IMPRESE SOCIALI, AMMORTIZZATORI REALI!

Scritto il alle 08:01 da icebergfinanza

 

All’ultimo Festival dell’ Economia di Trento ho partecipato ad un incontro dal titolo " IMPRESE SOCIALI CONTRO LA CRISI " un settore quello del no profit, definito anche "terzo settore"  che come abbiamo già visto in passato composto da associazioni, cooperative, imprese sociali e onlus che offrono servizi di utilità sociale, senza dimenticare una delle migliori risorse del nostro paese, il volontariato.

Ma cosa è in realtà un’impresa sociale……

(…) Secondo Carlo Borzaga, l’impresa sociale – in sé una specie di ossimoro ormai vagamente accettato – è una delle espressioni più interessanti dell’affermarsi di un’economia di responsabilità sociale. “Questa tipologia di economia – ha detto Borzaga – è il frutto di quattro tendenze che hanno cominciato a prendere piede a partire dagli anni ’80”. La prima tendenza è il rafforzamento e l’internazionalizzazione di fenomeni come l’associazionismo e il volontariato, che è in Italia riguardano ormai una persona su quattro, mentre negli Stati Uniti siamo già a quota uno su tre. Secondo trend è l’espansione di organizzazioni private con finalità redistributive, tra le quali l’esempio più noto è Telethon. Terza “componente” – e a parere dei relatori probabilmente la più importante – è appunto quell’impresa sociale definita dalla legge 118 del 2005 come “un’organizzazione privata senza scopo di lucro che esercita in via stabile e principale un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale”.
Ultima tendenza che conduce all’affermarsi di un’economia di responsabilità è il sorgere di pratiche sociali anche all’interno delle classiche imprese profit. ( 2009.festivaleconomia )

Uno dei promotori più entusiasti del concetto di impresa sociale è da sempre il "nostro" Yunus, padre del Microcredito, nobel all’economia per la Pace, un’impresa quella sociale che non paga dividendi, limitandosi a vendere i suoi prodotti a un prezzo tale da coprire tutti i costi.

Cosi scrive nel suo ultimo libro a pag 12…..

 " Gli  azionisti possono ritirare il capitale investito nell’impresa dopo un certo periodo di tempo, ma non ricevono alcun profitto sotto forma di dividendi. Tutti i profitti che l’impresa realizza restano all’interno e sono utilizzati per finanziare l’espansione, per creare nuovi prodotti o servizi "

Pura eresia per un mondo fondato sulla massimizzazione del profitto e dell’investimento, una concezione che nega il lato antropologico di una impresa in grado di soddisfare l’ essenza di un uomo, attraverso un senso profondo al suo agire.

Anche se alle volte non sembra, sostiene Yunus l’uomo ha " a cuore lo stato del mondo e le condizioni dei nostri simili, ciascuno di noi ha un istintivo e un naturale desiderio di rendere la vita migliore per tutti e se potesse scegliere, preferirebbe vivere in un mondo senza povertà, malattie, ignoranza e sofferenze ".

Qualcuno obietterà di trovarsi di fronte ad imprese caritatevoli, che dipendono in tutto e per tutto da contributi e donazioni ma nella visione di Yunus la caratteristica essenziale dell’impresa sociale è la sua autosufficienza economica, autosufficienza che la caratterizza e diversifica dall‘universo delle organizzazioni che si fondano sulla carità.

" Per portare avanti i propri programmi, le organizzazioni non governative e quelle no profit fanno affidamento su donazioni, contributi da fondazioni o aiuti governativi sotto la guida di persone che si dedicano a questa missione facendo un lodevolissimo lavoro ma che, non ponendosi l’obiettivo del recupero dei costi, sono poi costrette, spesso in misura preponderante, a spendere tempo ed energie nella raccolta di fondi»

Yunus sostiene inoltre che l’impresa sociale secondo la sua concezione, dopo aver beneficiato di una serie di investimenti è in grado di crescere, espandersi e sopravvivere nel mercato, producendo molti più benefici per i destinatari rispetto ad una donazione effettuata nei confronti di una società o organizzazione di carità.

Il concetto di base di questa affermazione è quello del rifiuto dell’assistenzialismo che io sottoscrivo in pieno anche se oggi l’impresa sociale, supportata da istituzioni virtuose, amministrazioni o municipalità illuminate, puà essere un ammortizzatore nella crisi di assoluta qualità ed efficacia.

Qualunque sia la finalità e la struttura di un’impresa sociale…

“L’impresa sociale – ha affermato Giorgio Fiorentini – può essere, a tutti gli effetti, un ammortizzatore sociale”. Una barriera contro la crisi e in particolare contro la disoccupazione. Secondo Fiorentini, infatti, questa tipologia di impresa può coinvolgere le fasce più svantaggiate – tra le quali sicuramente figurano i disoccupati – e impiegarle in quei settori tradizionalmente ambiti privilegiati delle imprese sociali e del terzo settore.

Ma guardiamo cosa scrive VALORI in uno dei suoi illuminanti articoli apparsi nella versione che può essere consultata anche on line di aprile, ma che Vi invito a sostenere anche attraverso l’abbonamento alla versione cartacea, di un mensile di assoluta qualità e professionalità, oltre che in grado di renderci partecipi delle alternative reali di questo sistema economico:

Le aziende senza scopo di lucro hanno caratteristiche in grado di renderle veri e propri ammortizzatori sociali. E il vantaggio di avere sempre un occhio di riguardo per ambiente, cultura e istruzione.

IMPRESA SOCIALE NON PROFIT potrebbe essere un "ammortizzatore sociale" utile alla tutela dei lavoratori che sono in procinto di perdere o hanno perso il posto di lavoro. Non è sancito da una legge, ma può essere uno strumento per contrastare la crisi incombente. E lo Stato non spenderebbe neanche un euro. Oppure, se volesse facilitare e velocizzare lo start up di queste nuove imprese, potrebbe stanziare un fondo ad hoc. E si innescherebbe un moltiplicatore di reddito che, in tempi medi, creerebbe una stabilizzazione di ricchezza per il "sistema Paese". Lo sviluppo di questo tipo di impresa può ammortizzare la crescita della disoccupazione e il ristagno dei consumi. È un modo nuovo di concepire il sociale connesso con l’imprenditorialità. Già oggi le imprese non profit sono un asset imprescindibile per il sistema Paese. Dalla crisi dovrà uscire un’Italia più competitiva, ma anche più giusta ed equilibrata. Non servono solo nuovi stili di consumo, ma anche nuovi stili di imprenditorialità e di management. Un management altruistico a gerarchia corta e partecipata.

Questa crisi farà cambiare anche alcuni fondamentali dell’impresa tradizionale e quindi si dovranno cercare nuove forme di impresa che integrino il valore aziendale strumentale con quello imprenditoriale, nella ricerca di un equilibrio di scambio e di governance con gli stakeholders.

Ma dalle parole passiamo ai fatti, andando ad analizzare perchè queste imprese hanno costi inferiori alle cosidette  " Imprese for profit " :

 

a) la motivazione ad una maggiore produttività e ad un’efficacia operativa più gestibile è una costante dei dipendenti di queste imprese;

b) i costi generali e fissi sono contenuti ed il break even si realizza con una produzione inferiore rispetto all’impresa for profit.

Come conseguenza di questa formula imprenditoriale avremmo:

a) prezzi di vendita di beni e servizi più bassi;

b) una propensione a mantenere i consumi a livelli equilibrati per il sistema socio economico;

c) più potere d’acquisto per le famiglie e i cittadini il cui reddito sarà ridimensionato dalla crisi generale

 L’impresa sociale è un’azienda senza scopo di lucro che può gestire gli eventuali utili reinvestendoli nell’impresa stessa e incrementando il suo stato patrimoniale.

Si potrebbe ipotizzare la creazione di imprese sociali spa o srl che non distribuiscano dividendi per alcuni anni, ma che in seguito, se ben gestite, possano trovare sbocchi di vendita per gli asset azionari. In questa situazione crisi permetterebbe di sviluppare imprenditorialità con la formula spa o srl senza distribuzione di utili nei vari settori tipici dell’impresa sociale (vedi art.2 D.Lgs 155/06) nella prospettiva di realizzare la contendibilità una volta superata la crisi.

Infatti oltre al già riconosciuto e stabilizzato protagonismo operativo nei servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi si aggiungono settori quali la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, la valorizzazione del patrimonio culturale, il turismo sociale, la formazione universitaria e post-universitaria, la ricerca e l’erogazione di servizi culturali, la formazione extra-scolastica finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, i servizi strumentali alle imprese sociali e così via. Tutte imprese sociali non profit che possono trarre da questo ciclo di vita imprenditoriale l’opportunità per diventare parte stabile e costituente il sistema socio economico.

L’impresa sociale promuove l’occupazione delle fasce svantaggiate in particolare dei disoccupati (D.Lgs 155/06).

 

Trascinare tutto il sistema

Un’impresa sociale ha costi inferiori a una for profit. Questo avviene perché: 

Si creerebbe un "effetto sviluppo" per il sistema, che avrebbe vantaggi non solo contingenti e di interventismo riparativo, ma anche duraturi, continuativi e strategici con un orizzonte che va oltre la crisi. E si innescherebbe la funzione di moltiplicatore di ricchezza per i territori, che assumono e sviluppano competitività se incrementano capitale sociale, umano e di imprenditorialità sociale.

In quest’ottica e con l’obiettivo di conseguire un risultato di sistema a somma maggiore di zero, lo Stato potrebbe (o dovrebbe) valutare la creazione di un fondo per l’imprenditorialità sociale promuovendo, in modo diffuso, partnership fra "privato non profit " e "privato for profit" da integrare in spa o srl come "impresa sociale".

Una cosa che non ho mai amato di questo sistema economico e capitalistico, in particolare anglosassone,  è l’eccessiva disinvoltura con la quale si procede a politiche di riduzioni dei costi spesso selvagge che vanno inevitabilmente sempre a pescare nel capitale umano di un’azienda, ma non solo anche a scapito di investimenti, nella ricerca e nella formazione. Riesce difficile accettare un sistema nel quale aziende che sino a qualche mese fa producevano utili spesso stratosferici come immense catene di montaggio che lavorano giorno e notte, nello spazio di un istante crollino distruggendo il proprio capitale umano, salvando privilegi ed interessi che non tengono conto del futuro.

Purtroppo è presumibile che alcune imprese for profit, in questa situazione di crisi, adottino politiche di licenziamento dei propri dipendenti e quindi creino sacche di disoccupazione. Perché, quindi, non creare imprese sociali che sviluppino attività sia nei settori specifici di utilità sociale (vedi art.2 D.Lgs 155/06), sia in qualsiasi settore di business perché hanno almeno il 30% di persone svantaggiate (disoccupate)? Si creerebbe un’impresa sociale come spin off dell’impresa for profit, che dovrebbe essere da essa giuridicamente autonoma e potrebbe sviluppare attività imprenditoriale tramite l’attività lavorativa di dipendenti che altrimenti sarebbero disoccupati. in settori a valenza sociale ed integrativa all’attività della for profit di riferimento (per esempio per mantenere le politiche di conciliazione per le donne lavoratrici);

Costole di imprese for profit  

Si creerebbe un’impresa sociale come spin off dell’impresa for profit, che dovrebbe essere da essa giuridicamente autonoma e potrebbe sviluppare attività imprenditoriale tramite l’attività lavorativa di dipendenti che altrimenti sarebbero disoccupati.

Ma in quali settori?

a) in settori a valenza sociale ed integrativa all’attività della for profit di riferimento ( per esempio per mantenere le politiche di conciliazione per le donne lavoratrici )

b) in settori meno colpiti dalla crisi (per esempio servizi turistici, food and beverage a brand di tradizione locale o altri ove è più facile la conversione professionale),

c) in settori di nicchia indispensabili per i nuovi stili di vita e di consumo ai quali dovremo adattarci (come le energie rinnovabili);

d) in settori non delocalizzabili, a basso impatto ambientale e "a km0";

e) in settori di qualsiasi tipo, con una forte presenza di fasce di lavoratori svantaggiati, ove la proprietà dell’impresa offra un’opportunità di incidere in modo "concertato" nel sistema socio economico di mercato e quasi mercato.

f) nello sviluppo di spin off che presidino linee di prodotti/servizi di sottomarca per mantenere o sviluppare quote di mercato;

g) nello spin off per prodotti/servizi con private label (come i marchi della grande distribuzione)

h) nello start up e sviluppo di imprese specializzate nel low cost. housing sociale, colonie estive, mutue sanitarie integrative ecc.) che creerebbero impedimenti al lavoro specialmente in famiglie ad alto rischio povertà.

In situazione di crisi sarebbe ancor più devastante la cessazione di attività sociali (asili nido, housing sociale, colonie estive, mutue sanitarie integrative ecc.) che creerebbero impedimenti al lavoro specialmente in famiglie ad alto rischio povertà.  

 

Imprese sociali, dove uomini e donne investono il loro tempo e il loro denaro, per uno scopo comune, crescere insieme, non solo materialmente ma anche antropologicamente.

 

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32 commenti Commenta
Scritto il 8 agosto 2009 at 08:44

Carissimo Capitano
c’è in giro un pò “di siccità” ma Tu…
Tu…sei un fiume in piena anche in agosto..

che felicità quel giorno che mi imbarcai…:-)

Ciao!
Buon fine settima Compagni di Viaggio…a presto

Navighiamo…navighiamo…
Valentina

Scritto il 8 agosto 2009 at 09:56

Caro Andrea,

il tuo post di oggi, combinazione (io non credo alle coincidenze) arriva proprio a pallino.

Non si conosce mai abbastanza.

“un’organizzazione privata senza scopo di lucro che esercita in via stabile e principale un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale”.

Ti terrò informato degli sviluppi del nostro progetto e, se lo si potrà “esportare” ad altre comunità creeremo una copertura a macchia di leopardo sul territorio italiano e…… non solo quello italiano.

Grazie Andrea, come sempre sei puntuale e preciso, quando è che dormi tu??
Un abbraccio a te e a tutta la tua famiglia,buona Domenica!!

Un cordiale saluto a tutta la ciurma,

Ciao Vale, fammi un cenno se vuoi fare un salto a trovarci,per noi niente vacanze.
Saluto Carpediem che come Vale ho conosciuto personalmente e SD con cui abbiamo avuto alcuni scambi di idee.
A tutti gli altri un arrivederci al prossimo incontro.
Buona Domenica a tutti

Scritto il 8 agosto 2009 at 12:18

Ccp certo che vengo a trovarVi,
presto…prestissimo arrivo…
e non voglio più sentire “che non posti perché dici che hai fatto il deserto”…
ripeto… togliti dalla testa queste strane idee!! :-):-)Un arido deserto, forse, esisteva prima di imbarcarci su questo Veliero,
spesso le “ luci, fuori, dell’universo, sono fredde e brillano di una luce riflessa…”
ma non qui…una calda “luce” riscalda quotidianamente il nostro Viaggio…
non importa se si hanno meno riscontri di quanto si vorrebbe…l’importante, Ti ripeto, è navigare…ciascuno secondo le proprie capacità ed inclinazioni, l’importante è seminare…
ogni Voce è importante, anche soprattutto chi la pensa diversamente da Noi.
Ringrazierò sempre il Capitano per offrirci quotidianamente questa grande occasione di confronto…
mi piace questo viaggio perché è sempre ricco di rimandi reciproci con fluida continuità,
ed ogni intervento è importante…sempre!…
Non potrei più ritornare a navigare silenziosamente
Per cui quando puoi, continua a postare…non privarci dei Tuoi contributi…non per questo a mio parere, inesistente motivo….

Capitano dille qualcosa…:-)

Buon fine settimana…un grande abbraccio…
Valentina

Scritto il 8 agosto 2009 at 13:19

Ottimo blog dal punto di vista tecnico, anche se non condivido nemmeno una parola quando si parla di etica.

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2009 at 18:03

Ok #4, ma pensala così,
hai amici ,figli? una famiglia, insomma qualcuno a cui tieni, se non hai nessuno,magari un gatto un cane.
che rapporto hai con le persone vicine a te? spero ottimo o almeno ci provi, ci tieni, non li sfrutteresti vero?
Bene , oggi bisogna uscire dalla struttura primitiva che non va oltre il tuo naso. Insomma la tua famiglia siamo tutti noi. Con le dovute precauzioni ,”fidati” . I mali dell’ uomo in effetti son creati dallo sfruttamento del simile (anche indirettamente). La via per uscire da queste crisi (nn solo economica),mi sembra sia indicato da questo sito etico economico del cap Andrea.Chiaro che non è facile cambiare abitudini, ma se aspettiamo che comincino gli altri…buonanotte. Io mi son stancato di sfruttare la terra oltre le sue possibilità, di di far parte di un sistema cancerogeno e autofagocitante che crea catene di dolori , angoscie miserie tra gli uomini.
L’etica e rispetto tra uomini mi sembra la via di uscita.

AltaP

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2009 at 18:05

Scusa non era personale la frase “che non va oltre il tuo naso”.
intendevo “il nostro “

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 10:07

per 4

illuminaci

Luca

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 10:37

http://community-exchange.org/docs/join2.asp?group=ANID

moneta alternativa?

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 11:02

NOTE
-L’inflazione non partirà fin quando la liquidità immessa dalle banche centrali (trilioni) non circolerà, ma rimarrà dirottato su borse e materie prime (bolle)
-Le regole del gioco finanziario per ora non sono cambiate e sarà molto difficile farlo, malgrado i 4 trilioni di perdite che sono state tamponate dagli interventi irripetibili (e forse insostenibili) dei governi e delle banche centrali.
-Le vecchie generazioni risparmiavano, le nuove vivono irresponsabilmente con le carte di credito, fingendo di ignorare che in realtà sono carte di DEBITO.
-Eviterei di “santificare il martirio” dei lavoratori autonomi visto il reddito medio SCANDALOSO dichiarato (15.000 Euro).

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 11:06

Dopo i “subprime” crollano i “prime”
Nonostante l’ottimismo dei media, la crisi continua ad aggravarsi. Dopo quelli “spazzatura” diventano insolventi anche i mutui di qualità. Mentre la necessaria riduzione del debito finanziario continua a reprimere l’economia reale. Per questo la valanga di denaro immessa dal governo Usa potrebbe non bastare
di
Carlo Freboudze

Pochi dubbi sul futuro
Un altro importante punto evidenziato dal Fondo monetario internazionale è la necessità di liquidità del sistema globale, che è pari a 20 trilioni per il 2009 ma arriva a 25 nel 2011, oltre il 60 per cento del totale degli asset. Per ora i sistemi monetari nazionali (come Federal reserve, Banca centrale europea e le altre banche nazionali) hanno messo a disposizione del sistema 9 trilioni, solo un terzo di quanto necessario, ma con il prosciugamento dei mercati dei prestiti privati, toccherà a loro, probabilmente, ai due terzi mancanti.
Come ha sottolineato di recente il premio Nobel Paul Krugman, questi costi, seppur molto alti, manterranno gli Usa in condizione di debolezza per diversi anni. Ma si tratta di un costo più che sopportabile, anche se potrebbe espandere il debito pubblico all’80-90 per cento del Pil americano. Il vero timore riguarda il rischio che le contromisure siano inefficaci e la crisi si aggravi. Secondo il premio Nobel per l’economia, il 2008 ricorda che i costi fiscali di profonde recessioni sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli del salvataggio del sistema finanziario. L’ultimo “World economic outlook” ricorda che le recessioni che seguono le crisi finanziarie tendono a essere particolarmente pesanti, e che lo stesso avviene per le recessioni sincronizzate a livello globale. In questo momento si stanno verificando entrambe le circostanze, per questo i rischi di una recessione ancora lunga e ancor più grave rimangono alti. La recessione è globale, e coincide con una pesante crisi finanziaria. Una lunga recessione e una debole ripresa sono, secondo il professor Krugman, inevitabili. Poiché in un modo o nell’altro il “de-leveraging”, il recupero del debito del settore finanziario, è una medicina amara ma necessaria. Il consumatore dovrà adeguarsi, cambiando le proprie abitudini riguardo a reddito, consumi e risparmi.

Scritto il 9 agosto 2009 at 14:30

Ciao Andrea,

sono d’accordo su quanto scrivi ma la strada è lunga e in salita.

L’impresa sociale è certamente utile ed auspicabile in quei settori dei servizi alla persona dove l’incidenza sul costo del personale risulta preponderante rispetto all’ammortamento degli investimenti.

In questi settori, sempre più importanti per il funzionamento della nostra società il terzo settore o no-profit
potrebbe essere l’uovo di colombo per fornire ai cittadini i servizi necessari senza gravare su un sistema pubblico
che ha degli overhead cost molto elevati (senza contare inefficienze e malversazioni) e senza obbligare ad andare
verso l’impresa profit che rende. in particolare su certi servizi alla persona, particolarmente odioso l’inevitabile conflitto
di interessi che automaticamente si genera.

E’ evidente che in questo panorama diventa difficile che la politica si assuma il ruolo di facilitre l’ingresso sul mercato
del no-profit per due ottime (pessime) ragioni:
primo perchè il servizo pubblico si troverebbe in concorrenza con una realtà più efficiente andando a minare roccaforti di
potere solidi e redditizie sia in termini politici che meramente economici e clientelari.
secondo perchè le lobbyes dei fornitori di servizi profit sono spesso contigui con il potere politico e lo influenano pesantemente, considerate che nel bilancio regionale (d tutte le regioni) le voci sanità ed assistenza sono di gran lunga le più importanti.

Per finire le varie onlus diventano anche un’area off-limits dove si mescola il buono con il cattivo e non ci
sono veri organismi di controllo, così per esempo si scopre che una badante mandata da una onlus dove tu paghi la onlus
e la onlus paga la badante e “pensa a tutto” costa € 24.000 all’anno contro i € 15.000 (tutto compreso) per una badante
assunta direttamente dalla famiglia, alla faccia del no-profit !

un saluto
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 16:10

come non quotare in toto il cuculo, l’impresa sociale può diventare in un’attimo una truffa colossale tento più in italia…………vi ricordo sempre cos’erano agli inizi le cooperative e cosa sono adesso………….sono state occasione per guadagni agevolati e sfruttamento dei lavoratori……….questa è la realtà ed è meglio guardarla in faccia……che poi ci sia comunque qualcuno che opera virtuosamente su questo non vi è dubbio

Scritto il 9 agosto 2009 at 17:09

buona domenica a tutti,

m’intrometto anch’io per una battuta: non è giusto vedere sempre il marcio nelle cose.

Si è vero, le Cooperative (non tutte) sono diventate di tutto e di più abusando dei benefici ( e sono tanti, li sto studiando in questi giorni ) dello status di cooperative.

Si è vero, le Onlus (non tutte) possono essere organizzazioni solo di facciata per speculare sul prossimo.

MA E’ VERO anche che:
– se ognuno di noi partisse dalla “sua essenza” e tirasse fuori il meglio e non il peggio di quello che ha dentro, senza voler essere superiore all’altro con manipolazioni e/o soprusi per avere una vita sociale al di sopra della media,per avere la villa più grande,il giardino più verde,la macchina più veloce ecc.ecc.
– se considerassimo anche solo per un istante che massimo vivremo 100 anni su questa terra e sarebbe meglio viverli in amicizia con tutti e non con arrampicate sociali che costano solo stress e disagio ai figli, quando se ne hanno.
– che comunque di tutta “la roba” che accumuliamo non porteremo dietro nulla, nudi siamo venuti al mondo e poco vestiti ce ne andremo.
-che accumulare “roba” per lasciarla ai figli serve molto molto molto meno che donare loro un poco del nostro tempo,donare loro esempi di altruismo, donare loro esempi di bontà, donare loro esempi di onestà, donare loro una sana educazione che prepari dei giovani “robusti” non solo fisicamente.

In una parola :coscienza, tutti ne siamo dotati,tutti sappiamo discernere il bene dal male,tutti sentiamo “dentro” quando ci comportiamo in modo scorretto qualcosa che ci sussurra…non lo dovevi fare….

Sarebbe sufficiente agire con coscienza sempre, far prevalere il bene sempre,combattere e vincere il male che si annida in ognuno di noi.

Non è facile,lo so, ma se non ci si prova si è già perso in partenza e con noi ha perso l’intera società.

Ora taccio,non voglio indisporre quelli fra di voi che diranno: di “buone intenzioni” sono lastricate le strade del mondo intero, io vi ribadisco che essere su questo blog conferma ampiamente che si può contribuire tutti ad un mondo migliore e lasciarsi sfuggire l’occasione sarebbe veramente da stolti.

Vi assicuro, non è un utopia, costa sacrificio,molte riunioni,molte discussioni,ma si può riuscire,basta pensare un po meno a se stessi e un po’ di più al prossimo.

un caro saluto a tutta la ciurma

Scritto il 9 agosto 2009 at 17:46

Oh!! Meno male che Ti si sente Cccp…ciao…

Che dire… condivido…
Purtroppo anch’io ho avuto a che fare con “cooperative” non eticamente, per niente corrette…
Ma è errato dire cooperative…
Ho avuto a che fare con PERSONE…non eticamente corrette…
Non cooperative…non Spa…ma PERSONE in cooperative…in Spa ecc…

Perché prima di essere una ragione sociale/codici fiscali/ P.iva SIAMO PERSONE…
Ed è un po’ che non lo ricordo ma c’è solo un unico bisogno…e la soluzione sta tutta lì:

Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON SI POSSONO COMPRARE NE’ VENDERE; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli” . (E. G. White)

Inoltre Vi ricordo parole
importanti, pronunciate/scritte dal nostro Capitano lungo il viaggio…
Parole…che sono scolpite, come quelle di White, nel mio cuore e nelle mia mente, perché ogni giorno che passa “illuminato da fredde luce riflesse”, e non dalla calda luce di queste parole e delle azioni che nescaturiscono,
è un giorno, per me sprecato,..non vissuto…o vissuto in vano….
E…voglio viverla la vita…non sprecarla…la mia e quella altrui…
Non ci è dato tornare per riparare…

Il Capitano dice:

” Credo che la più grande utopia del nostro tempo,
sia quella di chiedere e sperare in un cambiamento senza che ciò parta principalmente da noi stessi, senza prenderci delle responsabilità in prima persona.”
Andrea Mazzolai

Si…una Grande…gigantesca…Utopia..è sempre una questione di RESPONSABILITA’ e di COSCIENZA…
Di persone che fanno cose… in modo più o meno coscientemente responsabile…sempre e solo questo…

Ciao
Valentina

p.s perché mai dovresti tacere perché indisponi!!! :-):-)Se qualcuno si indispone è un problema altrui, non tuo…non sia mai… Tacere!!! :-):-)

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 19:32

Buona domenica a tutti

Anch’io credo che le imprese sociali no profit siano utili e spero che chi nè ha la capacità riesca a costituirne qualcuna.

Visto che è domenica ( e si può “spararla”) e che spesso diversi utenti hanno affermato che in questo blog non si leggono quasi mai propopste concrete; voglio fare una proposta concreta.
Perchè non ci uniamo in molte (tipo 300-500) persone e mettiamo un tot (tipo 1.000 euro a testa) e fondiamo una società profit in cui i dipendenti siano esclusivamente soci della stessa????
Spero che l’idea sia piaciuta hehehe; a proposito questa “cosa” accade quotidianamente in Australia!!!! quasi, quasi mi trasferisco.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 20:07

Io ci sto !!

C’e’ un link per registrarsi e lasciare la mail per eventuali contatti?

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 20:08

Io ci sto !
ero io
Altapatagonia

e pure per trasferici in Australia…

Scritto il 9 agosto 2009 at 20:23

Nessuno è ingenuo, qualunque progetto o istituzione è fatta di uomini, ma ciò non toglie che l’istituzione o il progetto possa funzionare, anche solo per un istante se ciò serve a dare speranza.

Che facciamo, non facciamo nulla perchè le cooperative oggi non sono più come ieri o perchè le onlus non sono poi tanto onlus……

Che facciamo, restiamo tutti seduti in riva al fiume ad osservare ciò che accade sperando che la corrente cambi da sola.

Ho capito ciò che vuoi dire Cuculo, so ciò che vuoi dire anonimo, ma da qualche parte dobbiamo pur incominciare, noi e non gli altri, noi senza aspettare gli altri, diversamente questo sistema ha il suo destino segnato, che non significa necessariamente la fine di questo sistema, ma una derivazione che inevitabilmente porterà a toccare un fondo non certo indolore, prima di una rinascita.

Nessuna illusione, ma qualche speranza che viene dal passato e guarda al futuro.

Andrea

Scritto il 9 agosto 2009 at 21:20

Ma vedete che il problema si ripresenta sempre in fondo uguale, anche se in mille forme diverse.

Il problema è che l’uomo, in media, messo di fronte al proprio conflitto di interssi sceglie il proprio interesse a scapito di quello collettivo, e benchè costoso, l’unico rimedio è avere un rigoroso sitema di controllo ed una reale deterrenza.

Questo vale per la speculazione selvaggia di AIG come per la Onlus che sfrutta Badanti bisognose e famiglie altrettanto bisognose (ma vale per asili nido, mense et alter) lucrando profitti che diventano “compensi per gli amministratori” e la corte di cassazione, con vaire sentenze (eg. n°6599 del 2002) sancisce l’insidacabiltà dei compensi degi amministratori (che dovrebbero essere “congrui” rispetto alle dimensioni dell’impersa).

La cosa è poi particolarmente odiosa in Italia dove per consolidata tradizione di fronte ad un comportamento fraudolento, conosciuto e consolidato, che può essere un comortamento fiscale come la guida in stato di ebbrezza si usa aumentare le dimensioni del cartello “Attenti al Cane” senza che poi il cane ci sia veramente.

buonanotte
Il Cuculo

Scritto il 9 agosto 2009 at 23:18

Non sono stato mai più solo di così
e’ notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
come fori quando si risvegliano si rivestono
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano angeli avvoltoi
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.
I muri vanno giù al soffio di un’idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro i pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono
perché nascono e subito muoiono
forse rondini foglie d’Africa
ci sorridono di malinconia
e tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
Quando cantano
quando piangono
gli altri siamo noi.
In questo mondo gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Quando nascono
quando muoiono
gli altri siamo noi.
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.
oh oh oh…
in questo mondo piccolo oramai
gli altri siamo noi.
si gli altri siamo noi
fra gli indios e gli indù
ragazzi in farmacie
che ormai non ce la fanno più
famiglie di operai licenziati dai robot
e zingari dell’est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
l’ Amazzonia
il Sudafrica
gli altri siamo noi.
in questo mondo gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Quando sparano
quando sperano
gli altri siamo noi
in questo mondo piccolo oramai
siano noi siamo noi
gli altri siamo noi
gli altri siamo noi
in questo mondo gli altri siamo noi
gli altri siamo noi.
Gli altri siamo noi
Umberto Tozzi
G.Bigazzi,G – U.Tozzi

Semplicemente noi creiamo categorie rimanendone spesso prigionieri…e ciò non ha nulla a
che fare con l’ingenuità…

“Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata. A me sembra che i fatti indichino in tutte le direzioni, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell’albero che ha unità e si innalza, solo la linfa verde che sgorga, come una fontana, verso le stelle”.
G. K. Chesterton,

Buonanotte…
Valentina

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 00:43

Per Altapatagonia #18, bene siamo già in due ( e fanno 2.000 euro).
Io consiglierei di stare “lontano” dalle aziende del settore edile, anche se avrei le competenze necessarie; almeno per un pò!!!

Rigurado all’Australia io ho qualche buon contatto per trasferirsi (ottimi parenti)…..il mio problema è l’inglese…e il tempo per ri-studiarlo.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 01:56

X ALTA PAT. E SD ,bravi gia’ pronti a lavarsi le mani per andare a fare i turisti disoccupati all’estero e magari con cassa integrazione italiana.I problemi non si risolvono scappando e dato che i quattrini li avete Vi mando gentilmente un sito dove potete guadagnare non tanto sul lato umano ma immenso in quello spirituale.Tanti saluti e neanche per scherzo dovete fare i GIUDA.Ciao Gino http://www.oasi-accoglienza.org ps- Da domani si cambia ,Le VACANZE fanno diventare nottambuli ma io non ci sto’ piu’ e divento mattiniero come la solare Valentina.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 08:41

SD finalmente una persona reale!
la mia mail dominionjupiter@hotmail.it
Anche io ho parenti lì e il mio inglese è abbastanza buono.
Tralasciando(x ora) il patetico commento di Valentina(buonista ridicola),metto in primis la volontà di creare qui qualcosa(come dici tu siamo già in 2… hehe sperando di ricevere idee e qualità dai marinai) e poi se la burocrazia e mentalità italiota dovesse renderla irrealizzabile beh ! come ho scritto nel post #5,son buono, etico ma non fesso.
Cara Valentina ,ai primi di luglio mi hanno offerto un monoambiente-flat in riva al mare in uno stabilimento(guardia di finanza) balneare in Sardegna, il suo valore è di circa 3000 € al mese, bene un conoscente riusciva a farmelo avere a 60€ per la stagione intera!! (sessantaeuro) .Bene, gli dissi che non lo accettavo(chi pagava i restanti 2940€ al mese? tutti?) e che se ognuno di noi facesse la sua parte smettendo di essere furbo o di rubare indirettamente dalle casse pubbliche, non cambierà mai nulla.Lui si è offeso e diceva che i militari servono alla nazione e il mangiamangia in Italia è necessario etc. .. bla bla , e io(stupido e… Giuda come dici te) passo la mia estate calda in un bollente 2 piano …. Con 2 invalidi al 100% padre e nonna che non ricevono nessun aiuto dalla sanità Italiana Nè morale nè di riabilitazione,solo la sedia-rotelle (non c son soldi ,sai?),dopo aver lavorato una vita e pagato non una ma due pensioni(poi ovviamente tagliate del 50%)potendoci pagare a malapena una badante, in nero. E tu mi chiami Giuda?? O lo stato è Giuda?
(forse nel blog ci sono 2 Valentina )

Altapatagonia

la mail :dominionjupiter@hotmail.it

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 08:45

1
SD finalmente una persona reale!
la mia mail dominionjupiter@hotmail.it
Anche io ho parenti lì e il mio inglese è abbastanza buono.
Tralasciando(x ora) il patetico commento di Valentina(buonista ridicola),metto in primis la volontà di creare qui qualcosa(come dici tu siamo già in 2… hehe sperando di ricevere idee e qualità dai marinai) e poi se la burocrazia e mentalità italiota dovesse renderla irrealizzabile beh ! come ho scritto nel post #5,son buono, etico ma non fesso.
Cara Valentina ,ai primi di luglio mi hanno offerto un monoambiente-flat in riva al mare in uno stabilimento(guardia di finanza) balneare in Sardegna, il suo valore è di circa 3000 € al mese, bene un conoscente riusciva a farmelo avere a 60€ per la stagione intera!! (sessantaeuro) .Bene, gli dissi che non lo accettavo(chi pagava i restanti 2940€ al mese? tutti?) e che se ognuno di noi facesse la sua parte smettendo di essere furbo o di rubare indirettamente dalle casse pubbliche, non cambierà mai nulla.Lui si è offeso e diceva che i militari servono alla nazione e il mangiamangia in Italia è necessario etc. .. bla bla , e io(stupido e… Giuda come dici te) passo la mia estate calda in un bollente 2 piano …. Con 2 invalidi al 100% padre e nonna che non ricevono nessun aiuto dalla sanità Italiana Nè morale nè di riabilitazione,solo la sedia-rotelle (non c son soldi ,sai?),dopo aver lavorato una vita e pagato non una ma due pensioni(poi ovviamente tagliate del 50%)potendoci pagare a malapena una badante, in nero. E tu mi chiami Giuda?? O lo stato è Giuda?
(forse nel blog ci sono 2 Valentina )

Altapatagonia

Scritto il 10 agosto 2009 at 08:56

Gli invalidi al 100% hanno diritto al’assegno di accompagamento.

Scritto il 10 agosto 2009 at 08:59

Caro Altapatagonia, non so a quale mio commento ti riferisci, non ho dato mai del Giuda a nessuno…comunque grazie per i complimenti di “buonista ridicola”, non mi sono mai vista in questa luce…la realtà è sempre più complessa di come appare…
Comunque se Vuoi, sono contattabile per qualsiasi chiarimento, senza occupare il Blog.
Ciao.
Valentina

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 09:32

“diritto Assegno di accompagnamento” e quindi va tutto bene ! caso chiuso…peccato che sia di 261 € al mese…ridicolo!
Sai quanto costa una badante?

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 09:56

Valentina scusa ,non eri tu era un utente anonimo che parlava della tua solarità
Ciao

Scritto il 10 agosto 2009 at 10:36

Ah! OK..Alpatagonia…c’era qualcosa che non mi tornava…

Mi permetto… e penso di non sbagliarmi…
Guarda di non prendere in senso letterale le parole di Gino..
che si è ambientato molto bene ed usa sempre toni confidenziali e camerateschi…guarda con Dorf…e adesso escono a cena!…

Lo dico sempre…che è un viaggio non solo nell’economia e nella finanza….ma un affascinante viaggio in un’umanità tempestosa!!…

Ciao, buona giornata
Navighiamo…navighiamo…sono un pò più leggera ora!!
Valentina

P.s.
Un pensiero all’Australia, un po’ di tempo fa, l’ho fatto anch’io..ora non so..non sono più tanto sicura..ma non ho parenti la…per cui non conosco direttamente la realtà! :-):-)Chissà….tenetemi informata

Scritto il 10 agosto 2009 at 11:29

Buona giornata a tutti,

una domanda: quando vi sale l’acqua in casa e rischiate di andare a mollo pensate sia meglio scappare per non bagnarsi i piedi e restare travolti ?
(quando fosse più grave )

oppure vi arrotolate i pantaloni e magari a piedi nudi con secchielli e pale cominciate a darvi da fare?

per il carattere che mi ritrovo se “l’alluvione” fosse tragica io ci rimarrei sicuramente sotto perché non sono capace di scappare per andare a cercare terre “asciutte”

questo per dire che preferisco restare in Italia,come stabile organizzazione, con i pantaloni fino al ginocchio se necessario, ma con un occhio a terre lontane che hanno bisogno comunque di noi.

ciao a tutti

Scritto il 10 agosto 2009 at 13:21

l’indennità di accompagnamento corisposta per il 2009 è di €472.04 al mese.

come puoi vedere dai post sopra so quanto costa una badante.

saluti
Il Cuculo

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