OLTRE LE NUVOLE!

Scritto il alle 01:39 da icebergfinanza

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Icebergfinanza è un attento osservatore della realtà, un pirata che ha ancora molto da imparare dalla navigazione di questi immensi oceani finanziari, ma prima di continuare con questo ennesimo poema ricco di considerazioni e di piccole luci e fari che possono aiutare a comprendere la navigazione futura, vi invito a leggere questo post del professor Hamilton su ECONBROWSER professore presso la UCLA University dal titolo " NESSUNA ROBUSTA RIPRESA" e forse allora capirete il perchè delle mie visioni.

Un paio di sabati fa è apparso su " Borsa e Finanza " questo mio pezzo, che sintetizza la mia visione, accompagnato da un elogio del suo vice direttore Claudio Kaufmann che ringrazio sentitamente,  unico giornale e media  italiano ad aver riconosciuto il lavoro di Icebergfinanza in Italia, oltre alla redazione di TRENDONLINE la quale ha riconosciuto in maniera ancora più tangibile questa avventura proponendomi la partecipazione ad un importante avvenimento nazionale, che per varie ragioni ho sentito di dovere declinare.

" Ho la sensazione di vivere in un mondo virtuale, tra Scilla e Cariddi, in attesa del destino, gorghi , mulinelli o vortici non importa. La Debt Deflation di Irving Fisher e l’elaborazione di Minsky sono quadri macroeconomici e dinamiche da manuale per aiutarci a comprendere l’orizzonte di un’economia che si appresta ad affrontare un lunghissimo periodo di crescita stagnante, con molti punti interrogativi che vanno da improvvisi sussulti ad inevitabili  crolli che si alternano nel tempo. Ma al di là di una profonda deflazione da assets che ci accompagnerà per qualche anno, l’incognita inflazione è un mistero che solo la storia saprà scrivere. Dalla Depressione dell’ 800, alla Grande Depressione del 1930 sino alla Lost Decade, nessuno a mai compreso sino in fondo la similitudine di un processo che inevitabilmente sarà modificato dagli interessi privati e politici. Il sistema è fallito, tecnicamente fallito e non basterà qualche artificio contabile per risolvere un problema strutturale come il debito e la leva finanziaria, che producono ricchezza dal nulla, ma poi richiedono il sacrificio del sistema economico. Nazionalizzare, in certi frangenti, è l’unica soluzione, ma non dà certezze per il futuro. Ad una produzione di massa devono corrispondere consumi di massa, ma se la distribuzione della ricchezza è iniqua e insostenibile non resta che il debito. Temo però che dopo quello che è accaduto, la "mania" sarà sostituita dalla "fobia". Sono curioso di capire come si riuscirà ad uscire da questo che chiamo sistema virtuale. C’è un’unica arma la fiducia, ma temo che il peggior pericolo possa venire da quell’oceano incontrollabile che è oggi il mercato valutario. Comunque vada, sino ad ora la lezione non è servita a nulla, anche se spero che dopo aver incendiato il bosco, si riesca ancora a coltivare la speranza in un sistema migliore."

Scrive inoltre Claudio Kaufmann:

Ricordo ai lettori che Andrea Mazzalai, con il suo blog Icebergfinanza, è stato uno dei pochissimi, lucidi " anticipatori" della Grande Crisi che avrebbe provocato la finanza creativa spinta agli estremi, fino a diventare una megabolla tossica. E questo senza essere un economista da Nobel e senza mai peccare di presunzione. Di sicuro l’idea di un decennio di stagnazione ( crescita debole ) è tra le ipotesi sul futuro che vanno annoverate come molto probabili. Sapendo anche che nei prossimi tempi si combatteranno due mostri: il rischio deflazione e quello inflazione. Ciascuno con le valide ragioni prospettiche. vedremo come sapranno reagire le banche centrali e i governi. Finito il coma siamo in terapia intensiva. poi la lunga convalescenza. una sola nota per gli investitori: i trend, come gli esami, non finiscono mai. 

Non posso fare a meno di sottolineare come negli ultimi giorni lo spread tra i titoli del tesoro americano a due anni e a dieci anni testimonia alcune tensioni inflattive, ma resto ancora una volta della mia idea. Sino a quando non sarà resettato tutto il debito in circolazione non basterà certo qualche piccola o grande speculazione sulle materie prime o la paura per default sovrani ( questa motivazione affatto banale ) ad alimentare il fantasma di una iperinflazione che il padre del cigno nero Nassim Taleb si prepara a cavalcare con un hedge fund ad hoc. Non serve peraltro ricordare che lo stesso Taleb nel 2004 ha vissuto il fallimento di un suo precedente hedge funds EMPIRICA chiuso a causa di performance deludenti, solo per dimostrare che nessuno ha la sfera di cristallo della certezza.

Tralasciando per un istante le dinamiche macroeconomiche dell’inflazione e della deflazione, diamo un’occhiata al vulcano Federal Reserve che molto probabilmente assisterà nei prossimi giorni ad una ripresa sotterranea dell’attività magmatica, un’attività che preannuncia importanti novità per il prossimo incontro della Federal Reserve.

Ricordate le parole di Alan Blinder che sottolineava come solo una classe politica stupida potessere ripetere gli errori della Grande Depressione!

Vi riporto le sue parole per l’ennesima volta a testimonianza di come una nemesi sia inarestabile nelle sue conseguenze forse meno attraverso una prevenzione:

Nel 1936 la Fed ha esaminato il grande volume di riserve in eccesso accumulate dal sistema bancario ( come oggi avviene ) e ha concluso che quella montagna di liquidità avrebbe foraggiato l’inflazione futura e quindi si mise a aspirarla. Il tutto è proseguito nel 1937 attraverso una contrazione della politica monetaria.

Nello stesso tempo Roosevelt ha dato un’occhiata al bilancio federale che sembrava essere enorme e ha concluso che era arrivato il momento di aumentare le tasse e ridurre la spesa.(…)

Inutile ricordare a Voi tutti le parole di Obama e Bernanke a proposito dell’insostenibilità del debito, un tardivo comportamento virtuoso che lascia il tempo che trova, oggi che ci troviamo nella madre di tutte le crisi della storia.

Ma quello che rende questa crisi unica ed irripetibile sono le parole di alcuni governatori delle varie Federal Reserve regionali!

Cominciamo con Janet Yellen presidente della Fed di San Francisco che recentemente in un suo lavoro ha fatto una seria autocritica sul lavoro della Federal Reserve:

The Federal Reserve should consider raising interest rates earlier to prevent asset bubbles from getting too big, San Francisco Federal Reserve President Janet Yellen said Friday, in a notable departure from long-term Fed consensus that monetary policy should not be used to prick asset bubbles. ( MarketWatch )

La Federal Reserve dovrebbe prendere in considerazione un’aumento dei tassi d’interesse allo scopo di prevenire una nuova eventuale bolla finanziaria …………

"In the current episode, higher short-term interest rates probably would have restrained the demand for housing by raising mortgage interest rates , and this might have slowed the pace of house price increases," Yellen said in remarks to a central bank conference.

Queste invece sono le parole di Dennis Lockhart anch’esse sussurrate….

WASHINGTON (Reuters) – The Federal Reserve needs to be "anticipatory" and not wait too long to tighten monetary policy, Atlanta Fed President Dennis Lockhart said in an interview published on Friday. "We’re not there yet," he told Market News International. Lockhart said that with rising market concerns about inflation, he could envision the Fed eventually raising U.S. benchmark interest rates while continuing to run an expansionary monetary policy.

Dopo Hoenig e la Yellen,  anche Lockhart sottolinea come la Fed ha bisogno di essere "preventiva" nella sua azione e non attendere troppo nel stringere la politica monetaria……chissà cosa nel pensa Blinder e soprattutto, cosa ne pensa la politica senza dimenticare le ombre sinistre del 1936.

Se mai qualcuno avesse realmente bisogno di comprendere se questo sistema economico sia paragonabile al Paese delle Meraviglie di Alice date un’occhiata a questo articolo di Bloomberg…..

June 5 (Bloomberg) — The US labor force posted the biggest back-to-back jump in six years, a sign Americans who’d quit looking for work are gaining confidence their search will pay off as the recession eases.

Un milione e più di americani si sono rimessi a cercare lavoro negli ultimi due mesi aumentando la forza lavoro e subito qualcuno ha sottolineato….

(…)It strengthens the argument that “the recession may have ended in May or June,” he said. (…) Si rafforza la tesi che "la recessione può essere terminata nel mese di maggio o giugno"….. Benedetta innocenza!

Ma andiamo a dare un’occhiata tramite quel monumentale blog che è CALCULATEDRISK a quel pozzo di analisi e ricerca che è ultimamente la Fed di San Francisco!

Economic letter from the San Francisco Fed: Jobless Recovery Redux?

In this Economic Letter, we evaluate this projection using data on three labor market indicators: worker flows into and out of unemployment; involuntary part-time employment; and temporary layoffs. We pay particular attention to how these indicators compare with data from previous episodes of recession and recovery.

Finalmente qualcuno prende in considerazione un’analisi empirica sugli indicatori alternativi della disoccupazione ed in particolare i lavoratori part-time involontari, ovvero coloro che vorrebbero lavorare a tempo pieno ma ai quali le condizioni economiche non lo permettono!

Our analysis generally supports projections that labor market weakness will persist, but our findings offer a basis for even greater pessimism about the outlook for the labor market.

L’analisi in questione sostiene la persistente debolezza del mercato del lavoro e sottolinea alcune sorprese per un maggiore pessimismo sulle prospettive future.

Specifically, we suggest that the relatively low level of temporary layoffs and high level of involuntary part-time workers make a jobless recovery similar to the one experienced in 1992 a plausible scenario.
emphasis aded

Jobless Recovery Click on graph for larger image in new window.

This projection indicates that the level of labor market slack would be higher by the end of 2009 than experienced at any other time in the post-World War II period, implying a longer and slower recovery path for the unemployment rate. This suggests that, more than in previous recessions, when the economy rebounds, employers will tap into their existing workforces rather than hire new workers. This could substantially slow the recovery of the outflow rate and put upward pressure on future unemployment rates.

In sintesi comunque vada la dinamica di ripresa dell’economia è possibile che si favorirà il pieno ritorno dei lavoratori part.time senza ricorrere a riassunzioni di coloro che hanno perso il lavoro, mettendo quindi ulteriore pressione al tasso di disoccupazione.

This weekend I plotted some graphs of jobs and the unemployment rate for four recessions and recoveries (1981, 1990, 2001, and the current recession). See: Jobs and the Unemployment Rate. Here is the graph for the 1990 recession and the jobless recovery that followed:

1990 Recession Jobs and Unemployment Rate The unemployment rate continued to rise for 15 months after the recession ended.

The researchers argue that the labor recovery following the current recession may be similar or worse than the jobless recovery following the 1991 recession:

[S]hould labor market conditions … proceed along the path taken in the 1992 recovery, the unemployment rate could peak close to 11% in mid-2010 and remain above 9% through the end of 2011.

CalculatedRisk ci dimostra come ci vollero ben 15 mesi dopo la fine della recessione stabilita dal NBER per vedere di nuovo declinare il tasso di disoccupazione. I ricercatori della Fed di San Francisco sostengono che il tasso di avvicinerà all’11 % entro la metà del 2010 per poi restare oltre il 9 % sino alla fine del 2011. Ecco un’ulteriore motivo per paragonare la possibile dinamica di questa crisi alla "LOST DECADE" giapponese.

Qui sotto c’è una mappa interattiva in grado di farci capire la dinamica di questi anni!

TIPSTRATEGIES

Ora inutile aggiungere alcun commento ma non possiamo fare a meno di notare che il 4,5 % dell’ attuale forza lavoro potenziale è senza lavoro ormai da oltre 15 mesi il peggior dato di sempre, il che fa supporre che non basta la fiducia per vedere recuperare milioni di posti di lavoro con tanta facilità. Ciò significa che il 21 % di coloro che sono disoccupati, sono senza lavoro da oltre 15 settimane. Abbiamo superato la barriera psicologica dei sei milioni di posti persi e mancano all’appello le dinamiche dei fallimenti di GM & Chrysler. 

Inoltre secondo Voi che significato può avere un incremento di coloro che sono senza lavoro da oltre 15 mesi in un contesto economico come quello attuale, non credete che coloro che sono da cosi tanto tempo fuori dal processo produttivo si stanno avvicinando sempre più ad un possibile default, nella perdita della propria abitazione e nella sospensione del credito e rimborso delle carte di credito.

The gain in the labor force in part helps explain why the jobless rate jumped to 9.4 percent in May, the highest since 1983.

L’aumento della forza lavoro aiuta a spiegare perchè il tasso di disoccupazione è balzato al 9,4 % nel mese di maggio, il più alto livello dal 1983, ovviamente ora i lavoratori " scoraggiati" si riverseranno in massa alla ricerca di un lavoro che purtroppo resta un autentico miraggio.

Other reports corroborate that some of the gloom is lifting from the jobs outlook.

IMMAGINE thanks to themessthatgreenspanmade

Certo la fiducia dei consumatori, ecco gli altri rapporti che supportano la fiducia nella fiducia, come se bastasse la fiducia per creare lavoro, per quale motivo le vendite al dettaglio dei grandi centri commerciali sono crollate a maggio?

June 4 (Bloomberg) — (…)  Same-store sales fell by an average of 4.6 percent at 32 U.S. retail chains last month, according to the International Council of Shopping Centers. Retailers including Macy’s Inc., Costco Wholesale Corp. and Saks Inc. reported steeper declines than analysts estimated as rising unemployment spurred consumers to cut spending.

May 28 (Bloomberg) — European retail sales declined at a faster pace in May as rising unemployment prompted consumers to hold back spending

May 28 (Bloomberg) — Japan’s retail sales fell for an eighth month in April as worsening job prospects and declining wages deterred shoppers.

Dov’è la famigerata fiducia del consumatore americano, per quale motivo nessuno calcola mai queste persone ( i cosidetti lavoratori scoraggiati ) quando smettono di cercare lavoro e ora che lo cercano ne esaltano la dinamica come fosse chissà quale improvvisa ressurezione dell’economia americana. Siamo sicuri che si torna a cercare lavoro solo perchè si ha fiducia nella possibilità di trovarlo, o magari perchè sono scaduti i sussidi di disoccupazione o perchè sono terminati i risparmi….

Il credito consumo nel frattempo continua il suo lento ed inesorabile declino….

Consumer credit fell by $15.7 billion, or 7.4% at an annual rate, to $2.52 trillion. It was the second largest decline in outstanding debt on record, exceeded by March’s $16.6 billion drop. 

Inutile ricordare visivamente dove siamo, dove ci troviamo anche perchè se hanno un senso gli stress test, se ha un senso la correlazione di questo sistema economico, non possiamo dimenticare …..Thanks to MISH!



There were 13 unlucky cities with unemployment rates topping 15% in April, and another 93 saw joblessness climb above 10%, according to a government report released Wednesday

Nel frattempo non vi sono sole le perdite delle case che procurano i fallimenti individuali, qualcuno, come ad esempio il National Bankruptcy Research Center prevede un numero di fallimenti individuali che si avvicina a circa 1,4 milioni entro la fine dell’anno…..

June 2, 2009, Alexandria, Va.— U.S. consumer bankruptcy filings rose 37 percent nationwide in May from the same period a year ago, according to the American Bankruptcy Institute (ABI), relying on data from the National Bankruptcy Research Center (NBKRC). The overall May consumer filing total of 124,838 was roughly level from the April total of 125,618. Chapter 13 filings constituted 27 percent of all consumer cases in May, slightly above the April rate.
 
“As consumers continue to face increasing levels of unemployment and rising foreclosure rates, bankruptcy filings will continue to accelerate as families seek financial relief from the tough economic climate,” said ABI Executive Director Samuel J. Gerdano. “We predict more than 1.4 million new bankruptcies by year end.”

Inoltre Calculatedrisk ci ricorda che la dinamica relativa al MEW è sempre in funzione, il bancomat immobiliare che ha sostenuto il PIL in questi anni, ora richiede il suo tributo, un tributo di fallimenti di coloro che hanno vissuto per anni oltre le loro reali possibilità confidando solo ed esclusivamente sul continuo ed innarrestabile rialzo dei valori delle abitazioni.

Date un’occhiata a queste crife, semplicemente terrificanti nella loro ingenuità o demenzialità come la si voglia chiamare:

•They were purchased at an average price of $354,000 and average year of 2002 (long before the housing peak of 2005). 
•Total debt on the properties averaged $551,000 at time of foreclosure. That’s 56% more than the properties were worth when purchased, meaning at least that much was cashed out! 

Nel 2002 una casa acquistata per 354,000 dollari veniva utilizzata come bancomat sino ad estrarne oltre il 56 % del valore attraverso la rinegoziazione (MEW)….inutile rammentare che il debito rimane, il debito è roccia e prima o poi va rimborsato.

…automatic valuation model estimated average value at time of foreclosure was $317,000, which suggests a combined loan-to-value at foreclosure of more than 170% ($551,000/$317,000). And that is a conservative estimate. Properties that banks later sold had an average resale price of $271,000! 

Probabilmente i grafici rendono più di mille parole anche se ormai gli conosciamo a memoria……. QUI Spending Drops, and the Savings Rate Marches Higher

The New York Times
June 5, 2009    
Americans Are Saving More
The New York Times

Il meno peggio di ieri è il sollievo che nasconde la realtà!

Issues in Labor Statistics chartWhen economic conditions deteriorate, greater attention is paid to persons who are without work and seeking jobs—the unemployed. At such times, there is also greater interest in a group of persons who do not meet the official definition of unemployment but who have shown interest in labor force participation. These individuals—referred to as “marginally attached to the labor force”—wanted and were available for work and had looked for a job sometime in the prior 12 months. They were not counted as unemployed because they had not actively searched for work in the past 4 weeks. The number of persons who were marginally attached to the labor force increased sharply during the current recession, rising to 2.1 million in the first quarter of 2009. ( BLS )

Inutile ricordare al lettore l’oceano di revisioni che ci aspettano ad incominciare dal Business Employment Dynamics che negli ultimi anni ha subito una sensibile revisione continua al ribasso.

Oggi inoltre non solo la dinamica resta superiore al crollo di Lehman Brothers, ma le ore lavorate sono crollate di un 0,7 % oltre il doppio del calo del mese di aprile.

Series Id:     ces0500000007
Seasonally Adjusted
Super Sector:  Total private
Industry:      Total private
NAICS Code:    N/A
Data Type:     AVERAGE WEEKLY HOURS OF PRODUCTION WORKERS
Year Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec Annual
1999 34.4 34.4 34.3 34.4 34.4 34.4 34.4 34.4 34.4 34.4 34.4 34.4  
2000 34.4 34.4 34.3 34.4 34.3 34.3 34.3 34.2 34.2 34.3 34.2 34.0  
2001 34.2 34.0 34.1 34.0 34.0 34.0 34.0 33.9 33.8 33.7 33.8 33.9  
2002 33.8 33.8 33.9 33.9 33.9 33.9 33.8 33.9 33.9 33.8 33.8 33.8  
2003 33.8 33.6 33.8 33.6 33.7 33.6 33.6 33.7 33.6 33.7 33.7 33.6  
2004 33.7 33.8 33.7 33.7 33.8 33.6 33.7 33.7 33.7 33.7 33.7 33.8  
2005 33.7 33.7 33.7 33.8 33.7 33.7 33.7 33.7 33.8 33.8 33.8 33.8  
2006 33.9 33.8 33.8 33.9 33.8 33.9 33.9 33.9 33.8 33.9 33.9 34.0  
2007 33.8 33.8 33.9 33.8 33.9 33.9 33.8 33.8 33.8 33.8 33.8 33.8  
2008 33.7 33.8 33.8 33.8 33.7 33.6 33.6 33.7 33.6 33.5 33.4 33.3  
2009 33.3 33.3 33.1 33.2(p) 33.1(p)                


mayfig2.gif

Thanks to Econbrowser

 FRED Graph

 

Graph: Aggregate Weekly Hours Index: Total Private Industries

 Secondo Rosenberg questi dati assumono un’altra prospettiva se visti da questa angolatura……

Think about that for a moment because what goes into GDP is total hours worked and productivity — so the latter better continue to hang in there or else we are going to be seeing some nasty output data going forward that may well take Mr. Market by surprise. Put another way, if companies had held hours worked constant in May instead of cutting them, to achieve the total labour input they achieved last month would have required — get this — a 927,000 payroll cut. ‘Green shoot’ indeed.

In fondo si tratta solo di fiducia, si fiducia, fiducia nella Federal Reserve, fiducia in Bernanke come riporta FLOYDNORRIS sul NYT….

2009 ( ai posteri l’ardua sentenza )
“We continue to expect overall economic activity to bottom out, and then to turn up later this year.”
– Ben S. Bernanke, Fed chairman, in testimony to House Budget Committee, June 3, 2009 


2008  ( Previsione errata )
“Recent information indicates that overall economic activity continues to expand, partly reflecting some firming in household spending. 
Although downside risks to growth remain, they appear to have diminished somewhat.” – Federal Open Market Committee statement, June 25, 2008

2007  ( Previsione errata )
“At this juncture, however, the impact on the broader economy and financial markets of the problems in the subprime market seems likely to be contained.” – Bernanke testimony to Joint Economic Committee, March 27, 2007 

2006  ( Previsione errata )
“At this point, the available data on the housing market, together with ongoing support for housing demand from factors such as strong job creation and still-low mortgage rates, suggests that this sector will most likely experience a gradual cooling rather than a sharp slowdown.” 
– Bernanke testimony to Joint Economic Committee, April 27, 2006 – Testimonianza di Bernanke Joint Economic Committee, 27 aprile 2006

Inutile ricordare a tutti il nostro simpatico modellino, il CES/NET BIRTH DEATH che per l’ennesima volta è riuscito ad aggiungere 220.000 posti di lavoro solo sulla presunzione che non esista alcuna recessione in corso e nessuno ha interesse a correggerlo……

(ANSA) – SAN PIETROBURGO, 6 GIU – Il prezzo del petrolio puo’ raggiungere presto i 100 dollari, afferma l’economista Nouriel Rubin dell’universita’ di New York. Parlando al Forum internazionale di San Pietroburgo, Rubin ha detto che cio’ e’ legato al fatto che si e’ creata una bolla di liquidita’ che viene impiegata per l’acquisto di materie prime. Il problema, ha spiegato, e’ che l’economia mondiale non e’ pronta a questo.

Sarà interessante vedere sino a quando l’interesse a scatenare l’inflazione inattesa con il solito giochino degli amici degli amici, sarà avallato questa volta dalla federal Reserve.

Sarebbe interessante cercare di comprendere inoltre se i segnali che provengono dalla Lettonia che ha subito l’onta di un’asta a breve termine sui titoli di stato andata deserta, propagando l’onda della sfiducia attravreso il mercato valutario dei paesi dell’est, sono solo episodi circoscritti di un fenomeno che non siamo in grado di comprendere.

Non si tratta forse solo di un episodio, ma del possibile contagio che una crisi nei paesi dell’Est può procurare all’economia europea, anche perchè le strambate di un commissario Ue agli affari economici come Almunia lasciano più di una perplessità:

«Se dovesse emergere una crisi in un paese della zona euro, c’è una soluzione». È quanto ha sottolineato il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia durante un intervento a Bruxelles. «Potete star sicuri che prima che arrivi il Fondo monetario internazionale ci sarebbe una soluzione», ha sottolineato il commissario senza tuttavia entrare nel dettaglio di eventuali piani di intervento. «La soluzione esiste, siamo equipaggiati politicamente, intellettualmente ed economicamente per affrontare la crisi», ha aggiunto Almunia precisando però che «la definizione di queste cose non può essere esposta pubblicamente». ( Sole24Ore )

Non ho alcuna voglia di cambiare il mio pessimismo razionale con l’ottimismo di maniera che circola oggi incessantemente, ma le parole andrebbero misurate e se questo evento è improbabile come ha sottolineato la portavoce, è inutile parlarne, caro Almunia!

«Gli effetti sul sociale nei prossimi mesi saranno anche peggiori» non avevamo dubbi, ma non era affatto necessario ricordarlo, prego connettere prima di parlare.

La crisi finanziaria sta creando soprattutto «rischi nelle banche» dell’Europa centrale, orientale e meridionale e «gli asset delle controllate di banche straniere si sono deteriorati». Ma non può essere l’Unione, come è emerso dal recente vertice straordinario dei 27 capi di Stato e di Governo, a intervenire in loro soccorso. Per Almunia, infatti, spetta alle capogruppo ricapitalizzare, se necessario, le banche controllate. «Chi deve ricapitalizzare queste banche se necessario? la società madre, la società capogruppo", ha detto il commissario Ue.

Non ho intenzione di ascoltare le campane a morto che si nascondono dietro il nome di "credit default swaps", sono ordigni atomici spesso in mano ad autentici terroristi ma non posso fare a meno di dimenticare la demenziale esposizione di alcuni stati nei confronti di un mercato immobiliare dei paesi dell’Est fomentato con mutui in valuta estera, facili preda della speculazione valutaria.

Concludo questo ennesimo post oceanico lasciandovi in compagnia di un’analisi fondamentale apparsa su FONDIONLINE sugli utili futuri a firma RAFFAELE MASCETRA intervistato dall’amico del blog Gianluca Bocchi! 

 Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

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58 commenti Commenta
Scritto il 9 giugno 2009 at 06:13

GRANDE!!! Semplicemente Grande Capitano!!!!
Quando Ti invitano ancora e non declini avvisaci!!
Ciao..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 09:10

Che pezzone, mamma mia. Grande Capitano. Luigi.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 10:02

E’ uno strano mondo, l’unico modo per vedere le cose nella giusta prospettiva è essere liberi, e per essere liberi non rimane che fare i bucanieri vivendo fuori dalle regole e dal mercato.

Significa che oramai il mare in cui si naviga è infestato da battelli carichi di interessi che pesano come catene. Se non butteremo a mare le catene, queste ci trascineranno sul fondo.

Saluti, [email protected]

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 10:17

GUFI E RONDINI

Mai fidarsi dei gufi a senso unico…con agile piroetta e sfrucugliar di penne, si trasformano talvolta in rondini festose…

La notiziona del giorno, anzi del mese, anzi del trimestre: Krugman, il re dei gufi, ritiene che la recessione possa TERMINARE ENTRO L’ESTATE!

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=ayAXvw0Mc3CY

“I would not be surprised if the official end of the U.S. recession ends up being, in retrospect, dated sometime this summer,” he said in a lecture today at the London School of Economics. “Things seem to be getting worse more slowly. There’s some reason to think that we’re stabilizing.”

E non manca una piccola sviolinata anche per l’attivismo della FED ! :

“he U.S. Federal Reserve’s efforts to stabilize markets — measures that have swelled the central bank’s balance sheet — have helped, Krugman said. “A lot of the spreads in the markets have come down” and “the acute financial stuff seems to have come to a halt,” he said….

ogni commento è fuori luogo…!

ad maiora

Gabriel

Praeterea, censeo Chartaginem delendam esse…*S*, pertanto:
NON COMPRATE TITOLI A TASSO FISSO A MEDIO O LUNGO TERMINE!

PS Il mercato azionario americano si compone in realtà di due differenti mercati: quello delle prime ore di contrattazione, e quello dell’ultima ora : nell’ultima ora, specie nell’ultima mezz’ora, approfittando della progressiva rarefazione degli scambi, le Moire ci mettono la manina, amplificata da derivati ad alta leva, e con impeccabile maestria rovesciano il trend di mercato a loro piacere…
grande!
( vale in realtà anche il contrario: sui mercati europei della mattina, le Moire esercitano la loro influenza manipolando facilmente i bassi volumi dei futures americani di pre-apertura ( a borsa americana ancora chiusa), con ovvio effetto sui còrsi dei mercati europei….)

Mi sono divertito a costruire due grafici dello S&P 500 da marzo in poi, uno con il corso dei mercati delle prime ore di contrattazione escludendo l’ultima mezz’ora, e confrontandolo con l’altro, relativo solo agli ultimi 30-40 minuti di contrattazione…
spettacolare implacabile azione delle Moire!
Sono invincibili!

(NOTA : quanto sopra era già stato postato ieri, con la seguente replica di Andrea:

” “……Notizia del secolo Gabriel, del secolo!

Tempo fa Krugman é stato invitato ad una cena alla Casa Bianca e ricordo che sul uo blog scrisse che non aveva nulla da raccontare…nulla da dichiarare!

E’ assolutamente affascinante osservare come la cosidetta “mano invisibile” del mercato verso la fine di ogni seduta si sforzi di sostenere a qualunque costo, la fragile navigazione di questa piccola illusione, mani sapienti sostanzialmente derivate che accompagnano da tempo l’ottimismo che non vuol sentir ragione!
” ”

a quella cena alla Casa Bianca era presente l’altro perenne gufo, Stiglitz, che pure lui non starnazza più lugubramente…ma che avranno mai servito a tavola, in quel desinare…
avranno somministrato un buon antidispeptico / procinetico, con rapida metabolizzazione della crisi…

Scritto il 9 giugno 2009 at 10:25

Si..#3 hai ragione…”dannatamente” ragione… bisogna buttare a mare le catene!!!

..”I rigurgiti arroganti della razionalità lasciano il tempo che trovano, così come i richiami perentori del positivismo.
Il libero arbitrio era una trappola perversa che non aveva niente di libero: La libertà sta da un’altra
parte: sta nel cogliere i segni, nell’annusare i venti nuovi, nell’accettare l’incomprensibile, l’ignoto e il mistero.
La libertà è un luogo dell’anima che non può essere ridotto a leggi e regole rassicuranti.
E’ una pratica lunga una vita, che richiede di spogliarsi di tutte le convenzioni, di tutte le convenienze, di tutte le definizioni. Alla fine della giornata, libertà vuol dire essere nudi, fragili, indifesi, ma finalmente immersi nella totalità della vita: sentirsi puliti e puri dentro.
Abbiamo scherzato per troppo tempo. E’ giunto il momento d’abbandonare definitivamente il folle culto del vitello d’oro..
E’ giunto il momento di fare ritorno a casa. Un piede dietro l’altro, senza fretta, ma senza indugi e
senza paura, lasciamoci alle spalle quel mondo artificiale e virtuale che ci abbagliava, facendoci pensare che era quella la panacea, che era quello il grande traguardo del progresso umano.
Sbarazziamoci una volte per tutte della stupida arroganza d’essere la forma più evoluta del creato.
Alleggeriamoci. Aiutiamoci. Non abbandoniamo nessuno. Ma incamminiamoci. Partiamo…”
(Christoph Baker, Ama la terra come te stesso)

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 10:27

SHORT
Long oro e short azioni dice Mascetra, quindi vuol dire stagflazione o no?
Presto si vedrà, i rimbalzi durano da 3 a 6 mesi.
Ormai la fase di rialzo è terminata a ridosso della vera resistenza di SP che è 965 (min sett 2001 che è diventato, come spesso accade, resistenza per il successivo max relativo), manca ancora il completamento della fase “distributiva” a cavallo dei 950 punti e poi sapremo se il rimbalzo ha le gambe per correre o solo, come credo, le stampelle.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 10:48

Dopo il commento di Gabriel nulla da aggiunere.. anzi una cosa si la aggiungo. Bel pezzo capitan Adrea, anche la citazione di Raffaele Macetra ti fa onore, non tutti sanno infatti che si trata di uno de migiori Analisti e Strategist di mercato che l’Itala abbia mai sfornato.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 12:07

Promise Land d’oltreoceano. Barak Obama, tempo fa, aveva promesso che ogni singolo centesimo del pacchetto di stimolo da quasi 800 miliardi di dollari avrebbe potuto essere controllato dai contribuenti americani, comodamente seduti a casa loro, attraverso un sito web appositamente costruito: Recovery.gov. In altre parole significa che c’era bisogno di altri soldi per capire dove si stavano spendendo i soldi dello Stimulus package. Non di certo bruscolini, visto che l’American Recovery and Resident-Ripoff Act è costato al taxpayer circa 200 milioni di dollari. Al danno si aggiunge però la beffa. Sul sito internet le informazioni e i contratti riguardanti i finanziamenti governativi non saranno disponibili fino al 10 ottobre e non sarà completato fino alla prossima primavera, quando ormai il denaro sarà svanito.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 12:17

il cambio di tastiera al mio PC non deve avergli fatto granche’ bene scusate x gli orrori

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 12:50

…scusate ma queste vagonate di ottimismo da parte dell’establishment, compresi quelli del buon desinare, non è altro che un segnale che stanno giocando il tutto per tutto….sono alla disperazione o sbaglio?

Taguieff

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 13:13

Comunque Gabriel volevo confortarti su di una cosa: spesso si e’ assistito al movimento delle Moire (come tu le definisci), ma hanno sempre e dico sempre perso… Lo testimonia il livello cui il sistema e’ giunto e i trlns di debito che gravano su tutti noi e sulle stesse Moire, perfide distruttrici dei nostri soldi e dei nostri sogni. Comunque oggi con te concordo in pieno. Cambiare la realta’ in cui viviamo e il sistema che ci siamo dati non e’ missione facile, ci vorra’ tempo e pazienza. Non si vede morire nulla in natura senza combattere, anche se ferito a morte, anzi e’ proprio quello il momento in cui temere di piu’ la sua reazione e lo stiamo vedendo, ma come ho detto piu’ volte la strada orami e’ presa. La Fiducia e’ minata, e questo si e’ ferire a morte, soprattutto nel mondo finanziario dove la fiducia riposta e’ l’animo dell’inganno venduto. Come ho detto ad un’amico, questo e’ il gioco degli impiccati, quelli che ormai pendendo dalla corda cercano un ultimo slancio delle gambe verso lo sgabello su cui poggiavano. E mi fa piacere che leggendo l’analisi di Mascetra, che come ripeto stimo molto sia come analista che come strategist, veda con chiarezza l’uso di alcuni capri espiatori da gettare in pasto alle folle, quando sono state le banche appoggiate dal resto del sistema, l’anima di tutto cio’ che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.
Mi chiedo quando si porra’ un limite al leverage dei bilanci bancari? Quando si limitera’ l’operativita’ su materie prime di base?
Quando verranno smantellate le agenzie di Rating e le societa’ di revisione e verranno creati organi sovranazionali che si occupino di revisionare i bilanci e ratare le compagnie come gli stati nell’interesse di tutti?
Quando arriveranno organi di controllo del mercato indipendenti e al riparo da conflitti d’interesse attuali o potenziali?
Quando si insegnera’ ai nostri giovani che davvero si premia il merito e si punisce l’inganno?
Quando si premiera’ la solidarieta’ a scapito dell’avidita’?
Troppi interrogativi a cui rispondere in un treno che corre senza badare ai binari su cui corre. Ma ripeto la strada e’ presa, e prima o poi anche la strada ferrata prendera’ forma, e allora tutti viaggeremo su treni piu’ rapidi e piu’ sicuri. E allora forse avremo il tempo di goderci il viaggio e il magnifico panorama di uomini e cose che questo mondo ci offre e che neanche piu’ vediamo.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 15:28

Capitano, un altro ottimo pezzo.

Per eccesso di pignoleria c’è un punto marginale su cui non sono convinto.

‘Non posso fare a meno di sottolineare come negli ultimi giorni lo spread tra i titoli del tesoro americano a due anni e a dieci anni testimonia alcune tensioni inflattive, …’

A mio parere ‘potrebbe testimoniare’, ‘forse testimonia’.

Quanto verificatosi negli ultimi giorni è la riduzione di prezzo dei titoli in circolazione per tutte le scadenze (riduzione di prezzo = aumento rendimento e viceversa); conseguente innalzamento della curva dei rendimenti per tutte le scadenze; aumento dello spread 10-2 anni (differenza di rendimento tra titoli con scadenza a 10 anni e 2 anni).

A mio parere, ciò non conduce automaticamente a maggiori aspettative inflazionistiche.

Sì, gli investitori chiedono rendimenti maggiori rispetto a quelli passati e un rendimento maggiore all’allungamento della durata (rischio più elevato).

Questo, specie nella confusa situazione attuale, può dipendere da tanti altri fattori di cui si è già parlato: cambiamento di prospettiva sull’emittente, previsione di significative emissioni future, correzione da precedenti eccessi ecc., solo alla fine forse aspettativa di aumento inflazione.

Sottolineato che Lei ed io stiamo parlando specificatamente dei Treasury (i titoli di stato USA), anche se analogo comportamento si riscontra sui titoli di stato EU, un’ultima opinione personale: la attuale FORMA della curva dei rendimenti EU (credo anche USA), con i rendimenti a breve ancora un pò bassi, è più normale e meno stressata di quelle avute nell’ultimo quindicennio (autentico disconoscimento del risparmio = enorme furto ai risparmiatori, altra causa di base di questa situazione) e ancor più di quelle degli ultimi mesi.

In quanto segno normalizzante, piacente o non piacente a tutti, lo vedo come segno complessivamente positivo per la situazione generale.

Cordialmente. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 15:33

Russia, vietata l’espressione ‘crisi finanziaria’
(ANSA) – MOSCA, 9 GIU – Vietato agli impiegati e ai funzionari del distretto di Noginsk, in Russia, l’uso del termine ‘crisi finanziaria’, pena il licenziamento.
A riferire della direttiva di Vladimir Laptev, capo dell’amministrazione del distretto di Noginsk, vicino Mosca, e’ il quotidiano Kommersant, che titola non senza ironia ‘Il distretto di Noginsk ha battuto la crisi’.
Laptev spiega la sua iniziativa con la creazione delle condizioni necessarie per lo sviluppo di una economia dinamica.

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 16:18

3 POSSIBILITA’ e …nessun forse

ci sono solamente 3 strade per ripagare il debito pubblico:
-svalutazione della moneta (il debito, viene scaricato sui creditori stranieri)
-default (stile argentina)
-inflazione
…quartum non datur…

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 17:28

Ci sarebbe una quarta possibilità : ridurre le spese statali ed aumentare le tasse (cioè il NON credibile invito di Bernanke al governo), ma storicamente, specialmente quando il debito diventa endemico, non si è mai concretizzato.

Scritto il 9 giugno 2009 at 18:17

Non guardate al colore politico, guardate all’uomo …….. ognuno di noi ha una sua visione delle cose, quella di questo uomo è assolutamente superficiale!

Crisi: Brunetta, in Italia poverta’ e’ diminuita

ROMA (MF-DJ)–Con la crisi economica il potere di acquisto e’ aumentato per almeno 30 mln di lavoratori dipendenti e pensionati, mentre la poverta’ e’ diminuita: lo ha spiegato, intervenendo alla Giornata nazionale dell’innovazione, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
“La crisi -ha spiegato il ministro- ha creato fra 300.000 e 400.000 disoccupati e cassaintegrati, che comunque sono categorie che hanno un’integrazione del reddito. E’ un dato preoccupante, ma non gravissimo, infatti continuiamo ad avere 15 mln di posti di lavoro dipendenti per i quali le dinamiche salariali progrediscono del 3%-4% l’anno, e per i quali il potere di acquisto e’ aumentato. Al netto dei cassaintegrati e dei disoccupati, il potere di acquisto e’ aumentato dell’1%-2%, e questo spiega perche’ in Italia non ci sia una crisi sociale”.

I motivi per cui non vi è ancora una crisi sociale sono altri; questo sistema e questa economia al di la di uomini e donne che hanno consumato anche l’anima, sta in piedi per il tessuto sociale alternativo, per il senso di responsabilità che accomuna le persone in difficoltà, per la più alta percentuale di risparmio privato al mondo ma anche per il sommerso e l’evasione!

Non aggiungo altro, ognuno di Voi sa di cosa parlo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 19:17

Capitano Andrea grande post il 16 e naturalmente anche l’articolo di oggi.
Non voglio commentare le parole del Ministro……..meglio lasciare perdere; ma se andiamo avanti in questo modo vedo un futuro pessimo.

Comunque qualche idea per non farmi travolgere c’è lò….vedremo di riuscire a metterla in pratica.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 19:31

Ciao Capitano, sono un ex compagno che ti ha seguito e ha condiviso con te l’inizio della tempesta che si è abbattuta in questi ultimi anni.

A volte il mio desiderio di umanità tra le analisi finanziarie mi porta qui e così riscopro che è un sempre un piacere leggerti .

Ho visto anch’io il dato sulle domande di disoccupazione diminuite ma ho notato anche le ore lavorative scese, come per dire : si lavora ma poco. Questo ovviamente falsifica i dati (come tante altre cose). Mi ricorderò sempre il tuo motto : di revisione in revisione verso la recessione.Ma in fondo noi viviamo nel paese delle meraviglie :D !

Purtroppo sono d’accordo con le analisi di fondionline…. le correnti vanno verso la deflazione e da li non ho proprio idea su cosa succederà. Ma in fondo anche icebergfinanza a sempre navigato a vista, cosa che è bene fare di questi tempi!

Sono venuto a salutarti e a salutare il tuo equipaggio! Certo che ne hai fatta di strada! Anche gli uomini della tua nave sono aumentati parecchio! Volevo farti i complimenti per il tuo successo … tutto meritato!!! Anche se per me sei stato sprecato e forse come recita l’articolo … un premio nobel forse lo meriteresti anche tu!

Fabio

PS: purtroppo questo è un periodo di lacrime per tanti e per quelli vicini a me, ma la cosa che mi fa star male è che questa crisi sembra che non abbia insegnato niente :-(
Un caloroso abbraccio

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 19:40

caro andrea,

la dinamica per cui la disoccupazione tende a stabilizzarsi molto dopo la fine di una recessione è ben spiegata dalla cosidetta legge di okun. in breve la riduzione in percentuale della produzione accompagna proporzionalmente (1 a 1) la disoccupazione, sempre parlando in tristi termini percentuali.
la dinamica della ripresa occupazionale ahimè non è supportata invece dalla stessa proporzione, ma da un differenziale di crescita (empirico) pari allo 0,4. in altri termini se la produzione cresce dell’ 1% l’ occupazione sale solamente dello 0,6%. tale differenza è supportata da vari motivi, quale ad esempio il reimpiego a tempo pieno del personale part time.
spero vivamente di avere offerto uno spunto in più a supporto della Tua visione.
se Ti fa piacere avere del materiale in merito a tale argomento posso recapitarlo alla mail che usi per i post dedicati?
infinitamente e umilmente, grazie.

denis oliveri

Scritto il 9 giugno 2009 at 20:27

Fabio….brutto pendaglio da forca ti aspettavo a Trento!

E’ un piacere rivederti a bordo, come è un piacere essere con tutti Voi. Ci sono altri compagni di viaggio che mancano da tempo…..un’altra occasione la creeremo!

Denis, qui siamo in cammino ognuno capitano di se stesso e io per primo debbo ancora scoprire il mondo!

Ogni aiuto è indispensabile!

Un abbraccio a tutti Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 21:38

Io volevo ringraziare andrea per la citazione dell’intervista e salutare la ciurma in generale.
vorrei anche ringraziare giuseppe di fondionline che con il suo sito istituzionale ci ha concesso quello che io definisco uno “spazio alternativo”, con tutte le difficoltà del caso.
ricordo a tutti che il primo intervistato della rubrica contrarian è stato andrea, poi seguito da raffaele e barbara.
Al di là dei contenuti credo che sia importante sottolineare che la rubrica è portata avanti da persone “per bene” che non hanno a cuore solo i prezzi dei mercati, non sono animati solo dall’aspetto professionale ma da quello passionale verso i mercati, verso la vita, verso gli altri, verso un mondo più equo.
e sia sulle fonti che sul taglio etico dei propri commenti andrea rimane il numero uno. noi “del mercato” possiamo solo proovare a far riflettere.
ciao a tutti.
gian luca

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2009 at 22:00

dopo averlo fatto privatamente ringrazio in questa sede Andrea (che spero di conoscere quanto prima personalmente) per la citazione e il link all’intervista su fondionline. Questa comunità mi piace. Un saluto a tutti. Raffaele

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 09:03

Ciao Andrea, scusa mi sai dire se gli stress test includevano i Tarp fund o meno tra le disponibilita’ bancarie? Xche’ qui mi sembra davvero di assistere al gioco delle 3 carte. Prima cambiano le regole contabili abolendo il Mark to Mkt, poi annunciano degli stress test con dei parametri macro che gia’ dopo 20 giorni risultano essere non piu’ credibili e individuando di conseguenza malamente il fabbisogno finanziario delle banche stesse, e dopo 10 giorni nemmeno consentono la restituzione dei Tarp x svincolarsi dal bonus cap? mi farebbe piacere capire se gli stress test includevano o meno i fondi del tarp…

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 10:20

a

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 11:29

A quanto pare c’e’ una domandona reale di Petrolio disarmante.

leggere x credere
BP Says Oil Supply Rose in 2008, Demand Fell Most in 27 Years
2009-06-10 08:08:24.432 GMT

By Alexander Kwiatkowski and Rachel Graham
June 10 (Bloomberg) — BP Plc said global oil supply rose
last year, even as OPEC announced record production cuts, while
consumption dropped the most since 1982.
Crude oil production rose 0.4 percent, or 380,000 barrels a
day, to 81.82 million barrels a day, compared with a revised
81.443 million barrels in 2007, the company said in its annual
Statistical Review of World Energy published on its Web site
today.
“In 2008, the world was no longer supply-constrained, as
production growth exceeded that of consumption for all fossil
fuels, particularly later in the year,” BP Chief Executive
Officer Tony Hayward said in the report. “Our data confirms
that the world has enough proved reserves of oil, natural gas
and coal to meet the world’s energy needs for decades to come.”
The Organization of Petroleum Exporting Countries met four
times between September and December, agreeing to a total
reduction of 4.2 million barrels a day from September levels,
after oil prices plunged almost 70 percent in the second half.
Still, the group’s output, which accounts for about 40 percent
of world oil supply, climbed over the year as Saudi Arabia and
Iraq boosted production.
OPEC supply, including condensate and natural gas liquids,
rose 2.7 percent to 36.705 million barrels a day last year, the
report said.
Non-OPEC supply fell 1.4 percent, the most since 1992, to
45.116 million barrels a day, partly as major oil companies
scaled back investment. The largest decline was in Mexico, which
pumped 314,000 barrels a day less, while Russian output shrank
for the first time since 1998, BP said.
Oil demand declined 0.6 percent, or 420,000 barrels a day,
to 84.455 million barrels a day in 2008, as the global economic
slowdown curbed consumption. That marks the first drop in oil
consumption since 1993, and the biggest decline in 27 years,
according to data posted on BP’s Web Site.
Demand will fall by 2.6 million barrels a day to 83.2
million barrels in 2009, the Paris-based International Energy
Agency said in a May 14 report.

For Related News and Information:
Top Oil Stories: OTOP
OPEC prices and quotas: OPEC

–Editors: Stephen Cunningham, Mark Sweetman.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 12:21

Se interessa andare a guardare le statistiche di produzione di petrolio e derivati, c’e’ questo link

http://www.theoildrum.com/tag/oilwatch

E potete osservare come ci sia stato un massio produttivo verso la metà del 2008, seguito da un drastico calo fino a maggio 2009 (dove terminano i dati al momento).

Ci sono due considerazioni da fare: primo, come mai una produzione di ben 86-87 milioni di barili al giorno non sia stata sufficiente a soddisfare la domanda; secondo il crollo produttivo è talmente forte che si presume sia avvenuto qualcosa di simile ad un crack. Infatti i tagli produttivi affannosi non sono ancora riusciti (ma lo stanno facendo) ad adeguarsi al crollo della domanda. Al momento siamo a 70 dolari a barile, mi chiedo se le economie occidentali salutino questo prezzo con favore.

In ogni modo, i paesi non OPEC sono in declino produttivo strutturale, e lo saranno anche di piu’ prossimaente per via del prosciugarsi dei capitali necessari agli investimenti. L’Opec dovrà accollarsi una doppia richiesta di produzione, semmai le economie torneranno a crescere.

Insomma, io prevedo che ora si è apera una fase di qualche anno (da due a quattro) in cui non ci saranno problemi strutturali di offerta petrolifera.

Questi si ripresenteranno, aggravati, alla fine del periodo suddetto.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 13:28

Bellissimo articolo come sempre. Mi incuriosiscono molto i due grafici del NYT sul tasso di risparmio e di spesa. Quello che mi stupisce non è quello che è successo negli ultimi 2 anni ma l’andamento degli ultimi 20. Mi sembra di capire che mentre il tasso di risparmio a continuato a calare in modo significativo e in modo ripido il tasso di spesa non si è impennato. Io lo leggo come un lento e inesorabile impoverimento durato 20 anni. Sicuramente invece la gente fino a 2 anni fa si sentiva di sguazzare nel benessere. Continuo a pensare che la massa sia completamente accecata (per usare un termine gentile).

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 13:53

Report di Association of American Railroads per Maggio 2009

(AAR comprende le maggiori imprese di trasporto merci ferroviarie USA, Canada, Messico)

http://www.aar.org/NewsAndEvents/PressReleases/2009/06_WTR/060409_Traffic.aspx

Saluti. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 14:17

X Massimiliano, concordo pienamente con te sulla situazione delle:. ciao paolo.

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 14:18

paolo

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 14:19

masse

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 14:38

Montecristo:
Ho passato più di 13 anni ad analizzare dati di ogni tipo per cercare di capire l’andamento dei mercati finanziari ma sinceramente oggi vedo che la situazione socio-economica è diventata troppo complessa per essere racchiusa e sintetizzata nei soli dati macroeconomici. Le variabili da considerare sono diventate enormi:uragani,clima,siccità,maremoti,aumento della popolazione ,carenze energetiche ecc .ecc.. stanno causando gravissimi danni a moltissime popolazione nel mondo,in alcune zone del pianeta milioni di persone sono in fuga per colpa delle mutazioni climatiche che stanno distruggendo milioni di ettari di terreni coltivabili ,la situazione silenziosamente sta diventando insostenibile e voi che continuate ad analizzare dati economici che sembrano non avere più nessun senso logico.meditate gente,meditate…

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 14:59

Ciao a tutti!
Eccomi di nuovo a bordo..
sarà dura rimettermi in pari leggendo i post di 2 mesi…spero di farcela..
Ricordate?? mi sono licenziato dalla ditta in crisi nera per aprire un’agenzia di solo affitti…
Vi dico come sta andando..
Le richieste sono tantissime..la gente cambia la propria casa in affitto per trovarne una a minor prezzo…anche le case vuote sono tantissime..
Però ho una pila infinita di gente che cerca casa a 500 euro al mese…e mi sa che rimmarranno li ad aspettare per un bel po’.
In quasi tutte le famiglie che vengono ini agenzia c’è un cassaintegrato… e i lavoratori per il 90% sono a tempo determinato..
Alcuni proprietari, rendendosi conto del momento, abbassano il canone ma altri no..fatto stà che chi non si accontenta non affitta l’appartamento..ora la gente guarda anche le 15 euro.

Io e il mio socio intanto galleggiamo..ci teniamo in pari e siamo contenti..
Staremo a vedere nei prossimi mesi..
Intanto le percentuali di sfratti aumentano a dismisura..

Ciao Capitano!!

Un saluto a tutti.

Aka

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 16:35

BOOMER AND BUSTER

Si discuteva ieri della piroetta a U effettuata da due noti gufi, i Nobel Krugman e Stiglitz, trasformatisi in pochi giorni in festose rondini, dopo un pranzo alla Casa Bianca….evidentemente la crisi stava tutta nella cattiva digestione dei due Nobel, ora regolarizzatasi fra un ruttino e un digestivo Antonetto…
Krugman addirittura prevede la fine della crisi “entro l’estate” ( vi ricordo che l’estate inizia entro un paio di settimane, e teoricamente dovrebbe terminare in un trimestre, se non modificheranno anche il mark-to-market delle stagioni, facendola terminare in gennaio o febbraio….)

Oggi pontifica dal campo opposto il buster Roubini…leggiamo le sue parole:

“Roubini: 9 Reasons Why the Recover Will be a Bust

Published: June 10th, 2009

First, employment is still falling sharply in the US and other economies. Indeed, in advanced economies, the unemployment rate will be above 10% by 2010. This will be bad news for consumption and the size of bank losses.

Second, this is a crisis of solvency, not just liquidity, but true deleveraging has not really started, because private losses and debts of households, financial institutions, and even corporations are not being reduced, but rather socialized and put on government balance sheets. Lack of deleveraging will limit the ability of banks to lend, households to spend, and firms to invest.

Third, in countries running current-account deficits, consumers need to cut spending and save much more for many years. Shopped out, savings-less, and debt-burdened consumers have been hit by a wealth shock (falling home prices and stock markets), rising debt-service ratios, and falling incomes and employment.

Fourth, the financial system – despite the policy backstop – is severely damaged. Most of the shadow banking system has disappeared, and traditional commercial banks are saddled with trillions of dollars in expected losses on loans and securities while still being seriously undercapitalized. So the credit crunch will not ease quickly.

Fifth, weak profitability, owing to high debts and default risk, low economic – and thus revenue – growth, and persistent deflationary pressure on companies’ margins, will continue to constrain firms’ willingness to produce, hire workers, and invest.

Sixth, rising government debt ratios will eventually lead to increases in real interest rates that may crowd out private spending and even lead to sovereign refinancing risk.

Seventh, monetization of fiscal deficits is not inflationary in the short run, whereas slack product and labor markets imply massive deflationary forces. But if central banks don’t find a clear exit strategy from policies that double or triple the monetary base, eventually either goods-price inflation or another dangerous asset and credit bubble (or both) will ensue. Some recent rises in the prices of equities, commodities, and other risky assets is clearly liquidity-driven.

Eighth, some emerging-market economies with weaker economic fundamentals may not be able to avoid a severe financial crisis, despite massive IMF support.

Finally, the reduction of global imbalances implies that the current-account deficits of profligate economies (the US and other Anglo-Saxon countries) will narrow the current-account surpluses of over-saving countries (China and other emerging markets, Germany, and Japan). But if domestic demand does not grow fast enough in surplus countries, the resulting lack of global demand relative to supply – or, equivalently, the excess of global savings relative to investment spending – will lead to a weaker recovery in global growth, with most economies growing far more slowly than their potential.

So, green shoots of stabilization may be replaced by yellow weeds of stagnation if several medium-term factors constrain the global economy’s ability to return to sustained growth. Unless these structural weaknesses are resolved, the global economy may grow in 2010-2011, but at an anemic rate. ”

Rimanendo in campo zoologico, tra gufi e rondini, parliamo anche di papere e “dodo”
( da Buttonwood’s notebook dell’Economist, di ieri)


THE DUCK TEST

IF it walks like a duck and quacks like a duck, then it’s a duck. So if the financial markets and economic data are pointing to a recovery, then surely it must be a recovery?

Just look at the signs. We know from history that stockmarkets tend to anticipate an upturn – indeed I expected such an outcome in my last column of 2008. We know that a fall in corporate bond spreads is also a bullish sign. We have had both.

The biggest crisis of last autmum was the apparent collapse of the banking sector. The sector has since effectively been guaranteed by governments. Banks’ share prices have rebounded and they have proved able to raise capital from private hands. The money markets have unfrozen, with key measures of borrowing rates now back where they were before the Lehman collapse.

The economic data have seen the better-than-expected non-farm payrolls, the continued strength of Chinese output and (according to Axa Investment Managers) the rebound in the new orders component of manufacturing indices above 50. The latter is an indicator of advancing activity.

So why in the face of all the above can’t I believe it? The obvious answer may be confirmation bias, an unwillingness to accept evidence that does not chime with my world view. Like the medieval Catholic church insisting that the sun goes round the earth.*

Undeniably, the vast stimulus packages unveiled by central banks and governments have had an effect. This has steered us away from the cataclysm that we appeared to be facing last autumn. However, all the research shows that past episodes of financial collapse have led to long-lasting recessions; how could this one be over so soon? We have not made a dent in the ratio of private sector debt to GDP. House prices in the UK have not reached average valuation levels, let alone historical nadirs. Default rates on US mortgages are still rising. The IMF thinks there is more bad news to come from the European banks.

And not all the data look bullish. Take today’s numbers. German industrial production is down and the country’s exports fell 4.8% month-on-month. British like-for-like retail sales were down 0.8% month-on-month. Last week’s non-farm payroll data were not as good as they looked. Fathom Capital points out that the jobs decline was worse than all but one number during the 1990 and 2001 recessions; that it was more optimistic than the claims data suggested; and that the headline unemployment rate is already higher than that used for the bank stress tests.

The economy is more fragile than recent market movements suggest. Even if March did represent the low for this bear market, a run of bad data could still bring an abrupt end to this rally. The duck might yet turn out to be a dodo. ”

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 17:10

Bravo Aka …. !

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 19:14

Consideratelo un fuori tema.

UN PO’ DI STORIA ITALIANA:

TASSI DI SCONTO (O RIFERIMENTO) VS INFLAZIONE DAL 1958 AD OGGI

http://www.rivaluta.it/tabellatus.htm

Molti titoli emessi all’epoca sono ancora oggi in circolazione, al livello dei tassi di allora.

Vorrei fare delle considerazioni di tipo storico sul ‘debito pubblico italiano attuale’, che a mio parere solo per una fetta sono da imputare ai governi di allora (senza preferenze per i colori) o a costrizioni particolari (esempio, attacchi alla Lira), ma preferisco fermarmi qui.

Saluti. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 20:14

Cerchiamo di ragionare con i fatti.

La svalutazione della lira è stata determinata non da attacchi ( sono la punta di spillo che fa scoppiare la bolla in essere), ma dalla rigidità del serpente monetario, incompatibile proprio con l’incontenibile debito pubblico italiano.
Oggi, con tutti i paesi occidentali che stanno indebitandosi in maniera irreversibile si ripropone lo stesso fenomeno: svalutazione, inflazione, stagnazione e inevitabile…aumento dei tassi.

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 20:16

Aka #33, voglio farti gli auguri per la tua nuova attività, buona fortuna.

Se poi gli utili dell’azienda non compensano gli sforzi che farai…..non importa; quello che fai lo fai per tè (e per lo Stato).

Infine per le case vuote e “inutili”, non c’è problema ci sono un sacco di vecchie cave da riempire di “rovinacci”…..si fà prima a buttarle giù che a costruirle hehehe.

Un Saluto a tutti.

SD

Scritto il 10 giugno 2009 at 20:52

Bertornato a bordo AKA tieni informato dal fronte…….

Gabriel questo è il nostro Krugman….

Eats green shoots and leaves?
Just a quick note: is it just me, or has the economic news started to darken again? Up through about March, every report was worse than you expected, often worse than you could have imagined. Since then, most reports — although continuing to be bad in an absolute sense — have “surprised on the upside.” But my sense is that in the last few days we’ve been getting reports — Korean trade, Japanese orders, German exports — that are once again surprising on the downside.
This thing ain’t over yet.

Etvoilà doppio salto mortale con triplo avvitamento, coreano, giapponese e tedesco!

Sayonara!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 21:40

Aka,

come valuti in questo momento il rapporto tra valore degli immobili e canoni di affitto?

un saluto
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 22:01

WASHINGTON (USA) – Indebitati e disperati, sempre più americani incendiano le loro automobili comprate a rate, o le buttano in mare, o le seppelliscono nel deserto, e ne denunciano il furto per riscuotere i soldi dell’assicurazione. Lo rivela la «Coalizione contro le frodi assicurative», affermando che dall’inizio dell’anno si sono verificati migliaia di questi casi. La crisi, dichiara la Coalizione, rende impossibile a molti automobilisti, soprattutto se disoccupati, mantenere la vetture, in particolare quelle che divorano benzina come i Suv
Li hanno preceduti i proprietari di barche, mezzi molto più costosi delle auto, una passione nazionale. Lo riferì mesi fa il New York times precisando che la navigazione nei fiumi nei laghi e lungo le coste oceaniche minacciava di diventare pericolosa a causa dei relitti di motoscafi, yacht ecc… mandati a picco dai padroni. Scrisse il giornale che i controlli della Guardia costiera erano inadeguati e che le polizie locali venivano oberate di lavoro. Una situazione che ha contribuito al varo, proprio ieri, alla Camera a Washington di una legge equivalente a quella sulla rottamazione in Italia. In base a essa, chi cambierà un «gas guzzler» cioè un’auto divora benzina, quali i Suv, per una nuova a basso consumo riceverà fino 4.500 dollari dallo stato. Brian Moody, un analista di Detroit, l’ha elogiata: «Spero che i truffatori si servano della nuova legge anziché simulare un furto, eviterà loro il carcere».

utente anonimo
Scritto il 10 giugno 2009 at 22:16

Perchè si continua a fare confusione tra la fine della recessione, ovvero smettere d andare indietro e l’inizio della ripresa?

E’ ragionevole che la discesa sia più o meno finita, ma segnali di crescita non se ne vedono ancora e direi neanche i presupposti per ora.

La fine della recessione è condizione necessaria alla ripresa ma non sufficiente.

ad malora
Il cuculo

Scritto il 10 giugno 2009 at 22:33

Direi caro Cuculo che abbiamo appena fatto un frontale in moto contro un camion e siamo in uno stato di coma farmacologico!

Il coma farmacologico viene utilizzato per proteggere il cervello durante grandi interventi chirurgici ….. e in questo momento il cervello dell’economia è in sala operatoria anche se probabilmente i medici stanno ancora consultandosi cercando di far passare il tempo!

Il coma è tuttora presente alternato qui e la dalla sensazione di stimoli che aiutano il paziente a reagire…….

Quando usciremo dal coma e dall’intervento ancora in atto ci aspetterà una lunga convalescenza durante la quale assisteremo ad un processo di pulizia cerebrale, depurando l’organismo dalle scorie tossiche del debito!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 01:09

Anonimo #37

Il mio post #36 è un fuori tema.

Non centra niente con il dibattito inflazione/deflazione, e non è stato portato per supportare una posizione o l’altra.

Non è stato portato neanche come indicazione per ipotesi future.

E’ un fuori tema che riguarda proprio l’incontenibile debito italiano, ponendo riflessioni storiche sulle sue origini.

Ad esempio, fu normale che, dopo decenni di tassi inferiori all’inflazione, ad un certo momento e per MOLTI anni i tassi divennero significativamente superiori all’inflazione?

Naturalmente, quei dati non cambiano l’attuale debito pubblico italiano e in questa ottica possono anche non interessare.

Mimmo

P.S.- Tornando al dibattito corrente

‘… svalutazione, inflazione, stagnazione e inevitabile…aumento dei tassi.’

Mi perdoni, Le cita tutte. Ovvio che il futuro riserva sorprese.

Il punto è: cosa e a chi (area economica o stato)? quando? in quale misura? quali contromisure?ecc.

E’ su questo che abbiamo divergenza di opinioni.

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 08:36

Sul Sole24ore leggo:

Eni offre bond ai risparmiatori: lotto minimo 2mila € .

La Svezia si prepara al peggio. La Banca centrale di Stoccolma ha preso a prestito dalla Bce tre miliardi di euro in cambio di corone per affrontare la tempesta finanziaria che potrebbe scoppiare nel Mar Baltico.

Cosa ne pensate su 2questi temi?
L’ENI forse sa che il petrolio potrebbe scendere e prepara la trappola?
La crisi della Lettonia potrebbe avere influenza valutaria e far scendere l’ Euro Vs $ ??

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 08:37

grazie…

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 09:42

Buon giorno a tutti. Tutte,le aziende o quasi stanno facendo il pieno di soldi. chi con aumenti di capitale chi con debito in bond. Il rialzo delle borse serve a questo. Attirare investitori privati, dopo che li si e’ rassicurati della bonta’ delle aziende stesse. Piu’ il loro valore in borsa e’ elevato piu si pensa sia giusto dare loro credito. Dal punto di vista delle valute, io credo sia molto coplessa la situazione. Il capitano Andrea credo stia preparando uno studio sulle tempeste valutarie. Bisogna tener presente che damolto tempo si parla di moneta unica mondiale. Nell’ultimo g 20 hanno deciso di accelerare verso quell’obbiettivo. Come verso quello di istituire una Banca Centrale Mondiale. Ovviamente i passi saranno molti da fare. Ma ad esempio, quello che ha fatto la Russia, credo ieri, e’ sintomatico. Invece di acquistare titoli di stato usa, ha acquistato titoli del Fondo Monetario Internazionale, cioe’ gli Special Drawing Rights, SDR. Nei fatti e’ stata data la possibilita’ all FMI di emettere moneta mondiale. Successivamente, parte o tutte, delle riserve valutarie delle singole banche centrali nazionali, saranno depositate li. Questo servira’ ad aiutare gli stati in difficolta’. Ovviamente le singole valute nazionale avranno un valore di conversione adeguato alla potenza economica politica militare che saranno in grado di avere. In questo momento tutti sono in difficolta’, io credo, nel mio piccolo, che non ci saranno enormi sbalzi di valore fra le monete piu forti. Cosa ne pensate? Grazie ciao, paolo.

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 10:45

Montecristo:

caro Andrea ,mi sa tanto che qui il frontale con un treno in corsa purtroppo l’abbiamo fatto ,io,tu ,Fringuello e Cuculo.

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 11:54

Caro Montecristo,

C’è una bellissima striscia dei Peanuts in cui Spike (il fratllo di Snoopy, per i non addetti, che vive nel deserto con i Coyotes) scappa inseguito dai Coyotes e si rifugia in casa di Snoopy.
Spike spiega che lo stanno inseguendo perchè lui aveva venduto loro “villette con vista sull’oceano” in pieno deserto.. “Credevo che i Coyotes avessereo la vista lunga”.

Quelli che considerano l’attuale crescita dei mercati e delle commodities (specialmente petrolio) come l’anticipazione della crescita prossima ventura hanno probabilmente la vista più lunga dei Coyotes.

Io preferisco guardare al ciclo degli investimenti che è l’unico vero anticipatore delle riprese.

ad Maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 12:07

Montecristo:

ciao Cuculo,lo sai bene che la vedo come te sui mercati,però devo ammettere che una pazzia come questa sui mercati non l’avevo mai vista prima,infatti ti devo confessare che sono molto preoccupato per il futuro.

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 13:02

Eh Montecristo quanta ansia…non disperare la vita e’ fatta di attese mica si puo’ pretendere tutto e subito,
eh, atrimenti cosa abbiamo imparato nel nostro viaggiare insieme x mari tempestosi?
Come dice sempre Andrea la verita’ e’ figlia del tempo.

il fringuello

Scritto il 11 giugno 2009 at 13:33

Andrea se non sei un economista cosa sei?

Secondo me sei un economista i dottorati sono invenzioni dell’uomo, la capacità e la perspicacia sono dell’individuo.
Un economista e Andrea sono la stessa cosa perchè entrambi interpretano la realtà economica.

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 17:32

I rimbalzi importanti durano in genere 6 mesi, 3 di rialzo e 3 di andamento laterale, quindi se ne riparla ad ottobre.
Tuttavia se l’andamento dei prossimi 3 mesi non fosse laterale…

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 20:24

Signs of Hope in Housing, But a V-Shaped Recovery Isn’t in the Cards……

Sono sempre più infastidifo dall’atteggiamento banalizzante della comunicazione economica.
La crisi deve essere a V oppure W o a U oppure ad L.

E perchè non a greca a ghirlanda o arabesco?

Perchè si cercano risposte semplici a problemi complessi, schemi senza senso per dare all’uomo della strada, che è alle prese con prolemi molto seri ed assolutamente di non facile soluzione, che la situazione è sotto controllo, che c’è uno schema e che rientriamo nello schema, c’è una malattia ma conosciamo la cura, c’è un protocollo terapeutica collaudato.
Invece i medici stanno guardando la lastra e non sono neanche d’accordo se la stanno guardando dl verso giusto o sottosopra.

Mi ricorda una bella striscia dei Peanuts in cui snoopy decide di tornare a visitare il vecchio allevamento della quercia e parte con una mappa.
“Sono bravo a leggere le mappe” dice, “L’unica cosa che non capisco sono tuute quelle scrite e quei simboli…”

ad malora
Il Cuculo

Forse a qualcuno potrebbe venire il sospetto che mettendo a posto la cantina mi sia venuta in mano la vecchia collezione dei Peanuts… ebbene , è vero…

Per chi fosse interesato questo è il link ma il titolo dice già tutto

http://finance.yahoo.com/tech-ticker/article/262318/Signs-of-Hope-in-Housing-But-a-V-Shaped-Recovery-Isn't-in-the-Cards;_ylt=Ai3ynXJc53MRSm6jsEejcsm7YWsA?tickers=HOV,HD,XHB,DHI,LEN,XLF,%5EDJI?sec=topStories&pos=9&asset=&ccode=

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2009 at 21:03

Ciao a tutti. Visto che sono un pensionato, da poco, e leggendo sempre quello che si scrive qui da parte dell’incommensurabile Andrea, ma come mi dovrei regolare per il futuro?
Se ho una casa, questa diominuirà di valore, ma allo stesso tempo, con l’inflazione (paventata dai più ma non da Andrea), ancor meno varrebebro quei pochi soldi di pensione. E se ci fosse deflazione, allora la vita costerebbe di eno, ma anche il valore della casa (di conseguenza) E quindi dove andremo?
Avevo anche un pò di soldi investiti in un etf, consigliatomi da mio figlio a marzo, ma forse è arrivato il momento di ritornare sui BOT? Potrà durare all’infinito questo rialzo fittizio delle borse?
Leggendovi, col tempo ho imparato anche qualcosa in quel campo.
Grazie per chi vorà darmi una risposta
Emanuele

Scritto il 11 giugno 2009 at 22:15

Al di la di Peanuts sentite cosa disse il nostro Galbraith a proposito della Grande Depressione…..

Ultimo ma non per questo meno importante Galbraith cita il misero stato dell’informazione economica:

“ Eppure sembra certo che gli economisti e i fornitori di consulenza economica negli ultimi anni venti e nei primi trenta fossero eccezionalmente fuori strada. Nei mesi e negli anni successivi al tracollo del mercato azionario, le direttive della consulenza economica rispettabile furono invariabilmente a favore di misure che avrebbero aggravato la situazione.”

Che ne dici Cuculo è o non è una incredibile nemesi questa!

Buona notte Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 giugno 2009 at 15:11

Cuculo,
Tieni presente che la mia esperienza nell’immobiliare è cominciata 2 mesi fa…
ti parlerò di affitti..
sono troppo alti.
non hanno senso, veramente.
2 camere da letto e un soggiorno con angolo cottura stanno anche sugli 800 euro..
però la gente non compra…e quindi và in affitto..
ma ti rendi conto?? 800 euro!!! sono quasi 1 milione e 600 mila!!
e d’altra parte vedo le buste paga dei potenziali inquilini…..non ho parole.
ci ci sono poi i canoni concordati…
certo l’appartamento costa meno…ma poi ci sono 200 euro di spese condominiali…
e siamo da capo.

per la vendita ti dico solo che il mio appartamentino comprato 8 anni fa a 150.000 euro… ora lo vendo a 140.000….e nessuno lo vuole..

haimè…

ciao a tutti!!

Aka

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