BALLANDO SULL' ORLO DEL VULCANO.

Scritto il alle 21:58 da icebergfinanza

Ormai l’economia mondiale da tempo sta ballando sull’orlo del vulcano della disoccupazione, gli ultimi dati a livello globale testimoniano che il magma del lavoro è un composto ad alta pressione e temperatura, complesso che una volta eruttato diventa pura lava.

La parola "lava" ha origine dal latino "labes" che significa caduta, scivolamento, lo stesso scivolamento che quotidianamente ci viene comunicato in formato rallentato dai dati macroeconomici.

I lettori di Icebergfinanza conoscono da tempo la presenza delle cosidette "misure alternative" di rilevazione della disoccupazione in America, la famosa Table A-12. Alternative measures of labor underutilization  che riporta la percentuale di complessiva tra disoccupazione e sottoccupazione, comprendendo i cosidetti lavoratori scoraggiati ovvero coloro che hanno smesso di cercare lavoro in quanto sfiduciati da mesi di ricerca e che il BLS non considera più nella cosidetta forza lavoro e i lavoratori part-time per causa di forza maggiore economica, lavoratori che vorrebbero lavorare l’intera giornata, ma che spesso devono adattarsi al ritmo della produzione di beni e servizi richiesta in questo momento dal mercato.

Ebbene oggi questo tasso, seguendo la dinamica del tasso ufficiale, ha superato il 16 % della forza lavoro raggiungendo la percentuale di 16,5 % ( 9,5 % quello ufficiale ) , una dinamica in via di rallentamento negli ultimi mesi.

[table-a12-2009-06.png]

Non c’è alcun dubbio che nella peggiore delle ipotesi la disoccupazione ufficiale il prossimo anno potrà raggiungere la percentuale del 11/12 % che è ben lontana dal 25 % del picco della Grande Depressione come potete vedere da questo grafico qui sotto comparso in una recente analisi di Asha Bengalore su Northern Trust.

[DepressionUnemploymentRate.jpg]

Ciò non toglie che se prendiamo come riferimento il dato relativo alle misure alternative, il divario si ridurrebbe notevolmente, sino a ridurre la forbice differenziale percentuale dei due periodi in questione.

Penso che nella migliore delle ipotesi, una simil ripresa produrrà un aumento delle ore lavorate o tuttalpiù il ritorno a pieno ritmo dei lavorati part.time, ma che la disoccupazione continuerà ad aumentare.

"Qualunque cosa accada sui tempi della ripresa – ha spiegato Strauss-Kahn – la disoccupazione aumenterà nel 2010 e forse nel 2011, dipende dai Paesi". Il direttore generale del Fmi ha detto che questo accade a causa dei ritardi con cui la crisi si ripercuote sul mercato del lavoro rispetto all’andamento del Pil. "Il picco – ha osservato – può ritardare fino ad un anno". Pertanto, ha concluso Strauss-Kahn, "anche con la ripresa, se non si approntano sforzi energici contro la disoccupazione potremmo essere incapaci di affrontarne gli effetti". Rainews24.rai.it

Detto questo anche gli analisti di Northern Trust sostengono che il tasso di disoccupazione è un

(…) It is a lagging economic indicator, which peaks after the end of a recession (…)

….un indicatore ritardato che raggiunge il picco dopo la fine della recessione!

Graph: Civilian Unemployment Rate

Come avete visto dala grafico qui sopra, il tutto è assolutamente ineccepibile, solo che per l’ennesima volta, nella madre di tutte le crisi, io ritengo utile non fossilizzarsi troppo su questa dimensione, la dimensione di un indicatore ritardato che con il tempo sta assumendo sempre più la sua nuova dimensione di "puro indicatore" e ora spiegherò il perchè.

Mai in passato abbiamo assistito alla presenza combinata di una serie di nemesi che hanno colpito il consumatore americano, travolto da una perdita di ricchezza epocale, una dinamica combinata e correlata che va dalla scomparsa della dimensione infinita dell’accesso al credito al totale esaurimento della ricchezza presunta che riusciva ad infondere il continuo aumento del valore della case, sino al virtuosismo indispensabile di un tasso di risparmio in continua ascesa e un rientro dal debito esponenziale.

Questa è l’ultima dinamica del credito al consumo, diminuito in otto degli ultimi dieci mesi con le carte di credito che registrano una delle peggiori contrazioni mensili degli ultimi anni…….

FRED Graph

Quindi la mia visione mi porta a sottolineare che oggi il tasso di disoccupazione, la sua dinamica, probabilmente per la prima volta nella storia va assunto come puro indicatore economico e non come un indicatore ritardato.

Un ulteriore esempio di quello che sta accadendo nel mercato del lavoro è dato dai dati relativi ai sussidi di disoccupazione che ieri hanno visto arretrare le richieste settimanali di oltre 52.000 unità a fronte di una revisione negativa del dato della precedente settimana.

Il nuovo record relativo alle richieste continuative, settimana dopo settimana, ha visto un’esplosione di 159.000 nuove richieste che non ci sorprende più di tanto visto che recentemente avevo sottolineato come nelle prossime settimane assisteremo ad uno tsunami di richieste, conseguenza diretta del fallimento del sistema automobilistico americano  e del prevedibile contagio all’industria dell’indotto.

Tralasciando l’estrema variabilità di questi due indicatori, sottolinerei come l’indicatore principe resta quello relativo alla media a quattro settimane, che resta tuttora oltre le 600.000 unità, nonostante la discesa di 10.000 richieste.

Troppo poco per segnalare una svolta, una svolta che avrà bisogno di ulteriori conferme nelle prossime settimane e che comunque facendo riferimento alla doppia recessione ravvicinata degli anni ’80 non significa sostanzialmente che questa dinamica possa segnalare la fine di una recessione di cosi vasta portata e correlazione.

Graph: 4-Week Moving Average of Initial Claims

Probabilmente i sussidi di disoccupazione hanno raggiunto il picco di questo ciclo economico, ma difficilmente assisteremo ad una fase di ripresa dell’occupazione, che vedrà piuttosto un aumento delle ore lavorative e un ritorno a medio regime di tutti coloro che sono stati costretti ad "subire" il part-time per cause economiche.

Date un’occhiata a questo sito Esd.wa.gov si tratta delle estensioni ai sussidi di disoccupazioni previsti da una legge che prevede un massimo di ulteriori 33 settimane di sussidi di disoccupazione la Emergency Unemployment Compensation (EUC). Secondo Mike Shedlock questa legge crea una distorsione statistica che porterebbe il numero delle settimane continuative dei sussidi più vicini ai 9,4 milioni che al record di 6,883 milioni segnato oggi.

Inoltre secondo Bloomberg in aprile il numero record di 33, 8 milioni di cittadini americani ha ricevuto i cosidetti  " Food Stamps " oltre il 20 % rispetto all’anno prima, che ricordano dannatamente la cosidetta social card di Tremonti.

Il " Food stamps program " avviane attraverso una carta elettronica consegnata a coloro che vivono sotto la soglia della dignità, accreditata mensilmente dal governo e finalizzata all’acquisto di alimentari nei supermercati.

July 7 (Bloomberg) — A record 33.8 million people received food stamps in April, up 20 percent from a year earlier, as unemployment surged toward a 26-year high, government figures show. Spending also jumped, as the average benefit rose. 

It was the fifth straight month of record participation in the Supplemental Nutrition Assistance Program , according to the US Department of Agriculture, and up 1.8 percent from the prior month. Total spending was $4.5 billion, up 19 percent from the previous all-time high reached in March, the USDA said.

Se qualcuno ha dato un’occhiata in profondità ai dati rilasciati da Alcoa invece che esaltarsi per il meno peggio di quello che nessuno sa analizzare, forse sarebbe interessante mettere un bel microscopio sulle voce contenimento dei costi, figlia di una continua erosione dell’occupazione.

July 8 (Bloomberg) — Alcoa Inc., the largest U.S. aluminum producer, reported a second-quarter loss that was smaller than analysts’ estimates after production cuts and workforce reductions helped the company save money.

Taglio alla produzione e taglio all’occupazione ecco il leit-move della prossima campagna di trimestrali.

E qui farei una interessante premessa in riferimento alla stagione delle trimestrali che si sta aprendo in America, nuova stagione che vedrà focalizzata l’attenzione sulla fantasia contabile delle istituzioni finanziarie americane e sulla percentuale di minori perdite o maggiori guadagni che l’erosione della forza lavoro e la riduzione della produzione produce, palliativi di breve termine che lasciano come spesso accade il tempo che trova.

Sarà inoltre interessante assistere agli orizzonti previsti dalle varie aziende, aspettative che ci diranno quanto sia reale o sostenibile un’eventuale ripresa dell’economia.

Si assistere alle dichiarazioni di ottimismo dei vari amministratori delegati, visto che negli ultimi tre mesi i cosidetti " insider dealing " i ceo di circa 252 aziende hanno venduto azioni proprie delle proprie società per un totale di 1,2 miliardi di dollari, più o meno come accadde nel giugno 2007, nove venditori che credono nelle potenzialità della loro azienda ogni misero compratore….. 

Executives at 252 companies in the S&P 500 unloaded shares since March 10, with total net sales reaching $US1.2 billion, according to data compiled by Princeton, New Jersey-based InsiderScore, which tracks stocks. Companies with net sellers outnumbered those with buyers by almost 9-to-1 last week, versus a ratio of about 1-to-1 in the first week of the rally. Businessday

Un esempio lampante ci è stato fornito da uno dei mostri sacri della finanza nostrana, il quale sostiene che ……

ROMA (MF-DJ)–"La Borsa e’ pronta a 12 anni di rialzi". Lo ha detto l’a.d. di Mediolanum, Ennio Doris, in un’intervista a Il Giornale. "Non chiedetemi cosa faranno i mercati da qui a un anno – ha continuato – troppi sono gli elementi di incertezza. D’altra parte non mi interessa chi cerca ritorni di breve termine. La crisi e’ una grande opportunita’ di investimento. Le Borse sono tornate ai livelli del 1996, quindi 12 anni in cui i guadagni sono stati nulli. Periodi del genere erano gia’capitati nel ’37-’49, nel ’63-’74, a esempio. E ogni volta sono stati seguiti da periodi altrettanto lunghi di forti guadagni. E’ quello che ci aspetta ora: altri 12 anni di ripresa", ha concluso. 

Dodici anni di ripresa che mandano in frantumi la mia teoria di una nuova "lost decade", dodici anni di ripresa sul semplice assunto che la storia si ripete inesorabilmente e che se abbiamo avuto dodici anni di rendimenti nulli ora avremo dodici anni di miracoli continui…..potenza dell’analisi fondamentale.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!    

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

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Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

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70 commenti Commenta
Scritto il 10 luglio 2009 at 11:02

Ciao Andrea, buongiorno compagni di viaggio, com’è che siete così silenziosi oggi??

I nostri traders non si sono manco resi conto del nuovo lavoro di Andrea di ieri?

Non faccio commenti,non ne sarei capace, volevo solo sottolineare che non siamo fermi all’ “etica” ….eheheh

Permettetemi un sorriso,perchè come già ha detto Andrea, ” potremmo essere perisolosi”.

Nel senso buono s’intende.

Come qualcuno ha sottolineato in questi giorni : non esiste etica senza
” VERITAS”

Buona giornata naviganti.

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 12:02

PARLIAMO DEL FUTURO

E’ da più di un anno che su questo forum si dice che non vi sarà ripresa prima del 2011, ma ad oggi io mi chiedo come è possibile che in paesi ricchi i rendditi continuino a crescere, se questi superano di almeno dieci volte quelli dei paesi in via di sviluppo (e sono 50-100 volte maggiore di quelli poveri).
E’ chiaro che è arrivata la resa dei conti, il sistema economico occidentael è saturo, è pura pazzia continuare a produrre in Italia quando i tuoi concorrenti possono produrre in Cina o Brasile ad un decimo dei tuoi costi.
Noi siamo vittime della nostra ricchezza.
E’ anche vero che il futuro è nei servizi e che l’industria farà la fine dell’agricoltura, dove una continua meccanizzazione ha richiesto sempre meno forza lavoro.
Ciò significa che forse fra 20 anni un’automobile costerà l’equivalente di 1000 o al più 2000 Euro di oggi!!
I consumi si sposteranno sempre più verso servizi voluttuari, ma che saranno percepiti come indispensabili.
Questo è il cambiamento che stiamo vivendo e che non riusciamo a percepire.
Inizialmente vi fu la rivoluzione dell’agricoltura, poi venne la rivoluzione industriale e oggi siamo i fase post globalizzazione , dove sarà l’uomo (alcuni non tutti) a ritornare al centro dell’attenzione.
All’essere umano resteranno da fare tutti quei compiti che una macchina non riesce a compiere, diventeremo sempre più acculturati e specializzati.
Ovviamente chi rimarrà tagliato fuori da questo sistema non rimarrà che fare la fine dei poveri al tempo dell’antica Roma, che si presentavano a un ricco patrizio e si offrivano come schiavi, vendendo la propria libertà.
Il sistema difronte a questa rivoluzione cercare di cristallizzarsi su se stesso, ma la storia ci ha insegnato che all’antica nobiltà terriera servì poco opporsi alla nuova classe borghese.
L’uomo nuovo (quello vincente) è un misto fra un tecnocrate e pensatore-relativista.
Il nuovo è fondato non sul capitale, ma sulla capacità di sfruttare processi tecnologici associati a comportamenti psicologici induttivi.
Pochi hanno capito fino in fondo la New Economy.
Si sta fondando una nuova classe dirigente, ben consapevole delle tecniche di manipolazione di massa.
I rivoluzionari di ieri sono gli oppressori di oggi e noi rivoluzionari di oggi saremi gli oligarchi del domani.
George Orwell nelle sue opere non si è neanche avvicinato alla perversità del futuro che ci aspetta.
Lo schiavo più schiavo di tutti è quello che non riesce a vedere le pesanti catene che lo opprimono.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 12:30

Ennio Doris… seguendo le sue geniali analisi, potrei dedurre che la terza guerra mondiale è dietro l’angolo.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 14:32

SOTTO LA NEVE PANE SOTTO LA PIOGGIA FAME.

Apro questo mio commento con un vecchio detto contadino che vedeva sotto il bianco della neve invernale i teneri germogli di grano fiorire, mentre sotto tremendi acquazzoni vedeva perire germogli e di conseguenza i raccolti.

L’inondazione di liquidita’ del mercato, in un periodo di siccita’, a poco serve se non a distruggere anche quel poco di buono che rimane. Gli aiuti a pioggia battente alla finanza e alle banche non meritevoli a poco serviranno se non a far si che sopravvivano e si rafforzino insetti e parassiti ma non trasformeranno rami secchi in germogli verdi e campi fioriti. In compenso le poche piante verdi che hanno retto alla siccita’ del periodo verranno aggrediti da parassiti e insetti rafforzati dall’inondazione.

Serve ben di piu’ una lenta e candida nevicata che rafforzi tramite rivoli lentamente disciolti i semi caduti dalle piante sane rimaste in vita che non si sono ingigantite a dismisura x morire alla prima secca.

Dalle piante sane i semi caduti germoglieranno e doneranno frutti succulenti e spighe dorate che offriranno lavoro x il raccolto e sostentamento al villaggio.

Gli abitanti del villaggio ritroveranno il gusto di ritmi piu’ umani e cooperativi, comprenderanno il vantaggio di dire il vero x essere aiutati nel momento del bisogno e riconquisteranno cosi’ la fiducia nello scambio dei singoli frutti che la terra generosamente gli offre.

tatatatatatatatatatatata pim pum patapam tutto e subito tutto e subito in fretta in fretta, veloci, uff uff sto perdendo di piu’ piu’ veloce, via via… e tutto si perde di vista, e piu’ che altro TUTTO SI PERDE!!!

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 14:43

Divago..visto che il G8 e’ finito vorrei consigliarvi un libro di Salza Alberto dal titolo: Niente. Come si vive quando manca tutto.
Vi fa capire come si sta dal punto di vista di quelli di sotto…fa riflettere.
Un saluto a tutti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 18:27

Ci siamo diretti alla metropolitana di Tokyo e abbiamo comprato la Suica, che è una card prepagata (da 500 Yen in su) che si ottiene dall’apposite macchine all’interno delle stazioni della metro da utilizzare finché c’è il credito per tutte le tratte metro e autobus.
Il primo quartiere che abbiamo fatto è stato Ginza, straordinario è stato non accorgersi di essere in mezzo a tanta gente e macchine, dato che tutto e tutti erano in silenzio e con i motori elettrici…
W l’ Italia W gli Italioti !!

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 19:27

Appena arriva il treno e scendono i passeggeri, salgono gli addetti alle pulizie: sono tanti e velocissimi e in una decina di minuti spazzano il pavimento, puliscono i sedili e i vetri.,,,,,,……………………..

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 20:53

Buonasera a tutti

Per Il Compasso #2, condivido molte parti del suo post, infatti il Ceto Medio Italiano si stà “assotigliando” sempre più.
Di chi siano le colpe di questo fatto??

Voglio linkare un video sullo schiavo!!!
http://www.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo
forse vi farà piacere ascoltarlo.

SD

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 21:00

Ops, dimenticavo……..non sarà che siamo tutti “morti” (dal video di Agosti) hehehe.

SD

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 21:30

Grande SD !!! Silvano Agosti ha pure fatto un libro…Lettere dalla Kirgizia…ma nel video e’ grande !
Grazie
Massimo

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 21:40

AL TRADER
consiglio di leggere il libro:
O la borsa o la vita.

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 22:02

@Il Compasso
Sono abbastanza scettico che tra 20 anni un’automobile costi 1000 euro (almeno una come quelle attuali). Per esempio guardiamo come sta la situazione dell’estrazione dei metalli: http://europe.theoildrum.com/node/5559.
Complimenti per il blog

Frensis

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 22:09

Se qualcuno non lo ha lettoo, ecco un chiaro segnale di “inflazione da ripresa economica”

Angelo il mozzo

Ultime Notizie

09:07 – Spagna: -1% annuo indice prezzi al consumo giugno

Quarto calo mensile consecutivo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 10 lug – In Spagna
l’indice dei prezzi al consumo ha segnato a giugno una
flessione dell’1%. Si tratta del quarto calo mensile
consecutivo. La lettura definitiva e’ stata resa nota
dall’ufficio nazionale di statistica.
Fon-

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 00:58

Mentre la staffetta dei grandi della terra continua la sua corsa, i dati sull’economia continuano a dimostrare un’evidente fragilità strutturale che viene sempre con più imbarazzo coperta da squilli di trombe che annunciano l’uscita dal tunnel. A me risulta invece che gli indici sul termometro dell’economia ristagnano da mesi su livelli persistenti di RECESSIONE e di NON RIPRESA, a volte lievemente perturbati da risibili oscillazioni che destano spunto per far tessere inverosimili previsioni sugli andamenti dei dati macro da oggi fino ai prossimi due anni. Di fatto la crisi sta travolgendo con sè interi bacini di occupazione in ambiti sensibili del comparto produttivo con tutte le conseguenti ricadute sull’ECONOMIA REALE. Da un lato non si può in una democrazia ignorare l’eloquenza dei dati forniti dai mezzi stampa e con cui gli economisti al timone devono necessariamente confrontarsi, ma dall’altro non si indugia nel fare grandi dichiarazioni di ottimismo che servono a temperare i timori delle menti più malleabili, come a volerci intenzionalmente confondere con ogni giorno dati contraddittori. Vogliono tenerci sotto scacco per non ammettere di non avere ancora trovato una soluzione organica e reale a questa crisi?
Ma lasciatemi alcune osservazioni concrete: 20 miliardi di aiuti ai paesi poveri spalmati in più anni non sono una presa in giro rispetto anche solo all’ammontare dei miliardi di dollari frodati da alcuni degli attori della finanza di questi ultimi mesi? Basterebbe fare una politica seria sul recupero di patrimoni illeciti di questo tipo per dare ai paesi poveri una solida base di partenza per sviluppare la propria economia e strapparsi dalle malattie e dalla povertà cronica. E quanto al trasferimento anche solo di una piccola parte delle nostre tecnologie, soprattutto agricole? La crisi di sovrapproduzione è sempre la solità storia contraddittoria e perversa di un genere umano che non guarda ai fini etici del proprio operato e che vede noi tutti come mezzi di cui servirsi: intere scorte di magazzino rimaste a dormire per tempo indefinito e a chissà quante persone servirebbe tutto quel ben di Dio! Tutto il grande operato dell’umanità potrebbe rimanere per sempre inutilizzato se la sua liquidazione non passasse attraverso la legge di incontro tra domanda e offerta, altrimenti verrebbero a decadere i principi di un’etica secolare, quella del capitalismo. Forse è questo il nostro più grande tabù. Preferiamo lasciare morire di fame interi popoli pur di difendere l’unica vera etica che si è imposta: il profitto. Un valore umano ancora riconosciuto è il pagamento in contanti, almeno alla cassa dei supermercati ti dicono ancora grazie. I piani di salvataggio a carico dei lavoratori sono mirati ai grandi pilastri finanziari che in cambio dovrebbero promettere fiducia nella concessione dei prestiti, sollecitando la ripresa dell’economia, ma non hanno specificato che direzione dare agli interventi e se concentrare i capitali su piani programmatici di risanamento generale. Forse è perchè non lo sanno nemmeno loro: il pericolo è di riavviare il vecchio motore con tutti i suoi vizi pregressi e rischiare nuovamente di fondere la testata. Meglio chiudere le valvole del credito come qui in Italia e aspettare immobili anche a costo di vedere corpi galleggiare sul fiume. Il lavoro e l’amore le uniche vera unità di misura della ricchezza in un mondo giusto e razionale. E’ quasi un’assurdità demenziale che oggi nel mondo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, non serva molto lavoro per produrre beni anche se a tutti serve disperatamente di lavorare per almeno una parte di quei beni. Complimenti all’admin e a tutti gli utenti del forum.

-Marzxiano-

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 05:54

Caro Andrea
ancora complimenti per il post precedente e anche per questo. Sei sempre “sulla palla” al momento giusto. Permettimi di riprendere il discorso sul microcredito in maniera alquanto disincantata. Anch’io sono incappato nel pezzo sul Corriere e sono rimasto allibito, ma non più di tanto. Fino a che il fenomeno pareva confinato in un mondo di visionari, veniva visto con una sorta di compatimento dalla finanza dei piani alti. Che si aiutassero tra straccioni.
Ora che il brillantissimo sistema finanziario di questi signori sta manifestando tutte le sue magnifiche potenzialità distruttive, ecco che lo strisciante trasformismo opportunista parte all’attacco. Fiuta l’affare… primo: avvicinare il mondo del microcredito e “farselo amico”. Insomma, cominciare a parlarne. Secondo: iniziare a seminare il dubbio che chi fino ad ora se ne è occupato, forse non è il santo che sembra. Screditare. Terza manche: sostituire. Vedrai che tra breve il VERO microcredito lo praticherà la Goldman….
Chi ha in mano i media ed i politici vince comunque a mani basse perchè dispone di tutti i canali e può orientare le opinioni, manipolare le menti, i mercati, determinare le tendenze….

Sulla disoccupazione e sulla situazione generale, come sempre sei lucidissimo nell’analisi. Il fatto è che anche chi governa sa benissimo dove siamo diretti, pur somministrando disinformazione. Si cerca semplicemente di distrarre l’attenzione e tirare su il morale della truppa sperando che la nottata passi… ma la notte non sarà breve.
Allora potrebbe giovare anche l’influenza pandemica. E’ chiaro che durante il prossimo autunno a qualcuno potrebbe venire in mente di organizzare proteste e manifestazioni di piazza. Quale migliore giustificazione per vietarle, se non il rischio di contagio pandemico? Si stanno preparando alla grande. In concomitanza con il punto più basso dei listini in autunno potrebbe a quel punto far capolino una sorta di default pilotato USA. Vedrei bene Obama annunciare che, per il bene della nazione, il dollaro è sostituito da altra moneta permettendone la svalutazione immediata. A quel punto gli USA si sarebbero garantiti una bella ripresa… e noi un altro giro di purgatorio….

Un caro saluto a tutti
Daniele

Scritto il 11 luglio 2009 at 08:27

Qualcuno dirà cosa c’entra la poesia con la finanza…ma non importa…
e le posto ugualmente..
Trance ineguagliabili di Silvano Agosti:

Vorrei che ognuno fosse più attento
Al pulsare del tempo
Vorrei che l’uomo sapesse
di essere un’opera d’arte
Ineguagliata e, forse
Ineguagliabile.
….

Non a un amore dedico i miei versi
ma all’amore stesso,
al suo semplice splendore.
Come la luce del sole,
l´amore avvolge ogni cosa
senza badare a qualità o valori.
Vestito di amore divengo inaccessibile alla tristezza,
invulnerabile all’indifferenza.
“amare l’idea di amare ogni persona”
è la massima sfida alla mediocrità e al dolore.
L´amore rende prezioso qualsiasi sogno,
perfino quello chiuso nel mistero
delle quattro parole roventi:
“AMA IL TUO NEMICO”

Silvano Agosti.

p.s SI Massimo…ed SD…
anche il “ballo degli invisibili” non è da perdere..:Gli esseri umani, purtroppo, sono incapaci di organizzare la vita a favore di se stessi e la perdono al servizio di poteri che negano qualsiasi progetto di autentica libertà e benessere.” Ma del resto il Compasso dice una grande verità quando scrive:
“lo schiavo più schiavo di tutti è quello che non riesce a vedere le pesanti catene che lo opprimono.”
Noi burattini in balia del sistema fino a quando….

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler esser niente.
A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo”[Fernando Pessoa]

#11 ottimo consiglio, il libro di Philippe Labarde e Bernard Maris, è piccolo ma intenso,..
“abbiamo dimenticato l’essenziale : adoperarci all’elaborazione di una vera democrazia economica..”
..condivido ciò che scrivi Daniele!

Buon Week Cari Compagni di Viaggio….un grande abbraccio
un saluto particolare a cccp ,…a presto
Valentina

p.s è davvero bello…molto bello “sentire” voci nuove…forza…

Scritto il 11 luglio 2009 at 08:53

Daniele,

complienti per la creatività, vedo che per tracciare gli scenari della catastrofe a nessuno mancano parole avverbi ed aggetivi.

Provate a usare tanta creatività per capire cosa fare.

Le crisi sono il risultato invitabile delle oscillazioni di un sistema dinamico che ha una inerzia molto elevata. Alla politica spetta il compito di imitare gli effetti negativi.
Per ridurre strutturalmente il rischio e la dimensione delle crisi ci sono due modi (o combinazioni lineari di questi): ridurre le oscillazioni ovvero un sistema più statico oppure ridurre la massa (inerzia) del sistema.
Quest’ultima si può ottenere parcellizzando i sistemi con chiusure dei mercati e protezionismi o riducendo tout court le dimensioni dell’economia.
Vi piacciono queste ipotesi?

Per quel che vedo io la fase recessiva dovrebbe essere sostanzialmente teminata ma dovremo aspettare ancora alcuni trimestri per vedere segnali di ripresa perchè la ristrutturzione di molti settori produttivi e dei relativi mercati (immobiliare ed automobilistico in primis) non puù essere molto veloce (settori con inerzia molto alta).

Contemporaneamente, anche se il nosto Compasso non è d’accordo, credo che l’inizio di una ristrutturazione del comparto energy (di ciclo almeno ventennale) potrebbe fare la volano, anche grazie agli investimenti connessi, ad una ripesa di lungo periodo.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 11:17

Caro Cuculo
non mi pareva di aver prospettato con dovizia di aggettivazioni uno scenario catastrofale…. Se però ci tieni, per quanto riguarda un default USA, l’eventualità non sembra così fantastica. Si consideri l’enorme massa dei bond da collocare da qui alla fine dell’anno: chi la comprerà? Cosa dire della California che ha iniziato a emettere IOU per pagare i debiti? (http://www.politicsdaily.com/2009/01/07/schwarzenegger-to-california-taxpayers-iou/)
Come pensare che la situazione derivante dal collasso dei derivati che non potrà non discendere dalla nuova ondata di foreclosures che si annunciano possa non avere un impatto sulle situazioni bancarie? Ti ricordi i famosi stress test i cui limiti (di stress) stiamo ormai oltrepassando? e le insolvenze sulle carte di credito?
Non si tratta di catastrofismo,ma dell’analisi delle varie componenti di una situazione complessiva di un Paese. Suggerirei anche la lettura del GEAB 36, analisi molto lucida del team socio-economico i cui bollettini si sono rivelati in questi ultimi 36 mesi estremamente accurati:
http://www.leap2020.eu/GEAB-N-36-is-available!-Global-systemic-crisis-in-summer-2009-The-cumulative-impact-of-three-rogue-waves_a3359.html

Fino a qui la creatività non c’entra nulla: si tratta soltanto di voler diligentemente cercare di comprendere i segnali e di ordinarli…

Daniele

Scritto il 11 luglio 2009 at 14:15

Considerando che l’Ottimismo viene generalmente visto con una accezione positiva nessuno accetterà per se la defiizione di catastrofista.

Un catastrofista accetterà al più una definizione di pessimista ma normalmente risponderà di essere un realista e di parlare sulla base di inoppugnabili dati.

Ora poichè nessuno ha (credo) abilità divinatorie, per inferire sul futuro si fa, più o meno inconsciamente un calcolo delle probabilità sua base dei dati disponibili, ovviamente quando si fa un’analisi probabilistica ogni fattore (o dato) deve essere ponderato ma il peso che viene utilizzato non è un dato del problema, è una scelta soggettiva.

Ne consegue che sulla stessa base di dati si possano costruire ipotesi sul futuro abbastanza diverse in funzione delle scelte fatte (consciamente o meno) su i pesi dati alle variabili.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 15:09

Per #19 Il Cuculo

Sono d’accordo qiando scrivi:
“Ne consegue che sulla stessa base di dati si possano costruire ipotesi sul futuro abbastanza diverse in funzione delle scelte fatte (consciamente o meno) su i pesi dati alle variabili.

Il tuo discorso andrebbe però applicato anche alle analisi “ottimistiche”;
direi che, a ragion veduta, queste ultime negli ultimi anni hanno dato molto spesso un valore alle variabili che faceva comodo più o meno a tutti.
E’ ovvio che se si potesse continuare a fare così non sarebbe male…. purtroppo sembra che non sia più possibile sostenere analisi soggettive.

Ti assicuro, piacerebbe anche a me credere, come tu sostieni, che “la fase recessiva dovrebbe essere sostanzialmente terminata”….
i miei contatti con il mondo reale, le strategie dell’azienda in cui lavoro (una delle maggiori in Italia), quella delle aziende fornitrici, confronti con amici aventi piccole imprese, analisi dei comportamenti sociali delle persone con cui vengo a contatto non mi spingono ad essere così “ottimista”.

uno a cui piace piace fare analisi considerando quanti più fattori possibili ed in modo quanto più oggettivo possibile (ovviamente attraverso il mio punto di vista).

Un saluto a tutti
Lucio

Scritto il 11 luglio 2009 at 16:50

Lucio,

il mio argomento è certamente da applicarsi anche alle visoni ottimistiche che risentono, come le pessimistiche, di opinioni ma anche di convenienze di parte.

La previsione OGGETTIVA e disinteressata non esiste, credo neanche nel campo metereologico.

Non mi sento particolarmente ottimista nel dire che occorreranno diversi trimestri (non settimane)prima di riprendere a crescere ma per quello che vedo sul campo direi che la fase di discesa dovrebbe essere in media terminata (con variazioni tra i diversi settori).

Sarebbe interessante se tu come tutti volessi esprimere con più apertura cosa vedi dal tuo specifico punto di vista (chiarendo qual’è il punto di vista) al fine di fare di questo blog anche un interessante osservatorio sullo stato dell’economia italiana fuori dalle voci istituzionali.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 18:05

REALIS
Gli utili sui titoli S&P nel quarto trimestre sono attesi ad un + 62% rispetto al terzo trimestre in modo da riportarsi allo stesso livello di inizio anno e quindi da inizio anno a settembre dovrebbero diminuire del 40%.
Io credo che malgrado il taglio dei costi e dei dipendenti sarà molto difficile.
E comunque peggiorerà sicuramente anche l’economia a causa del calo del pil(implicito nel taglio dei costi delle aziende).
Se a questo aggiungiamo i rischi di default e/o di svalutazione dovuti ad indebitamenti insostenibili, non vedo la fine del tunnel a fine anno.
Se poi diciamo che il peggio è alle spalle, perchè è stato (forse) scongiurato un altro 29, beato chi si accontenta.

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 19:53

Cuculo vorrei farti notare che finire di scendere vuol dire o intraprendere un andamento lineare da destra verso sinistra e viceversa (quindi un andamento stabile e laterale) o un andameno opposto di risalita, non vul dire continuare a scendere piu’ lentamente xche’ sempre di discesa si tratta. Quindi quando dici che la discsa dovrebbe essere in media terminata, almeno sino ad ora e x i dati in nostro possesso, sei tu che ti appropri di capacita’ divinatorie non gli altri.
Riconosco altresi’ una certa coerenza se non altro nel fatto che tu abbia sempre sostenuto che l’area 750-800 di s&p rappresenti una grande occasione d’acquisto nell’equity universe cosa dalla quale sai benissimo io dissento e anche molto.

Ciao

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 20:14

Per Il Cuculo

Il problema non è quello di essere catastrofisti o pessimisti sul futuro economico, ma quello di “osservare” i fatti e poi tirare le conclusioni.
Certamente che ci sarà una ripresa dell’economia, per dirla in parole semplici “il mondo và sempre avanti”, bisognerà vedere quali saranno le conseguenze di questa crisi e quante persone ne subiranno le conseguenze….persone inconsapevoli.

Come hai scritto nel tuo post “Provate a usare tanta creatività per capire cosa fare”, io penso che tutti noi cerchiamo di farlo.

Un saluto, buona domenica a tutti….andate in vacanza a divertirvi, così io lavoro e guadagno hehehehe (non è conflitto di interessi…forse)

SD

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 20:23

Una saluto al capitano che per me ammiraglio e’ gia’.Un saluto a compasso con i suoi bei cerchi che da sempre fa’ e allo schiavo non di Roma patrizia ma di virtu’ reciproca che se nel bene arrivera’ un bicchier di vino e un pasto caldo a casa mia trovera’.Un saluto a fringuello che con il suo bel cinguettio l’armonia ci da’e un saluto a cucolo che sempre all’erta sta’ ma con buone possibilita’.Un saluto a Mimmo che anche se in vacanza sta’ di sicuro un po’ di sole ci portera’.Un saluto a Crisalide che i piedi per terra fissati ha con l’augurio che l’adagiato cambiera’ con un lavoro che trovera’.Un saluto al malizioso trader che nel derivato incastrato finira’ se il suo intelletto non cambiera’.Un saluto a chi in giappone tecnologia e silenzio ricevera’ ma non per questo ci si debba addormentar.Un saluto a tutti e alla dolce Valentina che con l’aiuto di Dio tutti insieme abbiam la forza di arrivar nel bel sentiero della verita’.Sono contento ,in pochi giorni ho trovato un lavoro migliore di quello che avevo perso.Scusate se Vi ho trasmesso un po’ della mia euforia e buona domenica a tutti.Angelo.

utente anonimo
Scritto il 11 luglio 2009 at 22:25

Angelo, mi hai trasmesso la tua euforia e sono effettivamente contento per te.

Cuculo, provo a riportarti quello che percepisco intorno a me:
azienda in cui lavoro: il management tende ad esportare solo i dati che fanno comodo per riuscire ad ottenere i bonus. la catena sottostante accetta di buon grado in quanto riesce comunque a raccogliere qualche briciola. il valore dell’azienda si sbriciola. ci si lamenta e ci si allarma quando si comincia a parlare di licenziamenti (sinceramente mi sembra un pò troppo tardi).
aziende fornitrici: condizioni di lavoro sempre più critiche per i dipendenti (contratti a tempo, non confermati). in corso delocalizzazione verso oriente per ridurre i costi (e parlo di terziario avanzato)
piccole aziende di miei amici: ordini che scarseggiano. si lavora a regime ridotto. clienti affidabili che cominciano ad avere problemi nei pagamenti e ritardano come mai in precedenza. pur in assenza di lavoro si rifiutano ordini di clienti inaffidabili che sembrano maggiormente attivi.
amici e conoscenti a reddito fisso: avvertono sempre più con il passare del tempo la perdita del valore d’acquisto dei salari, molti di quelli che stanno peggio non riescono a rinunciare ai piccoli sprechi e ti dicono che con i quattro soldi che guadagnano è inutile pensare a risparmiare, meglio riuscirsi a godere quel poco che si può (che rabbia ma anche che invidia che mi fanno!!!)

questi sono alcuni dei fattori che costato personalmente e che non mi aiutano ad essere ottimista, unitamente alle informazioni che leggo in questo blog e su altri siti.

Buona domenica
Lucio

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 07:09

credo forse sarebbe il caso che anche Andrea sintetizzasse il concetto ai più …
quando verrà la ripresa ? mai
http://ildiariodiperestroika.blogspot.com/2009/07/la-ripresa-che-non-verra.html

Luca

Scritto il 12 luglio 2009 at 08:11

Angelo#25 sono davvero molto…molto contenta per Te …per il Tuo nuovo lavoro!
Un grosso “in bocca al lupo”! :-)
Un caro saluto …Buona Domenica a Tutti! :-) navighiamo…navighiamo…
Valentina

p.s e…se la ripresa non arriverà mai!?

Non dovremo mai smettere di cercare.
Ma alla fine di tutte le nuove ricerche ritorneremo al punto in cui
siamo partiti e per la prima volta saremo in grado
di vederlo veramente.
(T.S. Eliott, Little Gidding)

Scritto il 12 luglio 2009 at 08:20

Luca,

cosa ci troviamo di non già detto n volte sul link che hai proposto, a parte nettere insieme il problema ecenomco con quello ambientale ( che c’azzecca? come direbbe Tonino) ?

E’ chiaro che il processo di ritorno all’equilibrio non sarà breve, visto che siamo andati molto fuori equilibrio.

Sarà necessario un periodo in cui il capitale venga remunerato meno ed il lavoro di più.

Sarà necessario che le valute dei paesi emergenti si rivalutino riducendone la competitività distorta e permettedo una crescita dei consumi interni rispetto alle esportazioni.

Sarà necessario che i lavoratori dei paesi svluppati ritornio a fare tutti i lavori, senza lasciare interi settori all’immigrazione, mettedo un muro “de facto” all’immigrazione (se non c’è lavoro per lui l’mmigrato non viene) e non legislativo che non serve a nulla.

Sarà necessario che gli imprenditori accettino che delocalizzare per andare a servire un mercato estero va bene, delocalizzare per poi importare non va bene.

Tante cose sono necessarie per riequilibrere il sistema

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 08:34

Chi riporterà i soldi in Italia beneficerà anche di una sanatoria per falso in bilancio e bancarotta
Due aliquote per sanare i beni rientrati. Il provvedimento si estende fino al dicembre 2007
Ecco il nuovo scudo fiscale
condono sui capitali che rientrano
di ROBERTO PETRINI

ROMA – Colpo di spugna sui capitali all’estero e su molti reati societari e tributari. Sette commi, sei paginette dense di norme e riferimenti di legge: lo scudo fiscale-ter si appresta ad arrivare in Parlamento per mano dello stesso governo o, più probabilmente, ad opera di un deputato della maggioranza. La sostanza della bozza dell’emendamento al decreto anticrisi approntata dai tecnici dell’esecutivo, e di cui Repubblica è entrata in possesso, è quella di un condono generalizzato per chi ha costituito o esportato somme all’estero fino al 31 dicembre del 2007.

La sanatoria prevede, per chi aderisce, l'”esclusione di punibilità” per una nutrita serie di reati penali di carattere economico: dal falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta, dall’emissione di fatture false a tutti i reati tributari. Per chi ha costituito fondi nero all’estero c’è l’opportunità di farla franca.

Il “rimpatrio”, come è intitolato il comma 2 dell’emendamento potrà avvenire entro il 31 dicembre di quest’anno, a partire da una data compatibile con l’approvazione del decreto, probabilmente il 1° agosto o il primo settembre. L’operazione potrà essere effettuata attraverso banche, intermediari finanziari, Poste e agenti di cambio e riguarderà “denaro e altre attività finanziarie”.

Doppio il binario che si potrà percorre per la regolarizzazione e doppia l’aliquota: il primo canale è il “rimpatrio con sottoscrizione di speciali titoli di debito”, in pratica Bot, Cct, titoli di aziende controllate dallo Stato (come l’Enel o l’Eni) emessi in “serie speciale”. Queste somme saranno vincolate per dieci anni e lo scudo dovrebbe costare il 5 per cento dell’importo dichiarato delle attività “rimpatriate”. Il ricavato, come spiega il comma 3, con il vago sapore dell’alibi, è destinato alla “ricostruzione dei territori interessati al sisma del 6 aprile 2009”. Il secondo meccanismo di rimpatrio è quello senza vincoli e costerà di più, molto probabilmente il 7-8 per cento delle attività finanziarie.

Per accedere alla sanatoria i soggetti interessati dovranno presentare una “dichiarazione riservata” agli intermediari e questi rilasceranno agli interessati una copia della stessa. Ovvero lo “scudo”. E sono proprio gli effetti dello “scudo” elencati nel comma 5 a definire al portata del provvedimento che si presenta come un vero e proprio condono non solo dei reati valutari ma anche di quelli fiscali, societari (come il falso in bilancio) e fallimentari (come la bancarotta fraudolenta).

In primo luogo il comma “preclude nei confronti del dichiarante ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi d’imposta per i quali non è ancora decorso il termine per l’azione di accertamento”. In pratica, visto che la prescrizione per gli accertamenti tributari è di cinque anni, lo scudo garantirà una protezione da indagini fiscali dal 2004 al 2008.

Ma la lista dei reati – tributari, societari e fallimentari – per i quali lo scudo consente di farla franca è lunga e piuttosto articolata. Il punto “c” del comma 5 “preclude la punibilità” per i reati tributari previsti dagli articoli 2-11 del decreto legislativo n.74 del 2000, ovvero tutto l’armamentario che va dall’omessa dichiarazione, all’emissione di fatture false, alla dichiarazione fraudolenta.

Colpo di spugna anche sui reati societari, a partire dal celebre 2621 del Codice civile, che riguarda proprio il falso il bilancio, reato depotenziato, perché si può procedere solo per querela di parte, ma pur sempre passibile di una pena fino a 5 anni. Inoltre l'”esclusione di punibilità” riguarda tutta una serie di reati degli amministratori di una società, dalle manovre fraudolente sui titoli alla valutazione esagerata di conferimenti e acquisti. A corollario della sanatoria il colpo si spugna si estende anche ai reati della legge fallimentare, bancarotta fraudolenta inclusa. Chiudendo così il cerchio.

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 09:22

caro il cuculo … appunto … mai
e poi come che c’azzecca economia e ambiente ? passare dall’energia prodotta consumando a quella da fonti rinnovabili c’è un abisso … la prima pretende dipendenza, uranio, petrolio, gas sono ‘finiti’, il vento, i moti ondosi, il sole no
economia solidale, come ripetutamente sostenuto da Andrea, ovvero stravolgimento totale, partendo da noi stessi
Luca

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 10:50

Montecristo:

Leggendo oggi il CORSERA si nota a sorpresa una dichiarazione di Summers che mette in evidenza che il peggio non è affatto passato e che continuerà la perdita di posti di lavoro nel futuro in America.
Che confusione ragazzi,se dovessi definire questo priodo storico non esiterei a chiamarlo “la grande confusione”.

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 10:50

a

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 12:28

Grande Angelo complimenti!!! e grazie x aver voluto condividere la tua gioia anche con noi…

un abbraccio

Il Fringuello

Scritto il 12 luglio 2009 at 13:23

Uno dei problemi e dei maggiori pericoli nei periodi di crisi è lo “scazzo”.

Lo vedo e lo combatto tutti i giorni particolarmente in azienda, a tutti i livelli (perfino a volte con l’ imprenditore).

Nei momenti in cui c’è tanto lavoro (e ci sarebbe comunque) vedi le persone farsi “nu mazzo tanto” anche senza particolari incentivi o bonus, solo spinti dall’ottimismo che il buon momento induce.
Poi nei momenti di risacca, quando invece bisognerebbe mettercela tutta, rivoltare ogni pietra, scavare più in profondità, dare al cliente la migliore qualità e puntualità trovi le persone apatiche, depresse, rassegnate.

La ripresa non arriva dal cielo ma dalla voglia di fare.
La recessione è uno stato economico, la depressione è uno stato psicologico.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 14:15

Ciao Cuculo,
scrivi che pensi che la fase di discesa sia terminata e poi indichi le cose che secondo te sono necessarie, sulle quali concordo in pieno.

Immagino che l’eventuale ripresa sia da associare alla realizzazione dei vari punti indicati? Giusto?
Il problema, dal mio punto di vista, è che tali punti li vedo, al momento, molto lontani dall’attuazione.
Gli interessi dei poteri forti sono in contrasto con essi…
Il gregge continua a sognare beato…

Lucio

Scritto il 12 luglio 2009 at 14:57

La ripresa non arriva dal cielo ma dalla voglia di fare…

Certamente Il Cucolo…ma non solo…condizione necessaria ma non sufficiente..
La recessione è uno stato economico, la depressione è uno stato psicologico.

Lasciami Il Cucolo, giocare con “leggerezza” con le parole…depressione come
peculiarità di cicli economici (il ’29 insegna) non solo psicologici…
ma essendo la Vita un fluire di interconnessioni…nessuna cosa ne è immune… anche qui…si delinea un ampio, quanto sconfinato scenario:

Emilio Lupo, direttore dell’ Unità complessa di salute mentale della Asl Napoli 1 al Rione Sanità e segretario nazionale di Psichiatria democratica afferma: ” C’è allarme nelle fasce deboli perché mancano gli strumenti per decodificare un fenomeno troppo complesso che si abbatte sulla gente comune, e lì esplode l’ angoscia “. Lo stress da crisi economica si sovrappone a un problema ormai strutturale:
l’ assenza generalizzata di una capacità di progettare il futuro e di inseguire un sogno personale e collettivo.

Ma quali sono i meccanismi che avviano la sensazione collettiva di una crisi in atto? Alberto Gaston, docente di Clinica psichiatrica a La Sapienza di Roma spiega che tra i motivi scatenanti della depressione cosiddetta “maggiore”, oltre alla perdita della stima di sé o alla paura per la salute, c’è il terrore dell’ impoverimento. Questo per spiegare quando sia antico e radicato il fenomeno di quella paura che genera stress e malessere.

http://www.mondobenessereblog.com/tag/depressione-crisi-economica/

Ma…l’insicurezza non è mai fisica ma soprattutto mentale…
Riporto alla Vostra attenzione questo concetto…che è ciò che dici Tu vero…

“l’ assenza generalizzata di una capacità di progettare il futuro e di inseguire un sogno personale e collettivo…”
cosa non da poco…non da poco.

“la vita è sofferenza. Anche se noi pensiamo che dovrebbe essere diversa, facile e felice, è solo quello che cerchiamo. La brutale realtà è che la vita è sofferenza.

Far fronte alla sofferenza dà significato alla vita, è ciò che ci dà forza.

La vita, a volte può sembrarci deprimente. Ci troviamo per strada, di notte, e tutto è completamente buio, non sappiamo vedere il sole, né la luna o le stelle. Poi all’improvviso, una stella cometa illumina la volta celeste e ci comunica che da qualche parte, in quel momento, il sole sta splendendo, perché se non ci fosse il sole non potremmo vedere quella cometa.

Nei momenti difficili diventiamo più consapevoli delle nostre risorse e questo ci dà pace.

Pace non significa assenza di conflitto. La pace deriva dall’abilità di far fronte ai conflitti.
Per questo motivo, nei momenti più bui della nostra vita, non perdete mai di vista il fatto che presto il sole tornerà a splendere, illuminando una bella giornata, una bella vita.
Anche se nei momenti di crisi pensiamo di non riuscire ad andare avanti, ciò che ci sta succedendo non è la fine, Ma UN PUNTO DI SVOLTA DELLA NOSTRA VITA:” (tratto da, Il Vento è mia madre).

p.s per quanto riguarda la ripresa ci tengo ricordare ciò che ha evidenziato il Nostro Capitano, in un suo commento del 26 giugno:

“Se non abbiamo ancora compreso il significato dell’importanza del mercato immobiliare ai fini di una ripresa è meglio lasciar perdere qualsiasi altra considerazione, se non abbiamo ancora compreso che qualsiasi ripresa partirà dall’ America, allora è meglio occuparci di altro.”
Concetto chiaramente ribadito anche da http://www.finanze.net che porto alla Vostra attenzione:

Borse, quali le conferme che serviranno per rientrare nel mercato

“Che ci sia stata in questi mesi una campagna per riaccendere fiducia nel consumatore e nelle imprese è piuttosto evidente, ma queste operazioni rischiano l’effetto opposto se non sono supportate da dati reali.
Poiché è la borsa statunitense a dettare la direzione degli altri mercati, i segnali che servono per rientrarvi devono venire dalle due variabili che più da vicino toccano il portafoglio delle famiglie, ovvero il prezzo degli immobili e il livello di disoccupazione.
Le indicazioni che per ora arrivano dal mercato immobiliare statunitense sono davvero preoccupanti , a causa dell’aumento dei tassi a lunga il tasso di insolvenza sui mutui è probabilmente destinato ancora ad aumentare.
Sul piano della disoccupazione è stata la stessa amministrazione americana a dichiarare che salirà oltre i livelli attuali (9,4%), sopra al 10%.
Rate dei mutui che salgono in presenza di una disoccupazione che cresce non lasciano molto denaro nelle tasche delle famiglie.
Può darsi che la borsa salga in queste condizioni in presenza di un ottimismo acritico.Ma l’investitore oculato farà bene ad aspettare segni di conferma da questi due indicatori prima di rientrare sul mercato.”

Si..come dice Lucio troppi..troppi interessi in contrasto..troppi..
Ciò però non significa che si debba rimanere in passiva attesa…”perché ciascuno di Noi ha qualcosa da offrire in questa Vita, (sottolineo Questa), ciascuno di Noi.”

Ciao…
Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 15:32

Cuculo 35 giusto quello che scrivi. Ma bisogna anche provare a capire gli atteggiamenti oltre a prenderne atto e a criticarli. Le persone che si sono fatte un culo cosi’ nei momenti di buona ( e i momenti erano di buona xche’ si facevano un culo cosi’ mica la buona c’era x caso) si sono visti di volta in volta negli ultimi 20 anni una volta x un motivo una volta x l’altro svalutare dal mondo mercato i propri sacrifici e risparmi, hanno sempre puntualmente reagito, anche se la capacita’ di reazione e’ andata di volta in volta scemando. Ora mi sa che ci si sia un po’ rotti le scatole di continuare a tirare xche’ alla fine il piatto ricco arrivi sempre ai soliti noti prestigiatori che non pagano mai, eppure, nonostante tutto la gente e’ vogliosa di lavorare, xche’ l’Uomo (la U maiuscola non e’ casuale) checche’ se ne dica ama il lavoro tanto quanto ama se stesso e la sua famiglia, x la quale e’ fonte di sostentamento in tutti i sensi. La perdita del lavoro o la sola consapevole minaccia del poterlo perdere naturalmente genera uno stato di come dici tu “depressione” oltre al fatto di consumare di meno, x fortuna la maggior parte degli uomini comuni e’ dotata di buon senso. Non c’e alcun male in un atteggiamento psicologico di questo tipo che non e’ arrendevole ma consapevole. E’ la mancanza di lavoro dovuta a motivi indipendenti da quanto si lavora o si e’ lavorato che genera un atteggiamento psicologico depresso non il contrario a mio parere. Ma sta pur certo che se all’uomo comune si prospetta un mondo un filo piu’ giusto, vero e collaborativo, allora vedrai cos’e’ una reazione!!! che tutti noi non solo qui ci auguriamo. Ma stavolta non e’ il solito Lavoratore a dover gettare il seme della reazione ma le elite istituzionali e non dovranno essere capaci di capire e rinunciare altrimenti questa volta non se ne esce.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 17:02

Il Cuculo
con il massimo rispetto per la preparazione che hai ampiamente dimostrato in tanti tuoi precedenti interventi nel blog, mi ricordi nel tuo ultimo i conduttori dei meeting forza vendite, l’incitamento, l’autoesaltazione, ecc.

la consapevolezza, il buon senso ottimamente esposti da Il Fringuello, conducono inevitabilmente al considerare la possibilità che per uscire dalla crisi sia indispensabile un nuovo sistema con al centro la persona

Luca

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 19:19

un ringraziamento e buona domenica a tutti,dato che i miei impegni mi terranno abbastanza impegnato desidero con la istruzione che mi trovo fare una riflessione.La situazione economica e’ fiacca ma non per questo bisogna abbattersi.La provvidenza prima o poi arrivera’ per tutti.Una rivoluzione di idee ci coinvolgono per migliorare ma la grande confusione ci porta ad essere sfiduciati al prossimo e ci blocca,grazie a un sistema corrotto e privo di ogni etica morale che per molto tempo ha collaborato piu’ per la ricchezza dei furbi guardando all’individualismo di pochi.Posso apparire geloso e pesante,tutti si tribula e
non mi sembra giusto che la corsa dell’economia abbia favorito un posto sicuro ai.ns.politici,ai colletti bianchi e suoi dirigenti con stipendi mozzafiato insieme alle persone diventate adagiate in cambio di una manciata di voti o referenze che silenti lasciano tutto il resto in balia delle onde in un mercato che cerca di sopravvivere solo grazie alla moltitudine di mono imprese con piccole e medie imprese e tanti lavoratori onesti che da sempre il loro dovere hanno fatto.La globalizzazione mi sta’ bene pero’ non si va’ avanti con ditte che sfruttano idee di innovazione sul territorio e poi produrre in paesi dove la guerra tra i poveri e’ diventata una grande manna per chi specula sulla vita degli altri e neppure accetto le aziende che si sono personalmente arricchite con il lavoro e con l’aiuto della collettivita’ “lo stato” che oggi da affidabili diventano inaffidabili perche’ con il loro egoismo non finanziando la loro attivita’ preferiscono fare rischiare agli altri, arrivando persino con la scusa di qualsiasi motivo a non pagare il poco dovuto a chi gli ha lavorato. (questo l’ho toccato di persona)Tutto e’ possibile ma si puo’ anche cambiare,io rispetto le osservazioni dei vari post ma non riesco a immaginare un mondo dove solo pochi hanno la possibilita’ di realizzarsi.La casa c’e’, qualcuno lassu’ ce l’ha donata ma dentro c’e’ disordine gli oggetti non sono al loro posto,dobbiamo riordinarla con la saggezza e l’onesta’,ne sono fiducioso. Un saluto e buona settimana di lavoro a tutti. Angelo

Scritto il 12 luglio 2009 at 20:52

Posso solo aggiungere una cosa alle Vostre considerazioni, aggiungere solo la speranza che con il tempo l’occasione di questa crisi non vada persa.

Ognuno di noi vede l’orizzonte dalle sue prospettive, ognuno di noi alla ricerca di un sistema migliore, perchè credo dagli interventi che l’attenzione all’altro vada al di là della semplice occasione di intravvedere anche solo una possibilità di profitto.

E’ ora di comprendere che la parola etica da oggi in poi sarà abusata, sequestrata, confezionata e offerta come una novità, non passa giorno che non compaia sulla bocca di qualche illuminato; è ora inoltre di comprendere che da oggi in poi tutti coloro che dipingeranno l’orizzonte di catastrofismo fine a se stesso, sono stati travolti dalla spirale di questa crisi o hanno un motivo particolare per aumentare il livello della paura.

Noi sappiamo e abbiamo condiviso insieme vie alternative, che non necessariamente sono sufficienti a risolvere i nostri problemi economici o quelli di questo ciclo, ma possono aiutare a vivere meglio.

Con Cuculo abbiamo discusso in privato, la tensione è nella stessa direzione, probabilmente partiamo da porti diversi ma abbiamo un obiettivo comune.

Sarebbe interessante riuscire a costruire un osservatorio sulla realtà del nostro paese, ho sondato anche la possibilità di avere un osservatorio privilegiato sul mercato immobiliare, ma non è facile, ognuno va nella sua direzione e i conflitti di interesse abbondano.

Una cosa non posso assolutamente accettare ovvero che per l’ennesima volta si combattano paradisi fiscali e poi si permetta ai ” capitali neri ” di rientrare dalla porta principale. magari con contorno di condomi generalizzati vari.

Infine vi chiedo infinita pazienza, non riesco a rispondere a tutti come vorrei in privato, credetemi è impossibile stare dietro a tutto, informarsi, analizzare, scrivere, rispondere, condividere, dialogare, confrontarsi e terribilmente difficile e mi dispiace.

Un abbraccio Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 22:17

MA
…”l’area 750 SP rappresenta una grande occasione di acquisto…”
In effetti 750 SP e 2150 eurostoxx sono dei robusti supporti (triplo minimo)
Tuttavia essendo in corso la peggior crisi economico-finanziaria degli ultimi 50 anni, questi supporti potrebbero non essere in grado di reggere alla terza ondata in arrivo e quindi NON è consigliabile in questo caso antipare i mercati…

Scritto il 13 luglio 2009 at 06:29

L’ormai leggendaria ” Riva del Fiume ” si prefigura nella dinamica di questa crisi il luogo, che non solo invita alla ” riflessione ” ma che suggerisce anche di stare a guardare le onde di questo mercato azionario.

Da sempre Voi sapete che Icebergfinanza è un blog assolutamente incentrato sui fondamentali, micro e macroeconomici.

Molti di Voi conoscono gli obiettivi probabili di questa crisi secondo l’analisi fondamentale che tiene in considerazione il livello di utili futuri previsti confrontati con gli obiettivi di analisi tecnica che non amo molto, ma che non si può fare a meno di confrontare visto che milioni di attori del mercato vi hanno creato un business mostruoso.

Ora, sempre che qualcuno non voglia continuare a negare l’evidenza, la deflazione è con noi, anche se le banche centrali continuano a chiamarla disinflazione o ancora meglio inflazione negativa, appellandosi alla dinamica delle materie prime ed in particolare del petrolio, giochi speculativi pericolosi, una sorta di canarino immesso nella miniera di questa crisi.

Questo comunque lo si voglia leggere dal punto di vista fondamentale, sarà un ciclo al ribasso di lungo termine e quindi ritengo assolutamente fantastico voler vedere qualsiasi ripresa senza il contributo del motore principale di un’economia, il consumo.

Buona giornata Andrea

Scritto il 13 luglio 2009 at 06:47

Buona Giornata…Buona Giornata anche a Te “Valoroso” Capitano!
E a Voi Cari compagni di Viaggio!
Un abbraccio…:-) :-)
Le ripeto perché trovo queste righe semplicemente fantastiche e significative…un Vero “mantra” Il CuColo :-):-)

“…vado a sedermi sulla riva a guardare scorrere il fiume. E il fiume, quel vecchio fedele compagno, mi ricorderà che veniamo da qualche luogo e andiamo verso un grande mare che ci aspetta per accoglierci nutrendosi di ogni affluente.
Vedrò la corrente maestosa e decisa che trasporta foglie, legni, chiatte, come ogni sogno profondo che un povero uomo fa per resistere al buio in agguato non appena abbandona l’utopia.
Poi però, mi rialzo. Torno a combattere con ogni mezzo non violento che conosco, perché non si può dire “è andata male”, se uno non le ha provate tutte”…( Ama la terra come te stesso)

Navighiamo…navighiamo…:-.)
Valentina

p.s in due anni di navigazione non ho ancora compreso come si inseriscono le immagini,..
qualcuno mi aiuti!!!!

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 09:09

Montecristo.

Se fosse possibile ,assegnerei il nobel per l’economia ad Andrea.
forse in futuro ce l’ho assegneranno ad “Honorem”.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 10:50

Montecristo:

Quando ci sarà la ripresa, si chiamerà: Nanotecnologia,ecosostenibilità,energia pulita.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 11:45

Montecristo

la ripresa si chiamerà ripresa, quello che hai indicato invece sarà il nome della prossima bolla speculativa.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 12:08

Montecristo:

Per 47

le bolle ci sono sempre state sui mercati finanziari ma quello di cui parlo anche se creerà una nuova bolla sicuramente non sarà come quella della passata new economY,le tecnologie del futuro apporteranno vantaggi per tutti e per un lungo periodo.

Qualcuno sa spiegarmi perchè nel postare i commenti a volte mi fa mettere le lettere criptate e a volte no?Grazie

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 12:10

Montecristo.

47:il morto che parla

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 13:56

Il re nudo !
Ieri leggevo una classica fiaba ai miei bimbi, quella del re che se ne andava in giro nudo, con i vestiti invisibili fatti dall’imbroglione ma che nessun suddito del regno aveva il coraggio di dirgli che andava in giro con le natiche al vento ! Ebbene la situazione oggi mi e’ parsa la stessa , la finanza ormai nuda ed e’ chiaro a tutti che cosi’ avanti con gli eccessi del passato non si possa continuare, i governanti (il sarto imbroglione) fanno di tutto per far credere che e’ tutto ok e nulla e’ cambiato, la gente che ha capito il danno, continua a far finta che tutto sia uguale per paura di dover fare i conti con il nuovo !!! E solo qualche anima candida, come quel bambino della fiaba, vede in realta’ la verita’.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 16:43

Intanto le banche estirpano chi da loro fastidio. Eccolo qua Draghi, vedo che in questo periopdo hai molto da fare, eh?

===============
Caro ,

in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community.

A tutela tua e di tutti i Prestatori, rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l’incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili.

Puoi già ora accedere a MyZopa per controllare il tuo portafoglio e ritirare il denaro non in prestito. Abbiamo disattivato tutte le offerte e annullato i prestiti in assegnazione rendendo disponibili i fondi.

Tutti i tradizionali canali di Zopa restano aperti per assisterti. Puoi trovare maggiori informazioni in Cosa succede ora?, nelle FAQ specifiche e nel blog.

Ti terremo informato su tutte le attività che metteremo in atto per salvaguardare un’iniziativa innovativa, etica, sociale e vantaggiosa per tutti i partecipanti.

Maurizio Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia S.p.A.
================

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 20:26

Siamo un paese di poveri oppure di evasori fiscali a Voi l’ardua sentenza.

Fisco: uno su due sotto 15mila euro (ANSA) – ROMA, 13 LUG – Un italiano su due dichiara al fisco meno di 15.000 euro di reddito mentre i ‘paperoni’ con redditi sopra i 200.000 euro sono solo lo 0,2%. E’ quanto emerge dalle prime elaborazioni statistiche sulle dichiarazioni 2008 (redditi 2007) rese note dal dipartimento delle Finanze. La quota di coloro che dichiarano un guadagno basso cambia pero’ a seconda delle tipologie di reddito: cosi’ dichiara un imponibile sotto questa soglia il 34,8% dei dipendenti, il 22% degli autonomi e il 59% dei pensionati.

Ansa

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 20:31

ECONOMIA L’80% dei contribuenti italiani dichiara non oltre 26mila
Meno dello 0,2% dichiara oltre 200.000 euro l’anno
Fisco, sale il reddito medio
ma il 50% è sotto i 15mila euro

ROMA – L’80% dei contribuenti italiani dichiara non oltre 26 mila euro, il 50% non oltre 15 mila euro mentre la classe con un maggior numero di contribuenti è quella di coloro che dichiara redditi tra i 15 mila e i 20 mila euro. Meno dello 0,2% dichiara oltre 200.000 euro l’anno. E’ questa la fotografia dell’Italia, secondo la fotografia scattata dal Dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia e relativa alle dichiarazioni dei redditi 2008. Il reddito complessivo medio dichiarato da ogni contribuente nel 2008 (anno d’imposta 2007) ammonta a 18.892 euro, in aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Un dato che però è legato anche alla firma di nuovi contratti. Inoltre la quota di coloro che dichiarano un guadagno basso cambia a seconda delle tipologie di reddito: così dichiara un imponibile sotto questa soglia il 34,8% dei dipendenti, il 22% degli autonomi e il 59% dei pensionati.

Se si passano in rassegna i tipi di reddito si osserva che crescono meno della media i redditi di lavoro dipendente (19.335 euro; +1%) ed autonomo (37.124; +2%), è in media l’aumento dei redditi da pensione (13.448; +3%), mentre appare più consistente la dinamica dei redditi d’impresa (18.988; +5%), anche in relazione al buon andamento dell’economia nel 2007.

In sintesi la composizione percentuale dei redditi è sostanzialmente identica a quella del 2006: la quota preponderante è costituita da lavoro dipendente e pensione (78%), mentre è significativamente più bassa la quota dei redditi di partecipazione (5,4%), d’impresa (5%) e lavoro autonomo (4,2%).

L’incremento del reddito complessivo medio è abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale, con una crescita leggermente più sostenuta (+3,3%) nelle isole. Inalterata la distribuzione tra le diverse aree del paese: il valore più alto si registra nel nordovest (21.480 euro) ed il più basso al sud (15.060). A livello regionale, la Lombardia detiene il primato del più alto reddito complessivo medio (22.460
Euro), mentre all’estremo opposto si colloca la Calabria (13.410 Euro).

Irpef. I contribuenti Irpef nell’anno 2007 sono stati poco più di 41 milioni, con un aumento di circa lo 0,8% rispetto all’anno precedente. Di questi, il 40% ha presentato il modello 730, che si conferma la forma dichiarativa preferita, mentre un terzo del totale non ha presentato dichiarazione dei redditi.

Società in perdita. Quasi una società di capitali su due dichiara al fisco di essere in perdita. Dalle statistiche emerge che sono circa 520 mila le società che mostrano un utile, mentre sono 419 mila quelle in perdita. Le società di capitali hanno quasi raggiunto il milione di unità, con una crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente, ed oltre un quinto risiede in Lombardia.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 20:46

Siamo un paese di evasori fiscali sistematici senza ombra di dubbio, e i tanti beni di lusso in giro lo spiegano ampiamente.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 21:26

#54 Per fortuna che esistono gli evasori fiscali…..almeno quelli pagano e fanno andare l’economia italiana

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2009 at 21:29

IL PIFFERAIO MAGICO

Grande la sintesi di Montecristo, definire il tutto la “Grande confusione” è una fotografia semplice èd efficace.
La cosa più sbagliata che potevano fare i politici era quella di starsene con le mani in mano, la cosa più stupida era quella di banalizzare la crisi per tener sedato il popolo Bue.
In questo momento anch’io sono confuso.
Per quanto sarà possibile nascondere un evento così grande come questa crisi dietro un monticello di falsità?
Dove sono finiti i CDS, i derivati, i subprime e tutti i prodotti tossici!?
Ci vogliono far credere alla storia del pifferaio magico, che si tirò dietro tutti i topi?
Solo in Inglilterra il debito pubblico è aumentato di 797 miliardi di Euro, ma questo agli Inglesi è stato detto?

-Il Compasso-

Scritto il 13 luglio 2009 at 23:09

Andrea la verità è che gli Stati Uniti cercheranno di uscire dalla crisi con una guerra di grandi dimensioni, se pensi che per uscire dalla crisi new economy invasero l’Irak e l’Afganistan….se riflettiamo adesso la crisi e 100 volte superiore a quella del 2000. Se nel 2000 la crisi e riprendiamo il 1998(Destabilizzazione Asia), se la guerra è stata usata come antibiotico economico, tu pensi che non faranno la stessa cosa adesso?
Frattini oggi ha detto che un attacco all’Iran sarebbe un disastro per il mondo. La chiave di lettura secondo me è che gli Stati Uniti sono consci che non sono più unica potenza, e saranno pronti di portare il mondo verso una guerra se questa sarà un ulteriore ANTIBIOTICO per una riconquista del PIANETA e far fallire BRIC( Brasile, Russia,India,Cina).
Prepariamoci agli indici che si avviteranno come un filamento di DNA, solo perchè i MOSTRI per non perdere il POTERE saranno pronti ad immolare DNA di innocenti al DIO DELLA GUERRA. Speriamo che Frattini venga ascoltato.

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 00:09

Non potrebbe essere questa una soluzione?? Come liberare il Continente dal signoraggio della grande usura.

Con la sostituzione della moneta nominale alla moneta d’oro, non è cambiata solamente la struttura merceologica e giuridica del simbolo, ma anche la legge della rarità. Che la moneta debba essere necessariamente rara, emerge dalla caratteristica propria di ogni unità di misura che deve avere la qualità corrispondente a quella dell’oggetto misurato. La moneta è rara perché sono rari (economici) i beni di cui misura il valore.

Ciò premesso è evidente che è la rarità della moneta che deve essere condizionata dalla rarità dei beni e non viceversa. Quando Pedro Solbes contesta all’Italia il diritto di superare il 3% del deficit pubblico sul PIL (prodotto interno lordo) pretende di condizionare gli incrementi produttivi alla rarità monetaria. Questo episodio è la prova che alla legge fisica della rarità dell’oro, si è sostituito l’arbitrio bancario che ha voluto ed imposto il limite del 3% suddetto. L’usuraio ha interesse a condizionare la rarità del PIL alla rarità della moneta, perché ha la proprietà della moneta – il c.d. signoraggio – sin dall’emissione, oltre all’equivalente credito per averla emessa, a costo nullo, prestandola. Quando il Ministro Tremonti reagisce alla minaccia di “early worning” (primo avviso) parlando di “procedura atipica” senza precedenti, da la prova che l’arbitrio dell’usura domina la sovranità monetaria. E le parole di un Ministro non sono sufficienti a fermarla.
Si impone pertanto la necessità di instaurare la ” funzione monetaria come quarto potere costituzionale dello stato “. Poiché il Trattato di Maastricht considera solo la fase dell’emissione, al quarto potere dello Stato vanno attribuite tutte le altre competenze che sono:
a) la programmazione del PIL al quale vanno adeguati gli incrementi monetari,

b) l’accettazione della moneta che teoricamente potrebbe essere rifiutata se non adeguata alle esigenze sociali ed agli incrementi produttivi,

c) l’acquisto a titolo originario della proprietà della moneta a favore dei cittadini europei come ” reddito di cittadinanza, proprietà del portatore, senza riserva “,

d) l’interpretazione dell’art.107 del T.d.M. nel senso di condizionare gli incrementi di liquidità monetaria agli incrementi produttivi e non viceversa,

e) poiché la proprietà della moneta va attribuita a chi ne crea il valore accettandola, va esplicitamente esclusa la possibilità che la Banca Centrale Europea emetta moneta prestandola perché, in tal caso, gli Stati Europei sarebbero espropriati ed indebitati del proprio denaro senza corrispettivo,

f) il riconoscimento del principio che il valore dell’Euro nasca, all’atto dell’accettazione ed a causa dell’accettazione (e senza riserva), di proprietà del portatore, emerge anche dalla eliminazione della dichiarazione cartolare tradizionale: “pagabile a vista… f.to Il Governatore della banca centrale”, che sull’Euro non appare più.

Su queste premesse proponiamo al Ministro Tremonti di promuovere l’instaurazione della funzione monetaria come quarto potere costituzionale in tutti gli Stati Europei, in sostituzione delle rispettive banche centrali nazionali e che sia sostituita alla B.C.E. il quarto potere costituzionale dell’U.E. come prova storica della liberazione continentale dal signoraggio della grande usura: e dell’avvento di una democrazia integrale in cui i Popoli Europei non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria.

Avv.prof. Giacinto Auriti by DORF

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 00:33

Perpiacere vorrei sapere dove si potra’ vedere il nome delle persone che aderiranno al rientro dei capitali o se non possibile almeno da quale zona d,Italia e per quale importo.A parere di grandi investitori unicredit nel medio e’ l’unica banca che puo’ dare grandi soddisfazioni,cosa ne pensate? grazie

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 01:02

x 58,ho capito bene,sostituire la banconota con l’oro al prezzo di oggi o del 2oo1,si comincia da o oppure tutti i risparmi verrebbero cambiati nel bene rifugio.La tua teoria e’ esatta ma e’ troppo tardi per attuarla sarebbe come dall’inferno andare in paradiso e poi quando qualcuno riuscira’ a trivellare qualche pianeta zeppo d,oro e ce ne sono,dal paradiso si tornera’ all’inferno.x59 appena sotto 1,5o unicredit diventa appetibile.

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 01:06

Bravo Dorf parli di moneta d’oro, ma vanno bene anche i fagioli, basta che sia moneta e non carta centralizzata,.

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 01:36

x 53,se la tua analisi e’ esatta non voglio pensare a come saranno quelle del 2009 e 2010 perche’ gia’ da adesso cominciano a venirmi le vertigini altro che impresa e’ meglio che mi ritiri in alta montagna con un po’ di terra e qualche animale e magari una piccola sorgente ,saro’ fuori ma alla salute ci tengo.Cerchiamo di remare oltre che a fischiettare perche’ se va’ avanti cosi’ la vedo brutta.

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 01:57

x 57 il dio della guerra marte non e’ una novita’ e sempre presente in mezzo a noi,speriamo che venga il tempo di mercurio favorito da venere la dea dell,amore-

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2009 at 02:06

x61 esatto,aggiungerei fagioli buoni e non scaduti perche’ fanno male.

Scritto il 16 luglio 2009 at 08:27

COSA CI DICE ANDREA MAZZALAI?? OCEANICO IL SUO POST,DA LEGGERE CON CALMA E RIFLESSIONE.GRAZIE ANDREA[..] MERCOLEDÌ, 15 LUGLIO 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, basta mezza rondine per far primavera, una mezza rondine le cui ali sono inzuppate di petrol [..]

Scritto il 16 luglio 2009 at 08:27

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Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

LETTURA IMPEGNATIVA PER IL WEEK END[..] FONTE http://icebergfinanza.splinder.com/post/20964969/DEFLAZIONE+e+DEBT+DEFLATION%3A+R mercoledì, 15 luglio 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, [..]

Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

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