AIG …..MECCANISMI INFERNALI!

Scritto il alle 10:04 da icebergfinanza

http://www.cognitivedistortion.com/

La settimana scorsa abbiamo appena finito di parlare della follia AIG ed ecco che il FINANCIAL TIMES pubblica la lista delle maggiori controparti finanziarie…..

AIG caved in to political pressure Sunday and released a list of some of the financial counterparties that benefited from its $160bn US government rescue, including some of Europe’s largest banks

Per avere una dimensione del fenomeno anche a livello grafico cliccare QUI 

Fin qui tutto bene nessuna novità se non che il lupo perde il pelo ma non il vizio e quindi ecco quello che ci spiega in un bel articolo Rodolfo Pairetti sul GIORNALE

(…) C’è però, sempre, chi cade in piedi. Più che una legge fisica, è una legge del genere umano. Come gli ex manager della divisione prodotti finanziari di Aig, ovvero l’area di maggior contaminazione dal virus sub prime e dai suoi derivati. Quelli, insomma, che più di tutti hanno contribuito ad affondare la barca. Ma che ieri, comunque, sono passati alla cassa dove li aspettava un assegno-bonus per complessivi 165 milioni di dollari dopo aver intascato in precedenza altri 55 milioni. Uno scandalo? È ciò che pensa l’amministrazione Obama. Un irritato Larry Summers, consigliere economico del presidente, ha definito «oltraggiosa» la vicenda, considerata «inaccettabile» dal ministro del Tesoro, Tim Geithner (nella foto).
La storia fa in effetti a pugni con un principio tanto valido alla scuola elementare, quanto alla business school. In base al quale se ti comporti bene vieni premiato, ma in caso contrario ne devi sopportare le conseguenze. Questa regola è ancor più valida se il nuovo inquilino della Casa Bianca è impegnato in una campagna moralizzatrice contro i pessimi costumi del mondo della finanza, e di quello bancario in particolare, che ha portato a imporre un tetto di 500mila dollari alle buste paghe dei manager delle aziende beneficiate da aiuti statali superiori ai 500 milioni. (…)

Nulla di nuovo quindi sotto il sole della storia dell’uomo……nulla cambia tutto è per sempre uguale…..

I 165 milioni che Aig ha versato ai suoi manager suonano dunque stonatissimi. Il Tesoro aveva infatti chiesto mercoledì scorso alla compagnia di bloccare i pagamenti. Impossibile: «Abbiamo le mani legate», ha confessato il presidente di Aig, Edward Liddy. Motivo? I bonus erano stati stabiliti prima della crisi finanziaria che ha travolto il gruppo e andavano saldati entro ieri. La compagnia ha provato a contattare alcuni principi del foro, nella speranza di trovare qualche scappatoia legale, ma i contratti si sono dimostrati a prova di cavilli. Dura lex, sed lex …..

….chissà perchè ma mi viene in mente una storia lontana di quasi trecento anni fà quando il parlamento inglese votò una legge per confiscare i profitti realizzati dai dirigenti di una certa " South Seas Company " si quella di una delle più grandi crisi della storia finanziaria mondiale, una legge voluta a ….FUROR di POPOLO…..che qualcuno deplorò come misura retroattiva " perniciosa violazione della libertà "( E.Gibbon Memoirs of My Live! )

Ora il lettore sa che da tempo sostengo che non esistono verità assolute, ogni informazione e ogni dato, va letto e assimilato con consapevolezza ma la storia di AIG merita un’attenta riflessione!

Mi rendo conto che non sempre i meccanismi diabolici di questa era demenziale di finanza creativa riescono chiari al lettore,  il tempo è tiranno, si scrive spesso e volentieri di notte e non c’è tanto tempo per la forma e questo non è un lavoro, ma grazie al nostro caro ZIO_BARBERO sul forum di COBRAF.COM di Giovanni Zibordi troverete una splendida versione di questa incredibile operazione al confronto della quale il vecchio John Law della storica crisi del Mississippi è un dilettante allo sbaraglio.

John Law il primo grande finanziere della storia, grande giocatore d’azzardo innondò la Francia con un oceano di denaro, mettendo in atto la prima creazione di moneta dal nulla che la Storia ricordi, un meccanismo incominciato su giusti binari ma successivamente deragliato per un’ondata di follia.

Questa è una parte della storia il resto vi invito a leggervelo sul sito di Giovanni Zibordi, al quale faccio i miei complimenti per la sua pennellata……..

(…) In pratica l’ufficio di Londra di AIG creava moneta, creava liquidità, come una banca centrale, per migliaia di miliardi per dozzine di banche senza mettere giù una lira e consentendo a loro di non mettere giù una lira. Moltiplicava la moneta. Non a caso Ben Bernanke ha detto la cosa che lo fatto veramente infuriare in tutta la crisi è stato scoprire cosa facevano quelli di AIG a Londra (essendo una filiale estera di un assicurazione non era sottoposta alla FED e in pratica per una serie di circostanze non era regolata da nessuno).

Come funzionava il meccanismo infernale ? AIG era un assicurazione, ma a Londra, fuori dal raggio di azione delle autorità di controllo (che in America regolano le assicurazioni su base di stato) creava anche "contratti di assicurazione" sul debito, sui mutui o crediti bancari ("Credit Default Swap"). Per fare questo non doveva mettere da parte delle riserve, come una banca. AIG Londra si prendeva il rischio di credito, sfruttando le regolamentazioni assicurative poteva farlo senza capitale addizionale perchè un assicurazione se fa delle polizze riceve dei premi e si prende dei rischi, ma non incrementa continuamente il suo capitale, calcola che in base ai premi raccolti sarà coperta.

Lo faceva solo per banche europee per non farsi notare troppo in America, cioè AIG USA non poteva farlo, le assicurazioni europee non potevano farlo, ma la filiale europea di AIG che si rivolgesse a banche europee aggirava tutte le regolamentazioni. Nota Bene: nessun altra assicurazione al mondo, Generali o Swiss RE o Munich o Allianz si è sognata di fare cose del genere, solo la filiale di Londra di AIG (anche perchè solo in America esisteva questo buco regolamentare sui CDS che fosser creati da una filiale estera con clienti esteri)

AIG Londra di Joe Cassano poteva dire quindi ai suoi clienti bancari: "io vi assicuro i vostri crediti, vi credo un "CDS" che vi vendo che assicura con un costo ragionevole i crediti che fate… in questo modo voi potete fare più credito di quello normale perchè avendolo assicurato con noi non dovete mettere da parte molto capitale, è assicurato con AIG, la maggiore assicurazione del mondo, tripla A!". Dato che AIG è AAA come rating, se vi vende un CDS sui vostri crediti poi in pratica anche i vostri crediti vengono trasformati in AAA ed essendo ora AAA e assicurati da AIG ne potete fare quanti volete senza mettere giù una lira. In questo modo le banche europee potevano prestare miliardi senza dover aggiungere capitale e riserve per possibili perdite, era come se AIG Londra fosse la BCE che gli creava moneta, peccato che non lo sapeva nessuno nel mondo (eccetto i top banchieri europei e Joe Cassano e i suoi a Londra)

Il risultato è che AIG, tramite l’ufficio Londra specializzato in CDS di Joe Cassano, consentiva di creare migliaia di miliardi di crediti alle banche europee senza che nè AIG nè queste banche alla fine mettessero da parte soldi per eventuali perdite. Quando poi parte di questi crediti si sono incagliati ha dovuto pagare e non aveva soldi

Alla fine il risultato è che AIG Londra di Jospeh Cassano è responsabile forse di 300 miliardi di dollari di perdite, che il governo americano sta coprendo man mano che emergono, ha infatti già versato circa 250 miliardi ad AIG. Se non lo facesse e AIG non pagasse per i CDS che ha venduto il buco verrebbe scavato alle banche europee. In pratica gli USA sono costretti a riempire il buco creato da questo ufficio di Londra di AIG per evitare che le banche europee saltino.

Detto questo, giorno dopo giorno, ho come la sensazione che ci stiamo avviando senza accorgercene verso la spirale di un possibile decennio perduto.  non serve chissà quale immaginazione per comprendere che in questo momento il sistema finanziario sta mettendo in atto tutta la fantasia e cratività contabile possibile permessa e non, per dimostrare la sua solvibilità.

Credere che gli ultimi profitti dichiarati siano frutto di una ripresa fondamentale è in fondo l’essenza della massima ingenuità. Oggi sono in molti quelli che hanno interesse che i mercati scendano e quindi, continueranno a scendere.

Al di là dei veicoli finanziari strutturati fuori bilancio e di alcuni tsunami reali e fondamentali che debbono ancora arrivare vedi carte di credito, dowgrade di assets e mercato immobiliare commerciale, senza contare tutto quello che riguarda i fallimenti istituzionali e governativi, vi è anche un’economia reale che le istituzioni fanno fatica a sostenere, gettando miliardi di dollari in un buco nero senza fine.

La mia visione di una recessione che termini alla fine di questo anno è cambiata, ho come la sensazione che questa nemesi sia inarrestabile, che gli incontri a livello internazionale siano degli incontri dove vige l’apparenza e che nella sostanza non vi sia accordo, dove gli interessi di ogni nazione e i conflitti di interesse privati paralizzino le decisioni, annunciate ma spesso mai attuate.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

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 Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

  

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46 commenti Commenta
Scritto il 16 marzo 2009 at 11:10

La Recessione è a L, se avessero evitato lo scandalo AIG e avessero pensato principalmente alla classe media o popolo la Recessione poteva essere a U.
Penso siano ancora in tempo di bloccare il processo del GOVERNO MONDIALE, se non fermano il processo della Torre di Babele la Recessione a L può durare da 10 a 20 anni.

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 11:55

A mio parere la recessione sarà a W :ci sarà una ripresa quando più nessuno se l’ aspetta,seguita da una caduta ancora più profonda ma più avanti nel tempo.

Mas

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 12:03

Parafrasando un noto comico…
La recessione sara’ a chiocciola…….

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 14:42

DALLA MENZOGNA SPUDORATA VERSO LA MENZOGNA RIDICOLA

Se avessi il senso dell’umorismo mi slogherei la maschella a furia di ridere, alcune delle principali istituzioni finanziarie del mondo, dicono che a gennaio e febbraio hanno avuto una “ripresa formidabile degli utili e delle attività”!!

Qualcuno ancora spera di raccontarci fesserie quando l’aria comincia a farsi tesa, oserei dire vibrante!

C’è un rincorrersi della stessa domanda :

DOVE SCOPPIERA’ PER PRIMA L’INCENDIO?

Molti affermano che i guai potrebbero arrivare da dove meno li si aspetta, io dico invece che i guai arriveranno là dove per prima sarà stato individuato il nemico da combattere.
Le guerre le rivoluzioni si possono fare quando è chiaro il nemico.
Il nemico questa volta lo hanno individuato, molto bene, gli Anarchici! Gente che non si è fatta mai pregare per scendere in piazza e che ora scalpita più che mai!
La classe burocratica-finanziaria è il loro “nemico naturale” .
Gli anarchici non si faranno sfuggire un’occasione così perfetta per passare all’azione.
La sensazione è che le bottiglie molotov siano già pronte e che basterà una scintilla per far scoppiare un incendio.
Si mescoleranno vecchie glorie dell’antagonismo, che si salderanno con i disoccuopati, con i sindacati di base, i disperati e sopratutto con i “sempre esclusi”, del tanto sventagliato “benessere”.
Il 68′ non aveva tutti questi elementi esplosivi che invece ha la “Crisi del 2007”.

La capacità di controllo e di indottrinamento di una certa classe dirigente potrebbe essere arrivata al capolinea e potrebbe aversi il crepuscolo di nuove forze.
C’è la percezione diffusa di un D-Day sincronizzato!
Ci sarebbe molto da dire a proposito del “Nuovo” e della reale capacità di risolvere annosi probblemi, ma è chiaro che è irrimandabile la necessità di svecchaire il l’attuale “sistema”.

-IL Compasso-

Scritto il 16 marzo 2009 at 15:04

Dico che putroppo è vero….purtroppo perchè con la violenza non si risolve niente, però questa volta gli ARISTOCRATICI hanno cercato i problemi come la calamita imprigiona il ferro!!! Il popolo si sente imprigionato da una forza enorme, ma la calamita del DEBITO ha perso la forza è la calamità………

Scritto il 16 marzo 2009 at 16:07

Grazie Andrea per il prezioso commento su AIG….

Io mi auguro solo che questa “crisi” non sia ad I…….

zio

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 16:52

caro Compasso hai ragione più che mai

dov’e questo benessere ?

mutuo,bollette,rate per l’auto il frigo,televisione,rancori invidie malessere sul posto di lavoro perdere il lavoro mafiosi,leggibalorde,banche ,speculatori,arrivisti senza scrupoli,non arrivare a fine mese …

e dall’altra parte dell mondo …

fame,miseria,carestia,fame,dittature,guerre,fame …TOMBA

DOV’è QUESTO BENESSERE ?????

la vita è diventata un agonia insopportabile

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 17:09

no Compasso . no con la violenza si butterà giù questa classe dirigente.
ma non andando a votare ! solo non andando a votare i politici e i “boiardi di regime” a capo delle Aziende di Stato tremeranno.
perchè ?
semplice gli mancherà “l’investitura popolare” cioè col 51 per cento degli aventi diritto al voto astenuti , destra e sinistra risulteranno deleggittimati sul piano politico e sociale.
come potranno aumentare le tasse ?? che lo facciano , si scaveranno la loro fossa da soli !!! risulteranno Tiranni e saccheggiatori .
ve la ricordate la frase della rivoluzione americana ?? ” no tax senza rappresentanza ”

GIOBBE 1971

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 17:16

segnalo a tutti gli uomini di buona volontà un video-intervista a Paolo Barnard, ex giornalista di Report, fatto se lo vedete guarderete la signora Milena Gabanelli come un’opportunista e arrivista e traditrice.
http://video.google.it/videoplay?docid=-7908649934451994952

ringrazio il Movimento Zero di Massino Fini.
http://www.movimentozero.org/mz/

GIOBBE 1971

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 17:17

Per Valentina #23 di ieri, ti auguro di sistemare la tua casa usando le energie alternative.
Se sapessi quanto bene si “vive” in casa con un impianto di riscaldamento a pavimento; ma deve essere “regolato” nel modo giusto, altrimenti a qualcuno può dare fastidio ai piedi hehehehe.
E se sapessi quanto bene lo si vive quando il calore generato deriva dai pannelli solari!!! è un altro calore….un calore naturale….o che sia perchè è gratis!!!

Un saluto

SD

P.S. Naturalmente io me lo sono costruito da solo, come volevo io.

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 17:19

GIOBBE 1971 purtroppo il non andare a votare non funziona per il semplice fatto che la gente a votare ci va!!!

è anni che si predica di disertare le urne in massa ma nulla da fare !

purtroppo …

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 17:46

andrea potresti esplicitare chi sono questi molti che hanno interesse che il mercato scenda ancora?

grazie
federico

Scritto il 16 marzo 2009 at 20:03

In tutta sincerità Compasso io lascerei perdere i fantasmi del passato non ne abbiamo proprio bisogno ne di rievocarli ne tantomeno di sollecitarli.

Siamo tutti consapevoli della situazione, ora noi abbiamo bisogno di speranza, di fiducia…..la realtà la conosciamo meglio di altri che passano le loro giornate a sognare il nulla….. mentre babbo Bernanke ci annuncia che tutto è finito entro l’anno sarà tutto finito……..

Caro Compasso è ora di essere costruttivi, non abbiamo più bisogno di rimarcare ciò che è realtà……ci sono persone che stanno perdendo il lavoro ma io …..non ho soluzioni, questo sistema l’abbiamo costruito noi e le mie soluzioni nascono dal concetto di solidarietà a tutti i livelli…….anche se sono utopie, non c’è altra soluzione!

Io non sono nessuno per offrire soluzioni, solo consapevolezza e realtà posso offrire……è tempo che ognuno decida da se se ama questo sistema e se cosi non fosse è tempo che in prima persona si attivi per un cambiamento……..sappiamo tutti cosa può succedere nella peggiore delle ipotesi e non serve continuare a rimarcarlo!

Per quanto riguarda i mercati provate a chiedervi come sta facendo profitti il sistema finanziario non solo grazie agli spread ma tradando sull’andamento dei mercati e non certo al rialzo visto il trend!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 21:29

Il voto è sacrosanto, è una delle ultime cose che ancora ci rimangono. Non votare vuol dire rimettere tutto nelle loro mani. Si deve votare, magari un voto di protesta ma si deve votare, anche per onorare i Nostri morti che con il sangue ce l’hanno donato.

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 22:08

per 14 mi spiace ma non sono d’accordo !

certo in termini assoluti il voto popolare “diritto e dovere” rappresenta la massima espressione della democrazia ma ormai purtroppo la politica è solo un ridicolo teatrino

che senso ha oggi come oggi votare per questo o per quel politico ??

credo e dico credo in certi momenti sia più utile il “non voto”

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 00:20

Il voto è il cibo della finta democrazia che ci governa. Non votate, fate scheda bianca , la protesta silenziosa.
+zero

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 00:52

Sì, proprio, votate scheda bianca, così la compilano direttamente “loro”, nei seggi.
Ma voi veramente pensate che in Italia non ci siano brogli???

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 08:22

AIG, OBAMA ATTACCA AD ALZO ZERO: VERGOGNOSI I BONUS, LI BLOCCHEREMO
di WSI
Il Presidente americano continua a dare battaglia ai privilegi di Wall Street. Nel mirino la scandalosa compagnia assicurativa che ha ottenuto enormi somme ($173 miliardi) dal Tesoro Usa per evitare un collasso sistemico.

Forza Obama !

Maxi

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 09:06

PENSIERI IN ORDINE SPARSO
Cari compagni di viaggio,
è la prima volta che scrivo direttamente io ( in genere lo fa chi mi è seduto accanto ) ma ora vorrei condividere con voi il mio pensiero.
La protesta del non voto l’ho già utilizzata e non è servita molto..visto il punto in cui siamo..e sinceramente ho paura di cosa potrà avvenire nelle strade…una lotta tra poveri…Ho un’immagine stampata in testa di qualche settimana fa: durante una manifestazione per la chiusura di uno stabilimento della Fiat si sono trovati di fronte un operaio ed un poliziotto in divisa anti sommossa; erano naso contro naso, MA non si guardavano con odio, con sfida, MA con disperazione…erano solo due ragazzi…E LO SAPEVANO…hanno parlato i loro occhi!!!
Quindi, anche per una serie di coincidenze piuttosto “strane”, ho deciso, non solo di votare ma anche di portare la mia voce…insomma mi sono messa in una lista civica per le elezioni comunali della mia città. Se solo due mesi fa qualcuno mi avesse detto che avrei preso una decisione di questo tipo gli avrei consigliato un test antidroga…e invece…Vedete, a mio parere, il viaggio fatto con il capitano Andrea e con altri blog di questo tipo, ci hanno fornito una consapevolezza che dobbiamo provare a portare ad altri. Io di borsa, cilci, azioni, ect..ne capivo niente, ora ne capisco poco, l’unico punto che ho capito BENISSIMO è che siamo nelle mani di un sistema che ci ha tolto quasi tutto, soprattutto il nostro essere ESSERI UMANI. Quando ti mancano i dati per prendere decisioni, come fai a costruire la tua piccola esistenza? Io non sono nessuno…sono solo una piccola donna triste per quello che capita e capiterà..vorrei trasformare questa tristezza in serenità..mi sento in dovere di fare qualcosa..e allora mi sono chiesta: perchè non provare a passare dall’altra parte della barricata? Sono consapevole delle lacrime che verserò perchè non sarò capita subito, verrò attaccata, insomma i muri da abbattere saranno molti..ma credo fermamente nell’essere umano e se c’è una cosa che ho compreso in questi mesi di viaggio con tutti voi è che siamo in molti…questi movimenti che si sono creati in giro per l’Italia io li vedo un pò come un’onda anomala che illuminata dal sole crea uno splendido arcolbaleno, con 1000 sfumature di diversi colori..Ognuno ha dei contributi da portare, ognuno ha delle caratteristiche uniche e necessarie, nessuno ha ragione o torto…siamo tutti sulla stessa barca e si deve lavorare insieme.
Io, nel mio piccolo, quando avrò bisogno di conforto, verrò qui, dove non si dicono cose necessariamente positive…ma VERE..ed oggi abbiamo bisogno di verità..quelle delle nostre vite..tutte diverse tra loro ma complementari. Io ho paura di ciò che non conosco..quando invece ho davanti il problema, l’ansia passa e arriva la voglia di fare, di reagire.
Pensate cosa succederebbe se in ogni città d’Italia che va al voto a giugno ci fosse un mozzo di questo veliero!!!!! HE HE Ci sarebbe da ridere nooooo????!!!!!! Vabbè…posso chiedervi un aiuto psicologico??? Mi appoggerò a voi, in silenzio, ma mi sembrava giusto dirvelo!!! Grazie al Capitano per ciò che fa per tutti noi…Grazie a TUTTI VOI ed una strizzatina d’occhio al Compasso, che leggo sempre con interesse.. Ciao Elisa

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 12:39

E allora se nn ti fidi scrivi GovernoLadro
+zero

Scritto il 17 marzo 2009 at 13:47

Cara Elisa un veliero carico di Umanità di accompagna, talmente carico da aiutarti a sfondare quella porta della diffidenza…..

Togliete di mezzo quella manina che sussurra rilassati nulla mai cambiera, toglietevi dalla testa quel sorriso ironico e ricordatevi che oggi è l’ultima occasione vera per il cambiamento…….

l’occasione offerta da un’ umanità che si affaccia sul bordo di un baratro dove potersi specchiare per ritrovare la sua essenza, i suoi valori, la sua voglia di ricominciare……..

…non sempre nella storia esiste il Medioevo……ci fu anche il Rinascimento!

Andrea

Scritto il 17 marzo 2009 at 14:56

Un sogno in cattive mani??

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=673876

ANSA) – TOKYO, 17 MAR – Grameen Bank, la ‘banca del villaggio’ costruita sullo schema del microcredito, sara’ attiva in Italia grazie all’intesa con Unicredit. Il via e’ in programma tra settembre e dicembre. Lo ha spiegato il fondatore Mohammad Yunus, ricordando che il progetto coinvolge ‘Unicredit, l’Universita’ di Bologna e Grameen Trust per iniziare il lavoro fatto in Bangladesh’, cioe’ l’erogazione di piccoli finanziamenti per avviare attivita’ alle persone piu’ povere che non avrebbero accesso al credito.

buona giornata a tutti

Scritto il 17 marzo 2009 at 15:44

Più che in cattive mani è che probabilmente non c’è niente di meglio………o chissà!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 16:26

appunto…. forse il problema è stato proprio il Rinascimento. L’uomo ha pensato e creduto di essere tanto “superiore” da potersi fare beffe di Dio e della natura….
ma si stava proprio così male nel Medioevo?

ciao, Marco

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2009 at 18:13

Ahi Capitano! Mi scivoli sul medioevo apprezzando il rinascimento!
Spero che sia solo un esempio!
Con l’umanesimo si è spostato il centro della vita sull’uomo, mentre prima il centro era Dio.
Per non farla troppo lunga……come dice Marco si stava così male nel medioevo?
DI SPIRITO intendo!!!!

RobertoLara

Scritto il 17 marzo 2009 at 18:20

Era una….metafora, non mettiamo i puntini sulle i se no finiamo con il perdere di vista l’essenza!

Andrea

Scritto il 17 marzo 2009 at 18:31

Nella Vita c’ è sempre un momento giusto per fermarsi e fare il punto della situazione,
per guardare indietro e per valutare tutte le esperienze che ci hanno condotto al punto in cui siamo, un momento per chiedersi.”Che cosa ho imparato? Come posso usare queste esperienze perché mi aiutino ad andare avanti?”. Tutto ciò che abbiamo sperimentato, inclusi i dolori, le delusioni e i
momenti di paura, ha avuto un ruolo nella nostra formazione e ci ha mostrato di che pasta siamo fatti. A volte la disperazione ci ha fatto cadere in ginocchio; ci sono stati momenti in cui
non eravamo sicuri di poter arrivare sino al giorno dopo, perché ci trovavamo in una situazione
drammatica. Abbiamo sentito il bisogno di mollare tutto, perché ci sembrava di non aver nessun
posto dove andare e nessuno con cui parlare su questo pianeta.
Abbiamo cercato molti attaccamenti, che forse avevano bisogno di essere spazzati via
per poter rendere sgombro il cammino da intraprendere. Non importa se siamo fisicamente deboli,
ognuno di noi ha dentro un potere che gli dà la forza di cui ha bisogno per andare avanti”.
….
Non potete camminare e correre continuamente. Ogni tanto dovete sedere e guardare quello che vi circonda.

Qualsiasi cosa facciamo nella vita, inizia da noi.
Per far rifornimento abbiamo bisogno di svuotarci. In questo modo diventiamo dei recipienti, tendiamo una mano verso l’ alto per ricevere la benedizione e poi apriamo l’ altra mano per diventar canali, affinché queste benedizioni fluiscano nella vita degli altri.
….
Il Cucolo dice:
“E’ la miglior risposta alla crisi ed alla fine avrete qualcosa di concreto da lasciare per il futuro”

perché..
Quale sarà la commemorazione vivente che lascerete dietro di voi?
E quella che lascerò dietro di me? Perché siamo qui adesso?
Siamo qui per aggiungere qualcosa,per costruire, per conservare.
Per lasciare qualcosa di buono ai piccoli, che verranno al mondo.
Facciamo in modo che questa motivazione sia ben ferma nei nostri cuori e nella
Nostra mente.
Facciamo in modo di poter dire:
“Mi batterò per questo. Vivrò per questo”.

Ognuno di Noi può contribuire in qualche modo..
Le nostre azioni parlano da sole…
Se siete caduti da cavallo, non vuol dire che dovete restare sdraiati.
Se tutto ciò che potete fare è strisciate e allora strisciate; se potete alzarvi camminate.
Se zoppicate, trovate qualcosa a cui appoggiarvi e andate avanti.

Non dite mai: “E’ così. Il gioco è fatto, non abbandonate mai la speranza.”
(Bear Heart e Molly Larkin, Il Vento è Mia Madre, ed. Il punto d’ incontro)

Scritto il 17 marzo 2009 at 21:19

Solo una testimonianza al di là del colore politico……… leggete bene tra i puntini perchè questo è il punto di partenza della crisi, ma non solo di questa ma di tutte le crisi della storia……un’incredibile denominatore comune dal Mississippi alla Grande Depressione passando dal Decennio perduto per arrivare sino a noi……..nel mio libro ne parleremo diffusamente!

Il pendolo tra mercato e «sociale»

Caro Direttore, ho letto e davvero con grande interesse l’illuminante articolo di Angelo Panebianco pubblicato ieri sul Corriere della Sera sotto il titolo «Il mercato nell’angolo». Appena un anno fa il centro del libero mercato era negli Usa, il centro del libero mercato degli Usa era nella borsa di Wall Street, il centro di Wall Street era fatto da titoli bancari e finanziari.
Oggi questo centro — il centro del centro del centro — non è più a Wall Street ma a Washington. Non è più nelle mani del mercato, è nelle mani dello Stato.
Dall’inizio della crisi ad oggi, la mano dello Stato si è infatti mossa in salvataggio di più di 400 banche e finanziarie Usa. Fatti due conti, viene fuori una media di 5 interventi alla settimana, 1 ogni giorno lavorativo. E non solo banche e finanziarie: compagnie di assicurazione ed aziende automobilistiche, i mutui delle famiglie ed in prospettiva le pensioni di tanti americani.
In giro per il mondo, non è molto diverso. E non è molto diverso neppure in Europa, dove le banche salvate con denaro pubblico sono finora state 33.
Tutto ciò non è stato e non è perché lo Stato ha trionfato, ma perché il
mercato ha fallito. Anzi, per la verità, è perché hanno fallito tutti e due, tanto il mercato, quanto lo Stato. Il mercato ha fallito per eccesso, lo Stato per difetto.
Perché questo doppio fallimento?
Perché, con la globalizzazione, mentre cresceva la forza del mercato, configurato come il fondamento di una nuova religione terrestre, decresceva simmetricamente la forza dello Stato. Via via che con la globalizzazione cresceva la forza dell’economia, lo Stato rinunciava ad esercitare una delle sue funzioni sovrane: rinunciava al monopolio nel battere la moneta.

………Nell’età della globalizzazione anche le banche private potevano infatti battere, e perciò battevano la loro moneta. Una moneta addizionale che prendeva forma nei più incredibili strumenti finanziari. Una moneta fondata sul debito e perciò stampata sul nulla. È così che la moneta cattiva ha via via sovrastato la moneta buona. Ed è proprio nella implosione di questa nuova e privata massa monetaria la causa della crisi che vediamo e viviamo………….

È per reazione a tutto ciò, e per compensazione, che si assistite ora al ritorno dello Stato. È troppo, è eccessivo? Per cominciare, va detto che è stato ed è necessario: primum vivere! E poi? E il futuro?
Per cominciare lo Stato in cui ancora viviamo, lo Stato in cui ci riconosciamo, è un tipo particolare di Stato. Un tipo di Stato che, non per caso, si chiama Stato di diritto.
In questo tipo di Stato il mercato non può esistere fuori dal diritto o fabbricarsi un diritto alternativo e suo proprio. È sempre stato così in tutto il mondo libero, anche nel mondo anglosassone, dominato nel diritto pubblico dalla Rule of law e nel diritto privato dalla Common law. Non per caso tutte e due queste formule contengono la parola law e cioè la parola legge. È stato così fin dal principio del liberalismo e sarà così fino alla sua fine.
In questi termini costituzionali e fondamentali, l’alternativa non è dunque tra Stato e mercato, come se Stato e mercato fossero e/o potessero essere due variabili tra di loro indipendenti. L’alternativa è piuttosto, all’interno dello Stato, tra mercato e
sociale. Come bene scrive Panebianco. Il fatto disastroso è che nell’ultimo decennio il pendolo, certo più altrove che in Italia, non ha oscillato all’interno del quadrante, ma è uscito dal quadrante del diritto.
Quello che può e deve ora essere fatto è perciò riportare il pendolo dentro il quadrante, non essendoci alternativa allo Stato di diritto.
Fatto questo, quale è la parte giusta del pendolo: è il mercato o è il sociale?
Non credo che ci sia una ipotesi assolutamente giusta. Credo che esistano ipotesi relativamente giuste.
Nella nostra storia più recente il pendolo è andato ritmicamente da un lato all’altro del quadrante, dall’Iri alle privatizzazioni (tutte fatte bene, tutte ci hanno fatto bene?).
Nel durante della crisi e nel dopo della crisi è — a mio personale parere — più probabile che la parte giusta sia quella del sociale.
Può essere che un po’ dopo il pendolo prenda di nuovo a muoversi dall’altra parte. Niente di male, basta che sia un pendolo che resta dentro il quadrante del diritto.

Giulio Tremonti.

Andrea

Scritto il 18 marzo 2009 at 01:05

Benedetta speranza ed innocenza

Quando è che capiremo che non esiste una luce in fondo al tunnel, perchè siamo in un buco nero profondo e senza uscita; E che per uscirne dobbiamo girarci e tornare indietro e non passivamente procedere avanti.

Troppo semplice sperare che i problemi si risolvano da soli o che coloro che per sete di potere, egoismo, arrivismo e cinismo li hanno provocati, adesso li risolvano.

E’ come sperare che la mafia restituisca i suoi proventi, ai negozianti vittime del racket o alle donne sfruttate attraverso la prostituzione o ai drogati o ai clandestini sfruttati.

Tutto questo gran fermento verso le banche serve solo per completare l’opera di togliere ai popoli le loro ultime ricchezze attraverso la compiacenza della politica.

Ma dove ora il capitalismo, il rischio di impresa, la legge di mercato.

Devo molto a questo blog, e spero che continui ad informarci puntuale come sempre e ringrazio Andrea.

Io propongo una iniziativa concreta e ve la illustro con la mia risposta ad un blogger che afferma che la costituzione di piccole comunità è una soluzione che in tempi passati non ha funzionato.

Risposta:

Posso anche condividere quello che lei afferma sulle piccole comunità, sicuramente non è così facile come si potrebbe pensare.

E’ vero che molte esperienze sono fallite e che molte sono rimaste oasi nel deserto, ma non crede che questo sia dovuto all’inganno che il capitalismo ha esercitato in tutto il mondo.

E’ normale che se dici a miliardi di persone che si può vivere in piena libertà, facendo il lavoro che si desidera, consumando tutto quello che è possibile, qualsiasi altra forma di socializzazione ne esce sconfitta.

Peccato che proprio ora anche il capitalismo si sta rilevando non proprio quello che ci hanno fatto credere per anni, e scopriamo che sempre più la ricchezza ed il potere si concentrano sempre più in meno persone, mentre sempre più persone si avvicinano alla soglia della povertà.

Il consumismo selvaggio ha determinato l’inquinamento di aria, acqua e cibo; consumiamo cose senza senso solo perché una martellante pubblicità di tipo programmazione psicologica, ci propone modelli irraggiungibili e col solo scopo di ridurci a consumatori programmati.

Ora che la crisi economica, che non finirà in pochi anni, ma segnerà la fine di un sistema falso e perverso, sicuramente la cosa migliore che ci possiamo aspettare è proprio la nascita di comunità autosufficienti.

Vuoi vedere che se vai dagli Americani che hanno perso casa, lavoro ed assistenza sanitaria e sono finiti in tendopoli di fortuna, se qualcuno gli avesse detto prima che facevano quella fine, forse l’idea di comunità ecologica orientata all’autosufficienza alimentare ed energetica gli sarebbe stata gradita.

Non pensa che anche tagliare l’erba con il falcetto in una comunità agricola, sarà più divertente che vivere in una grande città in piena depressione economica.

Viviamo nella società dell’inganno, ma quanto potrà durare, il sistema comincia ad imbarcare acqua, non sia detto che il Titanic capitalismo affondi, anche le piccole scialuppe di salvataggio avranno un valore immenso.

Le segnalo una iniziativa no profit che aiuta, incoraggia ed invita le persone a creare migliaia di piccole scialuppe sparse in tutto il mondo; sicuramente se lo facciamo ora forse queste invece di essere scialuppe, potranno diventare belle barche attrezzate di tecnologia e sostenere i Titanic città.

Magari leggendo questo articolo mi potrà dire se per rilanciare l’economia non era più semplice favorire la creazione di comunità in parte autosufficienti, su terreni dati in concessione dai comuni, o creare i quartieri dormitorio intorno le città, o concedere un aumento di cubatura del 20% su abitazioni esistenti.

http://www.ecolcity.it/cms/economia-come-si-puo-rilanciare

Bastava solo una legge, i cittadini possono formare cooperative e richiedere ai comuni la possibilità di edificare villaggi a basso impatto ambientale in aree destinate dai comuni. ma forse questo non piacerebbe ai palazzinari, alle banche ed agli speculatori

http://www.ecolcity.it/cms/casa-debito

Se invece continueremo a confidare in questo sistema ed a chiudere gli occhi sulle sue distorsioni, forse quando ci presenterà il conto, non avremo nemmeno le scialuppe, sarà divertente scoprire che i luoghi migliori dove vivere saranno le comunità di recupero di tossicodipendenti.

La invito a leggere gli articoli che le ho segnalato e vedere il resto del sito Ecolcity.

Io invece credo che persone come lei potrebbero essere di grande aiuto a questo tipo di progetti.

O come alternativa preferisce il disegno massonico del nostro burattino pidduista e soprattutto di coloro che gli tirano i fili.

Ecolcity è una iniziativa senza profitto, di proprietà di coloro che la utilizzano.

La saluto e la ringrazio

Roberto Franzè

Scritto il 18 marzo 2009 at 01:05

Benedetta speranza ed innocenza

Quando è che capiremo che non esiste una luce in fondo al tunnel, perchè siamo in un buco nero profondo e senza uscita; E che per uscirne dobbiamo girarci e tornare indietro e non passivamente procedere avanti.

Troppo semplice sperare che i problemi si risolvano da soli o che coloro che per sete di potere, egoismo, arrivismo e cinismo li hanno provocati, adesso li risolvano.

E’ come sperare che la mafia restituisca i suoi proventi, ai negozianti vittime del racket o alle donne sfruttate attraverso la prostituzione o ai drogati o ai clandestini sfruttati.

Tutto questo gran fermento verso le banche serve solo per completare l’opera di togliere ai popoli le loro ultime ricchezze attraverso la compiacenza della politica.

Ma dove ora il capitalismo, il rischio di impresa, la legge di mercato.

Devo molto a questo blog, e spero che continui ad informarci puntuale come sempre e ringrazio Andrea.

Io propongo una iniziativa concreta e ve la illustro con la mia risposta ad un blogger che afferma che la costituzione di piccole comunità è una soluzione che in tempi passati non ha funzionato.

Risposta:

Posso anche condividere quello che lei afferma sulle piccole comunità, sicuramente non è così facile come si potrebbe pensare.

E’ vero che molte esperienze sono fallite e che molte sono rimaste oasi nel deserto, ma non crede che questo sia dovuto all’inganno che il capitalismo ha esercitato in tutto il mondo.

E’ normale che se dici a miliardi di persone che si può vivere in piena libertà, facendo il lavoro che si desidera, consumando tutto quello che è possibile, qualsiasi altra forma di socializzazione ne esce sconfitta.

Peccato che proprio ora anche il capitalismo si sta rilevando non proprio quello che ci hanno fatto credere per anni, e scopriamo che sempre più la ricchezza ed il potere si concentrano sempre più in meno persone, mentre sempre più persone si avvicinano alla soglia della povertà.

Il consumismo selvaggio ha determinato l’inquinamento di aria, acqua e cibo; consumiamo cose senza senso solo perché una martellante pubblicità di tipo programmazione psicologica, ci propone modelli irraggiungibili e col solo scopo di ridurci a consumatori programmati.

Ora che la crisi economica, che non finirà in pochi anni, ma segnerà la fine di un sistema falso e perverso, sicuramente la cosa migliore che ci possiamo aspettare è proprio la nascita di comunità autosufficienti.

Vuoi vedere che se vai dagli Americani che hanno perso casa, lavoro ed assistenza sanitaria e sono finiti in tendopoli di fortuna, se qualcuno gli avesse detto prima che facevano quella fine, forse l’idea di comunità ecologica orientata all’autosufficienza alimentare ed energetica gli sarebbe stata gradita.

Non pensa che anche tagliare l’erba con il falcetto in una comunità agricola, sarà più divertente che vivere in una grande città in piena depressione economica.

Viviamo nella società dell’inganno, ma quanto potrà durare, il sistema comincia ad imbarcare acqua, non sia detto che il Titanic capitalismo affondi, anche le piccole scialuppe di salvataggio avranno un valore immenso.

Le segnalo una iniziativa no profit che aiuta, incoraggia ed invita le persone a creare migliaia di piccole scialuppe sparse in tutto il mondo; sicuramente se lo facciamo ora forse queste invece di essere scialuppe, potranno diventare belle barche attrezzate di tecnologia e sostenere i Titanic città.

Magari leggendo questo articolo mi potrà dire se per rilanciare l’economia non era più semplice favorire la creazione di comunità in parte autosufficienti, su terreni dati in concessione dai comuni, o creare i quartieri dormitorio intorno le città, o concedere un aumento di cubatura del 20% su abitazioni esistenti.

http://www.ecolcity.it/cms/economia-come-si-puo-rilanciare

Bastava solo una legge, i cittadini possono formare cooperative e richiedere ai comuni la possibilità di edificare villaggi a basso impatto ambientale in aree destinate dai comuni. ma forse questo non piacerebbe ai palazzinari, alle banche ed agli speculatori

http://www.ecolcity.it/cms/casa-debito

Se invece continueremo a confidare in questo sistema ed a chiudere gli occhi sulle sue distorsioni, forse quando ci presenterà il conto, non avremo nemmeno le scialuppe, sarà divertente scoprire che i luoghi migliori dove vivere saranno le comunità di recupero di tossicodipendenti.

La invito a leggere gli articoli che le ho segnalato e vedere il resto del sito Ecolcity.

Io invece credo che persone come lei potrebbero essere di grande aiuto a questo tipo di progetti.

O come alternativa preferisce il disegno massonico del nostro burattino pidduista e soprattutto di coloro che gli tirano i fili.

Ecolcity è una iniziativa senza profitto, di proprietà di coloro che la utilizzano.

La saluto e la ringrazio

Roberto Franzè

Scritto il 18 marzo 2009 at 01:05

Benedetta speranza ed innocenza

Quando è che capiremo che non esiste una luce in fondo al tunnel, perchè siamo in un buco nero profondo e senza uscita; E che per uscirne dobbiamo girarci e tornare indietro e non passivamente procedere avanti.

Troppo semplice sperare che i problemi si risolvano da soli o che coloro che per sete di potere, egoismo, arrivismo e cinismo li hanno provocati, adesso li risolvano.

E’ come sperare che la mafia restituisca i suoi proventi, ai negozianti vittime del racket o alle donne sfruttate attraverso la prostituzione o ai drogati o ai clandestini sfruttati.

Tutto questo gran fermento verso le banche serve solo per completare l’opera di togliere ai popoli le loro ultime ricchezze attraverso la compiacenza della politica.

Ma dove ora il capitalismo, il rischio di impresa, la legge di mercato.

Devo molto a questo blog, e spero che continui ad informarci puntuale come sempre e ringrazio Andrea.

Io propongo una iniziativa concreta e ve la illustro con la mia risposta ad un blogger che afferma che la costituzione di piccole comunità è una soluzione che in tempi passati non ha funzionato.

Risposta:

Posso anche condividere quello che lei afferma sulle piccole comunità, sicuramente non è così facile come si potrebbe pensare.

E’ vero che molte esperienze sono fallite e che molte sono rimaste oasi nel deserto, ma non crede che questo sia dovuto all’inganno che il capitalismo ha esercitato in tutto il mondo.

E’ normale che se dici a miliardi di persone che si può vivere in piena libertà, facendo il lavoro che si desidera, consumando tutto quello che è possibile, qualsiasi altra forma di socializzazione ne esce sconfitta.

Peccato che proprio ora anche il capitalismo si sta rilevando non proprio quello che ci hanno fatto credere per anni, e scopriamo che sempre più la ricchezza ed il potere si concentrano sempre più in meno persone, mentre sempre più persone si avvicinano alla soglia della povertà.

Il consumismo selvaggio ha determinato l’inquinamento di aria, acqua e cibo; consumiamo cose senza senso solo perché una martellante pubblicità di tipo programmazione psicologica, ci propone modelli irraggiungibili e col solo scopo di ridurci a consumatori programmati.

Ora che la crisi economica, che non finirà in pochi anni, ma segnerà la fine di un sistema falso e perverso, sicuramente la cosa migliore che ci possiamo aspettare è proprio la nascita di comunità autosufficienti.

Vuoi vedere che se vai dagli Americani che hanno perso casa, lavoro ed assistenza sanitaria e sono finiti in tendopoli di fortuna, se qualcuno gli avesse detto prima che facevano quella fine, forse l’idea di comunità ecologica orientata all’autosufficienza alimentare ed energetica gli sarebbe stata gradita.

Non pensa che anche tagliare l’erba con il falcetto in una comunità agricola, sarà più divertente che vivere in una grande città in piena depressione economica.

Viviamo nella società dell’inganno, ma quanto potrà durare, il sistema comincia ad imbarcare acqua, non sia detto che il Titanic capitalismo affondi, anche le piccole scialuppe di salvataggio avranno un valore immenso.

Le segnalo una iniziativa no profit che aiuta, incoraggia ed invita le persone a creare migliaia di piccole scialuppe sparse in tutto il mondo; sicuramente se lo facciamo ora forse queste invece di essere scialuppe, potranno diventare belle barche attrezzate di tecnologia e sostenere i Titanic città.

Magari leggendo questo articolo mi potrà dire se per rilanciare l’economia non era più semplice favorire la creazione di comunità in parte autosufficienti, su terreni dati in concessione dai comuni, o creare i quartieri dormitorio intorno le città, o concedere un aumento di cubatura del 20% su abitazioni esistenti.

http://www.ecolcity.it/cms/economia-come-si-puo-rilanciare

Bastava solo una legge, i cittadini possono formare cooperative e richiedere ai comuni la possibilità di edificare villaggi a basso impatto ambientale in aree destinate dai comuni. ma forse questo non piacerebbe ai palazzinari, alle banche ed agli speculatori

http://www.ecolcity.it/cms/casa-debito

Se invece continueremo a confidare in questo sistema ed a chiudere gli occhi sulle sue distorsioni, forse quando ci presenterà il conto, non avremo nemmeno le scialuppe, sarà divertente scoprire che i luoghi migliori dove vivere saranno le comunità di recupero di tossicodipendenti.

La invito a leggere gli articoli che le ho segnalato e vedere il resto del sito Ecolcity.

Io invece credo che persone come lei potrebbero essere di grande aiuto a questo tipo di progetti.

O come alternativa preferisce il disegno massonico del nostro burattino pidduista e soprattutto di coloro che gli tirano i fili.

Ecolcity è una iniziativa senza profitto, di proprietà di coloro che la utilizzano.

La saluto e la ringrazio

Roberto Franzè

Scritto il 18 marzo 2009 at 01:05

Benedetta speranza ed innocenza

Quando è che capiremo che non esiste una luce in fondo al tunnel, perchè siamo in un buco nero profondo e senza uscita; E che per uscirne dobbiamo girarci e tornare indietro e non passivamente procedere avanti.

Troppo semplice sperare che i problemi si risolvano da soli o che coloro che per sete di potere, egoismo, arrivismo e cinismo li hanno provocati, adesso li risolvano.

E’ come sperare che la mafia restituisca i suoi proventi, ai negozianti vittime del racket o alle donne sfruttate attraverso la prostituzione o ai drogati o ai clandestini sfruttati.

Tutto questo gran fermento verso le banche serve solo per completare l’opera di togliere ai popoli le loro ultime ricchezze attraverso la compiacenza della politica.

Ma dove ora il capitalismo, il rischio di impresa, la legge di mercato.

Devo molto a questo blog, e spero che continui ad informarci puntuale come sempre e ringrazio Andrea.

Io propongo una iniziativa concreta e ve la illustro con la mia risposta ad un blogger che afferma che la costituzione di piccole comunità è una soluzione che in tempi passati non ha funzionato.

Risposta:

Posso anche condividere quello che lei afferma sulle piccole comunità, sicuramente non è così facile come si potrebbe pensare.

E’ vero che molte esperienze sono fallite e che molte sono rimaste oasi nel deserto, ma non crede che questo sia dovuto all’inganno che il capitalismo ha esercitato in tutto il mondo.

E’ normale che se dici a miliardi di persone che si può vivere in piena libertà, facendo il lavoro che si desidera, consumando tutto quello che è possibile, qualsiasi altra forma di socializzazione ne esce sconfitta.

Peccato che proprio ora anche il capitalismo si sta rilevando non proprio quello che ci hanno fatto credere per anni, e scopriamo che sempre più la ricchezza ed il potere si concentrano sempre più in meno persone, mentre sempre più persone si avvicinano alla soglia della povertà.

Il consumismo selvaggio ha determinato l’inquinamento di aria, acqua e cibo; consumiamo cose senza senso solo perché una martellante pubblicità di tipo programmazione psicologica, ci propone modelli irraggiungibili e col solo scopo di ridurci a consumatori programmati.

Ora che la crisi economica, che non finirà in pochi anni, ma segnerà la fine di un sistema falso e perverso, sicuramente la cosa migliore che ci possiamo aspettare è proprio la nascita di comunità autosufficienti.

Vuoi vedere che se vai dagli Americani che hanno perso casa, lavoro ed assistenza sanitaria e sono finiti in tendopoli di fortuna, se qualcuno gli avesse detto prima che facevano quella fine, forse l’idea di comunità ecologica orientata all’autosufficienza alimentare ed energetica gli sarebbe stata gradita.

Non pensa che anche tagliare l’erba con il falcetto in una comunità agricola, sarà più divertente che vivere in una grande città in piena depressione economica.

Viviamo nella società dell’inganno, ma quanto potrà durare, il sistema comincia ad imbarcare acqua, non sia detto che il Titanic capitalismo affondi, anche le piccole scialuppe di salvataggio avranno un valore immenso.

Le segnalo una iniziativa no profit che aiuta, incoraggia ed invita le persone a creare migliaia di piccole scialuppe sparse in tutto il mondo; sicuramente se lo facciamo ora forse queste invece di essere scialuppe, potranno diventare belle barche attrezzate di tecnologia e sostenere i Titanic città.

Magari leggendo questo articolo mi potrà dire se per rilanciare l’economia non era più semplice favorire la creazione di comunità in parte autosufficienti, su terreni dati in concessione dai comuni, o creare i quartieri dormitorio intorno le città, o concedere un aumento di cubatura del 20% su abitazioni esistenti.

http://www.ecolcity.it/cms/economia-come-si-puo-rilanciare

Bastava solo una legge, i cittadini possono formare cooperative e richiedere ai comuni la possibilità di edificare villaggi a basso impatto ambientale in aree destinate dai comuni. ma forse questo non piacerebbe ai palazzinari, alle banche ed agli speculatori

http://www.ecolcity.it/cms/casa-debito

Se invece continueremo a confidare in questo sistema ed a chiudere gli occhi sulle sue distorsioni, forse quando ci presenterà il conto, non avremo nemmeno le scialuppe, sarà divertente scoprire che i luoghi migliori dove vivere saranno le comunità di recupero di tossicodipendenti.

La invito a leggere gli articoli che le ho segnalato e vedere il resto del sito Ecolcity.

Io invece credo che persone come lei potrebbero essere di grande aiuto a questo tipo di progetti.

O come alternativa preferisce il disegno massonico del nostro burattino pidduista e soprattutto di coloro che gli tirano i fili.

Ecolcity è una iniziativa senza profitto, di proprietà di coloro che la utilizzano.

La saluto e la ringrazio

Roberto Franzè

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 07:21

quello che ci hai mostrato, caro Andrea, è il punto di arrivo della crisi, siamo nelle mani di chi s’inventa le formulette per incantare il popolo, riuscendoci peraltro, ed è proprio questo il significato attuale della crisi.
Mi riferivo alle formulette di Tremonti, ma amche le altre, le tue e quelle di Roberto, mi fanno ridere.
Mi sa che dovete fare tutti un passo indietro, se non è già troppo tardi.

Scritto il 18 marzo 2009 at 07:35

Non voglio essere assolutamente polemica #30…

“dove fare tutti un posso indietro”!…
…dovete..voi..noi..e Tu…cosa fai?

Le formulette di Andrea e Roberto ti fanno ridere…
e allore proponi le Tue se le ritieni più serie…siamo qui per umilmente ascoltare…ed imparare…
scusa ma non capisco.. veramente non capisco…mi sempra che tu stia, per ora, puntando solo il dito….

per quanto mi riguarda…guardo con rispetto, ogni iniziativa, che la condivida o meno…
prendendone il meglio…non tutto è da buttare….
non potrei mai distruggere il sogno di un uomo…
sarei curiosa di conoscere altre formule…più serie…Le Tue…

Ti ringrazio se vorrai rispondermi….
vorrei solo…capire senza giudicare…

Grazie… ciao…
Valentina

p.s…forse siamo caduti da cavallo e stiamo strisciando?

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 10:45

riguardo all’utilità del non votare: non è vero che sia inutile non andare a votare, invece è utilissimo..ma solo a una certa parte politica che ha ben fidelizzato i suoi “seguaci” che infatti vanno benissimo a votare, sia perchè sono avvantaggiati dalla attuale politica economica e soprattutto fiscale, sia perchè se ne infischiano dei problemi della giustizia ecc.;( mi immagino come ridacchierà contento il nostro presidente del consiglio per i patemi d’animo dei non “votatori” del centrosinistra); scusatemi ma è proprio una fesseria, in pratica si risolve a dare il voto a chi del liberismo economico ha fatto la propria bandiera .
Tra l’altro secondo me, questo atteggiamento rivela una certa presunzione; siamo proprio sicuri che, di fronte alle sirene del potere, che sono fortissime, tutti noi rimarremmo impermeabili e continueremmo a perseguire i nostri sani e incorruttibili principi?
La storia insegna: di Cincinnati in migliaia di anni se ne possono contare con le dita di una sola mano, mentre invece è pieno di esempi di grandi rivoluzionari per il popolo che ,raggiunto il potere, si inchiodano alla poltrona e semmai trasmettono il potere ai “famigli” quando proprio sono in fin di vita.
E poi smettiamola di dire che i politici sono tutti uguali; in biologia, tra miliardi di individui, non ne esistono due uguali, neanche i gemelli omozigoti.
Gab

Scritto il 18 marzo 2009 at 11:48

Gaber direbbe che …..non si è mai abbastanza coraggiosi da essere vigliacchi definitivamente….. da fare quel passo indietro che qualcuno vorrebbe farti fare senza spiegare il perchè aggiungo io …..ma il confronto è più impegnativo di una frase lasciata nel nulla!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 12:01

Ciao Gab,
ciao a tutti,
beh…non mi dai certo la “carica” che cerco..però mi leggi nel pensiero, perchè è quello che ho sempre pensato anch’io!!! Però vorrei provare a fare qualcosa..da dentro..e non mi sporcherò MAI le mani, anche perchè voglio poter continuare a guardarmi allo specchio ogni mattina..e lo so che anche questa è una frase già usata da molti..ma ho vissuto 40 anni pensando così..e non credo che mi si possa cambiare a questa età..nel bene ( pregi ) e nel male ( difetti )..Sono zia di 3 piccoli cuccioli umani, non ho figli, ma x il bene che provo per loro e per tutti i bambini voglio provare a prendere gli schiaffi che arriveranno. Tocca a noi, quelli della nostra età muoverci…ci provo e se mi vogliono “sporcare” e farmi tacere, me ne verrò via..ma ormai sarà tardi perchè le cose che volevo dire saranno già nell’aria e nessuno potrà dire “..stava scherzando..dimenticatevi tutto..”
E vorrei anche dire al mondo…se ritorno sui miei passi venite a chiedermi il perchè..e vi dirò la verità. Sono ingenua? sono una sognatrice? vivo di utopie? beh…SI’ sennò sarei morta dentro nell’anima..
Si deve continuare a sperare..sempre..o almeno così la penso io..Perchè, al contrario, cosa ci servirebbe sapere cosa sta succedendo? cosa servirebbe la consapevolezza acquisita? io riesco a vedere solo 2 soluzioni: o isolarmi sulle colline e coltivare l’orto solo per me e i miei più stretti cari o andare in mezzo alla gente e coltivare un orto più vasto, con i rischi che possono consegiure dall’essere in tanti…Delle due una.
Vedi, non rischio in borsa, non rischio al casinò, ma amo rischiare con la gente, mi piace comunicare. Se i messaggi giusti arrivano anche solo ad una piccola percentuale…non si potrà mai dire di aver perso tempo.
Un augurio per una splendida giornata a tutti.
Ciao
Elisa

Scritto il 18 marzo 2009 at 12:16

Valentina è vero, il 30# punta solo il dito, ma è una comprensibile replica a “la soluzione” di chi fin’ora ha governato questo paese…sì il pendolo…chiedi ai precari ora disoccupati dove lo metterebbero il pendolo…
Grazie ad Andrea e a Roberto per le idee del cambiamento a questo sistema, ma non arrivano soluzioni da chi comanda!!!
Il Compasso richiama la nostra recente rivoluzione(?!? il ’68) ed essendo compasso ‘dentro’ ci dice che con le premesse attuali ci sarà rivoluzione all’ennesima potenza, ma guarda con occhi da sensattottino la nostra società che ora è al 50% de “grande fratello”. Provo a fare un esempio terra-terra, non so se avete mai visto “Fracchia la belva umana” ( http://www.youtube.com/watch?v=YRnpOVne5-I ), il nostro lasciapassare per questa crisi deve venire da chi comanda.
Detto questo le mie piccole scelte, come spero molti di voi le fanno…nel sociale e di cambiamento vero, continuerò a farle, in questo senso è possibile un cambiamento dal basso, ma la svolta vera incisiva e veloce la può dare solo una “nuova” classe dirigente che scelga idee nuove di vero cambiamento

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 12:50

concordo con Moia e aggiungo, per la nostra cara Elisa, non è vero che la gente non fa nulla, ognuno fa quello che può, nei limiti di ciò che gli è consentito. Invece, è abominevole il fatto che alcuni di noi si limitino a fare reclutamento nel nome di questa o quella “giusta causa”, senza poi arrivare ad alcuna conclusione.

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 12:58

“il confronto è più impegnativo di una frase lasciata nel nulla” dice Andrea, è vero, però, caro capitano, a me non sembra che le tue frasi, lasciate nel web, abbiano prodotto alcun rinnovamento, o mi sbaglio?
con la stima di sempre
pinio

Scritto il 18 marzo 2009 at 13:52

Cari Moia e Pinio….., penso che sia giusto che ognuno scelga la sua rotta, volete che parliamo di politica, volete cha facciamo una rivoluzione….

Probabilmente siete sul veliero sbagliato, ma non credo, non lo credo affatto!

Per per quanto riguarda le mie visioni io sono una persona che non ha alcuna ambizione di cambiare il mondo con le parole, perchè con le parole io non sono nessuno!

Sappiamo tutti quella che è la situazione politica e sociale, ma torno a ribadire che il cambiamento nasce da ognuno di noi, ma non da coloro che guardano cosa succede intorno prima di fare la prima mossa, non da coloro che se intorno non si muove l’oceano allora tornano a lasciarsi cullare dalle onde del sistema.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2009 at 13:57

non è vero #37.
è la prima volta che scrivo,ammetto che leggevo articoli di andrea anche nel 2007 e lo mandavo regolarmente “a cagare” :-), però da agosto-settembre 2008 lo leggo sempre e da 2-3 mesi leggo anche tutti i commenti.
adesso ho piu’ fiducia nel domani, negli ultimi anni ero un po’ “partito per la tangente” ( investire, borsa,…) perchè avevo poca fiducia nelle persone, adesso invece,anche se ci ho perso un po’, mi sento meglio e mi sento meno solo

comunque sono completamente a favore del libero mercato, anche se deve essere un po’ regolato e controllato

ho 28 anni, mi sa che qua dentro sono un monello, spero di non aver detto delle cavolate

di sicuro un grazie enorme ad andrea di aver creato questa cosa

saluti

giorgio 80

Scritto il 18 marzo 2009 at 14:43

Giorgio80………..per due anni questo veliero non ha solcato , gli oceani invano! Semplicemente GRAZIE!

Mille di questi monelli……a bordo!

Andrea

Scritto il 19 marzo 2009 at 07:49

Immobile eppure in movimento – un’ attesa particolare

Una barca in bonaccia naviga drappeggiata d’ aria stagnante,
è immobile nell’ immobilità del mare. Poi l’ aria si libera, il mare muta e
la barca si muove. Ma nel vento e nel mare in movimento rimane
l’ immobilità della barca, immobile eppure in movimento, inattiva eppure in qualche modo attiva.
E dall’ immobilità che si muove, in silenzio e senza sforzo la navigazione si compie.

Da un’ immobilità, com’ è una barca in mare, com’ è una vela nel vento, in silenzio
E senza sforzo l’ azione si compie.
….
Quando i venti non spirano e le vele non si gonfiano, le barche non si muovono.
Per i navigatori questa è un’ attesa particolare chiamata bonaccia.
E’ un particolare non-accadere, un particolare non-agire, una particolare immobilità in cui qualcosa di in conoscibile si muove.
Dall’ immobilità emerge il movimento; dal più piccolo emerge il più grande;
dal nulla emerge qualcosa.

Nell’ immobilità tra un vento e
l’ altro….qualcosa si muove;

Nell’ immobilità tra un pensiero e l’ altro…qualcosa viene capito.
Questo particolare qualcosa è più evidente in assoluto nell’ immobilità.
Sii paziente e calmo e pronto: poi riceverai ciò che aspetta.
(Il Tao della barca, Ray Grigg)

Certo…Capitano (hai duddi?) due e più anni in continuo movimento…
Anche se il messaggio a volte non arriva o sembra arrivare a fatica…nel val sempre la pena…

Nulla cade mai nel vuoto…e nulla è più come prima…
I pensieri indistrurbati racchiudono un immobilità che è il principio della comprensione.

p.s grande grandissimo monello Giorgio80 sono felicissima di sentirti…continua a dir la Tua..
ecco perché mi piace sempre di più questo viaggio estremamente eterogeneo…come è…
per età…conoscenze…culture…
professioni….in continue incessante divenire….

Elisa ciao…ancora troppo poche,
..”la barca è donna perché contiene e avvolge”, per il mare la barca è donna perché contiene ed avvolge..”, qui..ancora una minoranza…poche…
si fermano o si fanno sentire…ancora troppo poche… grazie per quello che dici…

Capitano..magnifico poker….

Buona giornata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 22 marzo 2009 at 10:06

… “il cambiamento nasce da ognuno di noi, ma non da coloro che guardano cosa succede intorno prima di fare la prima mossa, non da coloro che se intorno non si muove l’oceano allora tornano a lasciarsi cullare dalle onde del sistema.”
cari amici, questo vascello è ormai carico solo di menzogne ed illusioni.
Si è persa una grande occasione: quella di aver costruito (Andrea e tutti noi insieme) una comunità di persone capaci di cambiare le regole e disposte a farlo sotto una guida sicura. Un sogno che svanisce, purtroppo. Senza rimpianti
pinio

Scritto il 22 marzo 2009 at 21:34

l’ ho visto solo ora….
pinio..menzogne ed illusioni???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

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