda un esempio e un modello da seguire.

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 11:46

Da Andera, parole sante.
La politica della liquidità (che ha sostanzialmente salvato la baracca al di là degli interventi dei governi) collaudata da greenspan in 20 anni e proseguita da bernanke porta ad un unico risultato: boom e sboom continui tanto più ampi quanto più forti sono gli interventi, ma senza purtroppo curare gli squilibri e senza fare le necessarie riforme finanziarie.

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 11:47

Cari sfigati di borsa……. eheheh
state per avere il vostro momento di gloria, chiaramente dopo esservi persi gli straordinari rialzi, e vedrete come godrete quando verrà adottata la EXIT STRATEGY…..
cosi non avete guadagnato nulla quando saliva non guadagnate niente quando scende e in piu’ vi troverete con tanta carta in mano, bravi c…..i
saluti dal
vostro Troll preferito

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 12:32

Mancava lo stronzo di turno.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 12:41

mancava quello di turno, perchè quello di stanza c’e’ sempre.
ma guarda il tuo nick name, viene in mente i crisantemi…
fatti consigliare un buon antidepressivo

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 12:51

7 e 9 poveri/o sfigati/o

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 13:03

Saluti

Volevo solo dirvi che e’ stato un piacere leggervi, tutti, nessuno escluso, grazie x quello che mi avete dato, lo portero’ con me.
Dalla prossima Settimana iniziero’ la mia nuova attivita’, e in rispetto delle mie regole non scrivero’ piu’ qui x non alimentare stupidi conflitti d’interesse soprattutto interiori, ma non solo.
Un grazie particolare ad Andrea che permette a tutti di esprimere la loro opinione e che e’ un capitano e timoniere fantastico, oltre che persona dalle grandi doti di umanita’ e gentilezza oltre che di analisi.
A tutti dico: solo il tempo fara’ crescere e prosperare i nostri sogni, abbinati al lavoro di ognuno di noi giorno x giorno stando attenti ad insidie e tranelli che questo mercato, specchio della nostra societa’ attuale ma non futura ci tende. Stara’ alla nostra abilita’ concretizzare un mondo finanziario e non solo, migliore.
Napoleone Bonaparte diceva: “L’abilita’ non ha nulla a che vedere con l’opportunita’ “, vorrei che i vari Troll di turno che qui si affacciano di tanto in tanto lo ricordassero quando vincono le loro poche battaglie e perdono inesorabilmente le loro guerre, siccome non saro’ io a ricordarglielo d’ora in poi, fatelo voi x me, io vi leggero’ comunque sempre con immenso piacere.
Vi lascio ricordandovi la solita frase di Seneca:”Non e’ perche’ le cose sono difficili che noi non osiamo, ma e’ perche’ noi non osiamo che le cose sono difficili”.

Un abbraccio a tutti, da Cuculo a Valentina, da Compasso ad Altapatagonia, a Phitio e Crisalite a Dorf ed Sd alla nonnina a Mas e Gabriel anche se ultimamente non li ho piu’ visti, e a tutti quelli che mi hanno letto,che ho avuto il piacere di leggere e con cui mi sono confrontato crescendo. E naturalmente a te Andrea.

ancora grazie

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 13:35

Comunque calcolando i rischi conviene stare lontani da dollaro e titoli lunghi; per quanto riguarda le borse provate ad unire i minimi (decrescenti!) del 98, 2002-2003 e 2009-…2010
a buon intenditor…

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 13:57

Fringuello che vai a fare?
Cigolo ?? :-)
Crisalide

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 14:07

Un saluto a te Fringuello, che il vento della vita riempa le tue vele !!!
In bocca al lupo.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 14:53

fringeullo e crisantemo, che bella copia di sfigati, magari anche froci?
sembra di essere allo zoo

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 15:15

@3

e per chi non può mettere i pannelli perché il tetto non è suo o perché non ha i soldi da investire consiglio di fare un contratto di fornitura certificato da fonti rinnovabili.

Evitare, quando possibile, di andare a comprare nei grossi ipermercati regalando soldi agli stessi che li usano per renderci sempre più poveri.

Scegliere prodotti del commercio equo e solidale o da coltivazione tradizionale: e non utilizzate la solita scusa che costano di più e che il contadino vi frega, perché a fregarci sono quelli che ci vendono roba cresciuta a plastica sfruttando il lavoro malpagato dei poveri del mondo.

Dici bene Cuculo, ogni nostra scelta, quando consumiamo, vale molto più del voto alle urne.
Vogliamo orientare le scelte politiche? Possiamo farlo giorno per giorno e la nostra vita non sarà valsa a nulla.

Cosa succede se il consumatore smette di consumare o consuma in modo critico? Ricordiamoci che il prezzo di acquisto non è l’unico parametro, altrimenti siamo come loro.

Smettiamo di essere avidi, o accettiamo l’idea di essere come loro.

Panta rei.

Scritto il 11 settembre 2009 at 15:24

Ciao Fringuello,

mi dispiace, resterò da solo a cinguettare sul veliero…

Non so che tipo di conflitto di interessi ti potrebbe impedire di scrivere le tue opinioni su un blog come questo, ma in queste cose, in caso di dubbio è semore meglio seguire la via di maggior prudenza.

Resta sempre quella birra che prima o poi potremmo andare a bere da qualche parte…

In bocca al lupo,
o, come dicono i marinai
In culo alla balena.

Il Cuculo
[email protected]

Scritto il 11 settembre 2009 at 16:06

.

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 16:21

Ciao Fringuello,
un abbraccio!

Mas

Scritto il 11 settembre 2009 at 16:33

Panta rei,

non vorrei essere frainteso.

Se il consumatore smette di consumare per far dispetto a qualcuno (il sistema ???) è come il marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie.

Comunque il consumo DEVE sempre essere critico, in particolare per non farsi fregare, le valutazioni sono personali.

Non è questione di avidità, chiunque fa un acquisto deve fare una valutazione di costi/benefici e scegliere in base al rapporto più favorevole.

Naturalmente il costo è un dato oggettivo la valutazione dei benefici no, per cui se una coltivazione tradizionale viene percepita come un beneficio rilevante si sarà disposti a pagare un costo superiore.

Il Cuculo

Scritto il 11 settembre 2009 at 16:34

Panta rei,

non vorrei essere frainteso.

Se il consumatore smette di consumare per far dispetto a qualcuno (il sistema ???) è come il marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie.

Comunque il consumo DEVE sempre essere critico, in particolare per non farsi fregare, le valutazioni sono personali.

Non è questione di avidità, chiunque fa un acquisto deve fare una valutazione di costi/benefici e scegliere in base al rapporto più favorevole.

Naturalmente il costo è un dato oggettivo la valutazione dei benefici no, per cui se una coltivazione tradizionale viene percepita come un beneficio rilevante si sarà disposti a pagare un costo superiore.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 16:40

caro Fringuello, quali sono le tue rispettabilissime regole che ti impediscono di scrivere qui? Quale conflitto di interesse ti impedisce di condividere i tuoi pensieri con noi? Perdonami l’insistenza, ma non leggerti equivale per me ad una perdita di ……qualsiasi cosa tu voglia metterci dentro.
Un abbraccio e in bocca al lupo per la tua nuova attività.

gracav

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2009 at 20:42

Il Fringuello, auguri e buona fortuna per la tua nuova attività anche da parte mia.

L’ottimo articolo del Capitano parla di deflazione/inflazione; ma chissà perchè quello che dovrei acquistare io è aumentato del 5% dal preventivo dello scorso anno??? Per non parlare di una parte dei beni di “prima necessità”!!! Forse l’unica cosa che è diminuita sono i biglietti dell’aereo….quasi, quasi parto per una vacanza in un paese tropicale hehehe.
Naturalmente è solo un opinione riferita allla mia economia personale…….e non all’economia globale/mondiale.

Panta rei #16 oltre al consumo critico, forse bisognerebbe fare anche finanza critica….magari seguendo qulche consiglio di Dorf sui c/c bancari e moneta contante!!!! se Crisalide non si offende.

SD

Scritto il 11 settembre 2009 at 21:08

Come più volte scritto…ignorare significa cancellare quei granellini di sabbia che ogni tanto il vento porta da queste parti!

Caro Fringuello, comprendo ciò che dici, ma come dice anche il Cuculo, le porte delle nostre “cabine private” sono sempre aperte ed in particolarmodo la mia…vero Mas!

Un abbraccio sincero a presto Andrea

Scritto il 11 settembre 2009 at 22:02

Come ci fa notare Raffaele…….

By Chris Staiti
Sept. 11 (Bloomberg) — Procter & Gamble Co., the world’s
largest consumer-goods company, plans to cut prices and expand
in emerging markets to appeal to price-conscious shoppers.
“This year, we are reducing list prices,” Chief Financial
Officer Jon Moeller said yesterday at a Barclays Capital
conference in Boston. “These targeted interventions will
improve consumer value and strengthen our total portfolio.”

….per Procter & Gamble Co. la deflazione è una strada obbligata!

Per quanto riguarda la domanda di alcuni compagni di viaggio in riferimento al decennale americano, sottolineo come i titoli del tesoro americano, 5/10/30 hanno lasciato un segnale di preallarme per una nuova inversione del ciclo, mentre per avere una conferma definitiva non resta che attendere la fine della festa dei corporate bond, ovvero le obbligazioni societarie.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 01:54

No. Crisalide non si offende. Rimane allibito.
Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 07:43

dedico a quello sfigato del ‘vostro Troll preferito’ uno stralcio preso da ‘http://www.leap2020.eu/GEAB-N-36-is-available!-Global-systemic-crisis-in-summer-2009-The-cumulative-impact-of-three-rogue-waves_a3359.html …

‘In the United States and United Kingdom in particular, the colossal public financial effort made in 2008 and at the beginning of 2009 for the sole benefit of large banks became so unpopular that it was impossible to consider injecting more public money into banks in spring 2009, despite the fact that they were still insolvent (11). It then became necessary to invent a “fairy tale” to convince the average saver to inject his/her own money into the financial system. By means of the « green shoots » story, overpriced stock indices based on no real economic grounds and promises of « anticipated public funding repayment », the conditioning was achieved. Hence, while big investors from oil-producing and Asian countries (12) withdrew capital from these banks, large numbers of small individual investors returned, full of hope. Once these small investors discover that public funding repayment is only a drop in the ocean of public aid granted to these banks (to help them dispose of their toxic assets) and that, after three or four months at best (as analyzed in this GEAB N°36), these banks are again on the verge of collapse, they will realize, powerless, that their share is worth nothing once again.

Intoxicated by financiers, world political leaders will be surprised – once again – to see all the problems of last year reappear, all the more severe since they were not addressed but only buried under piles of public money. Once that money has been squandered by insolvent banks compelled to « rescue » even more insolvent rivals, or by ill-conceived economic stimulus plans, problems will re-emerge, further exacerbated. For hundreds of millions of citizens in America, Europe, Asia and Africa, the summer 2009 will be a dramatic transition towards lasting impoverishment due to the loss of their jobs, with no hope of finding new ones in the next two, three or four years, or due to the disappearance of their savings invested in stocks or capital-based pension funds, or in banking investments linked to stock markets or denominated in US dollars or British pounds, or investment in shares of companies pressured to desperately wait for an improvement not coming soon.’

tutti sapevano cosa sarebbe successo … ma forse lo sfigato si crede un gran fico … poverino

mi dispiace per il Fringuello

Luca

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 08:49

E’ Naturale che il mercato scenderà.

Ma quando??

Io per ora rimango long, di azioni (non molte) fino a Target e di oro (tanto).

Non mischiate la borsa con le logiche economiche secondo me.
E se non siete grandi esperti lasciate stare. Io ho 8 anni di esperienza, sono appena sufficienti per capirne qualcosa.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 12 settembre 2009 at 08:57

E’ incredibile vedere che chi si è avventurato in borsa dopo il minimo di marzo si creda bravo, mentre in realtà è stato molto FORTUNATO per le decisioni delle banche centrali e delle investment banks di sostenere il mercato in ogni modo…anzi meglio del previsto.

Scritto il 13 settembre 2009 at 16:27

Ciao a tutti,

è appena andata via Valentina,ci siamo lasciate con l’impegno di sondare se l’incontro di Assisi ci sarà oppure no.
Credo che tutti stiano aspettando la disponibilità del Capitano.
Ci rivedremmo tutti volentieri, ma penso sia necessario ricordare che Andrea ha una famiglia a cui deve dedicare il suo tempo libero e noi marinai di tempo gliene prendiamo già parecchio.
Lasciamo che sia Andrea a decidere.

Incontrarsi ed approfondire la conoscenza è fondamentale e l’aggregazione di persone che la pensano più o meno allo stesso modo sarà necessaria più che mai.

Potremmo vederci comunque, se Andrea avesse difficoltà, perché certamente il confrontarci porterà solo del bene e uno sviluppo dei “mondi alternativi” che a mio modesto avviso saranno un toccasana per i tempi difficili che verranno.
Non posso ancora parlarne perché ufficialmente non abbiamo ancora l’ok definitivo, ma sarei veramente felice di discutere con tutti voi del progetto che, grazie ad Andrea al suo blog ai suoi “mondi alternativi”, noi abbiamo maturato e lo stiamo portando avanti.
Un mondo alternativo sta nascendo anche nella nostra zona!

Io ho detto la mia, alla ciurma lascio pensiero per poi decidere.

Valentina,una donna stupenda, generosa e con tanta voglia di dare e di fare,non si può far altro che volerle bene!

Ciao a tutti,
un abbraccio e un GRAZIE dal profondo del cuore ad Andrea, il quale con il post sul “conto” che dovranno pagare i nostri figli ha toccato un tasto molto delicato, che dovrebbe far riflettere tutti noi.

Buona serata!!

Scritto il 13 settembre 2009 at 16:37

Ciao Fringuello,

come dice Il cuculo avremo meno cinguettii sul veliero, mi dispiace!
Mi auguro vivamente che, anche se non scriverai più, tu rimanga dei nostri e che ci si possa incontrare.

Buona fortuna per il nuovo lavoro!

Scritto il 13 settembre 2009 at 18:07

Ciao carissimo Fringuello mi auguro sinceramente che Tu non te ne sia già andato e possa leggere anche queste mie poche righe…
Ho appena posato la borsa da Viaggio…
di un Viaggio entusiasmante…non solo quello sul veliero…ma quello che quotidianamente, ordinariamente e a volte straordinariamente, conduciamo nel cammino della nostra esistenza, quando ci poniamo in posizione di aperta ricettività.

Voglio semplicemente salutarti, come altri hanno fatto prima di me, inviarti un caloroso abbraccio…spero che Ti giunga e dirti anch’io, che se vuoi, mi puoi sempre contattare, tramite splinder e ti farò avere anche la mia e-mail…
Lascia perdere se puoi, i comuni conflitti….sono tutti condizionamenti della nostra mente…è necessario sentirti cantare con la loquacità e la musicalità di sempre…
Senza la Tua presenza, un Silenzio assordante avvolgerà, d’ora in poi, questo Veliero…

Confido in un fragoroso canto…a Te le modalità più congeniali.

Si un Viaggio entusiasmante quello di questi anni…quello di questi giorni…
Grazie davvero al Capitano…
Grazie a Te ccp delle tue parole
(non nascondo che mi sono un po’ commessa nel leggerle)…ma che riscaldano veramente il cuore e non posso far altro sinceramente che contraccambiare…
Nella tua fantastica famiglia le donne..ma non solo loro, speciali, abbondano davvero e l’energia quella autentica, non si spreca…

Sono stata bene li da Te, come mi sento a casa in questo Viaggio …
è vero Capitano… la Speranza è in posti che nemmeno immaginiamo…
Nella famiglia che mi ha accolto…e Vi assicuro nella struttura che mi ha ospitato…
Una umanità palpabile, una creativa –“artigianalità “…è tutto qui…

Vorrei dirVi di più…ma un giorno forse…avremo l’occasione di vederci tutti, chissà…
Vi lascio semplicemente con alcune frasi che ho carpito visitando una mostra, nella bellissima
città di ccp:
L’opera era la Crocifissione di Dedalo Montani che riportava:
“Perché il mio popolo ha commesso delle iniquità:
essi hanno abbandonato me, sorgete di acqua viva per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non contengono acqua.
(Geremia 2.13)
Per chi è come me…non fermateVi a darne una interpretazione meramente religiosa…e vedrete anche dell’altro…
Infinite sorgenti di acqua pura incontriamo nel nostro cammino, ciò che importa è la Volontà di fermarsi per dissetarsi…
A Voi…amici decidere cosa volete “bere”!

e..ancora ho trovato…scorreva ai “piedi” di un altro quadro:
Gli uomini non si ameranno mai? C’è forse qualcosa da tentare… per evitare che il mondo vada per la strada che ha scelto….

Qualcosa da tentare…

Grazie, davvero ccp a Te, alla Tua splendida …splendida famiglia…
Un caro abbraccio ad Elisa
Un saluto particolare al poliedrico ARCSULON….dove l’arte è di casa..
Non si possono dimenticare le città invisibili…chissà…
E leggerò sicuramente, avidamente i libri che mi hai gentilmente segnalato…
Mi sono sentita davvero a casa, li da Te, come qui, ogni giorno sul Veliero…come in altri luoghi, dove seguendo la scia di questo entusiasmante viaggio, mi sono recata; si a casa più di quando non mi trovi ora!

E Capitano che dire…continuiamo a navigare…
Fringuello ti prego…continua a”gorgheggiare”.

Perdonate la lungaggine… ma queste righe erano “dovute”…

Un grande abbraccio…un caro saluto a Tutti…a tutti…

a presto…a presto :-):-)Valentina…

Scritto il 13 settembre 2009 at 18:09

E…un caro sincero abbraccio ad Aldo per la sua gentile affettuosa presenza.
Valentina & R.
a presto davvero.

Buona serata

Scritto il 13 settembre 2009 at 18:23

Bene Valentina,
ora so che sei giunta a casa, quindi posso salire a preparare un boccone ad Aldo.
Anche noi siamo stati bene con voi.
Grazie di tutto!.
Un abbraccio e ….a presto rivederci!
Buona serata

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