THE NEVERENDING STORY…UNA STORIA INFINITA!

Scritto il alle 19:31 da icebergfinanza

Chi non ricorda il film dal titolo "The Neverending Story", la Storia Infinita, un film dove magia e fantasia sono l’essenza stessa della produzione che in maniera spettacolare visita il regno di Fantàsia.

 "Basta fantasticare e affronta la realtà!" ecco quello che dice il padre di Bastian all’inizio del film, la classica frase che ogni adulto rivolge ad un bambino, quando si nasconde nella fantasia, un pò come la sindrome di Peter Pan, la paura di affrontare la Realtà, di uscire da un’illusione.

La quotidiana illusione di questa crisi non ha nulla a che vedere con la speranza, la quotidiana illusione di chi non ha ancora il coraggio di comprendere come oggi gli strumenti del passato sono spesso l’essenza stessa del fallimento, ogni tendenza futura verrà determinata dalla realtà fondamentale.

Spesso la Realtà supera la Fantasia e questa crisi ne è la testimonianza!

Come ci racconta Yves Smith nel suo CAPITALISMO NUDO non bisogna dimenticare che la Storia  ci insegna che le passate crisi finanziarie e sottolineo crisi finanziarie e non recessioni, ci sussurrano che l’ipotesi di una luce in fondo al tunnel è ancora molto lontana. Abbiamo già visto in passato come Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart nella loro rivisitazione di 800 anni di storia finanziaria prima prendendo in considerazione solo i paesi delle economie cosidette avanzate ed ora anche di quelle emergenti, ci raccontino come queste crisi siano più gravi e prolungate di qualsiasi "normale" recessione, ecco perchè la mia "visione" porta la possibile ma non certa fine di questa recessione ad un numero di mesi oltre la media storica, almeno a 24 mesi, sino alla fine  del 2009, come spesso scritto oltre un anno fa, sempre che non si avvistino ulteriori "cigni bianchi" ovvero potenziali rischi sistemici già evidenziati.

Yves ci dice che i risultati della loro ultima ricerca testimoniano come le loro conclusioni arrivino ben oltre l’ottimismo delle previsioni degli attuali commentatori di questa crisi eccetto ill calo mediano dei valori immobiliari.

1. Real housing price declines average over 35% over a six year period. Note in other crises, residential real estate was not necessarily a focus of the bubble. Even excluding Japan (which has suffered a 17 year housing price decline) the average is over 5 years.

2. Equity prices fall 55% over three and a half years.

3. GDP fall an average of 9% (read that twice)

4. Unemployment increases 7% over previous norms.

5. Government debt "explodes", increasing an average of 86% of GDP, but the cause is typically not a banking industry recapitalization, but maintaining services in the face of collapsing tax revenues and countercyclical measure ex financial system measures.

In una recente intervista su FONDI ON LINE  ho sottolineato come una caduta complessiva dei valori delle abitazioni nell’ordine del 35 % dal picco del 2005 in riferimento all’indice S&P CASE/SHILLER sia da mettere in preventivo con ulteriore spazio nel caso il prossimo anno in seguito ai numerosi default societari e personali dovessero ampliarsi le perdite nei settori delle carte di credito, CDS e leveraged loans.

Escludendo quindi il Giappone la media del calo del valore delle abitazioni è superiore ai 5 anni, i valori azionari calano in media del 55 % in tre anni e mezzo, il GDP ovvero PIL del 9 % con l’esplosione del debito dovuta al mantenimento dei servizi in presenza di un crollo delle tasse e non a seguito di ricapitalizzazione del sistema finanziario e il tasso di disoccupazione sale del 7 %.

The housing price decline experienced by the United States to date during the current episode (almost 28 percent according to the Case–Shiller index) is already more than twice that registered in the US during the Great Depression..

Ecco per quale motivo da mesi sostengo che si tratta di una DEPRESSIONE immobiliare, la risposta a molte domande dei miei lettori.

Qualcuno ha dato un’occhiata all’indice S&P CASE/SHILLER, per fortuna che è uscito a fine anno quando ormai si guarda alla ripresa del 2009 dopo quella del 2008 e quella del 2007……….

Siamo sotto di un 25 e un 23,4 % rispettivamente per il Composite 10 index e 20 index!

thanks to http://themessthatgreenspanmade.blogspot.com/

Si analizza inoltre i parametri di valutazione e riferimento storico, si sottolinea l’attuale frenesia e flessibilità delle politiche monetarie e interventiste delle banche centrali senza dimenticare che……

On the other hand, one would be wise not to push too far the conceit that we are smarter than our predecessors. D’altro canto, sarebbe  saggio non spingere troppo oltre la presunzione che siamo più intelligenti rispetto ai nostri predecessori.

Sino a pochi anni fa molte persone (tra cui quelli del " fondamentalmente solido ") avrebbero sostenuto che i miglioramenti nell’ingegneria finanziaria hanno fatto molto per domare il ciclo economico e limitare il rischio di contagio finanziario ma come sostengono gli autori in tali circostanze la "pausa" nei fallimenti sovrani è probabile che giunga a scadenza.

But even upper-bound estimates pale next to actual measured rises in public debt.In fact, the big drivers of debt increases are the inevitable collapse in tax revenues that governments suffer in the wake of deep and prolonged output contractions, as well as often ambitious countercyclical fiscal policies aimed at mitigating the downturn.”

E si perchè di fondamentalmente solida negli ultimi tempi vi è l’industria manifatturiera mondiale, in piena recessione globale, un recessione corale figlia della magia della globalizzazione.

Se il buon giorno si vede dal mattino ha sottolineato qualche analista alla vista del rialzo di inizio anno…….

…..allora la notte sarà ancora fonda vista la realtà fondamentale! 

Quella realtà che tutti credono di conoscere, si è già scontata nella fantasia del mercato che verrà, si tutto scontato o forse chissà! L’indice ISM manifatturieri di dicembre ci sussurra che il calo della produzione ha raggiunto il livello più basso dal lontano 1948, ripeto 1948, automobili, mobili ed elettrodomestici compresi.

IMAGE

thanks to http://themessthatgreenspanmade.blogspot.com/

The Institute for Supply Management’s factory index [Manufacturing ISM] fell to 32.4, below economists’ forecasts and the lowest level since 1980, from 36.2 the prior month.

The report also showed the impact of recessions abroad: the Tempe, Arizona-based ISM’s measure of exports fell to the lowest level since that series began in 1988.  MANUFACTURING_TUMBLES_GLOBALLY!

La relazione ha inoltre evidenziato l’impatto della recessione all’estero….la misura delle esportazioni è scesa al livello più basso dal 1988 ovvero da quando è iniziata la rilevazione……puff e la favola del decoupling non c’è più!

Per mesi analisti ed economisti a raccontarci che il testimone della crescita sarebbe passato in buone mani mentre  io ho sostenuto che era impossibile credere in questa favola, in quanto la crescita economica di questi ultimi anni era frutto esclusivo dei consumi americani e dell’indebitamento insostenibile.

Per l’ennesima volta la Verità è Figlia del Tempo!

Per quanto riguarda l’occupazione ci stiamo avvicinando ad un crollo del 50 % dalla fatidica linea che separa la contrazione dall’espansione …….


Employment

%
Higher

%
Same

%
Lower


Net


Index

Dec 2008

7

43

50

-43

29.9

Nov 2008

8

51

41

-33

34.2

Oct 2008

7

53

40

-33

34.6

Sep 2008

8

65

27

-19

41.8

……..e l’indicatore dei prezzi urla deflazione in tutte le maniere e se le aziende incominciano ad assecondare questa dinamica, il fallimento del "quantitative easing " è assicurato……….


Prices

%
Higher

%
Same

%
Lower


Net


Index

Dec 2008

2

32

66

-64

18.0

Nov 2008

8

35

57

-49

25.5

Oct 2008

14

46

40

-26

37.0

Sep 2008

30

47

23

+7

53.5

 
Se poi qualcuno di Voi è convinto che in fondo sia un deflazione superficiale allora consiglio di andare a leggersi in maniera approfondita il post di JOHN_MAULDIN con una serie di grafici alcuni già visionati su Icebergfinanza.
 
"Is inflation everywhere and always a monetary phenomenon, as Friedman taught us?  Can we see a large rise in the monetary base that is not accompanied by inflation?  As Frederic Bastiat said (roughly), “In economics there is what you see and then there is what you don’t see.” The more important of the two items is what you don’t see."
 
John sottolinea come da un qualsiasi grafico sia possibile riuscire a dedurre anche ciò che in realtà non si vuole vedere ed è per questo che per il momento non credo molto ad un’ipotesi di iperinflazione a breve termine nonostante gli sforzi della Federal Reserve di produrne in quantità industriale per "ammortizzare" i debiti.
Nonostante questo terrei d’occhio i titoli legati all’inflazione, come quelli americani che scontano un’inflazione negativa a lungo termine….troppo lungo e per troppo tempo.
 
Questo grafico qui sotto ci ricorda come abbiamo già visto nell’ultimo post dell’anno che che oggi la tattica di far defluire dal mercato interbancario la liquidità per parcheggiarla presso la Federal Reserve nella riserva obbligatoria remunerata con generosità facendo scendere il LIBOR e l’EURIBOR funziona ma nulla ci dice in realtà sull’inflazione se non combinata ad altri grafici che troverete nel post citato.
 
Per quanto riguarda la riserva frazionata, invece rimando tutti alla splendida storia di Marry Poppins e alla magia di quel bambino e alla sua innocenza,  che nello spazio di un istante distrusse la fiducia nella …..moneta.
 

Mauldin ci dice che la Fed non può controllare cosa noi facciamo con i soldi, cosa fa il sistema con la liquidità, può solamente controllare le riserve e immettere altra liquidità.

Piu tardi vedremo invece un messaggio dalla storia, un’altra opinione!

La Federal Reserve come la Boj può in realtà cercare di aumentare in qualunque maniera la massa di liquidità presente nel mercato, ma se le istituzioni la trattengo e non raggiunge la massa come abbiamo già visto di forma la spirale deflativa che dalla disoccupazione produce minori consumi, maggior risparmio, riduzione del debito attraverso gli incentivi fiscali e quindi minor produzione e minor numero di beni a servizio di una ipotetica massa liquida congelata.

Il mercato immobiliare fu il catalizzatore di questa ondata di liquidità prodotta attraverso il debito dopo l’11 settembre, ma dubito che oggi vi sia un nuovo Eldorado in vista, l’ unico resterebbe il mercato azionario dopo che ormai per i fondi monetari sembrerebbe non esserci più storia, sottolineo il sembrerebbe perchè in fondo il mercato obbligazionario sovrano e sovrannazionale potrebbe riservare ancora qualche sorpresa.

In sostanza nessuna accelerazione nella velocità di circolazione del denaro è storicamente evidente nelle fasi di contrazione, recessione o depressione storiche.

……qui sotto viene evidenziato anche attraverso le ultime recessioni, eccetto quella del 1970 che come sottolinerà qualcuno, l’eccezione sconfessa la regola.

 

Velocity of Money

 

Ecco per quale motivo ogni grafico va preso con il beneficio d’inventario, ecco per quale motivo ho saputo vedere oltre l’orizzonte del sistema, lasciavo scorrere sempre la corrente del dubbio, cercavo di scrutare ciò che gli altri non volevano o non riuscivano ad intravedere. 

" Non è la specie più forte che sopravvive, ne la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti" Charles Darwin

John sottolinea che ….. nessuno sa quanta monetizzazione sarà sufficiente ad arrestare la deflazione per bloccare il rallentamento della velocità di circolazione del denaro o eliminare la propensione al risparmio.  No one knows. Nessuno lo sa.

"There is no fancy equation or model which can encompass all the factors, or at least not one I know of. …..non esiste equazione di fantasia che possa ricomprendere tutte le variabili, tutti i fattori o almeno uno che come sempre tende a sfuggire, chissà l’ennesimo cigno nero.

Comunque sia prima o poi non vi è alcun dubbio che vi sarà un momento nel quale la Federal Reserve dovrà richiamare con un immenso aspiratore tutta la liquidità immessa sul mercato ed allora riprenderemo in seria considerazione la possibilità di un’ultimo " canto del cigno " l’ultimo prima della genesi finale di questo sistema.

Tornando a noi resta da esplorare anche la possibilità che secondo Chris Purplava……

There was just over a year lag between when the Fed began to increase the monetary base in late 1930 and when the market finally bottomed in 1932 during the Great Depression.

…….poco più di un anno dall’aumento della base monetaria del 1930 sino al primo bottom della Grande Depressione.

1210.a
Source: U.S. Census Bureau/Robert J. Shiller  via Financialsense.com

 With the Fed increasing the money supply as of August of this year, an equity market recovery occurring in late spring to early summer of next year (corresponding with the analysis above) is certainly reasonable and likely.

……che sia l’ormai leggendaria "tarda primavera del 2009" che Icebergfinanza richiama da oltre un anno…….a breve un post "dedicato" ai sostenitori di Icebergfinanza e a coloro che vorranno contribuire anche economicamente al nostro viaggio, accenderà un faro nella nebbia di questa crisi………….

Magari qualcuno pensa che sia un problema esclusivo americano ma la tendenza è globale, assolutamente globale, dall’Europa all’Australia, dalla Cina all’India con una discesa degli indici manifatturieri da otto mesi consecutivi in Inghilterra, da cinque in Cina e al ritmo più veloce da quattordici anni in Svezia.

Se in Cina il PIL non sale di oltre il 6 % è come si trattasse di recessione economica.

US exports dropped in October for a third straight month, leading to an unexpected widening in the trade gap, figures from the Commerce Department last month showed.

La favola è finita, il mondo intero è in recessione!

 

Anche Martin Feldstein, governatore ombra e presidente della NBER ente che certifica le recessioni americane mette in guardia i mercati dalla Storia Infinita e la sua illusione….. cnbc.com per il quale l’approccio a questa crisi va al di là delle centinaia di miliardi che il governo ha già versato nel sistema.

"I think we’ll be lucky if by this time next year we see the economy having hit the bottom and starting up, and that’s still going to leave us at a very low level of economic activity even if the turn has come at that point," Feldstein said during a live interview. "But there’s no guarantee that all of this put together is going to achieve that."

 

Addirittura Feldstein ci dice che saremo fortunati se entro un anno l’economia uscirà dalla recessione ma nessuna garanzia che le politiche in atto ci faranno uscire dalla tempesta……... "American households have lost more than $10 trillion of net worth in the stock market and housing prices. They are cutting back on their spending…Where’s the demand going to come from?"

Feldstein oltre a ricordare che l’ 85 % degli interventi unatantum rimborsi fiscali & affini sono stati destinati al  risparmio e alla riduzione del debito ( altra visione di Icebergfinanza che è diventata Realtà! ) ha detto che soltanto dei cambiamenti strutturali a lungo termine risolveranno molti mali dell’economia!

Commozione totale……..riposa in pace " breve termine " ma come sostengo da mesi e che nessuno vuole comprendere ………..But most important, he said, is helping out homeowners underwater on their mortgages.  Homeowners owing more on their mortgages than their houses are worth pose a major problem, one which Feldstein said will require rewriting those loans.

…..quindi o si interviene direttamente sul mercato immobiliare o da solo lo stimolo fiscale e infrastrutturale di Obama unitamente alle politiche monetarie servirà a ben poco.

Anche Janet Yellen dalla FED_di_SanFrancisco sostiene Feldstein…..

I agree with Marty that the current downturn is likely to be far longer and deeper than the "garden-variety" recession in which GDP bounces back quickly. As Marty points out, a defining characteristic of this downturn is its cause. Typically, recessions occur when monetary policy is tightened to subdue the inflationary pressures that emerge during a boom. This time, the cause was the eruption of a severe financial crisis. Cross-country evidence suggests that, following such an event, GDP remains subdued for an extended period.2 And consistent with this evidence, many forecasters expect this to be one of the longest and deepest recessions since the Great Depression. Indeed, the crisis is ongoing. Risk-aversion in financial markets remains exceptionally high; deleveraging is widespread………

…..un rallentamento più lungo e profondo di quanto l’immaginazione della Storia Infinita possa supporre, prima che quel benedetto PIL possa tornare a rimbalzare rapidamente. Una caratteristica di questo calo è la sua causa, la Madre di tutte le crisi finanziarie della Storia e la crescita economica rimarrà modesta per un periodo prolungato molto più lungo di quanto l’immaginazione possa sperare.

Un accenno al deleveraging, sino a quando non vedrà la fine questa crisi non sarà archiviata ma come vedremo in un post futuro, la leva allegra prosegue ininterrotta, tra i suoi allievi…….

Si la luce in fondo al tunnel e allora perchè il cancelliere britannico….. Alistair Darling has been forced to consider a second bailout for banks as the lending drought worsens. business.timesonline. un secondo salvataggio e poi magari un terzo sino all’infinito.

E poi dopo il sistema finanziario toccherà agli stati americani come ci sussurra MIKE_SHEDLOCK

How Bad Will It Get?

The Neverending Story, la Storia Infinita nel mondo della Fantasia ed allora perchè non volare con l’immaginazione in attesa di intravedere i contorni di questo 2009 insieme a coloro che hanno contribuito al blog in questo lungo viaggio, attraverso una retrospettiva immaginaria del 2009 comparsa sul CORRIERE_della_SERA ad opera di Niall Ferguson insegnate di storia economica e finanziaria alla Harvard Business School……

LA GRANDE REPRESSIONE – È questo il significato reale della Grande Repressione, iniziata nell’agosto del 2007, che ha toccato il punto più basso nel 2009. Chiaramente, non si è trattato di una Grande Depressione simile per portata a quella degli anni Trenta, quando la produzione industriale negli Stati Uniti declinò di un terzo e la disoccupazione toccò il 25‰. Né semplicemente di una Grande Recessione. Con il declino della produzione delle nazioni industrializzate per tutto il 2009 — nonostante i grandi sforzi delle banche centrali e dei ministeri delle Finanze — è apparsa sempre più azzeccata l’etichetta di «Grande Repressione»: pur trattandosi della peggior crisi economica in settant’anni, erano ancora in molti a non volerci credere. «Noi economisti sapevamo bene come combattere questo tipo di crisi», ha confessato un consigliere economico del dream team di Barack Obama, subito dopo il ritorno all’insegnamento universitario nel settembre 2009. «Eravamo sicuri che se la Fed avesse iniettato abbastanza liquidità nel sistema finanziario, avremmo potuto evitare la deflazione. Eravamo sicuri che se il governo avesse accumulato un deficit sostanzioso, avremmo messo fine alla recessione. Ma ci eravamo sbagliati. E noi che ci eravamo fidati di Keynes e Friedman!».

«INVESTIRE IN INNOVAZIONE» – «La necessità saprà stimolare l’inventiva», dichiarava Obama nel discorso inaugurale il 20 gennaio. «Se sapremo investire nell’innovazione, ritroveremo la fiducia nella creatività americana. Occorre costruire nuove scuole, non nuovi centri commerciali, e produrre energia pulita, non derivati tossici». Gli analisti concordavano che il discorso richiamava alla memoria le parole di Franklin Roosevelt, pronunciate al suo insediamento alla Casa Bianca nel 1933. Ma Roosevelt parlava quando il peggio della Depressione era passato, mentre Obama si dibatteva nel cuore della tempesta. Se la retorica spiegava le ali, i mercati sprofondavano sempre di più. Il contagio si era esteso inesorabilmente dai subprime ai mutui non a rischio, fino al settore immobiliare commerciale e alle obbligazioni delle società private, per tornare poi al settore finanziario. Entro la fine di giugno, l’indice Standard & Poor’s 500 era sceso a 624,(……vi dice niente l’ormai leggendaria tarda primavera del 2009 )  il livello mensile più basso dal gennaio del 1996, e di circa il 60% inferiore al massimo toccato nell’ottobre 2007.

Nella mia ultima intervista dissi che …. 

Credo che siamo di fronte ad un secular bear market, un mercato orso di proporzioni storiche che ci accompagnerà attraverso gli anni che verranno e che quindi qualsiasi punto di minimo o spettacolare bear market rally che seguirà, sarà solo un percorso di breve e medio termine all’interno di un cammino di lungo termine.
Per quanto riguarda i minimi di mercato sembra alquanto irreale ipotizzare la fine di questa crisi anche a livello di quotazioni azionarie che secondo la mia visione non incorporano assolutamente quella che sarà la futura dinamica dei profitti ed in maniera particolare per quanto riguarda l’indice principe ovvero lo S&P500.
Tralasciando la previsione da " Paese delle Meraviglie " degli earnings per il prossimo anno intorno agli 80 dollari e scendendo ad indicazioni più reali vicine a 50/60 dollari con un P/E rispettivamente di 12/10 in base al livello dei tassi, credo che l’obiettivo dei 600 punti sia raggiungibile a meno di sorprese positive provenienti dalle politiche governative.
Il tutto ovviamente nel caso di una profonda recessione dove il mercato immobiliare scende anche nel corso di tutto il 2009, la disoccupazione continua ad aumentare, i default aumentano di intensità e di numero, la volatilità rimane su livelli storici esasperati e la deflazione prosegue nella sua opera di amplificazione del debito.

Al di la della fantasia e dell’immaginazione, la Realtà è fondamentale e il signor Ferguson aggiunge altre due considerazioni che non tarderemo a visitare nei prossimi post…..

Le perdite, in altre parole, venivano o massicciamente sottovalutate, oppure erano state accumulate al di fuori del sistema bancario.(…) Le banche malconce ingoiavano tutta la liquidità prodotta dalla Fed, che sempre di più assomigliava a uno hedge fund del governo, con una leva finanziaria superiore a 75 a 1, e un bilancio ricco di attivi di cui tutti volevano sbarazzarsi. ….

Ricordatevi bene queste parole……leva finanziaria e deleveraging e non dimenticatele mai, in fondo la nuova retrospettiva di Icebergfinanza prevede che nei prossimi mesi i mercati azionari potranno tornare " storicamente e mediamente " sopravvalutati, si sopravvalutati nonostante un crollo di oltre il 50 % in media nel 2008, ma in fondo si tratta solo di una realtà fondamentale, si tratta solo di visioni sugli utili attesi e nulla di più…….

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme in ……..

 

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

 

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71 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 08:23

Complimenti come al solito Andrea!
L’unica nota dissonante è la citazione dell’articolo comparso sul Corriere (Niall Ferguson). Quell’autore, dopo una serie di considerazioni condivisibili ed estremamente negative, disvela il dato davvero sorprendente. Alludo alla crescita del dollaro. Mi pare che l’articolo faccia parte dell’accurata regìa tendente ad accreditare una tenuta della valuta USA, il cui crollo potrebbe invece essere il vero elemento di crisi della prossima estate. Si vedano gli studi di leap2020 (GEAB n.30):

http://www.leap2020.eu/GEAB-in-English_r25.html?PHPSESSID=c30cb29f1fb668de79448ad6f9de6426

In questo senso l’articolo mi pare assolutamente fuorviante, molto più pericolosamente di quegli inviti a comprare dollari o titoli americani che, quantomeno nell’ingenuità delle previsioni (l’America entra in recessione prima, ma esce anche prima degli altri, ed allora occorre anticipare i tempi) sono meno pericolosi.

Daniele

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 12:07

CIAO, ANCHE IO SONO RIMASTO COLPITO DA QUELLA PREVISIONE, MA E’ ANCHE VERO CHE ESSENDO GLOBALIZZATA LA CRISI PER QUALE MOTIVO UNA MONETA DOVREBBE SVALUTARSI ENORMEMENTE RISPETTO ALLE ALTRE , IN PARTICOLARE UNA MONETA CHE PARTE DA UNA POSIZIONE SUPERIORE. TIENI PRESENTE CHE E UNA MONETA PESANTEMENTE DETENUTA DALLE BANCHE CENTRALI DI TUTTO IL MONDO, CHE I TASSI SCENDERANNO ANCHE IN EUROPA. A PROPOSITO DI INFLAZIONE, VISTO LA RIDUZIONE DEL PREZZO DELL’ALUMINA, METALLO CHE SERVE PER PRODURRE ALLUMINIO, DA PARTE DI CHALCO PRIMO PRODUTTORE CINESE ?

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 12:09

E’ DEL 23%!!!!!

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 12:44

Quell’articolo di retrospettiva futura è costruito per sembrare verosimile, ma è di una ingenuità incredibile.

L’autore dimostra una ignoranza abissale riguardo alcuni fatti strutturali, in particolare quello inerente alla pesantissima crisi energetica globale, il vero motore di questo declino iniziato a cavallo del 2007-2008.

Qui lo si chiama secular bear market, io lo chiamo seconda parte della curva di Hubbert. Ma la sostanza non cambia.

QUi a crollare saranno i più esposti, sovraestesi, e complessificati (teoria dei ritorni negativi per eccesso di complessità) in relazione ai propri gisogni energetici per tenere insieme una baracca funzionante.

Ahmadinejad che cade…see certo!

Questo qui che scrive non ha ancora capito che più le cose si fanno dure, più i popoli si incarogniscono scegliendo capi duri e puri, e noi europei dovremmo saperlo meglio di chiunque altro.

Per tornare a quanto scritto da Andrea, sono in gran parte d’accordo con la sua analisi.
Grande Depressione, e non solo immobiliare, in arrivo.
E sarà peggiore della precedente, perchè noi società del 2008 siamo meno resilienti di quella del 1930.

Siamo troppo sovraesposti, inurbati, dipendenti dal commercio per le cose primarie come cibo ed energia. Quanti di voi prospettano di toranere a coltivare la terra? Chiedetevelo.

Saluti
Phitio

Scritto il 5 gennaio 2009 at 12:58

CIAO ANDREA, prima di tutto grazie per aver risposto alle mie parole e AUGURI per questo nuovo anno sperando che sia migliore.
Premesso che pure io non amo questo sistema e premesso che sono assolutamente d’accordo con te quando parli di “consumo eccessivo” e sovraindebitamento e di tutti i problemi che ne sono conseguiti VOGLIO CHIEDERTI:
-quando esponi i tuoi pensieri usi giustamente come “rinforzo” le parole e il pensiero dei vari Paul Krugman , Roubini ma come tu ben sai ci sono altrettanti premi Nobel e persone stimate che esprimono idee, pensieri e lettura di quanto sta succedendo diversa dalla Tua .
TU SCRIVI: la retorica di una crescita economica che sostanzialmente abbatte la povertà, tende a scontrarsi con la realtà, in questi anni la povertà è aumentata.
EDMUND S. PHELPS premio nobel ( e molti altri ) scrivono e dicono : di fronte all’attuale crisi del capitalismo, ci si chiede se i suoi benefici siano ancora superiori ai costi ? INDUBBIAMENTE SI’: il capitalismo è apertura al progresso e all’innovazione dal basso, aumento di posti di lavoro.
Orientare l’economia verso uno sviluppo sostenibile potrà diventare una pastoia burocratica: l’innovazione è l’unica via per uscire dalla crisi ecc. ecc. (uno dei tanti articoli usciti sul Sole24Ore che riportano il pensiero di premi Nobel che la vedono in modo diverso)
A CHI DEVO CREDERE ? per carattere non mi piace farmi un idea o schierarmi da una parte , preferisco pensarla come Te su molte cose e non essere d’accordo con te su altre .
La cosa difficile è che se leggo le parole di Roubini sento sempre da un anno lo stesso pensiero di giusta critica e di previsioni sempre più nere mi sembra di vedere un esasperazione di “concetti giusti” e assoluto pessimismo anche quando c’è ogni tanto uno spiraglio di luce, poi leggo altri economisti ,o premi nobel che vedono scenari futuri positivi e percepisco un ottimismo forzato.
Così anche quando leggo le tue parole mi sembrano troppo sicure troppo estreme un esempio: la dinamica immobiliare del calo dei prezzi non troverà la sua conclusione nemmeno durante l’anno 2009 ma si protrarrà sino al 2010 .
Per questi motivi penso che ci sia confusione e smarrimento, ognuno va avanti per la sua strada con la sua visione delle cose senza mai mettersi in discussione o poco.
Mi farebbe piacere vedere delle valutazioni – previsioni meno rigide più flessibili , tutto qua, comunque nessuno problema continuerò a leggere le Tue parole quelle di Roubini e di chi la pensa all’opposto senza nessun pregiudizio .
-SECONDA DOMANDA : le persone che oggi cercano di risollevare il mondo da questo disastro probabilmente non hanno la forza di farlo ripartire su basi diverse migliori e sono d’accordo con te , ma non credi che dal punto di vista puramente economico queste persone hanno invece dal passato l’esperienza per evitare il peggio? Cioè pur con molti sbagli che stanno facendo vedi Lehmann possano farcela e magari anche in tempi più brevi di quello che pensiamo?
Perché non vedi uno spiraglio di luce sul crollo del mercato immobiliare , le ultime mosse di Bernanke stanno facendo scendere i costi degli interessi sui mutui e sappiamo che Obama farà qualcosa prima di tutto per mettere fine ai pignoramenti , perché dire già adesso che queste persone non riusciranno a stabilizzare il mercato immobiliare USA prima del 2010 ?
Sono consapevole del disastro in cui siamo finiti, ma ritengo che il mondo di oggi abbia anche i mezzi per regalarci cambiamenti rapidi e sorprese non solo in negativo ma anche in positivo , QUANDO MI RIFERISCO AI CAMBIAMENTI NON SONO PERO’ QUELLI AUSPICATI DA TE…..su quelli sono pessimista.

Spero che queste parole non siano prese come “polemiche” o per andare contro a chi scrive su Iceberg , perché se sono qua vuol dire che il Tuo pensiero lo ritengo costruttivo e interessante.

Gianni Castiglioni

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 13:33

Buongiorno a tutti, condivido e apprezzo il post precedente #73 di Daniele.

Per dirla in breve con una frase fatta; “Provare per Credere” allora si può realmente capire, altrimenti forse è meglio parlarne sottovoce e senza tanta presunzione.
Grazie di nuovo a Daniele.

Oggi ho letto molti post di utenti che
conoscono meglio di mè tutti questi indicatori economici e finanza mondiale; tutti interessanti mooolto interessanti, ma io credo che l’attuale crisi non sarà facilmente risolta applicando i modelli del passato. Io aspetto per vedere e giudicare………..

Ma i “capi dell’economia” invece di perdersi in una nebbia di numeri e dati matematici (poi vorrei sapere se sono in grado di farlo??? hihihihi chissà se nè sono portati!!!) cominciassero a mettere al centro di tutto l’INDIVIDUO, forse……….

SD

P.S. Phitio #4 io credo che non dovremo preoccuparci di tornare a lavorare la terra, per i fatto che non c’è nè abbastanza da lavorare. Bisognerà trovare un altra soluzione.

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 13:47

Castiglioni, hai contribuito almeno, o no, al blog di Andrea? per me ti fai solo pubblicita’, non dici nulla di interessante e fai per giunta domande stupide, non sei il solo, certo, ma perche’ non ti stai zitto?

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 14:40

Leggendo le novità, oggi ho letto questa notizia che penso molti di voi avranno letto:

Copio e incollo
“I governi locali (comuni e regioni) alle prese con una bomba da 35 miliardi di euro ($48.7 miliardi). Coinvolte diverse grandi banche, tra cui J.P. Morgan Chase, UBS e Deutsche Bank. Peggio di Parmalat. Letizia Moratti minaccia: tutti in tribunale.
Diverse grandi banche, tra cui J.P. Morgan Chase, UBS e Deutsche Bank, potrebbero essere denunciate dalle autorita’ locali di governo in Italia (Comuni e Regioni) sulla gestione di bondi e derivati, secondo un articolo pubblicato oggi dal britannico Daily Telegraph, che parla di uno scandalo piu’ grande di quello Parmalat.
Le autorita’ italiane potrebbero essere “sedute” su 35 miliardi di euro ($48.7 miliardi) di passivita’, scrive il Telegraph. Secondo il quotidiano il sindaco di Milano Letizia Moratti avrebbe affermato che il Comune di Milano si riserva un’azione legale contro le banche. Milano e’ in forte passivo per perdite accumulate su contratti derivati stipulati negli anni ’90 con le grandi banche, che permettono di fare uno swap tra il tasso fisso e quello variabile, ha detto la Moratti.

E secondo voi questi signori e burocrati dovrebbero scaricare i loro errori sui cittadini aziende………ma mi facciano il piacere……studi di settore, evasione. Per favore… ma per favore.
Ma che vadano a quel paese (non voglio essere volgare)
Naturalmente se la notizia fosse vera.

SD

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 14:43

……..

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 14:50

Le FITTE NEBBIE
Questa crisi è diversa, la cosa che mi inquieta è che noi stessi, che abbiamo assorbito ogni parola detta in questo forum, non riusciamo a capire esattamente cosa succede.
Qui si parla di crisi immobiliare come fattore scatenante, ma l’immobiliare è un effetto della crisi e non la causa.
Anche la crisi dell’industria dell’automobile, è causata, in buona parte, dal rifiuto delle banche di finanziare prestiti e Leasing ai compratori, in USA vi è una percentuale di rifiuti del 25%.
La gente vorrebbe comprare ma non ottiene i finanziamenti.
Domani chi vorrà un’auto la deve pagare contanti.
Come quelli della vecchia guardia sanno, chi risparmia faticosamente, ci pensa un milione di volte prima di spendere un singolo Euro è definita la “Sindrome dell’avaro”.
Questa crisi porterà a un cambiamento graduale del modo di pensare, si diventerà molto più accorti nello spendere.
Nessuna persona scaltra, investirà domani un singolo centesimo in qualunque fondo o polizza, è troppo grande la sfiducia.
Già a breve questo creerà, problemi enormi, alle aziende che devono rifinanziare il loro debito obbligazionario, chi comprerà e a che prezzo! (Qualcuno parla già di tassi del 12%)
Il fatto che alcuni stati abbiano messo in atto manovre di salvataggio finanziario, che solo un anno fa sarebbero state considerate spudorate, se non addirittura illegali e da rapina, è un sintomo dell’inquietudine, che sta affliggendo, chi è ai vertici.
Vi faccio notare che molti signori che sono parte dell’èlite che gestisce il mondo, stanno esprimendo una SOLIDARIETA’ FILIARE quasi “commovente”!!
Alcuni di voi mi diranno che sto scoprendo l’acqua calda ma questa volta ci sono elementi di “peculiarità”.
Quando si parlava in passato di Lobby o gruppi d’interesse èra sicuramente un eufemismo, che faceva sorridere i più. Abbiamo sempre considerato come normali certe “aggregazioni” di interesse.

L’impressione però è che quelli che molti, solo sospettavano, si sta materializzando davanti ai nostri occhi.
Oggi appare chiarissima una vera ragnatela di interessi e legami filiali, che hanno un sapore (tutt’altro che vago) di massonico.
Posso sbagliare (non mi accusate di complottismo), ma le omissioni, i silenzi, le palesi menzogne, i tentativi di sviare l’attenzione su altri problemi, sono troppo macroscopici. Per non pensare, che qualcosa di molto grave e putrescente sia tenuto nascosto.
Se pensate ai crash di Islanda e Lheman, non potete non convenire, che troppe cose non quadrano e questi due sono solo un pezzettino, tutto sommato piccolo, del bubbone che dovrà pur scoppiare.
Mi consola pensare, che se ci sarà crisi, a un certo punto molti cominceranno a farsi le domande giuste e spero che qualcuno possa trovare le risposte giuste.
Altro che schema Ponzi, quello che cova sotto le ceneri, è uno scandalo, che mi sembra più in stile “Scandalo Banca Romana”.
Anzi sono convinto che lo “Scandalo della Banca Romana” sarà considerato una bravata, rispetto a quello che alcuni l’or signori hanno combinato.
La storia si ripeterà sempre fin quando la gente non imparerà ad avere memoria.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 15:11

Hai detto bene Il Compasso, qui la cosa e grossa molto più grossa di quella che puo apparire in questo momento.
Vedremo…vedremo e intanto, per sdramatizzare “io spero che me la cavo”

Un saluto

SD

Scritto il 5 gennaio 2009 at 15:47

Gentile Mazzalai,
Volevo farle i complimenti per l’articolo. Anch’io nel mio blog ho trattato molti degli argomenti toccati nel Suo post.
Per farla breve, la mia visione è molto cauta sia per l’economia che per le borse; ritengo tuttavia che durante il 2009 assisteremo ad un bear market rally delle Piazze azionarie; inoltre la volatilità, che rimarrà mediamente più elevata rispetto ai dati storici, consentirà spazi per operazioni tattiche di acquisto sull’azionario.
Sulle politiche di quantitative easing la storia ci ha consegnato una conclusione importante: sicuramente hanno un impatto sui tassi a lungo termine (c’è un paper interessante che lo evidenzia e di cui parlo nel post di cui allego il link:
http://financialmarketslab.blogspot.com/2008/12/dal-laboratorio-dei-mercati-finanziari_20.htmlhttp://financialmarketslab.blogspot.com/2008/12/dal-laboratorio-dei-mercati-finanziari_20.html)

Rimarco infine come spesso siamo portati a soffermarci su dati macroeconomici o fondamentali (che nello scenario attuale confermano “brutto tempo”), ma i mercati azionari ci hanno insegnato che si muovono prima anticipando i turning points dei dati fondamentali (e il sentimentdi mercato è estremamente depresso, foriero di un ritorno di fiamma momentaneo per gli asset più rischiosi).
Complimenti ancora e buon 2009.

Financial Markets LAB
(www.financialmarketslab.blogspot.com)

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 15:57

bear market rally, volatilità , spazio per operazioni tattiche di acquisto finanziario e poi i turning points …foriero di un ritorno di fiamma momentaneo per gli asset un po’ rischiosi……………………. e si Phitio, lavorare la terra, anche per tornare un po’ a qualche sano valore.

Etica, valori, morale, LAVORO….giustizia, equità ….scusate ho sbagliato pianeta !!!!!
Matteo

Scritto il 5 gennaio 2009 at 16:36

Mi associo al Post numero 7.
Non se ne puo piu’.

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 16:38

Credo che quello del post #7 arriva adesso E VUOLE IL FINESTRINO!!!

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 16:40

Mi assicio anchio al post #7, quando definisce il post #5.

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 16:42

Caro Matteo #13
niente di nuovo sotto il sole.

A quanto pare la specie umana ha una psicologia polimorfa, che la rende complessivamente formica quando i tempi sono brutti, e cicala quando sono buoni.

Deve essere qualcosa di connesso alla struttura profonda, istintuale, del nostro cervello.
Purtroppo, quando siamo cicale, diventiamo cieche e sorde. Divoriamo, godiamo delle cose che sfruttiamo, a volte oscenamente dissipiamo.
La nostra cultura occidentale, in special modo, è particolarmente efficiente in questa funzione utilitaristica.

Ma l’inverno è alle porte. Un inverno che somiglia molto piu’ ad un inizio di era glaciale che a un freddo stagionale. Uno di quegli inverni che segneranno profondamente la psicologia delle masse. Tra 20 anni alcuni concetti a noi familiari spariranno dall’uso comune, altri saranno recuperati, altri saranno inventati.

Purtroppo moltissime persone moriranno, consapevoli o meno, colpevoli o meno, buone o cattive che siano.

Quando osservo la Curva di Hubbert, una curva apparentemente innocua, cosi’ bonaria a vedersi, e poi ne studio le implicazioni, non posso fare a meno di sentirmi ghiacciare fin dentro al midollo.

Una prima parte di graduale ascesa, poi la salita, sempre piu’ veloce, ripida, euforica, poi lo stallo, l’incertezza, l’inizio della discesa. Piano piano, si scende, poi si precipita, inesorabilmente, sempre più a capofitto.
Poi, la quiete desolata di un declino progressivo, come un rantolo.

Quella curva è la codifica matematica di una tragedia, una terribile tragedia umana.

Sta a noi cercare di capire queste cose in anticipo, e cercare di sostituire quella curva con una linea piatta, figlia di cicli chiusi.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 18:24

come sempre …..c’è chi esagera da una parte…..
addirittura si legge che gli americani si stanno preparando militarmente alle sommosse delle popolazioni stremate (in america)

e chi esagera dall’altra……
quelli che vedono già una ripartenza xkè il mercato anticipa.

a noi capire dove stare.

ma quelli che scrivono …e pensano di saper piu degli altri…..hanno mai pensato che c’è almeno un 50% che sta sbagliando (come noi comuni mortali).

ma questi “sono o ci fanno”

è x questo ke leggo molto volentieri
ICEBERG e quello ke scrive andrea.
il suo lavoro ,secondo me ,è ponderato , equilibrato, non è ne ottimista e neanche catastrofista.

IL DIRETTO

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 18:43

Rispondo a IL DIRETTO:
a dire il vero pensavo di avere scritto un post equilibrato…..considerato che ho parlato della possibilità, visti i numerosi segnali desumibili dall’analisi quantitativa, che i mercati azionari recuperino nel breve termine e avviino un rally positivo dentro una tendenza ancora negativa…..Questa idea è sorretta da dati analizzati dal team di Financial Markets LAB. Liberissimo di sposarla o meno visto che nessuno ha la verità in tasca e può prevedere il futuro con certezza.
Ma non mi accusare di presunzione per favore; credo di essere un epistemocratico e di riconoscere, innanzitutt,o i limiti delle mie conoscenze finanziarie….anche se lavoro in questo mondo da 15 anni…..

Financial Markets LAB
http://www.financialmarketslab.blogspot.com

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:09

bene ,… allora, …tu hai scritto diverse cose, e anke questo :

” i mercati azionari ci hanno insegnato che si muovono prima anticipando i turning points dei dati fondamentali (e il sentimentdi mercato è estremamente depresso, foriero di un ritorno di fiamma momentaneo per gli asset più rischiosi).”

ora tu fai informazione finanziaria.

tu ke ci insegni ad investire in questo momento, te la sentiresti di giocarti tutto entro 1 anno.

se vuoi te li metto io…… e poi te li restituisco il 5/1/10.

IL DIRETTO

Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:21

per il n5 se devi scrivere cose ta tre e andrea perche le pubblichi dove tutti possono leggere? Chissà….

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:25

Rispondo a IL DIRETTO:
1) innanzitutto io non ho nulla da insegnare ma solo da imparare quando si parla di mercati finanziari;
2) ho espresso liberamente il mio pensiero evidenziando che il mercato è fatto anche di psicologia e sentiment e non solo di dati macro;
3) sui mercati finanziari io personalmente non “gioco” come dici tu e spero che nessuno investa giocando e facendo scommesse, ma ponderi e faccia scelte di investimento in modo consapevole ed equilibrato, avendo a disposizione il maggior numero possibile di informazioni.

Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:27

e poi forse non si è ancora capito che qua poco interessano gli speculatori….. Capito xxx LAB?

Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:31

… Speculatori che sfruttano la popolarita di questo blog per farsi pubblicità.
Appunto speculatori, zecche, pulci.
Andrea NON HA NIENTE PIU DA DIMOSTRARE, ha gia dimostrato ampiamente il suo lavoro, Dopo due anni di letture.

Per favore lasciate fuori la speculazione da questa oasi …
Ve lo chiedo in ginocchio.
Non se ne puo più, ogni angolo parla di borse, basta, stop.

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:31

#22

Con il tuo discorso “leggero” ho visto decine di persone perdere anni di lavoro onesto.

Qui, con Andrea e gl’altri ho conosciuto tanti che si sono salvati, molto prima che tu cominciasse a legere il sito.

Edo

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:33

Post 5#. Condivido le tue titubanze.

Nessuno è realmente in grado di definire i contorni di questa Depressione. Non escludiamo che nuovi accordi internazionali possano ridare fiducia e facilitare il lento o repentino ( poco probabile, lo ammetto!) smaltimento dell’enorme massa di debito che si è creata negli ultimi lustri. Mi aspetto che avvenga perchè una crisi globale richiede un intervento assolutamente straordinario. Realistico pensare ad una Grande (in termini di profondità e vastità) Depressione. Ma i tempi di recupero potrebbero essere differenti e sorprendere. Lasciare fare al mercato come tante scuole proposero e propongono nuovamente potrebbe essere negligenza, ma anche un gesto di imprudenza potrebbe essere un radicale intervento dell’Affar di Stato, seppur parziale per via dei tempi ristretti proposti per le varie nazionalizzazioni, nella gestione di questa crisi. Si potrebbero intravvedere soluzioni inaspettate i cui effetti potrebbero essere realmente in grado di ricostituire le fondamenta di una nuova crescita ultra moderata, ma sostenibile e globale. In fondo, oltre all’inflazione che ne va a minare ed a contrarre il valore reale, pure la crescita del pil consente la riduzione del debito. Certamente questo post troverà qualche rifiuto e commento poco elegante. Preferisco esprimere le mie perplessità senza necessariamente identificarmi con una corrente o l’altra di pensiero. Le critiche costruttive sono sempre segnali di rispetto e desiderio di scambio di idee. Tralascio quelle volgari nonchè espresse da chi talvolta non ha una minima conoscenza dei fatti ma si ostina ad offendere chiunque esprima o provi a sollevare interrogativi che siano non in linea con tutte le aspettattive di Andrea. Nutro una grandissima stima per il lavoro il Capitanoche ha svolto fino ad oggi e aspetto con impazienza di poter leggere nuovi approfondimenti. Tuttavia provo a conservare un cauto ottimismo per gli anni futuri. Dalla Grande Depressione se ne è usciti. Lo stesso avverrà per questa; magari con misure straordinarie ed inimmaginabili fino ad oggi. Mi ripeto. Prendiamo ad esempio le tecnologie: hanno il merito di offrire soluzioni a problematiche che fino a qualche tempo prima sembravano insormontabili. Nascono a volta dall’innovazione non incrementale. Mi auspico che un altrettanto spirito di conservazione o vuolsi di sopravvivenza connaturato nell’uomo possa rappresentare il motore propulsivo di questa svolta verso una Nuova Economia. Eppoi c’è sempre un monito che gli uomini hanno raccolto dalla storia: Mai perdere la speranza quando c’è Dio. Grandi eventi catastrofici quali pestilenze, invasioni, cataclismi, guerre, persino la minaccia comunista sono stati scongiurati anche dalla Mano Divina. Piuttosto che lasciarsi andare alla totale astinenza di ottimismo, organizziamo una PREGHIERA COLLETTIVA (e qui partiranno commenti e risatine, lo so!!) per chiedere aiuto e per trovare delle soluzioni che diano nuovo vigore, stimolo e sostenibilità alle misure che saranno prese da chi ha il potere di farlo. Penso, umilmente che servirebbe di più. Credo che ammettere di avere bisogno dell’aiuto di Dio sia solo il naturale epilogo dell’umana fragilità. Ammettere le proprie colpe rappresenta anche un punto di partenza. Ora, per concludere, pur avendo piena certezza di incontrare la vostra derisione, mi permetto di riproporre la mia ostentata sicurezza che questa crisi non sarà così infinita, distruttiva e senza speranze come tutti voi pensate. Se così non fosse si potrebbe pensare ad un dimezzamento della popolazione mondiale. Mi sembra ancora troppo presto e sinceramente pericoloso esprimersi in siffatti termini ed auspici.
Auguro a tutti i lettori Buon Anno, ci crediate o meno!
UFPN

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:44

Per piùzero:
di speculazione stai parlando tu, non io…..uno degli scopi (anche lavorativi) della mia vita è studiare i mercati finanziari e l’economia….
Nessuno vuol farepubblicità a nulla…..in rete ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, capito?!

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:46

Io direi che Financial Markets LAB #12 e #19 dica pure le sue opinioni e analisi, poi stà alla singola persona se ascoltarli o no.

Ma bisogna ammettere che negli ultimi giorni/settimane i titoli hanno guadagnato e i Trader hanno fatto qualche buon affare in questo periodo.

SD

P.S. Se per caso ci fosse qualche titolo “sicuro”, mi farebbe piacere conoscerlo; qualche soldino guadagnato non mi dispiacerebbe hihihihihi. Ma sicuro…sicuro però.

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:48

grazie SD
Financial Markets LAB

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 19:52

#29 F.M. LAB, ma il titolo sicuro, sicuro magari tipo ENEL o simili hihihihi; potresti anche consigliarlo, magari gratis.

SD

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 20:31

caro/a SD,
non sono intervenuto nel blog di Andrea per dare suggerimenti di investimento…..ma per parlareliberamente di mercati finanziari, economia, etica, bolle, favole, frottole……
Financial Markets LAB

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 20:59

ciao andrea ,in ritardo ti auguro buon ANNO ,stanno arrivandoi primi dati , oggi incominciamo con FORD ,mese di dicembre – 32%. TOYOTA – 37%,solo x confermare quelle che erano le tue previsioni sui dati . TI STIMO SEMPRE /MINGHIN

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 20:59

Ok F.M. LAB benvenuto, avrei sperato che i “computer” che gestiscono i titoli, derivati ecc. fossero stati distrutti. Peccato lo sapevo che non era possibile.

SD

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 21:58

Caro/a SD,
non è distruggendo i computer che si ottiene qualcosa…..per cambiare il modo di fare finanza dobbiamo cambiare le menti degli uomini…..te lo dice uno che bazzica da 15 anni questo ambiente….
Financial Markets LAB

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2009 at 22:23

tu studi i mercati…… e lo fai bene ??……. boh ,….non posso saperlo.

ti alteri solo xkè uno dice che metà di quelli che lo fanno si sbagliano.

e xkè tu che sei cosi suscettibile, mi critichi nel fare il mio mestiere.

se ho usato un’aforisma, (giocare) lo posso fare.
posso prendermi tutte le licenze che voglio.
io sono poeta, …. e l’importante è dare l’idea giusta.

IL DIRETTO

Scritto il 5 gennaio 2009 at 23:09

Noto con piacere che se pur tra qualche “umana” difficoltà il tono della discussione riesce a rimanere sufficientemente civile.

Come ben Voi sapete questo è un luogo “libero” dove nel rispetto dell’altro ognuno può esprimere le proprie opinioni.

Non credo che avrei scelto l’arena della finanza per parlare di etica e di rispetto, di cambiamento e valori se non credessi realmente nella possibilità di un confronto, dove ognuno di noi può liberamente esprimere i propri pensieri qualunque essi siano che si parli di finanza o di etica, della vita quotidiana o delle paure o speranze dell’uomo, in maniera spirituale o laica, ironica o rabbiosa.

Non è facile, non è affatto facile, spesso nella nostra Famiglia, figurarsi poi allargando il cerchio, sino a giungere nelle sale del potere, ma qui ci stiamo riuscendo e questo forum è la testimonianza di dove si può arrivare seppur con fatica.

Grazie a coloro che civilmente esprimono la loro opinione, chiunque essi siano, qualunque opinione esprimano, grazie a coloro che con passione difendono questa piccola oasi ma non può e non deve restare un oasi solitaria….deve essere aperta a tutti.

Il rispetto che sento nei miei confronti e in quelli del nostro viaggio, la volontà di confrontarsi serenemente mantenendo ognuno i propri valori ma disponibili a cambiare le proprie visioni sono l’orizzonte che amo sognare….dal quale ho imparato molto in questo viaggio, si io ho imparato da Voi!

La retrospettiva del post sul 2009 non è stata condivisa per la sua ” importanza ” come spesso in altre occasioni ma per sentire anche voci diverse, dall’osservazione del cielo, delle correnti e dei venti qualunque essi siano c’è solo da imparare.

Qualunque critica costruttiva è benvenuta!

Caro Gianni, lo so vi sono milioni di economisti, esperti, premi nobel e altri ancora, ma questo viaggio dura da due anni e sono pochi quelli che hanno compreso le origini di questa crisi e se anche per esempio la mia visione sulle soluzioni non vuole volutamente riprendere soluzioni accademiche o proporle, io vedo un’altra rotta, io intravedo un’altra via, ma non per offrire una soluzione ora che la valanga è in movimento, ma per costruire la “prevenzione” delle crisi di domani, una prevenzione che si basa su un’economia sociale, di condivisione, un’economia al servizio dell’uomo, fatta da uomini nascono e crescono in un clima di rispetto di etica professionale che “godono” di una stretta di mano, della stima e non solo del loro conto in banca.

Se vogliamo guardare ad una soluzione di tipo accademico non vi è altra via che una redistribuzione dei redditi oggi per consentire una ripresa del sistema, ma una ripresa sostenibile che non può esistere senza che l’uomo faccia un passo indietro, che rinunci a quel tenore di vita che spesso è sinonimo di eccesso un eccesso che per molti significa decesso.

Possiamo stare qui per mesi e anni a parlare di regole, commi, regolamenti, di monetarismo, di politiche keynesiane e qualche altra ortodossia economica, ma se non mettiamo al centro l’uomo il fallimento è certezza.

Coloro che non hanno compreso o hanno assecondato questo sistema difficilmente potranno offrire soluzioni adeguate, indipendentemente dalla loro esperienza o capacità, in quanto sono difficilmente disponibili al confronto nella loro ortodossia.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare e la sua dinamica non credo che esisti nessuno e lo dimostrano i fatti che abbia seguito in Italia in maniera cosi dettagliata questa depressione immobiliare con centinaia di analisi e ricerche con una mini tesi che si chiama “REalismo Immobiliare” consultabile da tutti nel suo specifico banner. Ammetto che è difficile arrivare ieri e comprendere spesso il filo del mio discorso ma non posso ripetere ogni volta concetti e dinamiche espresse più volte, ogni mia visione è documentata da montagne di dati oggettivi e francamente non credo esista nessuno che abbia messo a disposizione una simile mole di informazioni per farsi una propria consapevolezza.

Per quanto riguarda l’innesco di questa crisi, caro Compasso, per quanto sia un granellino di sabbia sulla spiaggia, il mercato immobiliare è inequivocabilmente l’elemento scatenante nella sua dinamica, poi possiamo parlare di cartolarizzazioni, di azzardo morale, di cocaina, di deregulation, di eccessi in generale, che questa crisi in una maniera o nell’altra sarebbe scoppiata come conseguenza di un numero infinito di cause, ma il fenomeno subprime è la scintilla, solo la scintilla e nulla più.

Detto questo chiudo solo con una riflessione riguardo all’orizzonte di questa crisi e alle sue soluzioni!

Se qualcuno crede ancora nelle soluzioni adottate per questa crisi, ebbene il mio augurio è che al di la di ciò che faranno i mercati azionari queste soluzioni siano tali da far comprendere che non si risolve la Madre di tutte le crisi finanziarie ed economiche della storia utilizzando gli stessi argomenti, le stesse politiche monetarie ed economiche ma che dobbiamo tutti fare un passo indietro nessuno escluso in maniera proporzionale e che senza la Verità e la Trasparenza non abbiamo alcun futuro se non quello di costruire il prossimo eccesso, la prossima bolla che con il passare del tempo assumerà incontrollabili.

Se riusciremo ad uscire da questo immenso tunnel, nulla sarà precluso al capitalismo, un capitalismo che non può vivere senza il rispetto per l’uomo e la sua dignità, una globalizzazione che non può esistere senza partire dalle esigenze di ogni essere umano prima che essere la globalizzazione delle merci e dei capitali.

Ma permettetemi in non credo in questo capitalismo, io credo in un capitalismo “sociale” dove la creatività e la libertà dell’uomo è al servizio della collettività che in fondo è lo specchio della sua soddisfazione e del suo benessere in un mondo dove ogni essere umano ha diritto alla sua dignita, qualunque esso sia.

Buona notte Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 00:12

Questa sera, visto che la finanza è piena di segreti gelosamente custoditi (magari a spese del mio portafoglio!!!!); se a qualcuno interessa, vi segnalo due indirizzi Internet abbastanza interessanti sulle energie alternative che in un prossimo futuro probabilmente potranno entrare nelle nostre abitazioni.
Forse bisognerà ancora ricercare, provare e studiare……ma promettono bene, e nel caso che non siano efficenti e pratiche ci sono anche altre possibilità.

Il primo sito tratta il motore Stirling inventato nel lontano 1816 , che è il seguente:
http://www.bayer-raach.de/br3/index.php?lang=9&idcat=42

Il secondo parla di fotovoltaico e nanotecnologie, questo è piuttosto nuovo e non saprei dire se efficente ed economico; mi sembra che ci sia anche il CNR di Bologna frà gli inventori. Sarebbe un pò una rivoluzione ed un addio al silicio nel fotovoltaico:
http://www.photoninside.com/PHOTONINSIDE/ITA/portal.htm

Come potrete notare sono due siti interessanti e con delle prospettive future nelle energie alternative. Forse qualcuno potrebbe pensare che sarebbe troppo complicato trasformare il modello attuale e passare alle energie alternative; a questi dubbi vorrei rispondere che se si vuole si può cambiare, e vorrei ricordare che fino a circa 20-25 anni fà non si usava il metano….adesso l’italia è tutta metanizzata. Basta volerlo

Buonanotte a tutti

SD

Scritto il 6 gennaio 2009 at 00:53

Andrea questa fase economica è unica, non possiamo capire il momento storico se non applichiamo anche grafici geopolitici, intendo dire che nelle ultime 2 crisi dal 1997 al 2001 il pianeta era governato da un gallo, adesso sta emergendo 1 altro gallo, la storia insegna che in un pollaio 2 galli si beccano….Andrea non capisco perché non menzioni aspetti importanti come questi, oggi gli Stati Uniti non potranno uscire dalla crisi come nelle ultime 2, oggi si potrà uscire dalla crisi allo stesso modo del 1930, all’epoca il mondo era multipolare, il risultato fu la 2 guerra mondiale, le ultime 2 crisi sono state superate perché gli Stati Uniti e Britannia, hanno esportato i problemi interni all’esterno, in quel caso Indonesia, Russia, 2001 Iraq, Afganistan…..nel 2008 provarono in Georgia, ma non funzionò, ha funzionato in India e Gaza. Il più grande problema è capire chi sarà l’altro gallo che sta BECCANDO gli Stati Uniti. E se applichi gli interventi militari degli ultimi 15-20 anni seguono o precedono un minimo dei mercati finanziari.

Adesso la previsione dovrà essere supportata da info geopolitiche.

Andrea da questa crisi non si esce, tutti quelle potenze che hanno voluto dominare il mondo con egoismo e avidità sono fallite, anche gli Stati Uniti e Britannia non possono sfuggire al destino della storia, l’armonia della natura creata da Dio esprime sempre giustizia e penso che questa volta il sistema del debito è arrivato al capolinea, perchè il mondo non potrà mai essere governato da Nimrod, ma quando volle arrivare al cielo fu punito con la confusione, quando l’uomo vuole essere più illuminato del Padre Eterno il suo destino è diretto verso la pazzia e confusione.

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 03:37

mettere l’uomo al centro significa dare valore alla sua vita..al suo tempo e al suo lavoro..il valore dell’uomo oggi si calcola in euro, in dollari, in yen, in pezzi di carta che nemmeno ci appartengono,ci sono dati in prestito..ma noi apparteniamo a loro..a chi li controlla, a chi li manipola, a chi arbitrariamente decide il loro valore.
questo NON è capitalismo, questa è tirannia. tanti problemi complessi derivano da una sola e semplice
causa. that’s all..e tutto il resto è noia.
non vorrei essere scortese ma credo che verrà un giorno…quando questa crisi sarà alle spalle..beh penso che in quel giorno figure professionali come il promoter finanziario, l’analista e il trader non esisteranno più..spero ci saranno invece più persone come Yunus..mi viene in mente la profezia fatta da Alce Nero e mi dico che quei giorni stanno arrivando
notte

de

Scritto il 6 gennaio 2009 at 08:52

«L’America non corre un rischio immediato di recessione – afferma Lawrence Klein, premio Nobel per l’economia del 1980 – la nostra è infatti un’economia di guerra dove, per esempio, la caduta verticale dei prezzi immobiliari può essere compensata dalla domanda di armamenti e nell’occupazione delle nostra gioventù al fronte».

Ho postato un’infinità di volte questa frase ma non voglio continuare a evidenziare un’ombra che incombe sistematicamente sull’ Umanità del Pianeta, la Storia insegna che nella peggiore delle ipotesi questa è l’opzione finale.

Molti di Voi sottolineano questo ebbene questa volta ho la sensazione che non accadrà, solo una profonda sensazione e nient’altro, sarà una guerra economica, basta l’economia se sarà depressione a scavare nelle vite delle persone, bastano le guerre e i conflitti regionali, nella loro crudeltà.

Ricordo a tutti che Bin Laden, Sadam Hussein e Hamas sono stati finanziati spesso dall’occidente per contrastare rispettivamente la Russia, l’ Iran e Arafat e l’organizzazione per la liberazione della Palestina, oggi il boomerang del terrorismo ritorna nella sua nemesi!

Detto questo io sposo la Speranza, come dice SD il cambiamento è possibile basta volerlo, incominciamo ad evitare conflitti nelle nostre famiglie, nella nostra comunità, nell’ambiente lavorativo e allora avremo una speranza, diversamente…….

Noto con piacere che se pur tra qualche “umana” difficoltà il tono della discussione riesce a rimanere sufficientemente civile.

Come ben Voi sapete questo è un luogo “libero” dove nel rispetto dell’altro ognuno può esprimere le proprie opinioni.

Non credo che avrei scelto l’arena della finanza per parlare di etica e di rispetto, di cambiamento e valori se non credessi realmente nella possibilità di un confronto, dove ognuno di noi può liberamente esprimere i propri pensieri qualunque essi siano che si parli di finanza o di etica, della vita quotidiana o delle paure o speranze dell’uomo, in maniera spirituale o laica, ironica o rabbiosa.

Non è facile, non è affatto facile, spesso nella nostra Famiglia, figurarsi poi allargando il cerchio, sino a giungere nelle sale del potere, ma qui ci stiamo riuscendo e questo forum è la testimonianza di dove si può arrivare seppur con fatica.

Grazie a coloro che civilmente esprimono la loro opinione, chiunque essi siano, qualunque opinione esprimano, grazie a coloro che con passione difendono questa piccola oasi ma non può e non deve restare un oasi solitaria….deve essere aperta a tutti.

Il rispetto che sento nei miei confronti e in quelli del nostro viaggio, la volontà di confrontarsi serenemente mantenendo ognuno i propri valori ma disponibili a cambiare le proprie visioni sono l’orizzonte che amo sognare….dal quale ho imparato molto in questo viaggio, si io ho imparato da Voi!

La retrospettiva del post sul 2009 non è stata condivisa per la sua ” importanza ” come spesso in altre occasioni ma per sentire anche voci diverse, dall’osservazione del cielo, delle correnti e dei venti qualunque essi siano c’è solo da imparare.

Qualunque critica costruttiva è benvenuta!

Caro Gianni, lo so vi sono milioni di economisti, esperti, premi nobel e altri ancora, ma questo viaggio dura da due anni e sono pochi quelli che hanno compreso le origini di questa crisi e se anche per esempio la mia visione sulle soluzioni non vuole volutamente riprendere soluzioni accademiche o proporle, io vedo un’altra rotta, io intravedo un’altra via, ma non per offrire una soluzione ora che la valanga è in movimento, ma per costruire la “prevenzione” delle crisi di domani, una prevenzione che si basa su un’economia sociale, di condivisione, un’economia al servizio dell’uomo, fatta da uomini nascono e crescono in un clima di rispetto di etica professionale che “godono” di una stretta di mano, della stima e non solo del loro conto in banca.

Se vogliamo guardare ad una soluzione di tipo accademico non vi è altra via che una redistribuzione dei redditi oggi per consentire una ripresa del sistema, ma una ripresa sostenibile che non può esistere senza che l’uomo faccia un passo indietro, che rinunci a quel tenore di vita che spesso è sinonimo di eccesso un eccesso che per molti significa decesso.

Possiamo stare qui per mesi e anni a parlare di regole, commi, regolamenti, di monetarismo, di politiche keynesiane e qualche altra ortodossia economica, ma se non mettiamo al centro l’uomo il fallimento è certezza.

Coloro che non hanno compreso o hanno assecondato questo sistema difficilmente potranno offrire soluzioni adeguate, indipendentemente dalla loro esperienza o capacità, in quanto sono difficilmente disponibili al confronto nella loro ortodossia.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare e la sua dinamica non credo che esisti nessuno e lo dimostrano i fatti che abbia seguito in Italia in maniera cosi dettagliata questa depressione immobiliare con centinaia di analisi e ricerche con una mini tesi che si chiama “REalismo Immobiliare” consultabile da tutti nel suo specifico banner. Ammetto che è difficile arrivare ieri e comprendere spesso il filo del mio discorso ma non posso ripetere ogni volta concetti e dinamiche espresse più volte, ogni mia visione è documentata da montagne di dati oggettivi e francamente non credo esista nessuno che abbia messo a disposizione una simile mole di informazioni per farsi una propria consapevolezza.

Per quanto riguarda l’innesco di questa crisi, caro Compasso, per quanto sia un granellino di sabbia sulla spiaggia, il mercato immobiliare è inequivocabilmente l’elemento scatenante nella sua dinamica, poi possiamo parlare di cartolarizzazioni, di azzardo morale, di cocaina, di deregulation, di eccessi in generale, che questa crisi in una maniera o nell’altra sarebbe scoppiata come conseguenza di un numero infinito di cause, ma il fenomeno subprime è la scintilla, solo la scintilla e nulla più.

Detto questo chiudo solo con una riflessione riguardo all’orizzonte di questa crisi e alle sue soluzioni!

Se qualcuno crede ancora nelle soluzioni adottate per questa crisi, ebbene il mio augurio è che al di la di ciò che faranno i mercati azionari queste soluzioni siano tali da far comprendere che non si risolve la Madre di tutte le crisi finanziarie ed economiche della storia utilizzando gli stessi argomenti, le stesse politiche monetarie ed economiche ma che dobbiamo tutti fare un passo indietro nessuno escluso in maniera proporzionale e che senza la Verità e la Trasparenza non abbiamo alcun futuro se non quello di costruire il prossimo eccesso, la prossima bolla che con il passare del tempo assumerà incontrollabili.

Se riusciremo ad uscire da questo immenso tunnel, nulla sarà precluso al capitalismo, un capitalismo che non può vivere senza il rispetto per l’uomo e la sua dignità, una globalizzazione che non può esistere senza partire dalle esigenze di ogni essere umano prima che essere la globalizzazione delle merci e dei capitali.

Ma permettetemi in non credo in questo capitalismo, io credo in un capitalismo “sociale” dove la creatività e la libertà dell’uomo è al servizio della collettività che in fondo è lo specchio della sua soddisfazione e del suo benessere in un mondo dove ogni essere umano ha diritto alla sua dignita, qualunque esso sia.

Un abbraccio a tutte le dolci Befane dell’Universo…….
Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 12:02

Andrea,
non sono d’accordo con il tuo commento.
Spero tanto di sbagliarmi ma il conflitto , o meglio i conflitti ci saranno, anzi sono già in atto.

Ricordo che mentre noi festeggiamo il santo natale è in atto il genocidio del popolo palestinese.

Mi dispiace, ma non è realizzabile un passaggio ad un “nuovo” capitalismo magari sociale come auspichiamo senza “traumi”.

Mi piacerebbe molto ma ….

E non venitemi a parlare di Obama e del suo dream team (sigh).
Matteo

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 16:36

stiamo assistendo alla più grande trasformazione epocale mai accaduta prima ,direi inpensabile!!!.L,AMERICA piano piano stà diventando statalista. LA CINA sta diventando capitalista, guardatela come vi pare ,ma quesrta è la realtà.vedremo. (minghin)

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 19:39

è da un po di tempo che non si sente piu parlar male delle banche (eccetto RUIZ ZAFON che diice:
svaligiare una banca o fondarne una è la stessa cosa)

ma io intendevo nel senso di paura di default.

che ci si puo fidare adesso ad invertire in qualche ETF o ETC garantito da deutsche bank RBS o soc. gen. ???????

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 21:07

Il mozzo prova, come promesso, a dare il suo contributo. Il tema è quello dell’andamento dell’oro:

1) da http://www.swissinfo.ch

Tempi d’oro per le raffinerie di metalli preziosi
Didascalia: Affari d’oro nella raffineria di metalli preziosi Argor-Heraeus (swissinfo)Altri sviluppi
02.12.2008
Caccia ai contrabbandieri 09.10.2008
Crisi finanziaria: come investire i propri risparmi? L’insicurezza generata dalla crisi finanziaria porta alla ribalta l’oro come bene rifugio. In seguito alla forte domanda degli investitori, in Svizzera le raffinerie lavorano a pieno ritmo. Reportage in Ticino.
Alla Argor-Heraus, fabbrica con sede a Mendrisio (sud del Ticino), le ore supplementari non si contano più per far fronte alla produzione di lingotti.

All’ingresso della ditta, spicca uno scudo che reca la scritta: “La parola è d’argento, il silenzio d’oro”. Questa mattina il direttore Erhard Oberle ha scelto la prima opzione; per l’intervista prende tutto il suo tempo.

Da vent’anni ai vertici della Argor-Heraus – raffineria d’oro, d’argento e di platino – non nasconde il suo stupore: “Nella mia carriera non avevo mai visto nulla di simile. La domanda è così elevata, che facciamo fatica a stare dietro alle ordinazioni”.

La ragione è molto semplice: la crisi finanziaria spinge molti investitori verso i valori sicuri. E così i lingotti d’oro e d’argento sono al centro di una vera e propria “bulimia”. Del resto si sa che quando tutto va male, il metallo prezioso ritrova tutto il suo potere di bene rifugio. “A giocare un ruolo decisivo in questo contesto – commenta Oberle – non è tuttavia l’evoluzione attuale dei prezzi dei metalli preziosi”.

I lingotti fanno furore e vanno a ruba
Al di là dei lingotti, la ditta di Mendrisio fabbrica anche prodotti semi-finiti per la gioielleria e l’orologeria, per le monete e le medaglie. Ma sono però i lingotti le vere “star” della produzione: il mercato è infatti ai massimi vertici. Le ordinazioni arrivano dalle banche attive nella gestione patrimoniale, dalle banche cantonali e da altri istituti di credito svizzeri e stranieri.

I clienti di questi ultimi depositano successivamente i lingotti nelle casseforti, oppure direttamente nelle cassette di sicurezza delle proprie abitazioni. Se tutto dovesse crollare, i proprietari sono sicuri di poter conservare almeno il valore lordo del metallo.

Per far fronte alla domanda in netta crescita, Argor-Heraeus ha dovuto aumentare la propria velocità di crociera nella produzione: da qualche settimana sono stati introdotti tre turni di 8 ore, con l’aggiunta di ore supplementari il sabato. È stato pertanto necessario assumere personale temporaneo.

L’effettivo del personale è salito a duecento unità, tra cui numerosi frontalieri, allorquando gli anni scorsi non oltrepassava la metà. Con un volume di più di quattrocento tonnellate d’oro all’anno, l’azienda è una delle più importanti al mondo.

Telefonini d’oro per clienti facoltosi
Eppure, malgrado l’aumento della domanda, il mercato non è ancora saturo. “Nel mondo – osserva Erhard Oberle – c’è oro a sufficienza in circolazione”. L’estrazione d’oro dalle miniere è infatti regolare e il recupero di vecchi gioielli attraverso la fusione è in netto aumento.

In crescita anche la produzione dei lingotti delle grandi banche “good delivery” (12,44 chilogrammi o 400 once). La produzione è tuttavia limitata. Attualmente i più richiesti sono i lingotti da un chilogrammo, seguiti dalle monete da 100 o 500 grammi.

Nella fabbrica di Mendrisio il metallo prezioso viene recuperato per produrre oro fino certificato (999 per mille in purezza). E, in mezzo alla produzione tradizionale, non mancano le ordinazioni particolari. Un esempio? Custodie di telefonini d’oro con diamanti incastonati.

Questo prodotto extra-lusso è destinato ad un commerciante di Ginevra che serve una clientela mediorientale. Ricchi e facoltosi clienti, dal momento che il modello di telefonino meno caro costa 250 mila franchi.

Sicurezza e controlli minuziosi
Ma non è tutto oro quello che luccica, ecco perché è importante controllare rigorosamente la materia prima e certificare scrupolosamente l’origine dei metalli preziosi. Argor-Heraeus ne sa qualcosa: nel 2006 l’azienda era stata sospettata di aver infranto l’embargo dell’ONU che gravava sulla Repubblica democratica del Congo; sospetti avveratisi poi privi di fondamento.

Gli operai sono abituati a lavorare i metalli preziosi. “All’inizio – spiega uno di loro – piuttosto impressionante. Ma, con il tempo, ci si abitua e i metalli preziosi diventano un prodotto come un altro”.

L’azienda deve tuttavia applicare severe misure di sicurezza. Vista dall’esterno, con i suoi alti muri e le videocamere di sorveglianza, sembra un carcere. Anche all’interno sono importanti le misure di sicurezza. Prima di lasciare l’ingresso, occorre sottoporsi all’analisi di sofisticate apparecchiature che verificano la presenza o meno di un metallo prezioso sulla persona. Insomma neppure un granello di polvere d’oro va perso.

swissinfo, Gerhard Lob, Mendrisio
(traduzione dal tedesco Françoise Gehring)

2) da bloomberg:
Gold May Advance for Eighth Year as ‘Perfect Insurance’ Sought
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By Nicholas Larkin, Claudia Carpenter and Pham-Duy Nguyen

Jan. 6 (Bloomberg) — Gold, the best-performing metal in 2008, may appreciate for an eighth year as investors seek a refuge from declining interest rates at the same time that central banks inject more cash into the banking system.

The metal will average $910 an ounce in 2009, 4.3 percent more than last year, according to the median forecast of 20 analysts, traders and investors surveyed by Bloomberg. Silver and platinum, which averaged at least 12 percent more in 2008, will decline this year, the survey showed.

Gold prices may strengthen after about $29 trillion was wiped off equities last year, the Federal Reserve cut interest rates to as low as zero and governments sought to end the worst financial crisis since World War II. The metal was one of only four commodities to rise when the Reuters/Jefferies CRB Index fell 36 percent, the worst year in a half-century.

“People fear inflation, they fear the credit crunch and they fear currency losses, and gold is the perfect insurance against all of that,” said Frederic Panizzutti, a senior vice president at Geneva-based bullion refiner MKS Finance SA, who forecasts gold will average more than $900 in the first half of 2009. Panizzutti was the most accurate forecaster in the London Bullion Market Association’s 2008 survey.

Average gold prices have risen for seven consecutive years, the longest winning streak since at least 1949. While the return of 5.8 percent through 2008 was the smallest since 2004 in dollar terms, gold rose 11 percent in euros and 44 percent in British pounds, data on Bloomberg show.

Mali Mines

The plunge in equities spurred some investors to buy precious metals. Gold in the SPDR Gold Trust, the largest exchange-traded fund backed by bullion, reached 780.23 metric tons on Dec. 29, up from 627.88 tons at the start of the year. The total is equal to almost four months of supply from mines.

Gold producers were among the top performers in the 162- member Bloomberg World Mining Index last year, which fell 61 percent. Royal Gold Inc., the Denver-based owner of rights to gold sales from companies including Barrick Gold Corp., rose 61 percent. Randgold Resources Ltd., the Jersey, Channel Islands- based owner of two gold mines in Mali, advanced 60 percent.

“There is every reason to believe gold’s going higher and a lot sooner than most people think,” said Randgold Chief Executive Officer Mark Bristow, head of last year’s best pe
rforming company in the FTSE 100 index, which it joined last month. “Our estimate is that new gold supply is going to be reduced by 15 percent over the next three years.”

Flood of Cash

Governments across Europe are selling more debt to fund bank bailouts and revive economies mired in their worst slump since the Great Depression. The U.S. Treasury Department estimated it will auction as much as $2 trillion of debt this fiscal year, which began Oct. 1. Euro-region nations will borrow as much as 880 billion euros ($1.2 trillion) this year, according to Royal Bank of Scotland Group Plc.

The flood of cash may undermine confidence in currencies, spurring investors to buy gold, said Mario Innecco, a futures broker at MF Global Ltd. in London. Innecco correctly predicted two months ago that gold would trade at $850 to $950 by the end of December.

“People will flee away from paper currencies because central banks are throwing everything at the market to try to revive things,” Innecco said. “People will flee to gold.”

The incoming administration of President-elect Barack Obama will seek as much as $850 billion in new spending and programs, congressional officials have said. China unveiled a 4 trillion- yuan ($585 billion) economic stimulus plan in November and European Union leaders are drawing up packages worth about a combined 200 billion euros.

‘A Trade War’

“It’s to some extent a trade war,” said Marc Faber, publisher of the Gloom, Boom & Doom Report. “You cheapen your currency so you export problems to somebody else, but since the whole world is engaged in trying to lower the value of their currencies, it may very well happen that all currencies lose value against the hot currencies like…

utente anonimo
Scritto il 6 gennaio 2009 at 21:12

Per comprendere la dinamica di contango e backwardation, sicuramente termini non esattamente banali, si veda:

3) da: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&task=view&id=152&Itemid=52

La base sull’argento (e sull’oro), ovvero la differenza tra il prezzo a pronti e a termine -1a parte
Scritto da Orlandi Stefano & Libertyfirst
Wednesday 02 May 2007

I
La “base” è lo scarto tra il prezzo a pronti (prezzo in contanti, fisico o locale) e il prezzo a termine di una merce. La base è importante soprattutto in agricoltura e in altri mercati dove l’immagazzinamento del prodotto serve a bilanciare la domanda e l’offerta. L’operatore di un magazzino può consegnare il prodotto sul mercato oppure trattenerlo dallo stesso influendo sull’ampiezza della base. La disparità tra il prezzo a pronti e quello sui futures scambiati in borsa, cioè la base stessa, misura in altre parole l’efficacia e l’efficienza dei mercati.

In teoria, la base rappresenta i costi di manutenzione in magazzino e di trasporto di una merce, più un piccolo profitto operativo per il magazziniere. L’opportunità di un extra profitto arbitraggiabile dai magazzinieri è spesso una ragione sufficientemente forte da spingerli a competere sul mercato. La competizione riduce i profitti in eccesso e la base ritorna a livelli quasi ideali. Nella pratica la base può temporaneamente calare o crescere in relazione alla domanda e all’offerta, sia nel mercato spot che in quello dei futures, questo perchè i mercati non sono mai perfettamente efficienti al 100%.

Quindi, cosa indicano i diversi livelli della base? In condizioni ideali la normalità per una merce è quella di avere una base positiva, dove il prezzo a termine dei contratti futures è più alto di quello spot (a pronti). Tale condizione si chiama “contango”, che può essere vista come il costo di tenere una merce in inventario, includendo le spese di immagazzinamento, l’assicurazione e gli interessi, più il costo per trasportarla sul mercato (totale di costi che vengono definiti nel loro insieme come “cost of carry”). La ragione per la quale il contango è considerato una condizione normale di mercato è dovuta al fatto che gli arbitraggisti possono spesso ottenere profitti senza rischio quando il contango diverge dal cost of carry,…

…per esempio: se il contango è troppo alto l’arbitraggista può comprare la merce al prezzo spot e vendere immediatamente il contratto futures ad un prezzo che, al netto del cost of carry, gli garantisce un extraprofitto immediato. Se i costi di trasporto sono fissi (a volte non lo sono e questo, da solo, può causare cambiamenti nel basis), l’arbitraggista lucrerà un profitto assicurato senza rischio. Può ripetere questa operazione fintanto che il contango rimane troppo alto, ma alla lunga la domanda in eccesso sul mercato a pronti e l’offerta in eccesso nel mercato futures riporterà nuovamente il contango a livelli normali.

II
L’opposto del “contango”, il “backwardation”, si verifica quando il prezzo future è inferiore al prezzo spot. Il backwardation indica una domanda spot superiore alle attese speculative incorporate nei prezzi future, ed in genere si ha quando i mercati si trovano in una situazione di temporanea scarsità di offerta. Per esempio, il backwardation è stata una caratteristica costante dei mercati energetici, grazie alla peculiarità dell’offerta di energia (in gran parte dovuta agli atti di manipolazione dell’OPEC e degli altri esportatori di petrolio di paesi interventisti, e alle difficoltà di immagazzinamento del petrolio e del gas una volta estratti). Per contro, l’oro e l’argento raramente si sono trovati in una situazione di backwardation.

Ciò, fino a poco tempo fa, quando l’argento ha cominciato a mostrare un contango ridotto, e anche un moderato backwardation. E’ troppo presto per dire se questa condizione possa rappresentare un picco temporaneo della domanda speculativa sul mercato SPOT, dovuta a flussi monetari inusualmente elevati. Probabilmente gli ETF (Exchange Traded Funds) sull’argento hanno molto a che fare con questa elevata domanda spot di metallo fisico. Si ricordi che il backwardation può accadere semplicemente per via di un’offerta limitata a fronte di una forte domanda (sia fondamentale che speculativa) sul mercato spot…

… forse ciò che sta accadendo sui mercati future è che gli speculatori siano venditori netti di contratti future contro l’argento fisico in loro possesso, cosa che, assieme alla debole domanda per i future in generale a prezzi maggiori, sta probabilmente tenendo bassi i prezzi e creando una situazione di backwardation.

Il rischio base consiste nel rischio che i prezzi nel mercato future non seguano gli alti e i bassi del mercato spot, per una varietà di motivi, ma in genere per via della diffusa paura di un imminente fallimento, chiusura o cambiamento rilevante delle regolamentazioni sullo scambio dei future. Il rischio base non è molto importante per i piccoli speculatori che detengono semplici posizioni, non di copertura, ma è una fattore molto importante da tenere in considerazione per gli operatori economici sofisticati, come spiegato da Antal Fekete nei suoi stimolanti “Bull in Bear’s Skin” e “Ultracrepidarian Musings”.

Mr Fekete argomenta molto bene che il rischio base ha un limite superiore (la base non potrà mai superare il costo di trasporto della merce; nel seguito si spiega il motivo), mentre non ha un limite inferiore (dove il rischio è teoricamente illimitato, in quanto il fallimento nella consegna significa letteralmente che non c’è offerta disponibile nel mercato SPOT a qualsiasi prezzo). Questo è esattamente l’opposto del rischio di prezzo, dove il rischio inferiore è limitato (i prezzi non possono essere negativi), mentre quello superiore è illimitato (in teoria, i prezzi possono salire all’infinito).

Il pezzo continua, ma era troppo lungo, può essere reperito sul sito indicato….

Sperando di essere stato di qualche utilità, buona notte a tutti
Daniele

Scritto il 7 gennaio 2009 at 01:25

per 27.
Anche io ho un bel background tecnico sull’arte del trading.
Fa quel che vuoi, io ho detto quello che penso, e per fortuna sono nessuno.
Il Trading è pura concorrenza, sciacallaggio, per uno che perde un altro guadagna, divide, è satanico.
Per me in questa oasi stona.
MM

Scritto il 7 gennaio 2009 at 06:41

Bene come detto nel mio ultimo post ci avviciniamo sempre più al momento in cui il mercati tenderanno sempre più ad essere sopravvalutati………ma di questo ne parleremo insieme nel prossimo post “dedicato”.

Nel frattempo nessuno spiraglio di luce dalla realtà fondamentale, proseguono senza sosta i licenziamenti e l’illusione di breve termine, l’illusione che questa sia una recessione come le altre sia nella dinamica che nella durata.

Vedremo insieme cosa “nasconde” l’ultimo dato ISM e cosa ci aspetta per il dato di venerdi sull’occupazione……

Buona Giornata Andrea

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 07:21

Per Piuzero
non sono daccordo sulle tue definizioni di trading; ho fatto per anni il trader professionista rispettando un preciso codice di comportamento e rispettando gli altri; dipende sempre dalle persone…….SONO LE PERSONE CHE ROVINANO CON IL LORO COMPORTAMENTO……NON IL TRADING IN SE…..
Financial Markets LAB

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 09:57

48.
Io ho la mia idea , tu hai la tua.
Bene cosi.
Ciao.

+zero
MM

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 10:30

Ho visto una analisi puramente matematica della serie temporale del DJ, basata sui chirp wave. fatta circa due mesi fa, ha preso in pieno l’evoluzione del primo mese di previsioni, poi non ho controllato come si è comportata.
Va detto che prevedeva una rialzo di borsa nei primi giorni di gennaio fino al circa 10.000, poi un tonfo terribile fino ai 6500, poi un ritorno ai 7500.

Se siete interessati, cercatevelo in questo blog
http://aspoitalia.blogspot.com/

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 10:57

Buongiorno, se posso esprimere un opinione sul trading; premetto che io non sono un esperto…… seguo solamente….. ed eventualmente se ci sono delle occasioni interessanti, da valutare caso per caso, perchè no un ottima azienda ad un prezzo interessante si può anche comprare.
Io il trading lo considero quasi un lavoro, probabilmente un lavoro rischioso ma se fatto con gli strumenti giusti e le conoscenze adeguate, credo che possa essere anche renumerativo (ma che io sappia non ci sono molti trader arricchiti, a parte le speculazioni….); in fondo è un lavoro quasi come un altro, forse dà un reddito, non inquina; sempre meglio che produrre mine anti-uomo, diserbanti, detersivi ultra inquinanti, alimenti OGM ecc ecc ecc.
Visto che non si può avere un Reddito per Tutti, meglio il trader che il mercenario; non credete!!!!!

SD

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 14:30

quando ci sarebbe da parlare, dire la prorpia, come ha fatto SD, il prode Castiglioni sta zitto!! lui preferisce intervenire solo quando non c’e’ nulla da dire, se non che … la pensa diversamente (!?)
e intanto si fa pubblicita’, senza sborsare una lira!!! bravo Castiglioni, una bella lezione ci stai dando…

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 14:43

Eccomi di nuovo in ufficio dopo 5 settimane di ferie “forzate”..
Leggo..ascolto..penso..
Non credo che l’uomo cambierà…neanche stavolta..
Sapete come andrà a finire??…una grande guerra……chi rimarrà ricostruirà tutto…e le borse voleranno…e tra 60 anni siamo di nuovo al punto di partenza..

sono pessimista lo so…

un salutone a tutti

Aka

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 14:56

.

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 15:21

basta l’economia se sarà depressione a scavare nelle vite delle persone : così ha scritto il nostro capitano.
Non so se il mio ragionamento segue il filo logico del capitano, ma la guerra moderna non ha più bisogno di soldati armati di fucile, bensì usa leggi formulate dai politici ( camerieri dei lobbisti ) e applicate dai funzionari. così abbiamo i funzionari che applicano le direttive degli eurocrati di Bruxelles a danno delle piccole imprese che DEVONO chiudere. Proteggono le grandi aziende monopolistiche multinazionali che fanno ciò che vogliono. Perchè scomodare l’esercito quando bastano delle leggi che si fanno passare per il bene del consumatore e ottengono lo stesso risultato di togliere di mezzo i concorrenti?
Delocalizzazione e chiusura delle piccole realtà produttive sono certo un altro punto della crisi sottovalutato.
Un altro è la riduzione dell’umanità a un livello inferiore di consapevolezza come ci indica il nostro capitano e per fare questo perchè usare l’esercito?
Bastano i telefonini, la telvisione e tutti i “lussi” della vita moderna che ci ubriacano come l’alcool che veniva regalato agli indiani d’america…..

P.S. Difficili da capire per noi profani i concetti di Backwardation etc.
RobertoLara

Scritto il 7 gennaio 2009 at 15:35

RISPONDO A QUESTO ANONIMO CHE AL POST #52 scrive parole senza senso.non riesco a capire perchè tu e altri dite che io scrivo per farmi publicità , con quale logica dici questa frase senza senso?
secondo te io porto i miei clienti a leggere i vostri pensieri ? non mi sembra che mi sarebbe di aiuto , su questo sito sicuramente non trovo sostenitori o potenziali clienti , mentre ricevo solo frasi senza senso da Voi anonimi.
Ma nessun problema me l’aspettavo e mi aspettavo che Andrea invece mi risponde con educazione.
farmi publicità è un idiozia usate la testa e non ditemelo più, semplicemente scrivo perchè molte cose che leggo qui le condivido,perchè mi sono sempre ribellato verso un sistema dove i risparmiatori sono ingenui poco informati e quindi da spennare , perchè su alcune previsioni la penso in modo diverso ma forse per qualcuno è un eresia…

Gianni Castiglioni

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 16:13

Il trader per me è un parassita (non è un’offesa mi riferisco al senso biologico del termine), ovvero non produce nulla ma vive alle spalle degli altri.
Ma per chi lo ritenesse tale allora dico che i proventi di tale attività (come tutti gli utili da rendite finanziari) andrebbero tassati con le stesse aliquote e non al 12,5%.
Eddy Morales

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 17:16

castiglioni, hai un naso lungo come quello di pinocchio…

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 17:19

sono proprio le persone false come te, le piu’ pericolose (e allo stesso tempo le piu’ innocue, perche’ troppo evidenti) ad inquinare il mercato …. e questo blog.

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 17:44

Vorrei capire perchè tanti utenti provano rancore verso i trader???

Io credo che ci sono dei lavori, magari perchè siamo costretti a farli, e specialmente nella finanza; che forse sono più antisociali (mi limito a antisociali….) di quello che si immagina!!!!

SD

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 18:04

allego intervista rilasciata al settimanale Avvenire dall’ex governatore din Banca Italia Antonio fazio.

vi sono spunti e concetti molto
interessanti, soprattutto la “duale concezione che si ha della finanza”.

buona lettura.

carpe diem

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© APCOM
Roma, 7 gen. (Apcom) – Una nuova autorità internazionale che controlli la quantità di moneta a livello mondiale. La sollecita l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio che già otto anni fa, il 9 marzo 2001, in un intervento pubblico a Palazzo Koch aveva sottolineato che “A distanza di trent’anni dalla fine del sistema di Bretton Woods vanno ricercati criteri e regole per costruire un nuovo ordine monetario internazionale: in un contesto privo di un’àncora monetaria, deve acquistare nuovo rilievo l’analisi dell’espansione della finanza a livello mondiale”. Parole che oggi, nel mezzo della peggiore crisi finanziaria del dopoguerra, acquistano un suono diverso. L’ex governatore della Banca d’Italia, in un’intervista concessa al quotidiano Avvenire, conferma: «E questo il punto, una nuova autorità mondiale, una nuova Bretton Woods. Il problema di fondo della crisi finanziaria resta una globalizzazione che, priva di un’àncora, sta creando un mondo di disuguaglianze. Quando il sistema monetario è senza un’entità sovranazionale che controlla, si sviluppa per proprio conto senza limiti quantitativi: il credito produce moneta, la moneta produce credito. Bisogna tornare a controllare la quantità di moneta a livello mondiale.
Se dimentichiamo questo, continueremo ad avere momenti di euforia a cui seguiranno nuove crisi, che rallentano la crescita e poi passano, ma intanto fanno arretrare le condizioni di vita di larghi strati della popolazione”.
Per Fazio la crisi in corso non è paragonabile a quella del 1929. Ma al di là dei piani per alleviare le emergenze contingenti, è la riforma del Fondo monetario internazionale (che potrebbe diventare una sorta di Banca centrale mondiale, com’era previsto nel piano originario di Keynes) l’approdo cui arrivare, per poter davvero ripartire.
Una linea – rileva l’Avvenire – che, curiosamente, vede oggi il ministro Giulio Tremonti, oppositore di Fazio nel periodo 2001-2005, riecheggiare posizioni analoghe. Secondo l’ex governatore, che a tali temi ha dedicato un libro, terminato a giugno 2008, è dopo ll 1971 che cominciano i problemi: prima l’aumento dei prezzi delle materie prime cui seguono le due drammatiche crisi petrolifere, che sconvolgono le economie dei Paesi industriali; poi le tempeste locali (Messico, Corea, Brasile, Russia), la bolla tecnologica del 2000), quella immobiliare, fino agli ultimi eventi. Casualità? Fazio è convinto di no. Lungo i 13 anni da governatore, partecipando a una media di 35-40 riunioni l’anno dei massimi organismi internazionali, ha vissuto da testimone diretto uno scontro culturale fra due distinte impostazioni: una più tradizionale , della vecchia Europa (“Il fronte era Germania, Francia e Italia”, annota), contro l’ideologia liberista, del laissez-faire, che predicava un’attività economica sganciata da vincoli. Nell’illusione che il principio della ricerca del profitto individuale porti sempre al benessere collettivo, ma soprattutto to col vantaggio di poter avere mani libere, come successo negli Usa col sistema dei mutui e dei bond a essi collegati.
L’economista formatosi al Mit negli anni 60 ribadisce: «Dobbiamo controllare la quantità di moneta nel mondo, ma alcuni non vogliono sentire, nelle sedi internazionali ci si imputava sempre che volevamo troppo controllare». Accusa, questa, mossa anche all’azione in Italia dell’ex governatore. Che ora rivendica come sotto la sua gestione le banche si siano ridotte da circa 1.100 a 700: se fossere rimaste 1.100, molte sarebbero crollate (per non dire delle acque non brillanti in cui naviga oqgi l’olandese Abn Amnro, che nella calda estate 2005 fu protagonista – della conquista di Antonveneta). E successo che le nostre banche più di quelle estere hanno fatto le banche. Fazio pensa al sistema delle banche popolari e casse rurali che messe insieme, fanno il 30% circa del sistema, ma raccolgono i 2/3 dei clienti e ricorda una frase del suo aniico Horst Kohler, ex direttore del Fmi e attuale presidente tedesco: «Le banche popolari non sono il problema, sono la soluzione del problema».
BOL

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 18:15

SD
non provo assolutamente rancore per i trader, ognuno sceglie di fare quello che vuole nella vita.
Pero’ pagate le tasse come tutti gli altri.
EM

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 19:20

Grazie per la segnalazione ma al nome di Fazio …sono passato oltre,il disagio era eccessivo.
Troppa gente stà comprando oro,anche il lustrastascarpe famoso…per questo non salirà.
Lui580

Scritto il 7 gennaio 2009 at 19:49

x #57
scrivi:
“Il trader per me è un parassita (non è un’offesa mi riferisco al senso biologico del termine), ovvero non produce nulla ma vive alle spalle degli altri. ”

Scusa ma un normale commerciante cosa produce e per quale ragione non può essere considerato un parassita?
Perchè tale lo devo considerare in base alla tua definizione.
BG

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 20:33

la prospettiva economicha degli stati uniti nel primo semestre del 2009 sarà SPIETATA. sono le parole del presidente della federal reserve del kansas,non aggiungo altro vogliatevi bene , un ciao da (minghin)

utente anonimo
Scritto il 7 gennaio 2009 at 21:33

senza parole
“Indicazioni preoccupanti in questo inizio 2009 per quel che concerne il mercato mondiale dei titoli di Stato. In un anno in cui sono previste emissioni pari a 3mila mld di dollari, il triplo del 2008, desta apprensione l’andamento dell’asta odierna del decennale tedesco. Per la prima volta il pregiato strumento, considerato il benchmark di riferimento a livello continentale, ha registrato domande inferiori all’offerta. Il paese guidato da Angela Merkel chiedeva 6 mld di euro 07/01/2009”

utente anonimo
Scritto il 9 gennaio 2009 at 10:51

Premesso che l’arte di fare previsioni è davvero difficile, forse alcune riflessioni semplicemente logiche possono quantomeno fare un poco di chiarezza.

Non so se anche i lustrascarpe stiano acquistando oro. Quello che è certo è che, come è stato sottolineato in un post priecedente (61) dal 1971 è un susseguirsi piuttosto accelerato di “bolle” sempre più grosse e pericolose. Guarda caso il 1971 è l’anno di abolizione del gold standard ad opera dell’amministrazione Nixon. Per la cronaca a quel tempo l’oro valeva 35 USD/oncia.
Dopo un picco toccato nel 1980 (più o meno contro ogni valuta è iniziata una fase rialzista che attualmente ha condotto l’oro esattamente allo stesso livello del 1980 (contro Euro, ove il riferimento al 1980 è ovviamente al marco tedesco).

Perchè queste osservazioni? Perchè mi rendo conto che ancora in molti non hanno compreso che l’emissione di moneta operata dalle banche centrali non avviene avendo quale controvalore di un bene specifico. Ed allora l’enormità delle emissioni effettuate dalla FED per controbilanciare la altrettanto enorme distruzione di ricchezza innescata dalla crisi ha come indiscutibile effetto quello di diluire il valore del dollaro. Che poi le espertissime manipolazioni effettuate sui mercati riescano a far stare il tutto in un (precario) equilibrio è vero… ma mi pare che qualcuno abbia detto che non sia possibile ingannare tutti per un periodo di tempo infinito.
Per favore ditemi se ho riportato dati non corretti o i ragionamenti sono errati
Un caro saluto al Capitano e a tutti
Daniele

utente anonimo
Scritto il 10 gennaio 2009 at 13:08

Mi piacerebbe avere un commento da Andrea su opinioni recenti riguarda la presunta deflazione in corso.
Molti articoli (oggi ilsole24ore) come altri sulla rete, riferendosi all’inflazione CORE o all’andamento dell’oro, escludono la deflazione e prevedono invece una IPERINFLAZIONE.
Come si possono avere opinioni così diverse (opposte) con gli stessi dati alla mano?
Istintivamente, secondo la mia logica, mi verrebbe di darti ragione; ma escludo anche che gli altri siano tutti fessi.
Ti ringrazio comunque x l’attenzione.
Michele da Venezia

Scritto il 10 gennaio 2009 at 13:25

Sarò breve……..

Se oggi il prezzo delle materie prime e dell’energia è collassato lentamente si rifletterà sul prodotto finale passando attraverso tutta la filiera…..se Wal Mart la regina del lowcost lancia un profit warning dopo aver per mesi fatto sconti a ripetizione significa che è deflazione, se bisogna attendere la stagione degli sconti per salvare il salvabile è deflazione in quanto il consumatore finale attende prima di acquistare e alle imprese non resta che ridurre i prezzi e attuare licenziamenti di massa, se nessuno compra una macchina e per venderne una si deve ricorrere ad incntivi, sconti, finanziamenti è deflazione…….sino a quando all’improvviso ritornerà la fiducia nel mercato e tra i consumatori allora il denaro tornerà a scorrere e solo allora sapremo se il monetarismo spesso politica insostenibile avrà prodotto una nuova bolla, l’alba di una nuova crisi probabilmente quella finale.

Questa è deflazione, in Italia riescono ancora a far salire il prezzo della pasta e del pane, come spesso altri beni semplicemente perchè nessuno controlla nulla o meglio fa finta di farlo ed allora da noi non sarà magari deflazione ma una lenta disinflazione.

Il Giappone è storia e a differenza del buon Fugnoli che dice finalmente dopo due anni che “questa volta è diverso” ma che dalla Storia non bisogna imparare in quanto probabilmente lui non sa apprendere, non sa comprendere le lezioni………solo il tempo ci dirà se questo sarà il nuovo ” DECENNIO PERDUTO”……i segnali sono chiari poi chissà!

E’ per questo che sono sull’albero maestro a scrutare l’orizzonte giorno e notte, sino ad oggi la gente comune non ha appreso quasi nulla da questa crisi ed allora la mia speranza guarda oltre, oltre la consapevolezza…….

Andrea

utente anonimo
Scritto il 10 gennaio 2009 at 14:24

ciao andrea , ieri sono andato in banca x versare il mio stipendio ,sono entrato e quasi tutti gli impiegati stavano parlando tra di loro la banca era vuota ,visto che il parcheggio e il marciapiede sono tutti pieni di neve ghiacciata , scherzando gli ho detto ,invece di stare quì aparlare di ferie ,come spesso sento!!!!non andate a spalare la neve???non ti dico come mi anno guardato ,ti lascio immaginare!!!ciao (minghin)

utente anonimo
Scritto il 10 gennaio 2009 at 15:28

Pex Aka,

la guera è in corso, il capo di baattaglia è la borsa, le banche e le istituzoni finanziarie.

ci sono anche i morti ovviamente, difficili da contre erchè sparpagiati su tutto il pianeta, ma ci sono e sono e saranno molti milioni.

Queata crisi brucerà più valore equivalente della grande guerra.

ci sarà anche un dopoguerra ed una fase di ricostruzioe di ripresa e forse anche un periodo di espanzione importante.

Poichè però non sarano le case e le strade da ricostruire sarà meno evidente come “rimboccarsi le maniche”.

Certo che abbiamo qualche idea

una rete energetica basata anche sulla microgenerazione con tane piccole centrali da pochi MW con foti rinnovabili, cogenerazione e teleriscadamento.

una filiera dello smalimento e del riciclo fatta in modo scientifico ed industriale in grado di coniugare efficienza , ambiente e profitto.

una struttura socio-assistenziale adatta ad una popolazione la cui vita media sta per superare gli 80 anni.

C’è sicurmente una sovracapacità produttiva per prodotti di mercati maturi e saturi, dalle automobii ai telefonini. Ma questo non significa che non ci sia più nulla da fare e che dobbiamo ritornare a coltivare la terra. (dove basta il 5% della popolazione)

cominciate a guardarvi intorno, indietro non si torna, si può solo andare avanti.

“L’uomo deve essere una forza della Natura e non un grumo di dolore e rancore che passa il suo tempo a lamentarsi che l’universo non si dedichi a renderlo felice”

saluti

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