FONDI ETICI IN MEZZO ALLA TEMPESTA!

Scritto il alle 08:03 da icebergfinanza

 

Al di là di quello che sarà l’orizzonte nei prossimi anni, per quanto tempo ci accompagnerà questa recessione/depressione epocale, al di là di qualunque considerazione sulla possibilità di assistere a breve o tra due mesi ad una ripresa dei mercati finanziari, esiste uno strumento " responsabile " che può aiutare il nostro veliero ad riprendere il mare aperto dopo aver navigato spesso controcorrente o aver riposato nei porti della riflessione e della consapevolezza.

L’investitore etico è invece colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma vuole conoscere le ragioni di fondo che realizzano questa redditività, le caratteristiche dei beni prodotti, la localizzazione dell’azienda e verificare come vengano condotti gli affari. ( dal sito http://www.finanza-etica.it/ )

Da tempo ormai immemorabile sostengo che debbano esistere due realtà nei mercati finanziari, due realtà che non possano condizionarsi a vicenda, una relativa a coloro che vogliono investire ed una relativa a coloro che vogliono essenzialmente speculare. Intravedo già qua e la qualche sorriso ironico, qualcuno obietterà ma come è possibile scindere uno strumento derivato dal suo sottostante?

La storia in questo ci è profondamente maestra!

Centinaia di anni fa un certo John Law ebbe la brillante idea per risollevare il valore delle azioni della " sua " Compagnia del Mississippi " che stava avviandosi ormai inesorabilmente verso il fallimento di inventare le opzioni (call ), per stimolare la fantasia del mercato.

Con poche livres si poteva acquistare una scommessa sul futuro. Opzione_(finanza) ma la magia non funzionò in quanto tanti abbandonarono le azioni della società per " giocare " con le opzioni ( uno dei primi esempi di effetto leva della storia ).

Il risultato fu che non essendoci più compratori sulle azioni, il prezzo crollo e  automaticamente le opzioni non superarono mai lo strike ( prezzo sopra il quale la scommessa è vinta ) e il giocattolo si ruppe!

Tornando a noi, la finanza e l’investimento sono sempre stati visti con i parametri del rendimento, del capitale, dell’interesse. Ogni investitore responsabile dovrebbe mirare al di la della speculazione anche se non sempre è facile, investire in attività o società che rispondano a requisiti di responsabilità sociale e ambientale.

Amrtya Sen da sempre sostiene che ricchezza e felicità non intesa come benessere debbano convivere in una sinergia tra economia ed etica e quindi l’investimento non soddisfa solo esclusivamente la sete di guadagno ma anche sensibilità etiche.

Insieme ne abbiamo già parlato in  INVESTIMENTO_ETICO! ma oggi voglio condividere con voi una realtà tale e quale come è apparsa sul numero di novembre della rivista VALORI che consiglio vivamente a coloro che amano un’alternativa.

 

Crescita e trasparenza: così i fondi responsabili sfidano il collasso

I fondi responsabili non sono immuni dalla crisi, ma le loro performance restano migliori di quelle degli investimenti ordinari (soprattutto gli obbligazionari e i bilanciati). Merito di una risorsa rara: la trasparenza.

La CRISI FINANZIARIA SI DIFFONDE e tutti, in un modo o nell’altro,sembrano patirne le conseguenze. Qualcuno, a dispetto della dimensione e della tradizione, finisce per crollare, mentre qualcun altro sopravvive a stento, chiedendosi se il suo nome sia destinato ad aggiungersi al lungo elenco dei martiri della speculazione. Il crunch, insomma, colpisce duro, eppure nella devastazione di un mercato finanziario che sembra sempre più simile a un martoriato campo di battaglia c’è chi resiste e riesce, nonostante tutto, a crescere e a proiettarsi con fiducia nel futuro. È il caso degli investimenti responsabili, la materia prima di quei fondi etici chiamati, nei prossimi anni, a giocare sempre più un ruolo da protagonisti. 

Investimenti responsabili in ascesa

 Ma come sono andati i fondi etici nell’anno più nero della finanza?I portafogli degli investimenti socialmente responsabili (SRI) resistono e promettono di crescere ancora. È la conclusione principale alla quale sono giunti gli analisti che hanno promosso le ultime rilevazioni in materia. I dati sono ora disponibili e le considerazioni sulla finanza etica sembrano tutto fuorché propaganda. Un’indagine sulla dimensione di mercato è stata resa pubblica di recente da Eurosif (European Social Investment Forum), secondo cui gli investimenti Sri del Vecchio Continente hanno raggiunto un valore totale di oltre 2.600 miliardi di euro. Una cifra impressionante, soprattutto se confrontata con i dati degli anni precedenti. Dalla fine del 2005 a oggi, il comparto è cresciuto del 102% grazie al traino del Regno Unito (che compensa da solo oltre 900 miliardi di assets), dell’Olanda (435 miliardi) e dell’asse scandinavo (quasi 600 miliardi tra Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia).

Il fondo non affonda.  

È una domanda chiave per capire quale possa essere il destino degli investimenti responsabili e, soprattutto, la ricetta per la salvezza di un risparmio ormai in balia del cataclisma. A dare una risposta ci ha pensato l’Osservatorio Finanza Etica che, in collaborazione con Morningstar, ha studiato il caso italiano valutando i rendimenti medi realizzati dai fondi comuni d’investimento e confrontandone la  performance con quella dei prodotti socialmente responsabili disponibili in Italia. Risultato: i fondi SRI hanno ceduto, ma hanno perso meno degli altri. Un segnale di come la crisi sia ormai diven-tata sistemica, ma anche la dimostrazione di come l’investimento responsabile abbia saputo evidenziare una resistenza alla crisi non comune.

Una rapida occhiata ai dati vale più di ogni spiegazione:

Se nel comparto azionario la performance annuale degli Sri ricalca quella dei fondi ordinari (-22,4% contro -21,65%), la differenza risulta evidente nei settori degli obbligazionari (+0,19% contro -2,3%) e dei bilanciati (-6% contro -11%). I fondi etici, insomma, vanno molto meglio.

Questa è per conoscenza la valutazione indipendente ad oggi 14 marzo 2009 di MORNINGSTAR:

Nome Fondo Categoria
Morningstar
Rating
Morningstar
YTD% T.E.R.% Ultimo
Prezzo
 
FI – Valori Responsabili Azionario Acc Azionari Internazionali… Senza Rating -7,54 2,03 3,101 EUR
FI – Valori Responsabili Bilanciato Acc Bilanciati Moderati (EUR) -4,88 1,91 4,896 EUR
FI – Valori Responsabili Monetario Acc Obbligazionari Breve T…. 0,80 0,72 5,777 EUR
FI – Valori Responsabili Obbligazionario M… Bilanciati Prudenti (EUR) -0,35 1,44 5,617 EUR

Perché? A qualcuno verrebbe forse la tentazione di sbandierare con un certo orgoglio la rivincita dei "buoni" sui "cattivi".

Ma qualsiasi considerazione del genere risulterebbe ingenua e, in fin dei conti, completamente fuorviante. Soprattutto alla luce di quello che resta il più profondo e complesso significato della finanza "responsabile" in quanto tale.

Una definizione "negativa"

Che cos’è un investimento responsabile? Che cosa rende "etica" un’operazione finanziaria? Sembrano domande banali ma non per questo superflue. Comprendere le basi di questo genere di finanza significa, soprattutto, capire cosa contraddistingua gli Sri dai "colleghi" tradizionali. Per molti l’espressione "investimento etico" richiama una definizione per così dire "negativa", atta cioè a indicare "cosa non fare" piuttosto che "cosa fare". Per molti, in altre parole, un fondo può chiamarsi responsabile se disinveste da sottostanti "discutibili". Questa interpretazione, che attribuisce agli operatori un carattere tra l’umanitario (quando ad esempio si disinveste dai titoli di Stato di Paesi non democratici) e il bigotto (nel caso del rifiuto di alimentare il mercato dell’alcool e del tabacco), risulta però troppo legata a giudizi di valore e, quindi, non sufficiente-mente comprensiva.

Il successo evidenziato dalla crescita dei fondi etici negli ultimi anni, infatti, non è legato di per sé alle scelte umanitarie. Chi per ipotesi avesse investito nel comparto minerario o in quello delle armi nell’arco degli ultimi cinque anni si troverebbe oggi ad affrontare un solo problema: quello di contare i soldi.

È un esempio importante che deve servire da lezione a chi spera ingenuamente di individuare nella crisi attuale una sorta di pioggia biblica. La crisi del credito è però un’altra cosa e gli investimenti socialmente responsabili hanno peculiarità tutte loro.

Finanza trasparente, finanza reale.

A caratterizzare un investimento responsabile, specialmente nell’era del credit crunch, c’è anche e soprattutto qualcosa di più tecnico e di più "finanziario": la trasparenza. «La totale mancanza di trasparenza in tutto il sistema – spiegano dall’Osservatorio Finanza Etica – è una delle chiavi per comprendere le ragioni e la gravità della crisi che la finanza internazionale sta attraversando».

Secondo questa interpretazione, quella innescata dai mutui subprime rappresenterebbe la crisi di un sistema che ha attribuito alla finanza una "creatività" senza freni.

 «Una volta cartolarizzati e "impacchettati" in titoli di debito – spiegano ancora dall’Osservatorio -, i mutui americani ad alto rischio sono stati venduti ad investitori istituzionali che, a loro volta, li hanno "inscatolati" in prodotti finanziari sempre più complessi.

Risultato: quei titoli, una volta finiti nei mercati finanziari sono stati acquistati, ad esempio sotto forma di quote di fondi comuni d’investimento, anche dai singoli risparmiatori. Inconsapevoli, almeno quanto i banchieri che avevano acquistato il "pacchetto" affidandosi al giudizio delle agenzie di rating internazionali, ma senza sapere esattamente cosa ci fosse dentro».

La storia, più o meno, è tutta qui. Quello che è seguito è stato il più classico degli effetti-domino, che ha portato alla trasformazione di una crisi settoriale nazionale in una crisi sistemica globale. È in questo contesto che la trasparenza è diventata prima di tutto un fatto di responsabilità, verso gli investitori ma anche, in un certo senso, verso i principi base dell’economia reale rispetto alla quale la finanza deve rappresentare uno strumento di trasferimento efficiente dei capitali piuttosto che un gioco al massacro fatto di liquidità di carta.

È la base di un sistema razionale, la vittoria della logica sull’isteria speculativa.

Si chiama "finanza responsabile". Si legge "finanza reale".  ( di Matteo Cavallito )

 

I FONDI COMUNI ETICI VALORI RESPONSABILI resistono alla crisi

…..confermandosi ai vertici delle classifiche di rendimento di settore. È il risultato reso noto nelle scorse settimane da Etica Sgr, la società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica. È sufficiente dare uno sguardo alle posizioni raggiunte nelle categorie Assogestioni di riferimento per capire come mai i quattro fondi del gruppo possano fin qui ritenere di essere usciti vincitori dalla crisi:

primi in classifica sia l’azionario che il bilanciato, ottavo il monetario, terzo l’obbligazionario misto.

Un esito logico secondo i gestori. «Da sempre escludiamo le grandi società finanziarie dal nostro paniere etico – dichiara Alessandra Viscovi, Direttore Generale della società -. In base ai nostri criteri non passano la selezione. Sono imprese che hanno punteggi ampiamente inferiori alla sufficienza (vedi sotto), per la scarsa trasparenza nella destinazione degli investimenti».

Una strategia tutt’altro che scontata in un mercato finanziario in cui, soprattutto negli ultimi anni, l’affidamento dei broker ai giudizi delle società di rating è stato spesso acritico. Già in passato la Banca dei Regolamenti Internazionali aveva lanciato l’allarme sui limiti delle valutazioni di mostri sacri come S&P o Fitch, ma i suoi ammonimenti sono caduti nel vuoto. Ad oggi sono solo tre le società del settore finanziario che fanno parte del paniere di Etica Sgr: le banche etiche tedesche GLS e Umweltbank e la compagnia di assicurazioni norvegese Storebrand. M. Cav.

Ora conoscete cosa significa "finanza etica" , non resta che scegliere secondo la propria consapevolezza, non è un cammino semplice io stesso ci sono arrivato dopo mille considerazioni, ma se vogliamo essere responsabili del nostro futuro non possiamo far finta di nulla.

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28 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 14:29

Ciao Andrea e ciurma tutta,
provo a dare una mia personale interpretazione dell’argomento.

Non vorrei sembrare pessimista ma penso sia molto difficile riuscire a far convivere etica e profitto, principio cardine dell’attuale modello socio-economico.

Le due realtà auspicate da Andrea nei mercati finanziari per me dovrebbero semplicemente essere misurate dal grado di rischio di un investimento.
Se invece dovessero contraddistinguere attività etiche da altre meno etiche non riusciremmo a raggiungere alcun obiettivo. Anche perchè si finirebbe, come sta accadendo ora, che chi si comporta senza alcuna etica finirebbe con il danneggiare l’intera comunità e nel momento della resa dei conti finirà per far pagare le proprie malefatte a coloro che si sono attenuti a principi di correttezza.

L’articolo riportato fà appello al fatto che i rendimenti dei fondi etici non sono stati inferiori e in alcuni casi superiori a quelli “normali”; sembra sia un evento eccezionale come se, di solito, si dovesse giustificare un dazio da pagare negli investimenti e conseguentemente nei comportamenti etici rispetto a quelli classici.

Penso che se non si lasceranno fallire alcune banche/aziende, costi quel che costi, come segnale di svolta sarà difficile far subentrare nella testa delle persone una sorta di autoresponsabilizzazione anche nei mercati finanziari.

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 14:30

Ah, ho dimenticato di firmarmi…

Lucio

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 14:35

Caro Andrea semrpe pronto ad informare a 360′. Sì, credo che se il sistema deve ripartire le basi dovranno essere necessariamente diverse. E’ che l’uomo in quanto tale ne trova sempre una diversa e peggiore e mentre abbiamo scoperto dopo anni dei subprima magari stanno già inventando qualcosa di simile per il cosiddetto parco buoi o per i comuni mortali. Il problema dipende dalla base come dici tu e quindi da noi che scegliamo anche un prodotto piuttosto che un altro ma tu mi insegni che se esiste questo blog è perchè l’informazione vera, quella reale non passa per la massa. Mi considero un privilegiato se riesco a leggere te ma so anche che la consapevolezza va di pari passo con la conoscenza oggettiva delle cose. Come facciamo a ribaltare questo sistema? Nel nostro piccolo certamente passare parola e da noi per primi fare le scelte giuste ma sarà un processo che se non stimolato dall’alto (dalla politica che tutto ha di interesse meno che rendere consapevoli le persone) impiegherà decenni. Occorre un salto di qualità di pensiero e una revisione profonda della società anche nei tempi di tutti i giorni che tutto tritano al fine di non dare spazio a riflessioni di nessun genere. Il lato positivo sta nell’incontrare persone come te che credono in certi valori e come i naviganti di questo blog. Ciò significa che c’e’ di buono … basta solo ridestarlo e stimolarlo e di questo te ne sono grato; fai vivere in me la speranza.

Un saluto a tutti i naviganti e vorrei sapere le date di Trento se qualcuno può dirmelo grazie.

PG

Scritto il 14 marzo 2009 at 14:53

Visto che passo ormai la maggior parte del mio tempo a letto a scrivere ……ogni tanto passo di qua.

Caro Lucio a leggere bene ….

primi in classifica sia l’azionario che il bilanciato, ottavo il monetario, terzo l’obbligazionario misto.

…….se vogliamo solo guardare al rendimento direi che siamo abbondantemente sopra la media e che il cosidetto comportamento etico alla lunga paga visto che i fondi etici non contenevano alcun istituto finanziario tradizionale.

Se poi vogliamo fare i conti di ciò che succederà non appena vi sarà una ripresa non c’è alcun dubbio che chi ha perso 80/90 % qualcosa di meglio riuscirà a fare ma si tratta solo di scelte.

Sono assolutamente convinto che non si può cambiare un sistema che è tale e quale dalla nascita del mondo, dalle sue origini, ma integrarlo e migliorarlo si, altrimenti buon divertimento……carne da macello!

La favoletta del rischio sistemico che ogni giorno ci raccontano non è altro che la difesa di un sistema che non ama il cambiamento, socializza le perdite e privatizza i profitti sino a quando tutto va bene……la rivoluzione francese insegna.

Per quanto riguarda il cambiamento PG noi non ne vedremo i frutti non solo non li raccoglieremo ma probabilmente neanche riusciremo a vederli a meno che non ci troviamo realmente di fronte ad una svolta epocale……e non solo in senso finanziario.

Non dobbiamo avere fretta ma l’unica arma che ha il sistema è la rassegnazione dei suoi sudditi.

Per quanto riguarda Trento le date probabili sono il 29/30/31 sto già inviando alcune mail di sondaggio a coloro che hanno contribuito al blog, poi con il tempo vedremo come fare.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 15:07

vendite al dettaglio USA accennano ad invertire la rotta

Fogar

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 15:36

Ciao ad Andrea, ciao a tutti i naviganti..

Sono d’accordo con Andrea quando dice che “l’unica arma che ha il sistema è la rassegnazione dei suoi sudditi”.
Ed è per questo motivo che ho deciso di cambiare “registro” nell’ambito delle scelte economiche e finanziarie, come lo sono quelle che riguardano le decisioni di dove e come allocare i propri risparmi. Per esempio ho deciso di diventare socio di Banca Etica, di informarmi sulla finanza islamica che ha insita in sè una forte componente responsabile e sociale. Con una piccola somma ho deciso di partecipare ad iniziative di social lending (Zopa) che anche adesso stanno ad emergere in Italia.
E mi sono accorto che in ognuna di queste iniziative c’è presente una componente comune: colui che vi partecipa lo fà attivamente: in Banca Etica decido io attivamente di diventare socio perchè mi sono informato sul modo di agire di quella banca e mi è piaciuto; nell’iniziativa di Social Lending ho scoperto che sono io che decido i tassi a cui prestare ed è il resto della community che giudicherà se quel tasso è accettabile o no.

Stefano

Scritto il 14 marzo 2009 at 16:40

Quella è la rotta Stefano………lentamente e consapevolmente!

Fogar ….una rondine non fà primavera dai un’occhiata ai fondamentali, dai un’occhiata ai valori immobiliari, a quelli azionari, alle pensioni, alle 401 K, all’occupazione, al MEW e non contare più di tanto sui rimborsi fiscali!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 19:13

IL DILEMMA DELL’ETICA

Gentilissimo Andrea purtroppo
l’etica è come l’acqua e prende sempre la forma dell’oggetto che la contiene.
Esiste un “etica della guerra”, un “etica capitalistica” e fin anche un “etica mafiosa”.
Il problema è sempre lo stesso chi stabilisce cosa sia etico?
Il progresso che abbiamo avuto negli ultimi centocinquanta anni e stato fondato sul profitto!
Tutti a produrre nuovi beni e a costi sempre più bassi. Beni che potessero trovare il favore degli acquirenti.

Sono decenni che facciamo giocare i nostri figli con giocattoli costruiti da altri bambini, sfruttati e sottopagati.
La cosa non mi sembra che abbia mai sconvolto nessuno.
Non mi venite a raccontare che non ne sapevate nulla, o che i giocattoli da voi comprati ai vostri bambini, sono stati prodotti eticamente?
Sareste ridicoli agli occhi dei più!

Non vi dico tutto ciò per fare l’indignato o per farvi la morale (me ne guarderei bene), mi chiedo come sia possibile creare un mondo realmente Etico?
La realtà è che non è possibile!

Nella piena crisi in cui ci troviamo l’etica sarà la parola più evocata, ma state sicuri che tutti si guarderanno bene dal metterla in atto.
Purtroppo bisognerà affidarsi alle imprese e ai veri imprenditori per uscire dalla crisi, (se preferete diciamo che gli imprenditori sono un male indispensabile).
Inutile girarci intorno, le imprese richiederanno meno burocrazia e più “flessibilità”.
Che ci piaccia o no l’era che abbiamo vissuto sarà ricordata come “L’era d’oro”, ma ci siamo spinti troppo avanti, perseguendo un modello economico non sostenibile.
Dico sempre, con una punta di amarezza, che non siamo tutti uguali, ci sono i più forti e i più deboli, i meno capaci e i più capaci.
Avete mai visto una bella ragazza, farsi meno bella, per mettersi alla pari delle altre ragazze, al fine che tutte Eticamente abbiano la stessa possibilità di incontrare il loro uomo ideale?
Avete mai visto un uomo brillante nascondere le sue qualità, al fine Etico, di dare anche agli altri uomini le stesse chance di approciare una ragazza.
Vi potrei fare un milione di esempi tutti indiscutibili, il risultato è sempre lo stesso.
Noi siamo stati creati per essere in competizione, e questo non lo potrà mai cambiare nessuno.
La competizione crea classifiche (c’è il n°1, il n°2 ecc).
L’essere avanti agli altri comporta un premio e il premio è quasi sempre un privilegio.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 20:23

Sono sostanzialmente d’accordo con -il compasso- fino alle ultime due righe: se un calciatore ha avuto la fortuna di avere delle doti fisiche e la bravura di svilupparle al massimo è giusto che guadagni più di me che sono un agricolo ma se arriviamo a dargli uno stipendio di 5/6 milioni all’anno io con le “veline” non ho più speranze (hihihihi).

scovazza64

P.S. comunque sono sposato con prole e sto bene cosi.

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 20:34

Per Il Compasso #8, spero che abbia letto i miei post, ed abbia compreso che io apprezzo quasi nella totalità i suoi commenti.

Questa volta voglio risponderle dando una speranza. E se io le dicessi che esiste realmente un mondo opposto a quello che lei descrive; un mondo dove gli uomini più forti e capaci si dedicano agli uomini più deboli e non li sopraffagano, ed anzi li aiutano!!!!
Forse questo mondo reale sarà destinato a scomparire; e forse nò!!!!! ma in qualsiasi caso esiste, ed esisterà sempre.

Un saluto

SD

P.S. Purtroppo io non sono uno scrittore!!!

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 20:56

andrea scusami ma il 29 30 31 di quale mese?

PG

Scritto il 14 marzo 2009 at 21:47

Vedi caro Compasso io comprendo che tu voglia navigare nell’oceano del realismo, sappiamo benissimo quelle che sono le orme della Storia, nessuno ha intenzione di sconvolgerla, tantomeno io, ma vedi io cerco solo di condividere un mondo reale, non ho alcuna intenzione di credere che tutti all’improvviso miracolosamente si convertano ad una visione etica della vita.

Ora questo mondo esiste, esistono delle alternative, come esprime splendidamente SD, si tratta di scegliere da che parte stare.

La più bella conquista della mia vita è la serenità, la serenità di potere la sera coricarmi nella mia fragilità con un sorriso sulle labbra, per aver cercato di fare il meglio di quello che posso offrire.

Come più volte ricordato non è solo l’etica che prende la forma che l’uomo soggettivamente le vuole dare, ma qualunque cosa egli voglia deformare a sua immagine e somiglianza, ma il confine pur essendo sottile e ben visibile.

Quello che ognuno di noi ama chiamare progresso spesso è il regresso per altri popoli, quello che amiamo considerare eccesso spesso è il decesso per altri.

Il mondo è sempre quello…..ma prima o poi anche gli imperi scompaiono nel nulla……..e quindi si ricomincia magari sempre nella stessa maniera ma si ricomincia.

Tu pensi realmente che le persone sappiano cosa sta dietro ai progressi delle multinazionali, tu credi realmente che qualcuno si chieda per quale motivo in questi anni in fondo l’unica inflazione è stata quella provocata dai furbi e dagli evasori di questo paese…….

Mi dispiace caro Compasso, spesso questa gente è ignorante non nel senso che ignora, ma nel senso che è ingenua, quando non è semplicemente egocentrica o diabolica.

In effetti la cosa non ha mai sconvolto nessuno per il semplice fatto che sino a quando non sconvolge la tua vita, in fondo è un fatto che non ci riguarda…..

Il commercio equo e solidale ti “obbliga ” a riconoscere un prezzo equo per ciò che diversamente tu sei abbituato a “rubare” magari inconsapevolmente ……ma si sa è meglio non farsi tante domande e continuare a seguire il Grande Fratello.

La realtà è che questo mondo è possibile, ma da fastidio, perchè ti obbliga a fare un passo indietro e questo non è possibile sino a quando quel passo indietro ti costringerà a farlo la crisi……..

Si per l’ennesima volta ci affideremo alla Fiat con gli incentivi del governo o domani a qualcun altro non c’è alcun dubbio su questo …..ma il problema è che in fondo è ora che questo paese scelga la strada di uno sviluppo sostenibile e che onori quegli imprenditori che da anni lavorano fianco a fianco con il loro ” collaboratori ” con uno spirito di servizio che va al di la del mero profitto che comprende la stima e la fiducia reciproca.

Inutile girarci intorno che ci piaccia o no è ora che questo paese incomincia a liberarsi dei parassiti della politica e dei suoi conflitti di interesse……..probabilmente non servirà una rivoluzione francese ma chissà…….dipende dal grado di intelligenza dei principali attori.

Infine un’ultima piccola e grande considerazione……mi piacerebbe sapere chi ci avrebbe creati per essere in competizione……visto che in fondo la competizione ce la siamo cercata a partire da quella famosa mela che avrebbe dovuto restare appesa all’albero………se siamo liberi e siamo liberi……..il creatore ci ha lasciato scegliere ……liberi se scegliere la competizione o la condivisione e questo lo decidiamo noi e nessun altro……..a meno che non facciamo gli struzzi e continuamo a dire che in fondo …nulla cambia tutto è per sempre uguale.

Per quanto riguarda infine il privilegio…….dipende dalla percezione che uno ha della parola privilegio……..

E’ stato un piacere dialogare….

Per quanto riguarda Trento …..chi fosse interessato qui sotto trovate le informazioni per una possibile conferma usate la mia mail [email protected]

http://www.festivaleconomia.it//

Buona notte Andrea

Scritto il 14 marzo 2009 at 21:47

Vedi caro Compasso io comprendo che tu voglia navigare nell’oceano del realismo, sappiamo benissimo quelle che sono le orme della Storia, nessuno ha intenzione di sconvolgerla, tantomeno io, ma vedi io cerco solo di condividere un mondo reale, non ho alcuna intenzione di credere che tutti all’improvviso miracolosamente si convertano ad una visione etica della vita.

Ora questo mondo esiste, esistono delle alternative, come esprime splendidamente SD, si tratta di scegliere da che parte stare.

La più bella conquista della mia vita è la serenità, la serenità di potere la sera coricarmi nella mia fragilità con un sorriso sulle labbra, per aver cercato di fare il meglio di quello che posso offrire.

Come più volte ricordato non è solo l’etica che prende la forma che l’uomo soggettivamente le vuole dare, ma qualunque cosa egli voglia deformare a sua immagine e somiglianza, ma il confine pur essendo sottile e ben visibile.

Quello che ognuno di noi ama chiamare progresso spesso è il regresso per altri popoli, quello che amiamo considerare eccesso spesso è il decesso per altri.

Il mondo è sempre quello…..ma prima o poi anche gli imperi scompaiono nel nulla……..e quindi si ricomincia magari sempre nella stessa maniera ma si ricomincia.

Tu pensi realmente che le persone sappiano cosa sta dietro ai progressi delle multinazionali, tu credi realmente che qualcuno si chieda per quale motivo in questi anni in fondo l’unica inflazione è stata quella provocata dai furbi e dagli evasori di questo paese…….

Mi dispiace caro Compasso, spesso questa gente è ignorante non nel senso che ignora, ma nel senso che è ingenua, quando non è semplicemente egocentrica o diabolica.

In effetti la cosa non ha mai sconvolto nessuno per il semplice fatto che sino a quando non sconvolge la tua vita, in fondo è un fatto che non ci riguarda…..

Il commercio equo e solidale ti “obbliga ” a riconoscere un prezzo equo per ciò che diversamente tu sei abbituato a “rubare” magari inconsapevolmente ……ma si sa è meglio non farsi tante domande e continuare a seguire il Grande Fratello.

La realtà è che questo mondo è possibile, ma da fastidio, perchè ti obbliga a fare un passo indietro e questo non è possibile sino a quando quel passo indietro ti costringerà a farlo la crisi……..

Si per l’ennesima volta ci affideremo alla Fiat con gli incentivi del governo o domani a qualcun altro non c’è alcun dubbio su questo …..ma il problema è che in fondo è ora che questo paese scelga la strada di uno sviluppo sostenibile e che onori quegli imprenditori che da anni lavorano fianco a fianco con il loro ” collaboratori ” con uno spirito di servizio che va al di la del mero profitto che comprende la stima e la fiducia reciproca.

Inutile girarci intorno che ci piaccia o no è ora che questo paese incomincia a liberarsi dei parassiti della politica e dei suoi conflitti di interesse……..probabilmente non servirà una rivoluzione francese ma chissà…….dipende dal grado di intelligenza dei principali attori.

Infine un’ultima piccola e grande considerazione……mi piacerebbe sapere chi ci avrebbe creati per essere in competizione……visto che in fondo la competizione ce la siamo cercata a partire da quella famosa mela che avrebbe dovuto restare appesa all’albero………se siamo liberi e siamo liberi……..il creatore ci ha lasciato scegliere ……liberi se scegliere la competizione o la condivisione e questo lo decidiamo noi e nessun altro……..a meno che non facciamo gli struzzi e continuamo a dire che in fondo …nulla cambia tutto è per sempre uguale.

Per quanto riguarda infine il privilegio…….dipende dalla percezione che uno ha della parola privilegio……..

E’ stato un piacere dialogare….

Per quanto riguarda Trento …..chi fosse interessato qui sotto trovate le informazioni per una possibile conferma usate la mia mail [email protected]

http://www.festivaleconomia.it//

Buona notte Andrea

Scritto il 14 marzo 2009 at 21:47

Vedi caro Compasso io comprendo che tu voglia navigare nell’oceano del realismo, sappiamo benissimo quelle che sono le orme della Storia, nessuno ha intenzione di sconvolgerla, tantomeno io, ma vedi io cerco solo di condividere un mondo reale, non ho alcuna intenzione di credere che tutti all’improvviso miracolosamente si convertano ad una visione etica della vita.

Ora questo mondo esiste, esistono delle alternative, come esprime splendidamente SD, si tratta di scegliere da che parte stare.

La più bella conquista della mia vita è la serenità, la serenità di potere la sera coricarmi nella mia fragilità con un sorriso sulle labbra, per aver cercato di fare il meglio di quello che posso offrire.

Come più volte ricordato non è solo l’etica che prende la forma che l’uomo soggettivamente le vuole dare, ma qualunque cosa egli voglia deformare a sua immagine e somiglianza, ma il confine pur essendo sottile e ben visibile.

Quello che ognuno di noi ama chiamare progresso spesso è il regresso per altri popoli, quello che amiamo considerare eccesso spesso è il decesso per altri.

Il mondo è sempre quello…..ma prima o poi anche gli imperi scompaiono nel nulla……..e quindi si ricomincia magari sempre nella stessa maniera ma si ricomincia.

Tu pensi realmente che le persone sappiano cosa sta dietro ai progressi delle multinazionali, tu credi realmente che qualcuno si chieda per quale motivo in questi anni in fondo l’unica inflazione è stata quella provocata dai furbi e dagli evasori di questo paese…….

Mi dispiace caro Compasso, spesso questa gente è ignorante non nel senso che ignora, ma nel senso che è ingenua, quando non è semplicemente egocentrica o diabolica.

In effetti la cosa non ha mai sconvolto nessuno per il semplice fatto che sino a quando non sconvolge la tua vita, in fondo è un fatto che non ci riguarda…..

Il commercio equo e solidale ti “obbliga ” a riconoscere un prezzo equo per ciò che diversamente tu sei abbituato a “rubare” magari inconsapevolmente ……ma si sa è meglio non farsi tante domande e continuare a seguire il Grande Fratello.

La realtà è che questo mondo è possibile, ma da fastidio, perchè ti obbliga a fare un passo indietro e questo non è possibile sino a quando quel passo indietro ti costringerà a farlo la crisi……..

Si per l’ennesima volta ci affideremo alla Fiat con gli incentivi del governo o domani a qualcun altro non c’è alcun dubbio su questo …..ma il problema è che in fondo è ora che questo paese scelga la strada di uno sviluppo sostenibile e che onori quegli imprenditori che da anni lavorano fianco a fianco con il loro ” collaboratori ” con uno spirito di servizio che va al di la del mero profitto che comprende la stima e la fiducia reciproca.

Inutile girarci intorno che ci piaccia o no è ora che questo paese incomincia a liberarsi dei parassiti della politica e dei suoi conflitti di interesse……..probabilmente non servirà una rivoluzione francese ma chissà…….dipende dal grado di intelligenza dei principali attori.

Infine un’ultima piccola e grande considerazione……mi piacerebbe sapere chi ci avrebbe creati per essere in competizione……visto che in fondo la competizione ce la siamo cercata a partire da quella famosa mela che avrebbe dovuto restare appesa all’albero………se siamo liberi e siamo liberi……..il creatore ci ha lasciato scegliere ……liberi se scegliere la competizione o la condivisione e questo lo decidiamo noi e nessun altro……..a meno che non facciamo gli struzzi e continuamo a dire che in fondo …nulla cambia tutto è per sempre uguale.

Per quanto riguarda infine il privilegio…….dipende dalla percezione che uno ha della parola privilegio……..

E’ stato un piacere dialogare….

Per quanto riguarda Trento …..chi fosse interessato qui sotto trovate le informazioni per una possibile conferma usate la mia mail [email protected]

http://www.festivaleconomia.it//

Buona notte Andrea

Scritto il 14 marzo 2009 at 22:15

belle parole, mi sarebbe piaciuto vedere discutere, queste tue tesi al festival di Trento. Invece, si discutera’ di altro, forse di cose più banali visto l’elenco dei relatori; e purtroppo, tutto sarà sempre come prima, nulla cambierà: per la prossima “rivoluzione francese”, rilassatevi, c’è ancora tempo!

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 22:26

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Il Purgatorio – canto VI – Dante Alighieri)

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 22:27

Capitano Andrea, per quanto riguarda il festival di Trento, ci sarò sicuramente; devo decidere per quanto tempo; perchè dalle mie parti in quel periodo comincia la stagione estiva. Mare e spiaggia un bel divertimento per i turisti, se quest’anno arrivano.

Pinio #13 credo anch’io che non ci sarà una rivoluzione alla francese……..peccato ci si poteva divertire un sacco hehehe; naturalmente scherzo, io non sono una persona violenta ma il popolo insieme non lo sò!!!!

SD

utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2009 at 23:14

Etica:

scienza del comportamento.

derivazione etimoogica da Ethos o Etho che significa semplicemente “abitudine, comportamento” ma anche “carattere, indole”, ma ancora prima indica il luogo in cui si vive.

Nulla a che vedere con la morale in prima analisi. La connotazione “virtuosa della parola etica ariva in seuito e viene massimamene estesa nel suo significato dalla filsofia romantica.

La finanza è uno strumento dell’economia ed è uninsieme di comportamenti.

Uno strumento in quanto tale non è ne buono ne cattivo, è se mai utile o inutile o dannoso.

La finanza come è stata intesa e gestita negi ultimi 15 anni si è rivelata inutile e dannosa.

La finanza ha come primo scopo la gestione del credito e il primo ruolo diuna istituzione finanziaria è la definizione del merito di credit e la gestione del rischio.

Il modo migliore per ottemperare a questo compito in modo virtuoso (etico se vogliamo) è quello di tenere il debitore vicino al creditore e viceversa. E’ stato fatto esattamete il contrario e a tutta evidenza con pessimi risultati.

Il cuculo.

Scritto il 15 marzo 2009 at 08:51

Pinio….brutto pendaglio da forca, i relatori che ai visto sono quelli delle passate edizioni…….non c’è ancora un programma definitivo e non si sà ancora quale sia la reale impostazione del festival ma una cosa è certa si parlerà della realtà e visto che non sarà un monologo il compito nostro è di mettere le pulci nelle orecchie della gente presente.

Per la rivoluzione c’è tempo……oggi c’è un’occasione irripetibile per seminare il dubbio nella mente degli accademici non aperti al confronto……incalzandoli ad ogni loro ideologia……..

Sarà sempre «Identità e competizione globale,» ma con l’aggiunta significativa di «chiave di lettura della crisi»

Alla conferenza stampa di oggi, avevamo chiesto al presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai se non fosse il caso di rivedere il tema del Festival dell’Economia che prenderà il via a fine maggio di quest’anno, visto che in quell’occasione mezzo mondo seguirà lo svolgersi degli eventi. In realtà il tema era di un’attualità lungimirante, essendo intitolato «Identità e competizione globale», ma i contenuti affidati ai vari relatori erano del tutto superati in quanto propri di un’economia incontrollabile in quanto, appunto, globale. Oggi, al contrario, i particolarismi nazionali stanno mettendo in crisi l’intero sistema, al punto da intravvedere l’insorgere di pericolose spinte autocratiche.
Sollecitato dalla nostra domanda, il presidente ha sottolineato l’importanza della discussione su «Identità e competizione globale», ma giustamente sui temi aggiornati non solo fino ad oggi ma a fine maggio.

«Proprio in epoca di crisi – ha detto il presidente – la discussione di queste tematiche è fondamentale almeno per due ragioni. Una per capire come alcune forme perverse della globalizzazione abbiano portato alla crisi, la seconda per capire come dalla crisi si possa uscire all’opposto, senza cioè tornare al miraggio dei mercati protetti, localistici, autarchici. Un tema che si pone ogni giorno.
«Ma se questa crisi è stata generata da alcuni impropri aspetti della globalizzazione – ha precisato il Presidente, – ormai le singole economie non sono più in grado di vivere da sole.»

Dellai si è poi riallacciato a un nostro commento formulato una settimana prima, quando avevamo ironicamente assimilato il suo invito a consumare prodotti trentini ad un ritorno all’autarchia.
«Quando nei giorni scorsi ho parlato di valorizzare i prodotti del territorio – ha continuato il presidente – qualcuno ha sostenuto [non noi – NdR]che si trattava di autarchia. È invece una sottolineatura del polo dell’identità locale che sottintende anche visione economica perché significa, per esempio, parlare di filiera corta. A me pare un tema di grande interesse e sarà molto importante vedere discutere su questo tema esperti, economisti, operatori sociali, politici in un periodo di grande recessione, proprio per capire da dove viene la crisi considerando che, fra l’altro, questa è forse una delle premesse fondamentali per non restarne prigionieri e mettere degli anticorpi evitando così derive che siano negative.»

Il programma non era ancora definitivo e ci sarà una taratura continua in ragione di quanto sta accadendo negli ultimi mesi.
«A me pare – ha detto ancora il presidente – che il filone “identità e competizione globale” sia addirittura la radice vera della crisi e comunque una chiave di lettura fondamentale.
«Non credo – ha aggiunto Dellai – che la stagione che si sta aprendo con la crisi, che peraltro nessuno sa quanto durerà, sarà una stagione di autarchia. Penso che sarà una stagione di globalizzazione più temperata, più rispettosa, forse di quelle che sono le vocazioni e anche le capacità competitive dei sistemi territoriali, nessuno dei quali può sopravvivere da solo.
«Quindi, per converso, – ha concluso il presidente Dellai – si va verso un incrocio più fecondo fra il tema dell’identità e la globalizzazione. È un’ipotesi tutta da discutere, bisognerà vedere se succederà così.»

Il festival dell’Economia potrebbe dare le risposte a queste istanze, grazie proprio alle moltepilici voci che si leveranno e grazie alle specifiche che verranno inviate ai vari relatori sul tema a target orientato alla crisi: «Identità e competizione globale, chiave di lettura della crisi.»

Andrea

Scritto il 15 marzo 2009 at 09:29

Si…pinio…
non c’ è nessuna rivoluzione Francese in atto …anche se forse per alcune cose ci vorrebbe…
L’ informazione libera è veramente poca…
e ancor meno sono le persone che la cercano e hanno voglia di sentire e conoscere come stanno veramente le cose…
Noi sicuramente come dice Andrea…non vedremo i frutti di ciò che tentiamo di seminare…
ma nelle nostre vite possiamo e dobbiamo consapevolmente scegliere….
partendo anche da dove e soprattutto come, vogliamo convogliare i nostri investimenti../ risparmi se ci sono..o risorse…scegliendo a che Banche e a che consulenti affidarci,
anche se è sempre meglio non “affidarsi” affatto….
ma una sana cultura finanziaria…non è di questa Terra…

Ma..forse…una grande Rivoluzione Francese invece…c’ è, …ogni giorno nelle nostre vite…

Andrea non ha bisogno di mescolarsi con gente “blasonata”…
A Trento..forse..tranne la nostra modesta venuta…è certamente tutta gente del settore….è mescolandosi alla gente comune….a chi non sà…e spesso non vuol sapere…
l’ impresa veramente “rivoluzionaria”…portandoqualcosa di importante la…dove non è mai arrivato.
Come tanti in silenzio…sul Territorio fanno..ma non con questa rapidità e importanzae capillarità…
Ha semitato e semina quotidianamente più conoscenza e consapevolezza…cultura finanziaria-alternativa Lui…
di tutti i giornali finanziari o Dott. in Economia del globo….è meglio molto meglio..che stia in mezzo a Noi.

E’ sempre un piacere, sentirti sul Veliero, pinio..…stimoli sempre una sana critica…

Ciao..Buona Domenica, a presto…
Valentina

p.s : dice Il cucolo, che condivido..: La finanza è uno strumento dell’economia ed è un ‘insieme di comportamenti., (sottolineo insieme di comportamenti)…

Insieme di comportamenti…

Il modo migliore per ottemperare a questo compito in modo virtuoso (etico se vogliamo) è quello di tenere il debitore vicino al creditore e viceversa. E’ stato fatto esattamente il contrario e a tutta evidenza con pessimi risultati. (lo dicevo chè bello risentirti..)

E dice il Capitano:
La realtà è che questo mondo è possibile, ma da fastidio, perchè ti obbliga a fare un passo indietro e questo non è possibile sino a quando quel passo indietro ti costringerà a farlo la crisi……..
Quindi ….

Se potete poi…visitate Ecolcity…
in linguaggio e modi diversi si stanno dicendo in fondo le stesse cose…non trovate!?
Ma.. attenzione alla fretta….che è sempre cattiva consigliera

Si ….lentamente e consapevolmente!
Potrebbe essere il motto di questo viaggio che ne dite…?
Nulla di così semplice o scontato come può sembrare.

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2009 at 12:30

Buongiorno a tutti.

Ieri nel blog si è parlato di rivoluzione, vorrei proporre dei video si YouTube dove si parla di rivoluzione, banche e crisi finanziaria.
Se a qualcuno interessano li elenco, e ditemi cosa ne pensate!!!!

http://www.youtube.com/watch?v=zfzFib23u8E&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=9suL_fw2snU&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=wQ_kwnC6w4c&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=Tq71qzZIPGc&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=JHZRexT8Oj8&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=8S6YkvozM3c&feature=related

Che siano solo fantasie!!!!

SD

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2009 at 21:48

SD

ne ho guadato qualcuno, non sono fantasie ma, come direbbero i miei amici in US: and so what?

1) Ritiriamo tutti i risparmi dalle banche e ci portiamo a casa un bel pacchetto di carta che nascondiamo nell’ntercapedine della cantina, non immaginiamo di essere i soli intelligenti, lo fanno in molti, tutti… cosa succede?

A) Le banche falliscono il sistema economico collassa i fogietti di carta gelosamente custoditi in cantina non servono a nulla.

B) Le banche centali riemettono moneta a compensazione di quella sottratta dai privati al sistema. Quando i privati vanno a reimmettere la valuta sottratta nel sistema M1 (non M3) si impenna generando una vera fiammata inflazionistica.

Il sistema del credito è diventato una architettura assurda come la città degli immortali di Borges, ma il succo è semplice: Raccogliere il risprmio delle famiglie per ricollocarlo nelle attività produttive. Tutto il resto è truffa.

Oggo a chi ha un po di risparmi suggerisco di investire.

Ristrutturate la casa magari con il riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione e impianto geotermico, rifate il tetto magari con i pannelli fotovoltaici. Investite in progetti concreti su energie rinovabili (in particolare eolico), financo cambiate la macchina vecchia (se è vecchia) con una metano. E’ la miglior risposta alla crisi ed alla fine avrete qualcosa di concreto da lasciare per il futuro.

La storia è stata costellata di rivoluzioni …. ma alla fine chia ha portato avanti il mondo sono quelli che si sono alzati presto al mattino si sono sputati sulle mani (in senso metaforico e non) e hanno fatto qualcosa.

Ad Maiora
Il Cuculo

La prossima settimana saro’ con imiei amici tedeschi vediamo che aria tira…

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2009 at 22:17

Per Il Cuculo #20 hai perfettamente ragione, cosa fare?? se ritiriamo i soldi dalle banche è peggio.

Per farti una confidenza e visto che lavoro nel settore; nella mia casa stò già risolvendo il problema riscaldamento (mi manca ancora qualcosa) con panelli solari tardizionali, impianto a pavimento ed integrazione con legna e pellets, praticamente elimino quasi al 98% caldaia a metano o GPL (mi resta il fornello cucina).
Invece il fotovoltaico per uso privato non mi convince ancora; da buon tecnico, meglio usare la matematica che i media!!!!
E quindi autoprodursi l’energia elettrica crea dei problemi tecnici non indifferenti, se si vuole che sia economicamente conveniente.
Ma mi rendo conto che per la maggioranza delle persone non è praticabile la mia scelta.

Il problemino che resta è…….dove mettere i risparmi per quando sarò vecchio!!!!! quasi, quasi li porto in Thai hehehehe.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2009 at 22:25

Oggi sono proprio in vena di confidenze!!!!

Non sarà facile per la maggioranza delle abitazioni, riscaldarle con le energie alternative.
Con quelle case che vi hanno rifilato gli immobiliaristi!!!
Per i panelli solari, serve spazio a SUD, e per la legna e pellets,servono i CAMINI.

Risaluto

SD

Scritto il 16 marzo 2009 at 08:08

Nella Vita c’ è sempre un momento giusto per fermarsi e fare il punto della situazione,
per guardare indietro e per valutare tutte le esperienze che ci hanno condotto al punto in cui siamo, un momento per chiedersi.”Che cosa ho imparato? Come posso usare queste esperienze perché mi aiutino ad andare avanti?”. Tutto ciò che abbiamo sperimentato, inclusi i dolori, le delusioni e i
momenti di paura, ha avuto un ruolo nella nostra formazione e ci ha mostrato di che pasta siamo fati. A volte la disperazione ci ha fatto cadere in ginocchio; ci sono stati momenti in cui
non eravamo sicuri di poter arrivare sino al giorno dopo, perché ci trovavamo in una situazione
drammatica. Abbiamo sentito il bisogno di mollare tutto, perché ci sembrava di non aver nessun
posto dove andare e nessuno con cui parlare su questo pianeta.
Abbiamo cercato molti attaccamenti, che forse avevano bisogno di essere spazzati via
per poter rendere sgombro il cammino da intraprendere. Non importa se siamo fisicamente deboli,
ognuno di noi ha dentro un potere che gli dà la forza di cui ha bisogno per andare avanti”.
….
Non potete camminare e correre continuamente. Ogni tanto dovete sedere e guardare quello che vi circonda.

Qualsiasi cosa facciamo nella vita, inizia da noi.

Per far rifornimento abbiamo bisogno di svuotarci. In questo modo diventiamo dei recipienti, tendiamo una mano verso l’ alto per ricevere la benedizione e poi apriamo l’ altra mano per diventar canali, affinché queste benedizioni fluiscano nella vita degli altri.
….
Il Cucolo dice:
“E’ la miglior risposta alla crisi ed alla fine avrete qualcosa di concreto da lasciare per il futuro”

si..di concreto…tanta concretezza.(li come in altre scelte)…perché…
Quale sarà la commemorazione vivente che lascerete dietro di voi?
E quella che lascerò dietro di me? Perché siamo qui adesso?
Siamo qui per aggiungere qualcosa,per costruire, per conservare.
Per lasciare qualcosa di buona ai piccoli, che verranno al mondo.
Facciamo in modo che questa motivazione sia ben ferma nei nostri cuori e nella
Nostra mente.
Facciamo in modo di poter dire:
“Mi batterò per questo. Vivrò per questo”.
(Bear Heart e Molly Larkin, Il Vento è Mia Madre, ed. Il punto d’incontro)

P.s grazie SD per le segnalazioni…non li ho ancora visti tutti, il tempo non basta mai!!…
Concordo con il Cucolo e con te..anche per quando riguarda gli interventi alle abitazioni…Chissà se ci riuscirò a sistemar casa come dico io….in quella direzione!
È tanto che rimando..per ora sono concentrata sul lavoro che Grazie a Dio…c’è, per ora…

Buona giornata,
Buon Lavoro….
Valentina

Scritto il 16 marzo 2009 at 09:25

L’aspetto più Diabolico, è leggere solo per farci il lavaggio del CERVELLO, che la Russia è quasi in Default, mentre gli Stati Uniti sono solidi come il GRANITO.
Che gli Stati Uniti siano solidi come la MOZZARELLA lo si può leggere solo nelle news libere che girano per il mare in tempesta

Scritto il 16 marzo 2009 at 09:27

Capitano Andrea quello prima scritto è una mia senzazione oppure fa parte del gioco volere far credere tutto ciò…..

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2009 at 13:53

Bravo Cuculo!
Hai fato bene a tornare tra noi.
E’ un piacere leggere i tuoi commenti.
ciao

Andrea,
etica secondo coscienza. E il problema è “(ri)-educare” le coscienze…

Siamo quello che siamo oggi perchè c’è stata decisamente una deriva, uno “scarroccio” per via della corrente sottomarina e del vento forte (tanto per usare la metafora marinara) che hanno portato l’economia (e l’uomo) in nuovi mondi inesplorati anzichè sull’isola che non c’è. Terra di conquista, secondo i più.
E invece erano mondi già abitati da altri. A loro modo forse altrettanto feroci, ma in equilibrio.

Mi pare di vedere Apocalypto: il punto di vista dei nativi americani sulla conquista spagnola…

Anch’io non credo nella competizione come unico modello di vita (mi spiace, Compasso) inteso come sopraffazione del prossimo e del più debole.
La condivisione – senza perciò diventare tutti comunisti obbligatoriamente – è un ottima sintesi di comportamenti, come suggerisce Andrea.
Il privilegio inteso come dote, come qualità distintiva, come onore forse ci rende diversi, ma è l’uso che si fa dei benefici del privilegio il fattore che veramente ci distingue e rende differenti.

Ognuno di noi deve trovare la sua rotta e la sua strada.

Buona giornata
Marco Colacci ;-)

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