L'IMPONDERABILE!

Scritto il alle 07:28 da icebergfinanza

 

"Il nostro problema è che non solo non conosciamo il futuro, ma non conosciamo neanche il passato" ci dice Nassim Taleb!

Robert J. Shiller, in una intervista al Times, parla della seria possibilità che l’economia inglese possa assistere ad una double dip recession, ovvero di una recessione a forma  di doppia W, due rapide recessioni ravvicinate che ricordano le esperienze degli anni ’30 e ’80.

Al di la delle ovvie dichiarazioni del cancelliere Alistair improntate ad un eccessivo ottimismo, risulta alquanto strano che Shiller non faccia riferimento all’ America una delle maggiori economie indiziate a ripercorrere la strada di un nuova e forse più profonda, recessione!

Una double dip recession sarebbe la testimonianza di una ripresa troncata da un aumento della contrazione monetaria e della pressione fiscale con un inevitabile premio richiesto dagli investitori per sostenere i debiti pubblici mondiali.

Il mio unico dubbio è relativo agli ordigni a tempo, disseminati lungo il percorso dell’economia mondiale, ordigni che vanno dal binomio deflazione/inflazione ad una serie di problematiche relative al sistema finanziario ed immobiliare, senza dimenticare la possibilità di una autentica tempesta valutaria. 

Non so quanto sia sostenibile la visione di una ripresa che provenga da eventi macroeconomici indotti da una serie di fattori irripetibili, già sperimentati anche lo scorso anno, con uno stimolo fiscale  che ha decisamente fallito, nel suo compito.

Secondo il mio parere oggi la maggior parte di tale stimolo fiscale prenderà la strada del risparmio e del servizio al debito, ovvero verrà utilizzato per abbattere l’onere del debito.

Se proprio vogliamo prospettare una nuova versione alfabetica del futuro ciclo economico, perchè non intravvedere un possibile movimento ad " O " ,ove un ipotetico recupero verrebbe assorbito da una potente pompa di aspirazione che riporta l’economia al punto di partenza, la pompa del risparmio e del deleveraging, in attesa di un lungo periodo di convalescenza prima di un’eventuale ripresa.

Credere che una "deflazione da debiti", una globale azione di deleveraging di queste proporzioni, possa risolversi nello spazio di un istante lungo due anni di recessione per essere seguito da una ripresa immediata, mi sembra alquanto anacronistico.

Ascoltate attentamente cosa dice il vice governatore della banca centrale americana Kohn:

Kohn said that in spite of the fragile state of the US economy and the prospect for low rates for a while, the Fed must make plain its plans to pull back its lending when a recovery begins to take hold.

"To ensure confidence in our ability to sustain price stability, we need to have a framework for managing our balance sheet when it is time to move to contain inflation pressures," he said. FORBES 

Kohn dice in sostanza che nonostante la fragilità dell’economia americana e la prospettiva di tassi bassi per un pò di tempo, la Federal Reserve deve dichiarare chiaramente l’intenzione di ritirare la liquidità dal mercato quando la ripresa comincia a prendere piede per passare a contenere le pressioni inflative e le prospettive di inflazione create. Ecco quindi che nel caso di una ripresa, le manovre della Fed porteranno probabilmente ad una nuova recessione, sempre che la Fed sia in grado di agire sui tassi indipendentemente dalle probabili pressioni politiche.

Ora per un novellino come il sottoscritto è assolutamente affascinante notare come in questa crisi Keynes e Friedman stiano influenzando contemporaneamente i timonieri, attraverso le loro visioni che consistono rispettivamente nella maggiore spesa pubblica e nell’innondare di liquidità i mercati. Tra qualche anno quando la più imponente azione di deleveraging della storia avrà fine, allora sarà difficile tenere a bada le aspettative di inflazione, anche se la Storia ci racconta che le depressioni silenziano per anni qualsiasi aspettativa.

Se l’intero settore privato sta deleveraggiando l’economia ad eccezione di quello finanziario che continua imperterrito nella sua follia demenziale ( vedi dati Federal Reserve ) non resta che lo Stato per sostenere la domanda.

Inoltre è abbastanza illusorio credere che la deflazione sia un problema passeggero.

Ora vorrei condividere con Voi alcuni passi di un recente discorso dell’attuale governatore della Federal Reserve Greenspan  alla " 2009 Commencement of the Boston College School of Law, Newton, Massachusetts " tenuto il 22 maggio e intravisto grazie al sito CalculatedRisk, uno straordinario inno all’imprevedibilità, un documento epocale che costringe i business reporter ad andare a bersi un caffè o qualcos’altro in quanto Bernanke non ha intenzione di dire nulla rispetto alla crisi o sulla politica monetaria:

Instead, I’d like to offer a few thoughts today about the inherent unpredictability of our individual lives and how one might go about dealing with that reality. 

…..si l’intrinseca imprevedibilità della nostra vita individuale, ai confini della realtà!

Dice Daniel Cloud della Princeton University:

Per capire come siamo andati a infilarci in questo ginepraio economico, le complicate spiegazioni su derivati, regolamentazione insufficiente e così via non centrano il punto fondamentale. La migliore risposta è semplice e antica al tempo stesso: tracotanza.
Nella moderna economia matematica, molte persone nel mondo ricco hanno deciso che finalmente eravamo riusciti a escogitare una serie di strumenti scientifici capaci di prevedere efficacemente il comportamento umano. (…)
Il vero fattore all’origine di quella trasformazione della scienza economica che ha portato al disastro è stato il semplice fatto che ormai ci si poteva permettere di dire certe cose in pubblico senza conseguenze. Alcuni tra noi credevano sinceramente nella fine della storia. E d’altronde non puoi avere una società ultima, utopica, senza avere anche una teoria scientifica ultima del comportamento umano, più una manciata di scienziati pazzi o philosophes a sovrintendere al tutto.

Prosegue Bernanke…… " (…)As an economist and policymaker, I have plenty of experience in trying to foretell the future, because policy decisions inevitably involve projections of how alternative policy choices will influence the future course of the economy.

In planning our own individual lives, we all have a strong psychological need to believe that we can control, or at least anticipate, much of what will happen to us.  But the social and physical environments in which we live, and indeed, we ourselves, are complex systems, if you will, subject to diverse and unforeseen influences.  Scientists and mathematicians have discussed the so-called butterfly effect, which holds that, in a sufficiently complex system, a small cause–the flapping of a butterfly’s wings in Brazil–might conceivably have a disproportionately large effect–a typhoon in the Pacific.  All this is to put a scientific gloss on what you probably know from everyday life or from reading good literature:  Life is much less predictable than we would wish.  As John Lennon once said, "Life is what happens to you while you are busy making other plans."

Certo abbiamo bisogno di credere di poter controllare il nostro destino, ma siamo terribilmente fragili o talvolta troppo sicuri di noi stessi alle volte ci sentiamo addirittura onnipotenti!

L’effetto farfalla, certo non dimenticatelo, ne risentirete parlare molto nel mio libro, ma ecco che Bernanke sorprende nella veste di filosofo riportando una frase di John Lennon…. " La vita è tutto ciò che accade mentre sei intento a fare altri piani."

 

Bernanke sostiene che in qualità di economista e esperto di politica economica, ha molta esperienza nel cercare di predire il futuro, perchè le decisioni della Fed in una maniera o nell’altra influenzano il futuro stesso dell’economia.

La Federal Reserve dedica ingenti risorse alla previsione del futuro dell’economia e allo stesso tempo tutti i principali attori, hanno lo stesso incentivo di cercare di prevedere come si evolverà la situazione prosegue Bernanke.

Keynes aggiungo io, diceva che è inutile cercare di conoscere quale ragazza vincerà il concorso di bellezza, ma importante è indovinare quali sono le propensioni dei giurati!

With so much at stake, you will not be surprised to know that, over the years, many very smart people have applied the most sophisticated statistical and modeling tools available to try to better divine the economic future.  But the results, unfortunately, have more often than not been underwhelming.

Tombola! L’applicazione di modelli statistici e demenzialità gaussiane aggiungo io, non sono stati purtroppo sostenuti il più delle volte dal conforto della realtà e tirando in ballo l’imprevedibilità delle condizioni metereologiche paragonate a quelle economiche si riconosce la natura estremamente complessa dei mercati e la possibilità che la comprensione sarà sempre imperfetta.

Ma non erano forse i mercati perfettamente razionali e frequentati da esseri straordinariamente razionali a loro volta….!!??

Ricorda ancora David Cloud…..

" Per fare un esempio, se, conoscendo il modello che sta dietro a una certa politica, si possono realizzare dei profitti (un esempio sono i modelli usati dalla Federal Reserve), prima o poi i capitali convergeranno in massa alla ricerca di quel profitto, al punto che il particolare comincerà a prendere il sopravvento sul generale, com’è successo recentemente."

Si i modelli usati dalla Federal Reserve probabilmente o meglio quasi sicuramente non prevedevano l’imponderabile, quell’imponderabile che chiunque avrebbe potuto notare con un minimo di buon senso, nell’insostenibilità di questo sistema, che si arrampicava sognando la Torre di Babele!

In some ways, predicting the economy is even more difficult than forecasting the weather, because an economy is not made up of molecules whose behavior is subject to the laws of physics, but rather of human beings who are themselves thinking about the future and whose behavior may be influenced by the forecasts that they or others make.

Certo prevedere l’economia è un esercizio che alle volte si spinge ai confini dell’imponderabile, ma se l’economia non è fatta di molecole il cui comportamento è soggetto alle leggi della fisica, ma da esseri umani, per quale motivo si è dato spazio ad un’infinità di modelli che ambivano alla ricerca del controllo del rischio partendo dalla presunzione di essere in grado di sfidare il destino o le leggi di gravità o del buon senso?

To be sure, historical relationships and regularities can help economists, as well as weather forecasters, gain some insight into the future, but these must be used with considerable caution and healthy skepticism.

Certo ogni modello di previsione nella crisi va utilizzato con la dovuta attenzione e cautela, con una punta di sano scetticismo che non basta mai.

Ecco che allora, tornando dopo lungo tempo a dare un’occhiata alla presunta realtà fondamentale e dimenticando per un istante le previsioni per il 2009 degli earnings in relazione all’indice principe, lo S&P500, con tutta la buona volontà, pur presupponendo un recupero sino ad 50 dollari dagli attuali 28/29 per il 2009 non riusciremo ad andare sotto un P/E di 18, neanche con l’immaginazione.

Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma di fondamentalmente insostenibile si!

Credere che al di la degli artifici contabili leciti concessi per foraggiare l’ennesima socializzazione delle perdite, tramite la ricapitalizzazione delle banche, sia  possibile rinverdire i fasti del passato, credo sia francamente insostenibile,

E siccome Platone diceva che la meraviglia è il primo passo per la strada della conoscenza, come non meravigliarsi di questi due grafici che un nostro carissimo amico di vecchia data, Bill ci ha inviato! Chartoftheday

Ovviamente come sempre qualcuno potrebbe obiettare che se togliamo i finanziari o magari anche il colosso d’argilla AIG la situazione non è poi male. Certo anche la madre di tutte le crisi non sarebbe poi male togliendole la crisi immobiliare, quella finanziaria e lavorando un po di immaginazione qualsiasi squilibrio macroeconomico in fondo sarebbe solo un banale errore di sottovalutazione!

Ammiro chiunque pensi che l’economia ritornerà nel più breve tempo possibile sulla strada di profitti stellari, ammiro chiunque pensi che le istituzioni finanziarie potranno tornare ad essere macchine da redditività esponenziale, lo ammiro per la sua incrollabile fede in questo sistema!

Certo, gli indicatori del credito segnalano un ritorno a livelli che testimoniano una minore tensione, alcuni indicatori macroeconomici testimoniano una frenata della dinamica della crisi, ma è ancora troppo presto per abbandonare la consapevolezza che ci ha accompagnato in questi due lunghi anni e la fiducia è un bene prezioso da riconquistare solo e sempre con la trasparenza che ancora oggi è relegata nei musei della Storia.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

 

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52 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 07:18

Grazie come sempre. Ci illumuni.
Un povero diavolo.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 07:47

Caro Andrea,

al di la del fatto che con tutti i numeri si può giocare a fare venire fuori tanti scenari, dal Vaudeville all’ Apocalisse direi che
per quanto riguarda il P/E medio siamo di fronte ad un problema di rappresentazione che cozza con un semplice problema di aritmetica.

Se consideriamo

Avg(P/E) = Somma (Pi) / Somma (Ei)

in una fase in cui una parte degli Ei è negativa Avg(P/E) esplode in quanto
i Pi possono al più scendere a 0 e di fatto non succede sempre per aziende con earning negativi anche per diversi trimestri perchè valori di libro sostengono il prezzo del titolo sopra una soglia pur minima.

Una rappresentazione più corretta o almeno complementare sarebbe calcolare

Avg (P/E) = ( Somma N (Pi/Ei) ) / N

con due diverse modalità:

1) Porre a 0 i termini con Pi/Ei < 0
2) Eliminare dalla sommatoria i termini < 0

ovviamente non voglio modificare gli strumenti di analisi standard, ma i dati possono essere letti in molti modi.

Anche perchè, distorsioni a parte, sarebbe auspicabile che aziende con P/E negativo per un certo numero di trimestri
non venissero più considerate dall’indice ovvero venissero avviate al fallimento ed al de-listing.

Non è quardare alla crisi togliendo la crisi dal quatro, è provare a guardare agli indicatori in un modo più ampio.
anche perchè è realistico pensare che l’uscita dalla crisi non sarà segnata dal ritorno all’utile di imprese fallite ma
all’incremento degli utili delle aziende che stanno attraversando la tempesta senza eccessivi danni, anzi, con la
possibilità di rafforzarsi su i propri mercati.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 10:01

FORMA MENTIS PER LA COMPRENSIONE DEL MONDO ECONOMICO- FINANZIARIO

Ripeto qui, ancora una volta, quanto già scritto in passato, perchè, pur consapevole del tecnicismo dell’argomento e della sua apparente modesta applicabilità pratica, queste considerazioni rappresentano, a mio avviso, la migliore forma mentis da applicare al mondo economico-finanziario, per comprenderne a fondo essenza e struttura, e per evitarne le sue molteplici micidiali trappole…
Per chi vuole approfondire, gli scritti di Mandelbrot, Taleb, e molti altri, sono facilmente accessibili…

Il peccato originale del common wisdom economico-finanziario è la sua tendenza a interpretare il mondo della finanza e dell’economia come un sistema di “rischio”, e non di “incertezza”….

Facciamo degli esempi:
1- “L’attuale presidente della FED è B. Bernanke”( valutazione in condizioni di certezza…per nostra sfortuna, aggiungerei…)
2- “Al prossimo lancio di una monetina uscirà testa” ( valutazione in condizioni di rischio)
3- “Sulla galassia n439 ci sono forme di vita avanzate” ( valutazione in condizioni di incertezza)

L’assunto fondamentale, non compreso dai più, è che il mondo della finanza e dell’economia è il regno dell’incertezza, non del rischio…. dove possiamo considerare “rischio” fondamentalmente una “incertezza misurabile” ( attraverso parametri matematico-statistici )…
Ma quando al rischio si applicano variabili biologiche, psicologiche, antropologiche, sociologiche, etc etc ( ed è QUESTO il caso della finanza e dell’economia! ) il rischio “decade” in incertezza…
Gauss funziona molto bene nel mondo fisico-chimico…ma non appena subentra l’UOMO, Gauss non vale più…

Ci sono 4 possibilità di processi aleatori ( chance setup ):

1) caso ordinario a probabilità limitata ( gioco del dado, testa e croce, etc), non vi sono eventi estremi

2) caso ordinario con distribuzione “normale” ( Gaussiana ) a probabilità non limitata;

3)distribuzione non limitata: questa volta, però, con combinazione lineare di una distribuzione “ordinaria” (come la distribuzione Gaussuana) con una distribuzione “anomala” (come la distribuzione di Poisson), che assegna probabilità molto basse a risultati rari –come, ad esempio, la probabilità di osservare un “cigno nero”. Il valore dei momenti dipende in gran parte dagli eventi rari ed improbabili, i cosiddetti “cigni neri”, che dipendono dalla distribuzione estrema Poisson, e non dagli eventi ordinari e non catastrofici che si devono alla distribuzione Normale

4)Il caso più “pessimistico”: nessun generatore fissato, perchè cambia continuamente e in modo imprevedibile;è come se ciascun risultato fosse prodotto da un generatore che non ha momenti –con media non definita, con varianza infinita e così via. ( distribuzione di Pareto-Levy)

I primi due casi, sono condizioni di rischio; il 3° e 4°, sono condizioni di incertezza: in finanza ed economia, SI APPLICANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CONDIZIONI DEL 3° O 4° TIPO: ciò è sufficiente a comprovare l’assoluta impredittibilità del futuro sulla base del passato: è impossibile assegnare una qualsiasi probabilità specifica ai risultati futuri….

Il mondo accademico, gli analisti, i giornalisti, i dirigenti, i risparmiatori, etc etc, che applicano la distribuzione Normale gaussiana al mondo finanziario-economico non fanno che preparare il sistema a un crac colossale…meglio, hanno già causato l’attuale disastrosa crisi…

Alcune delle micidiali assurdità intellettuali prodotte dalla mancata comprensione di quanto sopra : la teoria dei mercati efficienti EMH, il concetto di beta, il VAR , il concetto di frontiera efficiente, la formula di Black&Scholes per le opzioni, la formula di Sharpe per i fondi, etc etc etc
Pattume intellettuale…ben ordinato, articolato, confezionato, insegnato e applicato: ma pattume.
Pattume puro.

( e a proposito di pattume: anche i due grafici postati oggi da Chart of the Day, mi pare che siano un buon esempio di pattume statistico-finanziario…)

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 11:45

Gabriel,

chredo che la statistica ed il calcolo delle probabilità siano materia ostica per la maggior parte dei soloni che si trastullano nel mondo economico finanziario. Infatti negli ultimi anni sono state arruolate schiere di matematici (che però sanno di economia come il mio gatto sa giocare scacchi) per sviluppare dei modelli di calcolo.
Non credo però che lo scopo fosse di avere un modello valido, credo fosse dare un parvenza di struttura scientifica per sostenere comportamenti irrazionali ovvero delinquenziali.

ad maiora
Il Cuculo

Mi associo alle tue valutazioni anche se la corretta applicazione del teorema del limite centrale (tranne che per il caso 4) mitiga parzialmente la severità del tuo giudizio)

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 12:31

Montecristo:

Vedo che questo bloog sta perdendo d’interesse,sempre più poche persone che rilasciano post interessanti.digitate su you tube “l’inganno di obama” vedrete un filmato di circa due ore molto interessante.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 12:43

http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefinternazionale/PDF/2009/2009-05-25/2009052512846789.pdf

Da rifletterci sopra insieme.
Buona lettura,
Paolo

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 12:47

penso sia un problema di approssimazione. Gauss come dice #3 va bene quando sai quali e quante sono le variabili. Il fatto che non funzioni quando c’ è di mezzo l’ uomo è solo perché il numero delle variabili è talmente alto che non puoi tener conto di tutte le variabili. Gli economisti sono umani per cui riescono a considerare un numero finito di variabili (anche limitato) ma il sistema ne può avere un numero infinito. Possiamo prevedere un uragano tra una settimana ma non tra un anno.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 13:43

Montecristo:

Penso che negli ultimi anni,specialmente in Italia si sia generata una confusione totale su tutto e su tutti,la gente è disorientata e rassegnata,ogni cosa ,di ogni genere ,ha mille domande e mille risposte sempre incerte,sempre confuse.E’ normale che la maggior parte della popolazione rimane inerte difronte a qualsiasi evento ,ormai assimila tutto in modo passivo ed impassibile è come se ci avessero tolto l’anima,stiamo diventanto come robot,senza sentimento,senza amore,senza comprenzione spero sinceramente che noi tutti ci riappropriamo dei nostri sani principi,dei nostri valori affinchè il mondo possa progredire verso una crescita sostenibile e un lungo periodo di pace.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 14:18

In riferimento al sempre ottimo intervento di Gabriel, vorrei però rimarcare come dal mio personale punto di vista le variabili biologiche, psicologiche,antropologiche e sociologiche che concorrono a far passare il mondo della finanza dal’ alea del rischio a quello dell’incertezza ,possono, in considerazione del fatto che l’uomo spesso in condizioni simili ha atteggiamenti che si ripetono, essere se non pienamente previste, in qualche modo analizzate in prospettiva futura , grazie all’Analisi Tecnica ed alle sue innumerevoli applicazioni.
Concordo tuttavia sull’estrema difficoltà di tale analisi che di fatto non essendo scientificamente dimostrabile ,riferita ad una pluralità di soggetti, è stata a mio avviso troppo frettolosamente snobbata dai soloni della finanza a favore della fisica della matematica e della statistica. La Sociologia avrebbe forse meglio potuto adempiere a tale compito.

Mas

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 14:55

2010
Tutto quanto stiamo vedendo, rimbalzo compreso, si base su questo postulato:
riavvio certo dell’economia nel 2010 o meglio nell’ultimo trimestre del 2009 (la luce in fondo altunnel)
Questo postulato sta tenendo in piedi tutta la baracca finanziaria, ma l’economia e la finanza non sono scienze esatte e i postulati sanno di imbroglio.
In questo momento i modelli matematici quantistici, che forse sono un tantino più affidabili dei postulati politico-economici, prevedono minimi più severi di quelli visti finora.
Ovviamente sono previsioni e non certezze, ma affidarsi ad un postulato di comodo è molto pericoloso.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 15:01

ERRATA CORRIGE
modelli matematici QUANTITATIVI (non quantistici)

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 15:41

per 10 hai qualche sito dove poter leggere di questi calcoli quantistici?
grazie
+zero

Scritto il 25 maggio 2009 at 16:52

sul discorso dell’inflazione…

ma quand’e’ che la moneta e’ stata veramente inserita sui mercati ed e’ arrivata a imprese e consumatori ???

quando si facevano mutui a gogo’ e si vendevano tante case a prezzi altissimi !!!

immagina uno che ha 50k in banca, si fa fare un prestito da 250k e compra una casa da 300k…

250k di M3 sono stati creati, mentre 300K di M1 finiscono sul conto del venditore (privato o costruttore), mentre 50K di M1 spariscono dal conto del compratore, no?

oggi che stanno immettendo M1 per coprire parte dell’M3 che e’ diventata carta straccia, stanno creando inflazione?

sicuramente meno di quanta ne avevano creata prima con la riserva frazionaria…

non credi?

eppero’ le chiacchiere sull’iperinflazione vanno avanti,
si continua col terrorismo-pro-passaggio-cerino

e vabbe’…

tanto il cerino a qualcuno deve passare…

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 17:56

per #12

Giovedì 21 Maggio 2009, 13:26

La tempesta non è ancora passata
Di redazione ts

Alcuni operatori ed economisti iniziano a parlare di ripresa dei mercati a partire dall’anno prossimo. E’ d’accordo?

Dalla fine dell’anno scorso la nostra società ha introdotto modelli quantitativi e matematici che guidano su base statistica le scelte gestionali. Detti modelli non si muovono su previsioni di lungo termine in quanto ogni studio al riguardo deve poi passare il filtro delle dinamiche mensili, settimanali e giornaliere che finiscono per prevalere. Di fatto, potrebbero smontare via via gli scenari macro più probabili su base annuale. Detto questo, i nostri modelli ci indicano per il futuro nuovi minimi molto più bassi di quelli visti finora nel 2009.

http://it.biz.yahoo.com/21052009/92/tempesta-non-passata.html

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 19:20

per 14.

Se avessero dei modelli vincenti non credi che ci metterebbero i loro soldi, magari in leva? Che bisogno hanno di farsi pubblicita?

Solite fregnaccie da ITF..
+zero

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 19:41

Montecristo

Qualche giorno fà dissi che secondo le mie sensazioni eravamo in procinto di contattare gli alieni,naturalmente sono stato deriso,date un’occhiata al tg 2 di stasera forse vi cominciate a rendere conto che io non sparo c….e.non parlo tanto per parlare,esprimo solo le mie sensazioni genuine che quasi sempre si sono rivelate giuste.

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 20:12

Me lo son perso Montecristo
cosa hanno detto?

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 20:19

Fogar : per Gabriel #3
“Gauss funziona molto bene nel mondo fisico-chimico…ma non appena subentra l’UOMO, Gauss non vale più… ” Nel “Mediocristan” di Taleb, Gauss funziona benissimo, anche dove c’entra l’ Uomo ! da “il Cigno nero” : la stabilità e l’assenza di crisi incoraggiano a correre i rischi e diminuiscono la consapevolezza dei possibili problemi. Poi arriva una crisi, la gente rimane traumatizzata e ha paura a investire le proprie risorse” pag 97 Dopo un Cigno Nero , come quello dell’ 11 Settembre 2001 , la gente ( e questo blog, ndr ) si aspetta che si ripeta, quando invece le sue probabilità sono diminuite.
Continuamente e spudoratamente vengono citati siti, economisti , Taleb , Shiller , Greenspan , PE , ecc ecc solo quando contribuiscono a sostenere le tesi catastrofiste ma ce li dimentichiamo quando gli stessi , magari il giorno prima, una riga sopra, o la pagina dopo dicono una cosa completamente diversa. L’esempio dei PE di oggi è un esempio clamoroso! Perchè non si evidenziano invece i PE di Shiller ( o di Hussman ) da cui si ricaverebbe proprio il messaggio opposto? ma lo stesso guru Shiller viene citato se rilascia un intervista negativa per l’ UK ! Oltretutto chi s’è dimenticato degli USA non è Shiller su cui ha espresso di recente il consiglio di comprare azioni (ma come , con questi PE ???? ) ed immobili ( come con la deflazione già in atto ???? ). Un giorno tutto sembra già irrimediabilmente segnato verso il baratro, l’altro si dice che è solo una “visione soggettiva” di un non-economista ( ma cos’è , poi, un pregio o un difetto? ) … Fogar PS faccio il provocatore per “animare” un po’ di riflessioni ???? O scrivo per farmi appioppare un’altra definizione simpaticona ? l’ultima era “folletto” ( che significa?) forse gli argomenti di borsa- specie se cala – interessano di più?

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 20:50

#16
con tutto il rispetto sei patetico

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 21:05

ciao andrea credo che tu non abbia bisogno di sostegno nell’elencare le tue tesi, ma allo stesso tempo credo che fogar stia utilizzando un metodo alquanto scorretto nell’estrapolare alcuni tuoi pensieri.

Prendiamo Shiller, recentemente sul sole scrive

I boom speculativi sono alimentati da una retroazione psicologica. Il rialzo dei prezzi delle azioni crea storie d’investitori abili che riescono a diventare ricchi. La gente, guardando con invidia ai successi altrui, comincia a domandarsi se questo rialzo non ne preannunci altri in futuro ed è tentata di mettersi a giocare in Borsa, anche quelli che in fondo non credono che il boom continuerà. E dunque il rialzo delle azioni produce a sua volta altri rialzi, e il ciclo va avanti così per un po’ di tempo.
Durante un periodo di boom delle azioni, chi è tentato dall’idea di giocare in Borsa mette su un piatto della bilancia la paura di pentirsene se non lo fa, e sull’altro la sofferenza di una possibile perdita economica se lo fa.

In questo momento, però, è il caso di chiedersi che cosa vi sia alla base di questa tendenza.

Non sembra che da marzo a oggi vi sia stata nessuna notizia significativa che la giustifichi, se non il rialzo stesso.

La tendenza umana a reagire agli incrementi dei prezzi è sempre in agguato, pronta a generare bolle speculative e crescite improvvise. La retroazione è solo un meccanismo d’amplificazione per altri fattori che predispongono la gente a lanciarsi nel gioco di Borsa.

Ma oggi è difficile ricreare una narrazione del genere di fronte a tutte queste storie d’insuccessi e fallimenti. Il rimbalzo dei mercati azionari da marzo a oggi non sembra costruito intorno a storie edificanti come quelle prima descritte, semmai intorno alla pura e semplice assenza di notizie più cattive, e intorno alla consapevolezza che tutte le recessioni del passato prima o poi sono giunte a termine. In un’epoca in cui i quotidiani traboccano di foto di case pignorate in vendita, e addirittura di case in eccedenza demolite, è difficile vedere dietro al rimbalzo dei mercati motivazioni che non siano la storia del “tutte le recessioni presto o tardi hanno fine”.

questo è quanto ha scritto shiller, io non so quanto abbia detto a proposito delle azioni ma alcune sue conclusioni sono più eloquenti di mille osservazioni

se la sua intenzione è quella di consigliare l’acquisto di azioni solo perchè tutte le resessioni hanno termine prima o poi allora preferisco le analisi fondamnetali di Andrea.

L’ultimo arrivato!

Scritto il 25 maggio 2009 at 21:23

L’atteggiamen$to psicologico di un certo tipo di catastrofista è il seguente:

Raccolgo tutte le infomazioni che mi indicano che la cosa più probabile è la catastrofe e la predico.

Se la catastrofe si verifica per lo meno “lo avevo detto” se non si verifica “meno male che mi sono sbagliato”

Le catastrofi vere non le predice nessuno

ad malora
Il Cuculo

Scritto il 25 maggio 2009 at 21:48

Crisis spurs spike in ‘suburban survivalists’
Recession prompts fear of economic collapse, spurs breed of ‘suburban survivalists’
Gillian Flaccus, Associated Press Writer
On Monday May 25, 2009, 12:03 pm EDT
Buzz up! Print.SAN DIEGO (AP) — Six months ago, Jim Wiseman didn’t even have a spare nutrition bar in his kitchen cabinet.

Now, the 54-year-old businessman and father of five has a backup generator, a water filter, a grain mill and a 4-foot-tall pile of emergency food tucked in his home in the expensive San Diego suburb of La Jolla.

Wiseman isn’t alone. Emergency supply retailers and military surplus stores nationwide have seen business boom in the past few months as an increasing number of Americans spooked by the economy rush to stock up on gear that was once the domain of hardcore survivalists.

These people snapping up everything from water purification tablets to thermal blankets shatter the survivalist stereotype: they are mostly urban professionals with mortgages, SUVs, solid jobs and a twinge of embarrassment about their newfound hobby.

From teachers to real estate agents, these budding emergency gurus say the dismal economy has made them prepare for financial collapse as if it were an oncoming Category 5 hurricane. They worry about rampant inflation, runs on banks, bare grocery shelves and widespread power failures that could make taps run dry.

For Wiseman, a fire protection contractor, that’s meant spending roughly $20,000 since September on survival gear — and trying to persuade others to do the same.

“The UPS guy drops things off and he sees my 4-by-8-by-6-foot pile of food and I say ‘What are you doing to prepare, buddy?'” he said. “Because there won’t be a thing left on any shelf of any supermarket in the country if people’s confidence wavers.”

The surge in interest in emergency stockpiling has been a bonanza for camping supply companies and military surplus vendors, some of whom report sales spikes of up to 50 percent. These companies usually cater to people preparing for earthquakes or hurricanes, but informal customer surveys now indicate the bump is from first-time shoppers who cite financial, not natural, disaster as their primary concern, they say.

Top sellers include 55-gallon water jugs, waterproof containers, freeze-dried foods, water filters, water purification tablets, glow sticks, lamp oil, thermal blankets, dust masks, first-aid kits and inexpensive tents.

Joe Branin, owner of the online emergency supply store Living Fresh, said he’s seen a 700 percent increase in orders for water purification tablets in the past month and a similar increase in orders for sterile water pouches.

He is shipping meals ready to eat and food bars by the case to residential addresses nationwide.

“You’re hearing from the people you will always hear from, who will build their own bunkers and stuff,” he said. “But then you’re hearing from people who usually wouldn’t think about this, but now it’s in their heads: ‘What if something comes to the worst?'”

Online interest in survivalism has increased too. The niche Web site SurvivalBlog.com has seen its page views triple in the past 14 months to nearly 137,000 unique visitors a week. Jim Rawles, a self-described survivalist who runs the site, calls the newcomers “11th hour believers.” He charges $100 an hour for phone consulting on emergency preparedness and says that business also has tripled.

“There’s so many people who are concerned about the economy that there’s a huge interest in preparedness, and it pretty much crosses all lines, social, economic, political and religious,” he said. “There’s a steep learning curve going on right now.”

Art Markman, a cognitive psychologist, said he’s not surprised by the reaction to the nation’s financial woes — even though it may seem irrational. In an increasingly global and automated society, most people are dependent on strangers and systems they don’t understand — and the human brain isn’t programmed to work that way.

“We have no real causal understanding of the way our world works at all,” said Markman, a professor at the University of Texas, Austin. “When times are good, you trust that things are working, but when times are bad you realize you don’t have a clue what you would do if the supermarket didn’t have goods on the shelves and that if the banks disappear, you have no idea where your money is.”

Those preparing for the worst echo those thoughts and say learning to be self sufficient makes them feel more in control amid mounting uncertainty — even if it seems crazy to their friends and families.

Chris Macera, a 29-year-old IT systems administrator, said he started buying extra food to take advantage of sales after he lost his job and he was rehired elsewhere for $30,000 less.

But Macera, who works in suburban Orange County, said that over several months his mentality began to shift from saving money to preparing for possible financial mayhem. He is motivated, too, by memories of the government paralysis that followed Hurricane Katrina.

He now buys 15 pounds of meat at a time and freezes it, and buys wheat in 50-pound bags, mills it into flour and uses it to bake bread. He checks survivalist Web sites for advice at least once a day and listens to survival podcasts.

“You kind of have to sift through the people with their hats on a little bit too tight,” said Macera, who said his colleagues tease him about the grain mill. “But I see a lot of things (on the Web) and they’re real common sense-type things.”

“I don’t want to be a slave to anybody,” he said. “The more systems you’re dependent on, the more likely things are going to go bad for you.”

That’s a philosophy shared by Vincent Springer, a newcomer to emergency preparedness from the Chicago area.

Springer, a high school social studies teacher, says he’s most worried about energy shortages and an economic breakdown that could paralyze the just-in-time supply chain that grocery stores rely on.

In the past few months, Springer has stockpiled enough freeze-dried food for three months and bought 72-hour emergency supply kits for himself, his wife and two young children. The 39-year-old is also teaching himself to can food.

“I’m not looking for a retreat in northern Idaho or any of that stuff, but I think there’s more people like me out there and I think those numbers are growing,” he said.

La madre degli imbecilli è sempre incinta

utente anonimo
Scritto il 25 maggio 2009 at 22:23

Per cuculo 69 (a proposito bell’anno)

ma mettere un link al posto di testi cosi lunghi?

Se lo ricopia… almeno tradurlo no?

+zero

Per montecristo:
Le aliene sono gnocche?

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 02:40

Fogar #18

Signor Fogar,

come ‘risparmiatore attivo’ io cerco di non avere preclusioni nè prevenzioni verso alcun tipo di notizie, scenari ecc., per l’ovvio motivo che cerco di non essere autolesionista.

Ciò detto, la mia ‘view’ attuale sulla evoluzione della crisi è analoga a quella del Signor Mazzalai: crisi eccezionale, di lunga durata, disinflazionistica/deflazionistica di certo a breve meno breve termine (diciamo un anno, per prudenza), probabilmente deflazionistica anche a più lungo termine.
E di conseguenza oriento il posizionamento dei risparmi.

Pensa che io legga solo questo sito?
Naturalmente no: monitorizzo da più parti la situazione, nè escludo correzioni di orientamento anche tempestive.
Nel tempo, tuttavia, il peso che attribuisco alle mie spie/indicatori/notizie (roba rudimentale sia chiaro) può variare, sicchè, ad esempio, se oggi gli indici azionari fanno dei cavalloni e questo solo segno è sufficiente perchè io non faccia il bagno, domani il quietarsi dei cavalloni sarà diventato solo un segnale necessario, ma non sufficiente per immergermi, perchè vorrò guardare se l’acqua è rimasta torbida.
Una correzione di view si è verificata, ad esempio, l’anno scorso tra la fase in cui il petrolio è salito a 160$ e la fase di rientro di prezzo successiva.

Perciò, ove Lei o chiunque altro apportiate commenti positivi/incoraggianti/ecc., io leggerò e valuterò tali commenti con attenzione.

Nè mi sembra che il Signor Mazzalai abbia mai posto o ponga limiti alla nostra libertà di ‘view’ e di commento.

Diverso è, se mi permette, pretendere che il Signor Mazzalai imposti i propri articoli a mò di rassegna stampa di posizioni di economisti/mercati/indicatori, anzichè liberamente portare la propria visione al momento e comunque ciò che gli sembra opportuno, e analogamente per i commentatori, pena l’essere cacciati, di catastrofismo irrazionale o, ancor più delicato, di scientemente falsificare la situazione: ‘…. Continuamente e spudoratamente vengono citati siti, economisti , Taleb , Shiller , Greenspan , PE , ecc ecc solo quando contribuiscono a sostenere le tesi catastrofiste ma ce li dimentichiamo quando gli stessi , magari il giorno prima, una riga sopra, o la pagina dopo dicono una cosa completamente diversa. …’

Insomma, dica la Sua (a me non è proibito, perciò penso che nessuno glielo proibisca) e ci sarà chi La leggerà e apprezzerà le informazioni/posizioni apportate, ma non si sorprenda se vi sono coloro che la pensano diversamente.

E non si sorprenda se, su un sito che documenta questa crisi, Le capita di incontrare una maggioranza di persone che hanno oggi una visione pessimista.

Il tempo è galantuomo.

Cordialmente.
Mimmo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 08:46

Caro Fogar,
mi unisco al Sig. Mimmo nell’ invitarti a postare ancora in questi termini costruttivi e penso interessanti per molti rimanendo come hai dimostrato di saper fare nell’ambito del reciproco rispetto
Ultimamente sono andato a rileggermi un po’ di post vecchi ( volevo vedere quante delle mie / nostre previsioni si sono poi effettivamente avverate) e non ho proprio potuto fare a meno di constatare come sia cambiato il tenore dei tuoi post da quando il mercato ha ricominciato a salire. Visto l lavoro che svolgi, tra l’altro con una professionalità sconosciuta alla maggior parte dei tuoi colleghi, ( basta vedere la tua preparazione e quanto ti documenti ) ritengo che ciò potrebbe essere dovuto non tanto al pensiero di un tuo mancato personale guadagno, quanto al fatto di non essere riuscito completamente a fare rientrare i tuoi clienti dopo averli così saggiamente tenuti fuori dal mercato (rinunciando così alle tue provvigioni).
Se le cose dovessero effettivamente essere così, permettimi due considerazioni: La colpa non può in alcun modo essere attribuita ad Andrea, lui infatti parla da economista e non da consigli operativi sui mercati, secondo se avrai un po’ di pazienza penso, sempre che tu consideri giusto farlo, che avrai la possibilità di far rientrare i tuoi clienti a dei prezzi che se anche non saranno i minimi saranno molto più bassi di quelli attuali.

Ciao, da un tuo vecchio compagno di viaggio.

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 10:13

Montercisto:

Questo bloog perde sempre più d’interesse.Dov’è finito Andrea?

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 10:33

Fogar per Mas #25 oppure più semplicemente il tenore dei miei Post è cambiato quando effettivamente il vento è cambiato ma Andrea continua a ritenere di no. Inoltre, secondo te, chi fosse veramente dotato di una professionalità sconosciuta ai più , deve aspettare la conversione di Andrea per tornare sui mercati ? Ti torna ? Ho sempre detto che non sono capace di fare previsioni, diciamo che mi fido di alcuni analisti, indicatori ecc. Quando ho scoperto questo Blog condividevo molto la visione di Andrea perché la ritenevo oggettiva e basata su molti segnali che già seguivo e apprezzavo. Gli stessi primi indicatori nel frattempo hanno girato ma Andrea ora guarda altrove, cercando nel mare magnum qualsiasi cosa che sostenga una sua soggettiva visione Io continuo a seguire Kasriel – Bangalore ( da tempo scomparsi su questo Blog ) , la curva dei tassi, gli indicatori di fiducia, i PE di Shiller , Buffet , e tanti tanti altri. All’unanimità dal 2007 questi indicavano tempesta; oggi, uno dopo l’altro stanno girando … Ribadisco che, meglio delle previsioni soggettive, serve un criterio , un metodo oggettivo. Dopo averlo studiato ex-post e testato ex-ante serve poi solo COERENZA, che è l’aspetto più difficile perché siamo sempre tentati a pensare ORA E’ DIVERSO. Fogar in questo Blog mi sforzo di parlare della borsa solo in qualità di “Indicatore” non dell’economia ma dell’umore degli investitori.

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 10:44

Montecristo:

Voglio ribadire che la mia visione per i mercati ,rimane sempre negativa,molto negativa.
Voglio essere sempre chiaro e coinciso nelle mie affermazioni.

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 11:20

Fogar,
perchè allora non accettare che non tutti la pensano come noi, che a molti di questo blog quello che interessa di Andrea non sono nemmeno le analisi economiche, ma il contenuto etico? Alcuni poi non ci pensano proprio ad investire in borsa.
Credo ti possa confrontare in prima persona con chiunque frequenti il blog, non solo con Andrea, esponendo le tue ragioni in modo costruttivo.

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 11:22

Meditate GENTE
A chi parla della crisi del 11 sett 2001 voglio ricordare che a partire dal 20 sett 2001 fino al 20 marzo 2002 le borse fecero un grosso rimbalzo (con i primi 3 mesi di crescita ed altri 3 di andamento laterale DISTRIBUTIVO (ai polli) per poi precipitare ai minimi di ottobre 2002 e marzo 2003.
Dunque se volete parlare della crisi precedente, prima guardate almeno i grafici.
Pertanto lo scenario statistico e quello previsto dal modello quantitativo è il seguente:
il rimbalzo è finito, adesso si farà un pò di manfrina distributiva e poi pronti per dimezzare nuovamente a SP 450.
T…-short

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 11:27

Il Baldry a 2800 vuole dire che il lievllo dei trasporti marittimi è ritornato su livelli normali (se togliamo gli spike del 2004 e del 2007/8).

Questo dovrebbe sottendere ad una normalizzazione della domanda di minerale metallico, carbone e altre rinfuse secche quindi a valle la produzione industriale dovrebbe seguire nei prossimi mesi lo stesso trend.

Forse potrebbe esserci un effetto speculativo dove, in vista di aumenti futuri chi ha la possibilità (liquidità e spazio) si porta in casa (fisicamente!) le materie prime a prezzi di saldo.
Se è un effetto stock replensh lo vedremo rapidamente, altrimenti vedremo una ripresa dell’attività industriale.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 11:33

Sarà pleonastico (come la scritta Vietato Sputare che compariva su gli autobus tanti anni fa) ma auspicherei che gli interventi predittivi fossero o supportati da accurata analisi esplicitata o esposti in forma potenziale o dubitativa, con locuzioni tipo “secondo me”, “a mio parere personale”, “è mia sensazione che”…

Giusto per mantenere un poco di etichetta oltree che di etica …

Credetemi, aiuta per una discussione costruttiva.

ad Maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 11:44

Cari marinai,
seguo il Blog da tempo, e concordo che la crisi sia ancora in grado di penalizzare profondamente l’economia reale con consegueze drammatiche sull’occupazione: del resto la socializzazione delle perdite è proprio questo, far pagare la crisi ai poveracci meno garantiti.

Peraltro, come ho già scritto, credo che le potenzialità degli emergenti e specie dei BRIC permetteranno loro di subirne meno le conseguenze, e di uscirne entro un anno o giù di lì mentre noi dei paesi “ricchi” restiamo in mezzo al guado; secondo voi, il rialzo del 17% della borsa di Bombay il giorno dopo le elezioni potrebbe essere per quell’area un esempio di Cigno Bianco?

Lo shopping Cinese penso possa anch’esso rappresentare un esempio di ritrovata fiducia da parte di chi i soldi li ha davvero (non come gli USA che sono costretti a stamparli….)

Guido

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 12:10

Bah, io continuo a vedere un pervicace atteggiamento di miopia: sempre a guardare non più in la di tre mesi o sei mesi, mentre i fondamentali si sviluppano su anni e anni.

Visto che , secondo la mia particolare opinione, questa crisi è stata innescata dal fondamentale più fondamentale che ci sia, l’energia, questa crisi è ancora nel pieno del suo sviluppo e lo sarà per molto tempo ancora.

A mio personale parere, se potessimo tracciare una bella curva integrale del pil mondiale, tale curva assomiglierebbe ad una serpentina in discesa, con massimi continuamente inferiori ai massimi precedenti, e minimi continuamente inferori ai minimi precedenti.
Tale curva dovrebbe avere un limite superiore definito da una curva discendente, data dalla disponibilità di energia.
Senza abbastanza energia, niente attività economica addizionale, mi spiace.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 12:14

Caro Phitio,
ovviamente d’accordo con te, ma l’ipotesi che fai presuppone una invarianza tecnologica che storicamente non è comprovata.

In particolare Stiglitz ha teorizzato la “terza rivoluzione” con la decentralizzazione della produzione di energia che potrebbe rappresentare una alternativa al modello attuale a produzione centralizzata. L’energia che la terra riceve dal Sole è centinaia di volte superiore al fabbisogno umano: si tratta di saperla usare e soprattutto stoccare, magari usando l’idrogeno come mezzo di stoccaggio.

Guido

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 12:31

Phitio,
non credo che le cose siano esattamente come sostieni riguardo il PIL Mondiale

http://3.bp.blogspot.com/_FlJ5xG_DCXo/STQOe3YJ7KI/AAAAAAAAACA/t749SJMdqkY/s1600-h/PIL+mondiale.JPG

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 12:38

Phitio,

grazie (anche senza prendermi alla lettera) credo che anche il modo con cui si espongono le prorie tesi sia importante per la discussione.

Tornando al merito, non pensi che la disponibilità di energia sia il risultato degli investimenti che si fanno e che non sia a priori superiormente limitata?

E’ chiaro che gli investimenti in campo energetico richiedono molti anni ed una strategia di lungo periodo.

Penso che sia comunque molto importante che tutti capiscano il legame tra la disponibilità di energia e la crescita al fine di spingere chi governa gli stati e l’economia a dedicare a questo tema le risorse necessarie nel lungo termine e questo, in un mondo che guarda sempre troppo vicino non è facile.

ad maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 13:51

Cuculo visto che la maggior parte dell’energia che produciamo proviene dal petrolio (che necessariamente HA un limite superiore, si puo’ discutere di quando sara’ raggiunto…o e’ stato) direi che Phitio non ha tutti i torti.
Quando parli di investimenti dunque immagino che ti riferisci ad investimenti nel campo delle rinnovabili.
Mi sembra che sara’ dura pero’ nei prossimi anni trovare i fondi per codesti investimenti e allo stato delle cose un’alternativa (anche solo lontanamente) efficace al petrolio non c’e’.
Poi magari la si scopre domani…ma al momento non c’e’ e bisognerebbe ragionare di conseguenza credo.
Non ho mai visto nessuno pianificare la sua vita nella certezza di vincere alla lotteria pero’….

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 14:54

Shock finanziari
Credo che quest’anno e il prossimo avremo tre tipi di shock finanziario. Innanzi tutto scopriremo che alcune istituzioni finanziarie, anche di spicco, sono insolventi e quindi dovremo acquisirle. Sarà una pessima notizia. Poi il processo di deleveraging di istituzioni ad alta leva finanziaria continuerà. Gli hedge fund, e non solo, dovranno vendere attività non liquide in mercati non liquidi con una conseguente spinta al ribasso sugli asset a rischio. Infine, malgrado tutti gli sforzi del FMI, alcune economie di mercato emergenti saranno colpite da crisi sistemiche con un potenziale contagio ai mercati finanziari globali. Con scenari macroeconomici, notizie sugli utili e possibili shock finanziari che superano le peggiori aspettative c’é da presumere che non abbiamo davvero raggiunto il fondo e che si tratta ancora di “bear market rally”, un rimbalzo in ciclo ribassista. Titoli azionari e altri asset a rischio sono suscettibili di ulteriori deprezzamenti.

Una luce in fondo al tunnel
Giunti in fondo al tunnel, la ripresa delle borse valori sarà più sostenuta, ma bisognerà attendere la fine di quest’anno o l’inizio del 2010, quando arriverà una vera ripresa e ci saranno prove concrete di un rilancio molto più consistente dell’economia di Stati Uniti, Europa, Giappone e resto del mondo. Fino a quel momento sarà meglio puntare su buoni del tesoro, o altri asset sicuri o liquidi ed evitare investimenti a rischio perché il loro valore può scendere ancora.
Nouriel Roubini

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 15:19

NOTA INIZIALE
Un’altra delle cose pleonastiche credo sia il Signor dinanzi ai nostri nickname. Come diceva forse Totò: ‘Siamo tutti Signori!’
Possiamo lasciar cadere il Signore? E chiedo scusa se proprio io ho portato al suo utilizzo.

Dal commento di Phitio vorrei estrapolare la frase ‘… i fondamentali si sviluppano su anni …’

Occhio che vorrei rifletterci in assoluto, senza esprimermi sulla questione energia come fondamentale a lungo, cosa che sento molto possibile e da monitorare, ma su cui aspetto ulteriori segnali.

Faccio sul tema che pongo le seguenti considerazioni.

1) Personalmente quello che cerco di individuare nei trend dei mercati sono proprio i fondamentali di lungo periodo. La mia esperienza mi dice che questo atteggiamento mi ha reso profittevole la allocazione dei risparmi.
Si badi non escludo che altri atteggiamenti siano profittevoli, in quanto l’atteggiamento può dipendere da ‘questioni’ personali (cultura specifica, esperienza, tempo ecc.), sebbene, lasciatemi essere franco, dubiti che tali atteggiamenti siano sostenibili nel tempo.

2) Credo che una causa di fraintendimento dei nostri commenti sia proprio il ‘futuro’ su cui ognuno è concentrato. Abbiamo uno scrivente e un lettore, che non è detto ragionino o sono concentrati sullo stesso termine temporale, sicchè, ad esempio, un lettore che cerca argomentazioni ‘a lungo’ può trovare poco significative le tesi e gli argomenti di uno scrivente ‘a breve’, e un lettore ‘a breve’ non ritrovarsi con uno scrittore ‘a lungo’.

Infine, per andare sul concreto, chiedo:
Cosa ne pensate della ‘debt deflation’ come fondamentale a lungo e della conseguente ipotesi di debolezza dei consumi con una inflazione bassa nei prossimi 24 mesi?
Personalmente credo sia una certezza, che ha UN SOLO TIMORE, cioè una possibile speculazione sulle materie prime da parte dei noti, eventualmete incoraggiati dalle banche centrali. Non temo, invece, motivi monetari (inondazioni di moneta), nè riprese (che auguro)che possano portare ad inflazione proprio per la ‘debt deflation’ e, diciamo, di un ‘mood’ cambiato.

Dite la Vostra, che ho detto la mia.

Grazie e saluti. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 15:38

Prova. Ore 16:36.

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 15:46

CREARE FIDUCIA
Il membro tedesco della Bce Weber, in merito all’aumento di liquidità in circolazione, ha affermato che la banca centrale dovrà essere in grado di ridurre velocemente l’extra liquidità in circolazione ai primi segnali di ripresa economica. Ha aggiunto che la disoccupazione raggiungerà il picco nell’inverno tra il 2010 ed il 2011 ed è ancora troppo presto per ritenere di essere usciti dalla crisi.

Invece l’americano è molto ottimista di natura e quindi basta dargli un’esca che …abbocca subito(indice fiducia meglio del previsto).
Che importa se il prezzo delle case è quasi a -20% ?
La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni e la fiducia non basta… per guadagnarsi il paradiso.

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 16:29

Per Mimmo #40,
personalmente concordo in pieno su di un’inflazione bassa nei prossimi 24 mesi, ma quello che invece io maggiormente temo è che la stessa venga utilizzata ancora una volta per creare l’ennesima bolla basata sul debito.
Mi sembra già di vederne le premesse.

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 16:35

Dal telegraph di ieri:
http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/5379285/China-warns-Federal-Reserve-over-printing-money.html

però intanto io sto perdendo un sacco di soldi

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 17:23

Come esempio a chiarimento del mio post precedente prenderò le due news di dati usciti oggi in USA, che probabilmente tutti avete visto, senza entrare nei dettagli, ma come esemplificazione del diverso peso attribuibile alle due informazioni dalle due posizioni ‘a breve’, ‘a lungo’, e del facile fraintendimento se lo scrittore ha una posizione ed il lettore l’altra.

Da Bloomberg
1) Consumer Confidence in U.S. Jumps to Eight-Month High on Outlook for Jobs
(Fiducia consumatori sale)

View a breve, ma LONG: bene, ottima notizia, modificante il quadro.
View a lungo: necessaria, ma non sufficiente a cambiare il quadro.

2) Home Prices in 20 U.S. Cities Decline More Than Forecast Amid Foreclosures
(Prezzi delle case scendono)

View a breve long: notizia ‘vecchia’, non modificante.
View a lungo: grave, conferma la visione.

Sicchè uno scrivente con visione ‘a lunga’ (in buona fede) metterà in rilievo la notizia sulle case e, forse, si limiterà a riportare la notizia sulla fiducia.

Già l’incomprensione con il lettore a breve long sarà altissima, figuriamoci poi se gli argomenti addotti sono simili a quelli dell’Anonimo #42, che, correggetemi se sbaglio, direi a visione a breve short ed in più da tifoso: sembrerà che lo scrittore sia un partigiano imparziale.

Tra lunghi, corti ecc. spero di essere stato chiaro.

Mimmo

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 18:16

Fogar : i dati degli ultimi mesi non suggeriscono – nè deflazione ( i prezzi core non sono scesi a livelli bassissimi , la fiducia consumatori sale, il petrolio e le materie prime stanno risalendo ) – nè tempeste valutarie ( il deficit commericiale USA si riduce, e in tutti i paesi ci sono le stesse situazioni di tassi bassi, inflazione bassa e deficit pubblici in aumento, la Cina – unica eccezione- controlla la propria valuta ) – nè crolli borsistici ( le quotazioni non sono alte ed abbiamo già assistito ad un crollo memorabile ) e tutto questo a BREVE a MEDIO e a LUNGO TERMINE ! Il peggio è ormai passato … assisteremo ad una routine fino al prossimo Cigno Nero , che per definizione è imprevedibile quando tutto sarà dimenticato, ma che , badate bene , potrebbe essere anche un Cigno Nero Positivo ( che non equivale però ad un Cigno Bianco ! ) Fogar

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2009 at 23:41

Mas,

vorrei essere sicuro di cosa intende per ‘bolla basata sul debito’.

Intende la bolla dei debiti pubblici?

Grazie. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 27 maggio 2009 at 08:06

No Mimmo,

La mia impressione è che la bolla che si sta preparando sia sull’azionario, come al solito i risparmiatori entreranno per ultimi, a pochi andrà bene alla maggior parte temo di no.

Mas

utente anonimo
Scritto il 15 gennaio 2010 at 14:49

Medicina preventiva è la specialità medica responsabile per la prevenzione delle malattie sulla base di una serie di azioni e di consultare un medico. Con poche eccezioni, è assai difficile distinguere la medicina medicina preventiva curativa, perché ogni atto medico impedisce una situazione clinica prognosi peggiore. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita buy viagra

utente anonimo
Scritto il 15 gennaio 2010 at 14:49

Medicina preventiva è la specialità medica responsabile per la prevenzione delle malattie sulla base di una serie di azioni e di consultare un medico. Con poche eccezioni, è assai difficile distinguere la medicina medicina preventiva curativa, perché ogni atto medico impedisce una situazione clinica prognosi peggiore. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita buy viagra

utente anonimo
Scritto il 15 gennaio 2010 at 14:49

Medicina preventiva è la specialità medica responsabile per la prevenzione delle malattie sulla base di una serie di azioni e di consultare un medico. Con poche eccezioni, è assai difficile distinguere la medicina medicina preventiva curativa, perché ogni atto medico impedisce una situazione clinica prognosi peggiore. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita buy viagra

utente anonimo
Scritto il 15 gennaio 2010 at 14:49

Medicina preventiva è la specialità medica responsabile per la prevenzione delle malattie sulla base di una serie di azioni e di consultare un medico. Con poche eccezioni, è assai difficile distinguere la medicina medicina preventiva curativa, perché ogni atto medico impedisce una situazione clinica prognosi peggiore. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita buy viagra

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