PURA COINCIDENZA MATEMATICA……!!!!

Scritto il alle 22:55 da icebergfinanza

 puzzle20piece.jpg image by forpeterssake

Wikipedia dice che in matematica,  il termine coincidenza matematica è utilizzato quando due espressioni mostrano una somiglianza che non è spiegata dai teoremi. Teorema in greco significa qualcosa che si guarda, qualcosa su cui si specula, pura e semplice teoria, la stessa teoria che lascio alla Vostra immaginazione, ricordando a tutti Voi la parola coincidenza!

Dato il grande numero di modi di combinare le espressioni matematiche, uno potrebbe aspettarsi che si verifichino un gran numero di coincidenze; questo è un aspetto della cosiddetta legge dei piccoli numeri ( sempre che si vogliano considerare piccoli numeri 134 miliardi virgola di dollari…..). Sebbene le coincidenze matematiche possano risultare utili, il loro interesse è principalmente a carattere di curiosità.

Sul SOLE24ORE del 4 giugno appariva codesta informazione, lasciate perdere la virgola dopo la cifra………

Fermati due giapponesi. Rischiano sanzione da 38 mld euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 04 giu – Sequestrati alla stazione di Chiasso titoli obbligazionari statunitensi per un valore nominale complessivo di 134 miliardi di dollari (96 miliardi di euro). E’ quanto si legge in una nota del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como. I funzionari della Sezione operativa territoriale di Chiasso, in collaborazione con la Guardia di Finanza del gruppo di Ponte chiasso, nell’ambito di controlli sul traffico illecito di capitali, hanno fermato due giapponesi su un treno proveniente dall’Italia con 249 bond della Federal Reserve del valore nominale di 500 milioni ciascuno e 10 Bond Kennedy del valore nominale di 1 miliardo di dollari oltre a una cospicua documentazione bancaria in originale. Su tutti i titoli e documenti rinvenuti e’ in corso un’indagine per accertarne autenticita’ e provenienza. Qualora i titoli risultassero autentici, i possessori rischiano una sanzione di 38 miliardi di euro, pari a 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10mila euro. Com-Fon (RADIOCOR) 04-06-09 17:32:15

Detto questo la memoria ritorna indietro di qualche mese e precisamente a marzo 2009…….

WASHINGTON — The Treasury Department said it has about $134.5 billion left in its financial-rescue fund, giving the Obama administration a cushion as it implements expensive programs aimed at unlocking credit markets and boosting ailing industries.

The figure means that about 81% of the $700 billion in the Troubled Asset Relief Program, or TARP, has been committed. It also means that the Obama administration may not have to go to Congress to request additional funds, at least until well into the year. Many lawmakers who criticized the administration’s bank-rescue efforts have vowed to oppose any requests for more money for the fund. WSJonline

Ovviamente la curiosità è sulla coincidenza, 134 virgola dintorni,  miliardi di dollari falsi e 134,5 miliardi di dollari  che ritornano a disposizione nel TARP…..ma tu chiamale, se vuoi, coincidenze!

Si lo so, si tratta solo di favole, ma alle volte chissà, meglio una favola che nulla, per quanto riguarda tutte le altre congetture che girano nel web non condivido ciò che non conosco e che talvolta assomiglia veramente ad una favola.

In fondo in un sistema dove le regole si sospendono e si ripristinano superficialmente, dove i bilanci sono circondati da un misterioso alone di soggettività, dove la SEC di turno comunica che un mese si e uno no si sospendono le vendite allo scoperto….

Now short-sellers, the market skeptics who correctly called last year’s downturn, are coming under even more unwanted scrutiny, this time from federal regulators. The Securities and Exchange Commission appears poised to reverse itself and reinstate rules that would make shorting stocks — that is, betting their prices will decline — somewhat more difficult. 

…perchè mai non credere alle favole!

Vi ricordate il recente post dal titolo " GrandiEsperimenti " quello in cui accennavo alla possibilità di interessi negativi, alla possibilità di una sorta di tassa sul risparmio, alla possibilità che un domani le banche centrali dichiarassero a turno fuoricorso alcune banconote il cui numero finale finisse pari o dispari, per stimolare la circolazione della moneta, ebbene detto fatto dalle favole si passa alla realtà in Svezia……

The central bank lowered its key interest rate by 25 basis points to 0.25 percent in a surprise move, putting official rates their lowest since records began in 1907, and said it expected rates to remain at that level until late 2010.

‘The deposit rates are actually negative now. In some sense they are creating a money machine for banks. You can lend all you want, but don’t put that back into the central bank.’

Tramite il  nostro Calculatedrisk, mitico blog americano che Icebergfinanza per primo in Italia vi ha fatto conoscere, scopriamo via Los Angeles che un’altra ondata di foreclosures è in arrivo …….

From Don Lee at the LA Times: Another wave of foreclosures is poised to strike

Just as the nation’s housing market has begun showing signs of stabilizing, another wave of foreclosures is poised to strike, possibly as early as this summer, inflicting new punishment on families, communities and the still-troubled national economy.

Just how big the foreclosure wave will be is unclear. But loan defaults are up sharply. … rising foreclosures will depress home values, pushing more homeowners underwater. Mark Zandi of Moody’s Economy.com estimates that 15.4 million homeowners — or about 1 in 5 of those with first mortgages — owe more on their homes than they are worth.

……..e che le sofferenze e le insolvenze anche nella cartolarizzazioni continuano ad aumentare esponenzialmente, come rileva puntualmente Gretchen Morgensen sul NYT

LAST week, the stock market tumbled on news that housing foreclosures and delinquencies rose again in the first quarter. The Office of the Comptroller of the Currency said that among the 34 million loans it tracks, foreclosures in progress rose 22 percent, to 844,389. That figure was 73 percent higher than in the same period last year. (…) Alan M. White, an assistant professor at the Valparaiso University law school in Indiana, analyzed data on 3.5 million subprime and alt-A mortgages in securitization pools overseen by Wells Fargo. The loans were written in 2005 through 2007; data on their performance is provided to the trusts’ investors. (…) 

In June, the data show almost 32,000 liquidation sales; the average loss on those was 64.7 percent of the original loan balance.

Non c’è che dire una percentuale sensibile…..il 64,7 % come perdita media!

Sempre l’ultimo aggiornamento da Calculatedrisk ci dice che …

From Reuters: S&P raises loss expectations for risky US mortgages

Standard & Poor’s on Monday boosted its expectations for losses on risky loans backing U.S. mortgage securities … [this] "significantly impact" bonds originally carrying AAA ratings, S&P said in a report.

S&P boosted loss projections for subprime loans made at the peak of the market in 2006 and 2007 to 32 percent and 40 percent from 25 percent and 31 percent, respectively. For 2005 loans, loss projections rose to 14 percent from 10.5 percent.

For Alt-A loans … loss projections for 2006 and 2007 mortgages rose to 22.5 percent and 27 percent from 17.3 percent and 21 percent, respectively. S&P expects Alt-A loans from 2005 to post losses of 10 percent, up from its previous estimate of 7.75 percent.

Loss severities … are expected to rise to 70 percent for 2006 and 2007 subprime bonds and 60 percent for Alt-A bonds issued in those years, S&P added.

Non male davvero anche questa ricerca da parte di due ricercatori della Fed di New York che ci spiegano come il patrimonio negativo può portare ad un aumento dei fallimenti e quindi delle foreclosures, via BarryRitholtz

Below the Line: Estimates of Negative Equity among Nonprime Mortgage Borrowers Andrew F. Haughwout and Ebiere Okah
NY Fed, July 1, 2009
http://newyorkfed.org/research/epr/forthcoming/0906haug.pdf

Continuo ad essere sempre più convinto che se la politica economica e monetaria si fosse concentrata, prevalentemnete, sul mercato immobiliare, il centro di gravità permamente di questa crisi per eccellenza, senza fossilizzarsi sul sostegno incondizionato al sistema finanziario, probabilmente la crisi avrebbe avuto un’altra dimensione, senza pur tuttavia sfuggire alle innumerevoli nemesi provenienti da altri settori.

Ad un anno di distanza dall’anniversario del picco del prezzo del petrolio intorno ai 145 dollari un interessante inconveniente è avvenuto nei giorni scorsi…

Uno «scherzo» da 10 milioni di dollari: questo il costo delle "attività non autorizzate" di un trader per la Pvm Oil Futures, la maggiore società indipendente di brokeraggio petrolifero al mondo. Le transazioni fatte dal senior trader Steve Perkins sono ritenute responsabili per l’improvviso aumento del prezzo delpetro-lio martedì scorso ai massimi da oltre otto mesi, un’impennata per la quale esperti e ana-listinon erano finora riusciti a trovare una spiegazione. La londinese Pvmhasospeso Perkins, ha avviato un’indagine interna e ha avvertito sia la Financial Services Authority (Fsa) che l’Inter Continental Exchange (Ice), che gestisce gran parte delle operazioni sul petrolio in Europa.
«In seguito a una serie di transazioni non autorizzate Pvm si è trovata in possesso di una notevole quantità di contratti future – ha detto ieri la società in un comunicato –
. Quando questo è stato scoperto le posizioni sono state chiuse in modo ordinato. Pvm ha riportato una perdita di circa io milioni di dollari». Il prezzo infatti era salito e sceso bruscamente nell’arco di una giornata. Nelle prime ore di martedì mattina il prezzo del petrolio era salito di 2 dollari in un’ora, toccando i 73,50 dollari albarile, dato che molti investitori avevano seguito le orme di Perkins, ma era poi sceso con altrettanta rapidità. In quel breve lasso di tempo erano stati scambiati 16 milioni di barili, 32 volte il numero normale di scambi, pari al doppio della produzione giornaliera dell’Arabia Saudita.
Ilpetrolio.che ieri ha toccato i 66,50 dollari, è la materia prima più scambiata al mondo e le transazioni sono concentrate o all’Ice di Londra o al Nymex di New York. Pvm scambia in media più di 100 milioni di barili di petrolio ogni giorno tra derivati over the counter e future. « Ci sono una serie di procedure da seguire per tracciare i meccanismi di trading, il movimento dei prezzi e i livelli di attività, – ha spiegato David Peniket, presidente di Ice Futures Europe -. Ci sarà un’inchiesta e poi verranno prese le misure adeguate». ( Il Sole24Ore )

…….un po per rinfrescare a tutti il movimento di questi giorni sulla base dei fondamentali, come molti illuminati sostengono, dimenticando forse o meglio facendo finta di dimenticarsi che la liquidità di questa epoca di follia centrale, si sta dirigendo sui derivati, piuttosto che sul sottostante, future o non future, favorendo quei simpatici ragazzi che da anni giocano con i balocchi della finanza creativa primordiale, distruggendo o contribuendo a distruggere l’economia reale.

Ma in fondo la speculazione fa bene come dicono i maestri del nulla, assicura liquidità e stimola l’economia. Come ricorda il buon Greenspan non è l’economia che fa girare il mondo ma i mercati azionari che salgono perchè in fondo sono l’orchestra della realtà….l’oceano ribolle!

Non aggiungo altro, se non rinnovando l’invito ad una vacanza sulla riva del fiume, la tarda primavera del 2009 è ormai trascorsa, l’azione miracolosa dei teneri germogli verdi ha prodotto il suo effetto in anticipo, e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ad Icebergfinanza, ricordando inoltre, che da due mesi è possibile contribuire anche tramite bonifico bancario, liberamente, ognuno secondo le sue possibilità.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!    

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

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81 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 5 luglio 2009 at 23:30

L’unica realta’che non e’ una favola e’ il tiro al piccione che stanno facendo contro Hal Turner nel silenzio piu’ totale.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15648&geo=&theme=&size=A

E dopo Turner anche zerohedge ha ricevuto lettere con velate minacce.

http://zerohedge.blogspot.com/2009/07/goldman-sachs-responds-to-zero-hedge.html

Nottetempo un commento fuori dalle “righe” commissionato opportunamente e anche Durbin andra’ a fare compagnia a Turner.

Quando si dice “le grandi democrazie occidentali” o…”il paese della statua della liberta’”…

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PS.Tra un paio di giorni ci sara’ ,ormai si sa, uno scandalo confezionato ad arte e i risparmi degl’italiani come d’incanto

finiranno nelle mani dei Draghi di Goldman Sachs. Potete dire addio ai frutti di anni dei vostri sacrifici. Sara’ un’altra

macelleria messicana come al tempo della coppia Amato (l’unico socialista nenche sfiorato dall’uragano di “Tangentopoli”,

guarda un po’…) , Ciampi.

http://www.disinformazione.it/svendita_italia2.htm

Amato e quel colpo di mano notturno che impose la patrimoniale sulla casa

Nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992, indossata metaforicamente una tuta di seta nera alla Diabolik, il governo guidato da Giuliano Amato penetrò nei forzieri delle banche italiane prelevando il 6 per mille da ogni deposito. Un decreto legge di emergenza l’autorizzava a farlo: in quel provvedimento, varato mentre i mercati si accanivano sulla lira, erano state inzeppate alla rinfusa misure le più svariate. Dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire. L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso stra per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili, ovverosia l’Ici.
Con il Paese sull’orlo del baratro, il dottor Sottile adottò misure grossier. La più nota ed esecrata fu appunto il prelievo sui conti correnti, che ebbe almeno il pudore d’essere una tantum. All’ultimo momento, in Consiglio dei ministri, il titolare del Tesoro Piero Barucci propose, senza successo, di sostituirla con l’aumento dell’imposta sugli interessi bancari (una proposta analoga era stata fatta dall’allora vicedirettore di Bankitalia Antonio Fazio, preoccupato delle conseguenze della violazione notturna del risparmio nazionale). Nessuna voce si levò, invece, a difesa dell’altro baluardo del risparmio degli italiani: la casa. Passò così l’imposta straordinaria, che trasformandosi con la successiva legge finanziaria in imposta ordinaria e comunale, introdusse in maniera surrettizia la temuta patrimoniale sugli immobili. La lunga lista delle esenzioni – che comprendeva, tanto per dirne una, gli immobili della Chiesa – non prevedeva la prima casa. L’aliquota iniziale dell’Ici fu fissata al 4 per mille.
Le cose andarono diversamente da quanto Giuliano Amato aveva sperato: nonostante la cura da cavallo (manovra di luglio più finanziaria sfioravano insieme i centomila miliardi di lire), che portò l’economia italiana sull’orlo della recessione, la lira dovette uscire dal Sistema monetario europeo neppure tre mesi dopo quella notte di luglio, e nella primavera successiva il dottor Sottile si dimise. Venne chiamato Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, per formare un governo tecnico che traghettasse l’Italia fuori dalla crisi.
Nei suoi tredici anni di vita, l’Ici è diventata sempre più salata. Le aliquote sono cresciute fino a un massimo del 9 per mille, nel caso di abitazioni sfitte da oltre due anni. Contemporaneamente sono stati rivalutati gli estimi catastali sui quali si calcola l’imposta. L’Ici vale circa un terzo di tutte le imposte che si pagano sul mattone. E, ricordando le circostanze in cui nacque, si capisce perché gl’italiani provino per questo balzello una naturale avversione.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=79549

Rubarono (e rubano ancora) i soldi anche alle anziane vedove.
“La riforma del sistema pensionistico risale al 1992, quando con un decreto legislativo del 30 dicembre poi integrato da una legge dell’8 agosto 1995 furono definiti tagli sostanziali alle pensioni di reversibilità, quelle che ricevono i coniugi vedovi. In base al comma 41 dell’articolo 1 della legge 35/1995 è sufficiente superare anche di pochissimo il reddito stabilito per incorrere nei tagli del 25, del 40 o del 50 per cento della pensione del coniuge.
Giuliana Tofani: “Questa legge è un vero sopruso, è incivile, considerato che i contributi che hanno dato origine alla pensione sono stati pagati per intero. Abbiamo fatto appello agli articoli 3, 29 e 47 della Costituzione. Il 3 che stabilisce il principio fondamentale dell’uguaglianza tra i cittadini, il 29 che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, l’articolo 47 che tutela il risparmio. Con questa legge sono stati violati tutti e tre questi diritti fondamentali. Chiediamo quindi al Parlamento che si applichi la Costituzione, nello specifico questi tre articoli. La cosa scandalosa è che questi tagli riguardano soltanto alcuni cittadini e non i parlamentari”.
La Tofani rincara: “Ci sono, anche in questo caso, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il signor Giuliano Amato così come Lamberto Dini, promotori della legge sulla riforma delle pensioni, ricevono le loro pensioni senza alcun taglio”.”

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 01:24

LE BANCHE SONO IN CRISI ? RIFORMIAMOLE !
Postato il Domenica, 05 luglio @ 17:20:00 CDT di davide

DI RUDO DE RUIJTER, Ricercatore indipendente

L’articolo illustra una proposta di riforma delle banche, per proteggere le aziende dalle pagliacciate del mondo bancario e permettere una migliore politica economica, anche nei momenti peggiori

Introduzione

Le cause della crisi bancaria sono state oggetto di numerose analisi, molte delle quali la imputano a una normativa avida e insufficiente e al manchevole controllo da parte degl’Istituti centrali.

Quando le banche hanno cominciato ad affondare, i governi, di fronte alle conseguenze della situazione, sono stati colti completamente di sorpresa. I ministri delle Finanze hanno avuto carta bianca per rimettere in sesto il sistema fornendo aiuti per miliardi di euro. E tutto perché le banche sono un elemento fondamentale del sistema economico.

Ma i miliardi di euro sono scomparsi come l’olio da una scatola del cambio incrinata, e gl’ingranaggi non hanno voluto rimettersi a girare. Nel frattempo un crescente numero di aziende ha dichiarato fallimento per mancanza di credito, e intere nazioni si sono trovate nei guai e sono finite sotto tutela del Fondo Monetario Internazionale [1]. Molti analisti prevedono che la crisi potrebbe continuare per vari anni…

Per di più, anche se il fenomeno non è direttamente collegato, la crescita ininterrotta altera il clima. I nostri valori e priorità sono determinati dal consumo e dalla cupidigia, e ogni giorno nuovi servizi pubblici vengono sacrificati sull’altare di Wall Street…

Ma esiste un’alternativa: i governi possono assumere in prima persona il compito di erogare credito. Quando il denaro diventa denaro di Stato, non siamo più obbligati a dipendere dal meccanismo di solvibilità/liquidità delle banche private, che può nuovamente bloccarsi in qualsiasi momento se in qualche parte del mondo vengono messi in circolazioni altri titoli spazzatura. E, nell’odierna giungla di approfittatori occupati in tutto il mondo a speculare e gonfiare titoli, potete star sicuri che la prossima crisi è già in incubazione da qualche parte.

Ritengo del tutto insensato lasciare che le aziende falliscano a causa di problemi che riguardano il mondo bancario, e correre a salvare le banche private – versando loro miliardi delle tasse, comprandole o fornendo loro liquidità e garanzie – mi sembra una visione molto miope. Quando vengono soccorsi dallo Stato, gl’istituti bancari devono poi naturalmente rimborsare pagando elevati interessi. Benissimo. Ma questo significa solamente che le banche scaricheranno i costi su di voi, in quanto loro clienti. In un modo o nell’altro siamo con le spalle al muro!

L’articolo descrive una proposta di riforma bancaria che si pone come obiettivi:
– porre fine alla crisi;
– creare moneta / erogare credito sulla base d’interessi sociali ed economici;
– evitare che l’erogazione del credito si blocchi per problemi del mondo bancario
– evitare politiche conflittuali tra governo e banca centrale;
– mettere a punto un controllo parlamentare sulla creazione di moneta;
– fornire alla banca centrale un volante, che si aggiunga all’acceleratore e al freno di cui già dispone;
– svincolare l’erogazione del credito dalla crescita economica;
– assicurare il miglior contesto di sviluppo prospero, anche nei periodi più difficili.

1. L’erogazione del credito, oggi

La Banca centrale è indipendente

Attualmente, quasi dappertutto la banca centrale è indipendente dal governo. Le banche e la banca centrale stabiliscono quanto credito erogare e quanto devono pagare gli utilizzatori per ottenerlo. La banca centrale influenza l’economia. Per usare una frase della Banca centrale tedesca (DNB N.V.): “L’interesse è l’acceleratore e il freno dell’economia”. [2]

Due capitani per una sola nave

La maggior parte dei paesi dispone adesso di un’economia con due capitani, e la politica della banca centrale delimita lo spazio d’azione del governo: quando il governo vuole stimolare l’economia ma la banca centrale mantiene alto il tasso d’interesse, il governo non ha molte speranze di successo.

Moltiplicatore monetario

I soldi ricevuti in prestito e usati per pagare un fornitore di beni vengono depositati in un’altra banca, che torna a prestarli. In questo modo il totale del circolante nell’economia viene moltiplicato (cfr. “Debito, credito, banco!”). Quando l’erogazione del credito si blocca, la moneta in circolazione può diminuire di varie decine di punti percentuali in pochi mesi. (Cliccare su Grafico della Banca centrale di Saint Louis).

2. Un breve sguardo al passato

Prima che venisse creata la banca centrale, il maggior ostacolo alla crescita del settore era la bancarotta. Nel 1913 venne creata la Federal Reserve, un’istituzione privata per gestire un fondo di riserva delle banche, che avrebbe permesso di salvare quelle in pericolo. Le istituzioni affiliate avevano così la possibilità di prestare una quantità maggiore di denaro, aumentando al tempo stesso la “fiducia” del pubblico. La Fed ottenne l’indipendenza dal governo: i politici non avevano la minima idea di cosa fosse il denaro, e i banchieri promisero di occuparsene.

“Fiducia” è la parola magica nel mondo bancario: se il pubblico non si fida del sistema non consegna i propri risparmi alle banche, che a loro volta non possono prestare soldi. È anche per questo che le banche centrali private amano di solito definirsi banche di Stato, anche se in realtà sono private e, in quasi tutti i paesi, indipendenti dai governi (cfr.: “Segreti di denaro, interesse e inflazione”)

Nel tempo il ruolo delle banche centrali è cambiato, e varia da una nazione all’altra: in certi momenti hanno finanziato le guerre, in altri hanno stimolato l’agricoltura o l’industria, ma per buona parte del tempo hanno operato come regolatori del settore bancario, intervenendo più tardi anche nei pagamenti interbancari. Grazie ai tassi d’interesse influenzano i cambi, l’attività economica, l’inflazione e i margini beneficiari delle banche.

Nel frattempo, il mondo bancario è cresciuto, trasformandosi in una caotica giungla finanziaria globale, in cui gl’interessi sociali e industriali sono sacrificati alla legge del profitto e dell’espansione della massa monetaria. In questa ottica, molte banche centrali hanno adottato una politica lassista.

3. Un breve sguardo al futuro

Dunque, per i prossimi anni è prevista una dura recessione che, secondo me, non è inevitabile se il governo si assume in prima persona la responsabilità di erogare il credito.

Il debito estero degli USA

Sommersi dalla massa d’informazioni sulla crisi creditizia, abbiamo finito col dimenticare come, in realtà, è cominciata la storia. Dal 1973 gli USA hanno dato un enorme impulso al debito estero, cresciuto in maniera esplosiva, e se riescono a mantenere a galla il dollaro è solo perché ne danno in prestito a una velocità ancora maggiore (cfr. “Costi, misfatti e pericoli del dollaro”): la mondializzazione dei subprime è stata solo una prova di questa politica. Il programma di bailout per il recupero delle banche, finanziato con prestiti, darà vita a una bolla creditizia di dimensioni incredibili che provocherà una enorme svalutazione del dollaro. E il collasso del dollaro lascia, a parer mio, presagire un caos finanziario planetario.

Quando ci troveremo in questa situazione, i paesi potranno cercare di limitare le conseguenze solo se l’e
rogazione del credito sarà nelle mani del governo, che non dev’essere guidato da profittatori miopi e da azionisti avidi.

Previsioni energetiche

Un problema più serio è la sempre minore disponibilità di energia prevista (cfr. “Energia mondiale e popolazione”). Sappiamo tutti che stiamo dando fondo a fonti di energia limitate: per generazioni ci siamo abituati a consumarle a un ritmo sempre maggiore, sicuri che, alla fine, sarebbero state scoperte nuove riserve…

La maggior parte di noi preferisce istintivamente negare che la fine della crescita sia oramai alle porte. E non è che si metta in dubbio l’affidabilità dei dati disponibili: semplicemente, molti non riescono ad immaginare il mondo senza una popolazione e un’economia in costante crescita.

C’è anche qualcuno che confonde ancora le “riserve” energetiche con la “fornitura” energetica. E inganniamo noi stessi blaterando sulla nostra produzione di energia solare o eolica, che, in effetti, rappresentano solo l’1% del consumo globale. E così, sorprendentemente, ci comportiamo come se il problema non esistesse.

4. Riforma bancaria

L’erogazione del credito non deve più dipendere dalla fiducia che il pubblico ripone nelle banche. Per dirla in altre parole, l’erogazione del credito deve diventare indipendente dal bilancio contabile di depositi e risparmi.

L’erogazione del credito non dovrebbe dipendere da un qualche meccanismo bancario, che può facilmente bloccarsi quando un incidente disturba la liquidità e solvibilità di una banca.

L’erogazione del credito dovrebbe inoltre poter funzionare in modo normale anche quando non c’è crescita economica e…

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 01:32

L’erogazione del credito dovrebbe inoltre poter funzionare in modo normale anche quando non c’è crescita economica e quando la popolazione declina [3].

A mio avviso, la soluzione è una riforma bancaria grazie alla quale l’attuale banca centrale venga sostituita da una banca centrale dello Stato, che, in quanto elargitore esclusivo di moneta, dovrà assumersi la responsabilità dell’erogazione del credito.

L’erogazione del credito legata alla solvibilità e liquidità del sistema bancario privato verrà abolita, così come verrà abolito il moltiplicarsi di moneta fittizia [4].

Le banche diventeranno lo sportello d’interfaccia tra il pubblico e la banca centrale, che potrà allora pilotare con precisione la massa monetaria e il valore della valutaria.

Attualmente la banca centrale usa un solo tasso d’interesse per accelerare o frenare l’economia, come se tutti i settori economici dovessero sempre essere stimolati o frenati in egual misura, e ciò provoca numerosi effetti collaterali indesiderabili. Questo rozzo sistema può essere affinato fissando interessi diversi per ogni settore, permettendo così alla banca centrale di avere a sua disposizione non solo un acceleratore e un freno, ma anche un volante: la politica economica potrà dunque essere definita in modo più preciso e mirato.

L’obiettivo non dovrà essere ottenere benefici maggiori e più rapidi, ma ottimizzare la qualità della società e prevenire le necessità per il futuro. In tempi di prosperità economica è normale che i parlamentari non guardino al di là del proprio naso, ma stiamo mettendo al mondo ragazzi che vivranno per i prossimi 75/80 anni e sarebbe quantomeno auspicabile che valutassimo se in questo arco di tempo ci saranno ancora sufficiente energia, cibo e acqua.

La politica delle banche centrali mira all’inflazione permanente [5], in modo che il carico degl’interessi passi da coloro che prestano denaro a coloro che lo usano, e che il rischio di insolvibilità del credito diminuisca (cfr. “Segreti di denaro, interesse e inflazione”). Quando aumenta la disponibilità di energia, materie prime e forza lavorativa, un’inflazione moderata può inoltre rappresentare uno stimolo per l’economia. Nell’ultimo secolo il sistema ha funzionato piuttosto bene; non è quindi un caso che il nostro modello economico miri a una crescita ininterrotta di input, output e popolazione.

Il sistema odierno si basa sulla crescita permanente dell’erogazione di denaro; quando input e output economici si contraggono vengono alla luce sempre più bolle speculative con denaro senza un reale valore, destinate prima o poi a collassare. Centralizzando l’erogazione del credito, e rendendola indipendente dalla crescita economica, sarà possibile pilotare l’economia e ottimizzare la prosperità, anche in periodi d’instabilità economica.

La maggior parte di noi non si è ancora resa conto che siamo alla vigilia di una scarsità di energia, che in un modo o nell’altro provocherà una rapida contrazione della popolazione mondiale [6].

Un’alternativa è quella di guardare innanzi e usare il nostro cervello: se in futuro non ci saranno energia e cibo sufficienti, dovremo mettere al mondo meno neonati: quanto più si contrarrà il tasso di natalità tante o più possibilità di un’elevata qualità di vita avremo.

Un’altra alternativa è di aspettare stupidamente fino a quando carestie e guerre non diminuiscano la popolazione mondiale. I potenziali aggressori saranno probabilmente i paesi che dipendono pesantemente dalle importazioni energetiche, in gran parte riunite sotto la bandiera della NATO, il cui quartier generale si trova in Belgio, il paese che importa la maggior quantità di energia per abitante (cfr. “La crisi energetica: una svolta per l’umanità”).

Alcuni punti pratici

I privilegi delle banche centrali nascono da articoli di legge. Cambiarli è compito del Parlamento, i cui membri, in massima parte, non hanno la minore idea di che cosa sia il denaro e di come funzioni. “Segreti di denaro, interesse e inflazione” e “Debito, credito, banco!” offrono un’introduzione rapida e di facile comprensione.

Quasi tutti i libri di economia disponibili si occupano della crescita economica, il che rende un poco più difficile trattare il tema: a causa delle teorie sulla crescita economica, molti confondono la crescita economica e prosperità.
Avviare una banca centrale di Stato non è un’operazione costosa. Il denaro è solo un “debito con collaterali” e può essere creato dal nulla, come succede con la maggior parte del denaro oggi in circolazione [7].

Neppure la “nazionalizzazione” delle banche centrali esistenti è necessariamente un’operazione costosa: nella sua più semplice espressione consiste nel ritirare i privilegi concessi. I dipendenti potrebbero ricevere un’offerta per passare alle dipendenze del nuovo istituto centrale di Stato.

Le banche continueranno ad essere l’interfaccia necessaria tra banca centrale e pubblico. I criteri per l’erogazione del credito sono fissati dalla politica economica e sono messi in pratica dalla banca centrale: i criteri odierni basati sul profitto, la liquidità e la solvibilità delle singole banche private non serviranno più per decidere l’erogazione (o meno) dei crediti.

I privati non noteranno grandi cambiamenti, e potranno conservare i propri conti correnti. Ma, per come la vedo io, in futuro un numero sempre crescente di persone sceglierà con maggiore attenzione di cofinanziare progetti utili.

L’euro

L’euro è la moneta della BCE (Banca centrale europea) di Francoforte, un’istituzione privata di cui fanno parte le banche centrali private dei paesi partecipanti. La BCE e le banche centrali sono indipendenti [8]. L’euro non è la valuta obbligatoria dell’Unione europea; ad esempio, la Bank of England è una banca nazionalizzata con una sua valuta.

Di per sé, una moneta unica dell’Unione europea è una scelta utile. L’enorme potere del consorzio bancario che forma la BCE rappresenta però una minaccia per la democrazia. La sfrenata creazione di moneta ha già portato alla cessione di buona parte delle funzioni pubbliche (poste, telegrafo, telefono, trasporti, fornitura di gas, di acqua e di elettricità, compiti di polizia e di sorveglianza carceraria). La popolazione è nelle mani della grande finanza. Lo spazio di manovra dei governi si riduce ogni giorno di più.

Non penso che la BCE sia disposta a cedere i propri poteri. I governi che condividono una visione comune della struttura della società, oggi e in futuro, dovrebbero creare una nuova moneta europea e l’iniziativa potrebbe essere presa da qualunque stato membro dell’Unione europea.

RUDO DE RUIJTER
Fonte: http://www.courtfool.info
Link: http://www.courtfool.info/it_Le_banche_sono_i_crisi_Riformiamole.htm
4.02.2009

[1] Islanda, Ungheria e Ucraina
http://uk.reuters.com/article/marketsNewsUS/idUKLJ43131520090119

[2] L’interesse è l’acceleratore e il freno dell’economia (De Nederlandse Bank N.V.)
http://www.dnb.nl/en/interest-rates-and-inflation/general/index.jsp

[3] “Energia mondiale e popolazione”, grafico 14
http://www.courtfool.info/it_Energia_mondiale_e_popolazione.htm

[4] Moltiplicatore monetario; « Debito, credito, banco ! »
http://www.courtfool.info/it_Debito_credito_banco.htm

[5] Le banche centrali presentano l’inflazione permanente (2% presunto) come “Stabilità dei prezzi” !
http://www.ecb.europa.eu/home/pdf/students/leaflet_en.pdf , pag. 10

[6] “Energia mondiale e popolazione”, Paul Chefurka

http://www.cour
tfool.info/it_Energia_mondiale_e_popolazione.htm

[7] Fino al 1971 il dollaro statunitense era garantito da un quantità di oro di valore equivalente. Garantire la valuta con il controvalore in metallo prezioso non solo presenta il rischio di possibili speculazioni ma significa anche che i fornitori esteri del metallo prezioso diventano automaticamente proprietari del valore rappresentato. La moneta a corso forzoso, invece, si basa sul riconoscimento del debito e sulla promessa di un servizio. Essendo creata dal nulla, risulta più elevato il pericolo di abusi da parte delle autorità finanziarie (ad esempio l’inflazione).

[8] La BCE segue una politica indipendente
http://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/independence/html/index.it.html

4 febbraio 2009

tradotto da

Carlo Pappalardo

http://bastianini.info

Per reazioni o risposte, contattate l’autore via http://www.courtfool.info .

domanda: preferite 1)essere padroni del vostro denaro, o 2) essere debitori del vostro denaro? ora siete nella situazione 2. non mi serva una gran cosa. forse è meglio cambiare sistema. poi. il debito pubblico=1730 miliardi di euro. A chi li dobbiamo tutta questa montagna di soldi? forse alla bce? notte.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 08:16

per #1
“PS.Tra un paio di giorni ci sara’ ,ormai si sa, uno scandalo confezionato ad arte e i risparmi degl’italiani come d’incanto

finiranno nelle mani dei Draghi di Goldman Sachs. Potete dire addio ai frutti di anni dei vostri sacrifici. ”

BOOOOM
… non ti sembra di esagerare??

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 08:19

per 1
cosa dovrebbe accadere tra qualche giorno?
c’e’ qualche modo per proteggersi?
grazie,
PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 08:42

A proposito delle sofferenze…
Se si paragona ai default delle obbligazioni
es e si guarda Moody’s Ultimate Recovery Database ci si accorge che un recovery rate di 35% non e’ cosi’ male.

Igor

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 09:51

Montecristo:

Record di italiani in vacanza (15 milioni) e per un periodo più lungo (mediamente 11 giorni, 2 in più rispetto all’anno scorso). E la chiamano crisi.
Riporto sopra una parte della notizia uscita oggi.
E’ assurdo quello che succede in Italia,si parla di crisi e contemporaneamente aumentano le vacanze degli Italiani ,secondo me due sono le possibilità per giustificare simili comportamenti: o la crisi è una finzione (cosa che dubito fortemente)o siccome evidentemente nel proprio subconscio ognuno di noi sà che forse sta per materializzarsi una catastrofe e allora tanto vale spendere e godersi quei quattro soldi messi da parte prima che sia troppo tardi.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 10:27

COSA MI TOCCA LEGGERE
Perchè il coniuge dovrebbe ricevere in eredità la pensione di reversibiligtà, senza neppure valutare il reddito?
Anzi andrebbe valutata anche l’età per non creare altre baby-pensioni.
E’ un retaggio catto-comunista e contemporaneamente clerico-fascista da eliminare.
Mi si dice che poverino-a non lavora, ebbene che inizi a lavorare.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 11:18

MONTECRISTO
credo che la seconda ipotesi sia esatta
la gente ormai ha poca fiducia nelle banche, nel sistema in generale e quel che guadagna lo spende nel tempo libero, divertimento, svago, etc
vedo tanta gente dalle diverse potenzialita’ economiche comunque non rinuncia al divertimento..e fanno bene!
poi ieri c’e’ stata la corsa ai saldi..cosa vuol dire? la gente ancora cerca i brand, e’ quinid ancora bene o male legata agli status, etc ma andra0 a finire che i brands vedendo cio’, ovvero che vendono a prezzi dimezzati..inizieranno a diminuire la qualita’ dei prodotti per mantenere i margini loro e della catena distributiva…

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 11:48

Si, anche il consumo di birra e alcolici aumenta in tempo di crisi..

Del tipo uomo disperato al bar:”mi hanno tolto tutto …non vorrai togliermi anche questo piccolo piacere?”

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 11:59

#8 06 Luglio 2009 – 11:27

COSA MI TOCCA LEGGERE

“Perchè il coniuge dovrebbe ricevere in eredità la pensione di reversibiligtà, senza neppure valutare il reddito?”

Perche’ il defunto l’ha gia pagata e la pensione e’come un conto in liquidi lasciato in eredita’. In quanto al reddito questa
clausula non c’e’ piu’. Qualunque sia il reddito la reversibilita’ viene rubata del 40%. E la moglie che
ha curato il marito e la famiglia lavorando VERAMENTE per anni (e non avendo tempo di scrvere su internete alle 11.27 dal
finto posto di lavoro) si vede derubata di un diritto.
Ma penso che siano concetti troppo difficile da capire per te. Non sforzarti…

“Anzi andrebbe valutata anche l’età per non creare altre baby-pensioni.”

Fatti un favore,vedi di informarti prima di scrivere idiozie.
Le baby-pensioni sono state create per mandare a casa preventivamente dei fanulloni saccenti della PA e delle grandi aziende, per scaricare il problema sull’INPS.
Il furto delle reversibilita’ e’ servito per mantenere proprio queste baby-pensioni e quelle mai tagliate dei vari Amato e Dini.

Non interverro’ ulteriormente perche’ ora sono in pausa pranzo (l’unica che posso concedermi) e dopo ho da lavorare…io.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 12:05

#7
Notizia non vera, smentita dai dati locali

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 12:13

#2

Il problema energetico è sicuramente nel medio periodo molto più importante del problema finanziario.

In proposito sto cercando e studiando degli articoli che prevedono un futuro della moneta fortemente legato all’energia, su cui scriverò in seguito quando avrò le idee più chiare.

Comunque, giusto per fare un esempio se si investisse in modo cordinato e determinato nei reattori di quarta generazione indicati con vari acronimi (che potete utilizzae per fare delle ricerche se vi interessa) tipo MSR, HTR, VHTR, possibilmente basati sul Torio autofertilizato con neutroni termici, permetterebbe nell’orizzonte di 20-30 anni di avere una disonibilità energetica sostanzialmente illimitata, a basso impatto ambientale (sia in termini di gas serra che di scorie) localmente diffuso e compatibile con la produzione l’Idrogeno per la mobilità personale (macchina elettrica+cella a combustibile).

A questo punto ci si domanda perchè l’attività su queste tecnologie non è ancora decollata.

La ragone principale è che le aziende che hanno il Know How su queste tecnologie perderebbero a loro principale fonte di entrate a lungo termine ovvero l’arrichimento dell’uranio.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 12:22

Montecristo:

Caro Cuculo vedo che sei ben informato anche su argomenti di carattere energetico,infatti il Torio è quasi una fonte inesauribile e con poche scorie e le prossime centrali funzioneranno con questo elemento,invece, qui in Italia pensano di istallare ancora le centrali nucleari tradizionali.roba da pazzi!

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 13:56

Salve.

SULLA QUESTIONE PORTATA DA MARCO DERIVANTE DALL’ARTICOLO DI PLUS (VEDASI ULTIMI COMMENTI DEL POST PRECEDENTE)

Come risparmiatori possiamo trattare la questione come RISCHIO PAESE, in questo caso ITALIA, e RISCHIO EMITTENTE

Subito va fatta una precisazione su Poste Italiane.

Poste Italiane agisce come intermediario, ovvero punto di raccolta del risparmio o punto di distribuzione di prodotti di risparmio e, più recentemente, finanziari, che quindi sono emessi e garantiti da altre entità.
Poste Italiane ‘cucca’ commissioni e se ne frega del resto.

I prodotti tradizionali, come libretti di deposito, Buoni Fruttiferi Postali (BFP) dei diversi tipi, sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (CassaDDPP) e godono di ulteriore ‘agevolazioni’ dello Stato (ad esempio, l’esenzione da imposta di successione).

I prodotti più recenti, come polizze e obbligazioni, sono emessi da banche varie.

Per cui bisogna guardare chi c’è dietro lo specifico prodotto sottoscritto.

Per intenderci velocemente:

1) per prodotti di risparmio postali (io) penso e parlo solo di prodotti tradizionali;
per gli altri, ritengo dovrebbe essere vietata la commercializzazione tramite Poste, in quanto non confacenti al Cliente tipico delle Poste; questi prodotti stanno provocando un danno enorme ai risparmi degli italiani più indifesi, che è comunque risparmio della nazione; qualcosa è emerso ma ne sentiremo parlare.

2) Poste Italiane potrebbe anche chiudere senza che sia intaccata la SICUREZZA dei prodotti distribuiti tradizionali o di nuovo tipo (chiaro che si pongono altri problemi pratici).

3) SCONSIGLIO qualsiasi prodotto di nuovo tipo, se non si è investitori evoluti.

4) INVITO ad approfondire presso Poste e meglio informati, se si sono sottoscritti prodotti non tradizionali.

Per quanto sopra detto, perciò, la nostra attenzione è su CassaDDPP.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_depositi_e_prestiti

http://www.cassaddpp.it/cdp/index.htm

Quindi, la sottoscrizione di prodotti postali tradizionali ha il Rischio Emittente legato a Cassa DDPP, non un Rischio Paese.

A parte le evoluzioni che CassaDDPP sta avendo negli ultimi anni, prima con trasformazione in SpA e poi con l’assunzione di quote in società varie come Enel e simili, per assurdo che possa sembrare, personalmente ritengo che oggi il suo rischio emittente sia più basso del rischio paese, ovvero come risparmiatore corro meno rischi con CassaDDPP che con lo Stato.

Mi aspetto già un coro di opinioni contrarie, ma questo è il mio pensiero.

Più in generale, personalmente penso che OGGI il rischio emittente di molte società italiane legate ad attività della economia reale sia inferiore a quello dello Stato.
Vedasi Argentina, in cui lo Stato andò in default, cioè non ripagò per alcune/diverse obbligazioni interessi e capitale alla scadenza, ma le aziende dell’economia reale in prevalenza non hanno avuto default (hanno sempre pagato).
Ogni correzione/precisazione è gradita.

Sempre in generale, NESSUN investimento ha rischio zero e
occorre SEMPRE mettere in conto di essere colpiti da qualche schizzo.

Questo vale anche per il puro stare ‘sulla riva’.

Per scegliere le posizioni più al riparo occorre crearsi un minimo di ‘cultura’ del risparmio, il minimo essendo una questione molto individuale.

Spero di essere stato chiaro e costruttivo.

Salute a Tutti. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 16:55

PER 1….centra qualcosa con lo “SCANDALO CONFEZIONATO AD ARTE”???????

……………………………………….

RUBATI I CODICI TOP SECRET DI GOLDMAN, EX DIPENDENTE ARRESTATO
di WSI
Un ex dipendente della Goldman Sachs è stato arrestato dall’Fbi con l’accusa di aver rubato i codici segreti del sistema di trading della banca. Fermato all’areoporto di Newark (New Jersey) di ritorno da Chicago.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 17:52

x # 11
La ” truffa” dei matrimoni tra pensionati o peggio tra ottantenni-quarantenni di cui leggiamo sui giornali non è forse legata all’eredità della pensione di reversibilità?
Il coniuge vedovo in tenera età (rispetto al defunto) non è forse un baby pensionato che inoltre non ha neppure versato i contributi?
La pensione di reversibilità è ammessa SOLO tra coniugi perchè è un vero e proprio retaggio catto-clericale medioevale e non un diritto di successione.

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 19:03

LE CARTE “STANNO A’ POSTO”

La storia dei due presunti giapponesi fermati a Chiasso dai finanzieri è davvero iper istruttiva.
E’ ovvio che nessuno si presenta ad uno sportello bancario e chiede di cambiare un “Bond” da mezzo miliardo di dollari.
Assolutamente pazzesco pensare di vendere o cambiare 134 miliardi di dollari di certificati del Tesoro USA, veri o falsi che siano.
E’ pure ovvio che è assurdo che due tizi vadano in giro in treno, con una valigetta contenente 134 miliardi.
Non lo avranno fatto di certo per risparmiere sulle spese di viaggio!?
Poi perchè passare per la frontiera con l’Italia, dove c’è il rischio di essere bloccati dalla polizia italiana, che senso ha prendersi un rischio simile.
Non era più semplice atterrare con un volo privato direttamente a Zurigo, Ginevra o Lugano?
In Svizzera se entri con le valige piene di soldi la polizia di frontiera ti da il benvenuto e ti dice pure grazie.

In un lungo post in passato parlai delle vicende della Banca Romana a finire dell’800′, non mi stupirei che ci trovassimo di fronte ad una situazione fotocopia.
Del resto la magica tenuta delle principali banche, strapiene di derivati ultratossici, la si può spiegare o con un miracolo, oppure per l’opera di un tiporafo che ha duplicato in più copie lo stesso certificato.
I certificati del tesoro non erano di tipo fruttifero, quindi l’unico scopo per cui potevano essere usati è quello di essere dati in garanzia, per ottenere liquidità vera, o al limite servivano come “partite attive” da far configurare nei bilanci, in modo da nascondere le perdite.
Se ci dovessimo trovare in quest’ultima eventualità, le perdite delle banche americane sono di parecchie volte superiori a quanto dichiarato.
Per porvi rimedio si è ricorso a emettere invece che della cartamoneta, dei certificatiche non sono altro che dei duplicati (o anche dei triplicati) nei numeri di serie di certificati veri.
E’ anche verosimile pnsare che il Tesoro USA abbia operato all’insaputa o in contrasto con la FED.

E’ verosimile che nei “Mulini a vento degli Dei” qualcuno “offeso e danneggiato”, abbia lanciato un avvertimento che è peggiore di una minaccia nucleare.

Se notate bene nessuno parla, da circa un mese, del segreto bancario della Svizzero e della Black List, se questa ipotesi fosse vera gli Svizzeri hanno semplicemente dato una lezione di potere a dei boriosi burocrati USA e ai loro amichetti Inglesi.
Non credo che i banchieri elvetici, costituenti uno stato nello stato,mollino tanto facilmente il loro beneamato segreto bancario.

Chisà da quanto tempo andavano su e giù dal confine quei due presunti giapponesi, scommetto che erano parecchi giorni, che cercavano di essere in ogni modo notati e fermati.
Comunque è fuor di dubbio che quei certificati siano falsi, e seppure fossero stampati dal tesoro americano, sono falsi lo stesso.
Non scoppierà nessuno scaldalo, non ci saranno processi o titoloni in prima pagina.
Ergo tutto “si è sistemato”.

-IL Compasso-

PS: Ovviamente potrei sbagliarmi su molti punti del mio ragionamento…sulle ipotesi…o sulle conclusioni….

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2009 at 21:14

1 spero per te che quello che hai postato sia perlomeno per te vero perche se cosi ‘ non e’ titrovo e ti rompo il culo!!!!
ti assicuro che informaticamente ho i mezzi per trovarti,terrorista del c…0

Scritto il 6 luglio 2009 at 22:29

Il vento caldo dell’estate fischia tra le vele di Icebergfinanza……..il mare ribolle……iiiiiiiiiii pendagli da forca cerchiamo di mantenere la calma, prima attraverso il rispetto e poi non lasciando qua e la informazioni che non siano dettagliatamente suffragate da un minimo di riscontro.

La consapevolezza, richiede verità e rispetto delle idee altrui.

L’aria si sta facendo sempre più elettrica e non parlo di borse o azioni, parlo di una strana sensazione che allo stesso tempo non centra nulla con patrimoniali o altre possibili rotte.

L’unico mio grande rammarico è che nei post alternativi molti non hanno il coraggio di condividere le loro speranze, troppi navigatori silenti alle volte…….spesso ci si sente soli nei mondi alternativi, mentre molti amano lasciare qua e la tracce di scetticismo…….

….ma questa crisi scriverà una pagine epocale di storia in quanto la Verità è figlia del tempo e molte certezze ed abitudini verrano spazzate via da uragani immaginabili, ripulendo le putride paludi di questo sistema.

Andrea

Scritto il 6 luglio 2009 at 22:46

Andrea,
ancora ti piace intingere il pennello nella tavolozza dei colori neogotici?

Non pensi che sia giunta l’ora di cominciare a dipingere scenari post apocalittici con i colori der verismo o del neorealismo?

Io non mi tiro indietro da nessuna discussione ma il tema che ho lanciato mesi fa e che hai accettato di prendere in mano è ancora li sul tavolo…

buonanotte
Il cuculo

Scritto il 6 luglio 2009 at 22:58

#19

il miglior modo di punire un mitomane è naturalmente ignorarlo…

Il Cuculo

Scritto il 6 luglio 2009 at 22:59

Cuculo….vedi i miei pennelli tendono alla realizzazione di una quadro dove probabilmente non coincidono affatto con prospettive di un mondo che non sia solo una sorte di acquerello o pastello delicato, ma più un possibile e radioso dipinto ad olio che lasci un segno indelebile nelle coscienze più che nella ricerca pratica di meccanismi tecnici o macroeconomici che talvolta lasciano il tempo che trovano anche se alcuni idee da questo versante le ho ben chiare…….probabilmente non è ancora giunto il momento di dipingere nuovi scenari, non perchè non lo voglia io, ma perchè sono in molti dei vecchi pittori che non vogliono affatto cambiare il dipinto dello ” Status Quo “.

Probabilmente io e te abbiamo tempi e prospettive diverse nella mente e nel cuore, ciò non toglie che con il tempo non ci si possa incontrare sempre più.

Che la notte dipinga la sua magia nella Tua vita e nella Vostre vite!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 00:19

queste info le ho prese da eurasia studi geopolitici. alcune parti, perchè è lunghetto. tutto il link è qui. http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkuyVkuVFuSoTaAHUX.shtml ———————————–qui invece alcuni stralci. La crisi economica del sistema occidentale. Un approccio geopolitico
:::: 2 Luglio 2009 :::: 4:48 T.U. :::: Analisi :::: Tiberio Graziani

di Tiberio Graziani *

Relativamente all’attuale crisi sono state approntate diverse analisi, quasi tutte da un punto di vista economico . In questo contesto molti studi sono stati prodotti con il fine di analizzare l’impatto della crisi sull’economia globale e sul sistema industriale mondiale. I risultati di questi studi contribuiscono a trovare soluzioni per il superamento della crisi, senza perdita di potere da parte del sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti. Poiché adesso sembra che un nuovo sistema multipolare stia emergendo, dopo il momento unipolare a guida statunitense, è necessario pensare alle relazioni fra le diverse posizioni geopolitiche degli attori mondiali e la crisi. Prendere in considerazione le diverse strategie geopolitiche dei principali attori globali (USA, UE, Russia, Cina, India) le loro differenti identità culturali e le loro ambizioni, può aiutarci a definire migliori approcci per ricostruire (o costruire) una stabilità sociale e per trovare nuove forme di cooperazione internazionale durante la crisi.——————————–poi: EUROPA

In merito alla costruzione della sicurezza e della stabilità sociale in Europa, crediamo che i governi europei debbano, prima di tutto, riconsiderare la loro struttura geopolitica, che significa acquisire piena sovranità in tutti i campi: politico, economico, militare e culturale. In generale, gli Europei dovrebbero capire che i propri interessi sono ‘interessi Eurasiatici’, non interessi statunitensi o ‘occidentali’. Per gli europei (non per le oligarchie che attualmente governano il continente) non c’è libertà economica senza sovranità continentale.
Considerando gli elementi pratici, indichiamo solo due aspetti principali su cui i governi europei dovrebbero porre la loro attenzione:
a) ristrutturazione del sistema bancario e
b) costruzione di una nuova economia mista.

Il sistema bancario, è oggi, come tutti noi sappiamo, un’istituzione “privata”, orientata all’ottenere profitto. Esso non prende in considerazione lo scenario sociale quando agisce e le conseguenze che potrebbe provocare.Il sistema bancario è ‘non responsabile’: ciò non può più essere tollerato. Per ricostruire la stabilità sociale ed economica, infatti, il sistema bancario dovrebbe divenire una istituzione ‘sociale’, con l’obiettivo di provvedere un servizio all’intera società.
La creazione di una ‘nuova economia mista integrata’ Europea è qualcosa di veramente importante e profondamente connessa con la ristrutturazione del sistema bancario Europeo.
E’ possibile cominciando col finanziamento pubblico di infrastrutture strategiche su scala continentale nei settori dell’energia e della comunicazione, in un contesto di cooperazione con la Russia, l’Africa del Nord e le nazioni del vicino Oriente.

Altri importanti punti da considerare con riguardo sono:
-Lo sviluppo integrato dell’industria militare europea;
-Lo sviluppo integrato della ricerca europea in materia di alte tecnologie;
-L’implementazione di strumenti utili per la crescita della giustizia sociale e la solidarietà a livello continentale, con il rispetto delle tradizioni locali;
– La creazione di un’organizzazione collettiva per la sicurezza a livello continentale (Europa –Russia) e a livello Mediterraneo (Europa –Nord Africa);
– Il rafforzamento delle relazioni culturali all’interno del Vecchio Continente (Europa-Asia –Africa)sulle basi della ‘Unità spirituale eurasiatica’.

CONCLUSIONI

La prospettiva geopolitica, per la quale la cosiddetta crisi globale è principalmente una crisi interna del sistema occidentale, ci conduce a considerare come innaturale l’assetto dell’Europa all’interno dell’area geopolitica statunitense. Quindi, la soluzione della crisi deve essere rintracciata fuori dalle pratiche ‘liberaliste’ imposte dagli Stati Uniti in quanto vincitori della Seconda Guerra Mondiale e ‘adottate’ dagli Europei negli ultimi 60 anni, in contraddizione con le loro attitudini basate sul solidarismo.
Il riposizionamento dell’Europa all’interno del contesto Eurasiatico è da considerare come il prerequisito per costruire la sicurezza sociale e la stabilità economica seguendo il seguente principio: non c’è sviluppo sociale ed economico senza sovranità.
Le principali strutture europee che devono essere riconsiderate e ricreate sono il sistema bancario e il sistema economico. Il passaggio del sistema bancario da privato a pubblico è fortemente richiesto. Il riorientamento del sistema economico liberale verso un sistema economico europeo misto è qui proposto.

* relazione presentata a
The International Conference
“Prague Dialogue on Europe in the 21st Century”
Prague, Czech Republic, May 13 – 15, 2009

(traduzione dall’originale in inglese a cura di Massimo Janigro)

mi sembra che pure questi esperti economici insistano sulla questione sovranità monetaria. allora non è che sia venuto il momento di attuarla? di riprenderci in mano, e parlo di noi ITALIA, il potere dei poteri che ci viede dato dalla costituzione italiana con l’art 1? sovranità del popolo, e quindi anche sovranità monetaria. non è ora di dire la verità agli italiani, cioè che i nostri governanti senza che nessuno glie l’abbia chiesto, hanno svenduto il paese ad una lobby bancaria? fatta di alti burocrati che se ne sbattono altamente dei popoli, e pensano solo al loro magna magna? si chiamano trichet e i suoi amichetti, del board della BCE. bye DORF

:: avanzata ::

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 00:47

Disoccupazione e crisi sociale preoccupano l’eurogruppo

Ecco alcuni stralci che mi hanno fatto riflettere:

Da: Il Sole 24 ore

Sempre Juncker si è detto preoccupato per il possibile prolungarsi dell’impatto sociale della crisi. «Se il tasso di disoccupazione continuerà ad aumentare nel tempo la situazione potrebbe divenire drammatica – ha detto Juncker – col rischio di una vera e propria crisi sociale».

Si parla di possibili tensioni sociali, ma riguardo alle paure inflazionistiche…ecco quanto dichiarato:

Per quanto riguarda l’inflazione, nonostante il dato negativo del mese di giugno, non c’è nessun rischio di deflazione, ha garantito Juncker: «La nostra analisi, condivisa dalla Bce, è che nonostante il calo del livello generale dei prezzi, sarebbe assolutamente falso pensare che siamo al limite della deflazione», ha spiegato, aggiungendo: «Da una parte si spiega per la recessione,
dall’altra per gli effetti di base che conosciamo, ossia il calo del prezzo del petrolio e delle derrate alimentari. Il livello molto basso dei prezzi del petrolio è un fenomeno passeggero, i prezzi non resteranno a lungo così». «Non c’è nessun rischio di deflazione, per ora il calo dei prezzi è bene per le famiglie, non bisogna lamentarsi», ha aggiunto. La stessa rassicurazione è stata confermata dal commissario per gli Affari economici Joaquin Almunia, che ha detto che «non ci sono rischi, se non minimi, di deflazione».

Quindi se la crisi sociale conseguente alla disoccupazione si potrebbe profilare anche in assenza di una spirale deflattiva, quali sarebbero le eventuali ripercussioni qualora la deflazione la facesse da padrone, almeno per i prossimi due o tre anni? Lascio a voi esperti questo trastullo così sconveniente.

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 00:53

Ci vuole la moneta OpenSource, di condivisione,
non centralizzata e indirizzata.

Il signoraggio è uno dei tanti mali del sistema… ma non il male!

Serve la moneta vera. (non Scec per carità :-), moneta inventata dai fanulloni napoletani per i fanulloni di tutta italia)

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 01:48

Marco,

chiudo con questo commento i miei pensieri sul Suo post.

Anzitutto, una precisazione sui conti correnti postali, che nel precedente commento non avevo trattato.

E’ un servizio analogo a quello di una banca, sebbene Poste Italiane non sia una banca.

Per le garanzie sui c/c richiamo quanto riportato nel link seguente:

http://www.poste.it/bancoposta/contobancoposta/informazioni_bancoposta.shtml

La mia opinione su Poste Italiane è di fiducia, se ignoro Fondi e Obbligazioni strutturate collocati.

Arriviamo al Rischio Paese Italia.

Solo pensieri sparsi.

1) L’euro ha ridotto il rischio di speculazioni esterne sulla divisa del Paese.

2) L’evento default Italia in senso ampio DEVO/DOBBIAMO escluderlo.

Lo Stato ha frecce potenti per non andare in default, cioè per rispettare scadenze: tasse e imposte straordinarie.

3) Queste sono molto probabili, ma non possiamo sapere dove potranno essere dirette: case, terreni, depositi, rendite finanziarie, …?

4) Metto, quindi, in conto di esserne colpito e di dover contribuire.
A ben guardare freccette ci raggiungono già regolarmente.

5) Ho il Rischio Italia sempre presente, ma lo tengo a bada per evitare di farmi paralizzare.

6) Non trascuro titoli del Tesoro italiano e, se conveniente, diversifico, sempre in ambito euro.
Vedasi anche mia opinione precedente su rischio obbligazioni di società con attività nel reale o, preciso meglio, di elevato interesse per le collettività.

7) Mantengo elevata l’attenzione sulla questione inflazione/deflazione
(Grazie, Capitano).
Al momento e per un pò: bassa inflazione.

Auguro una buona notte.

Mimmo

PS – Non ho compreso la parte:
‘… midice che l’intero loro utile del’anno passato e’ gia stato speso per aiuti bancari e non di varia natura …’

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 02:03

Su post rif.1 ,anche io sono spaventato e la replica del 19 anche se bovara in parte e’ corretta.Come tanti io da domani divento disoccupato in quanto la ditta a cui facevo dei lavori ha chiuso e anche se la speranza di fare altri lavori ti da’ un po’ di forza sinceramente il post 1 non me la data in quanto mi fa’ capire che anche quello che ho risparmiato in una vita di lavoro, di sacrifici e per di piu’ da persona ammalata fra pochi giorni viene consegnato nelle mani dei draghi della finanza, in quell’attimo per poco non mi sono saltati i nervi perche’ il solo pensare di essere derubato e alla mia eta’ non avere la prospettiva di andare avanti con l’aiuto di quello che ho risparmiato sinceramente avrebbe fatto incavolare tutti.Gentile mimmo ,un investimento sicuro ci sarebbe,adeguarsi tornanto alla terra come una volta con tanta semplicita’ ma tanta serenita’.
gentili Andrea e cuculo
Questo sito e’ visitato in buona parte da tante persone semplici in quanto sfiduciati si affidano tenendo in considerazione quello che leggono in quanto si pensa siano scritte e dettate da una morale etica e cioe’ corretta.Bisogna fare molta attenzione a generalizzare se non si e’ sicuri e riuscire a mettere sulla bilancia come contrappeso alle vicende e situazioni negative anche le prospettive positive in modo da bilanciare e riacquistare un sistema piu’ equilibrato dandoci la possibilita’ di replicare non solo sul male ma anche sul bene .Un saluto a tutti con simpatia Angelo.

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 02:18

Caro Mimmo, a proposito i miei risparmi sono gestiti in obligazioni unipoll asssicurazioni scadenti a agosto 2o11 e titoli di stato btp scadenti 2o13,posso in parte dormire tranquillo?Ciao e buonanotte.Angelo

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 08:36

#18
>perchè passare per la frontiera con l’Italia

Sapessi quanti valichi incustoditi ci sono tra l’Italia e la Svizzera! Su strade percorribili in auto. Anche con la Francia.
Certo se uno passa da Lugano!

Stella

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 08:50

SOLO a me sembra sconveniente utilizzare questo blog in RIPETUTI spiccioli, banali e logorroici consigli di microconsulenza finanziaria (Mimmo, ecc.) ?

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 09:21

RISCHI
Esistono purtroppo 3 possibili rischi
1- tempesta valutaria di agosto (usd, bond ecc.)
2-default paesi est
3-aggravamento crisi finanziaria (titoli tossici, insolvenze sui mutui e carte di credito, aumento debiti statali per protrarsi disoccupazione ecc.)
Pertanto credo che Andrea abbia ragione a sostenere di stare sulla riva del fiume e ad usare i colori dark per il suo quadro.

Scritto il 7 luglio 2009 at 10:42

Cari compagni di viaggio,

manca il lavoro anche per noi, siamo totalmente fermi, e non abbiamo pozzi di San Patrizio a cui attingere.

Ci stiamo attivando per la costituzione di un gruppo (artigiani,agricoltori,commercianti,medici,biologi,panificatori) con la finalità di proporre una soluzione alternativa allo stato di difficoltà sociali che ci sono e maggiormente ci saranno.

Non è così facile mettere insieme le idee di molte persone,alla base per partire abbiamo messo la disponibilità di tutti a costo zero, ognuno lavora al progetto,quando le idee saranno più chiare verranno messe su carta, per passare quanto primo al concreto.

Stiamo puntando sull’agricoltura principalmente, con produzione mirata,collocazione in esercizi commerciali che verranno riforniti di produzione locale e non solo,con un sistema di cure alternative, non solo ingurgitando antibiotici e quant’altro ci propina la medicina ufficiale.

Insomma un ritorno,se non proprio alle origini,a qualcosa di più sano e concreto.

Crediamo che questa nostra iniziativa sia da divulgare a quante più comunità possibile,affinchè ogni campanile,possa avere la propria oasi di concretezza sul territorio.

Abbiamo letto Andrea e continuiamo a leggerlo ma siamo dell’idea che dopo tante “lezioni” occorra provare a passare all’azione senza solo guaradare a cosa fanno i potenti a nostro danno.

Andrea conosce meglio e prossimamente anche i particolari del progetto,se ad alcuni di voi interessa la cosa potete mettervi in contatto direttamente.

Siamo dell’opinione che il vecchio proverbio “aiutati che il Ciel ti aiuta” calza veramente alla situazione che stiamo vivendo.

Il presente giusto per dirvi che ci sono,che ci siamo, anche se meno presenti nei commenti.

Trovarsi,mettersi in gruppo e decidere,vi garantisco che è un’esperienza straordinaria.

E’ ora di uscire dal proprio guscio e dare il meglio che ognuno ha dentro seppur sotterrato da un mucchio di polvere.

Buona giornata a tutti,

Un abbraccio ad Andrea a cui va il mio personale ringraziamento

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 10:53

Sono un imprenditore di cooperative e più volte al giorno vengo a documentarmi in questo sito perchè lo ritengo fondamentale per la formazione dei soci e per trovare indicazioni operative per il futuro.
Avendo a disposizione dei capitali frutto delle nostre riserve e anche del PRESTITO SOCI (il nostro motto da sempre-oltre 15 anni- è INVESTI NEL TUO LAVORO e non prendere ne dare mai soldi dalle banche ), abbiamo deciso di investire in energie alternative:
1) un grande impianto fotovoltaico 100 kw/costo 650.000 €. già realizzato e funzionante;
2) Costruire a breve un impianto a BIO MASSA con olio di palma per la produzione e vendita di energia elettrica e utilizzazione del calore (dallo scarto) per il riscaldamento delle nostre strutture costo 800.000 €. circa.
Ma quì è sorto il PROBLEMA che ci blocca:

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 11:00

… Ma quì è sorto il PROBLEMA che ci blocca: E’ ETICO utilizzare olio di palma dal Madagascar?
-un gruppo dice : ” sottraiamo coltivazioni per il cibo degli africani”;
– un altro gruppo dice : “favoriamo lo sviluppo dell’Africa creando lavoro!” .
Ci aiutate a risolvere il problema ?
Ci rivolgiamo in particolare ad Andrea perchè sappiamo che proviene dal mondo della cooperazione e perchè lo ammiriamo per la sua grande competenza coniugata con i VALORI UMANI.
Grazie
Ulisse

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 11:41

notizie dall’italia. uhmm come mai nessun giornale italiano scrive e riporta queste notizie? il padrone non vuole?? martedì 7 luglio 2009
G8 tra le macerie e tante notizie

I giornali allineati stanno iniziando a raccontarci accuratamente il menù dell’incontro del G8 all’Aquila.

Molto interessante, molto utile soprattutto.

Poche parole sono invece state spese sul fatto che a fine giugno l’Italia è stata esclusa dall’accordo di Schengen sulla libera circolazione dei beni, capitali e persone all’interno dell’Unione. L’accordo, per l’Italia, resterà sospeso fino al 15 luglio, dunque ben oltre la fine del G8.

La scusa è la solita, ben collaudata ed universalmente accettata : “ragioni di sicurezza”(meglio non fare domande, vero?). Staremo a vedere.

Intanto è singolare ed interessante, ma anche questo non lo fa notare la stampa, che gli Otto Grandi Della Terra, i leader di un mondo economico in macerie, si incontreranno proprio tra le macerie.

Passiamo ora a qualche altra notizia sparsa passata inosservata o quasi, da una prospettiva globale ad una locale.

FMI, il peggio deve ancora arrivare

Il 15 giugno Strauss Kahn dichiarava che il peggio deve ancora arrivare.

Proprio lui, che 15 giorni prima prevedeva la ripresa nella primavera del 2010..

Comunque, la pulizia dei bilanci delle banche dagli asset tossici non e’ stata completata, ha detto il Sommo Pontefice del Fmi. Ha poi aggiunto che “questo fatto condizionera’ la rapidita’ di uscita dalla crisi economica”.

E ancora

Molte cose devono ancora essere fatte, principalmente la pulizia dei bilanci delle banche, molto e’ stato fatto, ma altre cose devono essere completate

Mhm, suona sinistro. Cosa bolle nel pentolone nero di Strauss-Kahn?

FMI, emissione di bond denominati in SDR

Ehi guarda, un pentolone che bolle.

L’istituzione globale è pronta ad emettere titoli di debito globali in una valuta globale.

Formalmente si tratta di 500 miliardi di dollari emessi in SDR (Special Drawing Rights, diritti speciali di prelievo, il paniere di valute del FMI). Da Swissinfo.

L’umanità globale ringrazia e si accolla i debiti globali oltre a quelli nazionali.

Sicuramente serviranno per aiutare i poveri.

Già.

ONU, 90 milioni di persone in povertà

Ehi, guarda, una capretta magra.

90 milioni di persone sono in condizioni di povertà estrema a causa della crisi economica, questo è il dato che emerge dal rapporto annuale dell’ONU presentato a Ginevra. Da Reuters.

Ban Ki Moon, Segretario Generale:

Le persone che stanno soffrendo la fame e che stanno vivendo in condizioni di estrema povertà sono molte di più di quante sarebbero state se il progresso fosse continuato ininterrottamente

Rincara la dose il rapporto dell’Unaids / Banca Mondiale:

C’è un consistente pericolo che i programmi di prevenzione per le popolazioni ad alto rischio subiscano dei tagli. Questo aumenterebbe il numero delle infezioni e quello delle persone che avranno bisogno del trattamento in futuro, portando inevitabilmente ad un futuro aumento dei costi

Niente da fare insomma.

Uhm..

Unione Europea, crisi più lunga

Il presidente della Commissione Barroso, scoprendo l’acqua calda, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

L’impatto sociale della crisi durerà più a lungo e per questo servono misure volte a contrastare la disoccupazione che sta aumentando

[…]

Abbiamo bisogno di una strategia d’uscita che garantisca nuovamente un’affidabilità finanziaria

La priorità resta per le misure per fermare l’onda anomala della disoccupazione.

Buonasera.

Più strettamente sull’economia, ora..

Irlanda, Moody’s declassa rating

Ci informa il Financial Times che anche Moody’s, dopo Fitch e Standard&Poor, ha abbassato il rating del debito Irlandese da AAA a AA ritenendolo dunque meno sicuro di prima.

La prospettiva sfavorevole riflette il deterioramento della situazione fiscale irlandese, con un aumento della quota fiscale destinata a coprire i pagamenti degli interessi passivi sui titoli del debito pubblico, che ha raggiunto i 53 miliardi di Euro.

Thailandia in deflazione tecnica

Lo scenario deflattivo sta prendendo piede nel mondo. Nel il paese del sudest asiatico l’inflazione CPI è caduta a -4,4% rispetto all’anno precedente, mentre a Maggio si fermava a -3,3%.

Anche l’indice dei prezzi alla produzione è caduto al -7,2% rispetto al Maggio precedente

E per finire

Italia, la crisi immobiliare deve ancora cominciare

Durante la Fiera del Real Estate tenutasi a Milano , i principali protagonisti del settore immobiliare si sono dati appuntamento e hanno chiacchierato un po’ dello scenario.

Leggiamo qualche interessante dichiarazione:

Manfredi Catella, AD di Hines Italia

“il mercato italiano la crisi non l’ha ancora vista”

[…]

“Mi attendo un ribasso dei prezzi molto significativo, diciamo superiore al 25%”.

Il ribasso sarebbe dovuto all’arrivo sul mercato di nuovi prodotti, ora in via di realizzazione, e di immobili che saranno forzatamente messi in vendita da realtà in difficoltà.

Luca Lucaroni, CFO di Beni Stabili, che vince per oggi il premio Informazione Scorretta per “le pompose dichiarazioni”:

La crisi, accompagnata da un forte calo dei prezzi, deve ancora cominciare

[…]

Forse quando i prezzi scenderanno davvero si tornerà ad acquistare, per ora opportunità non se ne vedono

[…]

I più parlano di una ripresa a fine 2010: se fosse così, la crisi non sarebbe neanche così lunga

Giovanni Paviera, AD e direttore generale di Generali Property Investment Sgr (Prosperity, che nome ispirato..)

Dobbiamo ancora vedere l’effetto della crisi economica su prezzi e affitti di uffici, negozi e forse anche delle abitazioni.

Credo che ci siano due alternative: o la crisi sarà lunga e caratterizzata dall’assenza di transazioni ma con prezzi sostanzialmente stabili, oppure avremo una crisi più breve ma con un deciso calo dei valori

Mario Breglia, presidente di Scanari Immobiliari.

La mia sensazione è che finora l’abbiamo un po’ scampata. Il driver principale del settore immobiliare sarà l’economia e in particolare il mercato del lavoro

una ripresa generale sarebbe secondo Breglia “leggermente più probabile” di una crisi prolungata con scenario ad L.

E ancora:

Nulla sarà più come prima, almeno per un po’, con la scomparsa di un certo tipo di mercato molto finanziarizzato, speculativo e indifferente alla qualità del prodotto

Già.

A proposito di “Nulla sarà più come prima”, una frase che già sentiamo ricorrere un po’ troppo spesso, stay tuned e non perdete i prossimi post.

Saluti felici

Felice Capretta bye Dorf

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 12:49

La prova dei fatti !

Qualche tempo fa, nel bel mezzo della bufera finanziaria i “GRANDI”si riunirono a Londra per effettuare una piattaforma comune per fronteggiare la crisi (http://www.londonsummit.gov.uk/resources/en/PDF/final-communique)
Le conclusioni erano che serviva:

1- restore confidence, growth, and jobs;

2-repair the financial system to restore lending;

3-strengthen financial regulation to rebuild trust;

4-fund and reform our international financial institutions to overcome this crisis and prevent future ones;

5-promote global trade and investment and reject protectionism, to underpin prosperity;

6- and build an inclusive, green, and sustainable recovery.

Vorrei proprio vedere se durante questo G8 saranno discussi tali punti e qualche decisione presa in merito…o passeranno come acqua fresca sotto i ponti !

Un invito a seguire se qualcuno parlera’di tali punti (inparticolare del punto 3) o se i soliti sgiornalisti ci informeranno delle visite al Colosseo, dei menu’ degli invitati o dello shopping delle first lady senza toccare la sostanze degli incontri, altrimenti smettiamo di farli e risparmiamo soldi !

Son proprio curioso….saluti a tutti.

Massimo

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 12:56

Ecco il testo contenente i 12 principi e global standard: 1) un’economia forte, equa e pulita deve basarsi sui valori della propriata’, integrita’ e trasparenza. Questi valori devono essere promossi dalle politiche pubbliche e ispirati dal mondo degli affari. L’effettivo monitoraggio dell’applicazione di tali principi e standard dovrebbe essere intrapreso su basi regolari. 2) I governi, le compagnie e le aentita’ del mondo degli affari riconoscono che questi principi sono la la pietra miliare di un’economia di mercato che serva i bisogni e le aspirazioni dei cittadini di ogni paese e di cui occorre meritarsi il rispetto e la fiducia. 3) Qualsiasi ‘corsa al ribasso’ negli standard di lavoro, sociale ed ambientale e nell’arbitraggio sulla giurisdizione dovrebbe essere prevenuto attraverso la cooperazione internazionale e la convergenza delle strutture legali interne. 4) L’evasione e l’elusione fiscale sono un’offesa alla societa’ nella sua interezza e tutte le entrita’ aziendali ed economiche in tutte le loro forme legali dovrebbero adempiere pienamente ai loro doveri fiscali. 5) I rapporti tra i governi e le imprese, incluse le attivita’ di lobby, dovrebbero essere condotte in accordo con principi equilibrati, trasparenti ed equi. 6) Gli affari e la governance delle aziende e delle entita’ economiche siano esse quotate, non quotate, private o pubbliche, dovrebbero assicurare la capacita’ di controllo della contabilita’ e l’equita’ nelle relazioni tra management, consigli di amministrazione, azionisti ed altri stakeholder. Le strutture e gli strumenti finanziari non dovrebbero essere usati in maniera distorta allo scopo di nascondere il vero beneficiario , proprietario, o veicolo finanziario, nelle loro varie forme, non dovrebbero essere usati per attivita’ illecite, incluso il riciclaggio del denaro, la corruzione, o la sottrazione di attivita’ ai creditori, le pratiche fiscali illecite, la diversione delle attivita’, la frode di mercato, l’aggiramento dei requisiti informativi. 7) dev’essere assicurata la diffusione di accurate e tempestive informazioni sulle attivita’, la struttura, la proprieta’, la situazione finanziaria e l’andamento delle imprese. 8) Gli schemi di retribuzione e i compensi dovrebbero essere sostenibili e consistenti rispetto agli obiettivi di lungo periodo, la forma legale delle entita’ economiche e una prudente gestione dei rischi. 9) La corruzione, incluse le tangenti nelle transazioni internazionali, dovrebbe essere trattata come un reato penale ed efficacemente perseguita e punita. 10) Il riciclaggio di denaro deve erre penalmente perseguito. 11) Ogni tipo di protezionismo dev’essere vietato. 12) Il segreto bancario non dovrebbe costituire un’ostacolo all’applicazione dei principi etici qui prospettati, incluso il rispetto delle norme fiscali mondiali.

12 regole….piu trasparenza ….vengono dirlo a noi?
mantenimento del valore dei salari (aria di deflazione)…lo vorremmo tutti.
lotta a riciclaggio ed evasione…. ma nn lo facevano prima ?

ma di cosa discutono sti qua ,… dell’acqua calda ?

maat

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 13:28

Il mio consiglio è lasciar stare l’olio di palma, perchè genera un meccanismo perverso di distruzione ambientale nei paesi fornitori (foreste tagliate per far spazio a piantagioni di palma). I ritorni economici vengono reinvestiti per ulteriore distruzione ambientale (monocoltura di olio di palma) invece che per costruire delle economie sane.
Fatevi ache i conti dell’effettiva resa energetica e dell’inquinamento causato dal trasporto e combustione di suddetto olio fino a qui.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 15:46

“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos” scrive il quotidiano britannico aggiungendo che la Spagna potrebbe sostituire il nostro Paese fra i grandi della Terra.

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 15:47

Perché non provare a generare energia dal movimento del decolleté di signore e signorine nell’atto di correre? Se lo è chiesto lo scrittore Usa So che ha quindi creato un reggiseno futuristico con tanto di filo elettrico e dinamo. L’elettricità scaturita in 24 ore può ricaricare un i-Pod

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 16:19

Grazie dell’ opinione signor Mimmo,per quanto riguarda la frase del mio amico a cui ripeto non ho motivi per cui non credere e’ esttamente come l’ho scritta, in effetti un po’ buttata li ma non abbiamo avuto tempo di approfondire.saluti
Marco

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 17:11

In questi ultimi tempi ho letto notizie talmente strane che hanno fatto alzare il mio personale livello di allerta: l’ultima è il furto di codici segreti di GS da parte di un ex impiegato (??!!!)
Una notizia che in sè sembra una farsa ma potrebbe diventare molto pericola.
Non sono un catastrofista nè sono a conoscenza di alcunchè ma il clima non promette niente di buono.

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 17:15

US and THEM
Quando a noi dicono che il petrolio andrà a 200, loro vendono a 150.
Quando a noi vengono a dire (e badate nessuno glielo ha chiesto) che il rimbalzo arriverà a 1200 SP, loro vendono prima di 1000.
Quando a noi vengono a dire…non credeteci.
Short

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 17:58

da TREND ON LINE
Sfruttare l’estate per alleggerire i portafogli. Sarà un autunno caldo per le Borse
Il periodo peggiore sarà tra ottobre 2009 e marzo 2010 e in Borsa potremmo assistere alla violazione al ribasso dei minimi visti nel primo trimestre. L’intervista a S.Masullo

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 20:48

Caro Andrea, ti leggo volentieri: ma… non conosco l’inglese e le continue citazioni che riporti o che spesso fai mi risultano incomprensibili. E’ così difficile riportarle in italiano – quindi alla portata di tutti – lasciando solo un link alla pagina dove lo hai reperito?
Grazie e continua così (ma in italiano per la comprensione di tutti). Ottorino Giovanni

Scritto il 7 luglio 2009 at 21:14

Ciao Ulisse!

Io credo che in fondo sia sempre un problema di sostenibilità e se vogliamo di “prossimità” ovvero di progetti che vanno seguiti in tutte le loro fasi sia tecniche che umane.

Trovo sicuramente demenziale che l’acqua venga trasportata per le autostrade italiane su e giù per il nostro paese quando tutto ciò non sarebbe necessario se non in alcune zone critiche.

La differenza credo sia nella “prossimità” di un progetto, ovvero nella possibilità di essere consapevoli che qualunque “remunerazione” di un lavoro debba tener conto del principio della domanda e dell’offerta su basi eque e se vogliamo solidali ( visto che parliamo di spirito cooperativo ) accompagnato da una sostenibilità che non distrugga la dignità ambientale e umana di un paese.

Certo che questa tensione costa fatica, come costa fatica qualsiasi rapporto umano e in particolare la prossimità di progetti che non possono rinnegare la solidarietà, una solidarietà che a sua volta non può diventare schiava di un protezionismo o di un rifiuto della globalizzazione intesa come puro egoismo di classe o personale.

Sorridono quando qualcuno racconta che questa epoca globalizzata ha fatto uscire milioni di esseri umani dalla miseria, sorrido perchè esiste una globalizzazione sostenibile ed equa che rispetta la dignità dell’uomo e una globalizzazione selvaggia che in questi anni ha saccheggiato intere nazioni per mano e per conto di multinazionali che noi abbiamo assecondato con la nostra indifferenza.

Credo che la “prossimità” sia realmente quel confine sottile che separa, un investimento etico da uno qualsiasi.

Spero di esservi stato nel mio piccolo di aiuto.

Ciao Andrea

Scritto il 7 luglio 2009 at 21:26

Cari compagni di viaggio,

manca il lavoro anche per noi, siamo totalmente fermi, e non abbiamo pozzi di San Patrizio a cui attingere.

Ci stiamo attivando per la costituzione di un gruppo (artigiani,agricoltori,commercianti,medici,biologi,panificatori) con la finalità di proporre una soluzione alternativa allo stato di difficoltà sociali che ci sono e maggiormente ci saranno.

Non è così facile mettere insieme le idee di molte persone,alla base per partire abbiamo messo la disponibilità di tutti a costo zero, ognuno lavora al progetto,quando le idee saranno più chiare verranno messe su carta, per passare quanto primo al concreto.

Stiamo puntando sull’agricoltura principalmente, con produzione mirata,collocazione in esercizi commerciali che verranno riforniti di produzione locale e non solo,con un sistema di cure alternative, non solo ingurgitando antibiotici e quant’altro ci propina la medicina ufficiale…….

Certo cara nostra nonnina, dobbiamo ritornare alle nostre radici, alle radici di progetti intrisi di prossimità, della fatica di stare insieme, di condivisione, di aiuto, di speranza, di umiltà, di solidarietà e tantissimi altri ingredienti che come più volte detto stanno alla base del movimento cooperativo originale puro, quello che sollevò intere popolazioni dalla miseria dando dignità all’uomo, un sistema cooperativo che spesso oggi è stato annacquato dal dogma della massimizzazione del profitto e dalla demenziale ideologia del breve termine.

Ne perleremo, eccome se ne parleremo, maledizione vorrei avere giornate da 48 ore per discutere, confrontarmi, parlarne ed invece è sempre una corsa contro il tempo, rubando gli istanti alla notte.

A presto, un abbraccio a questa alba di speranza, di uomi e donne che si mettono in gioco, sperimentando la prossimità….

Andrea

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2009 at 22:26

Marco, di niente.

Oppure, contraccambi lasciando cadere il signore.

Stia bene. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 00:25

Angelo,

sono molto addolorato per il Suo lavoro, così come lo sono per le altre situazioni di difficoltà che altri marinai manifestano.

Per i BTP starei tranquillo: lo dice anche il mercato tramite i prezzi.

Per le obbligazioni Unipol davvero non so dire. Occorrerebbe qualche identificativo in più.

Un abbraccio. Mimmo

PS

Gradirei tanto se ritornasse sulle adozioni, se avevo capito bene, di cui ha parlato nel Suo primo commento.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 06:58

ROMA, 7 LUG – Delude la maxi asta di Treasury, i titoli di Stato americani, per 35 miliardi di dollari. Le sottoscrizioni sono state inferiori al previsto e i Treasury hanno azzerato il rialzo messo a segno nel corso della giornata. Agli investitori sono stati offerti Treasury a tre anni per 35 miliardi di dollari, con un rendimento dell’1,519% contro la previsione media dell’1,494%.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 07:22

ecco qua ! hanno creato un altra bomba da far esplodere a tempo dovuto …come BinLaden :

GOLDMAN : “Se i codici segreti rubati finiranno nelle mani sbagliate la banca potrebbe perdere milioni di dollari e gli investimenti nel sistema di trading. Una copia si trova in Germania e potrebbe essere utilizzata per manipolare i mercati.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 09:39

rubati i codici?
Notizia per giustificare il prossimo crollo, per scaricare la colpa sempre agli altri.

L’ultima volta tocco’ a Jerome kerviel… :-)))

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 09:51

Montecristo:

abbiamo rotto la neck line del testa spalle ribassista sullo sp500, e ora dovremmo scendere almeno fino a 850 dell sp500.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 10:43

ECONOMIA, FINANZA e BTP
Alcuni si lamentano che nel blog si parli troppo di finanza.
Tuttavia, paradossalmente, Greenspan ha detto che ormai è la finanza che guida l’economia e non viceversa (come dovrebbe essere).
Per quanto riguarda i BTP si sappia che non sono tripla A e neppure doppia A e quindi un certo non trascurabile rischio esiste

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 10:51

PS ITALIA BTP
Mi pare, se non sbaglio, che l’Italia abbia rating A+

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 11:34

ECCO SERVITA LA NUOVA BOLLA la GREEN-ECONOMY

Cari signori, voi che vi lamentate di arrivare al banchetto sempre in ritardo, ecco che voglio comunicarvi la nuova mattanza dei risparmiatori e speculatori in erba.
Gli hanno dato un nome accattivante Green Economy, i grossi pescecani si sono già posizionati sui mercati.
A giocare un ruolo determinante sarà una certa informazione che io definisco di tipo “escort”.
Adesso vi racconteranno che questa o quella società sta facendo ricerche avanzate sull’idrogeno, un’altra società ha brevettato il metodo per catturare la Co2 emessa dalle centrali, qualcuno parla di Biomasse (purà masturnbazione nella mente di alcuni pervertiti dell’eco) e addirittura si parla di nucleare di quarta generazione (!).
Si sta mettendo a punto già una strateggia combinata di fondi di investimento specifici, società quotate in borsa ad hoc, società che “c’azzeccano poco” con la Green Economy, ma il cui annuncio, di entrare ne settore, potrebbe gonfiare i titoli anche di un 200%.
Stanno cercando di costruire una bolla speculativa di tipo “buono”, quelle che hanno uno slancio di due tre anni e poi maturano e scoppiano, nei 18 mesi successivi.
Inutile dirvi che alla fine sarà un bagno di sangue.
Vedrete montare sui giornali una campagna di informazione che prospetta milioni di posti di lavoro che si creeranno con la nuova economia, vi magnificheranno il nuovo futuro che sarà completamente diverso da oggi, con un uomo in sintonia con l’ambiente che lo circonda.
Sia ben chiaro, io non sto demonizzando ciò che è eco-compatibile, vi sto solo dicendo che attualmente le quotazioni di alcune società che operano nel settore, già sono pazzesce e stanno continuando a salire.
Addirittura alcuni proggetti di centrali fotovoltaiche stanno subendo dei ritardi perchè le società costruttrici sono seppellite di ordini, (allo stato attuale, della tecnologia, è pura pazzia anche il solare, bisognerebbe investire ancora moltissimo nella ricerca di pannelli a maggior rendimento).
Comunque 4000-5000 miliardi di dollari è l’obbiettivo delle “Mani forti” prima che la bolla scoppi.
Conosco bene il settore dell’energia e mai mi sarei immaginato che, aldilà della solita speculazione sul petrolio, avrebbero montato un’operazione del genere.
Attenti che la cosa la stanno organizzando molto bene!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 12:04

Hunter76Lima

G8, bozza: appello per prezzi energia meno volatili

Il Gruppo degli Otto lancia un appello contro l’eccessiva volatilità dei prezzi dei prodotti energetici e dice che l’impossibilità di poter prevedere le quotazioni non consente all’industria di effettuare gli investimenti opportuni.

E’ quanto si legge in una bozza del comunitato ottenuta da Reuters.

Mio commento: tutto molto bello, è con quale strumento questi signori di limitare le “cattive” fluttuazioni del greggio???
O soltanto vogliono dire: noi stiamo facendo di tutto per sistemare le cose ma c’è quel cattivone del petrolio che ci fa i dispetti !?!

Per #35

Neppure io condivido l’impianto a olio di palma.
Per n.3 motivi:
– segue logiche di sfruttamento delle risorse in paesi poveri che vendono a basso prezzo solo perchè, appunto, proveniente da paesi poveri,
Quanto costerebbe se l’olio di palma provenisse dal sud d’Italia?
– è legato a doppio filo al petrolio (e al suo prezzo) come tutti i biocarburanti da coltivazioni alimentari o simili: primo per il discorso di dipendenza diretta delle coltivazioni intensive stesse dall’uso di derivati petroliferi (pesticidi, fertilizzanti, macchinari) e secondo dalle spese necessarie per il trasporto della materia prima da luogo di produzione a luogo di utilizzo
– non è prodotto nè locale nè sostenibile. Troppo dipendente da importazioni quindi c’è l’aleatorietà degli approvigionamenti (suppongo che per stimare l’investimento l’orizzonte temporale debba essere di almeno venti anni e proprio su questo arco di tempo si debbono prevedere possibili fluttuazioni e shortages)

Quindi se si vuole investire su fonti alternative, io piuttosto guarderei all’eolico o alla biomassa da recupero (scarti da lavorazione legno, potature, prodotti legosi di scarto/rottamazione) o un impiantino idroelettrico : in sostanza, fonti di energia autarchiche (sole,vento,acqua, legno).

Per #54 Crisalide

Questa volta condivido quello che dici, l’informazione sembra anticipare false giustificazioni su possibili terremoti futuri in modo da scaricare da subito le responsabilità (come quelli del G8 che dicono che i pressi fluttuanti del petrolio sono cattivi)
Ragazzi, molti l’hanno già detto in questo blog, non si vuole fare del terrorismo, ma molti indizi ci dicono che sta arrivando un’altra tempesta …

Ciao ciao

Hunter76Lima

Scritto il 8 luglio 2009 at 13:47

«ETICA NELL’ECONOMIA» L’ENCICLICA DEL PAPA La complessità e gravità dell’attuale situazione economica giustamente ci preoccupa». Ecco la Caritas in ventate, l’enciclica sociale del terzo millennio, che verrà presentata oggi in Vaticano: 127 pagine in sei capitoli di cui pubblichiamo ampi stralci. Nell’incipit Benedetto XVI spiega il nesso essenziale tra carità e verità e poi prosegue trattando il tema della crisi:
«Dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore». Senza dimenticare i rischi della mobilità lavorativa con il «formarsi di situazioni di degrado umano, oltre che di spreco sociale».
ALLE PAGINE 12 E 13 Calabr, Vecchi Il testo In 127 pagine Benedetto L’appuntamento Il testo sarà XVI parla di economia e di etica presentato oggi in Vaticano L’enciclica sociale:

«L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento». Nuove regole, governo della globalizzazione, l’idea che l’economia va fondata sull’uomo. Già nel titolo l’enciclica rovescia i termini classici del problema: la carità dev’essere coniugata con la verità, «non solo nella direzione, *** segnata da San Paolo, della veritas in cantate (Ef 4,15), ma anche in quella, inversa e complementare, della caritas in ventate’».

….
La crisi come occasione Bisogna reagire alla crisi con fiducia: poiché ci impone di cercare nuove regole, pu diventare un’opportunità 21 (…)La complessità e gravità dell’attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove Iforme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi dliventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente.

La finanza sostenga il vero sviluppo La finanza appiattita sul breve termine ha funzionato male. Gli operatori riscoprano il fondamento etico della loro attività a sostegno del vero sviluppo 65. Bisogna, poi, che la finanza in quanto tale, nelle necessariamente rinnovate strutture e modalità di funzionamento dopo il suo cattivo utilizzo che ha danneggiato l’economia reale, ritorni ad essere uno strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza ed allo sviluppo. Thtta l’economia e tutta la finanza, non solo alcuni loro segmenti, devono, in quanto strumenti, essere utilizzati in modo etico così da creare le condizioni adeguate per lo sviluppo dell’uomo e dei popoli. E certamente utile, e in talune circostanze indispensabile, dar vita a iniziative finanziarie nelle quali la dimensione umanitaria sia dominante. Ci , per , non deve far dimenticare che l’intero sistema finanziario deve essere finalizzato al sostegno di un vero sviluppo. Soprattutto, bisogna che l’in- tento di fare del bene non venga contrapposto a quello dell’effettiva capacità di produrre dei beni. Gli operatori della finanza devono riscoprire il fondamento propriamente etico della loro attività per non abusare di quegli strumenti sofisticati che possono servire per tradire i risparmiatori. Retta intenzione, trasparenza e ricerca dei buoni risultati sono compatibili e non devono mai essere disgiunti. (…) Anche l’esperienza della microfinanza, che affonda le proprie radici nella riflessione e nelle opere degli umanisti civili penso soprattutto alla nascita dei Monti di Pietà , va rafforzata e messa a punto, soprattutto in questi momenti dove i problemi finanziari possono diventare drammatici per molti segmenti pi vulnerabili della popolazione, che vanno tutelati dai rischi di usura o dalla disperazione (…).

http://rassegna.rapportiparlamento.it/View.aspx?ID=2009070713194078

Capitano non eri Tu che parlavi di crisi antropologica…
Valentina

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 14:13

Tutte le indicazioni alla prudenza sono corrette, specie se accompagnate da indirizzi alternativi concreti, anche restando sulle generali.

Ne’ io, nè alcuno dei Marinai ritengo che ignori che siamo in tempi straordinari, che lo saremo ancora per tempi significativi, che la situazione italiana ha le sue gravità.

In una situazione di rischi a tutti i livelli le cose vanno valutate in modo relativo, non assoluto.

Da tempo il mio pessimismo è a livelli tali, da sentire necessario concentrarmi sulla parte piena del bicchiere anzichè quella vuota.

Cordialmente. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 14:33

Montecristo:

Ansa:vola produzione industriale in Germania +3.7 massimo da 16 anni.
Come la spiegate questa?
secondo me è diventato impossibile fare previsione su questi mercati,la cosa migliore certamente è stare in riva al fiume come dice Andrea.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 14:34

aa

Scritto il 8 luglio 2009 at 16:53

Compasso,

sono assolutamente d’accordo a metà.

Come per la bolla della New economi se ne vedranno di tutti i colori e ci sarà un bagno di sangue (e non c’è dubbio che il sangue sarà del buon vecchio parco buoi) ma, come per la bolla tecnologica poi qualcosa di buono durevole strutturale e perfino profittevole rimane.
Tutte le tecnologie hanno una loro ragione d’essere se correttamente dimensionate e posizionate.

Io credo che:
– Il fotovoltaico abbia un senso a livello residenziale magari integrato dal geotermico.
– L’eolico abbia un senso a livello distretto (salvo parchi eolici off-shore tipo Danimarca) gli ambientalisti protesteranno ma a me piacerebbe vedere dal’aereo vedere sulla nostra dorsale appenninica una forsta di pale eoliche.
– Nucleare di IV generazione ma qi i tempi sono lungho non da bolla dei prossimi 3-5 anni
– Qualcosa dovrebbe muovarsi sul fronte bimassa da alghe (anchequi con tempi lunghi)

Spero tu non sia uno degli invasati del LAOC (che poi ti vendono on-line le riserve di cibo disidratato per 6 mesi).

ad maiora
Il Cuculo

Scritto il 8 luglio 2009 at 16:55

x

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 17:50

FULMINI E SAETTE

Dalle colonne di Guardian, New York Times e Financial Times fulmini e saette si abbattono sull’Italia e gli Italiani. Reazioni? 0

In un Paese con le Palle dove non si da x assodato che gli altri sono sempre piu’ bravi e piu’ belli la reazione dovrebbe essere durissima, e non da parte del governo, se non da parte di quegli Italiani seduti comodamente nelle poltrone delle redazioni delle piu’ importanti testate economiche e politiche del paese. E non x simpatia nei confronti del governo che a quanto pare fa di tutto x inimicarsi tutti, ma x spirito Nazionale.

Come si puo’ accettare che il mondo di marca anglosassone del Dio Debito vada in giro a dare lezioni a chicchessia di questi tempi? e senza che nessuno proferisca parola… si e’ vero qualcuno dovrebbe uscire dal G8, chi ha permesso che si arrivasse a tanto, chi ha un rapporto debito privato/ reddito privato al 128% e che si appresta dopo 800 blns di aiuti alle banche ad agguantare paesi come Giappone ed Italia nel triste primato del debito pubblico, con la sola differenza che il rapporto tra debito privato e reddito privato e’ al 45% in paesi come l’Italia. E quest’ultimo dato x merito degli Italiani non certo dei Governi che abbiamo avuto. Come anche quel 128% di cui sopra x demerito degli Inglesi xo’. Senza toccare l’argomento USA di cui tutti ormai sappiamo.

Ma si sa il mondo gira intorno ad interessi e l’interesse del mondo anglosassone e’ quello di drenare capitale dal secondo mercato di debito al mondo ( il nostro) verso le loro nuove enormi tristi emissioni a tassi ridicoli e denominati in monete che chissa’ che fine faranno, gettando fango su di noi tramite le loro “prestigiose” testate che noi tanto ammiriamo. Oltre al monopolio della finanza a questi signori sinora e’ spettato anche il monopolio della Verita’ a quanto pare.

La proposta alternativa all’Italia nel G8 del Guardian sulla Spagna poi, parliamone, 2.1 tln di gdp l’italia 1.4 la spagna, Industria spagnola inesistente dove tutto gravita intorno a costruzioni e turismo, un 18% di disoccupazione, ma il Santander dopo le fregature Abbey national e B&B e’ praticamente la seconda banca UK e Ferrovial con 30 blns di debito e’ proprietaria di quasi tutti gli aeroporti Inglesi cosi’ come Iberdrola anche lei straindebitata e’ proprietaria di buona fetta di generatori.

Anzicche’ guardare la pagliuzza negli occhi degli altri guardassero la trave che hanno in fronte oltre alle responsabilita’ che hanno avuto in questa crisi, nel suo svolgimento, e in quello che verra’, ci sarebbe da andarsi a nascondere dalla vergogna.

Dovremmo titolare in coro dalle nostre testate U.nder K.risis e cantargliene 4 altro che.

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 18:01

Non nascondiamoci dietro un dito e non tiriamo fuori senza motivo il patriottismo : l’attacco non è contro gli Italiani ma contro chi li governa . Del resto i nostri mezzi di informazione sono in letargo da tempo.

Scritto il 8 luglio 2009 at 18:44

Non c’è alcun dubbio che la trave che è posta nell’occhio di questi illuminati ad arte articolisti nasconda la pagliuzza piantata nel cuore della loro economia, un’economia che ha bisogno di mille bypass quotidiani sotto forma di capitali che debbono circolare nelle loro tenere arterie, cosi come la virulenza dei loro attacchi che lasciano il tempo che trovano, anche se bisogna ammettere che negli ultimi tempi stiamo facendo di tutto per attirare la loro attenzione.

Al di la di questo vorrei sottolineare la mia sincera preoccupazione per le affermazioni di Draghi……

” Raramente parlo di etica, ma senza etica e senza morale non si va da nessuna parte”. Lo ha affermato in un passaggio del suo intervento all’Assemblea dell’Abi il governatore di Bankitalia, Mario Draghi.

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 8 lug – ”Uno sviluppo di lungo periodo non e’ possibile senza l’etica”. Lo scrive il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in un intervento sui temi dell’enciclica di Benedetto XVI ”Caritas in veritate” pubblicato oggi sulle colonne dell’Osservatore Romano. ”La Chiesa – osserva Draghi – promuove lo sviluppo integrale dell’uomo; se non e’ di tutto l’uomo, di ogni uomo, lo sviluppo non e’ vero sviluppo”. Ed e’ a partire da questo punto di riferimento che ”l’enciclica ritorna sul tema antico del rapporto fra etica ed economia”, un legame di cui ”la crisi attuale conferma la necessita”’ mostrando ”la fragilita’ di un modello prono a eccessi che ne hanno determinato il fallimento”.

Fino ad oggi, prosegue infatti il governatore, si e’ vissuto in una economia ”in cui gli operatori considerano lecita ogni mossa, in cui si crede ciecamente nella capacita’ del mercato di autoregolamentarsi, in cui divengono comuni gravi malversazioni, in cui i regolatori dei mercati sono deboli o prede dei regolati, in cui i compensi degli alti dirigenti d’impresa sono ai piu’ eticamente intollerabili, non puo’ essere un modello per la crescita del mondo”.

”L’espulsione dell’etica dal campo d’indagine della scienza economica”, prosegue Draghi, ”ha generato un modello incapace di dar conto compiutamente degli atti umani in ambito economico e di spiegare l’esistenza delle istituzioni rilevanti per il mercato solo come risultato della mera interazione di agenti razionali ed egoisti”.

Viceversa, ”ogni decisione economica ha conseguenze di carattere morale” e ”secondo la dottrina sociale della Chiesa, se l’autonomia della disciplina economica implica l’indifferenza dell’etica, si spinge l’uomo ad abusare dello strumento economico”: cosi’, ”se non e’ piu’ il mezzo per il raggiungimento del fine ultimo – il bene comune – il profitto rischia di generare poverta”’.

Il governatore di Bankitalia richiama il principio di sussidiarieta’ che papa Ratzinger declina come ”strumento importante per rispondere in prospettiva alla crisi attuale”, laddove nell’enciclica propone di ”affidare il governo della globalizzazione a un’autorita’ policentrica (poliarchia)”, ”posta sopra una realta’ economica complessa che non si lascia piu’ ridurre a poche, per quanto violente, contrapposizioni d’interessi”. ”E’ necessario ricostruire la fiducia delle imprese, delle famiglie, dei cittadini, delle persone nella capacita’ di crescita stabile delle economie”, conclude Draghi, e ”a lungo andare questa fiducia non puo’ essere disgiunta da un’istanza morale”.

No signori oggi non credo più alle parole, sono seriamente preoccupato, c’è una tale inflazione di etica, che potrebbe essere questa la nuova terra promessa della speculazione, parole, parole, parole, che hanno disperatamente bisogno di fatti, fatti, e ancora fatti!

Questo è il tempo del cambiamento, se oggi l’uomo non ritroverà se stesso, i suoi valori, la sua etica allora toccheremo il fondo e difficilmente ne usciremo senza sofferenza.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 19:31

secondo me Papa-Draghi fanno appello alla bontà solo a parole,parlano di un lavoro per tutti per dare dignità all’ uomo…ma ho paura che intendano una specie di-Comunismo mondiale con popolazione facilmente controllabile. Del resto fan parte (come tutte le forze politiche ,economiche e religiose) del teatrino spiegato in parte nel film Zeitgeist ,
Scusate ma oggi ho l’ ansia…

AltaPatagonia

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 19:50

Bene allora tutti d’accordo per il gran tonfo settembre ??
G20 di Pittsburg…mi sembra un buon momento.

Benetazzo avvisa di una banca sovranazionale

http://www.affaritaliani.it/economia/g8_benetazzo_crisi080709.html

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 20:33

sei un grande sempre meglio i tuoi interventi!

Scritto il 8 luglio 2009 at 20:52

Le parole dicono le intenzioni i fatti dicono la realtà.(Ghandi)

Da sempre la Gente ha bisogno di fatti…da sempre…ora forse, più che mai…
Ciao…Buona serata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 02:24

x 51
Grazie Mimmo per la tua gentile risposta.Le obligazioni che dicevo sono emesse direttamente da unipoll assicurazioni e essendo una cooperativa a suo tempo ho ritenuto opportuno darle fiducia e anche per i btp,speriamo bene perche’ se la crisi avanza,qualcuno non pensi di approfittare cercando di rallentare o non pagare il dovuto a chi gli ha consegnato i risparmi di una vita di lavoro.Se ne vedono di tutti i colori,non mi resta altro che essere fiducioso.Poco fa’ su rai 2 a seguito del g8 il ministro del governo ha fatto sapere che la crisi sta lasciando spazio alla ripresa non solo per l,Italia ma anche per il resto del mondo,questo mi da forza per reagire al mio stato d,animo.E’ molto tardi e anche se dolorante voglio rispondere al tuo p.s.
dovrei scrivere un libro ma cerco nella mia semplicita’ di trasmettere un succo descritto con poche parole.Adozione,per mia esperienza e’ una essenza dell,amore che racchiude il vero valore della vita,significa stare vicino e crescere con il prossimo anche nel bisogno e conforto,e’ alla portata di tutti ,ognuno di noi puo’ farlo, a distanza o vicino secondo la sua intenzione o possibilita’.Le emozioni sono intense e ci fanno capire quanta debolezza nascondiamo rispetto alla gioia che si riceve.Nessuno nasce povero, sono i principi sbagliati che hanno condizionato ad esserlo.Anche se mai abbastanza ,oggi stiamo recuperando alla grande,in ogni citta’ ci sono molte organizzazioni umanitarie che aiutano e condividono la vita meno fortunata di altre persone, basta aprire gli occhi e lasciarci scegliere per quello che possiamo fare.Adottare un bimbo e’ come avere un figlio ,prima di farlo e’ corretto programmare in quanto si assume una responsabilita’ che seppur modesta devi accettare per lunghi periodi affinche’ l’adottato abbia l’opportunita’ di crescere fino a riuscire a intraprendere il suo cammino di vita.Per chi come me e’ sensibile e si lascia coinvolgere e’ consigliabile iniziare con delle organizzazioni vicino a casa che abbiano delle costanti comunicazioni dirette sul posto con i missionari religiosi o di buona volonta’,questo di rasserena in attesa della posta o per chi puo’ comunicare anche verbalmente con l’adottato.Chiunque opera per il bene e’ da tenere in considerazione,io l’ho fatto iniziando 25 anni fa’con il privilegio di farmi scegliere da una missionaria delle suore operaie della S.Casa di Nazareth con la prima adozione in Burundi,poi man mano che aumentavano le mie possibilita’,ne ho fatte altre con i missionari comboniani in Uganda e in India con suore salesiane.Nel mio piccolo vado avanti e ti garantisco non ho fatto e faccio fatica per ricevere tanto.Caro Mimmo vorrei andare avanti ma i miei occhi si stanno chiudendo ,di cuore ti saluto e ricambio il tuo abbraccio con tanti saluti a tutti. Angelo

Scritto il 27 luglio 2009 at 10:17

LE RIVOLTE SOCIALI[..] FONTE: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6137 PAULSON RIVELA: L’AMMINISTRAZIONE BUSH TEMEVA UN CROLLO NELL’ORDINE PUBBLICO A SEGUITO DELLA CRISI DI STEPHEN FOLEY Ieri è stato rivelato ch [..]

Scritto il 27 luglio 2009 at 10:17

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Scritto il 27 luglio 2009 at 10:17

LE RIVOLTE SOCIALI[..] FONTE: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6137 PAULSON RIVELA: L’AMMINISTRAZIONE BUSH TEMEVA UN CROLLO NELL’ORDINE PUBBLICO A SEGUITO DELLA CRISI DI STEPHEN FOLEY Ieri è stato rivelato ch [..]

Scritto il 27 luglio 2009 at 10:17

LE RIVOLTE SOCIALI[..] FONTE: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6137 PAULSON RIVELA: L’AMMINISTRAZIONE BUSH TEMEVA UN CROLLO NELL’ORDINE PUBBLICO A SEGUITO DELLA CRISI DI STEPHEN FOLEY Ieri è stato rivelato ch [..]

Scritto il 4 agosto 2010 at 10:48

Pezzi di un puzzle[..] Ieri mentre il nostro mitico istruttore Davide ci portava dove avremmo fatto l'esame di guida, ad un certo punto mi è proprio scappato "da ridere". Alla radio è partita la canzone di Jason Mraz, "I'm yours" che [..]

Scritto il 4 agosto 2010 at 10:48

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Scritto il 4 agosto 2010 at 10:48

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