OMBRE DAL PASSATO….DI UN SOL CALANTE!

Scritto il alle 21:55 da icebergfinanza

 

 

Qualcuno di Voi ricorda certamente James Baker segretario al Tesoro dal 1985 al 1988 sotto l’amministrazione Reagan…….ebbene sul FINANCIALTIMES scrive un editoriale che è tutto un programma riproponendo l’ombra della "Lost Decade" un’ombra che noi tutti conosciamo…..

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Beginning in 1990, Japan suffered a collapse in real estate and stock market prices that pushed major banks into insolvency.  Rather than follow America’s tough recommendation – and close or recapitalise these banks – Japan took an easier approach. It kept banks marginally functional through explicit or implicit guarantees and piecemeal government bail-outs. . The resulting “zombie banks” – neither alive nor dead – could not support economic growth.

….sino a qui nulla di nuova la Storia noi la conosciamo, banche zombie tenute in vita dalla garanzia implicita dello stato che non possono sostenere la crescita economica, prese come sono solo dalla loro sopravvivenza…….

Unfortunately, the US may be repeating Japan’s mistake by viewing our current banking crisis as one of liquidity and not solvency.

……nessun purtroppo cosi è…… qui nessuno ha ancora compreso che si tratta di un problema di solvibilità e non di liquidità……la maggior parte delle proposte avanzate sinora sono sul presupposto che una volta che la fiducia ritorna, il sistema recupera….ma con ciò su rischia un nuovo decennio perduto americano.

…… Treasury secretary Timothy Geithner’s proposed “ stress tests ” may work. Any analyses, however, should include worst-case scenarios.  We can hope for the best but should be prepared for the worst. 

……possiamo lasciare aperte le porte alla speranza ma dobbiamo prepararci al peggio….si perchè questo Stress Test non è attendibile e Bernanke e Geithner non hanno alcuna idea di cosa poter fare, loro amano lo Status Quo…….. ho ancora da scoprire qualcuno che abbia il coraggio di mettere Bernanke davanti alle sue responsabilità…….le previsioni della Federal Reserve e del Tesoro sono semplici illusioni qualcuno ricorda il fallimento del precedente stimolo fiscale e oggi Benrnake sussurra che Obama dovrebbe avere più coraggio, che la portata di questo New Deal non è affatto sufficiente, non solo sussurra direi ma alza la voce questo emblema del fallimento, incapace di leggere la Storia, offuscato dalla sua ideologia semplicemente demenziale.

Next, we should divide the banks into three groups: the healthy, the hopeless and the needy.  Leave the healthy alone and quickly close the hopeless. The needy should be reorganised and recapitalised, preferably through private investment or debt-to-equity swaps but, if necessary, through public funds.

…….banche sane, bisognose e illusioni perenni, si lasciano fallire le illusioni e si sostiene il bisogno……ma James Baker repubblicano puro inorridisce all’idea di una nazionalizzazione……

This is not a call for nationalisation but rather for a temporary injection of public funds to clean up problem banks and return them to private ownership as soon as possible…..0

……..ma purtroppo non vi è alcuna scelta….caro James, nessuna alternativa se non quella di lasciar fallire quei mostri e al diavolo il rischio sistemico……

………. But the alternative – a piecemeal pumping of more public money into insolvent banks in the vague hope that things will improve down the road – could truly be historic folly.

….pura socializzazione delle perdite con denaro pubblico in un sistema fallito nella vaga speranza che l’iceberg nel frattempo si sciolga ….potrebbe essere una follia storica, non solo potrebbe ma in realtà è già in atto grazie alle lobbies…….alle quali Obama ha dichiarato guerra.

L’ombra del decennio perduto, di nipponica memoria, ma inesorabile la Storia si ripresenta per richiedere il suo contributo, il suo tributo….. Martin Wolf sul Financial Times ripropone il tema delle nazionalizzazioni……..

Much of the debate [over nationalization] is semantic. But underneath it are at least two big issues. Who bears losses?  How does one best restructure banks?… 

………chi sostiene le perdite…..e chi se non il contribuente attraverso la socializzazione delle perdite, più passa il tempo e più ci vorranno lustri per recuperare……..

Yet the overwhelming bulk of banking assets are financed through borrowing, not equity. Thus the decision to keep creditors whole has huge implications. If we accept Mr Bernanke’s definition of “nationalisation” as a decision to “wipe out private shareholders”, we can call this activity “socialisation”. 

What are its pros and cons?  Pro e contro quali sono?

The biggest cons are two. First, loss-socialisation lowers the funding costs of mega-banks, thereby selectively subsidising their balance sheets.  This, in turn, exacerbates the “too big to fail” problem.  Second, it leaves shareholders with an option on the upside and, at current market values, next to no risk on the downside. 

………….too big to fail e una buona dose di azzardo morale per la memoria della storia con gli azionisti pronti a sfruttare le opportunità di un paracadute irripetibile………. 

 The four biggest US commercial banks – JPMorgan Chase, Citigroup, Bank of America and Wells Fargo – possess 64 per cent of the assets of US commercial banks (see chart). If creditors of these businesses cannot suffer significant losses, this is not much of a market economy….

….perchè questa è ancora un’economia di mercatoooooo??? 

In those circumstances, the idea of “nationalisation” should be seen as a synonym for “restructuring”.  Few believe banks would be best managed by the government indefinitely (though recent performance gives some pause). The advantage of nationalisation, then, is that it would allow restructuring of assets and liabilities into “good” and “bad” banks. The big disadvantages are inherent in organising the takeover and then the restructuring of such complex institutions.

….lo svantaggio della nazionalizzazione è che non sappiamo quanto tempo ci vorrà per poter tornare al mercato, ma oggi non esiste più mercato senza lo Stato oggi il sistema è fallito, anche perchè in sostanza non si è lasciato fare al mercato ovvero chi ha lavorato bene rimane…..gli altri vanno a casa e al diavolo il rischio sistemico……ma nessuno ha le controprove ed oggi comunque la strada della nazionalizzazione non ha alternative……

( … ) We are painfully learning that the world’s mega-banks are too complex to manage, too big to fail and too hard to restructure.

Si troppo grandi per essere gestite, troooooppo grandi per fallire e ora troooooooopo grandi per essere ristrutturate gettando miliardi di dollari in un buco nero senza fine.

CalculatedRisk ci dice che il piano di Geithner è una sovvenzione diretta del contribuente al sistema finanziario ed è sorprendente come in modi diversi stanno cercando di ricilare la stessa cattiva idea…….dal WSJ

The Obama administration is considering creating multiple investment funds to purchase the bad loans and other distressed assets that lie at the heart of the financial crisis The Obama team announced its intention to partner with the private sector to buy $500 billion to $1 trillion of distressed assets as part of its revamping of the $700 billion bank bailout last month.

….fondi privati gestiti con capitali privati finanziati dal governo con finanziamenti aggiuntivi ma ascoltate questa …….

Other investors, such as pension funds, could also participate.

….fondi pensione che debbono partecipare ma per incoraggiare la loro partecipazione il governo deve minimizzare il rischio per gli investitori privati possibilmente offrendo i  non-recourse loans……ancora una volta si cerca di stimolare la fiducia, offrendo l’impossibile ma per quanto riguarda i fondi pensione date un’occhiata al prossimo fronte…….

 

Da Bloomberg scopriamo che i fondi pensione pubblici americani nascondono le dimensioni di una crisi che si profila al di là degli anni………con piani contabili e contabilità creativa che gioca con i numeri dando l’illusione che gli stessi fondi siano sani.

 
The misleading numbers posted by retirement fund administrators help mask this reality: Public pensions in the US had total liabilities of $2.9 trillion as of Dec. 16, according to the Center for Retirement Research at Boston College.  Their total assets are about 30 percent less than that, at $2 trillion. With stock market losses this year, public pensions in the US are now underfunded by more than $1 trillion.

1000.000.000.000 di dollari di passivo ………..piani previdenziali e pensionistici finanziati sulla base di proiezioni ottimistiche sui rendimenti futuri degli investimenti  come ad esempio il CALPERS fondo pensione pubblico della California che prevedeva un rendimento del 7,75 % negli ultimi otto anni mente il suo rendimento annuo nell’ultimo decennio è stato del 3,32 %…..chissà cosa ne pensano oggi gli stati americani, tempo fa sussurrai che se lo S&P500 fosse sceso a quota 600 e anche più sotto probabilmente alcuni Stati non riusciranno neanche più a pagare le pensioni……

Se poi a questo ci aggiungiamo la notizia che quasi 8,3 milioni di famiglie sono in questo preciso istante "underwater" , sott’acqua con il valore dell’abitazione inferiore al residuo mutuo potete ben comprendere come le famiglie americane, tra immobiliare, disoccupazione e rischio fondi pensione, siano soggette ad un stress correlato di dimensioni epocali…..2400 milioni di dollari di perdita di valore…..

More than 8.3 million US mortgage holders owed more on their loans in the fourth quarter than their property was worth as the recession cut home values by $2.4 trillion last year, First American CoreLogic said. An additional 2.2 million borrowers will be underwater if home prices decline another 5 percent, First American, a Santa Ana, California-based seller of mortgage and economic data, said in a report today. ( Bloomberg )

 2,2 milioni di famiglie potrebbero aggiungersi se i prezzi caleranno ancora di un altro 5 % e noi sappiamo che è più che possibile anzi probabilmente si tratta di una stima estremamente ottimistica sino a raggiungere complessivamente un quarto di tutti i proprietari con ipoteca sulla casa…..l’ultimo pending home con il suo crollo di quasi l’otto per cento, ovvero l’indice che testimonia i preliminari di acquisto e i dati odierni sui rifinanziamenti e sulle domande di mutuo non suggeriscono nulla di buono……

WASHINGTON, D.C. (March 4, 2009) — The Mortgage Bankers Association (MBA) today released its Weekly Mortgage Applications Survey for the week ending February 27, 2009.  The Market Composite Index, a measure of mortgage loan application volume, was 649.7, a decrease of 12.6 percent on a seasonally adjusted basis from 743.5 one week earlier….(….)The Refinance Index decreased 15.3 percent to 3063.4 from 3618.0 the previous week and the seasonally adjusted

Oggi la ADP ha comunicato la perdita di quasi 700.000 posti di lavoro probabilmente secondo la mia opinione arriveremo domani vicini alla soglia degli 800.000 in realtà siamo già vicini al milione se consideriamo tutti quelli che rinunciano a cercare un lavoro ed i part-time forzati………da 522.000 la revisione del mese precedente passa a 614.000 il che la dice lunga sul gran ballo dei numeri in una depressione, comunque la maggiore perdita di lavoro dal 200.

La Challenger Gray & Christmas comunica che il ritmo dei licenziamenti è sceso al 23 % dal precedente picco di sette anni ma nessuna illusione la media è impressionante e oggi i sussidi di disoccupazione lo confermeranno.

Il grafico qui sotto ci dice che ogni qualvolta che la previsione dell’ADP esce quella del BLS la supera per intensità…….

Ieri il Beige Book ha detto una cosa importante l’onda della crisi del mercato immobiliare commerciale sta per arrivare ribadita anche dal Lockhart della Fed di Atlanta…..

MILANO (MF-DJ)–Il settore del real estate commerciale negli Usa sta
soffrendo, e un declino di questo mercato "puo’ mettere ulteriore
pressione anche al gia’ stressato mercato finanziario. Ci sono tutta una
serie di sotto-settori nel real estate commerciale: negozi retail, uffici,
hotel e industrie. Tutti stanno fronteggiando problemi".

Lo ha dichiarato Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta,
spiegando che le tensioni sul real estate commerciale sono pericolose in
quanto renderebbe difficile quel "superamento dei problemi del settore
finanziario che e’ centrale per raggiungere un recupero economico".

Non manca molto ad un’eventuale apparire di un piccolo e timido arcobaleno, ma prima la tempesta deve fare il suo corso, ma dal punto di vista macroeconomico la strada è ancora lunga anche l’opinione in seno alla Federal Reserve non è unanime ieri un governatore ha detto che questo trimestre sarà peggiore, molto peggiore dell’ultimo trimsetre dello scorso anno e che probabilmente anche per il terzo non c’è da aspettarsi nulla.

   

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

 

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

  

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

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26 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 08:23

Buongiorno a tutti.Vorrei sapere cosa ne pensate della variabile petrolio in relazione all’evoluzione di questa crisi. Claudio

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 09:23

Ciao Andrea
Ogni tanto passo a leggere i tuoi articoli sempre precisi e dettagliati.
Grazie per il grande lavoro che svolgi.

Pietro

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 10:18

Complimenti mi ha segnalato un mio amico il tuo blog.Buon lavoro

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 12:06

e il petrolio? recessione con petrolio alto per ¨¨colpa¨¨ dell´Iran?

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 12:13

Per Claudio,#1

Variabile petrolio?

Difficilmente controllabile.
E ritengo sia la variabile fondamentale, a medio-lungo termine, per capire come funzioneranno le economie mondiali nel prossimo futuro.

Ora siamo in un bell’ondata ribassista dei mercati mondiali in un già consolidato bear market ma il petrolio non vuole più saperne di scendere nonostante la passata correlazione diceva borse giù, petrolio giù …. motivo?

La domanda di petrolio e derivati (combustibili) non può scendere più di così, già è sceso per i tagli alla produzione ma al livello attuale di prezzi al dettaglio il consumo privato viene incentivato e pertanto questo si mantiene su buoni livelli (è calato meno di quanto avrebbe dovuto calare se rapportato alla presente ondata recessiva)

L’offerta dei paesi produttori sta calando a causa dei tagli approvati dall’OPEC che continuerà a tagliare fino a che non vedrà lampeggiare almeno 60$ al barile sul prezzo del petrolio.

In sostanza la domanda sta superando l’offerta per il calo dell’offerta, non per l’aumento di domanda, e di converso i prezzi del petrolio si rialzano/rialzeranno (figurati poi se si innesca un estemporaneo bear market rally!!!!)

Il problema è che su tutto questo andamento, apparentemente di facile lettura, girano diversi elementi di disturbo:

1) le quotazioni del petrolio sono “future”, ovvero rappresentano un prezzo futuro k verrà pagato per la fornitura e sono soggetti a ondate speculative provocate dai grossi operatori di borsa (hedge funds, davanti a tutti)

2) il petrolio k viene comprato oggi, ai prezzi stabiliti ieri (1 mese fa), verrà rivenduto/consumato sul mercato domani (tra 2 mesi) dopo essere stato trasportato e raffinato

3) le decisioni dell’OPEC di tagliare hanno effetto 2/3 mesi dopo gli accordi presi dai membri dell’OPEC.
Quindi, per assurdo, se i paesi dell’OPEC si accorgessero oggi di aver tagliato troppo ieri (3 mesi fa), anche decidendo di ripristinare la produzione, ci vorrebbero 2/3 mesi per tornare ai livelli di 2/3 mesi fa.
Aggiungiamoci gli effetti negativi della congiuntura economica che comporta tagli agli investimenti e ai costi anche per le industrie OIl&Gas: ciò comporta che è più difficile ripristinare una fornitura che tagliarla.

4) I paesi importatori (USA e Cina in primis) hanno grosse riserve di petrolio, a terra sottoforma di serbatoi e sul mare sottoforma di petroliere (riserve flottanti)
Queste riserve sono sia di petrolio (crude oil) che prodotti di raffinazione (benzine, gasolio,ecc…) e permettono di ammortizzare per un lasso di tempo eventuali “vuoti” di fornitura (non più di 3 mesi, però).
In questo momento le riserve di “crude oil” stanno calando (i tagli dell’OPEC stanno avendo effetto), quelle di benzine stanno invece aumentando (la capacità di raffinazione delle raffinerie è più alta di quanto serve in quanto i consumi industriali sono calati di molto e hanno lasciato un gap positivo considerevole)

In sostanza: attenti al prezzo del petrolio sui mercati e al prezzo della benzina/gasolio al distributore, ci potrebbero essere grosse fluttuazioni nei mesi/anni a venire (non prima di maggio 2009, però), con rischio di Oil Shortage parziali e temporanei soprattutto nei paesi totalmente importatori come la maggior parte dei paesi europei, Italia inclusa.

Mi scuso per lo spazio rubato e per la divagazione fatta.

Saluti a tutta la ciurma e al capitano in primis

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 12:59

Al quadro davvero a tinte fosche tratteggiato da Andrea, mi permetto semplicemente di aggiungere la considerazione della nuova “magia” della FED: il TALF….

Certo che la cosa che non manca a questi signori è la fantasia…

Un caro saluto a tutti
Daniele

Scritto il 5 marzo 2009 at 13:33

Ciao,
ho scoperto oggi il tuo blog attraverso SLec.splinder.com:
penso proprio che tornerò spesso a trovarti.
Buon lavoro,
Davide Galati

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 15:42

Nubi, nubi, nubi nere e minacciose.
Di nuovo stress sul rapporto di cambio con il dollaro …. petrolio incerto ….

Prima o poi arriverà l’arcobaleno, ma al momento …. direi che si stà preparando un altro venerdì “passionario”.
Speriamo che prevalga finalmente un briciolo di ottimismo, ma di fronte ai dati macro che escono e alle previsioni di molte aziende “in crisi” è difficile illudersi.

Ieri è tornato un nostro montatore dalla california. Dove è andato erano tutti molto tranquilli, anche si parlava della crisi. E’ rimasto colpito in aereoporto …. sui pannelli TV era un continuo di spot e spiegazioni su come trovare un nuovo impiego e su chi cercava “cosa”, dove, i vari livelli di retribuzione per i vari “lavori”, ecc… Insomma, nel momento del “bisogno” … informazione a massimo supporto, almeno d’immagine.
Quì da noi ……. tutto bene?
Tutti a guardare il grande fratello?

Ma ci sarà ben un motivo per cui ci lasciamo pigliare così per i fondelli …. o nò?

Salute marinai.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 16:24

Per radio24 , mi spiace fare pubblicità ma credo sia di aiuto,hanno creato una nuova rubrica dove le aziende che cercano persone per lavoro fanno una inserzione in questa rubrica.
Andrea sei sempre il più grande di tutti.
Saluti
Lui580

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 16:29

Molte grazie Francia R #8 dell’informazione.
Mi confermano l’opinione che bisogna sempre osservare la realta oltre che a studiare ed informarsi, prima di decidere cose importanti.

Se hai altre notizie di prima mano ti prego di pstarle.

Un saluto a tutti

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 16:30

prova 1 2 3

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 16:31

1 2 3 prova

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 17:06

prova 456

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 17:36

#13 stò splinder funziona a singhozzo, come le banche pshshsh

7 8 9 prova

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 17:40

Ciao Andrea,
ti chiedo:
– come mai in Italia siamo ancora immuni dalla crisi immobiliare visto che sta facendo il giro del mondo ed è arrivata anche in Romania?

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 17:58

GRAZIE AL CAPITANO PER L’OTTIMO LAVORO, CHE ORMAI SEGUO DA DIVERSI MESI, MA IN SINTESI COSA DOBBIAMO ASPETTARCI ???,IL GIORNO DEL GIUDIZIO?? ISTERIA E PANICO COLLETTIVI,LA CESSAZZIONE DEI PIU COMUNI SERVIZI SUL PIANETA A SEGUITO DELL’AZZERAMENTO DEL SISTEMA FINANZIARIO E DELLA RELATIVA PERDITA DI OGNI BENE ( A PARTE QULCUNO CHE HA FATTO SCORTA D’ORO) ACCADRA QUESTO??? VA BENE CHE NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI ED OK ALLA PRESA PERSONALE DI COSCIENZA DELL’IMMORALITA’ IMPERANTE FINO AD ORA NEL SISTEMA MA DOBBIAMO PREPARARCI REALMENTE A VIVERE IN UN MONDO SIMIL FILM POSTATOMICO DEGLI ANNI OTTANTA,POSSIAMO AVERE UNA SPERANZA OLTRE QUELLA DI UNA RIVOLUZIONE ETICA ,UNA POSSIBILITA’ DI DIFESA???

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 20:48

-TREMONTI BOND-

La normativa prevede che i Tremonti Bond possono essere venduti anche ai privati: pare che molti sportellisti bancari, a metà tra l’allibratore e il pataccaro vesuviano, si stiano attrezzando per piazzarli ai piccoli risparmiatori, potenzialmente attratti dai tassi elevati ( tra 7,5% e 8,5% iniziali) e dal nome del ministro dell’economia ( che ci ha messo nome, faccia e qualche altro dettaglio anatomico…)…
NON CADETE NEL TRABOCCHETTO! queste obbligazioni bancarie subordinate (= in caso di liquidazione, questi creditori vengono “dopo tutti gli altri”…) sono di rango Tier1 ( mi scuso per i tecnicismi…in sintesi, massimo grado di subordinazione), in assenza di utile distribuibile non pagano alcun interesse ( e non c’è accumulo del pregresso), e sono più vicine al capitale di rischio (azioni) che al titolo di debito classico…inoltre, nel caso le perdite riducano il capitale di vigilanza della banca emittente sotto una certa % (8%) dell’attivo, il loro valore nominale ( e di conseguenza rimborso e tasso di interesse calcolato sul nominale) si ridurrebbe proporzionalmente, senza essere più fruttiferi…
Questi titoli sono una patacca, specie se si pensa che ad emetterli sarebbero chiaramente le banche con i maggiori problemi di bilancio…e se si pensa che è possibile acquistare sul mercato secondario obbligazioni bancarie con minor grado di subordinazione e rendimento comparabile ( per esempio, sul secondario è quotata una obbligazione lower Tier2 di Unicredit, scadenza 2015, che rende attualmente circa il 7,5%, e che non pagherebbe gli interessi soltanto in caso di aperto default della banca)…

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 20:52

-L’ARIA FRITTA DEL GOODWILL –

Tutti parlano o hanno sentito parlare dei titoli “tossici”, che ingolfano i bilanci di molte istituzioni finanziarie…ma pochissimi parlano di una potenziale bomba in grado di far ulteriormente deflagrare questi bilanci : io la chiamo l’aria fritta del goodwill (= in italiano, “avviamento”)…

ne ha recentemente trattato un brillante economista, Daniel Gros del CEPS, che mi ricorda molto Andrea per la sua tenacia (nello spolpare l’osso della conoscenza) e per il suo andare controcorrente…
l'”avviamento” (goodwill) è quell’attività “intangibile” (marchio, reputazione, know-how, qualità dei dipendenti, etc ), differenza tra il costo di una acquisizione e il patrimonio contabile acquisito…un tempo l’avviamento veniva ammortizzato in rate annuali, ora, con gli Ias-Ifrs, un perito di fiducia ( ! ) ne accerta la congruità attraverso un “impairment test” annuale…

Negli anni dell’inflazione creditizia e dell’impero del debito, il goodwill ha finito con il gonfiare e ingolfare il capitale proprio delle istituzioni finanziarie: FIGURATEVI CHE IL GOODWILL RAPPRESENTA GROSSOLANAMENTE CIRCA META’ DEL CAPITALE PROPRIO, sia in USA che in Italia! ( le prime 7 banche italiane sono al 48%, solo Mediobanca presenta un patrimonio netto tangibile (tangible) nettamente preponderante rispetto alle attività immateriali (intangibles)…)

Con il crollo dei mercati, è evidente che quest’aria fritta pompata nei bilanci deve necessariamente sgonfiarsi, come un soufflè tirato fuori dal forno troppo precocemente…secondo Gros, le attività immateriali a bilancio nelle banche mondiali ammonterebbero a 900 miliardi di dollari, e ANDREBBERO SVALUTATE PER CIRCA 800 MILIARDI!
pertanto, gli annunciati salvataggi bancari dovrebbero essere molto più COSTOSI, anche a prescindere dai titoli cosiddetti “tossici”…
ed ecco perchè molte istituzioni finanziarie quotano una frazione del loro capitale proprio, spesso vicino al patrimonio “tangible” : il mercato ha svalutato gli intangibles molto più di quanto i periti di fiducia ( ! ) hanno avuto il coraggio, o la disposizione proveniente dall’alto, di fare…
ed ecco un’altra ragione per la quale le banche sono esitanti nel prestare danaro….

e il LEVERAGE ( totale attivi/patrimonio netto), notoriamente altissimo per alcune istituzioni finanziarie, è in realtà ancor più devastante, una volta che si escluda gli intangibles…! … la necessità di ricapitalizzare sarebbe ancor più impellente!

Va detto che per le banche gli avviamenti non entrano nel computo del patrimonio di vigilanza…e ci mancherebbe anche questa…ma considerate altre società: l’ENEL ha oltre 26 miliardi di attività immateriali in bilancio, con patrimonio netto tangibile addirittura negativo! Telecom Italia ha 50 miliardi di intangibles, con patrimonio netto tangibile negativo per 24 miliardi! persino Luxottica, con PN totale di 2683 milioni, ha 3981 milioni di intangible ( cioè patrimonio tangibile negativo per 1298 milioni)…
Generali, su 17 miliardi di PN totale, ne ha 9 di intangibles!

la bomba dell’aria fritta….

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 20:55

Ritrascrivo qui, rimaneggiato, quanto scritto altrove, per un sorriso sdrammatizzante…

La capitalizzazione di quei pezzenti di Citigroup sta diventando comparabile a quella della Popolare di Sondrio, si, proprio la Popolare della Bresaola, come familiarmente è chiamata la Popolare di Sondrio…
sic transit gloria mundi …

e si precisano i dettagli che hanno portato al crollo delle quotazioni di Citigroup ieri sera….
pare che sprezzantemente il CEO di Citigroup, Pandit, abbia rifiutato nei giorni scorsi un’offerta-salvezza, la tipica offerta “che non si può rifiutare”, uno swap alla pari, garantito dalla FED e dai Salumi Citterio, tra azioni Citigroup e pari numero di fette di bresaola, più la comproprietà di un mediano della locale squadra di calcio valligiana…

ieri, poi, i soci-agricoltori della Banca Popolare di Sondrio, ringalluzziti dall’aver avvicinato la capitalizzazione del colosso americano, hanno inviato una folta delegazione a New York, per un aggressivo “tacheùver”, per dirla con la loro pronuncia…dopo interminabile anticamera, indossando vesti da cavalieri bianchi, hanno messo sulla scrivania del CEO Pandit l’ultima offerta migliorativa, del tipo “prendere-o-lasciare” : oltre al contratto swap già descritto, due tons di “stracchino della Valtellina” e quattro mucche da latte di razza bruna-alpina…

con l’arroganza della disperazione, la proposta è stata sprezzantemente rifiutata, determinando il crollo delle quotazioni di Citigroup, e il rientro in Valtellina dei soci-agricoltori, con la coda tra le gambe e tracce di stracchino tra i baffi…

le quattro mucche da latte sono state lasciate nell’anticamera del CEO: per un equivoco conseguente alla pronuncia valtellinese della parola “shit”, interpretata dagli americani come “sheet”, le mucche sono state prontamente inserite a sostegno del balance-sheet della traballante banca americana…

la locale Gazzetta della Bresaola, molto critica sul tentato take-over, al rientro in patria dei soci-agricoltori, riprendendo le parole del bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, ha scritto che ” i resti di quello che è stato uno dei più potenti consigli di amministrazione bancari con voto capitario, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”…

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 20:59

Scusa #15, cosa intendi per essere immuni? Non mi sembra che il nostro mercato immobiliare sia così florido ed attivo.

Non è che forse siamo “congelati” in un apparente stato di “catarsi” collettiva, terrorizzati dal crollo di capacità di acquisto e da un mare di mutui da onorare, in evidente pericolo?

Qualche dubbio su cosa succederà se la crisi improvvisamente riconosciuta arriverà veramente fra qualche mese e colpirà a fondo il nostro “tessuto sociale”?

Quando tante “cariatidi” saranno obbligate ad esigere pagamenti e pignoramenti magari tenuti al momento “in naftalina” nella speranza che la crisi passi senza obbligare a drastici aggiustamenti di valore in troppi asset …. spesso dei soliti “palazzinari” o di “fantasiosi” bilanci delle banche?

Secondo mè per ora è stata adottata una “politica” di mantenimento dei prezzi, forse per “buon senso”, forse per convenienza.
Sicuramente garantista per molti, ma questo stato durerà solo se la crisi …. sarà più corta della capacità di non esigere determinati debiti.

Se il “ragionamento fila”, dobbiamo solo sperare che la crisi svanisca prima che la nostra “bolla immobiliare” evidenzi la sua “grandezza” anche da noi.

Io incrocerei le dita …. almeno per i prossimi tre – quattro mesi.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 21:04

Ciao Grabiel, in passato leggevo i tuoi post. Cosa ne pensi di Unicredit alla luce delle tue analisi … default possibile ? Esiste un porto sicuro alternativo all’oro ? E che fine farà il deposito titoli che ho su unicredit ?

Ovvio che nessuno ha la sfera di cristallo.

Ti ringrazio
Kio

utente anonimo
Scritto il 5 marzo 2009 at 22:56

qualcuno di voi ha accesso a bloomberg finance per vedersi un pò di cds ?

Scritto il 5 marzo 2009 at 23:00

Dove sei stato sino ad ora brutto pendaglio da forca di un Gabriel pensavo ormai che tu fossi caduto a mare……si non appena diventa ufficiale la possibilità di piazzare questi escrementi subbordinati ai piccoli risparmiatori avrei piazzato un megafono in cima all’albero maestro……..grazie della pennellata si Daniel Gros…..ho bisogno anche di occhi e orecchie amiche…bentornato a bordo!

E benvenuti a tutti coloro che mi hanno lasciato un messaggio e che lasciano la traccia della loro stima…..grazie davvero è un incitamento sulla via della Verità e della Trasparenza!

Buona notte Andrea

Scritto il 6 marzo 2009 at 07:06

Sono alcuni giorni che il “timone” di Splinder funziona a singhiozzo…….e spesso non riesco a postare come vorrei………Andrea

Scritto il 6 marzo 2009 at 07:24

Per coloro che mi chiedono dove sia il fondo di questa interminabile caduta……..non ho risposte, in quanto oggi siamo nella terra di nessuno, una meta l’avevo tracciata ancora nel lontano ottobre dello scorso anno……600 di S&P500….un’altra sussurrata a bassa voce per un medio e lungo termine da verificare giorno per giorno……..450 di S&P500 entrambi giustificati dal punto di vista fondamentale…..lasciate perdere l’analisi tecnica………io uso due righe quella della Storia e quella del buon senso…….

…..ma qui sotto avete una rappresentazione virtuale di dove possiamo arrivare…….quando tutti dicono che oggi è diverso, che tutto è fondamentalmente solido….che a noi non succederà……..mai!

Dow Jones Industrial Average — All Time High: 14,198.10
Down 50% — 7099
Down 53.6% — 6594 (today’s close)
Down 60% — 5680
Down 67% — 4685
Down 75% — 3550
Down 80% — 2840
Down 90% — 1419.80

Standard & Poor’s 500 — All Time High: 1576
Down 50% — 788
Down 56.7% — 682.55 (today’s close)
Down 60% — 630
Down 67% — 520
Down 75% — 394
Down 80% — 315
Down 90% — 157.6

….lasciate perdere il DOW è semplicemente inattendibile con i suoi rapporti di forza e di ponderazione dei singoli titoli e continate a seguire lo S&P500……

ma per coloro che da anni mi sussurrano che è impossibile, che non succederà mai, che le banche non possono fallire……..sottolineo solo che oggi l’intero sistema è fallito e che solo il contribuente ha evitato questa leggenda……..Citigroup non si valuta più in dollari ma in cents…….

date un’occhiata qui………

KBW Bank Index (BKX) — All Time High: 121.16
Down 50% — 60.58
Down 60% — 48.46
Down 67% — 40 (ish)
Down 70% — 36.3
Down 80% — 24.24
Down 84.3% — 18.97 (today’s close)
Down 90% — 12.12

qual’è il fondo quando viaggi sull’orlo di un abisso……quando esplori territori inesplorati………non c’è vele per il marinaio che non sa dove andare………..

e noi di Icebergfinanza è dal leggendario LUGLIO 2007 che sappiamo dove la corrente porta, la ” Riva del Fiume ” ecco questo è Icebergfinanza anche se la tristezza avvolge questo viaggio…….l’economia reale e la vita delle persone è stata sconvolta……..sogno un ARCOBALENO di uomini e donne che vogliono con tutta la loro essenza un mondo migliore………..

e ci sarà…….certo che ci sarà perchè è solo toccando il fondo che l’ Umanità trova le risorse per rinascere…

Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 marzo 2009 at 11:23

analizzando il grafico “secolare” del dj risulta molto delicato l’anno 2011 per la sua tenuta e livelli attesi (in AT).
che sia l’anno del Cigno Nero?
nel primo semestre ?

le nuove generazioni ed il futuro si aprirà solo dopo 2034.

se le cose si sviluperanno in questo modo, ci aspettano almeno 25 anni di alti e bassi, alternate per fortuna tra inverni e primavere, dove chi si adatterà più velocemente al cambiare delle varie situazioni sopravviverà.

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